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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16:00 alle 18:30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Comunicati : da "LaTecnicadellaScuola" del 7 gennaio 2019
Inviato da admin_CUSMA il 7/1/2019 23:22:47 (33 letture)

Mobilità, legge di bilancio, pensioni e concorsi: il punto su Gilda TV

di Redazione - 07/01/2019

Nuovo appuntamento con Scuola News, l’approfondimento settimanale a cura di Gilda TV che commenta i fatti salienti dell’attualità scolastica.

Ecco i temi della puntata del 6 gennaio 2019.

– Contratto integrativo di mobilità per i triennio 2019/2022.
– La scuola nella manovra di bilancio.
– Pensioni 2019. Miur, in uscita 40 mila docenti.
– 2019, l’anno dei concorsi.
– Diplomati magistrali ante 2001/2002 con servizio nelle scuole paritarie.
– Protesta: docenti del sud immessi in ruolo nelle regioni del nord con il comma 131 della legge 107.
– RSU Caserta. Il Tribunale ha dato ragione alla Gilda.
– Concorso per DSGA.


clicca QUI:
https://gildatv.it/

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Aggiornamento professionale : da UAT di Forlì-Cesena e Rimini, sede di Forlì
Inviato da admin_CUSMA il 5/1/2019 17:46:32 (49 letture)

UAT di Forlì-Cesena e Rimini sede di Forlì, 4.01.2019

Diritto allo studio anno 2019

Forlì, 3 gennaio 2019

Ai Dirigenti Scolastici
della Provincia di FORLI’-CESENA
LORO SEDI
e p.c. Alle OO.SS. del Comparto Scuola
LORO SEDI


Oggetto: Permessi straordinari retribuiti per il diritto allo studio di cui all’art.3 del DPR 23 agosto 1988, n. 395 – Anno Solare 2019 - Periodo 1° gennaio 2019 – 31 dicembre 2019.

Questo ufficio ha ultimato l’esame dei reclami e delle segnalazioni pervenute e pertanto si trasmettono, in allegato, gli elenchi alfabetici definitivi del personale della scuola ammesso alla fruizione dei permessi di cui all’ oggetto.
Nei confronti del personale la cui istanza è stata accolta, i Dirigenti Scolastici competenti provvederanno ad adottare i provvedimenti formali di concessione.
Alla presente si allega inoltre l’elenco alfabetico definitivo del personale escluso, che ciascun Dirigente dovrà notificare al personale interessato in servizio nella sede scolastica di propria competenza.
Si ritiene inoltre opportuno richiamare le disposizioni contenute nell’art. 7 – comma 4 – dell’Atto Unilaterale U.S.R. Emilia Romagna prot. 5448 del 30 marzo 2017 e relativa integrazione disposta con Atto prot. 7967 del 26 aprile 2018 per cui “I permessi sono usufruibili per la frequenza dei corsi finalizzati al conseguimento dei titoli e/o attestati indicati nell’art. 5 del presente contratto e riconosciuti dall’ordinamento pubblico e per l’effettuazione dell’eventuale tirocinio, nonché per il sostenimento dei relativi esami compreso l’esame di laurea. I medesimi permessi potranno essere fruiti anche nel caso in cui le lezioni, le attività didattiche e/o di laboratorio siano erogate con il sistema della formazione a distanza sempre che, ferma restando la presentazione della documentazione relativa all’iscrizione ed agli esami sostenuti, la piattaforma comunicata dall’ente formativo preveda tali attività in orario di servizio e i dipendenti iscritti alle attività formative on line siano in grado di certificare l’avvenuto collegamento alla piattaforma durante l’orario di lavoro. A tal fine il dipendente, contestualmente alla domanda di fruizione di permessi, dovrà produrre preventiva certificazione dell’ente formativo che attesti che solo in quel determinato orario il dipendente potrà seguire le lezioni. Successivamente, il dipendente medesimo dovrà produrre certificazione dell’ente formativo che attesti che il dipendente ha seguito personalmente, effettivamente e direttamente le lezioni trasmesse per via telematica nelle suddette giornate coincidenti con le ordinarie prestazioni lavorative.”

Il Dirigente
f.to dott. Giuseppe Pedrielli

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Comunicati : da UAT di Forlì-Cesena e Rimini, sede di Forlì
Inviato da admin_CUSMA il 1/1/2019 18:39:24 (72 letture)

UAT di Forlì-Cesena e Rimini, sede di Forlì, 21 dic. 2018

Controllo requisiti personale ATA DM 640/2017.

Si trasmette il file allegato a supporto del lavoro di codeste Segreterie.
_______________________________________________________

AI DIRIGENTI SCOLASTICI
DELLA PROVINCIA LORO SEDI


OGGETTO: Graduatorie di circolo e di istituto D.M. 640/2017 del personale A.T.A. Controllo requisiti di ammissione, titoli culturali e titoli di servizio degli aspiranti.

Facendo seguito alle numerose segnalazioni pervenute a quest’Ufficio relative ai requisiti di ammissione, ai titoli conseguiti e servizi svolti presso scuole paritarie, si ritiene possa essere d’ausilio alle istituzioni scolastiche fornire le seguenti indicazioni.
I controlli che le istituzioni scolastiche devono effettuare sugli aspiranti al conferimento delle supplenze sono disciplinati dall’art. 7 del D.M. n. 640/2017 di cui si riporta un estratto:
“7.5 – All'atto del primo rapporto di lavoro stipulato in applicazione del presente decreto, i predetti controlli sono tempestivamente effettuati dal dirigente scolastico nell'attribuzione che conferisce la supplenza temporanea disposta sulla base della graduatoria di circolo o d'istituto di terza fascia della stessa istituzione scolastica e devono riguardare il complesso delle situazioni dichiarate dall'aspirante, per tutte le graduatorie in cui il medesimo è risultato incluso”.
“7.6 - In caso di mancata convalida dei dati il dirigente scolastico, nella cui istituzione scolastica si verifica la fattispecie di cui al comma precedente, assume le conseguenti determinazioni, sia ai fini dell'eventuale responsabilità penale, di cui all'art. 76 del D.P.R. 28.12.2000,n. 445, sia ai fini
delle esclusioni di cui al successivo articolo 8, ovvero ai fini della rideterminazione dei punteggi, o della corrispondenza titoli/ aree di laboratori limitatamente al profilo di assistente tecnico e delle
posizioni assegnate all'aspirante nelle graduatorie di circolo e di istituto, dandone conseguente comunicazione all'aspirante e contestualmente alle istituzioni scolastiche scelte nel modello di scelta
delle scuole nonché al sistema informativo per i necessari adeguamenti”.
Si precisa che le graduatorie per il conferimento delle supplenze acquisiscono il carattere della definitività una volta decorso il termine previsto per evadere i reclami proposti dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie. Tale definitività, però, non preclude all’Amministrazione di esercitare il proprio potere di autotutela. Infatti, ai sensi dell’art. 8 c. 5 del D.M. 640/2017 : “Tutti gli aspiranti sono inclusi nelle graduatorie con riserva di accertamento dei requisiti di ammissione.
L’Amministrazione, in qualsiasi momento, può disporre, con provvedimento motivato, l’esclusione degli aspiranti non in possesso dei citati requisiti di ammissione”.
Le conseguenze per il candidato sono quelle previste dall’art. 8 commi 2 e 4 del D.M. n. 640/2017 che così recita: “l’Amministrazione dispone l’esclusione degli aspiranti che abbiano effettuato autodichiarazioni mendaci o abbiano prodotto certificazioni o autocertificazioni false.”

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Pensioni : da "OrizzonteScuola.it" del 22 dic 2018
Inviato da admin_CUSMA il 22/12/2018 17:20:00 (64 letture)

Pensioni quota 100 docenti, chieste norme specifiche per pensionamenti dal 1° settembre 2019

da Orizzonte Scuola, 22.12.2018

– Pensioni quota 100, incontro tra i sindacati e il Premier Conte prima dell’approvazione in Senato della legge di Bilancio.

Tra i temi affrontati anche quota 100 per il personale docente che, considerate le finestre annunciate, non potrà accedervi prima del 1° settembre 2020 .

Pensioni quota 100: requisiti
Ricordiamo che si accede a quota 100 con almeno:

38 anni di contributi;
62 anni di età.

Pensioni quota 100: tempistica
Al riguardo bisogna distinguere tra dipendenti pubblici e privati:

dal mese di aprile 2019 per i dipendenti privati;
dal mese di ottobre 2019 per i dipendenti pubblici.
La finestra di ottobre non può riguardare il personale docente, considerato che lo stesso può andare in pensione soltanto dal 1° settembre. Pertanto, per il predetto personale sembrerebbe confermato lo slittamento al 1° settembre 2020 della possibilità di accedere a quota 100.

Norme specifiche per la scuola
I sindacati hanno sottoposto la questione al Premier chiedendogli di intervenire.

Così scrive la Gilda Insegnanti:

Proprio in materia di previdenza, la Confederazione generale sindacale ha infatti chiesto “norme specifiche per la scuola, dal momento che – spiega il sindacato -, con l’introduzione di Quota 100 a partire da ottobre, il comparto rischia di essere tagliato fuori per via della decorrenza dell’anno scolastico”.

La CGS, di cui è segretario il coordinatore della Gilda Di Meglio, ha dunque chiesto norme specifiche per la scuola, in modo da permette ai docenti di poter accedere a quota 100 già dal primo settembre 2019.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 20 dicembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 21/12/2018 13:00:00 (61 letture)

Pensioni, quota 100 si sgonfia: 2,7 miliardi di finanziamenti tagliati e più disincentivi

di Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola, 20.12.2018

– Scongiurare la procedura d’infrazione della Commissione europea ha convinto il Governo a produrre un’ulteriore sforbiciata ai finanziamenti relativi all’anticipo pensionistico quota 100: secondo le agenzie di stampa, il 20 dicembre sarebbero stati tagliati dalla legge di Bilancio di fine 2019 altri 700 milioni “sull’altare della trattativa con l’Ue”.

Una richiesta che non sorprende, anzi in linea con quanto da noi anticipato e che già aveva prodotto lo slittamento della liquidazione al compimento dei 67 anni, quindi anche cinque anni dopo avere lasciato il servizio.

Le limitazioni sopraggiunte
Negli ultimi giorni, i finanziamenti a disposizione di quota 100 sono quelli ad avere pagato il prezzo più alto per assecondare le richieste di Bruxelles: per il 2019 si è passati dai 6,7 miliardi iniziali a meno di 4 miliardi.

Cosa significa tutto questo? Prima di tutto che la tanto annunciata contro-riforma Fornero sarà triennale e non strutturale.

Poi c’è il problema dello slittamento dell’entrata a regime di quota 100: il primo partito di governo, il M5S con in testa il premier Giuseppe Conte, assicura che il provvedimento entrerà in vigore in primavera inoltrata: il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha parlato di 1° aprile.

Potrà andare in pensione, tra il 2019 e il 2021, chi ha almeno 62 anni e 38 di contributi (c’è ancora da capire entro quale date, probabilmente il 31 dicembre prossimo) con una finestra trimestrale se il lavoratore è privato (la prima scatta ad aprile) e semestrale se pubblico.

Solo che in quest’ultimo caso l’uscita si concretizzerà ad ottobre: una data che per la scuola è improponibile, e se non vi saranno deroghe (poco probabili al momento), i docenti, gli Ata e i dirigenti scolastici interessati a quota 100 saranno costretti a lasciare il servizio solo nel mese di settembre 2020.

Poi, rimane confermato il divieto di cumulo con l’attività lavorativa fino ai 67 anni.

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Pensioni : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 19 dicembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 20/12/2018 20:16:04 (63 letture)

Pensioni quota 100, la liquidazione arriva comunque a 67 anni: il sì di Bruxelles costa caro

di Alessandro Giuliani - 19/12/2018

Alla fine i risparmi sulla manovra di bilancio hanno salvato l’Italia dalla procedura d’infrazione che Bruxelles minacciava da tempo. Ma a quale prezzo? È questo il punto.

Conte e Tria tranquillizzano
Secondo il premier Giuseppe Conte non vi sarebbero differenze sostanziali. “Ho dimostrato che si può essere allo stesso tempo responsabili e coraggiosi: abbiamo evitato la procedura d’infrazione, senza rinunciare a reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. La manovra dà ai cittadini, non toglie. Ma allo stesso tempo mantiene i conti in ordine”, ha detto il presidente del Consiglio al Tg1.

Per poi aggiungere: le due misure “partono a fine marzo: su questo sono stato inflessibile, anche se abbiamo operato dei risparmi”.

Gli fa eco il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che durante la registrazione di Porta a Porta, ha rassicurato gli interessati alle misure della manovra su reddito di cittadinanza e pensioni, quindi quota 100, “partiranno il primo di aprile”.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 19 dicembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 19/12/2018 22:00:00 (109 letture)

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Attività didattiche, troppi progetti sono uno spreco e distolgono dallo studio

di Lucio Ficara - 19/12/2018

Ogni anno scolastico gli studenti italiani vengono bombardati da attività didattiche extracurricolari che li distolgono dallo studio e rappresentano anche uno spreco di risorse economiche.

Risorse economiche del MOF 2018/2019
Quante sono le risorse economiche dedicate al miglioramento dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2018/2019?

Il 1° agosto 2018 è stato firmato il Contratto Integrativo Nazionale per i criteri per la ripartizione, per l’anno scolastico 2018/2019, delle risorse finanziarie confluite in un unico fondo, denominato “Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa”. In tale contratto si è stabilito di ripartire tra le scuole circa 820 milioni di euro, di cui, oltre mezzo miliardo di euro, andranno sul fondo di Istituto e oltre 130 milioni di euro sul bonus premiale.

In buona sostanza ogni scuola disporrà di un qualcosa come 100 mila euro o, nel caso di scuole con molti iscritti, anche di cifre ben superiori, a cui si aggiungono i fondi per i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, quelli per i PON e i POR, le erogazioni liberali.

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Attività sindacale : gilda scrive a conti
Inviato da admin_CUSMA il 19/12/2018 15:50:00 (59 letture)

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LETTERA DI NATALE: GILDA SCRIVE Al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONTI 19 DIC. 2018

Gilda Nazionale degli Insegnanti

Via Aniene, 14 – 00198 Roma
Tel. 06 8845005 – 06 8845095 Fax. 06 84241481
http://www.gildains.it


Gentile Presidente Conte,
siamo consapevoli dello sforzo Suo personale e del Suo Governo per dare risposte convincenti alla Commissione Europea in merito alla legge di Bilancio e alle previsioni di crescita economica del Paese.
Nella piena consapevolezza, come insegnanti della scuola pubblica italiana, di essere figure chiave per la realizzazione del progetto di crescita economica, politica e sociale del nostro Paese, abbiamo anche noi una lettera da sottoporLe e confidiamo che Ella possa dedicare anche a questa la dovuta attenzione.
L’anno volge al termine ed è tempo di buoni propositi. Appare stridente in questo contesto leggere, nelle bozze della legge di Bilancio, la totale assenza di risorse per il rinnovo del contratto degli insegnanti. Non vorremmo che il Suo governo ricadesse nel comportamento omissivo e dilatorio di chi L’ha preceduta e che ha indotto la Consulta a dichiarare incostituzionale il blocco del rinnovo contrattuale durato ben sei anni, diventati poi nove. Nove anni di vacanza contrattuale che hanno azzerato l’unica modalità di recupero parziale del potere d’acquisto del nostro salario, fanalino di coda del pubblico impiego e tra i più bassi in Europa, e del tutto inadeguato rispetto al livello di responsabilità attribuito alla funzione.
A fronte delle lodevoli iniziative di taglio agli sprechi e alle prebende della classe politica, a cui ora si aggiunge il taglio alle “pensioni d’oro”, c’è ancora spazio per recuperare risorse e redistribuirle in modo più equo.

È stato infatti calcolato che, in virtù delle riforme fiscali operate dal 1983 al 2007, i circa 10.000 italiani, il cui reddito nel 2016 è stato maggiore di 600.000 euro, hanno avuto “regali fiscali” medi di 100.000 euro ciascuno, per un totale di un miliardo di euro.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola" del 7 gennaio 2019
Inviato da admin_CUSMA il 7/1/2019 23:15:21 (45 letture)

Cancellazione degli ambiti, ecco cosa accade ai titolari di ambito

di L. Ficara - 07/01/2019

Con le nuove regole della mobilità 2019-2022 vengono cancellati gli ambiti territoriali e tutti i docenti tornano ad essere titolari su scuola. Ecco cosa accade ai docenti che ancora sono titolari su ambito territoriale.

Norma che assegna la scuola ai titolari di ambito
Ai sensi dell’art.6, comma 8, dell’ipotesi del CCNI mobilità 2019-2022 è stato disposto che prima di eseguire la mobilità, i docenti con incarico triennale, ivi inclusi i docenti con incarico triennale in scadenza al 31 agosto 2019, acquisiscono la titolarità sulla scuola di incarico. I docenti titolari su ambito, privi di incarico su scuola, sono assegnati sulla provincia.

In buona sostanza prima che venga eseguita la mobilità 2019/2020, tutti i docenti che attualmente sono titolari di ambito e sono incaricati triennalmente in una data scuola, avranno la titolarità assegnata alla scuola di attuale incarico. Nel caso i docenti titolari di ambito non abbiano avuto incarico triennale per mancanza di cattedra in quell’ambito e negli ambiti della medesima provincia, saranno considerati titolari sulla provincia.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" dell'01 gennaio 2019
Inviato da admin_CUSMA il 1/1/2019 21:36:10 (102 letture)

Rinnovo del contratto, stipendi più alti e stop al precariato: i sindacati dettano le priorità per il 2019

di F. De Angelis - 01/01/2019

E’ iniziato il 2019. Dal nuovo anno ci si aspetta sempre qualcosa in più. Qualcosa di diverso. Ed anche stavolta sarà così, anche per i lavoratori della scuola, che nel 2018 sembrano essersi confermati fra le cenerentole della pubblica amministrazione.

A dire il vero, non è che il nuovo anno sia iniziato con i migliori auspici: l’approvazione della legge di bilancio 2019 ha riservato un bottino magro per la scuola.

La Tecnica della Scuola ha chiesto ai sindacati del comparto quali fossero le priorità da fissare in alto in agenda per il 2019, e senza sorpresa, hanno evidenziato gli aspetti che purtroppo da anni rappresentano i punti dolenti del comparto scuola: il rinnovo del contratto, con il conseguente aumento dello stipendio, e l’eliminazione del precariato, emergenza che sembra non conoscere sosta.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 29 dic 2018
Inviato da admin_CUSMA il 29/12/2018 17:25:54 (71 letture)

Legge bilancio 2019: meno soldi per la scuola, ecco i numeri

di R. Palermo - 29/12/2018

La legge di bilancio incrementa la spesa scolastica o la riduce?
I numeri sono numeri e quindi le opinioni non dovrebbero contare molto, eppure sulla questione si stanno fronteggiando due interpretazioni opposte: c’è chi, come ad esempio la senatrice PD Simona Malpezzi, parla di 4 miliardi di tagli nel triennio e chi, come il deputato 5S Luigi Gallo, sostiene che ci sarebbe un incremento di spesa di 1,3 miliardi di euro.

Luigi Gallo (M5S): ci sono 1.300 milioni in più


Gallo spiega la questione sostenendo che i conti non vanno fatti “a legislazione vigente” ma tenendo appunto conto della manovra di quest’anno e di quelle future.
Cerchiamo di capire qualcosa di più, basandoci sui dati ufficiali (testo della legge, relazioni allegate e tabelle esplicative).

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Mobilità : da "Repubblica.it" del 22 dicembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 22/12/2018 13:15:27 (72 letture)

Scuola, i presidi non potranno più spostare i docenti

di Corrado Zunino, la Repubblica, 22.12.2018

– Firmato da Miur e sindacati il “contratto mobilità”. Ogni insegnante ha 15 scelte a disposizione (tra scuole e città) e dovrà fermarsi per tre anni nell’istituto ottenuto.

ROMA – I sindacati chiudono un’altra partita con il ministero dell’Istruzione: la mobilità. E contribuiscono a smantellare altri istituti della Legge 107 varata dal Governo Renzi. Con la fine (ora ufficiale) della chiamata diretta da parte del dirigente scolastico e la soppressione dell’ambito territoriale da cui il preside poteva richiamare i docenti, il nuovo accordo sul contratto nazionale 2019 (validità quattro anni) cancella gli algoritmi per la scelta delle destinazioni degli insegnanti in trasferta provando a restituire continuità didattica a una scuola italiana che non riesce a superare l’eccesso di supplenti in groppa.

Nel dettaglio, l’accordo siglato al tavolo Aran, “al fine di garantire un avvio ordinato del prossimo anno scolastico”, ripristina il diritto alla titolarità della sede per tutti i docenti. In particolare, ogni insegnante potrà tornare a presentare domanda di trasferimento o di passaggio (sia di cattedra che di ruolo) esprimendo 15 preferenze. Potranno essere indicate, nelle quindici possibilità, sia le scuole gradite che i comuni, i distretti o le province preferite. Chi otterrà il trasferimento, o il passaggio, riavrà la titolarità sulla sede di destinazione. Il contratto firmato si allinea alle disposizioni già presenti nella Legge di bilancio in via di approvazione.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 21 dicembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 20/12/2018 22:30:00 (75 letture)

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News del 21 dic 2018
Contratto mobilità, accordo raggiunto, firma il 28 dicembre

E' arrivato l’accordo sul prossimo contratto di mobilità triennale (2019/2022). Tuttavia la firma del CCNI dovrebbe avvenire il 28 dicembre, ma si tratterebbe di una formalità dato che il testo è stato già concordato dalle parti.
"Stop a chiamata diretta e titolarità su ambito; Nessun vincolo dal sostegno a posto comune"
_________________________________________________

Contratto mobilità, entro le prossime 24 ore arriva la firma

di Lucio Ficara - 20/12/2018

Il contratto di mobilità triennale è ormai in dirittura d’arrivo, domani 21 dicembre 2018, se non ci saranno sorprese dell’ultima ora, è prevista la firma del nuovo CCNI che regolerà trasferimenti e passaggi.

Domanda unica mobilità provinciale e interprovinciale

Se un docente volesse provare a fare sia la domanda provinciale e sia quella interprovinciale, lo potrà fare compilando un’unica domanda di trasferimento in cui tra le preferenze potrà inserire sia le scuole e i comuni della provincia di titolarità, ma potrà anche indicare le scuole, i comuni e le province diverse da quelli della provincia di titolarità.

Ogni docente potrà indicare fino a 15 preferenze, esprimendo fino ad un massimo di 15 scuole oppure 15 comuni o distretti o, ancora, fino a un massimo di 15 province. Se vorrà potrà esprimere nella stessa domanda codici di scuola, comuni, distretti e province per un totale di massimo 15 preferenze.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 20 dicembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 20/12/2018 20:00:59 (87 letture)

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Maturità 2019, gli esempi di tracce per la seconda prova scritta

di Fabrizio De Angelis - 20/12/2018

Il Ministero dell’Istruzione ha reso (finalmente) disponibili sul proprio sito alcuni esempi di tracce della seconda prova scritta dell’Esame di Stato della secondaria di II grado.

Come nel caso degli esempi relativi alla prima prova, quella di italiano, diffusi nei giorni scorsi, si tratta di azioni che il Ministero sta mettendo in campo per accompagnare studenti e docenti nella preparazione della nuova Maturità che, a partire da questo anno scolastico, si svolgerà con alcune novità, come previsto dal decreto legislativo numero 62 del 2017.

Gli esempi
Gli esempi di prove si riferiscono, specifica il Miur, ad alcuni degli indirizzi più diffusi dell’istruzione liceale e dell’istruzione tecnica e professionale. Si tratta sia di prove mono-disciplinari, sia di prove che coinvolgono più discipline caratterizzanti gli indirizzi di studio.
Nelle prossime settimane il Miur ha in programma la pubblicazione di ulteriori set di tracce, progressivamente sempre più ricchi e completi.

A gennaio è previsto un apposito decreto ministeriale per individuare la disciplina o le discipline oggetto della seconda prova che, così come previsto dalla nuova normativa, potrà riguardare una o più discipline caratterizzanti gli indirizzi di studio.

Gli Esami di Stato prenderanno il via il 19 giugno prossimo con la prima delle due prove scritte, quella in lingua italiana.

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Aumenti ai dirigenti scolastici: continua la protesta, anche contro il M5S

di Reginaldo Palermo - 17/12/2018

Non si ferma la protesta contro il contratto dei dirigenti scolastici siglato nei giorni scorsi.
Nelle ultime ore si sono espressi sia l’Usb sia i Partigiani della Scuola Pubblica.

La posizione dell’USB
“Ancora una volta – sottolinea l’Usb – questo Governo mostra di avere un’idea di scuola che parte dall’alto, ignorando coloro che consentono giorno per giorno al sistema di istruzione pubblica di funzionare ed andare avanti, costretti questi ultimi a confrontarsi con una dirigenza scolastica che mostra scarsissime capacità dirigenziali e una tendenza pericolosa al comando autoritario”.

“Prima di ‘premiare’ i dirigenti scolastici – sostiene Luigi Del Prete, segretario nazionale del sindacato di base – bisognerebbe che Miur, Usr, Usp operassero serie verifiche sul loro operato quotidiano, caratterizzato da continue violazioni dei contratti e scarsa conoscenza della normativa. Una dirigenza scolastica, quella italiana, che da un lato pretende di essere equiparata alla dirigenza della pubblica amministrazione, ma che, dall’altro, mostra una totale assenza di qualsiasi conoscenza giuridica delle norme contrattuali, delle modalità di funzionamento di strutture complesse come le istituzioni scolastiche, attraverso un arbitrio gestionale che ricorda spesso piccole monarchie feudali”.

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