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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 17 aprile 2018
Inviato da admin_CUSMA il 17/4/2018 21:56:43 (30 letture)

Per i concorsi se ne parla dopo l’estate. La crisi di governo allunga i tempi

di Andrea Carlino - 17/04/2018


Se il concorso docenti abilitati per il 2018 è ormai pronto per le prove orali, la situazione è ben diversa per quanto riguarda quello ordinario.
Secondo quanto segnala Italia Oggi, il regolamento sarebbe pronto, ma congelato a causa dell’assenza di un governo a pieni poteri. La selezione ordinaria e riservata slitteranno, dunque, di qualche mese.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 16 aprile 2018
Inviato da admin_CUSMA il 16/4/2018 14:30:06 (40 letture)

Concorso docenti abilitati, graduatorie distinte per regione per le classi di concorso aggregate

di F. De Angelis - 16/04/2018

Come abbiamo scritto in precedenza, sono state pubblicate le aggregazioni territoriali per le classi di concorso con un numero esiguo di candidati per il concorso docenti abilitati 2018. Per numero esiguo di candidati si devono intendere le classi di concorso con meno di 100 partecipanti a livello nazionale. Inoltre, è stato specificato che la regione scelta è quella in cui al momento, per quella classe di concorso, sarà presente il maggior numero di insegnanti di ruolo. In tal senso le commissioni potranno costituirsi in modo più agevole per svolgere la prova.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 6 aprile 2018
Inviato da admin_CUSMA il 7/4/2018 19:10:00 (57 letture)

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Pensioni, dal 1° gennaio 2019 i nuovi requisiti

di Lara La Gatta - 06/04/2018


Il decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle finanze adottato di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 5 dicembre 2017 ha disposto che: “A decorrere dal 1° gennaio 2019, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici di cui all’art. 12, commi 12-bis e 12-quater, fermo restando quanto previsto dall’ultimo periodo del predetto comma 12-quater, del decreto-legge 30 luglio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni, sono ulteriormente incrementati di cinque mesi e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n.243, e successive modificazioni, sono ulteriormente incrementati di 0,4 unità”.

Questo significa che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, sono ulteriormente incrementati di 5 mesi i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici e di 0,4 unità i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva, riferiti a coloro che perfezionano il diritto alla pensione di anzianità con il sistema delle c.d. quote.

Con la circolare n. 62 del 4 aprile 2018 l’Inps ha illustrato cosa cambierà dal 2019.

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Stampa : Istituti Comprensivi a Cesena?
Inviato da admin_CUSMA il 6/4/2018 0:50:00 (47 letture)

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CESENA: ISTITUTI COMPRENSIVI, DOPO I DUBBI DA SEMPRE ESPRESSI DAL SINDACATO DEI DOCENTI GILDA, ARRIVA ANCHE IL NO DEL MOVIMENTO 5 STELLE "SERVE UN CONFRONTO APERTO".

da redazione - 5 aprile 2018

Per i consiglieri grillini Guiduzzi e Capponcini si tratta di un progetto "antipedagogico".

Guiduzzi e Capponcini attaccano il comune di Cesena sul tema Istituti Comprensivi. A sollevare il problema, segnalando presunti movimenti dell'amministrazione in tal senso era stata prima Elena Baredi (LeU) ex assessore all'Istruzione, ripresa a qualche giorno di distanza da Pompignoli e Morrone della Lega. Il dialogo "mantra" che il sindaco Lucchi e compagni ripetono a gran voce, sarebbe incoerente col tentativo, attribuito all'amministrazione di "mettere mano" alle scuole del nostro territori, ventilando l'ipotesi di smembramento dell'assetto attuale a vantaggio di un progetto assolutamente anti-pedagogico: quello degli Istituti comprensivi. Il tutto proseguono, senza una seria riforma degli ordini scolastici e con scuole, come quelle di cesena, che funzionano bene. guiduzzi e capponcini, come già in passato il sindacato di Insegnanti Gilda, criticano in particolare l'assenza di un confronto pubblic, infatti sul tema ad oggi risultano solo le ipotesi di cambiamenti in vista avanzate dalle opposizioni.

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Stampa : da "OrizzonteScuola" - 25.03.2018
Inviato da admin_CUSMA il 28/3/2018 0:34:21 (60 letture)

Si metta fine alla scuola del progettificio.

di redazione- 25 marzo 2018

Dalla scuola progettificio e compulsiva, alla scuola delle idee e della ricerca. Si metta fine al dirigismo sfrenato e spettacolare delle istituzioni scolastiche e si ritorni alla sana didattica, mettendo seriamente al centro del tessuto scolastico l’alunno.

Nel mentre i nostri studenti affannano a risolvere problemi, coniugare verbi e costruire adeguate relazioni interpersonali, la scuola rincorre sempre più percorsi dispendiosi e spettacolari che poco o nulla hanno a che fare con la crescita culturale e civile dell’alunno.

L’esempio viene fornito dagli innumerevoli progetti proposti, attuati all’interno ed all’esterno delle aule che sovente, elaborati con il metodo copia e incolla, non si connettono con i nuovi e moderni bisogni formativi e innovativi reclamati dell’alunno digitale. E mentre la società cambia, rinnova metodi di produzione, amplia le sue vedute inclusive, la scuola indietreggia rincorrendo metodi e strategie che sul piano scientifico non sono collaudati e lasciano molto a desiderare.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 24 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 25/3/2018 23:34:43 (48 letture)

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Nel discorso di insediamento alla Camera e Senato è mancata la scuola

di P. Almirante, La Tecnica della scuola 24.3.2018

– La scuola, e dunque l’istruzione, non pare interessare ai nuovi presidenti di Camera, Roberto Fico del M5S, e del Senato, Elisabetta Alberti Casellati di Forza Italia. Neanche un accenno nel discorso di insediamento sulla poltrona più alta delle due Camere, dopo la loro rispettiva elezione di qualche ora fa, a termine di concitati e infuocati accordi fra i due partiti vincitori del 4 marzo scorso; neanche una parola, come a segnalare che di queste cose, di queste minutaglie, né il Senato, né la Camera tengono conto.

Questioni più importanti della scuola?

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 21 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 22/3/2018 14:15:43 (64 letture)

La legge 107 ha influito sul voto alle elezioni del 4 marzo? Forse che sì

di P. Almirante - 21/03/2018

Come è noto il personale della scuola conta circa 1 milione di persone, tra docenti e Ata, numero che praticamente equivale agli stessi voti conquistati da “Liberi e Uguali”, il partito di Grasso e di Bersani, alle elezioni del 4 marzo scorso. Se però a quel milione di personale del Miur associamo anche un solo parente o un solo amico, il numero complessivo si raddoppia cosicchè, se ci fosse un partito della scuola, potrebbe contare su due milioni e oltre di elettori.

La buona scuola? Forse un boomerang
Facciamo questa riflessione, non per perorare questa causa, ma per esaminare uno dei motivi della sconfitta del Pd di Renzi che quando presentò la “buona scuola” annunciò che avrebbe “stupito” l’intero mondo dell’istruzione: è invece proprio gran parte di quegli addetti gli si è, forse, voltato contro.

Come mai?

[segue...]

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Stampa : da "ItaliaOggi" - azienda scuola 20.03.2018
Inviato da admin_CUSMA il 20/3/2018 17:09:01 (43 letture)

Concorso "docenti abilitati", caos sulle domande
Sito in tilt, i sindacati hanno chiesto una proroga per le istanze che scadono il 22 marzo (prorogate al 26)


20/03/2018

I docenti di ruolo e gli aspiranti docenti che intendono presentare la domanda per partecipare al concorso riservato hanno tempo fino al 22 marzo prossimo (data prorogata al 26). Le domande devono essere presentate via web ma, anche questa, volta, il sovraccarico di utenti spesso manda in tilt il sistema e i sindacati hanno chiesto una proroga (ottenuta) al ministero per dare più tempo ai diretti interessati, spesso impossibilitati, loro malgrado, ad effettuare le operazioni. E a complicare il tutto contribuisce anche una incongruenza contenuta nel decreto legislativo 59/2017, riguardante la valutabilità dei servizi, che sta creando molte perplessità tra gli addetti ai lavori.

La tabella A del decreto 59, infatti, prevede che il servizio possa essere valutato solo se prestato per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni per ciascun anno scolastico (si veda pag. 45 della tabella A). Ma la stessa tabella, quando fa riferimento alla necessità che il servizio sia continuativo, anziché fare riferimento al comma 114, lettera b) della legge 107/2015 che prevede tale requisito, fa riferimento alle norme contenute nel testo unico che, per contro, non fanno alcun accenno a tale necessità. Le norme citate nella tabella A del decreto 59, infatti, sono il comma 1 dell'articolo 438 del decreto legislativo 297/94, il quale dice solo che «la prova ha la durata di un anno scolastico. A tal fine il servizio effettivamente prestato deve essere non inferiore a 180 giorni nell'anno scolastico». E il comma 14 dell'articolo 11 della legge 124/99, il quale dispone che «il servizio di insegnamento non di ruolo prestato a decorrere dall'anno scolastico 1974-1975 è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale».

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 17 aprile 2018
Inviato da admin_CUSMA il 17/4/2018 21:42:17 (46 letture)

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Contratto scuola, la filosofia della ‘miseria’

di A. Belardinelli - 17/04/2018

Non c’è che dire: questo contratto è davvero un bel regalo. Lo dobbiamo ai valorosi Sindacati “maggiormente” rappresentativi, che dopo un estenuante dodicennio di coraggiose lotte ci hanno liberati dal bisogno e dall’ingiustizia.

E finalmente arrivò il contratto. Il mondo della Scuola sospira di sollievo. Innanzitutto, finalmente, potremo chiamare il FIS con un altro nome. Era una vera priorità, diciamocelo papale papale. Non se ne poteva più di questo bizzarro acronimo del Fondo d’Istituto: i colleghi si chiedevano se si riferisse alla Fondazione Italiana Sommellier o ai terroristi algerini del Fronte Islamico di Salvezza. Urgeva un po’ di chiarezza. Finalmente, grazie al nuovo contratto, il FIS si chiamerà FMOF: “Fondo per il miglioramento dell’offerta Formativa”. Aria nuova, idee nuove! Era ora!

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 14 aprile 2018
Inviato da admin_CUSMA il 15/4/2018 20:01:14 (44 letture)

In pensione più tardi, ma la spesa aumenta: paga la Scuola

di A. Giuliani - 14/04/2018

L’innalzamento dei parametri chiesti dallo Stato per lasciare il mondo del lavoro, che tra pochi mesi porteranno la soglia a 67 anni compiuti, ha lasciato i conti in rosso: dopo la crisi economica, la spesa pensionistica italiana si è infatti addirittura impennata rispetto al Pil, tanto da assorbire gran parte della spesa pubblica. In particolare, per gli altri capitoli di welfare è stato spartito in questi ultimi anni solo quanto rimasto e a farne le spese è stata soprattutto l’istruzione, la cui percentuale di risorse rispetto al Pil è diminuita rispetto agli anni pre-crisi.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 7 aprile 2018
Inviato da admin_CUSMA il 7/4/2018 18:50:44 (45 letture)

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Docenti aggrediti: siamo in trincea, ma lo Stato dov’è?

di R. Palermo - 06/04/2018

“Ormai siamo in guerra”: è questo uno dei commenti che si leggono in rete a proposito degli episodi di violenza nei confronti degli insegnanti.

Non passa giorno, o quasi, che non ci sia un episodio più o meno grave.
C’è anche chi usa toni allarmati, forse eccessivi: “Ci dovrà scappare il morto prima che qualcuno intervenga?”
Un fatto è certo: fare l’insegnante,soprattutto in alcune aree o in alcune scuole del Paese, sta diventando obiettivamente rischioso e questo potrebbe indurre i docenti a diventare più indulgenti nei confronti degli studenti per il timore di ritorsioni da parte dei genitori e di altri adulti di riferimento.

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Stampa : da "Aetnascuola.it" del 25 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 28/3/2018 0:42:17 (43 letture)

Flc Cgil firma contratto e “scopre” che i docenti italiani sono i meno pagati! / improntitudine e insolenza

di V. Pascuzzi - 25.03.2018

Per arrivare agli stipendi Ue (a 22 Paesi) un docente d’infanzia ed elementari di una scuola italiana dovrebbe conoscere un aumento di 455 euro (il 20,5 per cento in più), un professore di medie dovrebbe veder crescere la busta paga di 363 euro (più 14,9 per cento) e uno delle superiori di 439 euro (più 17,6 per cento). Servirebbero, solo per questo, 6,8 miliardi (la Buona scuola, tra il 2015 e il 2017, ne ha investiti quattro).

[Bugiardino].

1) sembra che Sinopoli/Flc sia al guinzaglio o sotto stretto controllo di Camusso/Cgil;
2) il 9 febbraio 2018 i tre Sindacatoni firmano un contratto straccione e si entusiasmano “DOPO NOVE ANNI ABBIAMO IL CONTRATTO / SU LE TESTE!”, non ostante 82.000 firme A NON FIRMARE raccolte dal gruppo Facebook Professione Insegnante e non ostante anche il fallimento di una Petizione-Manifesto contrapposta dagli stessi Sindacatoni (ad oggi solo 9.225 firme);
3) Flc sta conducendo una consultazione farlocca e di facciata come testimonia Francesco Mele;
4) pochi giorni fa Camusso/Cgil scopre che in Italia ci sono i docenti meno pagati (anche grazie a contratti firmati da loro stessi e ancora freschi di inchiostro!) e propone “Sulla scuola apriamo un’assemblea costituente”! v.p.]

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Stampa : riflessioni corrette ma tardive ...
Inviato da admin_CUSMA il 26/3/2018 15:50:00 (93 letture)

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Lumia (Pd): “Buona Scuola errore imperdonabile. Tre misure per riformarla”

di Fabio Guarna (Tecnica della Scuola) - 26/03/2018

D.: Che ne pensa della Buona Scuola?

R.: Si è rivelata un errore imperdonabile, la prima e profonda rottura tra il PD a guida Renzi e il mondo della scuola con inevitabili riflessi in tutta la società italiana. Il primo errore è stato di metodo. È stata una riforma ‘per la scuola’ e non ‘con la scuola’. Il secondo errore è stato l’essere una riforma che voleva modificare l’assetto di potere interno puntando sui dirigenti piuttosto che sull’intera comunità scolastica in termini di maggiore partecipazione e responsabilità condivise. Il terzo errore è stato che non si è saputo gestire con intelligenza ed equità il passaggio a tempo indeterminato di migliaia e migliaia di docenti, costretti a trasferirsi dal sud nelle città del centro-nord, causando un disagio senza precedenti sul piano familiare, sociale ed economico a chi tutto ad un tratto si è trovato di fatto costretto a trasferirsi lontano da casa.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 23 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 24/3/2018 14:31:32 (55 letture)

Contratto scuola: consultazione FLC “di facciata” dimissioni a Modena

di Reginaldo Palermo - 23/03/2018

Le dimissioni dalla direzione provinciale di un sindacato di categoria non sono un avvenimento che meriti uno spazio particolare su una testata nazionale, a meno che …

A meno che le motivazioni delle dimissioni non siano particolarmente significative rispetto alla politica di quel sindacato, a meno che non riguardino una persona piuttosto nota che in questi anni si è distinta per la sua presenza nel dibattito nazionale e a meno che lo stesso interessato non renda nota la propria decisione con un messaggio pubblicato sulla sua pagina FB e condiviso in altre pagine e in altri gruppi.

Dimissioni dal direttivo FLC-CGIL

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 22 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 22/3/2018 14:06:09 (63 letture)

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Contratto scuola, c’è il si del Consiglio dei Ministri. Manca solo l’ok della Corte dei Conti

di Fabrizio De Angelis - 21/03/2018

E’ in dirittura d’arrivo l’iter che porterà alla firma definitiva del contratto scuola 2016/2018, firmato lo scorso 9 febbraio da alcuni sindacati. Infatti, dopo il disco verde del MEF, è arrivato l’ok da parte del Consiglio dei Ministri, come annunciato dalla Ministra Valeria Fedeli. Adesso, si attende solo l’ok della Corte dei conti.

“Dopo il via libera di oggi in Consiglio dei Ministri, dichiara Fedeli, il contratto del comparto del settore ‘Istruzione e Università’, rinnovato lo scorso febbraio dopo oltre otto anni di attesa, può essere ora trasmesso alla Corte dei Conti per la validazione definitiva, preliminare alla sua concreta applicazione.

La Ministra tiene a sottolineare come “questo nuovo contratto apre una nuova era di valorizzazione del ruolo di chi opera nei settori della conoscenza. Ma è un punto di partenza, non un traguardo raggiunto e da archiviare. Bisogna continuare a impegnarsi per garantire continuità didattica alle nuove generazioni, stabilità, riconoscimento professionale e condizioni di lavoro dignitose alle dipendenti e ai dipendenti. In una società e in un’economia della conoscenza, come sono quelle in cui viviamo, l’investimento sul sapere è fondamentale per garantire alle giovani, ai giovani e al Paese un futuro di qualità”.

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