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Stampa : da "Money.it" del 27 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 27/9/2017 14:40:00 (127 letture)

Open in new windowIl candidato premier del Movimento 5 Stelle è Luigi Di Maio: ecco cosa cambierà per la scuola italiana con lui al Governo.

Luigi Di Maio: come cambierà la scuola se diventerà premier. Le sue dichiarazioni

27 Settembre 2017

Il Movimento 5 Stelle ha scelto il suo candidato premier per le prossime elezioni politiche: si tratta di Luigi Di Maio, attuale vice presidente della Camera.

Nel caso in cui riuscisse ad andare al Governo Di Maio sarebbe il terzo presidente del Consiglio della storia politica italiana a non essere laureato (prima di lui Craxi e D’Alema); ma nonostante questa sua “mancanza” Di Maio sembra avere le idee molto chiare su quale strada dovrà intraprendere la scuola italiana per uscire fuori dall’impasse causata dalle politiche degli ultimi governi.

Di Maio è stato infatti uno dei principali fautori del programma del Movimento 5 Stelle sulla scuola - poi votato sulla piattaforma Rousseau - con il quale si presenterà alle prossime elezioni; programma che a noi di Money.it è stato anticipato dall’Onorevole M5S Silvia Chimienti.

Ogni volta che a Di Maio è stato chiesto un parere sull’attuale situazione della scuola italiana questo è stato lapidario bocciando appieno l’impianto della Buona Scuola (legge 107) voluta (ostinatamente) da Renzi (e dal PD).

segue ...

Ecco perché qualsiasi intervento da parte di un Governo di 5 Stelle dovrà essere preceduto dall’abrogazione totale della Legge 107 del 2015. Niente più chiamata diretta, bonus merito e ambiti territoriali, con le assunzioni del corpo docente che saranno su scala nazionale e non più regionale.
D’altronde - come annunciato alcune settimane fa da Di Maio - un Governo di 5 Stelle è l’unico legittimato a cancellare la Buona Scuola poiché solo i grillini nel 2015 non la votarono.

Di Maio: “sulla Scuola bisogna avere un’idea chiara e condivisa”
Il candidato premier del Movimento 5 Stelle ha parlato in più di un’occasione della situazione attuale e futura della scuola italiana; in particolare è molto interessante un intervento dello scorso maggio quando Di Maio ha ribadito l’importanza di dare una visione “concreta e condivisa del sistema d’istruzione italiano”.

Secondo Di Maio, infatti, i precedenti Governi hanno agito in solitaria senza dare ascolto alle altre forze in campo durante il processo che porta all’approvazione di una legge. Così ad esempio è stato con la Legge 107 del 2015, conosciuta come La Buona Scuola, che il Movimento 5 Stelle intende cancellare.

Di Maio è consapevole che quello dell’istruzione è un ambito importante dove un eventuale Governo 5 Stelle non può assolutamente sbagliare; d’altronde in passato tanti governi e leader si sono “giocati il loro destino e la loro carriera politica” per averlo sottovalutato, entrando a gamba tesa in questo mondo senza “considerare la complessità e la delicatezza”.

Un mondo che lui è convinto di conoscere bene, visto che viene da una “famiglia di insegnanti”, dove ognuno “aveva sempre un’idea differente su come cambiare la scuola”. Ogni realtà della scuola ha le sue peculiarità e tutte devono essere prese in considerazione quando si discute di una legge.

Uno dei primi punti sui quali Di Maio si concentrerà - a suo dire - una volta al Governo è quello sui finanziamenti per la scuola, con le risorse che dovranno essere adeguate agli standard degli altri Paesi europei.

In Italia non si investe più sull’istruzione e qualsiasi Presidente del Consiglio che afferma il contrario sta dicendo il falso; ad esempio non è vero che il Governo Renzi ha investito per assumere nuovi insegnanti, poiché i fondi del piano straordinario assunzioni sono stati presi da quelli destinati per altri campi dell’istruzione. “Renzi non ha fatto altro che tirare da un’altra parte una coperta già corta”, ha dichiarato il candidato premier del Movimento 5 Stelle.

Fondi che dovranno essere utilizzati per rendere la scuola in grado di fornire agli studenti gli strumenti adatti per andare incontro al cambiamento epocale che riguarda il mondo del lavoro, il quale tra “sei o sette anni sarà molto diverso da quello che conosciamo oggi”. È per questo che bisogna rimettere “l’insegnamento al centro della nostra società”.

Un percorso che non può prescindere dall’ascolto delle varie istanze, con il Governo che poi dovrà essere in grado di riassumerle in provvedimenti efficaci.

Come cambierà la scuola italiana con Di Maio premier?
Il candidato premier per il Movimento 5 Stelle quindi ha garantito che nell’ambito dell’attuazione del programma del Movimento 5 Stelle ci sarà un ascolto maggiore delle richieste dei protagonisti della scuola e dei loro rappresentanti.

Il filo conduttore del dialogo tra le parti sarà il programma che il M5S ha già presentato e fatto votare tramite la piattaforma Rousseau. Nel dettaglio, possiamo riassumere il programma in 9 punti:

- aumento spesa pubblica per l’istruzione (dal 7,9% al 10,2%);
- tutte le risorse vanno destinate alle scuole statali;
- ripristino tempo pieno e compresenze nel primo ciclo d’istruzione;
- lotta ai “diplomifici”;
- massimo 22 alunni per classe (20 se presente uno studente disabile);
- basta competizione nella scuola, bisogna incentivare la cooperazione;
- eliminazione Test Invalsi;
- cancellazione chiamata diretta;
- riduzione delle ore e ridefinizione dell’ alternanza scuola-lavoro.


Questo sarà solo il primo passo verso il cambiamento della scuola; riuscirà Di Maio a mantenere le promesse oppure anche per lui la riforma scolastica sarà motivo di fallimento? Esprimete un parere partecipando alla discussione su Money Talks.

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