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mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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alla chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado
alla chiusura delle scuole secondarie di I e II grado
alla chiusura delle sole scuole secondarie di II grado
alla chiusura di nessuna scuola
Gilda News
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Stampa : da "Il Sole 24 Ore"
Inviato da admin_CUSMA il 24/11/2020 19:01:40 (10 letture)

DALL’INVALSI I TEST PER VALUTARE LE PERDITE DA SCUOLA «CHIUSA»

di E. Br. - 24 novembre 2020

Che la sostituzione della didattica in presenza con quella a distanza generi di per sé un calo negli appredimenti è un dato ormai acclarato nella letteratura internazionale. Ce lo hanno ricordato, da ultimi, l’Unesco e l’Organizzazione mondiale della sanità che appena giovedì scorso hanno invitato tutti i paesi a limitare al massimo la chiusura delle scuole per evitare ulteriori danni formativi e psicologici agli studenti. In attesa di capire quanti alunni potranno tornare in classe e quando, dall’Invalsi arriva un aiuto concreto a quantificare il terreno perso dai ragazzi con il susseguirsi dei lockdown totali e parziali. Sotto forma di prove “diagnostiche” che i docenti possono somministrare – «a titolo volontario», chiarisce l’ex direttore generale dell’Istituto di valutazione, Paolo Mazzoli – ai loro allievi per individuare eventuali deficit in italiano, matematica e inglese. E organizzare così delle attività di recupero individuali o di gruppo.

I (nuovi) test autodiagnostici

Il progetto “Percorsi e strumenti Invalsi” – che sarà presentato oggi pomeriggio in un webinar dalla presidente Anna Maria Ajello e dal responsabile dell’area prove nazionali, Roberto Ricci – mette a disposizione dei docenti oltre 60 tutorial e video formativi. Accedendo alla sezione riservata alle scuole del sito internet dell’Istituto di valutazione il dirigente scolastico può accreditare gli insegnanti. Mentre tocca a questi ultimi formare i gruppi di studenti, acquisire le credenziali per ciascun alunno e organizzare le sessioni per le prove. E c’è tempo fino al 31 gennaio. Il suggerimento di Invalsi è di testare i ragazzi dell’anno successivo rispetto a quello in cui si sarebbero dovute svolgere le prove vere e proprie: in terza primaria anziché in seconda, in prima media anziché in quinta elementare eccetera, fino all’ultimo anno delle superiori dove può essere verificato solo l’inglese, a meno che il docente non decida di utilizzare anche i quiz di matematica e italiano di seconda superiore per individuare carenze ancora più datate.

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Sentenze : da GildaFC/RN
Inviato da admin_CUSMA il 24/11/2020 18:49:24 (6 letture)

Concorso straordinario docenti, il Tar Lazio dice si alla prova suppletiva.

Cesena, 22/11/2020

Con ordinanza di venerdì 20 novembre, il Tar Lazio ha smentito il Ministro Azzolina circa la presunta “impossibilità” dello svolgimento di una prova suppletiva per il concorso straordinario.

I giudici amministrativi hanno infatti accolto la richiesta di misura cautelare avanzata da un candidato che, in quanto affetto da Covid, non si era potuto presentare per lo svolgimento della prova scritta nel giorno prefissato da calendario ed hanno ordinato al Ministero di predisporre una sessione suppletiva quando ci saranno le condizioni di sicurezza sanitaria come da avviso prot. n. 34577 del 4 novembre 2020.
A questo punto sicuramente non si faranno attendere i ricorsi di quanti, loro malgrado ed a causa del Covid, non hanno potuto svolgere la prova scritta prima della sospensione del concorso e che rivendicheranno l’ammissione ad una prova suppletiva.

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Stampa : da "LaRepubblica.it"
Inviato da admin_CUSMA il 22/11/2020 19:57:45 (17 letture)

SCUOLA, NELLA LEGGE DI BILANCIO 3,7 MILIARDI

di C. Zunino - 21 novembre 2020

Per la scuola, dice il ministero dell’Istruzione, ci saranno 3,7 miliardi in Legge di bilancio. Due miliardi e 200 milioni andranno per la spesa corrente, un miliardo e mezzo per gli investimenti. Il finanziamento è stato definitivamente approvato dal Governo e ora passa al vaglio del Parlamento.

Con i fondi stanziati si prevede un piano pluriennale per l’assunzione di 25 mila docenti di sostegno in organico di diritto, stabilizzazione “che si accompagnerà allo stanziamento di appositi fondi per la formazione del personale docente sulle tematiche dell’inclusione degli alunni con disabilità e per l’acquisto di ausili didattici”. Si attendono, quindi, mille docenti in più per il potenziamento dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia. E 60 milioni aggiuntivi l’anno per la fascia 0-6 anni.

Oltre 1,5 miliardi vanno all’edilizia scolastica. Il provvedimento proroga, poi, di un altro anno, i poteri commissariali ai sindaci di Comuni e Città metropolitane “per una rapida realizzazione” degli interventi negli istituti.

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RSU : da Coordinatore Nazionale
Inviato da admin_CUSMA il 22/11/2020 18:40:28 (9 letture)

dal Coordinatore Nazionale Gilda/FGU


Riunione Aran: RSU, rinnovo

di lunedì 16 novembre 2020

Cari colleghi,
stamattina si è tenuta all'ARAN una riunione con le Confederazioni del pubblico impiego, sulla questione delle elezioni per il rinnovo RSU.
E' stato comunicato ufficialmente di un articolo del disegno di legge di stabilità che prevede il rinvio di un anno di tutte le procedure, sia di rilevazione degli associati, sia di elezioni RSU.
Nel mese di dicembre vi sarà un nuovo incontro per regolamentare la proroga delle RSU decadute.
E' stata anche ventilata la possibilità di modifiche del regolamento, per consentire in futuro la presentazione telematica delle liste.
Con i migliori saluti.

RDM

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Stampa : da "La Tribuna di Treviso"
Inviato da admin_CUSMA il 20/11/2020 22:18:50 (11 letture)

LA PROTESTA

Sindacati contro la Dad «Prof pagati troppo poco»

di M.T. - 20 novembre 2020

TREVISO - Fa rumore l'accordo sul contratto integrativo per l'insegnamento a distanza:
Snals e Gilda Insegnanti di Treviso pestano i pugni sul tavolo, mancando il «riconoscimento economico». Nei giorni scorsi, è stato sottoscritto dal ministero dell'Istruzione e tre sole sigle sindacali:
Cgil, Cisl e Anief. Ne è seguita pure una nota ministeriale che recepisce i contenuti del contratto, autorizzando i dirigenti a far svolgere l'insegnamento pure da casa (e non solo via webcam
dall'aula) . Ma, fra le indicazioni su privacy e orari di lavoro, i nodi irrisolti restano tanti. Almeno a detta dei sindacati -Snals, Gilda e
Uil. Nei giorni del ritorno delle superiori alla Dad al 100%, la questione diventa motivo di aspra polemica.
Salvatore Auci, dello Snals: «Gli insegnanti lavoreranno il doppio, ma saranno pagati come prima. E i nostri docenti sono i meno pagati
d'Europa. Per preparare un'ora di Dad, il lavoro richiesto è di gran lunga superiore a quello per un'ora di didattica in presenza. L'amministrazione assimila erroneamente il docente in Dad al lavoratore in smart working». Sulla stessa lunghezza d'onda è Michela Gallina, di Gilda Insegnanti: «Non c'è riconoscimento economico, siamo senza contratto dal 2010. Tutto è scaricato sugli istituti, un po' nei mesi scorsi per la sicurezza. Sono accordi calati dall'alto, si modificano i rapporti di
lavoro senza condivisione: serviva una riflessione».
Poi entra nel dettaglio: «Non è contemplata la "pausa di lavoro", come imporrebbe un'attività al videoterminale. Riguardo alla strumentazione: se le superiori possono essere attrezzate non è lo stesso per primarie e infanzia».

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 15/11/2020 23:33:03 (30 letture)

Alunni con disabilità a scuola. Chiocca (CIIS): non si può usare l’autonomia per eludere la legge

di R. Palermo - 15/11/2020

La presidente del CIIS (Coordinamento italiano insegnanti di sostegno) Evelina Chiocca ha seguito fin dall’inizio il “caso” del liceo di Roseto degli Abruzzi dove un’alunna con sindrome di Down sta frequentando le lezioni in presenza con altri suoi compagni che hanno deciso di essere presenti in classe insieme con lei.

Le abbiamo chiesto quindi un commento.

Molte scuole consentono la frequenza in classe ai soli alunni con disabilità e ai soli insegnanti di sostegno, che vengono denominati come “i loro insegnanti”, contravvenendo in modo palese a ogni indicazione normativa. Nelle scuole chiuse, i docenti di sostegno sono impegnati anche con più alunni con disabilità, ricreando quelle classi differenziali che hanno segnato tristemente un periodo della storia della scuola e che credevamo definitivamente abbandonate.

Le risulta che si tratti di una situazione diffusa?

Sono molti i docenti di sostegno che lamentano questa situazione e che si trovano impossibilitati a fare diversamente. Si vota nei collegi docenti. Si decide di reintrodurre prassi contrarie alla norma. E tutto accade, nonostante i continui solleciti provenienti dal Ministero (si pensi alla Nota 1990/2020, emanata proprio a chiarimento dei contenuti del DPCM 3 novembre 2020).

Lei conosce bene il caso di Roseto: ci racconta come si sono svolti i fatti?

La realtà racconta la tenacia della mamma di Anna, la sua determinazione, il suo non voler accettare passivamente la pericolosa deriva conseguente all’abbandono della via intrapresa dalla scuola italiana a favore del processo inclusivo e alla rinuncia di oltre 40 anni di storia. Questo rischio l’ha spinta a non arrendersi, a non darsi per vinta. E così, norme alla mano, questa mamma ha chiesto alla scuola il loro rispetto: creare le condizioni di reale inclusione.
È vero che il Dirigente l’ha ascoltata, ne prendiamo atto e ce ne rallegriamo. Inserito nell’odierna situazione, il suo agire appare addirittura, consentitemi il termine, coraggioso, visto che nelle altre scuole, dalle testimonianze che quotidianamente riceviamo, si insiste nel fare andare a scuola solamente l’alunno con disabilità e il solo docente di sostegno. Il Dirigente di Roseto degli Abruzzi ha applicato coerentemente, rispettandola, la normativa vigente. Ed è ciò che deve fare ogni dirigente della scuola italiana.

Forse bisogna anche dire che Governo e Ministero non hanno brillato per chiarezza: le disposizioni impartite nel corso dei mesi non appaiono molto limpide e coerenti.

Già nel giugno scorso il Ministero con il DM 39/2020, poi ripreso nel DM 89/2020, aveva indicato che la frequenza degli alunni con disabilità, in caso di sospensione delle lezioni, avrebbe dovuto garantire “condizioni di reale inclusione”, quindi, insieme all’alunno con disabilità, in classe sarebbero dovuti entrare anche altri compagni, figli di personale sanitario o di personale la cui attività lavorativa è essenziale per il bene della popolazione. L’impostazione inclusiva, coerente con le norme fino a oggi emanate, viene così tradotta nella costituzione di un piccolo gruppo “eterogeneo per capacità”.

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Comunicati : da USR Emilia Romagna
Inviato da admin_CUSMA il 14/11/2020 20:10:00 (20 letture)

USR Emilia Romagna

Protocollo d’Intesa USR - Rete Istituti Agrari Emilia Romagna/Image Line triennio 2020-2023

Bologna, 11 Novembre 2020

Si pubblica il Protocollo d’Intesa tra questo Ufficio Scolastico Regionale, la Rete degli Istituti Agrari E-R e Image Line s.r.l. per attività di formazione e fornitura strumenti digitali per l’agricoltura, finalizzata a promuovere approcci innovativi all’agricoltura negli studenti degli istituti agrari :Progetto “AGROINNOVATION EDU” rinnovato per il triennio 2020-2023 (aa.ss. 2020-21, 2021-22, 2022-23).

Le attività di formazione per i docenti e le modalità di presentazione della manifestazione d’interesse per attività di formazione rivolte agli studenti, nonché i materiali didattici forniti da Image Line s.r.l. relativi all’anno scolastico corrente 2020-2021 sono dettagliati nella Scheda Tecnica allegata all’intesa (Allegato 1).

CLICCA QUI:
https://www.istruzioneer.gov.it/wp-con ... Agrari-E-R-Image-Line.pdf

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Pensioni : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 14/11/2020 19:40:00 (21 letture)

Pensioni scuola, domande on-line fino al 7 dicembre [CIRCOLARE]

di L. La Gatta - 14/11/2020


Per andare in pensione dal 1° settembre 2021 il personale della scuola potrà presentare domanda esclusivamente on-line entro il 7 dicembre 2020. La scadenza per i Dirigenti scolastici resta invece fissata al 28 febbraio.

Tutte le indicazioni sono contenute nell’annuale circolare relativa alle cessazioni dal servizio e nei relativi allegati.

QUI LA CIRCOLARE:
https://www.miur.gov.it/documents/2018 ... rsion=1.0&t=1605298534888

Tabella riepilogativa requisiti 2021
La scadenza riguarda le domande di:

- cessazione per dimissioni volontarie dal servizio
- permanenza in servizio per raggiugere il minimo contributivo
- revoca delle istanze già presentate
- coloro che, avendo i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiedono la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico.
Le domande valgono, per gli effetti, dal 1° settembre 2021.

Come si presenta la domanda

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 24/11/2020 18:56:22 (13 letture)

Di Meglio (Gilda): “Troppe lacune nel contratto sulla Ddi, restiamo contrari”

di D. Di Frangia - 24/11/2020
La Gilda degli insegnanti è tra i sindacati che non hanno firmato il contratto sulla didattica digitale integrata. A rafforzare questa scelta, la sigla del coordinatore Rino Di Meglio ha condotto un sondaggio sulla Ddi coinvolgendo 5269 docenti con un questionario online. Un campione consistente, da cui emerge la condivisione della scelta sul no al contratto.

I dati forniti dalla Gilda dicono di un 81% degli intervistati favorevole alla decisione di non firmare. Il 63,4% afferma che “la didattica a distanza non è scuola”. L’83,2% si oppone alla reperibilità oltre la fascia oraria stabilita dalla contrattazione di istituto richiesta spesso dai dirigenti scolastici.

Docenti contrari per l’80% all’obbligo di recuperare gratuitamente i minuti di lezione non effettuati durante l’emergenza e con la Dad, e per il 67% alla formazione alla Dad fuori dall’orario di lavoro e non retribuita.

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Attività sindacale : da Gilda CN
Inviato da admin_CUSMA il 24/11/2020 17:30:00 (11 letture)

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GILDA degli Insegnanti
Associazione professionale e sindacale
aderente alla Federazione Gilda
UNAMS


INDICAZIONI E SUGGERIMENTI PER L’ORGANIZZAZIONE DELLA DDI.
In premessa si ricorda che per quanto concerne la DDI o DAD che dir si voglia, sia le linee guida approvate in Parlamento con la legge 89 il 7 agosto che il CCNI sottoscritto da alcune sigle sindacali ribadiscono che:
- La DDI si svolge nel pieno rispetto della libertà di insegnamento e delle competenze degli organi collegiali
- L’orario di servizio dei docenti rimane invariato sia per quanto concerne le ore di insegnamento previste contrattualmente sia che per le attività previste dal piano annuale
- Il docente assicura le attività in maniera sincrona o in maniera asincrona
Ne consegue quindi, come confermato dalle FAQ ministeriali a riguardo, che ogni Collegio dei Docenti deve rivedere l’organizzazione delle lezioni deliberate ad inizio anno, valide per la didattica in presenza, alla luce di una nuova distribuzione oraria da svolgere in didattica digitale integrata a distanza in modo da definire in maniera univoca le ore di attività da effettuare in maniera sincrona e quelle in attività asincrona.
Nella stesura di questa nuova organizzazione oraria, le linee guida prevedono che per attività sincrona si intendono quelle caratterizzate da interazione in tempo reale tra insegnanti e studenti dell’intero gruppo classe.
Le stesse linee guida prevedono un minimo di ore da prestare in attività sincrona:

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Inviato da admin_CUSMA il 22/11/2020 19:54:17 (21 letture)

Orario di servizio dei docenti deve essere sempre definito

di L. Ficara - 21/11/2020

Una nostra lettrice ci chiede se è legittimo modificare l’orario di servizio settimanale dei docenti a seconda dei bisogni del momento. In sostanza la docente specifica che il suo orario settimanale viene modificato ogni mattina a seconda del bisogno della giornata, aumentando o diminuendo il numero delle ore preventivamente previsto. Si tratta di un modo illegittimo di agire.

Normativa sull’orario di servizio dei docenti

Per quanto riguarda l’orario di servizio dei docenti è tutto scritto nell’art.28 del CCNL scuola 2006-2009 e ampliato, con la specifica dei posti di potenziamento, nell’art.28 del CCNL scuola 2016-2018.

Nell’art. 28, comma 5, del CCNL scuola 2006-2009 è specificato che sono previste 25 ore settimanali per gli insegnanti della scuola dell’infanzia, 22 ore per la scuola primaria più due ore di programmazione, 18 ore nella secondaria di primo e secondo grado, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 20/11/2020 23:33:47 (11 letture)

Scuola paritaria, la Cassazione conferma il suo no

di Dino Caudullo - 20/11/2020

E’ di qualche giorno addietro la notizia della rimessione alla Corte Costituzionale, da parte della Corte d’Appello di Roma, della questione di legittimità costituzionale dell’art. 485 d.lgs. n. 297/1994 per contrasto con l’art. 3 Cost., nella parte in cui non prevede alcuna possibilità di valutazione ai fini della carriera, quindi sia ai fini della mobilità del personale che della ricostruzione di carriera, dei servizi di insegnamento prestati presso la scuola paritaria.

Se rimessione alla Consulta, come avevamo scritto, riapre uno spiraglio di speranza per quei docenti che, prima dell’immissione in ruolo, hanno prestato anche parecchi anni di servizio di insegnamento presso le scuole paritarie, permane tuttavia il c.d. “diritto vivente”, rappresentato dall’orientamento della Corte di Cassazione in materia.

Con recente ordinanza del 10 novembre scorso (n.25226), la Corte di Cassazione ha infatti ribadito il proprio orientamento circa la non valutabilità dei servizi in questione.

I Giudici di piazza Cavour hanno confermato il principio già enunciato nel dicembre 2019, ribadendo che “Ai fini dell’inquadramento e del trattamento economico dei docenti non è riconoscibile il servizio pre ruolo prestato presso le scuole paritarie in ragione della non omogeneità dello status giuridico del personale”.

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Attività sindacale : dalla delegazione Gilda al MI
Inviato da admin_CUSMA il 19/11/2020 20:50:00 (12 letture)

dalla delegazione Gilda al Ministero dell'Istruzione.

Resoconto dell'incontro MI - OOSS

di giovedì 19 novembre 2020

Oggi 19 novembre 2020, alle ore 15.00 si sono riunite in videoconferenza le delegazioni dell’Amministrazione (DG-Ordinamenti, direttore dott.ssa Palermo) e delle OOSS rappresentative dei docenti e dei dirigenti scolastici per discutere il seguente odg:

- informativa su Schema di Decreto Ministeriale ex articolo 8 legge 92/2019 “Collaborazioni scuola-territorio per l’attuazione di esperienze extrascolastiche di Educazione Civica”.

La dott.ssa Palermo ha illustrato brevemente gli otto articoli della bozza di schema di decreto in oggetto evidenziando che il provvedimento è previsto dall’art. 8 della Legge 92/2019.

Il Decreto disciplinerà le modalità attuative con le quali si realizzeranno le collaborazioni scuola-territorio e fisserà i criteri e i requisiti per l’individuazione dei soggetti istituzionali e del mondo del volontariato e del Terzo settore con i quali le Istituzioni scolastiche potranno collaborare per la realizzazione di esperienze extrascolastiche che integrano l’insegnamento dell’educazione Civica.

Le Istituzioni scolastiche per questo sottoscriveranno accordi di rete ai sensi dell’art. 7 del 275/1999 e della 107/2015 e per i quali sono previsti una serie di elementi. Vengono definiti anche i criteri e i requisiti per l’individuazione dei soggetti, iscritti da almeno sei mesi nel registro unico nazionale, con i quali le scuole dovranno operare, tra questi la comprovata e riconosciuta esperienza nelle tematiche da realizzare.

Le esperienze extrascolastiche dovranno essere inserite nel Curriculum degli studenti della secondaria di secondo grado.

Il Decreto si chiude con la solita clausola di invarianza finanziaria, che significa che non ci sono soldi per retribuire i docenti.

La delegazione FGU-Gilda degli Insegnanti ha ringraziato la dott.ssa Palermo per aver illustrato la proposta di Decreto prima di inviarla al CSPI e ha preso atto dei contenuti del provvedimento.

Intervenendo nel merito, ha ribadito tutte le critiche espresse in sede di audizione presso le Commissioni parlamentari al testo delle Legge 92/2019, in particolare ha rimarcato come l’assenza di risorse destinate all’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione Civica non permetta di retribuire gli ulteriori e gravosi carichi di lavoro che gli insegnanti devono accollarsi.

Ha ricordato come già in estate la Gilda degli Insegnanti abbia chiesto di rinviare al prossimo a.s. l’attuazione della Legge 92/2019, dato il drammatico contesto pandemico nel quale si è avviato, e per molti già interrotto, a.s. 2020/2021.

Anche per quanto riguarda le collaborazioni scuola-territorio, quindi, la delegazione FGU-Gilda degli Insegnanti ha chiesto di rinviare al prossimo a.s. tutte le attività.

Nel merito del testo presentato ha poi aggiunto come sia necessario:

- definire a livello nazionale quali siano gli enti accreditati e non lasciare alle scuole questo compito (abbiamo visto che in questo frangente l’autonomia non sta dando prova di efficienza e i risultati sono deludenti);

- valutare se le attività extrascolastiche possano essere parte del progetto PCTO;

- stabilire se le attività extrascolastiche diano accesso al credito per il triennio delle secondarie di secondo grado;

- mantenere alle scuole la titolarità del processo e delle procedure della progettazione didattica, anche in fase di co-progettazione.

Infine, la delegazione FGU-Gilda degli Insegnanti ha sottolineato come le attività previste di collaborazione scuola-territorio si realizzano solo con il lavoro impegnativo degli insegnanti e che quindi è necessario reperire risorse per retribuire queste attività, che non possono essere effettuate gratuitamente dai docenti.

la delegazione FGU-Gilda degli Insegnanti

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Stampa : da "LaRepubblica.it"
Inviato da admin_CUSMA il 15/11/2020 18:30:00 (26 letture)

UN’ALTRA SCUOLA È POSSIBILE

di A. Gavosto - 14.11.2020

Dopo mesi di chiacchiere su plexiglas e banchi a rotelle e dopo una faticosissima riapertura a settembre, con un numero mai visto di cattedre ancora da riempire, gran parte della scuola sta per tornare in lockdown. Solo infanzia e primarie continuano in presenza: speriamo il più a lungo possibile, dato che le analisi recenti confermano la poca efficacia dell’apprendimento online per i più piccoli. Nelle regioni più a rischio, medie (dalla seconda classe) e superiori faranno solo didattica a distanza.

Si poteva evitare una nuova chiusura così estesa? Sì, anche se non era facile: dalle simulazioni dell’Istituto superiore di sanità dello scorso aprile si sa che scuole e università, creando assembramenti, specie sui trasporti, sono il singolo maggior fattore di propagazione del virus.

Si doveva agire su tre fronti, modulandoli a seconda delle esigenze dei diversi gradi di scuola: ridurre il numero di studenti per classe, creando “bolle” stabili di 10-12 allievi, con minore rischio di contagio; organizzare turni, a distanza e in presenza, al mattino e al pomeriggio, per diminuire l’affollamento dentro gli istituti — per molte ore in luoghi poco aerati — e sui mezzi pubblici; scaglionare le entrate e diminuire la capienza di bus, tram e metro, evitando la commedia dell’assurdo recitata a fine agosto da molte Regioni e una ministra per aumentarla. Purtroppo, il ministero dell’Istruzione ha scelto una strada diversa, puntando a un rientro a settembre nelle medesime condizioni di febbraio: stessi orari, stessi spazi, stesse regole per l’assegnazione delle cattedre (a parte 50 mila supplenti in più per l’emergenza), ma complicate da una nuova procedura online, causa di molti guai.

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Inviato da admin_CUSMA il 14/11/2020 19:48:35 (26 letture)

Didattica a distanza: Scuola Bene Comune propone di impugnare il contratto in tribunale

di R. Palermo - 14/11/2020

Continuano le prese di posizione contro il contratto integrativo sulla didattica digitale integrata.

Dopo la richiesta della Uil Scuola di sottoporre a referendum il contratto (richiesta formulata con l’evidente intenzione di mettere in difficoltà i 3 sindacati firmatari dell’accordo, Cgil, Cisl e Anief) arriva anche la protesta di SBC (Scuola Bene Comune), un gruppo molto attivo su Facebook.

La proposta di SBC è ancora più radicale di quella della Uil Scuola perché si tratterebbe non solo di sottoporre il contratto alle assemblee del personale ma anche di impugnarlo per via giudiziaria.

Scuola Bene Comune sostiene che “la materia del CCNI non ha nessun fondamento nel CCNL 2016/2018 attualmente vigente”.

Senza considerare, sottolinea SBC, che “il contratto integrativo equipara l’orario di servizio settimanale in presenza con l’orario di servizio a distanza, laddove il lavoro a distanza è molto più oneroso di quello in presenza”.
A parere di SBC il CCNI “avrebbe dovuto prevedere un dimezzamento dell’orario, dal momento che 1 ora di didattica a distanza equivale a 2 ore di didattica in presenza, come accade nel settore universitario”.

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