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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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Stampa : da Corriere della sera del 28.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 28/3/2011 16:20:00 (633 letture)

Open in new windowda Corriere della sera - lunedì 28.03.2011

Precari, la soluzione da trovare per salvare precari e ministero


In dieci giorni il ministero dell’Istruzione ha subito un uno-due che rischia seriamente di affondare le riforme già approvate dal ministro Mariastella Gelmini. Il 15 marzo ci aveva pensato il Tar del Lazio ha dare una prima spallata accusando di illegittimità costituzionale (con conseguente rinvio alla Consulta) un decreto legislativo che disponeva una riduzione del 17 per cento del personale amministrativo della scuola nel triennio 2009-2011. Venerdì 25 marzo è stato il Tribunale del lavoro di Genova a colpire, condannando il ministero di viale Trastevere a risarcire con circa 500 mila euro quindici precari (30 mila euro a testa) che avevano fatto ricorso per la loro mancata stabilizzazione. Se a questi due provvedimenti si aggiungono altre recenti sentenze del Tar che hanno bocciato pezzi della riforma della scuola, è evidente come nelle stanze del ministero l’allarme abbia raggiunto il livello massimo. È chiaro che le ultime due decisioni sono le più pericolose perché colpiscono direttamente la «cassa» . In particolare la sentenza di Genova potrebbe avere degli effetti devastanti. Secondo alcune stime sono almeno 150 mila i precari nelle stesse condizioni di quelli di Genova e moltiplicando questo numero per 30 mila euro il risultato per il ministero della Gelmini sarebbe uno solo: il fallimento. In queste ore a viale Trastevere si sta cercando una soluzione: sicuro l’appello contro la sentenza, ma si tratta di un’iniziativa che, anche in caso di successo, non servirebbe a ridare certezze. E allora cosa fare? Escludendo una maxi-sanatoria (il totale dei precari supera il mezzo milione), sarebbe auspicabile un intervento legislativo, magari con l’accordo dei sindacati. Dopodomani è in programma un incontro tra ministero e sindacati. La speranza è che prevalga il buonsenso e venga trovata subito una soluzione chiara e definitiva. Perché, in caso di ulteriori sconfitte del ministero in tribunale, alla fine a perdere sarebbero soprattutto i precari «vincitori» , che rischiano di non trovare più chi li dovrebbe risarcire.
Andrea Balzanetti ©

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Stampa : La rivolta dei prof contro i genitori "Basta aggredirci per i voti dei figli"
Inviato da admin_CUSMA il 24/3/2011 16:30:00 (622 letture)

Open in new windowda repubblica - 24.03.2011


La rivolta dei prof contro i genitori "Basta aggredirci per i voti dei figli"


di De Giorgio/Vanni

MILANO - L´ultimo caso è quello del liceo classico Parini di Milano, dove due insegnanti hanno chiesto il trasferimento in altre scuole e altri tre si dicono pronti a farlo per gli insulti subiti dai genitori durante i colloqui. «Questa scuola è un incubo - dice una delle prof transfughe - ci sono madri, non tutte per fortuna, che passano le loro giornate a insegnarci come si fa il nostro mestiere. E se i figli prendono voti bassi ci aggrediscono». Un altro docente racconta: «I genitori di una studentessa che va male a scuola mi hanno rivolto insulti personali e pesantissimi». Sul caso vuole vedere chiaro il provveditore milanese Giuseppe Petralia, che oggi chiederà chiarimenti al preside. Ma quello del centralissimo liceo milanese è solo l´ultimo di una serie di episodi: ovunque in Italia, dalle materne alle superiori, si registrano aggressioni di genitori agli insegnanti, compiute in difesa del pargolo, come reazione a brutti voti, richiami, note o bocciature.

segue.......

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Stampa : TuttoscuolaNEWS n. 480 del 21 marzo 2011
Inviato da admin_CUSMA il 21/3/2011 16:10:00 (718 letture)

Open in new windowTuttoscuolaNew n. 480 - 21 marzo 2011


SOMMARIO


1. Crocifisso/1. Rovesciata la sentenza del 2009

2. Crocifisso/2. Ma è davvero solo un ‘simbolo passivo’?

3. 150° anniversario. Un evento aggregante

4. La legge Casati compie 150 anni

5. Il Risorgimento, questo sconosciuto, al centro dei festeggiamenti del 150°

6. La festa del 17 marzo intacca il monte ore per la validità dell’anno?

7. Infanzia e adolescenza: Parlamento in campo

8. Il Tar è una “terza Camera”?

9. ‘Docenti preoccupati’ lanciano referendum contro riforma Gelmini

_______________________________________________

La normativa della settimana in TuttoscuolaFOCUS:

(con sintesi e testo integrale dei provvedimenti):

- Circolare organici 2011/2012

- Riduzione ore istituti tecnici e professionali

- Tabelle di confluenza classi di concorso

- Pagamento ore attività alternativa

- Assegnazioni autonomia scolastica

- Primi dati anagrafe docenti

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Stampa : da Tecnica della scuola del 18.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 18/3/2011 17:28:08 (1034 letture)

da Tecnica della Scuola - 18.03.2011

Precari, le supplenze si possono accettare fino a 70 anni
di A.G.
Così si è espresso il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso di una docente che aveva chiesto il reinserimento nella graduatoria provinciale di Roma dopo che lo stesso Usp l’aveva esclusa a seguito del compimento del suo 65esimo anno di età: le norme sul collocamento a riposo d'ufficio vanno intese applicabili al solo personale di ruolo. Intanto per l’aggiornamento delle graduatorie si parla di aprile.
Se lo dice anche il Consiglio di Stato possiamo esserne sicuri: un docente o un Ata precario non di ruolo possono continuare ad accettare contratti di supplenza fino al compimento del 70esimo anno di età. La pronuncia è arrivata in questi giorni, con la decisione n. 764/2011, attraverso la quale si sottolinea che “è proprio il trattamento “deteriore, - spiegano i giudici - sotto vari altri profili dello status degli insegnanti non di ruolo, in quanto caratterizzato dalla discontinuità e dalla instabilità del rapporto, che si riverberano anche nel relativo trattamento pensionistico, a far apparire non irragionevole che il legislatore abbia ritenuto, nel disciplinare lo stato giuridico del personale insegnante di ruolo di ruolo di non abrogare una disposizioni riequilibratrice che prevede per quello non di ruolo un più elevato limite d’età per il trattenimento in servizio”.
La decisione conferma quanto già detto dal Tar del Lazio, che aveva accolto il ricorso di una docente che aveva chiesto il reinserimento nella graduatoria provinciale di Roma dopo che lo stesso Usp l’aveva esclusa a seguito del compimento del suo 65esimo anno di età: il Miur, nel difendere la decisione del suo ufficio periferico, aveva sostenuto che la normativa vigente sulla pensione di vecchiaia del personale della scuola, contenuta nell'art. 1, comma 1, decreto n. 351/1998, sarebbe valsa anche per il personale non di ruolo. Il Consiglio di Stato ha però respinto l'appello, confermando quanto già detto dal Tar, facendo distinzione tra lavoratori di ruolo e non di ruolo.
Secondo l’avvocato Alberto Carluccio, che ha sostenuto diverse cause in difesa del personale scolastico over 65, la decisione del Consiglio di Stato “conferma integralmente il contenuto della Sentenza del TAR del Lazio n. 7346/2005 stabilendo la permanente vigenza dell'art. 24 della legge 160/55. Tale norma, infatti, prevede che l'insegnante non di ruolo permane in servizio fino all'anno scolastico in cui compie i settant'anni d'età. Non si applicano, quindi, le regole del c.d. collocamento a riposo d'ufficio perché esse vanno intese applicabili al solo personale di ruolo. Il limite di età di 70 anni ai sensi della legge del 1955 non è stato, dunque, abrogato dall’art. 109 del D.P.R. 31 maggio 1974 n. 417 né, tantomeno dal testo unico in materia di istruzione”.

continua.........

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Stampa : TuttoscuolaNEWS n. 479 del 14.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 14/3/2011 15:49:37 (705 letture)

TuttoscuolaNew n. 479, 14 marzo 2011


SOMMARIO


1. I nostri bambini davanti alla catastrofe nipponica

2. Graduatorie esaurite: piove sul bagnato

3. Nuove incertezze sul concorso per dirigenti scolastici?

4. Valutazione: serve un’altra strategia

5. 12 marzo/1. Chi c’era, e chi no

6. 12 marzo/2. Quale ‘scuola pubblica’?

7. 150°/1. Un obbligo scolastico lungo un secolo e mezzo

8. 150°/2. Niente porto d’armi per i padri degli alunni che evadono l’obbligo

9. 150°/3. Il maestro Benito Mussolini

10. Cisl-scuola: la festa del 17 marzo non riduce il numero delle festività

________________

La normativa della settimana in TuttoscuolaFOCUS:


(con sintesi e testo integrale dei provvedimenti):

- Celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

- Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

- Assegnazioni per compiti connessi con l’autonomia scolastica

- Concorsi per titoli personale ata

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Stampa : da Repubblica.it - Gelmini: "Gli insegnanti sono troppi in piazza chi manda i figli alle private"
Inviato da admin_CUSMA il 14/3/2011 14:47:58 (542 letture)

da Repubblica.it - 14.03.2011

Gelmini: "Gli insegnanti sono troppi in piazza chi manda i figli alle private"


Il ministro a 'Che tempo fa': "Per questo li paghiamo troppo poco". Polemica con i manifestanti di sabato


MILANO - La ricetta di Maristella Gelmini è: "Meno insegnanti, più soldi". Questo il succo di una intervista del ministro a "Che tempo fa" sui Rai3. Perché "gli insegnanti sono troppi rispetto al bisogno in Italia, e sono pagati pochissimo proprio perchè sono troppi. Dobbiamo pagarli adeguatamente, ma se cresce il numero all'infinito sono proletarizzati". E a proposito di posti di lavoro, il ministro se la prende anche con i bidelli. "Un altro problema, per esempio, è che ce ne sono quasi duecentomila e spendiamo seicentomila euro per le pulizie. Ci sono più bidelli che carabinieri e abbiamo le aule sporche".

Per la Gelmini "il vero punto non è quello delle risorse, ma come vengono investite. Il governo non ha fatto tagli alla scuola, ma agli sprechi. La spesa per la scuola negli ultimi anni è infatti aumentata del 30 per cento, non è diminuita".

Poi una polemica frontale con la manifestazione 1 in tutta Italia per la Costituzione e la scuola pubblica. "Una manifestazione assolutamente legittima, ma che nasce da un presupposto sbagliato: che il governo abbia attaccato la scuola pubblica". E ancora: "Molti scesi in piazza mandano i figli alla scuola paritaria. Non è una contraddizione, ma lo trovo incongruente, forse non hanno fiducia nella
scuola pubblica". Il ministro ribadisce che nell'ultima riforma "non ci sono stati tagli alla scuola, ma tagli agli sprechi".

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Stampa : da tuttoscuola.com del 10.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2011 20:18:37 (574 letture)

da tuttoscuola.com - 10.03.2011

Viaggi di istruzione, tra tagli, proteste e risparmi

Viaggi di istruzione, siamo alla resa dei conti. Negli scorsi mesi molti istituti avevano minacciato di annullarli per protestare contro i tagli dovuti alle riforme del ministro Gelmini e per contestare il taglio della diaria destinata ai prof anche in caso di viaggi all'estero (quella per le mete italiane era sparita da tempo).

Ora, a poche settimane dal periodo clou delle partenze (marzo-aprile), la minaccia sta prendendo forma: molti collegi dei docenti, soprattutto al Centro-Nord, hanno deciso di non portare fuori i ragazzi. La protesta è supportata anche dai sindacati Cobas e GILDA. In alcuni casi, comunque, non si parte anche solo per punire alunni che hanno portato avanti occupazioni troppo prolungate o burrascose.

Fra gli operatori del settore c'è proccupazione. In effetti il taglio della diaria per i docenti sottoposti a un lavoro e fatiche aggiuntivi senza compenso appare molto dissuasivo. Succede dunque che le classi propendano per viaggi di istruzione con mete vicine e per un numero inferiore di giorni, e con soluzioni a buon mercato, magari raggiungendo mete estere con pullman e traghetti per non prendere l'aereo.

A farsi interpreti di questo disagi sono stati Elisa Marchioni e Giovanni Bachelet, parlamentari del Pd, e Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd, dopo l'incontro con le rappresentanze sindacali del mondo della scuola, le rappresentanze degli operatori turistici specializzati nei viaggi d'istruzione, e gli operatori del mondo della scuola e del turismo. Gli esponenti del Pd, nell'annunciare una interpellanza parlamentare, hanno fotografato la situazione: “Viaggi d'istruzione in crisi, con una diminuzione di oltre il 40% in questo anno, un miliardo di euro di valore in meno. Da un lato l'impoverimento delle famiglie è uno dei fattori che hanno ridotto la durata e spintoa preferire destinazioni più vicine, dall'altro, ad influire è anche la protesta degli insegnanti che, in modo spontaneo, a fronte delle scelte del Governo che penalizzano la scuola, hanno rifiutato di dare la disponibilità ad accompagnare gli studenti nei viaggi di istruzione”

Gli esponenti democratici in particolare hanno ricordato che “senza viaggi di istruzione di alto livello è la scuola intera che perde e sono tutti gli studenti a subire la privazione di importanti esperienze didattiche e socializzanti. Sono circa 30mila lavoratori del turismo che perderanno il lavoro per la riduzione delle gite scolastiche: il personale di piccoli hotel aperti per tre mesi all'anno per accogliere gli studenti, i ristoratori, gli autisti di pullman, le guide. Non saranno certo i 5 milioni di euro messi ora a disposizione dalle due Ministre del Turismo e dell'Istruzione a cambiare le cose: e' una cifra che, suddivisa, ammonta a un contributo risibile di 2 euro a studente”.

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Stampa : da Tecnica della Scuola del 7.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 7/3/2011 10:31:06 (551 letture)

da Tecnica della Scuola - 7.03.2011

Organici: 9mila cattedre in meno nelle superiori (- 315 in Emilia Romagna)
di R.P.

Sicilia, Campania e Lazio le regioni con il maggior numero di tagli. Ma in Basilicata la riduzione di cattedre sarà del 7%.
Se nella scuola primaria a settembre si piangerà, nella superiore non si riderà di certo: i tagli investiranno anche quest’ordine di scuola dove si prevedono circa 9mila posti in meno.
Se ci riferisce ai valori assoluti le regioni più colpite saranno Sicilia, Campania, Lazio e Puglia.
Ma la riduzione viene rapportata all’organico attuale, le cose cambiano.
In termini percentuali il taglio più pesante lo subirà la Basilicata dove la riduzione sarà del 7%. In Sicilia il taglio sarà del 6% e in Umbria del 5,5%.
Anche nelle superiori, come nella primaria, le riduzioni saranno maggiori nelle regioni in cui si prevede un calo della popolazione scolastica.
Tra l’altro le recenti norme sull’apprendistato, considerato valido a tutti gli effetti per assolvere l’obbligo di istruzione, potrebbero contribuire in modo significativo alla diminuzione degli alunni iscritti al primo anno della secondaria di secondo grado.
Così come contribuirà anche l’aumento di bocciature al termine del primo ciclo di istruzione che sembra ormai un dato costante.
In questa tabelle (si tratta di una nostra elaborazione) forniamo il dato sulle riduzioni di cattedre nelle superiori previste per il 2011/2012.


Abruzzo 255
Basilicata 194
Calabria 532
Campania 1053
Emilia Romagna 315
Friuli 192
Lazio 1029
Liguria 178
Lombardia 890
Marche 285
Molise 63
Piemonte 468
Puglia 909
Sardegna 354
Sicilia 1216
Toscana 386
Umbria 173
Veneto 541

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Stampa : da TuttoscuoleNew del 28.3.2011
Inviato da admin_CUSMA il 28/3/2011 15:30:00 (613 letture)

Open in new windowTUTTOSCUOLANEW n. 482 - 28 marzo 2011


SOMMARIO


1. Liceo Parini/1. Quegli insegnanti in fuga

2. Liceo Parini/2. Va messo in discussione il modello valutativo?

3. Liceo Parini/3. Va messo in discussione il modello partecipativo?

4. Precari risarciti: non era meglio assumerli?

5. 30 mila euro di ricostruzione di carriera per docenti precari

6. Rischio valanga sulla scuola per sentenze verso i precari

7. Assenze. Svanito l’effetto Brunetta?

8. Istruzione e formazione professionale/1: quasi ultimati gli Accordi Stato-Regioni

9. Istruzione e formazione Professionale/2: la complessità dei nuovi scenari


_______________________________________________

La normativa della settimana in TuttoscuolaFOCUS:

(con sintesi e testo integrale dei provvedimenti):

- Rideterminazione date mobilità personale scolastico

- Precisazioni adozioni libri di testo

- Progetti “Cittadinanza, Costituzione e Sicurezza”

- Prova nazionale esame primo ciclo

- Posta elettronica certificata - PEC

- Esperti Nazionali Distaccati – END

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Stampa : da italiaOggi del 22.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 22/3/2011 16:20:00 (642 letture)

Open in new windowda ItaliaOggi - 22.03.2011

Allarme precari, 34 mila a rischio

Il Milleproroghe non ha rinnovato la misura delle supplenze prioritarie per il prossimo anno. Potrebbero perdere il posto circa 14 mila prof e 20 mila Ata

di A. Ricciardi

Fortuna che ci saranno circa 30 mila pensionamenti. Fortuna, ché così bilanciano i 19 mila tagli e anzi lasciano sul mercato circa 11 mila posti da far coprire con nuove assunzioni, a tempo indeterminato o determinato lo si vedrà nelle prossime settimane. E così il numero dei precari aspiranti a un'assunzione prioritaria dovrebbero calare a 13-14 mila, rispetto ai 25 mila dello scorso anno.


Ma il problema vero è che per il prossimo anno non ci sarà nessuna misura speciale per la tutela dei precari che hanno perso il posto a seguito del piano di razionalizzazione del governo avviato con il decreto legge 112/2008. Il cosiddetto salvaprecari, infatti, non è stato rinnovato dal Milleproroghe. Lo scorso anno ci sono state 25 mila domande di accesso dei prof al salvaprecari, la lista regionale per le assunzioni prioritarie, quest'anno è probabile che il numero scenda di 11 mila unità,visti i pensionamenti che hanno sueprato i tagli (il discorso ovviamente non tiene conto delle corrispondenze tra cattedre): si arriverebbe cosi a circa 14 mila docenti. Diverso il discorso per gli Ata: lo scorso anno erano stati 12 mila domande di bidelli e amminsitrativi perdenti posto, quest'anno ci sono stati 15 mila tagli e solo 7 mila pensionamenti. Per cui il numero sale e arriverebbe a quasi 20 mila. Anche per loro, salvo un intervento legislativo ad hoc, nessun accesso privilegiato ai contratti di sostituzione. Il ministero dell'istruzione in queste ore sta cercando di correre ai ripari. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i vertici di viale Trastevere stanno esaminando la possibilità di ricorrere a un provvedimento autonomo di proroga. Un intervento legislativo in cui, sempre stando alle indiscrezioni, potrebbe essere affrontato anche il dossier delle graduatorie permanenti. Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, deve dire chiaramente infatti cosa intende fare per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato l'inserimento in coda nelle province aggiuntive. E potrebbe non bastare un provvedimento amministrativo. L'inserimento a pettine significherebbe rivoluzionare le posizioni di circa 230 mila precari. Il ministro potrebbe essere tentato allora dall'ipotesi di aggiornare le posizioni ma per una sola provincia. Per ora solo una tentazione.


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Stampa : da Scuola Oggi del 20.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 20/3/2011 17:10:00 (781 letture)

Open in new windowda Scuola Oggi - 20.03.2011

Caro ministro, quante bugie solo per giustificare i tagli

Sono una maestra e insegno al tempo pieno di Asciano Pisano; siccome in un Paese civile quando un ministro dice falsità deve poi dimettersi avendo perso la fiducia dei cittadini, ritengo sensato chiedere le dimissioni della ministra Gelmini che in una trasmissione televisiva molto seguita come quella di Fazio ha pubblicamente dichiarato molte cose non vere

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Stampa : da Tecnica della Scuola del 16.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 16/3/2011 23:54:40 (744 letture)

da Tecnica della Scuola - 16.03.2011

Dotazioni organiche personale docente a.s. 2011/2012

Il Miur ha emanato le disposizioni sulla determinazione degli organici del personale docente. Il decreto sarà pubblicato al termine dell’iter della concertazione tra sindacati e Mef. Prevista una riduzione di 19.700 unità.
Sono state rese note tutte le disposizioni relative alla determinazione degli organici dei docenti per l’a.s. 2011/2012. Alla circolare del Miur n. 21 del 14 marzo 2011 fanno seguito gli schemi dei decreti interministeriali di ridefinizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle classi terze, quarte e quinte degli istituti tecnici e delle classi terze degli istituti professionali; le attuali classi di concorso su cui confluiscono le discipline relative al primo e secondo anno di corso degli istituti di II grado interessati al riordino; la Tabella di ripartizione dei posti, per regioni e per ordine e grado.
Il decreto sarà pubblicato al termine dell’iter della concertazione tra sindacati e Mef. Prevista una riduzione di 19.700 unità.

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Stampa : da tuttoscuola.com del 14.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 14/3/2011 15:00:34 (604 letture)

da tuttoscuola.com - 14.03.2011

Pd. Non è vero che i docenti italiani sono troppi


Il ministro Gelmini, intervenendo da Fabio Fazio nella trasmissione di Raitre “Che tempo fa”, ha parlato, tra l’altro, di retribuzione degli insegnanti italiani, riconoscendo che gli stipendi sono al di sotto della media europea, ma che la principale causa di ciò è dovuta all’alto numero di docenti.

Se i docenti fossero meno, con la stessa spesa si potrebbe, insomma, assicurare uno stipendio medio più elevato.

“Un insegnante di scuola superiore – ha detto il ministro – con 15 anni di anzianità guadagna 20 mila euro in meno del collega tedesco. Questo non è giusto, ma se si aumenta il numero dei docenti all’infinito finiscono per essere proletarizzati”.

Le parole del ministro sono destinate ad aprire, con tutta probabilità, un nuovo dibattito sulla scuola pubblica. Le prime reazioni si sono avute immediatamente con una presa di posizione di Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd che ha affermato “Il rapporto alunni/insegnanti era perfettamente allineato alla media europea, se togliamo quelli di religione e di sostegno che altrove pesano sul bilancio di welfare e sanità e non sull’istruzione”.

Quel “era perfettamente allineato” di cui parla la Puglisi è riferito, probabilmente, al rapporto alunni/docenti prima della manovra Tremonti-Gelmini del 2008.

Se questo è il riferimento, la stima della responsabile scuola del Pd non coincide per niente con quanto precisato nel “Quaderno bianco sulla scuola” prodotto nel settembre 2007 dai ministri Fioroni e Padoa Schioppa alcuni mesi prima della fine dal Governo Prodi.

Nel “quaderno” si precisa che, rispetto alla media Ocse di 7,5 docenti ogni 100 alunni, l’Italia aveva un rapporto di 9,1, contro l’8,3 della Francia, il 6,6 della Germania, il 6,9 della Gran Bretagna, il 6,5 degli Stati Uniti e il 7,1 del Giappone. Svezia e Finlandia avevano un rapporto rispettivamente del 7,8 e del 7,6.

Più vicini alla situazioni italiana erano la Spagna (9,3 docenti ogni 100 alunni) e la Grecia (12).

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Stampa : da tuttoscuola.com - 12.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 12/3/2011 12:20:00 (605 letture)

da tuttoscuola.com - 12.03.2011

12 marzo, Giornata per la Costituzione e per la scuola pubblica


Il 12 marzo è la data scelta dal Popolo Viola, da Articolo 21, Valigia blu e Libertà e giustizia per organizzare la giornata "A difesa della Costituzione". L'evento trova un gran numero di adesioni da parte di forze politiche, sociali, professionali, sindacali, anche molto diverse tra loro, oltre che di personaggi del mondo della cultura, della scienza, dell'arte e dello spettacolo.

Per quello che riguarda la geografia della protesta, gli ultimi aggiornamenti contano in 104 le città che ospiteranno cortei e happening. Si tratta di manifestazioni che toccheranno tanto le grandi città italiane, quanto piccoli centri - come Cinisello Balsamo, Imola, Civitanova Marche, Carpaccio a Salerno - e luoghi istituzionali nelle metropoli europee di Parigi, Londra ed Edimburgo, Madrid, Siviglia, Praga.

Il corteo principale sarà a Roma: partirà alle 14 da piazza della Repubblica, con alla testa un tricolore da 200 metri quadrati, per giungere fino a piazza del Popolo.

Nelle intenzioni degli organizzatori e dei partecipanti, la difesa della costituzione e della legalità si salda profondamente con la difesa della scuola pubblica, specialmente dopo l'attacco (anche se più volte smentito) rivoltole dal premier Silvio Berlusconi.

Per questo la componente “scolastica” avrà un peso notevole nelle proteste di domani e non c'è dubbio che le componenti che non si ritrovano nelle politiche del governo sull'istruzione avranno modo di verificare la consistenza non solo numerica delle loro forze.

Per quello che riguarda gli studenti, il corteo romano, anche per marcare una presenza critica nei confronti di chi ha sostenuto la legge Gelmini e di chi, anche a sinistra, non ha affrontato i problemi strutturali delle università italiane, partirà anticipatamente (alle 12,30) dall'università La Sapienza per confluire in piazza della Repubblica, centro di raduno dell'intera manifestazione. L’Unione degli Studenti, in vista della manifestazione, ha posto una lista di 10 domande alla politica, sull'edilizia scolastica, diritto allo studio, il rapporto tra formazione e lavoro, i tagli e l’autonomia, l’insegnamento della religione cattolica e gli standard europei. Quelli dell'Unione degli Universitari invece si dicono “felici che finalmente l'opinione pubblica si sia accorta di quello che sta succedendo alle nostre scuole. E chiediamo a tutti di scendere in piazza al nostro fianco, di non lasciarci soli come troppo spesso è successo quest'autunno".

Aderiscono alla Giornata anche molte organizzazioni sindacali della scuola: la Flc-Cgil ricorda che “la scuola educa, non inculca” e che la scuola pubblica è "scrigno di valori" perché “garantisce pluralismo, educa alla pace, insegna democrazia, unisce culture e coltiva pensiero critico”.

Anche la Gilda degli Insegnanti annuncia la sua presenza in piazza a Roma “in difesa della scuola pubblica statale”. "Il presidente del Consiglio – ha spiegato nei giorni scorsi il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio - è riuscito in un colpo solo a offendere tutti gli insegnanti indipendentemente dai loro orientamenti politici, filosofici e religiosi perché ha colpito la loro deontologia professionale”.

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Stampa : da Tecnica della Scuola del 7.03.2011
Inviato da admin_CUSMA il 7/3/2011 10:33:11 (543 letture)

da Tecnica della Scuola - 7.03.2011

Verso il rinnovo delle RSU
di R.P.

L'Aran convoca i sindacati per il 21 marzo.
E' probabile che nella scuola si voti a settembre. La situazione si è sbloccata dopo l'intervento del Consiglio di Stato.
Forse è ad una svolta la vicenda del rinnovo delle RSU.
L’Aran ha infatti convocato le organizzazioni sindacali del pubblico impiego per il prossimo 21 marzo proprio per discutere l’argomento.
Il mancato rinnovo è stato finora causato dal fatto che devono ancora essere definite le nuove aree di contrattazione, come previsto dal decreto 150/09.
Ma poche settimana fa il Consiglio di Stato è intervenuto sulla questione chiarendo che, in attesa delle nuove aree, sarebbe comunque necessario rinnovare le RSU anche per consentire un normale proseguimento delle relazioni sindacali.
Inoltre, argomenta il Consiglio, le elezioni sono necessarie anche per calcolare con precisione la reale rappresentatività delle singole sigle sindacali.
A questo punto è possibile che si svolgano elezioni con le vecchie regole, salvo ripetere tutto quando si sarà conclusa la vertenza sui nuovi comparti.
Nella scuola è però probabile che il rinnovo si faccia a settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico.

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