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Stampa : da "Corriere della sera" 5.10.2018
Inviato da admin_CUSMA il 5/10/2018 17:10:00 (24 letture)

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ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO, SARANNO «SOLO» 80 ORE AL LICEO E 150 NEI TECNICI

VENERDÌ 5 OTTOBRE 2018

Nella legge di bilancio compariranno le nuove regole. E soprattutto il nuovo monte-ore

Il ministro Bussetti lo aveva promesso all’inizio dell’anno scolastico: dimezzerò le ore di alternanza scuola-lavoro. E così sarà: nella legge di bilancio compariranno le nuove regole. E soprattutto il nuovo monte-ore: ai licei si passa da 200 ore nel triennio a sole 80; negli istituti tecnici da 400 a 150 e negli istituti professionali da 400 a 180.

Non saranno nell’esame di maturità

Le ore dovranno essere impiegate per progetti coerenti con l’indirizzo di studio. E, dopo l’approvazione del mille-proroghe è già legge, l’esperienza maturata nelle ore di alternanza non sarà più oggetto dell’esame di maturità. Finisce così, ancora prima di entrare a regime, una delle novità introdotte dalla riforma detta della Buona Scuola, ridimensionata nell’importanza e soprattutto nel numero di ore.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 5 ott. 2018
Inviato da admin_CUSMA il 5/10/2018 16:50:00 (56 letture)

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Crepet difende i docenti: “Per le famiglie sono sfigati che guadagnano 1200 euro al mese”

di F. De Angelis - 05/10/2018

A margine del convegno organizzato a Roma oggi 5 ottobre dal sindacato Gilda degli insegnanti, il direttore de La Tecnica della Scuola, Alessandro Giuliani, ha raccolto alcune riflessioni di Paolo Crepet, psichiatra e scrittore.

Per Crepet, l’autorevolezza dell’insegnante oggi manca a causa dell’ingresso delle famiglie nelle scuole: “Dagli anni ’70 sono entrate le famiglie. E questo è stato un disastro, perché ognuno si sente alla pari di chi insegna da 30 anni”.

“Si entra nelle aule – prosegue lo psichiatra – e si inizia a sindacare sui voti, sul 4 o 5 al figlio o al nipote. Così si forma un insana competizione”.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 4 ottobre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 4/10/2018 21:29:46 (51 letture)

Orario servizio, ore non svolte non devono essere recuperate

di L. Ficara - 04/10/2018

A volte si incontrano Dirigenti scolastici che fanno recuperare nelle settimane successive, le ore dell orario di servizio settimanale non svolte dal docente. È il caso di un Ds che fa svolgere al bisogno e all’occasione oltre le 18 ore settimanali ai suoi docenti.

Ore non svolte in una data settimana non si recuperano in seguito
Se un Dirigente scolastico, nonostante le attività di lezione siano già avviate da qualche settimana, non fosse riuscito ad organizzare le attività di potenziamento da svolgere secondo un regolare orario di servizio settimanale del docente, e non avesse utilizzato per le supplenze brevi i docenti di potenziamento, non può obbligarli al recupero delle ore settimanali non svolte da effettuare in altra settimana dell’anno scolastico.


Stessa cosa vale per i docenti di sostegno che non avendo lo studente disabile in classe e quindi potrebbero non svolgere tutte le ore settimanali di servizio, non possono essere obbligati al recupero delle ore non svolte in settimane scolastiche successive.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 02 ottobre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 3/10/2018 0:09:01 (65 letture)

Ricostruzione carriera, il servizio pre ruolo vale meno. Stop ai ricorsi

di F. De Angelis - 02/10/2018

La Corte di Giustizia Europea ha sentenziato che il servizio da precario ai fini della ricostruzione della carriera non ha lo stesso valore del servizio di ruolo.

La sentenza emessa il 20 settembre scorso nella causa C-466/17, cade come una doccia fredda per i vari ricorrenti che negli ultimi anni avevano sperato di ottenere il riconoscimento del servizio a tempo determinato.

La sentenza ha preso le mosse dal ricorso presentato, ricorda Italia Oggi, da una docente di ruolo della provincia di Trento, che si era rivolta al giudice del lavoro contro il mancato riconoscimento dell’intero servizio preruolo ai fini della progressione economica di anzianità.

Il servizio precario deve essere valutato per 2/3.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 29 settembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 30/9/2018 12:30:36 (51 letture)

Pensioni, salta quota 41 a prescindere dall’età: bisognerà avere almeno 62 anni

di A. Giuliani - 29/09/2018

La controriforma Fornero si sta rivelando un po’ diversa da come speravano molti lavoratori, tra cui anche tanti docenti e dipendenti della scuola: in particolare, con la manovra di fine anno è stato deciso di rinviare all’anno prossimo la discussione sull’uscita dal lavoro con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Questo significa che i nati dopo 1957 che hanno cominciato a lavorare giovani ma oggi non hanno ancora raggiunto i 43 anni di contributi previdenziali, dovranno rimanere ancora in servizio.

Ancora due anni di attesa…

In particolare, se la quota 100 che si sta delineando consentirà di far lasciare il lavoro nel 2019 a chi ha compiuto 62 anni e ha all’attivo almeno 38 anni di contributi, per chi ha 41 anni di contributi ma non ha ancora compiuto i 62 ci sarà da aspettare ancora.

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Stampa : da "CorrieredellaSera.it" del 25.09.2018
Inviato da admin_CUSMA il 26/9/2018 22:09:12 (28 letture)

Concorso Fit, il Consiglio di Stato: per ora i non abilitati restano fuori
Niente provvedimenti di ammissione con riserva per gli esclusi: troppi ricorsi si snaturerebbe il concorso. La parola alla Corte Costituzionale


25/09/2018

«The show must go on». Il concorso straordinario per docenti della scuola secondaria bandito dall’ex ministra Valeria Fedeli in attuazione alla legge sulla Buona Scuola può e deve procedere senza ulteriori intoppi. Almeno finché la Consulta non si sarà pronunciata sulla costituzionalità della norma che esclude i docenti che non abbiano l’abilitazione. Lo ha deciso il Consiglio di Stato depositando il 24 settembre una serie di ordinanze cautelari con cui ha tolto ogni speranza, almeno per il momento, alle decine di migliaia di ricorrenti. I giudici di Palazzo Spada mantengono una forte riserva sulla correttezza giuridica del bando di concorso riservato ai docenti di seconda fascia ma «prendendo atto della vastità e delle dimensioni del contenzioso che hanno interessato la procedura concorsuale straordinaria per l’assunzione di personale docente per le scuole secondarie, ha ritenuto necessario attendere il pronunciamento della Corte costituzionale». La VI Sezione ha pertanto accolto le migliaia di istanze avanzate dai ricorrenti «ai soli fini della sollecita fissazione del merito in primo grado» «all’esito del già proposto incidente di costituzionalità», senza però disporre anche l’ammissione con riserva, che avrebbe provocato - secondo le ordinanze - «un mutamento della natura dello stesso concorso in esame, in assenza delle esigenze di certezza e di continuità che nella specie solo la pronuncia della Corte Costituzionale può dare».

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Stampa : da "ItaliaOggi" - azienda scuola 25.09.2018
Inviato da admin_CUSMA il 25/9/2018 13:10:00 (33 letture)

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Al via 8 mila trattative d'istituto
Il contratto tra dirigenti e Rsu va firmato entro il 15 novembre, salvo il potere di ordinanza


25/09/2018


Dirigenti scolastici ed Rsu alle prese con la contrattazione integrativa di istituto in ciascuna delle 8 mila scuole. Il termine finale, fissato dal nuovo contratto, dovrebbe essere il 30 novembre. Ma si tratta di un termine ordinatorio. Vale a dire: di un termine, decorso il quale, non decade il diritto delle parti di proseguire le trattative per trovare un accordo. La normativa generale e il nuovo contratto prevedono, però, che se non si giunge alla stipula del contratto in tempi congrui, il dirigente scolastico può provvedere a regolare autonomamente le materie sulle quali le parti non siano addivenute ad una mediazione. Si tratta del cosiddetto potere di ordinanza, già utilizzato in passato dall'amministrazione centrale quando non si raggiunse un accordo sulla mobilità. E cioè di un istituto espressamente previsto dal decreto legislativo 165/2001, che è stato recepito nel nuovo contratto con l'articolo 7.

C'è però un'eccezione per le materie che riguardano la ripartizione del fondo di istituto e le retribuzioni accessorie. In questi casi il dirigente, fermo restando il potere di provvedere provvisoriamente, è tenuto a continuare a trattare con le Rsu fino al raggiungimento dell'accordo. In particolare, il comma 7 dello stesso articolo prevede che, qualora non si raggiunga l'accordo ed il protrarsi delle trattative determini un oggettivo pregiudizio alla funzionalità dell'azione amministrativa, il dirigente può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva sottoscrizione. Ma è tenuto a proseguire le trattative al fine di pervenire in tempi celeri alla conclusione dell'accordo.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 24 settembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 24/9/2018 13:57:20 (39 letture)

Percorso annuale FIT per neoimmessi da concorso. Nota del Miur

di A. C. - 24/09/2018

Il Miur ha emanato la nota n. 41693 del 21 settembre, relativa Percorso annuale FIT di cui all’art.17 comma 5 del Dlgs.59/2017.

La nota fornisce un riassunto e alcuni chiarimenti sul percorso che i neoimmessi al terzo anno di FIT (percorso annuale) sono chiamati a svolgere nel corso dell’anno.

Tra gli adempimenti del docente ammesso al III anno del FIT non figurano le attività in presenza previste per i neoassunti (incontro inziale, laboratori formativi e incontro di restituzione finale).

La nota conferma l’assenza delle attività in presenza, così come si poteva intuire dalla comunicazione dell’USP di Torino che chiedeva alle scuole una ricognizione dei neoassunti, escludendo gli ammessi al III anno FIT.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 5 ott. 2018
Inviato da admin_CUSMA il 5/10/2018 16:53:50 (57 letture)

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Galli della Loggia: “Ritorno della predella per maggiore autorevolezza del docente”

di A. Carlino - 05/10/2018

La figura del docente nella società odierna è stata al centro del convegno che si è tenuto a Roma, organizzato dalla Gilda degli Insegnanti, in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Insegnante.

Tra gli illustri relatori figurava anche Ernesto Galli della Loggia, storico, professore di Storia Contemporanea ed editorialista del Corriere della Sera.

A margine del convegno è stato intervistato da Alessandro Giuliani, direttore de La Tecnica della Scuola: “La figura dell’insegnante ha perso centralità, che aveva in passato. La sua presenza si è diluita. La scuola è diventata comunità educativa, un collettivo in cui il docente ha perso autorevolezza. Insisto sul particolare simbolo del ritorno della predella che rendeva il docente molto più autorevole. Anche la multidisciplinarietà ha reso la scuola molto debole”.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 4 ottobre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 4/10/2018 21:50:00 (60 letture)

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Maturità 2019, cambiano le prove, ma non i compensi dei commissari: sono gli stessi di fine ‘900

di A. C. - 04/10/2018

Due prove scritte invece di tre, più l’orale. Più attenzione al percorso svolto dai ragazzi nell’ultimo triennio. Griglie di valutazione nazionali per la correzione delle prove scritte.

Sono alcune delle novità della maturità 2019, che entrano in vigore da quest’anno scolastico, illustrate nella circolare che il Miur ha inviato alle scuole, per dare un quadro chiaro a docenti e studenti.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 3 ott. 2018
Inviato da admin_CUSMA il 3/10/2018 18:12:37 (52 letture)

Troppe attività extra didattiche, i docenti denunciano la preside al Miur, alla Corte dei Conti e all’Anac

di A. Giuliani - 03/10/2018


A scuola troppe attività extra fanno male alla didattica. Lo diciamo da tempo noi, lo dicono da tempo gli insegnanti. Non solo a parole. Un gruppo di docenti, in servizio nel ginnasio Jacopo Sannazaro di Napoli, nel quartiere Vomero, è arrivato a denunciare a più istituzioni pubbliche il proprio dirigente scolastico, la dottoressa Laura Colantonio, perché avrebbe favorito in modo spropositato le attività progettuali e le uscite al di fuori dell’istituto.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 01 ottobre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 1/10/2018 21:04:13 (76 letture)

A.A.A. docenti cercasi, graduatorie vuote e concorsi lontani: molti in cattedra con la messa a disposizione

di A. Giuliani - 01/10/2018

Questo inizio di anno scolastico ci ha “regalato” un’altra brutta tegola: la scuola italiana è a corto di docenti. È un dato di fatto che ci sono decine di migliaia di posti liberi che l’amministrazione fa fatica ad assegnare.

Più di 32mila immissioni in ruolo andate a vuoto

Basta ricordare che delle 57.322 assunzioni programmate la scorsa estate, se ne sono completate assai meno della metà: appena 25.105. Questo è accaduto perché le liste di attesa previste per l’assegnazione delle immissioni in ruolo (graduatorie di merito e GaE), sono ormai in buona parte esaurite.

Il problema si è riproposto in questi giorni, con l’assegnazione di quei posti (più altri 80 mila, la maggior parte di quali di sostegno ai disabili) al personale precario (abilitato oppure con soli titoli di accesso).

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 28 settembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 29/9/2018 13:48:58 (34 letture)

Pensioni quota 100 a 62 anni e 38 di contributi: il Governo fa sul serio

di A. Giuliani - 28/09/2018

Per l’accesso alle nuove pensioni, salgono le quotazioni di quota 100 a 62 anni di età, ma necessariamente con 38 anni di contributi. Contemporaneamente, l’esecutivo sta studiando la possibilità di bloccare l’aumento dell’aspettativa di vita di cinque mesi per le pensioni anticipate previsto per il 2019.

Oppure 42 anni e 10 mesi di contributi senza vincoli di età

È questo il pacchetto pensionistico – che stravolgerebbe la riforma Monti-Fornero – sui cui il Governo starebbe lavorando per dare l’opportunità ad almeno 400 mila lavoratori di andare in pensione già nel corso del 2019.

Per quanto riguarda l’uscita a prescindere dall’età anagrafica, secondo fonti governative, riprese dalle agenzie di stampa, quindi nel 2019 si potrà continuare ad andare in pensione indipendentemente dall’età avendo 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 3 mesi per le donne) invece che 43 anni e 3 mesi.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 25 settembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 25/9/2018 19:00:00 (35 letture)

10 MILA SUPPLENTI MA NESSUNO ABILITATO AL SOSTEGNO

di P. Almirante - 25.09.2018

Il sindacato è preoccupato per la mancanza di personale specializzato per il sostegno mentre continuano ad aumentare le certificazioni e i posti da coprire: «Siamo sempre stati ai primi posti in termini di inclusione dei ragazzi con disabilità o disturbi comportamentali e dell’apprendimento.Non facciamo in modo che un fiore all’occhiello della scuola italiana si trasformi in un boomerang».

Personale senza specializzazione

«I posti vacanti all’inizio dell’anno erano oltre 5mila in Lombardia, sono state fatte in tutto 152 nomine di ruolo nelle scuole di ogni ordine e grado della regione. Gli altri saranno coperti da persone che non hanno alcuna specializzazione. In Lombardia l’organico complessivo prevede circa 21mila posti per il sostegno, destinati ad aumentare visto che già la prossima settimana ci comunicheranno le nuove esigenze, fra questi sono 9.800 gli insegnanti specializzati, più della metà dei posti verrà assegnata a insegnanti senza abilitazione».

Inoltre, secondo quanto riporta Il Giorno, secondo i dati della Fish – Federazione italiana superamento handicap – circa l’80% degli alunni ha cambiato due insegnanti di sostegno nel corso dell’anno, il 48% ne ha cambiati tre, il 15% quattro e il 6% addirittura cinque.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola" del 24 settembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 24/9/2018 20:30:15 (40 letture)

Concorso abilitati secondaria, il Consiglio di Stato non segue il Tar: per le ammissioni con riserva serve la Consulta

di A. Giuliani - 24/09/2018

Niente ammissioni con riserva al concorso per abilitati nella scuola secondaria. Almeno fino a quando non si esprimerà la Consulta. A stabilirlo è stato il Consiglio di Stato, che attraverso una serie di ordinanze cautelari pubblicate il 24 settembre ha preso le distanze dal Tar e fatto sapere che per sciogliere l’intera vicenda, interessata da un amplissimo contenzioso, bisognerà attendere la sentenza della Corte Costituzionale.

Non è la prima volta

La decisione, presa dalla VI sezione di Palazzo Spada, fa il paio con quella dello scorso 3 settembre, quando gli stessi giudici del Consiglio di Stato avevano già rimesso alla Consulta la questione di costituzionalità della disciplina attuativa introdotta dalla Buona Scuola, in particolare, l’art. 17 comma 2 lett. b) e comma 3 del decreto legislativo del 13 aprile 2017.

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