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Stampa : da "La tecnica della scuola" del 26 novembre 2014
Inviato da admin_CUSMA il 26/11/2014 14:10:00 (490 letture)

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La corte di giustizia europea condanna l’Italia. I dettagli della sentenza

http://www.tecnicadellascuola.it/imag ... CorteGiustiziaEuropea.pdf

Andrea Carlino - Mercoledì, 26 Novembre 2014

La normativa italiana sui contratti di lavoro a tempo determinato nel settore della scuola è contraria al diritto dell’Unione. Il testo della sentenza e il comunicato stampa da parte della Corte di Giustizia Europea . Le reazioni delle forze politiche e dei sindacati.

Per la Corte di Giustizia europea le norme italiane sui contratti precari nella scuola violano la direttiva comunitaria: la Corte ha infatti condannato l'Italia per la violazione della Direttiva 1999/70/CE e giudicato illegittima la reiterazione, da parte della Pubblica amministrazione, dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi. "E' una vittoria storica, cinque anni dopo la denuncia alla stampa e un contenzioso avviato presso le Corti del lavoro per migliaia di supplenti", commenta in una nota il sindacato Anief. La Gilda degli Insegnanti annuncia invece "subito una diffida al Governo e poi, entro dicembre, al via in tutta Italia le iniziative giudiziarie per la stabilizzazione dei precari.

AGGIORNAMENTO

10.17 Il comunicato della Gilda



segue ...


"Subito una diffida al Governo e poi, entro dicembre, al via in tutta Italia le iniziative giudiziarie per la stabilizzazione dei precari. E' questo il piano di azione deciso dalla Gilda degli Insegnanti dopo la sentenza con cui questa mattina la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia per la violazione della Direttiva 1999/70/CE e giudicato illegittima la reiterazione, da parte della Pubblica amministrazione, dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi. Nella diffida indirizzata a Palazzo Chigi e al ministero dell'Istruzione – spiega l'avvocato Tommaso De Grandis, legale rappresentante della Gilda nella causa alla Corte europea - verrà fissato un termine breve entro cui dare esecuzione alla sentenza emessa questa mattina dai giudici di Lussemburgo, perché vogliamo sapere quando e come l’Esecutivo intenderà provvedere alla stabilizzazione dei precari della scuola. In seconda istanza, entro il mese di dicembre, - prosegue De Grandis - verranno impartite istruzioni operative a tutte le nostre sedi provinciali per intraprendere iniziative, anche giudiziarie, volte alla stabilizzazione del precariato pubblico. Le province che hanno già presentato ricorso al giudice del lavoro, dovranno allegare, a verbale di udienza, la sentenza della Corte di Lussemburgo e chiedere la disapplicazione delle norme interne che contrastino con la Direttiva comunitaria”. “Siamo molto soddisfatti – commenta Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda – perché la sentenza della Corte europea sancisce una vittoria per il nostro sindacato che dal 2007 ha intrapreso la strada giudiziaria con ricorsi che richiamavano le norme europee contro l'abuso dei contratti a termine nel pubblico impiego. Per questa battaglia non abbiamo chiesto un centesimo ai precari, perché il peso economico è stato sostenuto interamente dal sindacato che si è costituito parte civile nel procedimento. Adesso – conclude Di Meglio – ci auguriamo che il Governo, come ha annunciato nelle linee guida sulla Buona scuola con il piano di assunzioni dei 148mila precari inseriti nelle Gae, dia rapidamente seguito alla sentenza dei giudici europei”.

13.15 Nota stampa dell'avvocato Elda Schillaci, difensore dei lavoratori C.D. e Z.G., iscritti al sindacato Gilda degli Insegnanti di Catanzaro, con l’ausilio degli avv.ti domiciliatari Alfredo Villella (Lamezia Terme) e Rossella Barillari (Catanzaro).

Finalmente giustizia per i precari storici del mondo della scuola. La Corte Europea ha letto la sentenza sull'abuso dei contratti a termine senza una previsione certa per l'assunzione in ruolo.
La conseguenza più immediata della sentenza appena emanata dalla Corte Europea a Lussemburgo è che adesso 250mila precari possono chiedere la stabilizzazione e risarcimenti per due miliardi di euro, oltre agli scatti di anzianità maturati tra il 2002 e il 2012 dopo il primo biennio di servizio e le mensilità estive su posto vacante.
Una battaglia durata più di tre anni, che ha incontrato gli ostacoli e le reticenze di molti giudici nazionali, anche a causa di una normativa controversa e penalizzante.
Tuttavia, con la perseveranza e la costanza che caratterizza il nostro Studio, abbiamo portato la questione sin dinnanzi alle magistrature superiori, eccependo innanzi ai Giudici del Lavoro territorialmente competenti la doppia pregiudiziale –nazionale e comunitaria- per la violazione della direttiva comunitaria 1999/70/Ce attuativa dell’accordo quadro sul tempo determinato del 28/06/1999, recepito attraverso il decreto legislativo 368/2001. In particolare, è stato dedotto circa l’abusiva successione nel tempo dei contratti stipulati in totale spregio delle disposizioni di cui all’art 5 del D.Lgs 368/2001, con particolare riferimento all’intervenuto superamento dei 36 mesi, individuati dal comma 4 bis dell’art cit. quale termine oltre il quale il rapporto deve, a tutti gli effetti, considerarsi a tempo indeterminato.
Su un centinaio di contenziosi individuali,promossi sia da docenti che da personale Ata iscritti alla Gilda di Catanzaro (segretario prof. Nino Tindiglia) ed incardinati su tutto il territorio calabrese, la questione è stata ritenuta non manifestamente infondata dal G.L. di Lamezia Terme dott. Antonio Tizzano, il quale, con due ordinanze, ha rimesso le q.l.c. sollevate da C.D. e Z. G. innanzi alla Corte Costituzionale.
Anche la Consulta ha ritenuto fondate le questioni sollevate ed, a tal fine, ha rimesso gli atti dinnanzi la Corte di Giustizia dell’ Unione Europea, competente per materia.
I giudici comunitari hanno spiegato che la direttiva comunitaria osta a una normativa nazionale che autorizza, in attesa dell’assunzione del personale di ruolo, il rinnovo dei posti vacanti e disponibili, senza indicare tempi certi ed escludendo possibilità di ottenere il risarcimento del danno. Pertanto, ha spiegato la Corte, non esistono criteri oggettivi e trasparenti per la mancata assunzione del personale con oltre 36 mesi di servizio, né si prevede altra misura diretta a impedire il ricorso abusivo al rinnovo dei contratti.
Già il Procuratore Generale della Corte, con parere del 18.07.14, notificato all’avv. Edda Squillaci in data 01.08.14, aveva manifestato la condivisione delle questioni sollevate a favore del personale precario della scuola.
A questo punto occorrerà dare esecuzione alla decisione della Corte di Giustizia dell’UE, chiedendo al giudice nazionale la disapplicazione della normativa interna contrastante con la direttiva n. 1999/70/CE.

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