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Stampa : da "La tecnicadellascuola.It" del 7 giugno 2017
Inviato da admin_CUSMA il 7/6/2017 20:56:27 (57 letture)

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Cyberbullismo: altri impegni per le scuole e per i docenti

R. Palermo - Mercoledì, 07 Giugno 2017

La legge 71 del 3 giugno 2017 in materia di cyberbullismo introduce una serie di norme che la scuola dovrà conoscere bene anche per evitare possibili sanzioni.
Intanto va detto che la legge dà una definizione del termine e chiarisce che si intende per cyberullismo qualunque forma di aggressione o molestia realizzata per via telematica; anche la diffusione on line di immagini o altri dati relativi ad un minore o dei componenti della sua famiglia può rientrare nel cyberbullismo se viene fatta con lo scopo di mettere in ridicolo il minore stesso o i suoi familiari.
L’articolo 2 prevede che il minore ultraquattordicenne (o il genitore) possa richiedere al gestore del sito Internet o del social network l’oscuramento o la cancellazione dei dati o delle immagini impropriamente pubblicati, Nelle 48 ore successive il gestore dovrà provvedere, in caso di inadempienza da parte del gestore c’è la possibilità di rivolgersi al Garante per la Privacy che dovrà a sua volta intervenire per prescrivere la cancellazione o il blocco dei dati.

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L’articolo 3 prevede che entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (e dunque entro il 18 luglio)  la Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà istituire un tavolo tecnico del quale faranno parte rappresentanti dei Ministeri dell'interno, dell'istruzione, del lavoro, della giustizia, dello sviluppo economico e della salute, unitamente a rappresentanti Conferenza unificata, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per l'infanzia, del Garante per la privacy oltre che esponenti di associazioni e operatori che forniscono servizi internet.
Entro 60 giorni dall’insediamento il tavolo dovrà predisporre un piano integrato di interventi per la prevenzione, piano che dovrà prevedere anche iniziative di prevenzione e informazione rivolte ai cittadini, “coinvolgendo primariamente - recita la legge - i servizi socio-educativi presenti sul territorio in sinergia con le scuole”.
L’articolo 4 riguarda direttamente il sistema scolastico. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge il Miur dovrà adottare linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni; le linee guida dovranno essere aggiornate con cadenza biennale.
Tali linee prevedono che le scuole attivino percorsi di formazione per i docenti ma anche “misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti”
Il terzo comma dell’articolo stabilisce che “ogni istituto scolastico, nell'ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio”.

L’articolo 5 pone precisi obblighi in capo al dirigente scolastico che, ove venga a conoscenza di atti di cyberbullismo dovrà non solo informare tempestivamente i genitori ma anche attivare adeguate azioni di carattere educativo.
Inoltre a partire dal prossimo anno scolastico i regolamenti delle istituzioni scolastiche e il patto educativo di corresponsabilità dovranno essere integrati con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e relative  sanzioni disciplinari commisurate alla gravità degli atti compiuti.
L’articolo 7, infine, prevede che gli ultraquattordicenni che commettono atti di cyberbullismo possano essere alla procedura di ammonimento da parte del questore competente per territorio.  Procedura che non esclude che i soggetti coinvolti possano presentare querela o che i fatti commessi integrino ipotesi di reato.
Con quali fondi si potranno attivare queste azioni? La legge per la verità stanzia risorse modeste e rinvia agli stanziamenti già esistenti.  I fondi freschi sono 2: 50mila euro per il piano di informazione e 205mila euro per le attività di formazione previsto dall’articolo e 205mila per le iniziative di formazione.

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