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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 7/11/2020 17:06:24 (23 letture)

Un manifesto per riaprire le scuole: una buona idea?

di G. Ferrante - 07/11/2020

È di questi giorni il manifesto per la scuola in presenza pensato e promosso da otto specialisti: psicologi, pedagogisti ed ex dirigenti del Miur. Tra i più noti, Anna Oliviero Ferraris e Giancarlo Cerini.

Convinti che la didattica a distanza non sia vera scuola e che la scuola sia uno tra i posti più sicuri che si possano frequentare, gli otto esperti lanciano l’hashtag “la scuola è salute” e raccolgono firme per chiedere al Governo una rapida riapertura di tutte le scuole.

Tra i tanti argomenti elaborati a sostegno della loro richiesta, due, in particolar modo, ci convincono poco:

1. la scuola è un luogo controllato, i protocolli anti Covid nelle scuole sono rigidi e seriamente applicati;
2. la scuola è un luogo sicuro, gli indici di contagio nella scuola sono bassissimi.


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Stampa : da "IlFattoQuotidiano.it"
Inviato da admin_CUSMA il 4/11/2020 15:48:17 (14 letture)

Concorso scuola sospeso, procedura congelata con il nuovo dpcm. Miur: le prove dei candidati restanti verranno ricalendarizzate

Le prove previste oggi si stanno svolgendo regolarmente, dal momento che il dpcm entrerà in vigore a partire da domani giovedì 5 novembre. Ai prof restanti verranno comunicati tutti i dettagli non appena il quadro sarà più chiaro

di F. Q. | 4 NOVEMBRE 2020

Il concorso straordinario della scuola, dedicato ai docenti con 3 anni di servizio, è ufficialmente sospeso. A partire dal 5 novembre, cioè da quando entrerà in vigore il nuovo dpcm firmato nella notte dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le prove dei candidati restanti sono congelate. Chi doveva sostenere lo scritto tra il 5 e il 16 novembre, data dell’ultima sessione prevista dal ministero, dovrà aspettare. Il Miur fa sapere infatti che il calendario ora verrà rivisto in base alle disposizioni epidemiologiche fissate dal governo. Tutto verrà comunicato ai candidati non appena il quadro sarà più chiaro.

Dal momento che il dpcm sarà valido da domani, però, le prove previste oggi si stanno svolgendo regolarmente. Il tasso di partecipazione medio per la giornata, riferiscono fonti del ministero, è dell’85%. Una cifra analoga a quella registrata nelle scorse settimane. Per il concorso hanno fatto domanda complessivamente 64mila prof su 32mila posti messi a bando. Lo scritto, in ottemperanza alle regole anti-Covid e per garantire il minore rischio di contagio, è stato organizzato in più giornate nei laboratori informatici degli istituti scolastici e in alcune aule universitarie del Paese. Con l’entrata in vigore del dpcm, però, che limiterà la circolazione delle persone nelle aree più a rischio, non tutti i candidati potranno partecipare. Da qui la decisione di fermare tutto. Compreso il concorso ordinario per i laureati che sarebbe dovuto partire subito dopo quello straordinario.

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Stampa : da "Infodocenti.it"
Inviato da admin_CUSMA il 3/11/2020 20:01:43 (14 letture)

News ... Concorso straordinario ruolo, la procedura potrebbe fermarsi

di V. Borgatta - 3 Novembre 2020

La bozza dell’ultimo DPCM prevede lo stop ai concorsi pubblici

La bozza del DPCM che vedrà la luce stasera – e dovrebbe valere da giovedì prossimo – dovrebbe stabilire, tra le altre cose, anche la sospensione del concorso straordinario ruolo.

Il testo della bozza

“Sono sospese le prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, ovvero in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile”. Ovviamente bisogna essere sicuri che questa misura sia inclusa anche nel testo definitivo del DPCM.

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Stampa : da "andrialive.it"
Inviato da admin_CUSMA il 2/11/2020 22:43:22 (25 letture)

Dad e presenza dei docenti a scuola, arriva una circolare del Ministero

Emanata venerdì 30 ott. una nota in cui sancisce che i docenti che abbiano figli a casa impegnati in didattica a distanza possano rimanere anche loro a casa a svolgere l'attività lavorativa in smart working

di Lucia M. M. Olivieri - 1 nov. 2020

Fioccano ordinanze e note dagli organi di Governo, centrali e regionali, a proposito della regolamentazione dell'attività didattica e della possibilità di estendere lo smart working anche ai docenti.

Partiamo da una premessa: dopo l'ultima ordinanza regionale, che ha stabilito che, dalla primaria alla superiore di II grado, l'attività didattica debba svolgersi a distanza, i dirigenti scolastici si sono regolati autonomamente a proposito della presenza fisica dei docenti a scuola. Infatti, a seconda anche di eventuali difficoltà logistiche e di connessione, è stato chiesto ai docenti di presenziare a scuola (anche a costo di spostarsi da città a città) per fare lezione dalle aule, ormai vuote.

Il Ministero tuttavia ha emanato venerdì stesso una nota (la n. 1776 del 30.10.2020) in cui sancisce che i docenti che abbiano figli a casa impegnati in didattica a distanza possano rimanere anche loro a casa a svolgere l'attività lavorativa in smart working. É evidente l'intento di agevolare le famiglie, che altrimenti dovrebbero ricorrere, nel migliore dei casi, a babysitter o ai nonni per aiutare i nipoti, specie i più piccoli, nella sfida di passare intere mattinate al computer.

Questo il testo della nota:

«Facendo seguito alla nota prot. 1767 del 29.10, si fa presente che, in pari data, è entrato in vigore il decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137, che prevede, all’art. 22, ulteriori misure di incentivo al lavoro agile e di sostegno alle famiglie. La disposizione modifica, in particolare, l’art. 21 bis del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, prevedendo la possibilità di svolgere l’attività lavorativa in modalità agile per i genitori di figlio convivente minore di anni 16 (in precedenza il limite di età era fissato a 14 anni), sottoposto a quarantena da parte della ASL territorialmente competente, a seguito di contatto verificatosi all'interno del plesso scolastico, nonche' nell'ambito dello svolgimento di attivita' sportive di base, attivita' motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati.

La modalità lavorativa agile può essere svolta per l’intero periodo di quarantena o anche solo parzialmente.

Altra rilevante novità è la previsione della possibilità di svolgere l’attività lavorativa in modalità agile per i genitori di figlio convivente minore di anni 16, in caso di sospensione dell’attività didattica in presenza.

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Inviato da admin_CUSMA il 2/11/2020 15:00:00 (16 letture)

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Covid, nuovo Dpcm. Conte alla Camera: “Didattica a distanza al 100% per la scuola secondaria”

di Redazione - 02/11/2020

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla alla Camera dei Deputati per illustrare le misure che andranno a confluire nel prossimo Dpcm, previsto nelle prossime ore.
La priorità del Governo resta una: fermare la curva dei contagi. Evitando di sacrificare del tutto la scuola.


“La pandemia corre inesorabilmente e impetuosamente in tutto il continente, costringendo ciascun paese ad adottare progressivamente misure più restrittive che si susseguono di settimana in settimana“, afferma Conte. “Il quadro epidemiologico si avvia verso lo scenario di tipo con 4 con riferimento ad alcune regioni che già nel breve periodo accusano il rischio di tenuta dei servizi sanitari“, dice il premier. Il quadro epidemiologico “si conferma grave su tutto il territorio nazionale, con specifiche criticità in molte regioni e province autonome: nell’ultima settimana di monitoraggio, undici regioni e province autonome sono classificate a rischio elevato o molto elevato, altre 8 a rischio moderato con la possibilità di arrivare a rischio elevato nel prossimo mese. L’indice Rt nazionale si colloca a 1,7, con un indice prossimo all’1,5 in poche regioni. In alcune regioni il dato è superiore alla media nazionale“.
“Nuovi interventi restrittivi sulla base del rischio dei territori. Sarà necessario introdurre delle misure differenziate“, ha detto Conte nel corso del proprio intervento.

“Ecco perché questa situazione ci impone di intervenire in modo mirato“. Se adottassimo una misura restrittiva nazionale sarebbe sbagliato secondo Conte.

“Il prossimo Dpcm individuerà 3 aree corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuno dei quali sono previste misure via via più restrittive“.

“Restiamo uniti“, ha concluso il premier Conte il suo intervento alla Camera.

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Inviato da admin_CUSMA il 30/10/2020 17:30:00 (30 letture)

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Azzolina ai sindacati: “Il Covid si sconfigge restando uniti. In arrivo 3,7 miliardi per la scuola”

di Redazione - 30/10/2020

Si è concluso l’incontro fra la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e le organizzazioni sindacali nella mattinata del 30 ottobre. Al centro dell’incontro la gestione dell’emergenza sanitaria e gli investimenti per la scuola.

Legge di bilancio: per la scuola in arrivo 3,7 miliardi

Innanzitutto per la scuola in legge di bilancio ci saranno 3,7 miliardi e su questo Azzolina ha detto: “Ho lavorato affinché la scuola potesse avere il suo peso robusto nella legge di bilancio – ha spiegato Azzolina -. Abbiamo 2,2 mld di spesa corrente e 1,5 di spesa in conto capitale per gli investimenti”, risorse con cui si interverrà sul sostegno con un piano straordinario per incrementare i docenti, sull’edilizia scolastica e con cui si lavorerà per ridurre il sovraffollamento delle classi, per incrementare la digitalizzazione.

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Inviato da admin_CUSMA il 29/10/2020 14:57:19 (18 letture)

Legge di bilancio 2021: pochi soldi per il contratto, stipendi al palo

di Redazione - 29/10/2020


.Prenderà avvio fra pochi giorni l’esame della legge di bilancio per il 2021.
La bozza che circola prevede 6 miliardi per scuola e università:
1,5 miliardi per assumere 25mila insegnanti di sostegno
1,5 miliardi per l’edilizia scolastica
500 milioni per il diritto allo studio
500 per il sistema universitario
2,5 miliardi per edilizia universitaria e progetti di ricerca.

Sul fronte dei contratti pubblici le notizie non sono affatto positive: per ora lo stanziamento è di soli 400 milioni di euro e, pur sommato alle somme stanziate nei due anni precedenti, si tratta di una cifra davvero modesta.
Senza ulteriori risorse la firma dei contratti nel corso del 2021 si potrà garantire appena l’erogazione del cosiddetto “elemento perequativo” che serve in sostanza a garantire gli stipendi più bassi.

Gli stipendi europei promessi dal M5S in campagna elettorale non ci saranno e non ci sarà neppure l’aumento a tre cifre garantito dal Ministro Bussetti e ribadito da un’intesa siglata fra Conte e i sindacati nell’aprile del 2019.

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Inviato da admin_CUSMA il 27/10/2020 14:56:10 (26 letture)

Ecco i documenti: il report choc sulla scuola che la Azzolina ha ignorato

di F. Storace 27 ottobre 2020

La scuola è stata irresponsabilmente abbandonata. Tra la prima e la seconda ondata del Covid-19 c’è stata una gravissima sottovalutazione del pericolo contagio nelle strutture che solo il ministro Lucia Azzolina definisce sicure. Ma attorno a Ferragosto c’era l’allarme, lanciato al comitato tecnico scientifico dal ministro della Salute Roberto Speranza, che è stato colpevolmente fatto cadere nel vuoto.

Esiste un documento con tanto di protocollo, è proprio del ministero della Salute, reca la data del 12 agosto. Esso viene redatto in quei giorni estivi per esaminare «gli scenari per l’autunno», è il tempo in cui si preannuncia la seconda ondata del virus, ancora senza certezze riguardo alla data di arrivo e alla sua intensità.

«Gli scenari - scrivono gli esperti di Speranza - dipenderanno molto da alcune incognite». Molto, non proprio una leggerezza, dunque. E un passaggio del documento è intitolato così: «Trasmissibilità di Sars-CoV-2 nelle scuole». Compare così in un documento ufficiale l’allarme. Pare un thriller, il pericolo sottaciuto alla pubblica opinione. Manda a dire Speranza che non è ancora nota «la reale trasmissibilità di Sars-CoV-2 nelle scuole». Ma avverte: «Cominciano a essere disponibili evidenze scientifiche di outbreak negli ambienti scolastici». Outbreak, pandemia…

Roba da mettersi le mani nei capelli. Invece si pensa ai banchi con le rotelle: «Non è nemmeno noto l’impatto che potranno avere le misure di riorganizzazione scolastica che si stanno mettendo in campo in questi giorni». E si pronostica come «molto incerto il ruolo della trasmissione nelle scuole a partire da settembre sull’epidemiologia complessiva di Sars-CoV-2».

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Inviato da admin_CUSMA il 5/11/2020 21:27:09 (39 letture)

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news ... Nuovo Dpcm, i docenti potranno insegnare da casa e gli Ata in lavoro agile: lo dice il Ministero

di A. Giuliani - 05/11/2020

Il nuovo Dpcm, con la didattica a distanza al 100% in tutte le scuole superiori e dalla seconda media nelle zone “rosse”, cambia le modalità di somministrazione. Lo dispone il ministero dell’Istruzione, con una nota pubblicata dal capo dipartimento Marco Bruschi. In linea generale, tra le diverse novità previste c’è quella di dare licenze ai dirigenti scolastici – tenuto conto delle esigenze emerse in seno agli organi collegiali, dei regolamenti d’istituto e delle peculiarità scolastiche – c’è una maggiore propensione a lasciare a casa il personale. Anche quello docente.

Lo stesso Marco Bruschi, del resto, cita la parte del Dpcm del 4 novembre che recita: “i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza”.

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Inviato da admin_CUSMA il 4/11/2020 15:25:26 (11 letture)

Dpcm scuola, scuole superiori in presenza solo in un caso

di Carla Virzì - 04/11/2020

Il nuovo Dpcm, in tema di scuola, in linea generale prescrive che negli istituti superiori la didattica a distanza venga implementata al 100%.

Nel contempo il documento chiarisce all’articolo 1 Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale, che anche per la scuola secondaria di secondo grado è consentita la didattica in presenza non solo per gli alunni disabili o con disturbi specifici di apprendimento, ma anche in relazione all’uso dei laboratori.
Dunque le scuole superiori aperte anche in piena zona rossa, purché per specifiche esigenze didattiche legate alle strumentazioni tecniche a disposizione della scuola. Dal laboratorio di lingua a quello di fisica… la scuola continua in presenza. Resta da capire se, ad esempio, le cucine degli istituti alberghieri possano essere intese come laboratori e dunque mantenere la propria funzione didattica.

L’articolo 1


Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, in modo che sia garantita una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020 e dall’ordinanza del
Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, n. 134.

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Inviato da admin_CUSMA il 3/11/2020 15:40:00 (9 letture)

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Nuovo Dpcm, a breve la firma di Conte: il Governo incontra le Regioni

DaD al 100% alle superiori. Cosa accade per la scuola media e primaria?

di Redazione - 03/11/2020

Si va verso la stretta sul nuovo Dpcm e il Governo incontra nuovamente le Regioni per definire il testo definitivo del decreto con le misure per contrastare l’emergenza covid-19.

Infatti, il ministro per le Autonomie Francesco Boccia ha convocato per le 15,30, in video conferenza, una riunione con i presidenti delle Regioni. Parteciperanno il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario Domenico Arcuri e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

Si tratta di un incontro chiave in quanto le misure previste del nuovo Dpcm saranno differenziate per territori.

I tre livelli di rischio

Infatti, come abbiamo già riportato, il prossimo dpcm individuerà 3 aree in base al livello di rischio. Queste aree sono contraddistinte da un colore che sarà abbinato al livello di pericolosità: una fascia riservata alle regioni a rischio alto, individuato come a rischio 4, con le misure più restrittive, che sarà segnata come fascia rossa.

Una seconda fascia, a rischio alto ma compatibile con lo scenario 3 in cui le misure saranno lievemente meno restrittive, individuata come fascia arancione.

Infine, la terza fascia che comprende le restanti regioni, individuate come zona verde, all’interno delle quali si stabiliranno le misure a livello nazionale.

Ecco perchè sarà importante l’interlocuzione con i Governatori, specie quelli delle Regioni che già sappiamo essere a rischio più alto, come Lombardia e Piemonte.

In attesa della firma del nuovo Dpcm, il premier Conte ha già spiegato le misure per contrastare l’epidemia di covid-19. Per la scuola ci sono già alcune indicazioni nazionali ma in realtà, la volontà di applicare misure differenziate in base ai territori potrebbe avere conseguenze anche sulle scelte che riguardano la scuola.

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Inviato da admin_CUSMA il 2/11/2020 22:09:19 (8 letture)

Nuovo Dpcm, confermata la Dad al 100% per la scuola superiore

di Redazione - 02/11/2020

Il Presidente Conte, dopo aver parlato questa mattina alla Camera, alle 17 di oggi ha parlato al Senato per illustrare le misure che saranno contenute nel nuovo DPCM.

Prima dell’intervento del premier Conte una breve anteprima con il direttore de La Tecnica della Scuola Alessandro Giuliani e il giornalista Fabrizio De Angelis per commentare le ultime novità in attesa del discorso di Conte e sul prossimo DPCM, che sarà pubblicato nelle prossime ore.

Anche al Senato, il Presidente del Consiglio ha confermato la decisione di adottare per le scuole di secondo grado integralmente la didattica a distanza.

Il Premier ha presentato al Senato un nuovo corpus di misure restrittive da adottare prima di mercoledì 4 novembre. “Il quadro epidemiologico appare critico sia a livello nazionale che europeo – ha affermato il Presidente del Consiglio – costringendo i paesi a misure sempre più restrittive. L’Europa è una delle aree più colpite dalla seconda ondata. Nelle ultime due settimane incremento ai 150 contagi per ogni 100mila abitanti, superato il milione totale. Nel nostro paese peggioramento della situazione. In Francia, Spagna e Regno Unito la ripresa dell’epidemia è iniziata prima e corre di più”.

I numeri
In Italia, a ieri, 1 Novembre, 378.129 contagiati, il 94% in isolamento domiciliare, mentre nel primo caso il 51% si curava in casa. Oltre il 65% delle persone sono asintomatiche, dati forniti dall’ Istituto Superiore Sanità. I pazienti in terapia intensiva sono poco più della metà dei posti letto disponibili, 10.841 il prossimo numero dei posti letto disponibili in terapia intensiva grazie al Commissario Arcuri. Circa 16 milioni i tamponi effettuati finora. Oggi – dichiara il Premier – esiste un’accresciuta capacità di risposta, il Paese può considerarsi autosufficiente. L’Italia è tra i pochi paesi nel mondo in cui ogni giorno vengono disposti 11 milioni di mascherine gratuite a studenti. Rimane però un crescente e preoccupante affollamento nell’area medica in generale. La settimana scorsa è stato siglato un accordo stralcio per somministrare test antigenici a medici di medicina generale e pediatri. L’obiettivo è far crescere la capacità di screening per la popolazione, fino a 350mila test, sfruttando oltre 400 medici e 800 infermieri militari e 4 strutture da campo dell’esercito. Il Ministero della Salute sta lavorando ad un piano operativo per la distribuzione dei vaccini.

Le fasce
“Favoriremo le fasce più fragili e vulnerabili come gli anziani – afferma Conte – sono i nostri cari, che hanno ricostruito il paese, sono i nostri nonni, i nostri genitori, che hanno consentito di vivere il miracolo economico. Si conferma il quadro epidemiologico di grave entità. 11 Regioni sono considerate a rischio elevato, 8 a rischio moderato. Non possiamo pronosticare l’impatto del prossimo mese, siamo costretti a intervenire per favorire una strategia stringente con nuovi interventi restrittivi, basati su criteri scientifici, e un regime differenziato su diversi scenari regionali. E’ cambiata la strategia rispetto alla prima fase (lockdown generalizzato)”.

“Un sistema che ci impone di intervenire in modo mirato (focolai, aree mediche), un monitoraggio strutturato e articolato – ha specificato il Premier – tre aree nel nuovo Dpcm, fascia riservata a regioni a rischio 4 con misure restrittive, fascia 3 meno restrittive e fascia 2 a basso rischio. Prevista la chiusura dei centri commerciali nel weekend, chiusura sale scommesse, musei e mostre, 50% di capienza dei mezzi pubblici, e spostamenti limitati verso regioni a rischio tranne comprovati motivi lavorativi”.

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Inviato da admin_CUSMA il 30/10/2020 18:20:00 (48 letture)

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Il rinnovo del contratto scuola e le promesse tradite del M5S

di Lucio Ficara - 29/10/2020


La politica è molto spesso traditrice, bugiarda e i suoi rappresentati sono una vera e propria casta, molti politici sono legati alla poltrona e alla gestione del potere. Ecco perché è meglio non credere alle loro promesse, in quanto non sempre vengono rispettate. Alle elezioni politiche del 2018 la scuola ha votato, in grande maggioranza, il M5S per le promesse di abrogazione della legge 107/2015 voluta dal Partito Democratico dell’allora Segretario Renzi e per la promessa di un netto aumento stipendiale della categoria docente.

Le promesse tradite di Di Maio
Quando il Governo Gentiloni nel 2018 rinnovò il Contratto scuola dopo un blocco quasi decennale, con una somma superiore agli 85 euro lordi e mensili, l’On. Di Maio fu molto chiaro ed esplicito nelle sue dichiarazioni: ”Dobbiamo prima di tutto adeguare gli stipendi dei docenti italiani alla media europea e garantire la valorizzazione della loro professionalità, anche con il rinnovo contrattuale e la retribuzione delle ore di formazione e aggiornamento. La professione docente deve tornare ad avere il prestigio che gli è stato sottratto, anche attraverso una stabilizzazione dei precari storici”.

Sulla riforma della Buona Scuola l’ex leader del M5S così si era espresso: ”La riforma Renzi non ha nulla di buono. La smantelleremo partendo proprio da quelle misure che hanno trasformato la scuola in un’azienda: i super-poteri ai presidi, la chiamata diretta dei docenti, il bonus premiale e la card formazione per i docenti che è più una mancetta elettorale”.

Quelle del M5S sono state tutte promesse tradite per buona parte del mondo della scuola.

Azzolina considerata la nemica dei precari storici

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Inviato da admin_CUSMA il 29/10/2020 15:00:00 (24 letture)

Covid scuola, ordinanze regionali dopo il DPCM 24 ottobre [AGGIORNATO]

di Lara La Gatta - 28/10/2020


Come sappiamo, il DPCM 24 ottobre ha previsto l’innalzamento al 75% della Didattica Digitale Integrale.

Infatti, l’art. 1, comma 9, lett. s) così dispone:

s) fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75 per cento delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9,00. Allo scopo di garantire la proporzionalità e l’adeguatezza delle misure adottate è promosso lo svolgimento periodico delle riunioni di coordinamento regionale e locale previste nel Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (cd. “Piano scuola”), adottato con D.M. 26 giugno 2020, n. 39, condiviso e approvato da Regioni ed enti locali, con parere reso dalla Conferenza Unificata nella seduta del 26 giugno 2020, ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo n. 281 del 1997.

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Inviato da admin_CUSMA il 27/10/2020 15:40:00 (65 letture)

Scuola, in quarantena i docenti hanno l'obbligo di insegnare a distanza

La circolare del Ministero all'Istruzione sulla didattica digitale. Strappo coi sindacati, non tutti firmano il contratto integrativo (solo Cisl e Anief) NO di GILDA, Cgil, Snals e Uil.

di Ilaria Venturi - 27 ottobre 2020

Nessuno sconto sul piano didattico deliberato a inizio d'anno:
dovrà essere seguito. Si consigliano poi lezioni che non durino 60
minuti, si ricordano i 10 milioni aggiuntivi per i device e la
connettività per non perdere nessuno studente, ma nemmeno i
professori (computer in comodato d'uso ai precari). Infine, si
danno indicazioni sul lavoro in quarantena: il docente contagiato è
in malattia, ovvio. Ma se sono stati trovati suoi studenti positivi al
Covid ed è in salute, solo in quarantena con sorveglianza attiva (la
misura per cui un operatore sanitario si accerta delle condizioni di
salute) o in isolamento fiduciario deve insegnare a distanza.
Una nota del capo dipartimento del ministero dell'Istruzione
Marco Bruschi chiarisce le norme contrattuali sulla didattica a
distanza, che ora si chiama didattica digitale integrata (Ddi). Era
attesa da giorni, arriva nel momento in cui viale Trastevere è
costretto a capitolare su tutta la scuola in “presenza” a contagi in
aumento. I ragazzi delle superiori tornano dietro al computer per
almeno il 75% della didattica.

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