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Stampa : da Corriere - Gelmini: «Alle superiori materie insegnate in inglese». Dubbi dei sindacati
Inviato da admin_CUSMA il 20/6/2010 12:15:14 (475 letture)

da Corriere

Gelmini: «Alle superiori materie insegnate in inglese». Dubbi dei sindacati


ROMA— «È già legge e dall’anno prossimo alcune materie saranno insegnate in inglese» nelle scuole superiori italiane. L’annuncio del ministro Mariastella Gelmini fa scalpore. Dice il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca: «Apriamo ancora di più il nostro sistema scolastico allo scenario internazionale anche perché non possiamo rassegnarci a veder scendere la nostra scuola nelle classifiche dell’Ocse».

Sull’effettiva internazionalizzazione del curriculum professori e sindacalisti hanno però molti dubbi e sospettano di effetti annuncio, in una scuola messa a dura prova dalle proteste contro i tagli che fanno slittare, qua e là, gli scrutini. «E’ una idea giusta ma che non ha le gambe», dice Mimmo Pantaleo della Cgil scuola. E Massimo Di Menna della Uil, tra lo scettico e l’ironico, aggiunge: «Se la tirano fuori dal cilindro, con un colpo di magia, può essere positiva». Mentre dal mondo della scuola giungono obiezioni spicciole. C’è chi sottolinea che nell’ambito dell’autonomia scolastica «questo già si fa». E chi evidenzia che «dopo i tagli di otto miliardi di euro simili obiettivi fanno sorridere, giacché già quest’anno, diminuendo i precari, si sono viste classi più affollate». Ma i professori non parlano più volentieri. Dopo la circolare del ministero che li ha invitati a non ledere l’immagine del sistema scolastico preferiscono il silenzio. Il quesito condiviso però lo riassume Pantaleo: «Per mettere in pratica questa bella intenzione occorrerebbe potenziare le ore di inglese come quantità e qualità. Ma come si fa se già da quest’anno alle elementari avremo 4 mila insegnanti di inglese in meno, e ad insegnarlo si utilizzeranno maestre che hanno fatto un corso di inglese di sole 150 ore?».
L’annuncio dei corsi in inglese arriva all’indomani di un altro rilancio della Gelmini: «Dal 2012 faremo il test unico nazionale anche alla maturità», ha spiegato il ministro proponendo la prova Invalsi sul modello di quella sostenuta tre giorni fa dai ragazzi di terza media. Un progetto già illustrato un anno fa, ma che non ha fatto passi avanti.

Di Menna fa notare: «Parlando del quinto anno della secondaria la Gelmini forse intende quello che accadrà fra 5 anni. Ma per ora non è previsto. Non escludo che qualche scuola lo farà. C’è chi ha introdotto anche il cinese. Ma non si può scaricare tutto sull’autonomia delle scuole con un "se volete, fatelo"». E aggiunge: «Per introdurre una novità così interessante emoderna si devono supportare le scuole con una sperimentazione che venga monitorata, serve una formazione adeguata. Tutto questo al momento non c’è. E con una gestione con la calcolatrice alla mano, mi sembra difficile ci sia. Oddio, se poi in segreto il ministero ha predisposto tutto, ben venga», dice sorridendo.

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Stampa : da tuttoscuola.com - Gelmini arretra nell'indice di gradimento
Inviato da admin_CUSMA il 17/6/2010 23:16:14 (546 letture)

da tuttoscuola.com

Gelmini arretra nell'indice di gradimento

Nel sondaggio mensile di Repubblica è preceduta ora anche dalla Meloni

Nel consueto sondaggio mensile di Repubblica sugli indici di gradimento dei ministri, il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini fa un passo indietro, rispetto alla situazione di maggio, perdendo due punti in percentuale (da 39 passa a 37).

Rispetto al luglio dello scorso anno, quando il suo indice di gradimento aveva toccato quota 42, il ministro Gelmini è arretrata gradualmente, perdendo in un anno cinque punti.

Tra i ministri donne la Carfagna conferma la sua buona posizione con 55 punti di gradimento, seguita dal ministro Giorgia Meloni che, con 38 punti, scavalca la Gelmini. Ultima si conferma la Brambilla con soli 25 punti di gradimento, cioè 11 punti in meno di quelli conseguiti nel luglio 2009 da neo-ministro.

Sacconi conferma tra i ministri il più alto indice di gradimento (64 punti) con un incremento di due punti rispetto al sondaggio di maggio. E' seguito da Alfano e Maroni, mentre Tremonti, al quarto posto, perde due punti forse dovuti alle polemiche legate alla manovra finanziaria.

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Stampa : da Corriere Roma: E i prof vanno tutti al teatro Quirino
Inviato da admin_CUSMA il 15/6/2010 11:10:00 (532 letture)

da Corriere Roma

E i prof vanno tutti al teatro Quirino
«Fino a 3mila euro in meno con i blocchi»


Riunione di insegnanti e collaboratori per discutere le nuove disposizioni sulle pensioni

ROMA - La settimana calda della scuola fa tappa al teatro Quirino. E' un martedì di protesta per il personale scolastico, con la manifestazione nazionale del settore. Così - mentre prosegue, da lunedì, il presidio sit-in davanti al ministero dell'Istruzione, a viale Trastevere - a partire dalle 10.30 di martedì, docenti e personale Ata si incontrano in via delle Vergini per contestare e discutere le nuove disposizioni ministeriali sulle pensioni.

LE PERDITE - «Il blocco delle anzianità costa 1000 euro l’anno per un collaboratore scolastico - sottolineano i sindacati - da 2000 a oltre 3000 euro per un insegnante. Un manager di Stato con stipendio di 100000 euro l’anno paga solo 500 euro». L’appuntamento al teatro Quirino è organizzato da Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Snals-Confsal, Federazione Gilda-Unams. Martedì, inoltre, secondo e ultimo giorno del blocco degli scrutini voluto dai Cobas Scuola, cui hanno aderito circa 2 mila insegnanti a Roma e provincia.

Simona De Santis

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Stampa : PROFESSIONE DOCENTE - GIUGNO 2010
Inviato da admin_CUSMA il 13/6/2010 20:20:00 (525 letture)

PROFESSIONE DOCENTE - Giugno 2010
MENSILE DELLA FEDERAZIONE GILDA-UNAMS


sommario

Pag. 1 - Norme liberticide anche nella scuola. Di Rino Di Meglio. - Pagheremo caro. Pagheremo tutti? Di Renza Bertuzzi. - Pag. 3 – L'ago nel pagliaio. A cura di Gina Spadaccino. - Pag. 4 - “Le discipline sono i mattoni indispensabili per ogni conoscenza, le fondamenta su cui costruire la propria istruzione”. A cura di Fabrizio Reberschegg.- Pag. 5 - Tecnici e professionali: il futuro è nelle mani delle regioni. Di Fabrizio Reberschegg. - Pag. 6 - La riforma scolastica in ottica federalista. Di Antonio Gasperi. - Pag. 7 - Si chiede in Australia e non in Italia: every teacher is a teacher of thinking cioè ogni docente deve insegnare a ragionare. Di Piero Morpurgo. - Pag. 8 - Vita in provincia.

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Stampa : da La Tecnica della Scuola: Manovra sulla scuola, bocciata pure dalla Corte dei Conti
Inviato da admin_CUSMA il 11/6/2010 15:47:01 (488 letture)

da La Tecnica della Scuola

Manovra sulla scuola, bocciata pure dalla Corte dei Conti

di A.G.

Per il presidente, Tullio Lazzaro, sono state adottate misure "particolarmente severe": dito puntato sulla scelta di coprire i debiti degli istituti con il 30% derivante dei risparmi che doveva andare a premiare il merito. Per il Pd i docenti così saranno ‘cornuti e mazziati’. Intanto la Uil Scuola scopre che l’onda lunga del trattamento alla scuola si esaurirà solo nel 2050.
Continua a ricevere giudizi fortemente negativi la manovra finanziaria predisposta dal Governo. Anche da organi super partes. A bocciarla, il 10 giugno durante un'audizione in commissione Bilancio del Senato, è stato il presidente della Corte di Conti, Tullio Lazzaro. Puntando l’indice sulle misure riservate al personale della scuola, definite "particolarmente severe", si è soffermato su un punto della correzione dei conti già emerso ma che ora si prospetta con dei contenuti ancora più dannosi per gli stipendi del personale: la mancata assegnazione del 30% delle economie derivanti dai pesanti tagli al settore derivanti dalla Legge 133/08.
Secondo Lazzaro il blocco della contrattazione nazionale per il triennio 2010-2012 determinerebbe la "disapplicazione del meccanismo che a fronte del riassetto dell'organizzazione scolastica con conseguenti importanti riduzioni nell'organico di fatto e di diritto, prevedeva (…) la riassegnazione alla contrattazione integrativa di parte dei risparmi conseguiti per la valorizzazione e lo sviluppo professionale delle rispettive carriere. Tali disponibilità - ha proseguito Lazzaro - sono ora destinate al ripianamento dei debiti pregressi delle istituzioni scolastiche ed al finanziamento delle spese relative alle supplenze brevi al fine di consentire un più ordinato svolgimento delle attività didattiche".
In conclusione, secondo l’alto rappresentante della Corte "il nodo strutturale da affrontare non riguarda l'entità complessiva della retribuzione quanto, piuttosto, la mancanza di una correlazione tra il trattamento accessorio e una effettiva valutazione del merito individuale e dei risultati conseguiti nello svolgimento dell'attività didattica". Insomma, il concetto è chiaro: dopo aver ‘sbandierato’ per due anni la necessità di introdurre la meritocrazia anche nella scuola, le istituzioni sembrano mettere da parte questa esigenza e destinano i fondi della premialità alla copertura di spese, come i Fis e le supplenze pagate dagli istituti, per le quali non si può proprio più aspettare. Debiti, aggiungiamo noi, a proposito dei quali sino a poche settimana fa veniva negata l’esistenza.
La strategia scelta dal Governo non è sfuggita nemmeno all’opposizione parlamentare: secondo Manuela Ghizzoni, capogruppo democratica in commissione Cultura alla Camera, "per gli insegnanti oltre al danno arriva pure la beffa: dopo tanti roboanti annunci del Ministro sul merito e sui premi da attribuire ai docenti migliori, peraltro senza mai aver avuto la compiacenza di rendere pubblici i criteri in base ai quali selezionare i meritevoli e ripartire tale presunti premi, è calato un silenzio assordante e ora scopriamo che fine faranno quei soldi".
La parlamentare del Pd ritiene che con questa scelta, sempre se confermata, "gli insegnanti sono stati presi ancora una volta in giro e i più meritevoli saranno ‘cornuti e mazziati’, perché oltre al blocco dei loro scatti contrattuali non c'é un euro per valorizzare chi fa di più e meglio. È l`ennesima beffa di un ministro senza più pudore".
Nuovi particolari, purtroppo sempre negativi per il personale della scuola, intanto starebbero emergendo dall’analisi della relazione tecnica alla finanziaria: i vertici della Uil Scuola, riuniti a Roma, hanno fatto rilevare che il mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata, conseguenza del blocco dei passaggi stipendiali previsto per il triennio 2010-2012, avrà ripercussioni che si determineranno fino al 2050. Il blocco per il triennio, infatti, non si abbatterà solo su coloro che dovevano passare da una fascia stipendiale all’altra. Ma su tutti. In pratica, è come se quegli anni venissero ‘congelati’.
10/06/2010

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Stampa : da Tuttoscuola: Contratto scuola? Ci pensa la manovra
Inviato da admin_CUSMA il 10/6/2010 16:16:12 (529 letture)

da Tuttoscuola

Contratto scuola? Ci pensa la manovra


Per il personale della scuola (come per tutti gli altri dipendenti pubblici) il contratto nazionale di lavoro previsto per il triennio 2010-2012 non ci sarà. Si riparlerà di contratto per il successivo triennio a partire dal 2013, senza possibilità di recuperare il triennio 2010-2012: per tre anni, a cominciare da quest'anno, non vi saranno aumenti di stipendio.

Ma la manovra non si accontenta di questo e per il personale della scuola interviene modificando la progressione di carriera come se si trattasse di un nuovo contratto. A perdere.

Come abbiamo ampiamente illustrato nelle nostre precedenti notizie, quei tre anni di mancato contratto vengono anche completamente sterilizzati - solo per la scuola - con effetti permanenti.

Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. (art. 9, comma 23, decreto legge 31 maggio 2010 n. 78).

Il triennio 2010-2012 viene cancellato dalla carriera che in questo viene rallentato di un equivalente periodo di tempo. La struttura della progressione stipendiale viene modificata per sempre, ritardando i passaggi di gradone di tre anni.

Chi è appena entrato in ruolo non dovrà aspettare tre anni ma sei per passare alla posizione superiore. I gradoni saranno di sei anni in sei anni (di sette per gli ultimi due): tutto ritardato di tre anni rispetto al contratto esistente.

La perdita complessiva in carriera sarà maggiore per chi deve percorrerla tutta o quasi tutta e potrà arrivare a cumulare, con i ritardati passaggi, fino a 42 mila euro nel corso dell'intera attività di lavoro.

Contratto scuola? Ci ha già pensato la manovra a rifarne uno nuovo.

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Stampa : da TuttoscuolaNew n.443 del 7.06.2010
Inviato da admin_CUSMA il 7/6/2010 15:30:00 (486 letture)

Tuttoscuola New n. 443, 7 giugno 2010


SOMMARIO


1. La maledizione dei grandi numeri e la regola di Robin Hood… rovesciata

2. Per gli insegnanti un taglio dell’11%, per i sottosegretari del 6%, per i dirigenti del 2,5%

3. Per il personale della scuola un taglio del 11% in media (con punte del 15%)

4. Il taglio netto per i manager pubblici si ferma al 5%


5. Taglio (vero) del 10% anche alla casta? Partecipate al sondaggio di Tuttoscuola

6. Spiragli di salvataggio degli scatti dei docenti? La Cisl ci prova

7. C’era una volta il Direttore

8. Le pesanti incognite del reclutamento dei docenti. 30 anni senza concorsi nella scuole?

9. Continua il mese delle paritarie

10. Titolo V: la vera sfida per migliorare la scuola

11. La “trazione” regionale: un sostegno per il riordino del sistema educativo

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Stampa : da La Tecnica della Scuola: Sindacati minacciano proteste a oltranza: finanziaria ingiusta e incostituzionale
Inviato da admin_CUSMA il 6/6/2010 16:24:24 (466 letture)

da La Tecnica della Scuola

Sindacati minacciano proteste a oltranza: finanziaria ingiusta e incostituzionale

di A.G.

Il 5 giugno Cisl, Gilda e Cobas hanno duramente contestato il blocco triennale degli scatti di anzianità, oltre che dei contratti. Le iniziative erano distinte, ma con lo stesso comune denominatore: il Governo si ravveda. Berlusconi intanto getta acqua sul fuoco: pronti ad ascoltare proposte e non toccheremo la scuola.

I sindacati insistono: l’accanimento del governo contro i dipendenti della scuola non è giustificato, passi il mancato rinnovo contrattuale ma lo stop agli scatti di anzianità deve rientrare. Altrimenti la mobilitazione diventerà sempre più insistente. Il concetto è stato ribadito il 5 giugno durante tre distinti appuntamenti.

Il primo, nella mattinata, è stato organizzato dalla Cisl, che ha riunito a Roma, presso l’hotel Ergife, i quadri e i delegati di tutte le categoria. A fare da banco è stata proprio la scuola. Per il segretario generale, Raffaele Bonanni, il blocco degli scatti per i suoi dipendenti è davvero "ingiusto, perché sperequante rispetto a tutti gli altri nel pubblico impiego ma anche perfino più pesante rispetto alle decurtazioni che ci sono state per i papaveri dello Stato: su questa vicenda - ha continuato il sindacalista - bisognerà trovare una soluzione nuova e il 15 saremo mobilitati con tutti i sindacati che vogliono fare solo sindacato e non mischiarsi nell'agone politico (il riferimento era chiaramente alla Flc-Cgil che non aderirà alla mobilitazione ndr)".

Toni aspri anche a piazza Santi Apostoli, sempre a Roma ma nel pomeriggio, dove alcune centinaia di docenti hanno partecipato ad una manifestazione nazionale indetta dalla GILDA.
Il sindacato autonomo degli insegnanti ha annunciato che se la finanziaria passerà alla Camera e al Senato così come è stata presentata e firmata dal Capo dello Stato, verrà sicuramente impugnata: “lo faremo per incostituzionalità - ha detto il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, intervenendo dal palco – perché il testo viola i principi di eguaglianza e di non retroattività delle leggi”. Secondo il primo rappresentante della Gilda il blocco del contratto e la contemporanea abolizione degli scatti stipendiali senza alcuna possibilità di recupero per un triennio comporterebbe per gli insegnanti una “perdita economica che va da un minimo di 700 euro a un massimo di 2.700 euro all’anno per i ‘anziani’. Per le altre categorie, come per esempio i magistrati, ciò non avviene". Lo scontento tra il personale è tale che la Gilda sta pensando ad programma di mobilitazione che durerà per tutto il prossimo anno scolastico. Secondo il coordinatore del sindacato autonomo "è arrivato il momento di ribellarsi e di combattere con tutte le armi a disposizione, perché è chiaro che l’obiettivo del governo è smantellare la scuola pubblica statale a favore di quella privata".


Un forte segnale di protesta è giunto, infine, dai Cobas. Alla vigilia di una forma di sciopero insolita per la scuola, quello degli scrutini, che potrebbe rivelarsi un flop ma anche un ‘megafono’ contro i tagli e la manovra Finanziaria più potente delle manifestazioni, il sindacato ha sfilato per le vie della capitale, da piazza della Repubblica a piazza Barberini: il portavoce nazionale, Piero Bernocchi, ha detto che quello che vorrebbe attuare il Governo verso i lavoratori della scuola è un “furto da 6.000 euro l’anno”.

I prossimi appuntamenti anti-manovra, a livello nazionale, sono la manifestazione della Cgil del 12 giugno. E poi la protesta, specifica per la scuola, del 15 giugno indetta unitariamente da Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals-Confsal (forse anche la Gilda).
Intanto dal Governo si registra una lieve apertura da parte del premier: “La manovra – ha detto Silvio Berlusconi - era necessaria; altri di fronte a questa non certo facile situazione, avrebbero traccheggiato gettandosi questi problemi alle spalle come, del resto, hanno sempre fatto in passato contribuendo così, in misura abnorme, alla crescita del nostro debito pubblico, quello che oggi, tra mille difficoltà, noi ci troviamo a dover gestire”. Berlusconi ha quindi specificato che al Governo sono “pronti ad ascoltare proposte. Non aumentiamo le tasse né toccheremo scuola, sanità e pensioni”. Evidentemente gli stipendi del personale non vengono intesi dal premier come un argomento che riguarda direttamente il settore. E’ improbabile che i diretti interessati possano essere d’accordo.

06/06/2010

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Stampa : dall'Unità - Limina-Frabboni, quel duello in punta di fioretto fra il dirigente e il pedagogista
Inviato da admin_CUSMA il 18/6/2010 23:36:42 (590 letture)

Unità/Bologna - 17.06.2010

Limina-Frabboni, quel duello in punta di fioretto fra il dirigente e il pedagogista

di Chiara Affronte


Si sono scontrati una settimana fa sulle colonne di questo giornale e, sempre sulle colonne di questo giornale, decidono di confrontarsi.
Un faccia a faccia organizzato in tempi strettissimi quello tra il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina e il pedagogista Franco Frabboni. Il professore, nell’editoriale dell’8 giugno, attaccando la Gelmini per la minaccia di «provvedimenti esemplari» nei confronti di prof contrari alla sua «Controriforma», aveva parlato di «direttori/coccodè » attraverso i quali il ministro mette il bavaglio agli insegnanti.
Nonsono piaciuti a Limina i toni «sarcastici e denigratori» usati da Frabboni che, dal canto suo, aveva risposto di non aver fatto nomi. Poi entrambi si erano detti disponibili ad un dialogo. E, in men che non si dica, dialogo è stato ieri nella sede dell’Usr, «moderato» da noi de l’Unità.
Con apprezzamenti dell’uno verso l’altro non proprio scontati: «Pedagogista romantico e idealista» è come Frabboni ha definito Limina; «saggio studioso» come il direttore ha dipinto l’ex preside.

segue..................................

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Stampa : da Ansa: Scuola: sit in davanti a Senato contro tagli
Inviato da admin_CUSMA il 15/6/2010 18:30:00 (528 letture)

Scuola: sit in davanti a Senato contro tagli
E' stata ''un'eco'' alla manifestazione nazionale promossa dalle diverse sigle sindacali al teatro Quirino


15 giugno, 16:14

ROMA - Un gruppo di rappresentanti sindacali, docenti e lavoratori Ata ha manifestato oggi, con un sit in, davanti al Senato contro i tagli alla scuola previsti dalla manovra economica. L'iniziativa, afferma Antonello Lacchei della Uil scuola, e' stata ''un'eco'' alla manifestazione nazionale promossa dalle diverse sigle sindacali al teatro Quirino. I manifestanti aderenti alla Cisl, Uil, Snals - Confsal e della federazione Gilda-Unams, aggiunge, ''hanno fatto sentire le loro ragioni con striscioni, bandiere e slogan''.

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Stampa : da TuttoscuolaNew n.444 del 14.06.2010
Inviato da admin_CUSMA il 14/6/2010 14:40:00 (699 letture)

TuttoscuolaNew n.444 del 14 giugno 2010

Notizie, commenti e indiscrezioni sul mondo della scuola.

SOMMARIO


1. Manovra: le tre mosse che mettono in ginocchio la scuola. Servono correttivi

2. C’era una volta la buonuscita. E i dirigenti scolastici se ne vanno

3. Il blocco degli scatti colpisce anche pensione e buonuscita

4. Pensione a 65 anni/1. Fuga in massa dalla scuola?

5. Pensione a 65 anni/2. I risparmi reinvestiti in servizi per l’infanzia?

6. Esame di licenza. Media ponderata per il voto finale

7. Scrutini finali. Più rigore e selezione nelle ammissioni, almeno per ora

8. Ma davvero quest’anno i professori hanno bocciato di più? Confronto dati Miur

9. E’ ancora il mese delle paritarie

10. Titolo V/1: Accordo complesso da chiudere con urgenza

11. Titolo V/2: Qualità e responsabilità, la doppia scommessa

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Stampa : da Romagna Oggi: I tagli del Governo mettono a rischio anche le gite del Liceo Scientifico
Inviato da admin_CUSMA il 12/6/2010 2:02:23 (588 letture)

Romagna Oggi - 11.06.2010

I tagli del Governo mettono a rischio anche le gite del Liceo Scientifico

FORLI' - La manovra correttiva dei conti pubblici del Governo mette a serio rischio le gite del Liceo Scientifico "Fulcieri Paulucci di Calboli" di Forlì. Ma non solo: a subire le conseguenze dei tagli saranno anche le uscite didattiche, le visite a musei e al territorio. "Per anni noi insegnanti del Coordinamento Docenti abbiamo organizzato numerose attività di arricchimento dell'offerta formativa, a titolo pressoché volontario, perché convinti della loro importanza. Ma ora siamo costretti a sospendere tutto".

"Oggi ci troviamo purtroppo costretti, a seguito delle disposizioni previste dalla Manovra correttiva dei conti pubblici (D.M. n. 78 del 31 maggio 2010) a danno in particolare dei lavoratori della scuola (i soli colpiti oltre misura, non solo dal blocco dei contratti, ma anche dal blocco degli scatti di anzianità), a comunicare la sospensione di tutte le attività para ed extra- scolastiche (viaggi di istruzione, uscite didattiche, visite a musei e sul territorio, ecc.) per il prossimo anno scolastico" si legge in una nota degli insegnanti, firmata a questo momento da 64 docenti.

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Stampa : da Tuttoscuola: Tagli ancora più duri per i docenti: in media 29.000 euro
Inviato da admin_CUSMA il 10/6/2010 16:19:13 (419 letture)

da tuttoscuola

Tagli ancora più duri per i docenti: in media 29.000 euro

Scuola: dalla relazione tecnica emerge che la manovra è più dura del previsto.

La manovra finanziaria del governo, mano a mano che viene disvelata nei suoi dettagli, riserva alla scuola sorprese sempre più amare.

Dalla prima lettura del decreto legge n. 78/2010 i sindacati, i media e gli addetti ai lavori hanno stimato nei giorni scorsi un effetto medio su circa metà del personale della scuola di 2-3 mila euro (a seconda delle stime) all'anno per il triennio 2011-2013. Tutto confermato, ma il fatto è che c'è molto di più.

L'esame delle relazioni, illustrativa e tecnica, che al Senato accompagnano il provvedimento consente ora di conoscere l'esatta natura, la portata e la ricaduta dell'intervento sulla scuola, e di scoprire che:

1) Il taglio medio imposto al personale della scuola da quest'anno fino a fine carriera è di ben 29 mila euro a persona, con punte fino a 42 mila euro: complessivamente il governo si aspetta di recuperare dal personale della scuola fino al 2050 ben 19 miliardi di euro (oltre 500 milioni di euro l'anno in media);

2) Il taglio colpisce tutti i docenti in servizio e non solo quella metà che nel triennio ha maturato lo scatto di anzianità;

3) La scuola è trattata in maniera molto più punitiva rispetto anche al resto del pubblico impiego. Infatti, mentre i docenti universitari, i ricercatori, i magistrati, i diplomatici, i prefetti, il personale della sanità, ecc., sono colpiti dalla manovra solo per un triennio (effetto economico triennale ma nessun effetto giuridico, cioè nessuna ricaduta sulla futura progressione di carriera), il personale della scuola è colpito in via permanente (effetto economico e giuridico con trascinamento fino al termine della carriera).

Insomma, se la manovra colpisce il generale il pubblico impiego rispetto ad altre categorie, all'interno del pubblico impiego la scuola è a sua volta la vittima sacrificale.

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Stampa : ScuolaOggi: La cura dimagrante per la scuola: prima tagliare e poi saltare
Inviato da admin_CUSMA il 9/6/2010 13:03:43 (473 letture)

da ScuolaOggi
La cura dimagrante per la scuola: prima tagliare e poi saltare

Dopo aver tagliato 135 mila posti di lavoro nella scuola statale nel triennio 2009/12 e prima ancora di completare l’opera, con la nuova manovra finanziaria il Governo Berlusconi questa volta prova a mettere con le spalle al muro tutto il personale scolastico.

Se con la finanziaria precedente a pagare il conto sono stati e saranno soprattutto i precari , col decreto legge del 25 maggio viene sferrato un durissimo colpo sotto la cintura all’intero corpo docente e ATA con contratto a tempo indeterminato.

•Salta il rinnovo del contratto- scuola, già scaduto il 31.12.2009
•Saltano di conseguenza i nuovi aumenti per tutto il triennio 2010/12
•Salta il nuovo indice IPCA, calcolato nel triennio al 5,9% con una perdita media di 1.508 euro
•Salta l’indennità di vacanza contrattuale la cui erogazione viene spostata al 2012
•Saltano col prossimo mese gli aumenti contrattuali eccedenti il 3,2% del biennio 2008/09, con adeguamento automatico in busta paga
•Saltano gli scatti di anzianità per docenti e ATA per tutto il triennio 2010/12, sterilizzando non solo la carriera ma anche pensioni e liquidazioni
•Saltano, in quanto rimesse in discussione dal 2013, CIA e RPD
•Saltano i risparmi destinati dall’art.64 della L.133/08 nella misura del 30% che la Gelmini voleva destinare a merito e carriera
•Gli stipendi complessivi per il 2011,2012 e 2013 non possono superare il trattamento economico,compreso quello accessorio, goduto nel 2010
•Salta il 50% dei finanziamenti destinati alla formazione
•Salta coi tagli lineari il 10% delle risorse destinate al Miur ( 43milioni in meno alle scuole
•Salta il personale precario, i cui finanziamenti per supplenze sono ridotte del 50% sul 2009
Ci chiediamo, di questo passo, dove andrà a finire la scuola statale ? Come reagirà quel milione di docenti e ata, a questo ennesimo sopruso ? Basteranno le occupazioni, il blocco degli scrutini e gli scioperi dei tartassati del pubblico impiego a fermare la scure del Governo?

Nel ’73 a Luciamo Lama bastò minacciare lo sciopero generale per avere i decreti delegati e lo stato giuridico degli insegnanti.

Se la società civile continuerà ad assistere divisa e ripiegata su se stessa alle contrapposizioni della politica e delle forze sociali , la crisi ancora una volta la pagheranno i soliti noti, scuola in testa.

Con buona pace dell’equità e della distribuzione solidale dei sacrifici tra tutti gli italiani.

Pippo Frisone

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Stampa : da Repubblica: Superiori, Gelmini scure sui programmi
Inviato da admin_CUSMA il 7/6/2010 14:38:15 (665 letture)

da repubblica:
SUPERIORI
Gelmini, scure sui programmi -Con la riforma si studia meno


Un documento interno del ministero illustra i nuovi orari per licei e istituti tecnici e professionali. Sforbiciate in tutte le materie fondamentali: al classico meno italiano e storia, allo scientifico meno chimica e fisica, all'artistico meno discipline plastiche
di S. INTRAVAIA

TUTTO pronto per la riforma dell'istruzione superiore. Nei prossimi anni, gli studenti dell'era Gelmini passeranno complessivamente meno tempo tra le pareti scolastiche e, soprattutto, studieranno di meno. Meno matematica e lingua straniera, meno informatica e latino. Il ministero di viale Trastevere ha ormai predisposto quasi tutti i documenti necessari per fare partire la riforma che "la scuola attendeva da ottant'anni", ha detto Mariastella Gelmini. Ma sarà la riforma in grado di rilanciare un paese in crisi, dando ai giovani gli strumenti per affermarsi nel mondo del lavoro o proseguire gli studi universitari con profitto? Vediamo, documenti alla mano, quanto e cosa studieranno le future generazioni.

segue........

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