username: password:      forget password  register
Login
Nome utente:

Password:

Ricordami



Password persa?

Registrati ora!

Menù principale

Gli Speciali
Mobilità
Utilizzazioni/Assegnazioni provvisorie
Contratti

Top News

Collegamenti


Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
Open in new window

La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
Cookie Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Ignorando questo avviso, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
RSS Feed
« 1 ... 245 246 247 (248) 249 250 251 ... 257 »
Stampa : Tuttoscuola: Aprea apre la fase 2: “Anche gli studenti potranno valutare i docenti”
Inviato da admin_CUSMA il 8/3/2010 12:11:53 (423 letture)

Tuttoscuola: Aprea apre la fase 2: “Anche gli studenti potranno valutare i docenti”

08-03-2010
La manovra di razionalizzazione della spesa pubblica (legge 133/2008) sta producendo i suoi effetti, che si traducono principalmente, in un settore labour intensive come quello della scuola, in riduzione del personale. L’operazione è stata giustificata dal Governo, in termini macroeconomici, alla luce della crisi finanziaria internazionale e della particolare condizione del debito pubblico italiano, il terzo più elevato al mondo.

Ma il (parziale) riequilibrio dei conti pubblici significa per la scuola italiana una secca riduzione di risorse finanziarie e umane, e quindi un problema in più per chi si preoccupa della qualità del servizio e dei suoi risultati in termini di livelli di apprendimento degli studenti.

Si fermerà qui l’azione della maggioranza? Sembra che a breve si possa aprire la “fase due”. Nel mirino carriera, reclutamento e nuova governance. E non mancano le sorprese nei contenuti della proposta di cambiamento, che potrebbero riaccendere le polemiche su nuovi fronti.

In un’intervista pubblicata sul numero in edicola di Tuttoscuola, il presidente della Commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea, apre un nuovo fronte sulla definizione delle regole per la carriera dei docenti: “Occorre prevedere - spiega l’onorevole del Pdl - più modalità di riconoscimento professionale, non escludendo la possibilità che anche le scuole possano valutare miglioramenti retributivi. In sostanza, l’esperienza personale di dirigente scolastico e la conoscenza dei migliori sistemi educativi mi porta a dire che i dirigenti possono diventare un soggetto valutativo, ma non in via esclusiva”.

“La premialità dei docenti potrebbe essere competenza anche di altri soggetti. Penso - continua l’esponente del Popolo della Libertà - agli ispettori, magari in collegamento con l’Invalsi, come avviene con l’Ofsted in Inghilterra, ma anche alle famiglie, agli studenti e agli organismi tecnici delle scuole, chiamati a valutare l’efficacia dell’azione educativa come nelle migliori tradizioni”.

Di fatto genitori e studenti daranno il voto agli insegnanti? “Penso - risponde la Aprea nell’intervista - che solo attraverso più indicatori si potrà monitorare e incoraggiare una sempre maggiore qualità e professionalità della docenza italiana, e che dunque anche le famiglie e gli studenti potranno essere coinvolti nella valutazione. Questi ultimi, d’altra parte, già valutano i docenti in alcune università”.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da La Tecnica della Scuola - I sindacati dei capi d’istituto non possono avere rappresentanti Rsu
Inviato da admin_CUSMA il 5/3/2010 19:40:12 (539 letture)

I sindacati dei capi d’istituto (presidi) non possono avere rappresentanti Rsu

di A.G.

La Corte di appello di Ancona respinge, in secondo grado, il ricorso presentato dall’Anp contro la Gilda. Esulta il sindacato dei prof: in caso contrario si sarebbe configurata una posizione di predominio dei ds rispetto ai docenti. Intanto dopo le suppletive svolte nei giorni scorsi, ora si guarda alle prossime elezioni: che potrebbero servire per eleggere rappresentanti non più d’istituto.
L’Anp dovrà rassegnarsi: il sindacato dei dirigenti scolastici e della alte professionalità della scuola non può concorrere nella formazione delle liste di aspiranti a ricoprire posti di Rsu nella scuola. A stabilirlo è stata la Corte di appello di Ancona, che ha respinto il ricorso avanzato, nel novembre 2006, dal sindacato guidato da Giorgio Rembado contro la sentenza emanata nel maggio del 2006 dal Tribunale del Lavoro che di fatto impediva la partecipazione dell’Associazione nazionale presidi nelle competizioni per l’elezioni Rsu.
La sentenza di secondo grado ha riscosso l’immediata soddisfazione da parte della Gilda, il sindacato degli insegnanti portato davanti ai giudici dall’Anp: secondo Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, "se la sentenza della Corte di appello fosse stata di segno opposto, si sarebbe configurata una posizione di predominio dei dirigenti scolastici rispetto ai docenti". segue...........

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 4127 bytes | Commenti?
Stampa : da Repubblica - La Corte Costituzionale ha ritenuto incostituzionale la norma che metteva limiti al numero degli insegnati di sostegno
Inviato da admin_CUSMA il 28/2/2010 19:13:02 (454 letture)

La Corte Costituzionale ha ritenuto incostituzionale la norma che metteva limiti al numero degli insegnati di sostegno (come informavamo in precedente articolo)
La sentenza della Consulta mette a rischio i tagli di Tremonti


di S. INTRAVAIA


LA CONSULTA rischia di fare saltare i tagli di Tremonti sulla scuola: per gli alunni disabili gravi non si possono mettere limiti al numero di insegnanti di sostegno. E' il parere della Corte costituzionale che considera non in linea con i principi della Carta due commi (il 413 e il 414) dell'articolo 2 della Finanziaria per il 2008. In poche parole, i tagli intervenuti l'anno scorso e due anni fa sull'organico di sostegno sono incostituzionali. Per le associazioni di alunni disabili, in piazza anche tre giorni fa, si tratta di una vittoria.

"La politica condanna i disabili", dicono quelli di Tutti a scuola. Secondo l'associazione che riunisce i genitori di portatori di handicap, la politica condanna i diversamente abili a "non avere insegnanti di sostegno, alla mancanza di continuità didattica, ad avere dirigenti scolastici e insegnanti incompetenti e non aggiornati, alle barriere architettoniche che impediscono di frequentare la scuola, a non avere l'assistenza igienica necessaria, all'assenza di strutture in cui crescere e vivere e ad essere dimenticato". Una denuncia forte che ora può contare dell'importantissima sentenza dello scorso 22 febbraio.

Il pronunciamento, a questo punto, potrebbe riaprire le porte delle aule scolastiche ad un numero considerevole di docenti di sostegno, variabile fra le 10 e le 20 mila unità. Ipotesi che farebbe saltare completamente i conti di Tremonti, deciso a tagliare 87 mila cattedre, e 8 miliardi di euro, in tre anni. La vicenda inizia due anni fa. Il governo Prodi, visto il continuo ricambio di docenti di sostegno per effetto della precarietà degli stessi, decide di stabilizzarne l'organico. Dalle 45 mila, in tre anni, l'organico di diritto salirà a 60 mila unità. Ma, contemporaneamente, stabilisce che gli uffici scolastici regionali non potranno più assegnare posti in deroga ai soggetti gravi: la norma, prevista dalla legge sulla tutela dei disabili, che obbliga ad assegnare un docente di sostegno ad ogni disabile con gravi patologie ma che, non essendo controllabile, fa saltare tutti i conti sul personale.

segue........

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 4199 bytes | Commenti?
Stampa : da L'Unità - Superiori, la riforma cancellerà i precari
Inviato da admin_CUSMA il 23/2/2010 0:32:38 (481 letture)

Superiori, la riforma cancellerà i precari

di Fabio Luppino

Finirà così. Finirà che a partire dal prossimo settembre tutti gli insegnanti precari usciranno dalla scuola. Il ministero rassicurerà, ritornerà a promettere ammortizzatori sociali senza avere il becco di un euro e quant’altro.

La riduzione oraria nelle superiori, così come nelle elementari e nelle medie (dove è operativa da un anno) abbinata al prosciugamento totale dei fondi per l’autonomia a questo porteranno. Ci saranno ancora forse una piccola porzione di incarichi annuali e supplenze temporanee nei licei. Anche no, vediamo perché.

Esattamente in queste settimane le scuole stanno facendo delle proiezioni teoriche su quanti insegnanti serviranno, ipotizzando anche sulle iscrizioni che però si chiudono a fine marzo, la cui consistenza si saprà dopo Pasqua. Gli istituti tecnici hanno il taglio di ore più significativo perché la riforma partirà dal primo anno e toccherà anche i successivi tre, ad esclusione del quinto. Quattro ore perdute per ogni anno: 16 ore in tutto. Ci sono professori che già oggi sanno che le loro diciotto ore canoniche non le avranno più. Saranno spezzati su più scuole. Soprattutto in aree o troppo grandi o troppo piccole si creerà un discreto disagio con insegnanti che dovranno correre da una scuola all’altra, spesso distanti, con incastri di orari non agevoli, ovviamente tutto a loro spese: togliete su uno stipendio medio di milleequattrocento euro almeno cento per spostamenti.
segue.......

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 3973 bytes | Commenti?
Stampa : da ItaliaOggi - E la Gelmini promette una road map
Inviato da admin_CUSMA il 16/2/2010 14:40:53 (470 letture)

E la Gelmini promette una road map

Il faccia a faccia decisivo, ancora una volta, sarà con l'Economia. E, intanto che i suoi vertici se la vedono con via XX Settembre nel tentativo di capire se ci sono margini finanziari per riscrivere la stretta sui bilanci delle scuole, la Gelmini si è impegnata a fare un monitoraggio delle situazioni di maggiore crisi. Con l'obiettivo di riscrivere la circolare sui bilanci 2010. In particolare sulle spese per le supplenze e per gli appalti delle pulizie e sull'inserimento dei residui attivi nell'aggregato Z. Quei crediti che gli istituti vantano nei confronti del ministero, e che sono rimasti non spesi sui conti interni. E che rischiavano di essere definitivamente portati nelle casse dello stato.

L'impegno ad ammorbidire la manovra è stato assunto la scorsa settimana in un vertice fiume tra viale Trastevere e i sindacati della scuola. Tutte le sigle sono in pressing per la situazione disastrosa dei conti delle istituzioni scolastiche. Per oggi, Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anp, si attendono le prime risposte.

Quello che appare certo è lo slittamento al 28 febbraio prossimo della presentazione dei bilanci annuali per il 2010. Una proroga che si è resa necessaria dopo che i presidi e i sindacati hanno duramente attaccato la nota di dicembre sostenendone l'inapplicabilità. Nota che prevedeva, tra l'altro, un taglio del 25% sulle spese di pulizia e intimava ai dirigenti di non chiedere fondi ulteriori rispetto a quelli assegnati per le supplenze. Proprio su questi ultimi due fronti, viale Trastevere pare pronto a fare retromarcia, con una nuova circolare di chiarimento. C'è però il problema della copertura dei fondi aggiuntivi, che potrebbero essere recuperati in sede di assestamento di bilancio. E su questo deve avere l'ok dell'Economia.

Successivamente il confronto tra sindacati e Miur proseguirà in sede tecnica per discutere di alcune voci di spesa, non citate dalla circolare del 14 dicembre, ma che sono comunque gravose per la scuola: nel calderone dei finanziamenti, ci sono le ore eccedenti per la sostituzione dei docenti assenti da pagare, le indennità per funzioni superiori, e i corsi di recupero.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Il Messaggero - Scuola, nuove regole per gli insegnanti: un anno di tirocinio, selezione più severa
Inviato da admin_CUSMA il 15/2/2010 20:19:10 (570 letture)

Scuola, nuove regole per gli insegnanti: un anno di tirocinio, selezione più severa

Il decreto Gelmini entro il mese alla firma di Napolitano.
Il Consiglio di Stato: riconoscere anche i periodi di precariato


di Anna Maria Sersale

ROMA (15 febbraio) - Pronte le regole per i nuovi insegnanti. Per mettere un freno al dilagare del precariato e selezionare chi sale in cattedra, i “posti” per gli aspiranti nelle università saranno a numero chiuso, calcolati sulla base del “reale fabbisogno”. Cinque anni di studio, poi un anno di tirocinio non retribuito. Così gli anni salgono a sei. Per curare i tanti mali della scuola - nelle comparazioni dell’Ocse risultiamo i più impreparati d’Europa: 33mo posto in lettura, 36mo in cultura scientifica, 38mo in matematica - ora l’obiettivo è quello di recuperare credibilità. Ai nuovi insegnanti non dovranno mancare “robuste conoscenze disciplinari”, oltre a “capacità organizzative”, “relazionali e comunicative”. Inoltre dovranno saper “motivare gli studenti allo studio”, fare “lavoro di gruppo” e avere “rapporti con le famiglie”.

Una severa “selezione” costringerà quelli professionalmente inadeguati a cambiare mestiere. Un decreto del ministro Gelmini, che dopo un ultimo passaggio a Palazzo Chigi entro fine mese sarà mandato alla firma del Presidente della Repubblica, stabilisce in che modo si diventa docenti. Se le università, come dicono, saranno pronte il nuovo sistema di formazione partirà dal prossimo anno. I test d’ingresso nelle università saranno il primo filtro, con i corsi per la specializzazione a numero chiuso. La scuola dovrà programmare i nuovi organici e il sistema universitario avrà il compito di formarli. I “posti” saranno calcolati sulla base delle previsioni delle scuole, tanti per la matematica, l’italiano, la storia e così via.

L’anno scorso sono state assunte 16mila persone, il ministero dovrà programmare il prossimo triennio, poiché quasi la metà dei docenti è vicina all’età della pensione e i concorsi sono fermi da 10 anni. Per alcune materie, come matematica, scienze e francese, le graduatorie, soprattutto al Nord, sono esaurite (secondo i sindacati Milano, Treviso, Sondrio, Torino e Reggio Emilia sono le città con più cattedre vacanti nelle materie scientifiche). Come si diventerà insegnanti? «Cinque anni di studio universitario: a ciclo unico, per chi punta alla scuola primaria, oppure tre anni per la laurea base in una disciplina, seguiti dal biennio specialistico, per chi pensa alla cattedra di medie o superiori». Per tutti, nel biennio, lo studio di materie professionalizzanti nel ramo pedagogico e psicologico.

Dunque, posti a numero chiuso nelle università, assunzioni programmate, stop al precariato, tirocini di un anno, ma anche più inglese e nuove tecnologie. Questo il piano. Ma la vera novità è “l’anno di tirocinio obbligatorio, non retribuito, da svolgere nelle scuole”. Al termine scatterà automaticamente il contratto? No, entrerà in ruolo solo chi supererà l’anno di prova, sotto la guida di un tutor, e il concorso bandito ogni due anni, (da definire con un provvedimento a parte). Sarà poi compito degli Uffici scolastici regionali organizzare, aggiornare e controllare gli albi delle scuole accreditate che ospiteranno i tirocini (sulla base di appositi criteri stabiliti dal ministero). Il tirocinio non prevede salario (Tremonti ha detto che non ci sono i soldi) inoltre il ministero vuole evitare situazioni che potrebbero generare altro precariato.

Per completare il profilo dell’insegnante, la Gelmini si dice pronta al «prossimo passo, la riforma complessiva del reclutamento», come ha annunciato l’altro giorno dopo il varo dei nuovi licei. Per questa seconda parte, ha in preparazione un secondo decreto. Ma che cosa ha in mente il ministro? Quali prospettive saranno offerte a chi andrà in cattedra? La scelta dei più bravi sarà il criterio guida. Il nuovo provvedimento conterrà due punti centrali: carriere differenziate e stipendi legati al merito e ai risultati ottenuti. Previsto anche l’accorpamento delle classi di concorso: per le superiori si ridurranno da 70 a 40, un modo per “ridurre la spesa”. Tornano anche i concorsi, fermi dal 2000.

«Non ci possiamo permettere - afferma il ministro Gelmini - che migliaia di quindicenni non sappiano comprendere un testo scritto e che il 25% abbandoni la scuola nel primo biennio delle superiori». Per innalzare i livelli della qualità, il ministro promette nomine degli insegnanti fatte per merito, non per “scorrimento” automatico, questo decreterà la fine delle “graduatorie a esaurimento”, che verranno chiuse per sempre. Una svolta. Ma i tempi? Il decreto sulla formazione è in dirittura d’arrivo, quello sul reclutamento è allo studio. Ma non è detto che quello alla firma diventi subito attuativo.

Il Consiglio di Stato il 7 febbraio scorso ha inviato un primo parere al ministero: i giudici di Palazzo Spada chiedono alla Gelmini di avviare una fase di transizione per riconoscere “ai fini del tirocinio e dei crediti il servizio prestato in via precaria presso le istituzioni scolastiche”. Cosa che potrebbe portare a un “canale riservato” per l’assunzione dei precari (attualmente 200mila in attesa del posto). «Appare opportuno - sostengono le toghe - in una fase di passaggio dal vecchio al nuovo regime, tenere conto della esperienza professionale maturata, ferma restando la possibilità di fissare presupposti e limiti di tale rilevanza». Il che equivale a dire “sì” alle nuove regole, ma non senza avere prima sistemato i precari.

Si aggiungono le proteste dei sindacati: «Chi ha già una laurea magistrale e un periodo di supplenze a scuola, o incarichi annuali con contratti a tempo determinato, rivendica il diritto a vedersi riconosciuto l’anno di praticantato», sostiene Massimo Di Menna, segretario nazionale Uil scuola. «Abbiamo insegnanti che hanno all’attivo quattro concorsi, o anni di servizio tra un incarico annuale e l’altro, vogliamo pure chiedergli il tirocinio obbligatorio? La loro esperienza a scuola vale forse meno?», aggiunge Francesco Scrima, segretario nazionale Cisl, che come altri sindacalisti si prepara a dare battaglia. Chiedono deroghe al decreto per governare una “fase di transizione”. «In questo modo - replicano fonti ministeriali - si vanifica tutto». Conclusione: si riapre il conflitto ma il governo andrà avanti.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tecnica della Scuola - Scuole alle strette, a Milano il ds chiede ai genitori di riparare i guasti
Inviato da admin_CUSMA il 14/2/2010 18:53:52 (605 letture)

Scuole alle strette, a Milano il ds chiede ai genitori di riparare i guasti

di A.G.

Accade all’istituto comprensivo statale “Sant'Ambrogio”: la lettera, inviata alle famiglie per invitarle a collaborare (anche come imbianchini, idraulici, facchini o operatori di pronto intervento), viene presa da alcune come motivo di mala-gestione. Chiesta all’Usr un’ispezione di verifica.
Lo stato di disagio finanziario e la conseguente confusione dei responsabili delle nostre istituzioni scolastiche sta cominciando a raggiungere livelli preoccupanti: il 13 febbraio è stata divulgata la notizia che a Milano il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo statale “Sant'Ambrogio” abbia inviato una comunicazione ufficiale, con tanto di protocollo, ai genitori dei suoi alunni per chiedergli di operare fattivamente per la scuola. L’aspetto paradossale della richiesta è che le famiglie dovrebbero spendere tempo, energie e professionalità, in maniera del tutto gratuita, per evitare che “alcuni aspetti operativi e organizzativi”, non meglio definiti ma per gli addetti ai lavori tutt’altro che oscuri, non mettano in ginocchio l’autonomia finanziaria dell’istituto aumentandone “i costi di gestione”. Poi il ds spiega anche che la disponibilità delle famiglie permetterebbe "di avere degli ambienti decorosi sempre pronti ad accogliere tutti coloro che varcano le nostre porte, sia grandi che piccini".
Nella lettera il capo d’istituto spiega senza mezzi termini che la sua scuola ormai ha "bisogno della collaborazione di tutti": così il dirigente ha pensato bene di preparare, in fondo alla comunicazione fatta pervenire a casa, una parte da far riempire proprio a quei genitori volenterosi intenzionati a rispondere positivamente all’invito. Difficile, del resto, che non sappiano svolgere o siano impossibilitati a dare un mano alla lunga lista di mestieri e/o specializzazioni richieste espressamente dal ds: si va dai "lavori di segreteria" a quelli "di pulizia". Ma possono risultare bene accette anche altre referenze, come il sapere realizzare "tinteggiatura-imbiancatura” oppure “opere edili-murature, impianti elettrici, idraulici, lavori di trasporto, piccoli facchinaggi e spostamento mobili, lavori amministrativi, organizzare-condurre feste iniziative ludiche e pronto intervento".
Quasi dimenticando che una scuola non è un’azienda, e che l’affidamento di attività di questo genere all’interno di un istituto scolastico necessita di procedure assicurative e di autorizzazioni tutt’altro che marginali, sembra che più di qualche genitore si sia impietosito. Ed abbia risposto positivamente all’invito. Altri, invece, sono rimasti stupefatti: ma perché – hanno chiesto - dovremmo essere noi a sopperire a gravi mancanze di cui si dovrebbe fare carico lo Stato? Così hanno reso pubblica la bizzarra richiesta del preside. E si sono rivolti all’Ufficio scolastico regionale rivendicando un’ispezione ministeriale (per presunte irregolarità gestionali) presso la scuola frequentata dai figli. Altro che aiuto…

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola -
Inviato da admin_CUSMA il 13/2/2010 23:30:00 (427 letture)

Tuttoscuola: Insegnanti in soprannumero per effetto della riforma?

Nel corso dell'incontro sindacale di ieri presso il Miur per l'informativa sugli organici del prossimo anno scolastico è emersa anche una questione nuova (o quasi): quella dei docenti in soprannumero.

Non vi è nulla di certo, tuttavia, stando a quanto riferisce il sindacato Gilda (www.gildains.it), i dirigenti ministeriali hanno comunque "evidenziato problemi concernenti la riconversione del personale che risulterà in esubero provinciale", informando che "sarà attivato un tavolo sindacale per verificare le modalità di gestione dell'esubero, mediante corsi di riconversione o di formazione e le possibili confluenze della nuove discipline nelle classi di concorso esistenti".

Il 23 febbraio prossimo il Miur darà ulteriore informazione sulle discipline che subiranno i tagli e che potrebbero, appunto, determinare esubero di docenti.

Della notizia potrebbe essere contento il ministro Bondi che nei giorni scorsi aveva proposto l'utilizzo di docenti in soprannumero presso i musei. Potrebbe invece non essere contento di questa prospettiva il ministro Tremonti che vedrebbe vanificata in parte la manovra di risparmio, in quanto, pur riducendo gli organici, dovrebbe pagare comunque gli insegnanti privati della cattedra.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : Unità: Statali, Brunetta promette. «Il contratto? A maggio»
Inviato da admin_CUSMA il 7/3/2010 9:48:37 (811 letture)

Unità: Statali, Brunetta promette. «Il contratto? A maggio»

La stagione contrattuale nel pubblico impiego, che interessa circa 3,5 milioni di lavoratori, si aprirà a maggio. A rivelarlo è il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta in una intervista rilasciata all’agenzia Ansa. , Il ministro manda un messaggio alla Cgil, che non ha firmato il nuovo modello contrattuale: «Il mondo è bello perché libero e vario. Quando ho un accordo sindacale completo sono contento; quando ho, comunque, un accordo sindacale sono contento. Nessuno ha diritto di veto ».Nell'intervista, il ministro annuncia anche che l’«operazione trasparenzà va avanti: dopo essersi concentrata su consulenze, distacchi e permessi sindacali, il faro si accende ora sul »settore opaco« degli incarichi e dei collaudi che le amministrazioni danno ai propri dipendenti, rispetto al quale il ministro intende fare chiarezza. «Apriremo i tavoli contrattuali a maggio mantenendo gli impegni presi - assicura Brunetta -: responsabilmente governo e parti sociali ragioneranno del triennio, compatibilmente con gli andamenti di finanza pubblica». DIRITTO Il governo, dunque,non è disponibile a modificare strada facendo quanto già concordato con gli altri sindacati. Il campo del negoziato, pertanto, ha dei confini ben chiari. Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani, spiega, sarà chiamato al tavolo, «se si tratta di interlocuzioni istituzionali, come quelle legate alla riforma, ma se si tratta di implementazioni di un accordo che non ha sottoscritto e, pertanto, non riconosce.... ». Aggiungendo: «Se poi volesse parteciparvi, significa che implicitamente riconosce il nuovo modello contrattuale. Io non ho nessun problema di tavoli o di sedie, auspico solo ci sia coerenza. Mi sembrerebbe strano - va avanti il ministro - che un sindacato dica “ragioniamo non di tre anni, ma di due” perché il nuovo modello è di tre. A quel punto è difficile l’interlocuzione. Ma le vie del Signore sono infinite, così come lo sono le vie delle relazioni sindacali: più rappresentanze ho nella controparte, meglio è. Però non riconosco a nessuno il diritto di veto». L’accordo del 23 luglio, infatti, prevedeva che il contratto avesse durata biennale per la parte economica e quadriennale per quella normativa; ora, invece, è di tre anni per entrambi gli aspetti. In particolare, la nuova tornata contrattuale interesserà il triennio 2010-2012. La Finanziaria di quest’anno ha stanziato la sola indennità di vacanza contrattuale, mentre secondo stime sindacali sarebbero necessari almeno 7 miliardi. Il governo, comunque, si è impegnato a individuare ulteriori risorse. La Cgil ribatte al ministro giudicando come «propaganda» le sue affermazioni. «Non abbiamo capito come si chiuderanno i contratti visto che le risorse non ci sono - afferma il responsabile settori pubblici, Michele Gentile -. Al tavolo, poi, in base alle leggi vigenti compresa quella Brunetta, siedono le organizzazioni sindacali rappresentative nei comparti pubblici. Tra queste la più rappresentativa è la Cgil e le sue categorie».v

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Repubblica - Entro il 26 marzo la scelta per 500mila: il sito dove controllare le scuole città per città
Inviato da admin_CUSMA il 3/3/2010 17:01:36 (498 letture)

Entro il 26 marzo la scelta per 500mila: il sito dove controllare le scuole città per città
Molte conferme e qualche sorpresa. Poi l'ultima parola spetterà alle Regioni


Ecco tutti gli indirizzi delle superiori riformate

di S. INTRAVAIA

Dopo tante voci, mille indiscrezioni e un paio di rinvii, ecco tutti gli indirizzi della scuola superiore attivi dal prossimo anno in Italia. Ieri pomeriggio, non senza qualche difficoltà, il ministero dell'Istruzione ha lanciato sul proprio sito (www.istruzione.it) il link Cerca la scuola. Attraverso il quale genitori e ragazzi potranno consultare l'elenco dei licei, degli istituti tecnici e dei professionali che i 500 mila alunni di terza media sceglieranno entro il 26 marzo. Una lista molto attesa perché dal prossimo mese di settembre, a partire dalle prime classi, la scuola secondaria di secondo grado affronterà la riforma Gelmini. Da giorni, per potere effettuare la propria scelta, genitori e figli sono alla ricerca dei nuovi indirizzi che partiranno effettivamente in ogni città.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 3513 bytes | Commenti?
Stampa : da Il Giornale - Dibattito Giusto cacciare i prof somari ma non quelli che bocciano gli asini
Inviato da admin_CUSMA il 27/2/2010 14:50:00 (634 letture)

Dibattito giusto: cacciare i prof somari ma non quelli che bocciano gli asini

BOOMERANG Penalizzati da questo sistema di valutazione sono gli insegnanti più scrupolosi


Come non concordare con Stefano Zecchi sul fatto che i professori debbono essere selezionati e valutati con rigore, e che la loro intoccabilità sia una delle cause del degrado della scuola?
Ma bisogna essere chiari. L'introduzione di severi criteri di valutazione e di premio del merito non deve accompagnarsi alla polpetta avvelenata confezionata dagli «esperti» scolastici «progressisti», i cui ingredienti sono: a) gli studenti hanno diritto al successo formativo garantito; b) i dirigenti scolastici debbono garantire la massima «customer satisfaction» (soddisfazione dell'utente); c) la qualità dei professori si misura dalla percentuale di successi formativi conseguiti. L'esito sicuro è che i professori, per non essere «bocciati», promuoveranno tutti.
Bisognerebbe piuttosto bocciare, con tanto di cappello d'asino, chi ha ideato un simile criterio di valutazione. Già oggi si moltiplicano i casi di ottimi insegnanti messi all'angolo dai dirigenti scolastici perché provocano problemi con le famiglie indignate perché i loro pargoli prendono brutti voti. E sarebbe meglio non prendere per oro colato quel che si fa all'estero spesso in scuole più disastrate della nostra, come quella inglese, che è specchio puntuale della «broken Britain».
Il rigore produce risultati se funziona a tutti i livelli. Ovvero: a) lo studente deve essere tenuto al massimo rendimento e non ha alcun diritto al successo formativo, che è una trovata demagogica il cui solo effetto è allevare persone irresponsabili (la diseducazione alla cittadinanza); b) i dirigenti scolastici debbono ricordarsi di essere insegnanti e non manager di una fabbrica di calzini; c) le famiglie debbono smettere di fare i sindacalisti dei figli; d) gli insegnanti debbono essere sottoposti a periodiche ispezioni e prove che valutino la loro preparazione e la qualità del loro insegnamento, debbono seguire corsi di aggiornamento e la loro carriera deve essere commisurata al merito.
Non sono peraltro d'accordo che il problema fondamentale della scuola italiana non sia l'aggiornamento dei programmi e dei percorsi formativi. Più che aggiornare si dovrebbe spianare a zero la paccottiglia pseudoculturale che si è stratificata per anni, producendo indicazioni nazionali e programmi che è imbarazzante leggere. Non parliamo poi dei libri di testi che, soprattutto nelle elementari dove sono gratuiti, raggiungono livelli inimmaginabili (quelli di matematica sono colmi di castronerie).
Sono proprio gli insegnanti seri e preparati ad essere penalizzati da questa situazione che non riescono ad accettare, mentre i peggiori si adattano felicemente alla pseudocultura e anzi ne diventano paladini.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da ItaliaOggi - I tecnici cambiano veste e struttura
Inviato da admin_CUSMA il 16/2/2010 14:56:59 (415 letture)

I tecnici cambiano veste e struttura
AZIENDA SCUOLA
di Carlo Forte

SPECIALE RIFORMA/ Lezioni settimanali da 36 a 32 ore. E le ore saranno di 60 minuti


Due anni di discipline generaliste, poi la specializzazione

L'orario degli istituti tecnici scenderà a 32 ore settimanali, contro una media attuale di 35-36 ore. Sono previsti 2 settori: economico e tecnologico, per complessivi 9 indirizzi, a loro volta suddivisi in articolazioni. In tutto: 31 percorsi formativi connotati da varie specificità. Sono queste le novità più importanti previste dal regolamento che reca la riforma degli istituti tecnici approvato dal Governo il 4 febbraio scorso. La novità oraria e ordinamentale partirà dalle prime classi. Dalla seconda alla quarta, solo la ridefinizione oraria (riduzione ore). Le ore però saranno di 60 minuti e non più di 50.
Il triennio è specializzante e 3 su 10 ore saranno flessibili;
l'organizzazione interna dei nuovi istituti tecnici potrà essere articolata in dipartimenti. E in più potrà essere costituito un comitato tecnico-scientifico, a patto che ciò non crei oneri per lo stato. Del comitato farà parte il ds e in modo paritetico, docenti ed esperti esterni.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola - I doppi candidati del concorso a dirigente tecnico che fanno discutere
Inviato da admin_CUSMA il 15/2/2010 20:30:00 (433 letture)

I doppi candidati del concorso a dirigente tecnico che fanno discutere


Il ministero dell'istruzione ha pubblicato venerdì gli elenchi dei candidati che hanno superato la preselezione per accedere alle prove scritte del concorso a 145 posti per dirigente tecnico nell'Amministrazione scolastica.

Si tratta di elenchi in rigoroso ordine alfabetico, relativi a 16 diversi settori o sottosettori in cui sono ripartiti i 145 posti di "ispettore" (dirigente tecnico dell'istruzione).

Ogni settore o sottosettore riporta il numero dei posti a concorso e l'elenco dei candidati in numero pari a dieci volte il numero dei posti da ricoprire. Così nel settore n. 1, scuola dell'infanzia e primaria, i posti a concorso sono 44 e i candidati in elenco sono 440. Sottosettore della secondaria per materie letterarie n. 14 posti a concorso e 140 candidati ammessi. E così via per complessivi 1450 candidati preselezionati e ammessi (145 x 10).

Accanto al nominativo del candidato ammesso non c'è il punteggio attribuito, perché per superare l'ammissione ed entrare nell'elenco dei 1450 non occorreva raggiungere un determinato punteggio sufficiente: bastava piazzarsi appunto nei primi 1450, prima degli altri candidati.

Ma qui viene la stranezza dell'ammissione. Il bando prevedeva la possibilità per ciascun candidato di chiedere uno o più settori. Molti lo hanno fatto e si sono venuti a trovare in più di un elenco di ammissione. C'è chi, addirittura, è presente in ben 14 settori/sottosettori su un totale di 16 (non risulta nei settori di lingua slovena). Un candidato, 14 ammissioni, 13 più del necessario.

I doppioni di candidati ammessi sono numerosi e tutti sono compresi nel numero limite di 1450.

In questo modo, se i nominativi degli ammessi sono 1450, i candidati in carne e ossa sono, però, molti meno (da un calcolo approssimato circa 150 in meno). Si tratta di doppioni che in questa maniera hanno determinato l'esclusione di altrettanti candidati. Senza quei doppi candidati, vi sarebbero state 150 altre persone ammesse. Si annunciano già i primi ricorsi.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola n. 428 del 15 febbraio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 15/2/2010 11:07:24 (463 letture)

Tuttoscuola N. 428, 15 febbraio 2010


SOMMARIO


1. AAA Genitori in aiuto cercasi

2. L’A.Ge. denuncia un uso improprio dei contributi delle famiglie

3. Iscrizioni scolastiche: le guide di Tuttoscuola



le altre notizie in esclusiva su TuttoscuolaFOCUS n. 321/428:



- Casse scolastiche vuote? “Colpa della clausola di salvaguardia del governo Prodi”

- Secondaria/1. Quei nuovi vecchi licei

- Secondaria/2. Sulla pelle del latino

- Secondaria/3. Istituti tecnici: rischi di gattopardismo

- Secondaria/4. Ma gli istituti professionali restano competitivi

- Secondaria/5. Tre condizioni di successo/insuccesso

- Orientamento e qualità istruzione




Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 1367 bytes | Commenti?
Stampa : da La Tecnica della Scuola - Programma Annuale: scadenza spostata al 28 febbraio
Inviato da admin_CUSMA il 13/2/2010 23:40:00 (793 letture)

Programma Annuale: scadenza spostata al 28 febbraio
di Reginaldo Palermo

Ci sarà tempo fino al 28 febbraio per approvare il Programma Annuale 2010: lo rendono noto i sindacati appena usciti dall’incontro svoltosi con i dirigenti del Ministero nella giornata dell’11 febbraio.

La notizia è solo parzialmente positiva perché, almeno per ora, restano del tutto confermate le regole alle quali le scuole dovranno attenersi per redigere il documento contabile anche se è probabile che qualche modifica ci sarà.

Per esempio potrebbe rientrare almeno in parte il taglio del 25% delle risorse destinate agli appalti per le pulizie; e, forse, anche la gestione dei residui attivi, corrispondenti in larga misura ai crediti che le scuole vantano nei confronti del Ministero, potrebbe essere diversa da quanto previsto dalla contestatissima nota ministeriale del 14 dicembre scorso.

Per il 16 febbraio è stato convocato un ulteriore incontro presso il Ministero con l’obiettivo di verificare la possibilità che con una prossima circolare si assegnino alle scuole risorse per coprire, almeno in parte, le spese di funzionamento.

Nella stessa giornata in Parlamento Governo e opposizione si sono dati battaglia proprio sulla questione delle risorse assegnate alle scuole.

A dare fuoco alle polveri è stata l’interrogazione presentata in via di urgenza dalla deputata del Pd Manuela Ghizzoni alla quale il sottosegretario Pizza ha risposto senza fare sconti: “Certo che le risorse per le scuole sono scarse – ha detto in sostanza Pizza – ma bisogna anche spiegare il perché; e il motivo è semplice: l’ultima finanziaria Prodi aveva introdotto la clausola di salvaguardia e siccome i tagli agli organici non vennero effettuati ecco perché i trasferimenti alle scuole diminuiscono”.

Ma Pizza ha fornito anche qualche numero: per il 2009 le scuole hanno avuto per le spese di funzionamento 676milioni di euro e cioè 138milioni in più rispetto al 2008; per le supplenze brevi lo stanziamento per il 2009 è stato di 875milioni di euro, contro i 607 del 2008.

Resta il fatto che mentre Governo e opposizione si palleggiano le responsabilità sul disastro dei bilanci, le scuole restano sole ad affrontare una situazione difficilissima e dalla quale si potrà uscire solo con un piano pluriennale straordinario di rientro da un debito che sta assumendo di mese in mese contorni e misure a dir poco incredibili.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
« 1 ... 245 246 247 (248) 249 250 251 ... 257 »

Cerca

Ricerca avanzata

Convenzioni Istituzioni
Convenzioni Istituzioni

Prossimi eventi
Nessun evento

Calendario
Mese PrecedenteOtt 2017Mese Successivo
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31
Oggi

Videonews

Informazioni sul sito
Webmasters

admin_CUSMA

gioacolo

giustim


Iscrizione
Open in new window



Newsletter
Iscrivetevi sulla nostra
Newsletter !
La vostra e-mail :

Formato 

Iscrizione avanzata.

Galleria

Nuovi utenti
dolcefranc 5/5/2017
mineanto 28/4/2017
frpche 25/4/2017
Albinoturc 15/3/2017
RenzettiB 14/11/2016
teruccia 22/10/2016
alberto 13/9/2016
fortunata 3/8/2016
PaolaS 29/6/2016
Matilde_00 28/6/2016

Visite

da Giugno 2009

 

Gilda-Unams  |  Sito nazionale