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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Stampa : da Tuttoscuola - Partono i corsi di inglese per i tutor della primaria
Inviato da admin_CUSMA il 1/12/2010 17:00:00 (495 letture)

Open in new windowda tuttoscuola.com - 01.12.2010

Partono i corsi di inglese per i tutor della primaria

Inglese alla scuola primaria? A formare i maestri ci pensa l'Ansas, l'Agenzia per lo sviluppo dell'autonomia scolastica, incaricata dal ministero dell'Istruzione di trasmettere le conoscenze didattiche necessarie a 3 mila insegnanti delle ex elementari.

A dicembre ci sarà l'apposito seminario dal titolo: 'Piano di Formazione sulle Competenze Linguistiche e Metodologiche per la Lingua Inglese'. È previsto un incontro a Firenze con i formatori-tutor in vista dell'avvio della seconda fase del Piano. Circa 3000 saranno i docenti coinvolti.
Prima, dunque, si partirà con la formazione dei tutor selezionati dall'Ansas tramite bando pubblico. Poi si procederà, nella fase successiva, all''addestramento' dei 3 mila maestri di scuola primaria che il ministero ha deciso di formare per diffondere anche fra i più piccoli lo studio della lingua inglese. Il piano rientra nell'ambito della riforma del primo ciclo voluta dal ministro Mariastella Gelmini.

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Stampa : Professione docente - dicembre 2010
Inviato da admin_CUSMA il 27/11/2010 19:50:00 (711 letture)

Open in new windowProfessione docente - il giornale dei docenti GILDA

On line l'edizione di dicembre 2010.


Sommario Pag. 1 - Poche speranze, per la scuola? Di Renza Bertuzzi. - Pag. 3 - Un ritorno al passato. Di Fabrizio Reberschegg. - Pag. 4 - Grande la confusione, troppe le strumentalizzazioni. Di Fabrizio Reberschegg. - Pag. 5 - La nostra protesta continua - Turismo scolastico. Di Chiara Moimas - Pag. 6 - Federalismo: purché sia una fonte di ricchezza e non d´impoverimento delle nostre libertà. Di Michele Ainis. - Pag. 7 - L´impeachment degli italiani. Di Bruno Telleschi. - Pag. 8 - Di quanti minuti le ore (scolastiche)? Di Gina Spadaccino. - Pag. 9 - ...ma la rinascita del sistema della scuola statale non può prescindere dalla valorizzazione del lavoro dei docenti. - Di Gianfranco Meloni. - Pag. 10 - Tu chiamale, se vuoi, sponsorizzazioni.... Di Maria Teresa Natale. - Pag. 11 - Vita in provincia.


http://www.gildaprofessionedocente.it/prd201012/

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Stampa : da TuttoscuolaNews del 22 novembrebre 2010 n. TuttoscuolaNEWS n. 464
Inviato da admin_CUSMA il 22/11/2010 16:00:00 (562 letture)

da TuttoscuolaNews del 22 novembrebre 2010 n. 464

SOMMARIO

1. Valutare il merito/1. Gli insegnanti

2. Valutare il merito/2. Le scuole

3. Valutare il merito/3. I dirigenti scolastici

4. La via contrattuale e quella legislativa

5. Ma il congelamento dell’anzianità nella carriera resta (segue articolo completo)

6. Berlinguer con la Gelmini

7. Confindustria/1. Quei 110.000 tecnici che mancano…

8. Confindustria/2. L’occasione perduta

9. Scuola e società: in campo gli studenti della Calabria

10. Quel boss architetto…

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Stampa : da Tecnica della scuola - Valutare i docenti: ok del PD
Inviato da admin_CUSMA il 22/11/2010 1:40:49 (427 letture)

da Tecnica della scuola - 21.11.2010

Valutare i docenti: ok del PD

Fin dall'estate scorsa il Partito democratico ha reso pubblico un documento sull'argomento. C'è accordo sull'ipotesi di legare l'avanzamento economico agli esiti dei processi di valutazione.

L’ipotesi di sperimentazione sulla valutazione dei docenti presentata nei giorni scorsi dal Ministro Gelmini ha riaperto nuovamente il dibattito su una questione che tutti, a parole ritengono centrale e ineludibile.
L’impressione, però, e che in molti temono di dover affrontare un tema che, a distanza di 10 anni dalla ben nota vicenda del “concorsone”, potrebbe dare avvio una nuova e più pesante ondata di proteste nel mondo della scuola.


Senza considerare il rischio che sulla vicenda si realizzi non un confronto di opinioni e di ipotesi di lavoro ma più semplicemente di schieramenti politici.
In effetti se si leggono le proposte ufficiali del Partito democratico, contenute in un documento disponibile fin dalla scorsa estate, si scopre che sulla questione della valutazione dei docenti le posizioni dei due principali schieramenti politici non sono poi così distanti fra loro; e forse un punto di accordo si potrebbe anche trovare.
Per esempio il PD sostiene che l’intero processo dovrebbe basarsi su una “richiesta volontaria della valutazione nel momento in cui il professionista ritiene utile vedere riconosciuta la propria crescita professionale” e che la valutazione dovrebbe essere basata sulla “valorizzazione della didattica ordinaria di qualità e di ulteriori iniziative didattiche svolte nella scuola”.
Il PD parla anche esplicitamente di ”riconoscimento sociale, professionale ed economico come esito di una valutazione positiva e/o di accresciute responsabilità attribuite al docente o al dirigente (stabile: agendo ad esempio sugli scatti di anzianità, da anticipare a chi è più meritevole; per funzione svolta, ad esempio nel caso di responsabilità temporanee)”.
Ipotesi che richiama (e neppure troppo velatamente) il vecchio, vecchissimo, concorso “per merito distinto” che fino agli anni settanta consentiva ai docenti “migliori” di accelerare di un paio d’anni la propria carriera economica.
“In tale contesto - sostengono gli esperti del PD che hanno redatto la proposta (fra gli altri: Giorgio Allulli, Giovanni Bachelet, Mariangela Bastico, Vittorio Campione, Giancarlo Cerini, Letizia De Torre, Italo Fiorin e Sofia Toselli) - è utile sottolineare che ampio peso va dato all’effettiva capacità didattica con gli alunni (portfolio del docente), evitando che titoli accademici, master o frequenza a corsi esterni possano capovolgere un giudizio negativo sul campo”.
I docenti, concludono gli estensori del documento, “sono sempre più disponibili ad essere valutati, tutti però, per non sentirsi vittime, pretendono chiarezza sulle finalità della propria valutazione, stabilità nel processo valutativo sull’arco di una carriera, trasparenza nell’uso degli strumenti”.

di R.P.


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Stampa : da Tecnica della scuola - Contratto separato per i docenti
Inviato da admin_CUSMA il 19/11/2010 14:46:27 (578 letture)

da Tecnica della Scuola - 19.11.2010

Arrivano gli aumenti al merito (ed è già protesta)

di Reginaldo Palermo

L'annuncio lo ha dato il Ministro nel corso dell'incontro con i sindacati. Due i progetti sperimentali: uno prenderà avvio a Pisa e Siracusa e un altro a Torino e a Napoli. Nascono i "nuclei di valutazione" interni alle scuole.
Sulla valorizzazione del merito, sembra che questa volta si farà sul serio. Le intenzioni, almeno, ci sono.
L’annuncio è stato dato dal ministro Mariastella Gelmini nel corso dell‘incontro svoltosi il 18 novembre con i sindacati.
A breve verranno avviati due progetti distinti.
Il primo consentirà di effettuare la valutazione delle scuole e, trattandosi di una iniziativa sperimentale, riguarderà solamente le scuole medie delle province di Pisa e Siracusa.
Le scuole saranno valutate prendendo in considerazione non solo i risultati dei testi Invalsi ma anche una serie di indicatori (rapporto scuola-famiglia, rapporto scuola-territorio, gestione delle risorse, livelli di abbandono…) che saranno verificati da un team di osservatori esterni composto da un ispettore e da due esperti indipendenti che, al termine delle attività, proporranno una relazione complessiva. Al termine della rilevazione una Commissione tecnica regionale predisporrà una graduatoria finale.
Alle scuole che si collocheranno nella fascia più alta sarà assegnato un premio (fino ad un massimo di 70mila euro) da destinare al personale effettivamente impiegato nell’istituto durante il periodo di sperimentazione.
Un secondo progetto sperimentale sarà finalizzato a premiare i docenti migliori o, per usare le parole del comunicato ufficiale, “ad individuare metodi e criteri per premiare gli insegnanti che si distinguono per le capacità e la professionalità dimostrate”.
Questo progetto riguarderà i docenti delle scuole di Torino e Napoli.
La valutazione sarà affidata ad un “nucleo” di cui faranno parte il dirigente scolastico, due docenti eletti dal collegio dei docenti e dal presidente del consiglio di istituto in qualità di osservatore.
Il “nucleo” avrà il compito di valutare i docenti che hanno aderito volontariamente alla sperimentazione.
La valutazione sarà riferita al curriculum vitae e a un non meglio precisato “documento di valutazione”.
Il nucleo dovrà però tenere in considerazione anche i risultati di specifiche indagini realizzate per rilevare l’apprezzamento dei docenti da parte dei genitori e degli studenti.
Il progetto dovrebbe concludersi entro aprile/maggio 2011.
Il Ministro parla con entusiasmo del progetto: “E’ un giorno storico, finalmente si iniziano a valutare i professori e le scuole su base meritocratica”.
Adesso si attendono le reazioni di sindacati e movimenti. Certo è che avviare la sperimentazione della valutazione dei docenti a Torino e a Napoli, non sembra un’idea vincente: Torino è una delle raccoforti di CUB e Flc-Cgil che sicuramente ostacoleranno il progetto in tutti i modi (quando la partecipazione ai test Invalsi era facoltativa proprio a Torino si erano registrate le più basse percentuali di adesione); a Napoli è invece molto vivace il movimento dei precari che non staranno a guardare in silenzio: il CPS (Coordinamento precari scuola) cittadino, per esempio, sta predisponendo un modello di dichiarazione con cui i docenti potranno sottoscrivere una sorta di “obiezione di coscienza” rifiutando l’attribuzione di eventuali premi di produttività.

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Stampa : da Tecnica della scuola - Paritarie, raddoppiati (quasi) i fondi: da 130 a 245 milioni
Inviato da admin_CUSMA il 15/11/2010 22:50:00 (501 letture)

da Tecnica della Scuola - 13.11.2010

Paritarie, raddoppiati (quasi) i fondi: da 130 a 245 milioni

di A.G.

La decisione nel maxiemendamento al ddl di stabilità. Proteste da sindacati, associazioni e opposizione per la tendenza alla privatizzazione dell’istruzione di Stato. Dubbi anche sul fatto che prima i finanziamenti venivano “filtrati” degli Usr, mentre ora andrebbero direttamente agli istituti. Voci discordanti, intanto, sui 103 milioni destinati ai libri di testo per le famiglie bisognose.

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Stampa : da "La Stampa" del 15.11.2010 - Prof per sentenza
Inviato da admin_CUSMA il 15/11/2010 10:48:21 (465 letture)

da La Stampa - 15.11.2010

DIRITTO di CRONACA

Prof per sentenza

Vincono i primi ricorsi i precari cronici. Ad avere i requisiti per una richiesta di assunzione per vie legali sono 180 mila tra prof e Ata.

Flavia Amabile

I prof precari, anche quelli che insegnano lettere o matematica e sembrano lontanissimi dal mondo del diritto, si stanno trasformando in profondi esperti di leggi e sentenze. Ormai è chiaro che per ottenere il tanto agognato ‘posto fisso’ l’unica arma è quella dei ricorsi. Perché la legge dà ragione ai precari cronici, quelli che lavorano come prof vedendosi rinnovare anno dopo anno il contratto ma senza mai vederlo trasformato in un’assunzione a tempo indeterminato.

Sono almeno 180 mila tra prof e Ata ad avere diritto al posto fisso e sono tutti sul piede di guerra: sul web è tutto un proliferare di siti e di richieste di aiuti su come comportarsi e a chi rivolgersi per fare ricorso.

Gli ultimi ad aver avuto soddisfazione sono stati sei precari storici di Cuneo. Il giudice del Tribunale del Lavoro di Alba ha chiarito che assumere e licenziare di continuo i docenti è illegale. Lavorano come i prof di ruolo, con la differenza che il loro stipendio resta sempre lo stesso e che a luglio ed agosto non entra nelle loro tasche nemmeno un euro. E quindi, i sei supplenti della provincia di Cuneo, assistiti dalla Gilda nel loro ricorso, vanno risarciti per tutti i mesi rimasti disoccupati, con una quota pari a quella che avrebbe percepito «se fossero stati da subito assunti con contratto a tempo indeterminato». Per Marco Bottallo della Gilda quest’ultima sentenza di un giudice del lavoro italiano conferma ancora una volta «una anomalia nel panorama europeo, ormai presente quasi esclusivamente nella scuola pubblica italiana, quella cioè di un datore di lavoro, il Miur, che continua pervicacemente ad utilizzare insegnanti abilitati e qualificati dalla lunga, talvolta lunghissima, esperienza, negando loro però la stabilità del posto di lavoro e anzi applicando clausole contrattuali discriminanti». L’entità del risarcimento sarà stabilita dal giudice del lavoro in una nuova seduta, il prossimo 28 gennaio.

D’altra parte lo dicono tante leggi, da quelle europee alla famigerata 133 sui tagli alla salva-precari: ricorrere ai contratti a tempo determinato è un’eccezione, non una regola. «E invece a studiare le cifre ufficiali del ministero si scopre che su 190 mila supplenze annuali circa 108 mila sono posti liberi, vacanti, dunque coperti con precari che di continuo vengono usati in modo improprio», spiega Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, sindacato che di ricorsi per i precari della scuola ne ha vinti un bel po’.

E quindi non è un caso se la sentenza di Alba arrivi dopo altre due sentenze simili. La prima, la più clamorosa, è degli inizi di ottobre. A Siena una prof era stata assunta per ben 6 volte di seguito a inizio anno e poi licenziata alla fine delle lezioni. Un comportamento vietato dalla legge nel settore privato e che nel pubblico impiego è invece consentito, per fronteggiare emergenze e comunque per un massimo di tre volte. Il giudice del lavoro ha disposto il posto fisso via sentenza per la prof. La seconda decisione arriva più o meno negli stessi giorni. Il giudice del Lavoro di Treviso ordina allo Stato di risarcire i precari della scuola, per la mancata indennità di carriera che, con il contratto a termine, non hanno potuto percepire.

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Stampa : da La tecnica della scuola -
Inviato da admin_CUSMA il 14/11/2010 18:30:00 (372 letture)

da Tecnica della Scuola 14.11.2010

Il Tribunale di Alba risarcisce i precari per i periodi di sospensione estiva

di A.G.

Con una quota pari a quella che avrebbero percepito se fossero stati di ruolo. Esulta la Gilda degli Insegnanti/FGU di Cuneo: ancora una volta si dimostra l’illegittimità del comportamento del Miur nel continuare ad assumere per più anni lo stesso docente senza che il rapporto di lavoro si trasformi da tempo determinato a indeterminato. Ma su questo punto non ci sono molte speranze.
Assumere un docente precario per diversi anni, magari sempre nello stesso istituto, potrebbe costare caro al ministero dell’Istruzione. Secondo il Tribunale di Alba assumere degli insegnanti precari per più anni consecutivi senza corrispondergli le mensilità estive non è infatti lecito: ciò perché, ha spiegato giudice del lavoro, Marco Bottallo, esprimendosi in tal modo su alcuni docenti precari ‘storici’ della provincia di Cuneo, risultano "illegittime le sequenze dei contratti" a tempo determinato stipulati da un lavoratore nella stessa azienda: pertanto i docenti vanno risarciti per tutti i mesi rimasti disoccupati, con una quota pari a quella che avrebbe percepito "se fossero stati da subito assunti con contratto a tempo indeterminato". Nella sentenza i giudici regionali hanno fissato "la data del 28 gennaio 2011 per l’accertamento di quanto effettivamente spetta ad ogni singolo ricorrente lasciando aperta la possibilità per le parti di raggiungere un accordo transattivo".
Il ricorso, che riguarda anche alcune altre decine di docenti di vecchia data, puntava a dimostrare "l’illegittimità del comportamento del Miur – sostiene la Gilda degli insegnanti di Cuneo, il sindacato che ha condotto l'azione legale - nel continuare ad assumere per più anni lo stesso docente senza che il rapporto di lavoro si trasformi da tempo determinato a indeterminato" e "non consentendo ai docenti né la regolare progressione stipendiale né – nella maggior parte dei casi – la copertura economica dei mesi di luglio e agosto di ciascun anno".
In base a quanto riferito dalla Gilda locale, quanto espresso dal giudice del lavoro confermerebbe in pieno "l’anomalia nel panorama europeo, ormai presente quasi esclusivamente nella scuola pubblica italiana, quella cioè di un ‘datore di lavoro’, il Miur, che continua pervicacemente ad utilizzare insegnanti abilitati e qualificati dalla lunga, talvolta lunghissima, esperienza, negando loro però la stabilità del posto di lavoro e anzi applicando clausole contrattuali discriminanti".
I docenti precari, comunque, è bene ricordare che difficilmente potranno ottenere, dalle azioni legali, molto più di risarcimento: nel Ccnl in vigore, infatti, viene espressamente riportato che non il rapporto di lavoro a tempo determinato non può trasformarsi in assunzione di ruolo. A meno che una sentenza, magari di un alto organo giudicante, non si esprima in contrasto con questo punto. Costringendo l’amministrazione a rivederla in occasione del rinnovo successivo.

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Stampa : da TuttoscuolaNews del 29 novembrebre 2010 n. 465
Inviato da admin_CUSMA il 30/11/2010 1:50:00 (562 letture)

Open in new windowda TuttoscuolaNews del 29 novembrebre 2010 n. 465

SOMMARIO

1. La clausola di salvaguardia si è mangiata metà del premio per i docenti

2. 30% di premio ai migliori: “non è rimasto che qualche brandello di muro”

3. Piano Sud/1. Un investimento reale per scuola e ricerca?

4. Piano Sud/2. Consensi e riserve del mondo sindacale

5. Università/1. La politica e la riforma

6. Università/2. Opposizione sui tetti e ministro su Youtube

7. Università/3. Le principali novità

8. Botta e risposta Gelmini-Camusso

9. L’Aimc studia il federalismo per superare il centralismo

10. Scuola paritaria: un nuovo modello di sviluppo

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Stampa : da scuolaOggi - Gelmini e la merito-mania: dal preside sceriffo al preside padrone?
Inviato da admin_CUSMA il 25/11/2010 16:20:00 (665 letture)

Open in new windowda ScuolaOggi

Gelmini e la merito-mania: dal preside sceriffo al preside padrone?

Vincenzo Pascuzzi

Prima aveva autocertificato la “riforma epocale” ora proclama il “giorno storico”. Il 18 novembre, all’indomani di un altro “No Gelmini Day”, la ministra ha lanciato due progetti per valorizzare il merito promettendo premi monetari (soldi ma pochissimi) sia alle scuole che ai docenti “migliori”.

La notizia ha avuto grande impatto sui media. E forse questo era proprio lo scopo, principale o unico, che Gelmini si prefiggeva: far parlare di sé come ministra del fare e distrarre l’attenzione della pubblica opinione sia dai guai della scuola che dall’agonia del governo. La valorizzazione del merito è diventata una fissazione, una mania e viene agitata quando fa comodo senza mai concretizzare. Un po’ come il torero fa con la cappa davanti al povero toro.
Questa la forma, vediamo la sostanza. Si tratta di due progetti sperimentali. Il primo riguarda la valutazione delle scuole medie delle province di Pisa e Siracusa, il secondo intende premiare i docenti migliori delle scuole di Torino e Napoli. Non è dato sapere come siano state scelte le due province e le due città e perché appena due. Comunque le prime due contengono circa l’1,4% della popolazione italiana, le seconde il 3,1%. I premi andranno, si dice, a una frazione (15-20%) di dette percentuali. Pertanto il 99,5% delle scuole e dei docenti italiani non sarà coinvolto e non potrà avere nulla!
Pochissime e vaghe le altre informazioni fornite, al momento, dal Miur. Riassumiamole. L’adesione ai progetti sarà volontaria sia per le scuole che per i docenti. Le scuole saranno valutate e classificate “da un team di osservatori esterni composto da un ispettore e da due esperti (di cosa, di tutto?) indipendenti (?!)”. I docenti verranno valutati da un “nucleo” composto dal proprio Preside e da due docenti eletti dal Collegio dei Docenti e anche dal presidente del Consiglio di Istituto in qualità di osservatore. Per i docenti la scadenza del progetto è stringente e fissata a maggio 2011. Non si sa per le scuole.
Nel complesso e in attesa di maggiori dettagli da parte Miur, i progetti appaiono come proposte del tutto preliminari, frettolose e abborracciate quasi a conferma della finalità principalmente propagandistica e diversiva dell’iniziativa. Infatti le critiche non mancano, parlano principalmente di cannibalismo e sottolineano la contraddizione con il taglio di 8 mld e di 140.000 posti di lavoro.
Ulteriori osservazioni e interrogativi possono essere aggiunti relativamente a: 1) il ruolo del preside o d.s.; 2) le modalità della valutazione; 3) gli aspetti economici (i … conquibus). Vediamo:

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Stampa : da Il Fatto - I professori bravi meritano un premio Ma non quello improvvisato dal governo
Inviato da admin_CUSMA il 22/11/2010 1:50:00 (417 letture)

da Il Fatto - 21.11.2010

I professori bravi meritano un premio Ma non quello improvvisato dal governo

di Marina Biscaino

È mancanza di rispetto verso i docenti spacciare la resistenza che parte della scuola democratica e attiva sta esprimendo nei confronti del piano-valutazione Gelmini-Brunetta-Aprea come tentativo di sottrarsi al giudizio.

Le molte persone serie, in nome delle quali mi sento di poter parlare, non hanno questa intenzione. Ma criticano le soluzioni improvvisate: siamo docenti e conosciamo il valore di ricerca e di riflessione. Nella consueta medietà dei toni – dopo “la riforma epocale” ecco “un giorno storico per la scuola italiana: si iniziano a valutare i professori e le scuole su base meritocratica” – la meritevolissima Gelmini (quale cursus honorum le avrà garantito la poltrona di ministro?) ha annunciato la fase 2 della strategia. Dopo aver delegittimato i docenti in ogni modo, amplificato il dramma del precariato, ridotto le scuole in ginocchio e alienato agli studenti il diritto allo studio, con una scrematura che ha fruttato allo Stato 8 miliardi di euro e alla scuola 140.000 posti di lavoro tagliati, ecco il premio.

Si tratta di due diversi progetti: il primo , rivolto alle scuole medie (per ora delle province di Pisa e Siracusa), prevede di valutare gli istituti. Considererà i risultati dei test Invalsi e una serie d’indicatori (tassi di abbandono, rapporto scuola-famiglia, scuola-territorio, virtuosità nella gestione delle risorse). Valutatori: un ispettore ministeriale e due esperti indipendenti (perché, ci sono quelli dipendenti?). Le relazioni finali definiranno una graduatoria.

ALLE SCUOLE MIGLIORI premi fino a 70 mila euro. Un secondo progetto – che riguarderà i docenti di Napoli e Torino – prevede di individuare quelli che si “distinguono per le capacità e le professionalità dimostrate”. Dirigente, due docenti eletti dai colleghi e, come osservatore, il presidente del Consiglio di Istituto (un genitore) valuteranno. Il curriculum e un misterioso “documento di valutazione”, nonché l’indice di gradimento presso studenti e genitori, costituiranno gli elementi di giudizio.

Quali i finanziamenti? La sperimentazione sarà pagata con parte del 30% dei risparmi ottenuti grazie a “razionalizzazioni” di spesa, al netto delle risorse per il recupero degli scatti biennali (questa la buona notizia). Di tale somma si parla già dall’inaugurazione della “cura da cavallo” per la scuola (i tagli) che avrebbe da tempo consentito il “premio” ai meritevoli. In questa strana politica in cui tagli, fannullonismo, inefficienza, semplificazione e razionalizzazione sono artatamente finiti in un solo calderone, assestando un colpo definitivo alla credibilità sociale di scuola e docenti; in questo strano Paese che non è ancora in grado – a 3 anni da un documento di Fioroni in merito – di certificare seriamente e oggettivamente le competenze degli alunni, come l’Europa chiede di fare e fa da anni – la rincorsa a misurazione che non transiti attraverso una seria cultura della valutazione (inaugurata nei sistemi scolastici di alcuni Paesi UE più di 30 anni fa attraverso studio e finanziamenti) appare un re-styling frettoloso e pericoloso.

COME TENER CONTO della differenza abissale che implica l’insegnare in una zona o nell’altra del Paese? Come non trasformare le scuole in meccanici progettifici, per essere più concorrenziali sul mercato della premialità? Come ponderare i risultati di un test Invalsi a Scampia o ai Parioli a Roma? Come evitare la costituzione di cordate di potere nelle scuole, e il diffondersi di competizione senza competitività? Non ci s’interroga, infine, sul fatto che l’“utenza”, talvolta, potrebbe non avere ragione? Basta pensare alle ristrettezze in cui gli istituti versano e ai salari degli insegnanti per intuire che la lotta sarà tra dediti al volontariato o seguaci del neoliberismo. Comunque una guerra tra poveri. La tanto decantata Finlandia non ha mai riformato la propria scuola, che fornisce performance eccezionali. Ha solo mantenuto alta la considerazione sociale dei propri docenti.


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Stampa : da ItaliaOggi - 20.11.2010
Inviato da admin_CUSMA il 20/11/2010 15:40:00 (642 letture)

da italiaOggi - 20.11.2010

Sperimentazioni al via. Pronto il decreto sul ripristino degli aumenti per anzianità di servizio

Ecco l'ultimo scatto della Gelmini

Premi a prof e scuole migliori, su base volontaria e per merito

di Alessandra Ricciardi

Prima di andar via, recupero degli scatti di anzianità e avvio del merito. Che Mariastella Gelmini sia ormai proiettata verso nuovi ruoli, più vicini alla gestione del partito che non al ministero dell'istruzione, lo si intuisce anche dal tenore dei comunicati stampa che giungono da viale Trastevere.

Intanto, però, ieri ha portato a casa in un colpo solo due risultati (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi del 9 novembre): ripristino in busta paga degli scatti di anzianità, congelati per il 2010-2012 dalla manovra correttiva dei conti pubblici. E contestuale avvio di due sperimentazioni per valutare il merito degli insegnanti e delle scuole: i migliori avranno una sorta di 14esima mensilità. Ieri l'annuncio ufficiale ai sindacati che hanno risposto positivamente, con qualche distinguo della Cgil, all'appello di coniugare esperienza e merito in nuovo percorso concordato di carriera professionale. La fonte di finanziamento per scatti e valutazione è sempre la stessa, quel 30% dei risparmi realizzati grazie ai tagli agli organici, che nel 2010 vale circa 360 milioni di euro. Di questi, 320 andranno a pagare gli scatti, come prevede un decreto Istruzione-Economia in via di ufficializzazione.

Per insegnanti e personale ausiliario, tecnico e amministrativo, circa un milione di dipendenti, sono ad oggi l'unico criterio di progressione degli stipendi, a parte il recupero dell'inflazione. Valgono dai 522 euro l'anno, il primo scatto di un docente della scuola primaria, ai quasi 1600 euro dell'ultimo scatto di un insegnante della scuola superiore. Con la quota residua dei risparmi utilizzabili per il 2010, circa 40 milioni di euro, il ministro avvierà da gennaio anche la valutazione del merito. Cavallo di battaglia, quello della meritocrazia, del governo Berlusconi IV, bloccato nella formula della riforma di Renato Brunetta proprio dalla manovra correttiva di Giulio Tremonti, la Gelmini lo rimette in pista, anche se in via sperimentale. Si tratta di due progetti, che coinvolgeranno gli insegnanti su base volontaria, complessivamente delle scuole di Napoli, Torino, Pisa e Siracusa. Il primo valuta la bravura dei singoli prof attraverso un nucleo composto dal preside e da due insegnanti eletti, con voto segreto, dal collegio dei docenti. La valutazione terrà conto del curriculum vitae dell'insegnante, del documento di autovalutazione dello stesso e delle indagini svolte presso genitori e studenti per capire la reputazione che il candidato ha presso l'utenza. Ad occuparsi del monitoraggio finale del progetto due fondazioni, quella di San Paolo e la Treelle. Ai docenti meritevoli, nella misura massima del 15-20%, verranno assegnati premi individuali pari a una mensilità.

La sperimentazione riguarderà 20 scuole di due città campione: Napoli e Torino. I risultati saranno pubblicati nell'albo dei singoli istituti. Testerà invece le scuole, attraverso il valore aggiunto nei livelli di apprendimento degli studenti, il secondo progetto. La valutazione riguarderà i risultati alle prove Invalsi, ed è svolta da un team di osservatori: un ispettore scolastico e due esperti indipendenti. La sperimentazione coinvolgerà le scuole medie di Pisa e Siracusa. Alle migliori, il 15%, sarà assegnato un premio massimo di 70 mila euro annuo. L'istituto provvederà poi a distribuirlo al suo interno tra gli insegnanti. La relazione finale sull'andamento di questo progetto è stata affidata alla Fondazione Giovanni Agnelli. Tutte le fondazioni lavoreranno a titolo gratuito.

La necessità di procedere in via sperimentale è motivata, fanno sapere dal ministero, non solo della scarsità delle risorse ma anche dell'assenza di un sistema unico valutativo riconosciuto come valido a livello europeo. Dove tra l'altro gli stipendi medi sono più alti che in Italia e raggiungono il massimo in meno tempo: 25 anni contro i 35 nostrani. La carriera dei docenti è stata sempre terreno accidentato in Italia, come dimostrano le rivolte di piazza della categoria contro il ministro Luigi Berlinguer, padre del concorsone, il primo tentativo di introdurre aumenti di stipendio legati al merito. «Finalmente premi ai migliori e non solo soldi legati all'anzianità di carriera», spiegava ieri la Gelmini, «che comunque, grazie allo sforzo del governo, sono stati garantiti a tutto il settore».

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Stampa : Precari, il giudice boccia la Gelmini
Inviato da admin_CUSMA il 16/11/2010 0:00:00 (575 letture)

Precari, il giudice boccia la Gelmini

In Italia 180 mila posizioni anomale. Boom di siti dedicati ai consigli legali. A Siena e Treviso le cause pilota

di FLAVIA AMABILE


I prof precari, anche quelli che insegnano lettere o matematica e sembrano lontanissimi dal mondo del diritto, si stanno trasformando in profondi esperti di leggi e sentenze. Ormai è chiaro che per ottenere il tanto agognato «posto fisso» l’unica arma è quella dei ricorsi. Perché la legge dà ragione ai precari cronici, quelli che lavorano come prof vedendosi rinnovare anno dopo anno il contratto ma senza mai vederlo trasformato in un’assunzione a tempo indeterminato.
Sono almeno 180 mila tra prof e Ata ad avere diritto al posto fisso e sono tutti sul piede di guerra: sul web è tutto un proliferare di siti e di richieste di aiuti su come comportarsi e a chi rivolgersi per fare ricorso.
Gli ultimi ad aver avuto soddisfazione sono stati sei precari storici di Cuneo. Il giudice del Tribunale del Lavoro di Alba ha chiarito che assumere e licenziare di continuo i docenti è illegale. Lavorano come i prof di ruolo, con la differenza che il loro stipendio resta sempre lo stesso e che a luglio ed agosto non entra nelle loro tasche nemmeno un euro. E quindi, i sei supplenti della provincia di Cuneo, assistiti dalla Gilda nel loro ricorso, vanno risarciti per tutti i mesi rimasti disoccupati, con una quota pari a quella che avrebbe percepito «se fossero stati da subito assunti con contratto a tempo indeterminato». Per Marco Bottallo della Gilda degli Insegnanti quest’ultima sentenza di un giudice del lavoro italiano conferma ancora una volta «una anomalia nel panorama europeo, ormai presente quasi esclusivamente nella scuola pubblica italiana, quella cioè di un datore di lavoro, il Miur, che continua pervicacemente ad utilizzare insegnanti abilitati e qualificati dalla lunga, talvolta lunghissima, esperienza, negando loro però la stabilità del posto di lavoro e anzi applicando clausole contrattuali discriminanti». L’entità del risarcimento sarà stabilita dal giudice del lavoro in una nuova seduta, il prossimo 28 gennaio.
D’altra parte lo dicono tante leggi, da quelle europee alla famigerata 133 sui tagli alla salva-precari: ricorrere ai contratti a tempo determinato è un’eccezione, non una regola.

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Stampa : da Tecnica della scuola - Contratto separato per i docenti
Inviato da admin_CUSMA il 15/11/2010 22:40:00 (494 letture)

Ecco che qualcuno riscopre quanto la Gilda degli Insegnanti chiede con forza dalla sua nascita (1988).....

Contratto separato per i docenti

di R.P.

E' la proposta dell'Italia dei Valori contenuta in un disegno di legge già presentato alla Camera e al Senato. Fra le altre novità: presidi elettivi e ripristino dei distretti e dei consigli scolastici provinciali.

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Stampa : da TuttoscuolaNew n. 483 del 15 novembre 2010
Inviato da admin_CUSMA il 15/11/2010 10:23:01 (417 letture)

da TuttoscuolaNew n. 483 del 15 novembre 2010


SOMMARIO

1. Scuola e università nella bufera politica

2. Doccia scozzese per le paritarie

3. Libri di testo, una gratuità che nessuno si sente di cancellare

4. Continua il calo di alunni al Sud e l’aumento al Nord

5. Chiusura di classi ovunque, ma non nel Nord Est

6. Il 17 novembre tutta la verità sugli scatti di anzianità

7. La difesa del premier da parte della Gelmini non è gradita alla mostra

8. 1945 - 2010: 65anni dell’AIMC

9. UK: studenti contro l’aumento delle tasse

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