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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 7 ottobre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 7/10/2017 17:58:58 (60 letture)

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Ricostruzione di carriera, circolare della Ragioneria dello Stato

La Ragioneria Generale dello Stato, con la circolare del 6 ottobre, n.181138, si è espressa in merito alla decorrenza della prescrizione del diritto alla corresponsione degli arretrati stipendiali in caso di ritardo nell’emissione del provvedimento di ricostruzione di carriera


da Andrea Carlino - 07/10/2017


La Ragioneria Generale dello Stato, con la circolare del 6 ottobre, n.181138, si è espressa in merito alla decorrenza della prescrizione del diritto alla corresponsione degli arretrati stipendiali in caso di ritardo nell’emissione del provvedimento di ricostruzione di carriera.

Sono pervenuti quesiti volti ad ottenere conferme in ordine alla prescrizione del diritto alla liquidazione degli arretrati stipendiali derivanti dal decreto di ricostruzione di carriera nei confronti del personale docente, nel caso in cui quest’ultimo venga emesso dopo che siano trascorsi cinque anni dalla presentazione della domanda.

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Stampa : da ItaliaOggi - Azienda scuola del 3 ott. 2017
Inviato da admin_CUSMA il 3/10/2017 18:12:33 (53 letture)

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Sindacati pronti ad alzare il tiro

Domani vertice dei direttivi di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals-Confsal e Gilda, contro lo stallo del contratto, l'atto di indirizzo non c'è


di A. Ricciardi - 3 ottobre 2017

Il tempo stringe per la definizione della manovra 2018, il 15 ottobre la legge di bilancio va mandata alla Commissione europea. L'ultimo atto di rilievo del governo di Paolo Gentiloni prima della fine della legislatura. E intanto che aumenta il pressing dei singoli ministri sul dicastero dell'Economia per portare a casa il proprio pacchetto di misure e fondi, la direttiva per il rinnovo del contratto di scuola, università e ricerca, la cui copertura finanziaria è in quella legge, non vede la luce.

L'atto di indirizzo della ministra Valeria Fedeli è ancora fermo ai piani alti di via XX Settembre per verifiche tecniche circa le coperture.

Una situazione di stallo che i sindacati non sono più disposti a tollerare e contro la quale una risposta potrebbe arrivare già domani quando i direttivi di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals-Confsal e Gilda/FGU si riuniranno per tentare una piattaforma rivendicativa unitaria.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 01 ottobre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 1/10/2017 19:32:18 (56 letture)

Il personale della scuola non ha diritto a indennità giornaliera Inail in caso di infortuni

Andrea Carlino - Domenica, 01 Ottobre 2017


Il personale della scuola, in caso di infortuni non ha diritto ad alcuna indennità giornaliera per inabilità temporanea da parte dell'Inail.
Infatti, quando si assentano da lavoro percepiscono già per intero l'intera retribuzione dallo Stato.
Così riporta Il Sole 24 Ore, la sezione lavoro della Suprema Corte di Cassazione con sentenza 21325/17, depositata il 14 settembre scorso, è stata chiara in tal senso.

LA CASSAZIONE RIBALTA TUTTO - L'Inail si era rivolto ai giudici supremi dopo essere stato condannato dal Tribunale di Brindisi a versare l'indennità per inabilità temporanea assoluta ad una collaboratrice scolastica. Il giudice in primo grado, infatti, aveva accolto la domanda di risarcimento presentata dalla donna che, in seguito ad un incidente stradale, non era potuta tornare al lavoro per 40 giorni, intimando all'Inail di pagare l'ammontare dell'indennità richiesta.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 27 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 28/9/2017 15:30:00 (65 letture)

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Orario di servizio dei docenti, troppo spesso emergono discriminazioni


Lucio Ficara - Mercoledì, 27 Settembre 2017


In questa fase dell'anno scolastico, in cui gli orari scolastici sono ancora provvisori, ci vengono segnalate delle stranezze sugli orari di servizio dei docenti.


Esistono casi di orari di servizio dei docenti che potrebbero essere definiti al limite della discriminazione.
Curioso è il caso di una docente che ha un orario di servizio, riferito alle sue 18 ore settimanali di insegnamento, con un venerdì di 6 ore continuative, senza ore buca, dalle ore 8.00 alle ore 14.00, un giovedì con 3 ore buca, ma di fatto 6 ore di servizio con entrata alle ore 8.00 e uscita alle ore 14.00. In buona sostanza la docente si trova con un orario dove ha 4 ore buca e una giornata con 6 ore di insegnamento continuative.
Altri docenti, soprattutto della scuola primaria, lamentano di essere utilizzati per attività di insegnamento sia la mattina che il pomeriggio, quindi sono impegnati per attività d’insegnamento per l’intera giornata. Ci dicono anche che in alcune scuole, il Ds non ha pubblicato l’orario di servizio di tutti gli insegnanti e nemmeno quello delle classi.

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Stampa : da "Money.it" del 27 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 27/9/2017 14:40:00 (129 letture)

Open in new windowIl candidato premier del Movimento 5 Stelle è Luigi Di Maio: ecco cosa cambierà per la scuola italiana con lui al Governo.

Luigi Di Maio: come cambierà la scuola se diventerà premier. Le sue dichiarazioni

27 Settembre 2017

Il Movimento 5 Stelle ha scelto il suo candidato premier per le prossime elezioni politiche: si tratta di Luigi Di Maio, attuale vice presidente della Camera.

Nel caso in cui riuscisse ad andare al Governo Di Maio sarebbe il terzo presidente del Consiglio della storia politica italiana a non essere laureato (prima di lui Craxi e D’Alema); ma nonostante questa sua “mancanza” Di Maio sembra avere le idee molto chiare su quale strada dovrà intraprendere la scuola italiana per uscire fuori dall’impasse causata dalle politiche degli ultimi governi.

Di Maio è stato infatti uno dei principali fautori del programma del Movimento 5 Stelle sulla scuola - poi votato sulla piattaforma Rousseau - con il quale si presenterà alle prossime elezioni; programma che a noi di Money.it è stato anticipato dall’Onorevole M5S Silvia Chimienti.

Ogni volta che a Di Maio è stato chiesto un parere sull’attuale situazione della scuola italiana questo è stato lapidario bocciando appieno l’impianto della Buona Scuola (legge 107) voluta (ostinatamente) da Renzi (e dal PD).

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 26 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 26/9/2017 17:20:00 (37 letture)

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La Ds non informa docenti e sindacati sul piano annuale delle attività

Lucio Ficara - Martedì, 26 Settembre 2017




Una Dirigente scolastica, ritenendo il piano delle attività annuali pura organizzazione del lavoro, decide di non farlo approvare dal Collegio e di non informare i sindacati.
In buona sostanza la Ds in piena autonomia decide di non applicare il comma 4 dell'art.28 del Contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola. Infatti secondo la Dirigente scolastica la norma è stata modificata dal Decreto legislativo 150/2009, per cui l'interpretazione di chi pensa sia un obbligo presentare prima dell'inizio delle lezioni, ai sensi dell'art.28 comma 4 del CCNL scuola, il piano annuale delle attività alla delibera del Collegio dei docenti e ad una successiva informativa alle Organizzazioni Sindacali, è semplicemente errata. La Ds sembra non avere dubbi, infatti sostiene che il “Piano annuale delle attività” rivesta natura di organizzazione del lavoro e quindi è una prerogativa esclusiva del datore del lavoro, non esistono delibere collegiali e non esistono informative sindacali.
Eppure l'art.28 comma 4 del CCNL scuola precisa che: ” Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento ed in attività funzionali alla prestazione di insegnamento.
Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Di tale piano è data informazione alle OO.SS. di cui all’art. 7“.

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Stampa : da "MicroMega" del 25 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 25/9/2017 21:50:11 (60 letture)

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MARINA BOSCAINO - Cara ministra Fedeli, ecco dove avete sbagliato

“Non si può avere investito risorse e assunto 100mila persone e avere tutto il mondo della scuola contro: evidentemente qualcosa dobbiamo aver sbagliato. Io penso che una delle ragioni è che quando si vogliono fare cambiamenti, bisogna coinvolgere gli interlocutori con un confronto vero sugli obiettivi e sulla qualità della proposta. Nel momento in cui tu condividi l’obiettivo è molto più facile trovare i punti di sintesi”; così Valeria Fedeli pochissimi giorni fa. L’apparente ragionevolezza dell’affermazione è coerente con una serie di analoghe ammissioni fatte da Matteo Renzi e i suoi sodali: la campagna elettorale incalza e il disamore degli insegnanti per il Pd è stato palpabile in diverse occasioni, attraverso il voto e non.


Con un po’ di pazienza – soprattutto da parte di chi leggerà questo testo – proverò a spiegare a Valeria Fedeli cosa è che non è andato; puntualizzando preventivamente che le assunzioni sono state frutto – obtorto collo – non di una politica lungimirante di rafforzamento della scuola pubblica, ma di un diktat europeo; un atto dovuto che, in seguito ad una sentenza del Tribunale di Giustizia, nel novembre del 2014, ingiunse all’Italia l’assunzione di tutti i precari che avessero 36 mesi di insegnamento.

Nel luglio del 2014 il neo insediato governo Renzi tiene fede (non c’è che dire) alla promessa fatta dal presidente del Consiglio nel discorso di presentazione al Senato: metterò mano alla scuola. Detto fatto: il sottosegretario Reggi (peraltro riciclato, in seguito, al ministero dei Lavori Pubblici) tra le altre cose ripropone la “formula Profumo” (24 ore a parità di salario); la pronta mobilitazione dei docenti sotto il solleone estivo sventa il pericolo.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 25 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 25/9/2017 11:50:00 (45 letture)

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Il docente di ruolo come farà a conseguire altre abilitazioni?


Lucio Ficara - Lunedì, 25 Settembre 2017

È finita l'era dei TFA per abilitarsi su disciplina o specializzarsi sul sostegno, ma allora come farà a conseguire altre abilitazioni il docente di ruolo?

La domanda ci viene posta da un docente già di ruolo che vorrebbe acquisire altre abilitazioni all'insegnamento per fare la mobilità professionale. Ci chiede se potrà fare il concorso a cattedra per aspirare ad un nuovo ruolo in altra classe di concorso dove non è al momento abilitato.
Rispondiamo che il concorso a cattedra, che molto probabilmente verrà bandito nel 2018, non è accessibile ai docenti che sono già di ruolo.
Il nuovo concorso a cattedra è riservato ai neo laureati o ai laureati che non hanno mai insegnato, infatti per loro c'è il FIT il nuovo percorso abilitante che dura tre anni ed è accessibile a chi vince il concorso. Per entrare a fare il concorso per il FIT servono oltre la laurea con i crediti formativi universitari adeguati, altri 24 CFU nel settore antropo-psico pedagogico e metodologie. Per i docenti già abilitati, ma che sono ancora precari, c'è un concorso riservato senza numero chiuso. Tale concorso prevede solo una prova orale e poi c'è l'inserimento in una graduatoria regionale di merito. In ogni caso prima di entrare in ruolo ci sarà un anno di supplenza annuale e solo al termine di questo anno che chiude il percorso triennale del FIT, il docente potrà considerarsi di ruolo.

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Stampa : da "scuola.italia4all.it" 4 ott. 2017
Inviato da admin_CUSMA il 4/10/2017 13:30:00 (50 letture)

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I nuovi precari della scuola. Avvocati, ingegneri, commercialisti in coda per racimolare qualche ora di supplenza

mercoledì 4 ottobre 2017


Professionisti, tutti in fila. A bussare alle porte delle scuole per racimolare qualche ora di supplenza alla settimana, non ci sono più i soliti precari. Perché ora, precari, lo sono anche loro: architetti, avvocati e, addirittura, commercialisti. Tutti con in tasca, oltre a una laurea, l’abilitazione professionale e l’iscrizione a un albo. Tutti alla ricerca di un espediente per integrare lo stipendio o, nella peggiore delle ipotesi, di un’alternativa, perché il proprio lavoro non basta più.

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Stampa : da "Ilsole24ore.com" 01 ottobre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 3/10/2017 17:30:00 (23 letture)

Scuola, il flop della «chiamata diretta» dei docenti
–di Claudio Tucci 01 ottobre 2017

Doveva essere l’innovazione forse più importante della Buona Scuola; vale a dire la possibilità da parte degli istituti di scegliere i docenti più in linea con la propria offerta formativa. E invece, anche quest’anno - il secondo da quando è stata introdotta dal Legislatore - la chiamata diretta è stata nuovamente “affossata”: nelle operazioni di trasferimento infatti sono stati individuati dai presidi meno del 30% dei circa 12mila insegnanti finiti negli ambiti territoriali (quindi, poco più di 3.300). Anche tra i prof neo-immessi in ruolo la chiamata per competenze da parte del dirigente scolastico ha interessato meno della metà delle persone (12.976 docenti sui complessivi 27.388 assunti al 13 agosto).

Dai grafici predisposti dal ministero dell’Istruzione, e pubblicati qui sotto, emerge che il boicottaggio è stato maggiore al Centro-Sud (qui però va anche detto che molte scuole non hanno chiamato in quanto non avevano posti liberi). Discorso un po’ diverso al Nord, dove nonostante cospicue disponibilità (e pertanto, da poter coprire con la chiamata diretta dei presidi) le percentuali di insegnanti selezionati non sono state elevatissime: 66,21% per i neo-immessi in ruolo; si è crollati al 29,96% nei trasferimenti.

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Stampa : Invece Concita, 28.9.2017
Inviato da admin_CUSMA il 28/9/2017 22:16:57 (77 letture)

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Una pessima buona scuola

di Concita De Gregorio, Invece Concita, 28.9.2017


“La buona scuola per un bimbo speciale: ci hanno ingannato. La buona scuola esiste e resiste alle pessime riforme che si sono succedute in questi 20 anni. Riforme fatte da chi non si era accorto che la buona scuola esisteva già. La buona scuola resiste ai cattivi/e presidi che la gestiscono come un’azienda, con arroganza e incompetenza, spesso con basso spessore culturale. La buona scuola resiste ai controsoffitti e alle pareti che crollano e ai bagni che si allagano. La buona scuola resiste perché è fatta di maestre, dei loro sacrifici, di impegno, creatività, della loro condivisione e passione”.

“Ho il privilegio di essere la mamma di un dolcissimo bimbo affetto da una sindrome rara, che con onore frequenta la quinta elementare. È un bimbo speciale fortunato perché circondato dal calore e la competenza di ottime maestre e generosissimi compagni. Purtroppo però la buona scuola per lui non è stata mai prevista, tantomeno sostenuta”.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 27 ago 2017
Inviato da admin_CUSMA il 28/9/2017 0:42:28 (58 letture)

Bonus merito, i docenti che non lo hanno avuto devono poter accedere agli atti!

Fabrizio De Angelis - Mercoledì, 27 Settembre 2017


Sul Bonus merito abbiamo scritto più volte, sottolineando le regole e le modalità con cui il dirigente scolastico deve assegnare il “premio” agli insegnanti che si sono distinti.

Se da un lato è noto il fatto che i criteri di assegnazione vengono individuati dal dirigente scolastico che deve attenersi però ai criteri selezionati da un comitato di valutazione composto da 3 insegnanti, 2 genitori e da un componente esterno selezionato dall’USR, è anche vero che spesso la pratica è ben diversa, con dirigenti che negano l’accesso agli atti ai docenti esclusi dal bonus.

A tal proposito, la "Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha formulato un parere in merito al ricorso fatto da un docente non assegnatario del bonus, che era stato escluso dall’accesso agli atti, molto indicativo per la questione.

Grazie al parere della Commissione, si legge sul sito Scuola e Amministrazione.it, si può mettere un punto fermo sulla questione del bonus premiale, ovvero chiunque ne sia stato escluso dall’attribuzione ha il diritto di vedersi accolta la richiesta di accessi agli atti ai sensi della Legge 241/1990.
La Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha infatti evidenziato nel provvedimento che la mancata erogazione del bonus alla ricorrente, conferisce a quest’ultima, una posizione di interesse qualificato all’ostensione dei documenti relativi a quanti (i docenti a tempo indeterminato) siano stati destinatari del bonus.

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Stampa : da OggiScuola - 27 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 27/9/2017 12:53:41 (39 letture)

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CORTE DEI CONTI: La riforma di Renzi sulla scuola (legge 107/2015) è un fallimento anche sui numeri.

27 settembre 2017 - Oggiscuola


La relazione, presentata alla VII Commissione della Camera, sul Rendiconto generale dello Stato approvato dal Senato e del disegno di legge di assestamento di bilancio 2017, secondo i dati certificati dall’organismo nazionale deputato al controllo sulla gestione delle risorse pubbliche, sancisce la débâcle della Legge 107/2015: nell’a. s. 2016/17 sono saliti a 88.045 i docenti inseriti nella Graduatorie ad Esaurimento; nuovo record per supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, con 125.832 contratti stipulati; 400 nuove procedure per le suppletive al concorso; cancellate altre 102 scuole autonome; bonus merito soltanto a un numero irrisorio di insegnanti; valutazione esterna riservata al 5% delle scuole dall’Invalsi; soltanto 3.438 posti in deroga per gli amministrativi, tecnici e ausiliari, nonostante i tagli della Legge di Stabilità 2015.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 24 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 25/9/2017 22:07:19 (31 letture)

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Elezioni, la Sinistra Alternativa come Di Maio e Salvini: La Buona Scuola è da cancellare

A. Giuliani, La Tecnica della scuola 24.9.2017


– Mentre Matteo Renzi difende la sua riforma della scuola, da Pierluigi Bersani giungono parole di rottura con il passato.

“Il percorso che abbiamo avviato fra Articolo 1 e Campo progressista è interessato a un confronto stringente con tutte le forze che sentono questa stessa esigenza di cambiamento e che vogliono portarla ad esiti di governo, fronteggiando una destra ormai incombente. Mi sembra molto utile prevedere iniziative come quelle che suggerisce Pippo Civati”, ha detto Bersani, arrivando alla festa nazionale di Sinistra Italiana dove è previsto un incontro con il padrone di casa, Nicola Fratoianni. All’incontro hanno partecipato anche Pippo Civati, Tomaso Montanari e Maurizio Acerbo.

“Quando parliamo di discontinuità – ha aggiunto l’esponente di Mdp – parliamo di regole del lavoro e del welfare, di investimenti per il territorio, di sanità, di scuola, di fisco”.

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Stampa : da "Corriere della sera.it" 25 set 2017
Inviato da admin_CUSMA il 25/9/2017 21:30:58 (27 letture)

Prof, in Veneto revocate le graduatorie d’istituto: «Errori» E i supplenti cambiano di nuovo

La beffa: le graduatorie appena pubblicate, da cui attingere per le supplenze, non sono valide perché ci sono stati, ammissione del Miur, «errori informatici». Le supplenze non sono valide e bisogna revocarle e richiamarle

di V. Santarpia - 25 settembre 2017


Rischio caos in Veneto: le graduatorie di istituto, quelle appena compilate dopo le domande inviate a luglio, sono state revocate con una circolare del ministero dell’Istruzione. Motivo? «Errori dovuti a problemi informatici», si legge nella circolare urgente inviata dall’ufficio scolastico regionale del Veneto ai dirigenti scolastici, all’ufficio scolastico di Venezia, alle organizzazioni sindacali e all’ufficio relazioni per il pubblico. Si parla delle graduatorie definitive di istituto relative a tutte le fasce e gli ordini di scuola, per cui le nomine di supplenti fino all’avente diritto andranno effettuate «utilizzando le vecchie graduatorie» fino alla risoluzione di tali problematiche. L’effetto è facilmente immaginabile. I presidi che hanno già attivato supplenti, lunghi o brevi che siano, dovranno annullare le convocazioni perché hanno attinto i loro nomi da una graduatoria considerata definitiva e che invece non è valida. E quindi dovranno richiamare altre persone ripescando da un altro elenco, quello vecchio. Col rischio di ricorsi, proteste, revoche. E sicuramente non nell’interesse della continuità didattica che le famiglie si aspettano.

I guai informatici

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