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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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RSU 2018
RSU2018


Nel 2018 si andrà a nuove elezioni. Un grazie di cuore a tutte le colleghe e i colleghi che in questi ultimi tre anni e in tutti quelli precedenti si sono candidati per la GILDA-UNAMS, sono stati eletti e hanno combattuto sfide impegnative e non facili per i valori istituzionali che sostengono la scuola statale e il ruolo dei docenti, perseguiti da sempre dalla nostra Associazione. Ancora una volta la Gilda chiede ai colleghi di candidarsi, di fare propaganda e di votare per le liste GILDA-UNAMS. Leggi tutto...
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Stampa : da la Nuova Sardegna: Precari, vittoria dal giudice del lavoro
Inviato da admin_CUSMA il 21/7/2010 16:00:00 (889 letture)

La Nuova Sardegna - luglio 2010

"Docenti Precari", vittoria dal giudice del lavoro

È stato dichiarato illegittimo l’uso dei contratti per un periodo troppo lungo Pronti altri ricorsi

NUORO. I precari della scuola segnano un importante punto a loro favore. Il giudice del lavoro del tribunale di Nuoro (Vettore) ha accolto il ricorso di dieci di loro contro l’abuso dei contratti a termine nella scuola statale.
Al di là delle formule tecniche, i precari che hanno deciso di ricorrere al giudice attraverso la federazione provinciale Gilda Unams di Nuoro, avranno il riconoscimento delle mensilità che normalmente non vengono attribuite ai precari, ossia i mesi di luglio e agosto, con anche rivalutazione monetaria, interessi legali e le voci che incidono sul tfr e sulla tredicesima. Che, dal momento che i precari vengono assunti dal primo settembre al 30 giugno, è relativa soltanto a questi mesi.
I lavoratori erano assistiti dall’avvocato Claudio Solinas.

segue.........

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Stampa : da ItaliaOggi: E oltre agli scatti ci sono gli accessori
Inviato da admin_CUSMA il 20/7/2010 14:10:46 (446 letture)

da ItaliaOggi 20.07.2010

E oltre agli scatti ci sono gli accessori

Oltre all'utilizzo del 30% dei risparmi per il recupero degli scatti di anzianità per i prossimi tre anni, il testo del decreto-legge, come modificato dal maxiemedamento -su cui è stata espressa la fiducia del senato e che è passato alla camera per il sì definitivo- prevede nuove modalità di pagamento dei compensi accessori (si veda ItaliaOggi di martedì scorso): saranno pagati direttamente in busta paga, insieme alle competenze fisse per tutto il personale, con eccezione dei supplenti nominati dai dirigenti scolastici per supplenze brevi, che continuano a gravare sui bilanci delle scuole (con esclusione delle maternità). All'inizio di ogni anno scolastico il ministero comunicherà alle scuole la dotazione finanziaria complessiva per i compensi accessori che verrà articolata secondo il contratto di istituto. Le scuole daranno i mandati di pagamento a cui poi provvederà il Tesoro.

Tra le novità parlamentari, c'è la soppressione dell'Enam, l'ente per i docenti elementari ed il trasferimento delle sue funzioni all'Inpdap, con trasferimento delle risorse strumentali, umane e finanziarie entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge.

Novità anche per i lavoratori socialmente utili: gli uffici scolastici provinciali sono autorizzati a prorogare le convenzioni in corso, nei limiti di spesa già previsti dalla legge n. 191/2009.

Per i docenti di sostegno resta inalterato il contingente dell'organico di fatto dell'anno scolastico 2009/2010 anche per il 2010/2011, fatta salva la possibilità di deroghe per gravi casi.

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Stampa : da Tecnica della scuola: Finanziaria mette a nudo le spaccature sindacali
Inviato da admin_CUSMA il 18/7/2010 15:34:34 (494 letture)

da Tecnica della Scuola 18.07.2010

Il primo ok alla Finanziaria mette a nudo le spaccature sindacali
di A.G.

Le critiche maggiori da Flc-Cgil, comitati di base a ass. precari. Perplessa pure la Gilda. Alla “finestra” Snals e Uil. Soddisfatta la Cisl: soluzioni più efficaci non erano realisticamente perseguibili. La neonata Cgu dice che è tempo che tutti i sindacati ritrovino una strategia unitaria di azione. Ma i tempi non sono maturi.
L’approvazione in Senato della manovra Finanziaria ha riproposto le posizioni diversificate dei sindacati di fronte alla politica di ‘razionalizzazione’ delle spese intrapresa negli ultimi 24 mesi dal Governo. Il (quasi) scampato pericolo di blocco triennale degli scatti di anzianità è stato interpretato in modo antitetico: la più critica è stata la Flc-Cgil, secondo il cui segretario generale, Domenico Pantaleo, il ricorso al decreto ministeriale, attraverso cui verrà definita l’entità dei fondi da estrapolare dai risparmi destinati al merito, "oltre a non essere chiaro nei tempi e nei modi, rappresenta un parziale risarcimento di natura solo economica. Infatti il diritto del personale alla maturazione degli scatti di anzianità non viene assolutamente ripristinato". Dalla stessa parte dei lavoratori della conoscenza c’è il Coordinamento precari della scuola, una cui delegazione era presente il 15 luglio in occasione del sit-in organizzato dalla Cgil davanti al Senato in occasione del voto di fiducia. Ed anche se non si tratta di un sindacato, quella dei precari è una realtà tutt'altro che da trascurare (se non altro per la forte consistenza numerica potenziale).
Forti dubbi verso l’esito della Finanziaria 2010 sono stati espressi anche dalla Gilda degli Insegnanti: il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, si chiede se il Governo “riuscirà davvero a seguire questa strada, rispettando così l’impegno assunto dal ministro Tremonti di utilizzare il 30% dei fondi riservati al merito per evitare il blocco degli scatti di anzianità". Il sindacato autonomo non sembra molto ottimista sull’esito del decreto, tanto che "di fronte a una situazione così incerta" annuncia l’intenzione di "confermare tutte le iniziative di protesta in programma per il prossimo anno scolastico , tra cui l’astensione dei docenti dalle attività non obbligatorie, a partire dall’organizzazione delle gite e dei viaggi di istruzione".
Di rifiuto a partire da settembre di “ogni forma di ‘collaborazionismo’ nelle scuole” e di “ogni genere di attività aggiuntiva e lavoro volontario oltre gli stretti impegni contrattuali” parla anche Piero Bernocchi, coordinatore Cobas: contro quello che definisce “un furbesco emendamento di apparente modifica del blocco per ingannare docenti ed Ata”, Bernocchi chiede inoltre al personale di bloccare tutti i progetti e le attività aggiuntive (con conseguente distribuzione egualitaria del fondo di istituto), le cattedre extra-large oltre le 18 ore (che sottraggono posti di lavoro ai precari), le attività di coordinamento, le gite scolastiche, l’accettazione in aula di alunni/e di altre classi”.
Di tutt’altro tenore i giudizi, sempre sul testo approvato al Senato, da parte delle organizzazioni di settore. Per Marco Paolo Nigi segretario generale dello Snals-Confsal "quello ottenuto è un risultato parziale e in sede contrattuale dovremmo operare per il mantenimento della progressione di anzianità anche oltre il triennio". Massimo Di Menna, a capo della Uil Scuola, chiede un immediato incontro a tre (Miur, Mef e sindicati) per definire il decreto, ma al momento ritiene che "il testo della manovra approvato in Senato consente una soluzione positiva alla questione degli scatti del personale della scuola, ottenuta attraverso un'azione sindacale rigorosa, intelligente e partecipata".
Canta vittoria, invece, la Cisl Scuola, che per trovare una soluzione al blocco degli scatti del personale scolastico aveva messo in campo tutte le ‘forze’ possibili, compreso l’interessamento in prima personale del segretario generale Raffaele Bonanni: "gli emendamenti ci sono – sostiene la Cisl - e sono quelli su cui si era convenuto. Soluzioni più vantaggiose e di più immediata efficacia, per quanto auspicabili, non erano realisticamente perseguibili. Chi ritiene che lo fossero, evidentemente vive nella dimensione astratta del desiderio, il che non è consentito a un sindacato che responsabilmente voglia tutelare i lavoratori che rappresenta, facendo seguire alla doverosa e forte protesta la concretezza dei risultati possibili".
Fin qui le reazioni. In attesa che si realizzi l’auspicio della neonata confederazione Cgu (“è tempo che tutti i sindacati ritrovino una strategia unitaria di azione” uscendo da “logiche concertative inutili”), l’impressione è che la “partita” sui tagli rimanga ancora aperta: è improbabile, infatti, che l’intero importo derivante dai mancati scatti professionali (alcune stime indicano che nel corso degli anni si tratti di quasi 20 miliardi di euro) possa essere coperto dai circa 2 miliardi e mezzo di euro derivanti dai tagli imposti dalla Legge 133/08. Nelle prossime settimane, in corrispondenza dell’avvio del nuovo a.s., vista la pausa estiva imminente, ne sapremo qualcosa di più.

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Stampa : da tuttoscuola.com: Scatti d'anzianità, la Gilda teme che il governo ci ripensi
Inviato da admin_CUSMA il 17/7/2010 15:46:10 (484 letture)

da tuttoscuola.com
Scatti d'anzianità, la Gilda teme che il governo ci ripensi


La Gilda degli Insegnanti esprime "forte preoccupazione" sugli scatti di anzianità dopo l'approvazione in Senato del maxiemendamento alla Finanziaria.

"Nel testo votato a Palazzo Madama - spiega la Gilda - non è stata cancellata la norma che abolisce la progressione di carriera per il triennio 2010-2012. L'unica possibilità per evitare questo ulteriore danno agli insegnanti, già colpiti duramente dai 140mila tagli e dal blocco del rinnovo del contratto nazionale, è affidata all'intervento del ministro Gelmini che, in accordo con i sindacati, potrebbe emanare un decreto con cui destinare agli scatti di anzianità una parte delle risorse derivanti dai risparmi. Ma - afferma la Gilda - ci chiediamo se si riuscirà davvero a seguire questa strada, rispettando così l'impegno assunto dal ministro Tremonti di utilizzare il 30% dei fondi riservati al merito per evitare il blocco degli scatti di anzianità".

"Di fronte a una situazione così incerta - conclude la Gilda - non possiamo che confermare tutte le iniziative di protesta in programma per il prossimo anno scolastico, tra cui l'astensione dei docenti dalle attività non obbligatorie, a partire dall'organizzazione delle gite e dei viaggi di istruzione".


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Stampa : da Tuttoscuola.com: Gelmini lascia?
Inviato da admin_CUSMA il 15/7/2010 12:36:46 (489 letture)

da tuttoscuola.com

Gelmini lascia?

Si fanno sempre più insistenti le voci all'interno della maggioranza per affidare le sorti del PDL, attualmente con qualche crisi al proprio interno, ad un coordinatore unico.

In pole position per questo incarico vi sarebbe il ministro Maria Stella Gelmini, per la quale anche le colleghe ministro tifano, pur consigliando cautela.

La Gelmini, prima della nomina a ministro, si era fatta apprezzare per un ruolo simile all'interno di Forza Italia in Lombardia, raccogliendo consensi e apprezzamenti anche da parte del premier Berlusconi che l'ha poi premiata con la nomina a ministro.

Quella del coordinatore unico sta diventando l'argomento del giorno, obbligato a continuare come tormentone estivo. A settembre sapremo se la Gelmini assumerà questo incarico con il benestare dei diversi "colonnelli" della maggioranza.

Se l'incarico di coordinatore si concretizzerà, c'è da chiedersi se la Gelmini manterrà l'incarico di ministro, visto che l'attende una fase complessa nell'attuazione delle "sue" riforme (università e secondaria superiore) per le quali tra pochi mesi dovrà anche privarsi di alcuni direttori generali che si sono dimessi per effetto della manovra.

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Stampa : da La tecnica della Scuola: Valutazione ai fini pensionistici dei corsi abilitanti
Inviato da admin_CUSMA il 13/7/2010 13:03:21 (675 letture)

da Tecnica della Scuola

Valutazione ai fini pensionistici dei corsi abilitanti
di Lara La Gatta

L’Inpdap chiarisce che non possono essere valorizzati ai fini pensionistici i corsi di abilitazione all'insegnamento antecedenti ai corsi Ssis.

Tenuto conto delle peculiarità proprie del comparto Scuola, l’Inpdap con la nota operativa n. 37 del 13 luglio 2010 fornisce specifici chiarimenti in merito alla valutazione ai fini pensionistici dei corsi abilitanti per l'ammissione in servizio del personale scolastico.
Nei confronti di tale personale, ai sensi dell'articolo 13 del Dpr n. 1092/1973, così come ridefinito dal D.L.vo n. 184/1997, è consentita la facoltà di riscatto di:
diplomi universitari, di laurea, di specializzazione, dottorato di ricerca, anche qualora non siano titoli prescritti per il posto ricoperto; la stessa legge ha inoltre stabilito che siano le Università a provvedere alla formazione degli insegnanti delle scuole secondarie attraverso specifiche scuole di specializzazione articolate in indirizzi presso le quali si consegue un diploma di abilitazione all'insegnamento;
periodi di iscrizione ad albi professionali, nel caso in cui tale periodo sia stato richiesto come condizione necessaria per l'ammissione in servizio;
periodi di pratica necessari per il conseguimento dell'abilitazione professionale;
diplomi, titoli di studio e corsi di specializzazione conseguiti presso istituti o scuole riconosciute di livello superiore (post-secondario), quando il relativo diploma o titolo di studio di specializzazione o di perfezionamento sia richiesto per l'ammissione in servizio di ruolo o per lo svolgimento di determinate funzioni (la possibilità di riscattare tutti quei diplomi è stata introdotta dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 52 del 9-15 febbraio 2000).
Nello specifico, i corsi biennali svolti dagli Atenei presso le Scuole di specializzazione all'Insegnamento secondario (Ssis), in quanto considerati diplomi universitari, possono essere riscattati ai sensi dell'articolo 2 del D.L.vo n. 184/1997 e quindi indipendentemente dalla circostanza che il titolo di abilitazione conseguito sia o meno titolo prescritto per il posto ricoperto dal dipendente; inoltre, i corsi speciali annuali istituiti dalle Università e dagli Istituti di alta formazione artistica e musicale (Afam) possono essere valorizzati, in sede pensionistica, in virtù dell'ampliamento della facoltà di riscatto di diplomi, titoli e corsi sancito dalla suddetta sentenza della Corte Costituzionale n. 52/2000. La facoltà di riscatto di questi ultimi corsi è riservata al personale della scuola con incarico annuale oppure assunto in tempo indeterminato, in quanto il relativo titolo conseguito è necessario per l'inserimento nelle graduatorie provinciali permanenti atte al conferimento di incarichi annuali e alle nomine a tempo indeterminato.
Non sono invece valorizzabili ai fini pensionistici - precisa l’Inpdap - i corsi di abilitazione all'insegnamento antecedenti ai corsi SSIS, in quanto non compresi tra le fattispecie riscattabili di cui all'art. 13 del Dpr n. 1092/73 né tra quelle disciplinate dal D.L.vo. n.184/97 e non rientrano nell'ambito di applicazione della citata sentenza della Corte Costituzionale.

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Stampa : da TuttoscuolaNew n. 449 del 12 luglio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 12/7/2010 11:58:54 (567 letture)

da TuttoscuolaNew n. 449 del 12 luglio 2010

SOMMARIO

1. In Germania soldi solo agli studenti più bravi. Perché no?

2. Che tempo (pieno) farà?

3. Per salvare il posto i docenti si convertono al tempo pieno

4. Gelmini: alcune materie insegnate in inglese

5. Insegnare inglese: “zero titoli” nella scuola elementare

6. Graduatorie ad esaurimento/1: una situazione paradossale

7. Graduatorie ad esaurimento/2: la ricostruzione di una storia infinita

8. Regno Unito/1. Polemiche per i tagli alle scuole

9. Regno Unito/2. Priorità per l’edilizia o per i docenti?

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Stampa : da TuttoscuolaNew n.448 del 05.07.2010
Inviato da admin_CUSMA il 5/7/2010 22:44:22 (472 letture)

da TuttoscuolaNew n.448 del 05.07.2010


SOMMARIO

1. Manovra/1. Quello strano emendamento sul 30% dei risparmi

2. Manovra/2. E quel silenzio assordante sulla franchigia per i dirigenti

3. Non 100 mila ma 14 mila i posti in meno dei precari nel 2009-10

4. Effetto tagli dopo il primo anno di riforma

5. Federalismo fiscale e Accordo Quadro per l’istruzione

6. Titolo V:il passaggio ai costi standard

7. Scuola e mercato/1. Troppi giovani disoccupati

8. Scuola e mercato/2. Domanda e offerta non si incontrano

9. Scuola e mercato/3. Perché l’istruzione tecnica non decolla?

10. Scuola e mercato/4.

11. Scuola e mercato/5. Il fallimento del 3+2


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Stampa : da tuttoscuola.com:Un sì e un no. Il TAR arbitro dell'avvio della riforma
Inviato da admin_CUSMA il 21/7/2010 15:40:32 (458 letture)

da tuttoscuola.com

Un sì e un no. Il TAR arbitro dell'avvio della riforma

Nel giro di 24 ore il TAR Lazio ha emanato alcune ordinanze relative alla richiesta di sospensiva con le quali in parte accoglie e in parte respinge taluni ricorsi per fermare la macchina (con motore acceso) della riforma delle superiori.

Con ordinanza n. 3360 del 20 luglio 2010 ha respinto la richiesta di sospensiva della circolare n. 37/10 sugli organici, pur considerandola illegittima, in quanto non sussiste danno attuale e concreto, con conseguente difetto del grave e irreparabile pregiudizio.

Allo stesso modo, con ordinanze n. 3357 e 3358 del 20 luglio 2010, non ha accolto una analoga richiesta di sospensiva della circolare sulle iscrizioni (anch'essa giudicata illegittima), in quanto mancante il danno attuale e concreto.

Riforma delle superiori salva e avvio regolare dell'anno scolastico?

Neanche per sogno, perché lo stesso Tar, con ordinanza n. 3363 del 19 luglio 2010, ha accolto la richiesta di sospensiva dei decreti con i quali è stata disposta la riduzione dell'orario settimanale nelle classi intermedie non a riforma degli istituti tecnici e professionali.

La sospensiva è legata al parere che in merito a tale riduzione di orario il Cnpi dovrà esprimere.

Con le prime ordinanze il Tar ha, di fatto, dato il via libera all'avvio della riforma delle superiori, ma a questa accensione del verde ha fatto seguire immediatamente un giallo che costringe la macchina ministeriale a frenare. Se dovesse accendersi il rosso (parere negativo del CNPI) un pezzo di riforma rimarrebbe ai box di partenza...

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Stampa : da TuttoscuolaNEWS n. 450 del 19 luglio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 19/7/2010 11:50:00 (523 letture)

da TuttoscuolaNEWS n. 450 del 19 luglio 2010

SOMMARIO


1. Qualità&Merito/1. Verso standard internazionali

2. Qualità&Merito/2. Il grave ritardo dell’Italia

3. Qualità&Merito/3. Le nuove frontiere della ricerca valutativa

4. Qualità&Merito/4. Non c’è qualità senza equità

5. Qualità&Merito/5. La peggiore delle crisi? L’istruzione inefficace

6. Manovra. Quel comma 23 di troppo [a]

7. L’impegno di Tremonti per la scuola onorato a metà. I sindacati…

8. Gli stipendi ai docenti delle materne paritarie non si pagano con gli annunci

9. Accordo Quadro Titolo V: finto sorpasso contromano


[a] “Per il personale docente, A.T.A., gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti” (comma 23 dell’art. 9 del decreto legge 78/2010).
Così era e così è rimasto dopo l’approvazione del maxiemendamento. (…)

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Stampa : da Tecnica della Scuola: Linee guida nuovi istituti tecnici
Inviato da admin_CUSMA il 17/7/2010 15:48:16 (530 letture)

da Tecnica della Scuola 17.07.2010

Linee guida nuovi istituti tecnici

di Lara La Gatta

Il Ministero dell’istruzione ha pubblicato la direttiva e le linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento degli istituti tecnici.
Le linee guida, predisposte a cura del gruppo tecnico di lavoro operante presso il Dipartimento per l’istruzione in sinergia con le istituzioni scolastiche, le associazioni professionali e le parti sociali, individuano gli orientamenti per sostenere gli istituti tecnici, in relazione al primo biennio dell’a.s. 2010/2011, nell'applicazione delle innovazioni ordinamentali introdotte dal regolamento di cui al D.P.R. n. 88/2010.
Si tratta di un documento articolato, che analizza vari aspetti che interesseranno gli istituti tecnici all’avvio del nuovo anno scolastico, dalle azioni per il passaggio al nuovo ordinamento, agli orientamenti per l’organizzazione del curricolo, passando attraverso tematiche “trasversali”, quali l’integrazione delle scienze, la legalità, cittadinanza e Costituzione, la conoscenza dell’ambiente e del territorio, la formazione per la sicurezza.
“Il riordino dell’istruzione tecnica - leggiamo nel testo - si è misurato con la frammentarietà che negli anni si è andata moltiplicando, in assenza di riforme organiche e ha ricondotto l’insieme delle proposte formative ad alcuni indirizzi fondamentali, in modo da favorire l’orientamento dei giovani e, nel contempo, garantire una preparazione omogenea su tutto il territorio nazionale. Nel successivo triennio sarà possibile articolare ulteriormente tali proposte in opzioni, anche per rispondere alle esigenze di una formazione mirata a specifiche richieste del tessuto produttivo locale.”
I percorsi degli istituti tecnici sono definiti, rispetto ai percorsi dei licei, in modo da garantire uno base comune di saperi e competenze riferiti soprattutto agli insegnamenti di lingua e letteratura italiana, lingua inglese, matematica, storia e scienze, che hanno già trovato un primo consolidamento degli aspetti comuni nelle indicazioni nazionali riguardanti l’obbligo di istruzione. Inoltre, altro importante obiettivo è dare spazio alle metodologie finalizzate a sviluppare le competenze degli allievi attraverso la didattica di laboratorio e le esperienze in contesti applicativi, l’analisi e la soluzione di problemi ispirati a situazioni reali, il lavoro per progetti, prevedendo anche uno stretto collegamento con il mondo del lavoro e delle professioni, attraverso stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.
Le linee guida sono integrate da due allegati, il primo riguardante la declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità per il primo biennio (A.1 Settore economico - A.2 Settore tecnologico) ed il secondo contenente un glossario dei termini più ricorrenti.
Con Avviso del 15 luglio, il Miur comunica che la direttiva è stata inviata alla Corte dei Conti per la registrazione.

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Stampa : da Tuttoscuola.com: I sindacati sulla manovra: serve più equità
Inviato da admin_CUSMA il 16/7/2010 12:50:00 (395 letture)

da tuttoscuola.com

I sindacati sulla manovra: serve più equità


Mentre il Senato approvava il decreto legge sulla manovra finanziaria, i quattro sindacati che lo scorso 24 giugno avevano ottenuto da Tremonti la promessa di ripristinare gli scatti di anzianità per il personale della scuola hanno tenuto una manifestazione al teatro Quirino di Roma per ribadire le loro richieste di modifica della manovra, pena l'inasprimento della protesta.

Cisl scuola, Uil scuola, Gilda/FGU e Snals (assente anche in questo caso la Flc Cgil) battono soprattutto su due punti: "serve più equità e non bisogna toccare i diritti dei lavoratori". Se governo "non si assumerà le sue responsabilità - ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - continueremo con la mobilitazione, ricorrendo anche allo sciopero".

Durante la manifestazione i sindacati sono tornati sulla questione del blocco dell'anzianità, che comporta una riduzione dello stipendio di 1.000 euro l'anno per un collaboratore scolastico e da 2.000 a oltre 3.000 euro per un insegnante, "mentre un dirigente statale con uno stipendio di 100.000 euro l'anno paga solo 500 euro". Una iniquità, che anche Tuttoscuola aveva evidenziato proponendo l'eliminazione o almeno la riduzione della franchigia che favorisce l'alta dirigenza (stipendi sopra i 90.000 euro), e che viene solo parzialmente corretta ripristinando gli scatti, ma non l'anzianità, del personale della scuola.

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Stampa : da ItaliaOggi: La manovra rende i soldi virtuali
Inviato da admin_CUSMA il 13/7/2010 13:08:39 (445 letture)

da ItaliaOggi

La manovra rende i soldi virtuali

Alessandra Ricciardi

Se non è un commissariamento, poco ci manca. I fondi di istituto, quelli che servono a pagare i compensi accessori di insegnanti, ausiliari, tecnici e amministrativi, valgono un miliardo di euro, abbondante. Con l'approvazione dell'emendamento Azzollini alla manovra correttiva, in commissione bilancio al senato, le risorse in questione non saranno più nella disponibilità materiale delle scuole, appoggiate sui singoli conti correnti. Gli istituti potranno emettere ordini di pagamento alla liquidazione dei quali provvederà, unitamente alle spettanze di base, lo stesso Tesoro. Una norma, quella spuntata in commissione su proposta del relatore della manovra, nonché presidente della Bilancio, Antonio Azzollini, che da un lato semplificherà i pagamenti e la vita delle scuole: non dovranno più pensarci le segreterie. Ma dall'altro impedirà agli istituti scolastici di utilizzare le risorse in questione per anticipi di cassa su altri fronti. E pagarci, per esempio, le supplenze brevi piuttosto che le forniture. Distorsioni contabili in cui sempre più scuole in questi anni, a corto di trasferimenti da parte dello stato centrale, sono incappate. Ora non sarà più possibile. Il ministro dell'istruzione, ogni anno, stabilirà la dotazione finanziaria a disposnzione delle singole istituzioni per i compensi accessori del personale. Sulla base di tale ammontare viturale si farà la contrattazione d'istituto per stabilire compensi e attività. Tra l'altro la nuova gestione contabile sarà oggetto di un decreto ad hoc di regolamentazione del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini.
Tra gli emendamenti approvati in commissione, la riappropriazione del 30% annuo dei risparmi di gestione, previsti dal decreto legge 112/2008. Questi risparmi, che dovevano andare a pagare il merito dei docenti e degli Ata, oltre 300 milioni di euro l'anno, venivano inizialmente destinati dalla manovra a pagare i debiti pregressi maturati dallo stato centrale verso le singole scuole. Ora con decreto interministeriale (istruzione-Economia) se ne potrà dare una diversa utilizzazione. L'obiettivo dell'emendamento è di dirottarli a pagare i mancati scatti di anzianità, che il decreto legge correttivo ha congelato per tre anni.

Novità anche per gli alunni disabili e relativi prof di sostegno: una modifica parlamentare (Esposito-Latronico) rende possibile superare l'attuale tetto dei 20 alunni per classe quando è presente un ragazzo con handicap. «Con una mano il governo raccoglie, pur con ritardo, le giuste proteste degli invalidi sulle pensioni e sugli assegni d'accompagnamento, con l'altra torna a colpire tra i disabili i più deboli tra i deboli», attaccano l'ex viceministro, oggi senatore Pd, Mariangela Bastico, e il capogruppo Pd in commissione cultura alla camera, Manuela Ghizzoni, «negando il diritto all'integrazione». Confermato anche l'innalzamento dei requisiti per le pensioni, in particolare delle impiegate pubbliche, e la sforbiciata ai finanziamenti per i ministeri.

La manovra così fatta oggi approda nell'aula di Palazzo Madama per il primo sì. Giovedì è previsto il voto di fiducia, probabilmente su maxiemendamento governativo. Che dovrebbe recepire quasi tutte le novità approvate in commissione e qualcosa in più.

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Stampa : da La Tecnica della Scuola: Finanziaria, docenti e Ata tirano un sospiro di sollievo
Inviato da admin_CUSMA il 12/7/2010 12:01:07 (1118 letture)

Finanziaria, docenti e Ata tirano un sospiro di sollievo 12.07.2010
di A.G.

La modifica che sblocca gli scatti di carriera, sovvenzionati coi risparmi della L. 133/08, è pronta e arriverà in aula al Senato il 13 luglio con il maxiemendamento. Due giorni dopo la fiducia. Confermato anche l'innalzamento dei requisiti per le pensioni, in particolare delle impiegate pubbliche, la deroga al tetto degli alunni disabili e la “sforbiciata” ai ministeri. Polemiche per la mini-naia.
Manca l’ufficialità, ma anche gli ultimi dubbi sembrano sopiti: nei prossimi tre anni il personale della scuola potrà godere degli scatti di carriera. Il blocco, introdotto nel testo della manovra Finanziaria approvata a fine maggio dal Consiglio dei ministri, verrà di fatto cancellato attraverso un apposito emendamento, preparato e licenziato dalla commissione Bilancio del Senato, che non ha trovato opposizione tra i membri del Governo poiché permetterà comunque di attuare le economie di spesa previste: a sovvenzionare le progressioni di carriera, compresi gli accantonamenti della relativa buonuscita, sarà la quota del 30% di risparmi (2,5 miliardi di euro a fronte di circa 8 totali) derivanti dall’applicazione della Legge 133/08. Un’operazione che, come già osservato, se da una parte permetterà al personale di limitare i danni (i docenti con maggiore servizio alle spalle avrebbero perso oltre 3.000 euro l’anno con una striscia di conseguenze su assegno di liquidazione e di pensione che si sarebbe esaurito solo nel 2048!), dall’altra rimanderà ulteriormente l’assegnazione dei premi al personale più meritevole cui teneva tanto il ministro Gelmini.
Il decreto, che riguarda il biennio 2011-2012, approderà nell'Assemblea del Senato martedì 13, e due giorni dopo, giovedì 15, sarà approvato con voto di fiducia (la maggioranza è sicura di farcela).
Anche per quanto riguarda gli altri punti della correzione della manovra Finanziaria non dovrebbero esserci sorprese rispetto alle indiscrezioni degli ultimi giorni. Sempre rimanendo alla scuola, ci sono buone notizie per quanto riguarda il tetto degli alunni disabili, per i quali è stata concessa una deroga al numero massimo di alunni per classe. Come per i cittadini che chiedono l’assegno per una patologia grave: il maxiemendamento prevede, infatti, il ritorno al 70% della soglia di invalidità per poter ottenere l'assegno. La “stretta” sulle false invalidità ci sarà comunque, perché aumenteranno le verifiche fino a 250.000 l’anno.
Passa anche l’elevazione dei requisiti per accedere alla pensione: per tutti i cittadini scatta l'adeguamento dei requisiti di pensionamento all'aspettativa di vita media. L'avvio del meccanismo (che si tradurrà in un innalzamento iniziale pari a circa tre mesi) ci sarà a decorrere dal primo gennaio 2015, e il requisito anagrafico verrà aggiornato con un decreto, su base Istat, ogni tre anni a partire dal 2019. Confermata, invece, la retromarcia del Governo (il ministro Sacconi aveva parlato di refuso) sull’incidenza di questa modifica sul requisito dei 40 anni di contributi per poter lasciare il lavoro (che così rimangono svincolati dall’età anagrafica e da qualsiasi altro paletto).
Sempre sul tema della pensione, però solo di vecchiaia, arriva lo scalone unico per le lavoratrici del pubblico impiego: a partire dal 2012, le donne della Pa potranno lasciare il lavoro solo a 65 anni. Il salto, a seguito delle pressioni (anche formali) di Bruxelles nei confronti del nostro Governo, appare veramente lungo: il primo gennaio di quest’anno la soglia era stata incrementato da 60 anni a 61 anni. In un solo anno, in pratica, si passerà da 60 a 65. Una modifica repentina che bloccherà, sulla carta, quasi 20.000 donne della scuola, tra docenti e Ata: per molte (forse la metà) però ci sarà la possibilità di lasciare il servizio comunque, usufruendo della pensione di anzianità (al momento raggiungendo quota 96 con almeno 59 anni di età).
Per quel che concerne gli altri provvedimenti, sta facendo discutere (il Partito democratico sta addirittura raccogliendo delle firme in tempi record) quello della cosiddetta mini-naia: i giovani tra i 18 e i 30 anni potranno, in pratica, fare un’esperienza di addestramento militare della durata massima di tre settimane nelle Forza Armate. L’esperimento durerebbe tre anni e costerebbe quasi 20 milioni di euro complessivi. Una cifra non certo irrisoria, che per l’opposizione sarebbe potuta andare a rimpinguare capitoli di spesa prioritari, sempre rivolti ai giovani, come l'istruzione.
Confermati, infine, i risparmi (per una quota vicina al 10% del budget corrisposto) richiesti a tutti i ministeri. Con un’aggravante: se i risultati non raggiungeranno le attese scatteranno ulteriori decurtazioni.

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Stampa : da La tecnica della scuola - Il “taglione” del Governo cancella 40.000 cattedre, salvi solo i prof di religione
Inviato da admin_CUSMA il 6/7/2010 11:11:08 (490 letture)

da Tecnica della Scuola

Il “taglione” del Governo cancella 40.000 cattedre, salvi solo i prof di religione

di A.G.

A seguito della Legge 133/08, il numero di docenti si è ridimensionato in un solo anno di 40.384 unità, scendendo sotto quota 800.000. La tendenza non risparmia nemmeno il sostegno. Mentre i docenti nominati dal vescovo fanno registrare un seppure leggero incremento (395 posti). E si riaccende il dibattito.
Si riaccende la polemica sulle eccessive tutele per gli insegnanti di religione cattolica. Stavolta a scatenarla sono state le riduzioni generalizzate del personale scolastico contenute nel dossier, pubblicato dal Miur, ‘La scuola statale: sintesi dei dati, anno scolastico 2009/2010’. Come preventivato, all’inizio dell’anno scolastico 2009/10, dopo la prima tranche del triennio di “razionalizzazione” previsto dalla Legge 133/08, il numero di docenti in servizio si è ridimensionato di 40.384 posti: se nel 2008 erano 835.726, l'anno successivo i docenti della scuola italiana sono scesi a 795.342 (-4,8%). Nello stesso periodo anche gli Ata si sono ridotti, passando da 245.275 a 231.118, facendo registrare 14.157 posti in meno (che corrisponde ad un -5,8%). Complessivamente, proprio come indicato dalla Finanziaria di due anni fa, il personale della scuola si è ridotto di oltre 55mila unità, passando dai 1.094.255 del 2008 ai 1.039.102 dello scorso anno.
L'unica categoria tra gli insegnanti italiani che ha fatto registrare un aumento, a seguito dell'incremento di posti a tempo determinato, è stata quella dei prof di religione: all'inizio dell'anno scolastico 2009/10 erano 26.326 (395 in più dell'anno precedente). È significavo, per comprendere, la portata dell’operazione, che anche i posti come insegnante di sostegno (da diversi anni in perenne incremento) siano diminuiti di quasi 1.550 unità rispetto a 12 mesi prima.
Alle critiche, più o meno velate, apparse su alcuni quotidiani per l’ennesima corsi preferenziale che il Governo continuerebbe a mantenere per i docenti di religione, ha cercato di rispondere Nicola Incampo, insegnante di religione cattolica e responsabile del sito CulturaCattolica.it, secondo cui da questa situazione si trae un miglioramento generalizzato della didattica perché verrebbero date più opportunità di approfondimento agli alunni della scuola d’infanzia e della primaria: Incampo ha voluto, in particolare, rispondere per le rime al quotidiano “Repubblica”, secondo cui il crescere delle cattedre da assegnare a docenti individuati "dal vescovo" appare "in netta controtendenza col taglio delle classi e con il lento ma graduale spopolamento delle aule".
Nello spiegare che il dato dell’aumento non può riguardare le scuole medie e superiori, dove "se ci sono 4.000 classi in meno ci sono necessariamente 4.000 ore in meno di religione cattolica", Incampo si sofferma sul fatto che gli incrementi riguardano " solamente la scuola elementare e la scuola dell‘infanzia", per le quali"la revisione del Concordato del 1984 ha previsto che il maestro non fosse più obbligato a insegnare religione, ma", laddove il ‘maestro’"volesse impartire detto insegnamento, avrebbe dovuto dichiarare la propria disponibilità all’inizio di ogni anno scolastico".
Già dall’anno scorso, con l’entrata in vigore della riforma della primaria, nelle classi dove il maestro dichiarava la propria indisponibilità all’insegnamento della religione cattolica entrava lo specialista di religione cattolica. "Ma la stessa norma – sottolinea Incampo - prevede che il maestro che ha dichiarato la non disponibilità a svolgere religione cattolica, faccia altro e possibilmente nella stessa classe". Per l’esperto è questo il surplus di offerta formativa: "nelle classi dove la religione cattolica viene impartita da insegnanti di religione specialisti hanno due ore di compresenza, cioè hanno più risorse da spendere nella propria classe e nella propria scuola. In conclusione – conclude il docente - mi verrebbe da dire grazie a questi insegnanti".

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