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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 23 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 24/3/2018 14:31:32 (46 letture)

Contratto scuola: consultazione FLC “di facciata” dimissioni a Modena

di Reginaldo Palermo - 23/03/2018

Le dimissioni dalla direzione provinciale di un sindacato di categoria non sono un avvenimento che meriti uno spazio particolare su una testata nazionale, a meno che …

A meno che le motivazioni delle dimissioni non siano particolarmente significative rispetto alla politica di quel sindacato, a meno che non riguardino una persona piuttosto nota che in questi anni si è distinta per la sua presenza nel dibattito nazionale e a meno che lo stesso interessato non renda nota la propria decisione con un messaggio pubblicato sulla sua pagina FB e condiviso in altre pagine e in altri gruppi.

Dimissioni dal direttivo FLC-CGIL

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 22 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 22/3/2018 14:06:09 (51 letture)

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Contratto scuola, c’è il si del Consiglio dei Ministri. Manca solo l’ok della Corte dei Conti

di Fabrizio De Angelis - 21/03/2018

E’ in dirittura d’arrivo l’iter che porterà alla firma definitiva del contratto scuola 2016/2018, firmato lo scorso 9 febbraio da alcuni sindacati. Infatti, dopo il disco verde del MEF, è arrivato l’ok da parte del Consiglio dei Ministri, come annunciato dalla Ministra Valeria Fedeli. Adesso, si attende solo l’ok della Corte dei conti.

“Dopo il via libera di oggi in Consiglio dei Ministri, dichiara Fedeli, il contratto del comparto del settore ‘Istruzione e Università’, rinnovato lo scorso febbraio dopo oltre otto anni di attesa, può essere ora trasmesso alla Corte dei Conti per la validazione definitiva, preliminare alla sua concreta applicazione.

La Ministra tiene a sottolineare come “questo nuovo contratto apre una nuova era di valorizzazione del ruolo di chi opera nei settori della conoscenza. Ma è un punto di partenza, non un traguardo raggiunto e da archiviare. Bisogna continuare a impegnarsi per garantire continuità didattica alle nuove generazioni, stabilità, riconoscimento professionale e condizioni di lavoro dignitose alle dipendenti e ai dipendenti. In una società e in un’economia della conoscenza, come sono quelle in cui viviamo, l’investimento sul sapere è fondamentale per garantire alle giovani, ai giovani e al Paese un futuro di qualità”.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 20 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 20/3/2018 16:49:45 (64 letture)

Aumenti stipendiali: diminuiranno se non saranno confermati con il prossimo contratto

di R. Palermo - 20/03/2018

Il Fatto Quotidiano di oggi 20 marzo dà grande spazio ad una notizia ampiamente affrontata ed esaminata dalla nostra testata già due mesi fa: a partire dal mese di gennaio 2019 gli stipendi pubblici saranno ridimensionati, anzi a diminuire saranno esattamente quelli più bassi.
Il motivo di questa stranezza è semplice: i nuovi contratti pubblici, compreso quella della scuola, prevedono il cosiddetto “elemento perequativo” ossia una quota introdotta allo scopo di consentire un aumento complessivo di almeno 85 euro (per la verità per i collobarotori scolastici l’incremento si ferma a 80 euro).
La perequazione non è cosa da poco, perchè varia da un minimo di 3 euro per gli stipendi più alti per i quali l’incremento tabellare è più elevato fino ad un massimo di 29 euro per quelli più bassi: per i collaboratori scolastici la perequazione corrisponde in pratica al 35% dell’intero incremento stipendiale.
Il punto è che il contratto prevede che l’elemento perequativo venga erogato solo fino a dicembre 2018.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 18 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 18/3/2018 17:21:52 (38 letture)

Esame di Stato primo ciclo (medie I grado): scoppia la “grana” della composizione delle commissioni

di R. Palermo - 18/03/2018

Il tema della composizione delle commissioni per l’esame di Stato del primo ciclo era noto da tempo e adesso sta esplodendo con il rischio di trasformarsi in una “grana” davvero difficile da risolvere.

Il docente di religione deve partecipare a tutte le sottocommissioni
Il problema riguarda in particolare la partecipazione dei docenti di religione cattolica alle commissioni d’esame; il decreto ministeriale 741 del 3 ottobre scorso, che peraltro riprende le norme contenute nel decreto legislativo 62/2017, è infatti molto chiaro: la commissione si articola in sottocommissioni, una per ciascuna classe d’esame e ogni commissione si riunisce sempre alla presenza di tutti i suoi componenti, compreso quindi il docente di religione cattolica.
Ma c’è un particolare di non poco conto: per l’insegnamento della religione cattolica è prevista un’ora settimanale e questo significa che il docente della materia si occupa in genere di 18 classi e spesso il docente stesso è assegnato a due istituzioni scolastiche diverse.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" dell'11.03.2018
Inviato da admin_CUSMA il 12/3/2018 17:40:00 (54 letture)

Chiamata diretta, bonus merito, alternanza scuola-lavoro non sono da scuola pubblica: a Roma Carta e convegno per sopprimerli

di A. Giuliani - 12/03/2018

Superare i commi più discussi della Legge 107/15 (cd. buona scuola)attraverso una soppressione legislativa, perché gli “aggiramenti” del nuovo contratto non soddisfano e soprattutto non offrono garanzie: a sostenerlo è l’Officina dei Saperi, che per argomentare e motivare la cancellazione della chiamata diretta, del bonus merito e dell’alternanza scuola-lavoro ha prodotto il documento “Carta di Roma per la scuola pubblica”.

Il testo nasce come contributo autonomo realizzato da studiosi alla lotta aperta dall’Appello per la scuola pubblica redatto da un folto gruppo di insegnanti e sottoscritto da oltre diecimila cittadini.

Questa la sintesi del 10 punti contenuti nel documento:

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 10 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2018 17:51:21 (66 letture)

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Perdere la scuola, perdere le elezioni: così il Pd ha dimezzato i voti

di Claudio Berretta - 10/03/2018

Il ministro Minniti, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa il giorno 9 marzo 2018, spiega la sconfitta del PD con le seguenti parole: «C’è stata una rottura sentimentale col Paese. Mentre eravamo impegnati in un processo di ricostruzione, non abbiamo trasmesso il senso di un Paese che doveva cambiare. Tutto questo ha lasciato vuoto il campo del cambiamento»

Da queste affermazioni si evince che l’analisi continua ad essere quella fatta ai tempi della lezioncina di Renzi agli insegnanti, che a suo parere non avevano capito il vero senso del cambiamento e della riforma della cosiddetta “buona scuola”.

Davanti alle telecamere con una lavagna ha cercato di spiegare a chi invece aveva già capito benissimo, ma semplicemente non condivideva; senza rendersi conto che quella lezione, e quell’attribuire agli insegnanti l’incapacità di comprendere, risultava offensiva ed era quindi un grave errore, quello sì, di comunicazione, che si aggiungeva agli errori contenuti nella sua riforma.


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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 10 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2018 14:28:26 (41 letture)

Nuove abilitazioni per i docenti di ruolo, si faranno ma non subito

di Alessandro Giuliani - 10/03/2018

Continuano a pervenire diversi quesiti, da parte di insegnanti già di ruolo, su quando verrà avviata dal Miur la macchina organizzativa che porterà all’acquisizione di nuove abilitazioni a loro rivolte: si tratta, infatti, di titoli preziosissimi, soprattutto quando si perde la titolarità, perché permettono il passaggio di ruolo o di cattedra finalizzato a “migrare” sulla nuova classe di concorso. Possiamo sin da subito tranquillizzare questi insegnanti su un dato certo: a Viale Trastevere hanno intenzione di rendere esecutiva la disposizione prevista dalla 107 e attuata, quasi due anni dopo, con il comma 3 dell’articolo 4 del decreto legislativo 59/2017.

Cosa dice il decreto legislativo
Questo decreto prevede che “sono organizzate specifiche attività formative riservate a docenti di ruolo in servizio che consentano di integrare la loro preparazione al fine di poter svolgere insegnamenti anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe disciplinare di titolarità o la tipologia di posto incluso il passaggio da posto comune a posto di sostegno e viceversa, sulla base delle norme e nei limiti previsti per la mobilità professionale dal relativo contratto collettivo nazionale integrativo”.

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Stampa : da "Gildafc" del 8 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 8/3/2018 15:51:12 (47 letture)

Personale della scuola : gli aumenti contrattuali, saranno messi in pagamento forse, ad aprile

di redazione - 08/03/2018

Ad un mese dalla firma dell’ipotesi del contratto scuola non ci sono ancora notizie sui controlli svolti dagli organi preposti (Ragioneria Generale dello Stato, Dipartimento Funzione Pubblica e Corte dei Conti).

In concreto quindi, per il momento, nelle buste paga di marzo continuerà ad arrivare il “vecchio” stipendio.
Nè, peraltro, vi è la certezza che il nuovo stipendio possa essere accreditato ad aprile.
Gli uffici del MEF, infatti, iniziano la lavorazione degli stipendi entro la prima decade del mese; se si sfora questa data è difficile riuscire a garantire l’aggiornamento della retribuzione: in pratica, quindi, per fare in modo che lo stipendio di aprile recepisca il nuovo contratto è necessario che i nodi ancora in sospeso vengano sciolti non oltre il 10-12 aprile.
Tra l’altro non va dimenticato che dopo i controlli di rito il CCNL dovrà anche essere recepito dal Consiglio dei Ministri e – come si sa – in questa fase il Governo lavora a ritmo ridotto.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 21 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 22/3/2018 14:15:43 (51 letture)

La legge 107 ha influito sul voto alle elezioni del 4 marzo? Forse che sì

di P. Almirante - 21/03/2018

Come è noto il personale della scuola conta circa 1 milione di persone, tra docenti e Ata, numero che praticamente equivale agli stessi voti conquistati da “Liberi e Uguali”, il partito di Grasso e di Bersani, alle elezioni del 4 marzo scorso. Se però a quel milione di personale del Miur associamo anche un solo parente o un solo amico, il numero complessivo si raddoppia cosicchè, se ci fosse un partito della scuola, potrebbe contare su due milioni e oltre di elettori.

La buona scuola? Forse un boomerang
Facciamo questa riflessione, non per perorare questa causa, ma per esaminare uno dei motivi della sconfitta del Pd di Renzi che quando presentò la “buona scuola” annunciò che avrebbe “stupito” l’intero mondo dell’istruzione: è invece proprio gran parte di quegli addetti gli si è, forse, voltato contro.

Come mai?

[segue...]

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Stampa : da "ItaliaOggi" - azienda scuola 20.03.2018
Inviato da admin_CUSMA il 20/3/2018 17:09:01 (28 letture)

Concorso "docenti abilitati", caos sulle domande
Sito in tilt, i sindacati hanno chiesto una proroga per le istanze che scadono il 22 marzo (prorogate al 26)


20/03/2018

I docenti di ruolo e gli aspiranti docenti che intendono presentare la domanda per partecipare al concorso riservato hanno tempo fino al 22 marzo prossimo (data prorogata al 26). Le domande devono essere presentate via web ma, anche questa, volta, il sovraccarico di utenti spesso manda in tilt il sistema e i sindacati hanno chiesto una proroga (ottenuta) al ministero per dare più tempo ai diretti interessati, spesso impossibilitati, loro malgrado, ad effettuare le operazioni. E a complicare il tutto contribuisce anche una incongruenza contenuta nel decreto legislativo 59/2017, riguardante la valutabilità dei servizi, che sta creando molte perplessità tra gli addetti ai lavori.

La tabella A del decreto 59, infatti, prevede che il servizio possa essere valutato solo se prestato per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni per ciascun anno scolastico (si veda pag. 45 della tabella A). Ma la stessa tabella, quando fa riferimento alla necessità che il servizio sia continuativo, anziché fare riferimento al comma 114, lettera b) della legge 107/2015 che prevede tale requisito, fa riferimento alle norme contenute nel testo unico che, per contro, non fanno alcun accenno a tale necessità. Le norme citate nella tabella A del decreto 59, infatti, sono il comma 1 dell'articolo 438 del decreto legislativo 297/94, il quale dice solo che «la prova ha la durata di un anno scolastico. A tal fine il servizio effettivamente prestato deve essere non inferiore a 180 giorni nell'anno scolastico». E il comma 14 dell'articolo 11 della legge 124/99, il quale dispone che «il servizio di insegnamento non di ruolo prestato a decorrere dall'anno scolastico 1974-1975 è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale».

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 18 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 18/3/2018 17:30:00 (38 letture)

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“Oggi Scuola e Università educano all’obbedienza e alle leggi del mercato: uniti per dire no”


Mai come oggi la Scuola e l’Università sono state trasformate, attraverso le ultime riforme, in luoghi di indottrinamento di competenze per consumatori devoti alle leggi del mercato. A dirlo alla Tecnica della Scuola è Tiziana Drago, ricercatrice di Letteratura Greca all’Università di Bari.

Intervistata e margine del convegno “Aprire le porte: creazione sociale e pedagogia del mercato. Per una scuola e un’università inclusive, ecologiche e cooperative”, durante il quale si sono affrontati i tanti nodi mai sciolti della Legge 107, alla luce dell’Appello per la scuola pubblica redatto da un folto gruppo di insegnanti e sottoscritto da oltre diecimila cittadini, la dottoressa Drago ha spiegato i motivi dell’importanza dell’appello rivolto inviato al presidente della Repubblica e ai presidenti uscenti di Camera e Senato.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 16 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 17/3/2018 13:09:38 (30 letture)

Religione cattolica, lo Snadir vuole il concorso riservato con una sola prova orale

di F. De Angelis - 16/03/2018

Il concorso di religione cattolica dovrebbe rientrare fra le azioni che il nuovo Governo dovrà attuare per la scuola. Si sa al momento che la procedura avrà il compito di coprire almeno 4mila posti, destinato ai precari che ancora non sono stabilizzati. Ma adesso, dopo gli ultimi aggiornamenti delle passate settimane, arriva una richiesta d’incontro al Miur da parte dello Snadir, una delle sigle sindacali che si sta battendo per la stabilizzazione dei precari.

Concorso riservato come per la secondaria

Il Miur, nelle precedenti settimane aveva fatto intendere che il concorso di religione si farà, ma non avrà una procedura riservata bensì seguirà quella ordinaria. Il concorso dovrà essere organizzato in tempo utile al fine di evitare l’attivazione dell’applicazione del comma 131 della legge 107/2015, ovvero il divieto di superare i 36 mesi di contratti a tempo determinato.

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Stampa : da "huffingtonpost" del 10 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 11/3/2018 19:31:23 (40 letture)

Renzismo al tramonto: il Jobs act a rischio annullamento

di Bianca Di Giovanni - 10/03/2018

Dopo lo tsunami elettorale e le dimissioni da segretario del partito, per Matteo Renzi si profila un altro rischio: la cancellazione di parti importanti della legge-bandiera del suo governo, il jobs act. Se questa eventualità si materializzasse, dopo Renzi sarebbe archiviato anche il renzismo della prima ora.

Dal luglio scorso sul tavolo della Corte costituzionale c'è un ricorso contro l'ultima riforma del lavoro, in cui si sollevano parecchi dubbi sulla legittimità del cosiddetto contratto a tutele crescenti, e in buona sostanza sulle regole che riguardano i licenziamenti illegittimi. Il "verdetto" della Consulta è atteso entro l'estate, e la decisione avrà effetti molto incisivi sul mondo del lavoro. Al centro del contenzioso c'è sempre il superamento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori deciso dal governo Renzi, l'eliminazione dell'ipotesi di reintegro del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo sostituita da un semplice (e modesto) indennizzo. Se le osservazioni partite da Roma dovessero convincere i giudici dell' Alta corte, l'annullamento delle nuove norme rimetterebbe in discussione tutti i licenziamenti illegittimi fatti finora. Per questo i giuslavoristi seguono il caso con estrema attenzione, e secondo alcune indiscrezioni, nel mondo dei consulenti aziendali non si nascondono preoccupazioni.

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Stampa : da "OrizzonteScuola" - 10.03.2018
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2018 17:42:12 (54 letture)

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Galimberti: ci vogliono docenti affascinanti. Espellere genitori da scuola, interessati solo a promozione

di V. Brancatisano - 10.03.2018

“I genitori devono difendere sempre gli insegnanti altrimenti minano la sfera dell’affettività e dunque la crescita dei loro figli.

Alle maestre occorrerebbe dare lo stipendio dei professori universitari perché fanno un lavoro pazzesco. Occorrono insegnanti affascinanti ma oggi il ragazzo si deve ritenere fortunato se su nove docenti ne ha due carismatici”.

“Occorrono insegnanti affascinanti ma non è così. Oggi il ragazzo si deve ritenere fortunato se su nove docenti ne ha due carismatici, e questo è un grosso problema. Prima di essere mandati in cattedra, gli insegnanti dovrebbero essere sottoposti a un test di personalità, per comprendere se hanno la passione dell’insegnamento, ma da parte loro i genitori devono mettersi in testa che i docenti devono essere difesi. Sempre”. E’ questo il pensiero del filosofo Umberto Galimberti, intervenuto ieri al Forum Monzani di Modena alla presentazione del suo ultimo libro intitolato “La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo”, edito da Feltrinelli.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 9 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 9/3/2018 14:30:00 (70 letture)

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Ecco il “docente operaio”: tanti progetti e voti alti per tutti!

I lettori ci scrivono - 09/03/2018

Nella scuola non lavorano più gli insegnanti, ma è nata una nuova figura professionale, quella cioè del “docente operaio”, che non deve spiegare più, che non deve interrogare più, che deve fare solo progetti e soprattutto deve mettere voti alti, sempre più alti perché così tutti i dirigenti scolatici sono tutti contenti e felici.

La legge 107 della “Buona Scuola” è stata proprio uno scatafascio, una nefasta legge, una delle peggiori leggi che la storia repubblicana conosca. È assolutamente vergognoso che i dirigenti scolastici debbano affidarsi numeri ed alle percentuali per dire al MIUR che il sistema scolastico va bene, è perfetto. No, non è così.

Il sistema scolastico messo su dalla “Buona Scuola” illude soltanto gli alunni, li fa sembrare tanti “soloni”, vuoti culturalmente, perché imbevuti di voti alti con conoscenze molto, ma molto risicate. Questo non è colpa dei docenti, questo è colpa di un sistema d’istruzione malato, falso, ipocrita che illude ma non crea futuro.

La vera “Buona Scuola” non si costruisce sui numeri e sulle percentuali, si costruisce sulle persone che quotidianamente lavorano sodo e in silenzio nelle classi senza fare clamore, senza gongolarsi per questo o quel progetto.

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