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Stampa : da Repubblica - Rapporto shock. Gelmini: riforma necessaria
Inviato da admin_CUSMA il 10/9/2009 0:56:33 (484 letture)

Rapporto shock. Gelmini: riforma necessaria

di MARIO REGGIO

ROMA - Pagati poco. Senza un sistema di valutazione moderno. Abbandonati a se stessi. Sono gli insegnanti della scuola italiana. È l´impietoso quadro tracciato dal rapporto dell´Ocse presentato ieri. E ancora. Eccessivo il numero delle ore d´insegnamento. Troppi i docenti rispetto agli studenti: uno ogni 11 rispetto ad una media di 1 a sedici. L´Italia, è vero, investe meno degli altri Paesi nell´istruzione e nell´università. Ma i risultati dei livelli di apprendimento relegano l´Italia nelle parti basse della graduatoria internazionale. segue

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Stampa : da TUTTOSCUOLA N. 406, 7 settembre 2009
Inviato da admin_CUSMA il 7/9/2009 15:40:00 (436 letture)

TuttoscuolaNEWS n. 406

N. 406, 7 settembre 2009


SOMMARIO


1. Il ministro Gelmini a Tuttoscuola: è l’ora del cambiamento

2. Ma ci sono i fondi per la carriera e il merito?

3. Conferenza unificata in crisi/1. In alto mare le sezioni primavera

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Stampa : da "La Stampa.it" - Scuola: Precari, proteste in tutta Italia
Inviato da admin_CUSMA il 2/9/2009 0:49:49 (530 letture)

TAGLI E POLEMICHE
Precari, proteste in tutta Italia

Manifestazioni contro i tagli della Gelmini: presidi a Roma, Milano e Torino

Continua la protesta dei precari della scuola. Cinque supplenti in attesa di ricevere l’assegnazione per una cattedra si sono spogliati rimanendo in mutande davanti al liceo scientifico Newton a Roma per protestare, hanno detto, contro il loro stato di precarietà in quanto da anni non sono stati ancora messi in ruolo. Quasi cento supplenti sono da ore nel liceo scientifico in attesa di ottenere la cattedra per l’insegnamento di educazione fisica nelle scuole romane. Il liceo Newton, in viale Manzoni, è una delle otto scuole polo per l’assegnazione delle cattedre disponibili in vista della nomina di 4.986 docenti, tra supplenti e di ruolo, e oltre 4.041 amministrativi nella capitale. Oltre al Newton, a Roma le scuole polo dove partiranno le altre assegnazioni di supplenze, anche nei prossimi giorni, sono Daniele Manin, Settembrini, Leonardo Da Vinci, Cristoforo Colombo, Galileo e istituti superiori di via Asmara e via Tuscolana.La protesta, inscenata nel giardino del liceo Newton, è durata alcuni minuti. I supplenti hanno anche esposto un cartello con la scritta «Dopo anni di precariato ancora in mutande». «Ormai in Italia, per essere ascoltati, si è costretti a fare gesti clamorosi come quello di oggi, in pieno stile ’Full Monty»’, ha commentato il dirigente scolastico del liceo Mario Rusconi, vice presidente dell’Associazione nazionale presidi. segue

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Stampa : da Il sussidiario.net: SCUOLA/ 2010: ecco tutti i problemi irrisolti per alunni e docenti
Inviato da admin_CUSMA il 25/8/2009 15:29:25 (502 letture)

SCUOLA/ 2010: ecco tutti i problemi irrisolti per alunni e docenti
Giovanni Cominelli martedì 25 agosto 2009

Nell’ultima settimana di agosto gli alunni “debitori”, dall’inizio di settembre gli insegnanti, dalla metà di settembre tutti saranno imbarcati per il viaggio del nuovo anno scolastico 2009-10. Il vecchio anno consegna a quello nuovo una zavorra pesante di problemi, irrisolti e nuovi. segue....

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Stampa : da Messaggero: Troppi somari tra le matricole,gli atenei tentano il “recupero” estivo
Inviato da admin_CUSMA il 24/8/2009 15:51:25 (451 letture)

di ANNA MARIA SERSALE

ROMA - Una volta gli strafalcioni li scrivevano i poveracci, quelli che non avevano frequentato neppure le elementari. Ora i nomi storpiati, gli sfondoni di grammatica, gli errori di ortografia, la confusione nell’uso delle parole e la sintassi sballata sono diffusissimi tra le matricole e gli studenti universitari. Studenti che sono in difficoltà anche al momento di scrivere la tesi. La situazione è talmente grave che ora gli atenei corrono ai ripari. Da Nord a Sud sono spuntati corsi estivi di “alfabetizzazione” delle matricole o comunque corsi di “recupero” della lingua italiana. In media durano due settimane prima dell’avvio dell’anno accademico. «Bisogna ricostruire un minimo di conoscenze indispensabili alla frequenza delle lezioni - spiega Ezio Pelizzetti, rettore della Statale di Torino - La conoscenza della lingua italiana è scarsa, idem per la matematica e l’inglese. Le colpe? In gran parte della scuola». A Milano, Torino, Firenze, Roma e Venezia ci sono esperienze di corsi già consolidate. A Napoli e Palermo si stanno organizzando. segue sotto......

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Stampa : da Tuttoscuola: Ora di religione: per Berlinguer sentenza giusta, per Bastico sbagliata
Inviato da admin_CUSMA il 15/8/2009 19:11:47 (509 letture)



Il dibattito divide gli schieramenti anche al loro interno

Opinioni diverse, e perfino opposte sulla sentenza del TAR, nel PD impegnato nel confronto precongressuale. L'ex ministro Luigi Berlinguer, inventore dei crediti scolastici e formativi per l'esame di maturità, premette che "bisogna essere rispettosi degli accordi derivanti dalla Costituzione sui rapporti tra Stato e Vaticano", ma subito aggiunge che "però è indubbio che una scelta religiosa è un fatto di libertà e non può essere valutata con forme come i voti o i crediti". Quindi "se è questa la motivazione della sentenza del Tar è difficile eccepire con argomenti utili che siano contrari".

Di parere diverso è la senatrice Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, che invece sollecita il ministro dell'Istruzione a impegnarsi per recuperare le attività alternative. In una nota Bastico osserva che "ci può essere un elemento discriminatorio" non per chi frequenta l'ora di religione, ma al contrario "per tutti quei ragazzi che non frequentano l'ora di religione". Secondo l'ex viceministro, che insieme all'ex ministro Fioroni appoggia la mozione Franceschini, "il credito formativo per l'esame di maturità misura l'impegno dei ragazzi sul piano del sociale ed educativo. Non costituisce una materia: questa premessa è indispensabile per comprendere il decreto del ministro Fioroni, che dunque ritengo che fosse pienamente applicabile".

La scuola non deve solo istruire, ma anche educare, osserva Bastico, e in questo senso l'apporto dell'insegnamento della religione a delle attività alternative può essere importante.

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Stampa : da Tuttoscuola: Ecco come l'Invalsi ha scoperto i voti truccati
Inviato da admin_CUSMA il 12/8/2009 19:18:53 (454 letture)

Si fa sempre più urgente un sistema di valutazione oggettivo e affidabile


I ricercatori dell'Invalsi (Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione) sostengono che i dati anomali registrati in numerose scuole del Sud per la prova nazionale di terza media mostrano una ''forte connotazione territoriale nelle indicazioni di comportamenti opportunistici nello svolgimento della Prova nazionale. In particolare, si nota che il valore mediano della Campania e della Calabria è superiore alla maggior parte dei dati estremi delle regioni dell'Italia centro-settentrionale e della Sardegna".

Secondo l'Invalsi tali anomalie, evidenziatesi in ''Campania, Calabria, Sicilia e Puglia per oltre la metà delle scuole sono superiori ai valori più alti che si riscontrano nelle altre regioni''. Per l'italiano, in particolare, si segnalano ''valori molto contenuti dei coefficienti nelle diverse regioni italiane, con la sola eccezione della Campania, Calabria e, in misura minore, della Puglia''. La regione più virtuosa risulta l'Emilia Romagna, insieme con la provincia di Trento.

Nel caso della matematica ''l'indicazione di comportamenti opportunistici è molto più forte che per l'italiano e riguarda principalmente Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e, in misura minore, anche il Molise ed il Lazio''. I più virtuosi sono ancora gli istituti di Trento, con Emilia, Lombardia, Friuli, Bolzano, Veneto e Marche su livelli bassi di anomalie.

L'analisi condotta dall'Invalsi sui risultati "grezzi" è stata esplicitamente finalizzata a stabilire "l'entità e la distribuzione geografica dei coefficienti di cheating (copiature, "aiutini" dei prof. ecc, NdR)".

Particolarmente preoccupante appare il fatto che il fenomeno riguardi le residue quattro Regioni italiane (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) che sono rimaste destinatarie dell'intervento comunitario (PON 2007-2013, Obiettivo Convergenza) proprio a causa della loro arretratezza socio-economica. Insomma, piove sul bagnato.
_________________

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Stampa : da Tuttoscuola: La riforma delle superiori potrebbe slittare al 2011
Inviato da admin_CUSMA il 9/8/2009 17:23:10 (440 letture)

Per far partire in modo funzionale la riforma delle superiori, prevista a decorrere dal 2010-2011, occorre che la macchina organizzativa si metta in movimento quasi un anno prima, cioè nei primi mesi dell'anno scolastico 2009-10 con avvio intorno al prossimo ottobre. Perché?

A novembre le famiglie devono orientarsi sulle scelte delle iscrizioni e, ancor prima, le scuole devono conoscere quali proposte presentare per quella scelta.

Ma a quella data cosa si conoscerà dei nuovi regolamenti che hanno preso il via soltanto tra la fine di maggio e i primi di giugno? Quali integrazioni e cambiamenti saranno stati eventualmente ai testi?

Il Cnpi, che si pronuncerà formalmente a settembre con propri pareri sugli schemi di regolamento, ha già suggerito di generalizzare dal 2010-11 la sperimentazione dei nuovi licei, dei nuovi istituti tecnici e dei nuovi professionali, anziché avviare l'intera riforma.

Ora si è verificato questo intoppo del percorso della Conferenza unificata che ha rinviato a tempo da definire i pareri sugli schemi di regolamento (formalmente la prima data utile è quella del 24 settembre).

Acquisiti i pareri della Conferenza unificata, occorrerà acquisire anche quello del Consiglio di Stato; soltanto allora il Consiglio dei ministri potrà adottare definitivamente i regolamenti che, comunque, entreranno in vigore soltanto dopo la firma del Capo dello Stato, la registrazione della Corte dei Conti e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Sembra sempre più difficile che per l'inzio del prossimo autunno si possa contare sui regolamenti sostanzialmente pronti per avviare la fase preparatoria dell'avvio della riforma dal 2010.

Un rinvio sembra quasi inevitabile, anche se occorrerebbe trovare, in questo caso, una soluzione alternativa alle aspettative del ministero dell'Economia che dall'avvio della riforma dal 2010 conta di acquisire risorse finanziarie legate alle riduzioni di organico cosneguente alla riforma.

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Stampa : Professione docente di settembre
Inviato da admin_CUSMA il 8/9/2009 10:20:58 (519 letture)

Sommario:

Pag 1- Costituzione: elusa dai politici. Di Rino Di Meglio. - Pag 2 - Vu’ imparà? Di Stefano Borgarelli. - Pag 3 – Legge 3 agosto 2009, n.102. Di Gina Spadaccino. - Pag 4 – L'ago nel pagliaio. Di Gina Spadaccino. - Pag 5 - Inizio difficile per un anno scolastico complicato. Di Fabrizio Reberschegg. - Pag. 6 - Convegno Insegnanti, Costituzione e Scuola. - Pag. 7 - La Costituzione si insegna con il comportamento. Di Renza Bertuzzi. - Pag. 8 - La Matematica unisce e insegna a parlare. A cura di Renza Bertuzzi. - Come la matematica fa cittadinanza. Di Maurizio Berni. - Pag. 9 - Bullismo oggi. Di Fernando Buonomo. - Pag. 10 - Importanti vittorie della Gilda a ... - Pag. 11 - Viaggio in Finlandia. Di Paola Cavallari. - Pag. 12 - Vita in provincia.

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Stampa : dal Messaggero - Scuola, Ministero: meno di 10.000 i precari non confermati. Nuove proteste
Inviato da admin_CUSMA il 2/9/2009 19:45:08 (542 letture)

Scuola, Ministero: meno di 10.000 i precari non confermati. Nuove proteste
Il Codacons denuncia Gelmini e direttori scolastici regionali

ROMA (2 settembre) - Mentre si moltiplicano manifestazioni e proteste di precari, associazioni sindacali e dei consumatori contro i tagli degli organici previsti dal decreto del ministro Mariastella Gelmini, il ministero dell'Istruzione ha diffuso una nota in cui definisce falsi i dati sui precari diffusi in queste ore. Secondo il Miur sono meno di diecimila gli insegnanti non di ruolo a cui non verrà confermata la supplenza, dal momento che la razionalizzazione del sistema scolastico ha riguardato 42.000 unità di personale, e che 32.000 di questi sono andati in pensione. La nota prosegue dichiarando che «il Ministero sta lavorando per dare al più presto una risposta ai precari coinvolti nella razionalizzazione».

Tra le varie proteste, arriva anche una proposta: il sindacato Gilda degli Insegnanti/FGU chiede il prepensionamento di due o tre anni per i docenti di ruolo, così da rendere disponibili le cattedre per i precari da anni in attesa d'assunzione. «Anticipare la pensione di un solo anno - spiega Rino di Meglio, coordinatore nazionale - farebbe recuperare circa 20.000 posti di lavoro, risolvendo un grave problema sociale».

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Stampa : da Repubblica.it: L’ufficio scolastico dell'Emilia-Romagna «Per i presidi vietato criticare la Gelmini»
Inviato da admin_CUSMA il 27/8/2009 14:35:31 (815 letture)

L’ufficio scolastico «Per i presidi vietato criticare la Gelmini» ANDREA BONZI

Guai a parlare male della riforma Gelmini. È un monito dal sapore di censura, quello lanciato ieri dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) dell’Emilia-Romagna, Marcello Limina ai dirigenti scolastici del territorio e in particolare a Daniela Turci, consigliera comunale del Pd a Bologna e responsabile Scuola del partito, nonché preside dell’istituto comprensivo 10, che aveva “osato” criticare i tagli imposti dalla nuova legge.

GARAGNANI CHIAMA, L’USR RISPONDE

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Stampa : da Repubblica: Pluralismo e ora di religione
Inviato da admin_CUSMA il 24/8/2009 15:59:08 (539 letture)

GIANCARLO BOSETTI

L´attuale «ora di religione» in Italia è un insegnamento, facoltativo, della religione cattolica, ed è il prodotto della revisione del Concordato del 1984. Non so se la futura «ora di religione» sarà obbligatoria, come qualcuno propone, ma so per certo che sarà plurale, dovrà necessariamente essere aperta a diverse fedi, non solo alla cattolica, e concretamente organizzata. La sfida del pluralismo è onerosa per tutti, non è una recente invenzione anticlericale, e nelle dimensioni poderose che ha oggi, è una conseguenza dei fatti (l´immigrazione), ma i laici non credenti facciano attenzione, è onerosa anche per loro, perché li mette in gioco alla pari: la cultura dell´eguale rispetto non accetta che qualcuno si autonomini «standard» liberale per conto di tutti, etsi Deus et ecclesiae non darentur. La situazione si complica, rompe le inerzie in ogni direzione, per i cattolici perché devono convivere con le altre confessioni in ristretto vicinato, e parlar di dialogo oltre che di missione evangelica. E per i laici missionari perché la neutralità dello stato liberale non è atea – e neppure atea di ateismo metodologico –, ma assegna la stessa dignità alla non credenza tra le altre credenze. È una sfida difficile – da noi finora molto ignorata – perché impone un cambio di paradigma e annuncia l´avvento del pluralismo liberale delle culture in senso forte. Si tratta di quella pluralità sconcertante di versioni del bene che Isaiah Berlin amava agitare, con un po´ di sadismo, nei confronti degli schematismi, non solo quelli bigotti, anche quelli illuministici.
segue sotto

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Stampa : da "Il Giornale.it"- Il sindacalista «Per tutti il posto resta un miraggio»
Inviato da admin_CUSMA il 23/8/2009 15:26:22 (441 letture)

di Redazione

Ormai il fenomeno dell'invasione di docenti del Sud nelle graduatorie milanesi non è più una sorpresa. «Scorrendo le “code” delle graduatorie - dice il sindacalista P. Frisone della Cgil - c’è la conferma di una forte domanda proveniente dal Centro-Sud che supera quella del Nord e quella proveniente dalla stessa Lombardia, comunque ben presente nelle code delle graduatorie. Come non c’è da stupirsi dell’eccessivo affollamento delle code che superano abbondantemente il numero degli inseriti nella graduatoria permanente. Un posto di lavoro a Milano pur se da precario nella scuola, in tempi di crisi come questi, è un bene troppo prezioso per lasciarselo scappare anche lontano da casa». E i problemi che si creano non sono certo irrilevanti. Per gli stessi precari che prima di quest’ultima invasione nutrivano qualche speranza in più di avere un posto, e per chi nei prossimi giorni dovrà procedere alle nomine». «Certo non ci sarà posto per tutti - ricorda ancora il sindacalista -. Chi ha optato per le supplenze nella nostra provincia renderà quasi del tutto inutile le graduatorie di terza fascia dei non abilitati di recente pubblicazione, alle quali si potrà attingere solo dopo l’esaurimento delle code. E poi come e quando verranno a scorrimento le predette code è una complicazione in più per gli uffici del Provveditorato. L’anno scorso invece il 31 agosto senza complicazioni era stato coperto il 60 per cento dei posti». Lunedì l’ufficio scolastico comincerà a scorrere le graduatorie. Poi saranno costituite delle «scuole-polo», ciascuna con un certo numero di graduatorie da gestire. E lì partiranno le convocazioni. Intanto sull’anno scolastico incombe già la minaccia di uno sciopero il primo giorno, 14 settembre.

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Stampa : da Il sole 24 ore: Il Tar del Lazio boccia l'ora di religione: «Non deve concorrere ai crediti per la maturità»
Inviato da admin_CUSMA il 12/8/2009 19:21:33 (397 letture)

I docenti di religione cattolica non possono partecipare «a pieno titolo» agli scrutini e la frequenza al loro insegnamento non può influire sulla determinazione del credito scolastico. Lo ha stabilito il Tar del Lazio che, con sentenza n. 7076 del 17 luglio scorso, ha accolto due ricorsi presentati da 24 soggetti - studenti supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, fra le quali le Chiese Evangeliche, Luterana, Valdese e l'Unione delle comunità ebraiche - per l'annullamento dell'ordinanza dell'allora ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni per gli esami di Stato 2007/2008.

Il Tar ha affermato che «l'attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato Italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica».
Secondo il Tar l'interpretazione data dal ministero dell'Istruzione «ha portato all'adozione di una disciplina annuale delle modalità organizzative degli scrutini d'esame, che appare aver generato una violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del pensiero; nonché di libera determinazione degli studenti relativamente all'insegnamento della religione cattolica».

Il Tar, dopo aver ricordato il principio della laicità dello Stato, enunciato dalla Corte Costituzionale come «garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà religiosa, in regime di pluralismo confessionale e culturale (C. Cost. n.203/89), ha precisato che «sul piano giuridico, un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico», la scelta di avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica deve essere assolutamente libera e in nessun modo condizionata.

«Rispetto, com'è ovvio, la sentenza. Ho tuttavia dato attuazione a un quadro legislativo e a una normativa precedente e vigente», commenta Giuseppe Fioroni, che da ministro della Pubblica Istruzione nel 2007 e nel 2008 firmò le ordinanze sugli esami di Stato rigettate dal Tar del Lazio, sottolineando che sulla questione «è già intervenuto un pronunciamento del Consiglio di Stato che, in passato, su questo argomento ha invece dato ragione al ministero».

«Offro invece un ulteriore spunto di riflessione - continua l'ex-ministro dell'Istruzione -: visto che al conseguimento dei crediti formativi concorrono una serie molto ampia e varia di discipline, non ultimi anche corsi di danza caraibica, ritengo quindi che possa contribuirvi anche l'ora di religione o della materia sostitutiva, come previsto per legge. Mi auguro su questo di poter conoscere anche il pensiero del ministro Gelmini».

Criterio «massimamente scorretto» secondo la senatrice del Pd Paola Binetti: «Credo che il non ammetterli agli scrutini sia un criterio discriminatorio nei confronti dei docenti, che crea dei docenti di serie A e di serie B». Inoltre il criterio «si ripercuote anche sullo studente, in particolare quello che ha scelto l'insegnamento della religione».

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Stampa : da Il Messagero: Napoli, truffe per ottenere la cattedra: indagati 39 insegnanti
Inviato da admin_CUSMA il 9/8/2009 17:30:00 (671 letture)

Prove mai sostenute, curriculum alterati per scalare graduatorie
Nel mirino il corso di abilitazione del Provveditorato

di Leandro Del Gaudio

NAPOLI (8 agosto) - C’è chi ha dichiarato di aver conseguito un diploma post laurea in Inghilterra, chi sostiene di aver svolto uno stage negli Stati Uniti. Chi racconta di aver fatto corsi di recupero per tossicodipendenti e chi addirittura infila nel proprio curriculum un attestato di frequentazione per corsi di lettura multimediale. Non solo stravaganze, però, a leggere l’ultimo atto di accusa a carico di professori e aspiranti tali.

Chiusa dopo due anni l’inchiesta sulla partecipazione ai corsi di abilitazione, sono trentanove i prof indagati. Rispondono di truffa e falso e a partire da lunedì mattina potranno recarsi in Procura, dal pm Valter Brunetti per raccontare la propria versione difensiva. Tocca ora a loro convincere il pm sulla correttezza della propria condotta e scongiurare una probabile richiesta di processo al giudice per le indagini preliminari. Una vicenda figlia della grande fame di cattedre per insegnanti - a leggere gli atti del pool mani pulite guidato dall’aggiunto Francesco Greco - che sposta i riflettori sul primo corso abilitante organizzato dal Provveditorato agli studi in Campania.

Duemila partecipanti, una mole di certificati e attestati che nelle intenzioni del ministero servono a fare punteggio e far scalare una graduatoria verso l’agognata cattedra. Duemila partecipanti, tanti profili professionali, sul tavolo del provveditore arriva di tutto. E c’è chi al di là di corsi posticci o mai frequentati attesta anche di aver fatto supplenze e ore di insegnamento in scuole di Napoli e Campania. In realtà, per alcune decine di posizioni quelle ore di lavoro in scuole private non sono mai state svolte in concreto. Una vicenda che ha un preciso atto di nascita: siamo ad ottobre del 2007 e davanti alla polizia giudiziaria si accomoda Paola Perrotta, direttrice dell’ufficio reclutante scuole di primo e secondo grado. Sua la prima testimonianza acquisita dal pm. Poi verrà quella di Giuseppe De Filippis, altro dirigente che ascoltato dalla pg, dopo essersi accorto di una serie di irregolarità finite sotto il cono d’ombra della Procura.

L’inchiesta può partire. Gli inquirenti prendono le mosse dal decreto ministeriale 85/2005, quello che istituisce il corso abilitante e si compie uno screening accurato su tutto il materiale acquisito agli atti. La svolta arriva pochi giorni fa, quando la Procura decide di chiudere formalmente l’inchiesta, indirizzando un atto che in genere fa trasparire la volontà del pm di chiedere l’apertura del processo. Una vicenda che si è svolta nella piena collaborazione tra militari della Guardia di Finanza (indaga il comando provinciale del generale Giovanni Mainolfi) e i vertici della direzione scolastica regionale. Un’inchiesta condotta in modo parallelo a un altro procedimento giudiziario che ha riguardato gli accessi alle graduatorie per l’insegnamento. Una vicenda condotta dal pm Giancarlo Novelli - stesso nucleo di pg - in cui non c’entrano carte false o finte certificazioni.

Qui il trucco avrebbe riguardato presunte manipolazioni informatiche, con vere e proprie incursioni al centro elaborazione dati di via Ponte della Maddalena. Bastava la parola chiave - complice qualche dipendente infedele - per scalare a lunga gittata la classifica verso un posto fisso: una sessantina d’indagati, un «sistema» finora ipotizzato dagli inquirenti, nel corso di una vicenda già formalmente conclusa, che attende la valutazione di un giudice.

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