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Stampa : Repubblica/Bologna: precari denunciano l´Ufficio istruzione "Interrotto il servizio"
Inviato da admin_CUSMA il 28/5/2010 20:00:00 (524 letture)

Repubblica/Bologna: precari denunciano l´Ufficio Scolastico Regionale "Interrotto il servizio"

28-05-2010 - ILARIA VENTURI

E´ FINITA con una denuncia in Questura, annunciata dagli insegnanti precari, la manifestazione «anti-bavaglio» alla scuola davanti all´ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna. Per interruzione di pubblico servizio. I precari, una quarantina, ieri pomeriggio si sono trovati davanti ai portoni di via Castagnoli sede dell'USR chiusi, nonostante il giovedì, dalle 15.00 alle 17.00, gli uffici siano aperti al pubblico. Nemmeno le donne delle pulizie, verso le quattro e mezza, e alcuni docenti che dovevano consegnare domande o chiedere informazioni sono stati fatti entrare. Davanti, un mini cordone di carabinieri.

Un momento di tensione si è consumato quando una delle donne delle pulizie, con le chiavi, ha aperto e un´insegnante precaria ha tentato di entrare, solo per consegnare il documento del Coordinamento. Un carabiniere l´ha bloccata. «Limina, non è casa tua, ma un ufficio pubblico», «dimissioni», «siamo insegnanti, vogliamo solo parlare», le grida. Alcuni avevano il bavaglio alla bocca con scritto: «Il silenzio e-limina».

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Stampa : da Tuttoscuola: Blocco degli scatti di anzianità? Metà dei docenti perderebbe fino a 2 mila euro annui
Inviato da admin_CUSMA il 26/5/2010 14:45:13 (1364 letture)

da tuttoscuola.com

Blocco degli scatti di anzianità? Metà dei docenti perderebbe fino a 2 mila euro annui


La manovra finanziaria al vaglio del Consiglio dei Ministri in queste ore dovrebbe comprendere, secondo indiscrezioni, il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici ai valori del 2009.

Verrebbero bloccati sia i contratti (triennali a decorrere da quest'anno) sia gli scatti di anzianità.

Attualmente gli aumenti di stipendio degli insegnanti statali sono determinati da due meccanismi complementari: il contratto e l'anzianità.

Dal 1994 il contratto porta aumenti stipendiali ogni due anni (bienni contrattuali economici), mentre l'anzianità porta un aumento mediamente ogni sei anni (passaggio di gradone).

Questo significa che dal 1994 il personale scolastico ha fruito ogni sei anni di tre aumenti contrattuali biennali e di un aumento per anzianità: quattro aumenti di stipendio in tutto nell'arco di un sessennio.

Dal 2010 gli aumenti contrattuali diventeranno, però, triennali, anziché biennali; nell'arco di un sessennio, quindi, tra contratti e anzianità, i possibili incrementi stipendiali saranno soltanto tre.

In base alla manovra finanziaria, però, tutta questa previsione resta virtuale e per il prossimo triennio potrebbero essere congelati sia gli aumenti contrattuali sia gli scatti di anzianità.

Quanto valgono attualmente questi scatti di anzianità per passaggio di gradone?

Nella scuola gli scatti di anzianità per passaggio di posizione stipendiale hanno un importo medio mensile lordo pari a circa 150 euro.

Si può stimare, quindi, che per effetto della manovra, se questa ipotesi verrà confermata, metà del personale scolastico nel prossimo triennio non avrà il passaggio di gradone con un mancato introito annuo di 1.500-2.000 euro.

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Stampa : da Tuttoscuola - Verso il blocco degli scatti di anzianità?
Inviato da admin_CUSMA il 18/5/2010 21:02:10 (974 letture)

da Tuttoscuola

Verso il blocco degli scatti di anzianità?

Non risultano conferme né smentite alla voce che sarebbe allo studio, tra le altre misure di contenimento della spesa pubblica, anche il blocco - non precisato nella durata - degli scatti di anzianità per il personale della scuola, che si aggiungerebbe al blocco temporaneo del rinnovo dei contratti. Ma la voce circola...

Sembra certo invece che ci sarà un prelievo, si dice del 10%, per i percettori di stipendi e pensioni sopra i 75-80 mila euro lordi annui, ma la misura non riguarderebbe il personale della scuola, dirigenti scolastici compresi, che da tale livello di reddito sono lontani.

Queste misure, ancora in discussione, farebbero parte del piano predisposto dal Tesoro per recuperare l'1,6 per cento del Pil in due anni. Smentita comunque dal ministro Brunetta l'ipotesi che possano essere decisi tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici: "non stiamo come la Grecia", ha detto.

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Stampa : da La Stampa - Classi extralarge
Inviato da admin_CUSMA il 16/5/2010 2:23:54 (705 letture)

Classi extralarge

di F. Amabile

16/5/2010
Da settembre le classi delle superiori potranno avere fino ad un massimo di 33 alunni a dispetto delle norme sulla sicurezza nelle scuole


Lo sapete che ci sono classi dove i professori devono accontentarsi di un banco perché la cattedra non entrerebbe? O quelli che in 35 sono stipati in un laboratorio di disegno? E ora che il tetto massimo di alunni per classe aumenterà ancora che cosa accadrà?

E' tutto annunciato, per carità, dal prossimo anno scolastico nelle superiori si potrà arrivare fino a 33 alunni in ogni aula, però fa lo stesso una certa impressione vedere le classi gonfiarsi anno dopo anno come un palloncino, e inventarsi gli stratagemmi più incredibili per starci tutti, come raccontano gli stessi studenti sui siti a loro dedicati come skuola.net.

E quindi molte scuole sono sul piede di guerra. Il coordinamento insegnanti delle scuole superiori di Modena «La Politeia» ha avviato una petizione on-line che ha superato le seimila firme per un totale di decine e decine di scuole italiane contrarie alle classi oversize e invita i dirigenti scolastici a opporsi all’aumento delle classi. Perché cade su di loro la responsabilità in caso di problemi, quindi è bene che sappiano che cosa approvano afferma Ioannis Lioumis, portavoce del coordinamento.

Tutto inizia con l'articolo 64 della legge 133 del 2008 che aveva previsto un aumento del rapporto alunni/classe di 0,4 in tre anni. Quest’anno infatti alle superiori il tetto è passato da 27 a 30 alunni. Ma dal prossimo settembre le elementari e medie da un massimo di 25 ragazzi arriveranno a 26-27. E nelle superiori si potrà raggiungere il record di 33 studenti per classe.

La posizione del ministero è chiara. Mariastella Gelmini, titolare dell'Istruzione, l'ha affermata durante un'audizione in Parlamento ammettendo che le classi sovraffollate, con più di 30 alunni, sono aumentate, ma soltanto dello 0,6%, ha precisato. «Le classi con almeno 30 alunni sono diventate 2.108 da 1.682 che erano, con un incremento dello 0,6%. E questo aumento è il frutto di accorpamenti resi necessari anche dal bisogno di garantire la sicurezza degli alunni. Si è scelto il male minore e dunque magari l’accorpamento delle classi piuttosto che lasciare i ragazzi in aule non sicure». Il ministro ha sottolineato che ci sono anche classi che hanno un numero di alunni uguale o inferiore a 12 e queste rappresentano quasi il 4% (3,97%).

segue.......

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Stampa : da "Corriere della sera" - La religione a scuola fa media: che errore
Inviato da admin_CUSMA il 13/5/2010 16:50:43 (514 letture)

Corriere della sera

La religione a scuola fa media: che errore
Il verdetto del Consiglio di Stato danneggia gli studenti che non la scelgono


Rendere implicitamente obbligatorio il facoltativo. Trasformare una libera scelta in una convenienza. Gratificare chi opta per l’ora di religione di una condizione di vantaggio rispetto a chi, per le più diverse ragioni, decide di non avvalersene. La sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce l’importanza determinante dell’insegnante di religione «ai fini dell’attribuzione del credito scolastico» intacca un principio d’eguaglianza e introduce un criterio di esclusione per chi quel «credito» non può (o non vuole) accumularlo.

C’era un modo migliore per rinfocolare le annose polemiche sull’ora di religione a scuola? Per riaprire l’interminabile contesa sulla rilevanza della religione nella scuola pubblica? La conoscenza della religione cristiana ha un ruolo importantissimo nel nostro patrimonio culturale: ridurla a pratica burocratica da sbrigare per un curriculum scolastico non è però la via maestra per valorizzarla.

La sentenza del Consiglio di Stato ricorre a un escamotage, applicando gli stessi parametri ai corsi «alternativi». Ma tutti sanno che quei corsi sono assenti nella grande maggioranza delle scuole. Con il risultato che si avranno gli studenti che frequentano il corso di religione con una marcia in più, un credito in più, un contributo in più che faccia «media» con le altre materie. E gli altri? Gli altri dovranno dolersi di non aver scelto l’ora di religione. Le loro pagelle partiranno con una penalità, appesantite da una scelta che si rivelerà un handicap. Una libera opzione diventa, di fatto, un privilegio. E ne viene sminuita la stessa religione. Una energica sollecitazione culturale (perché questo è, a prescindere dalla fede che si professa, il significato di una vitale cultura religiosa) si rattrappisce in un’opportunità per ottenere un vantaggio sancito con il timbro dell’autorità scolastica.

Si toccano princìpi delicati, dalla aconfessionalità della scuola al pluralismo religioso della popolazione studentesca. Ma in cambio non si avrà più autorevolezza dell’insegnamento religioso, più rispetto per i simboli e le figure del cristianesimo, più strumenti per capire e apprezzare la straordinaria ricchezza artistica, letteraria e filosofica dell’eredità cristiana. Al contrario: si confinerà l’ora di religione in un’enclave privilegiata, si renderà la scelta dell’ora di religione un doveroso adempimento per migliorare la «media», si dividerà il corpo studentesco in due blocchi, quello «laico» e quello «cattolico», che si guarderanno ancor di più con reciproca ostilità. Si metterà la religione, che è cosa serissima, in ostaggio di decreti e regolamenti. E forse la si renderà addirittura più «antipatica» e indigesta. Un effetto indesiderato, ma inevitabile quando viene messa nelle mani di una sentenza del tribunale.


13 maggio 2010

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Stampa : da La Tecnica della Scuola - Le offese ai prof? Con Facebook diventano virtuali, ma non segrete
Inviato da admin_CUSMA il 10/5/2010 19:20:40 (643 letture)

da Tecnica della Scuola

Le offese ai prof? Con Facebook diventano virtuali, ma non segrete

di A.G.

L’ultimo caso a Misano, dove una quindicina di allievi di una scuola media continuavano a “conversare” via internet anche lontano da scuola: solo che gli insulti ai docenti sono stati intercettati da uno di questi (allertato da alcuni compagni di classe in disaccordo). Così per gli studenti che si erano lasciati andare a giudizi molto “coloriti” sono scattate quattro settimane di sospensione. Compromettendo l’esito del loro a.s..
Si moltiplicano i casi di studenti che minano la dignità dei loro docenti sbeffeggiandoli tramite internet. Con conseguenze quasi sempre nefaste per gli stessi allievi: i quali come minimo vengono sospesi dalle lezioni ed in certi casi anche denunciati alle autorità competenti, con le immaginabili lunghe code giudiziarie. L’ultimo caso di questo genere è accaduto alcuni giorni fa a Misano Adriatico, in provincia di Rimini, dove una quindicina di allievi di una scuola media inferiore del posto continuavano a “conversare”, tramite Facebook, anche lontano da scuola: peccato che non si siano limitati a parlare di compiti o di argomenti normal, ma si siano sistematicamente lasciati andare, a veri e propri insulti nei confronti di alcuni loro docenti.
Solo che uno degli insegnanti, informato dell’accaduto (da alcuni compagni degli alunni goliardici), è riuscito ad intrufolarsi nel social network ed appurare quanto i suoi allievi fossero andati sopra le righe.
Informato il dirigente, sono così scattate le contromisure. Risultato? Consigli di classe a go go ed alla presenza dei genitori dei ragazzi, al termine dei quali tutti gli alunni (in larga parte di terza media) sono stati sospesi. Chi non si è risparmiato nei pesanti giudizi, scadendo nella volgarità, verso gli ignari prof si è “beccato” addirittura quattro settimane di stop forzato dai banchi. Mettendo, visto anche i pochi giorni che mancano alla fine della scuola per dimostrare di aver capito la lezione, a serio rischio l’esito dell’anno.
A coloro che hanno espresso giudizi sempre lesivi, ma comunque un po’ meno pesanti, sono state comminate due settimane. Chi aveva partecipato alla bravata virtuale solo marginalmente se ne è stato a casa solo per un giorno. Il tempo di riflettere e capire che offendere su internet non è molto diverso che farlo dal vivo.

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Stampa : da TuttoscuolaNew n. 439 del 10 maggio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 10/5/2010 13:08:57 (609 letture)

da TuttoscuolaNew n. 439 del 10 maggio 2010

SOMMARIO

1. Federalismo scolastico/1. La Lega rompe gli indugi
Non c’è dubbio che la proposta di legge n. 3357, presentata il 30 marzo 2010 alla Camera da 50 deputati della Lega (primi firmatari Goisis, Caparini, Cota, Reguzzoni), ora consultabile sul sito www.camera.it, sia destinata a far discutere.

2. Federalismo scolastico/2. Le competenze dello Stato e quelle delle Regioni
La Lega propone di completare il processo avviato con il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che aveva attribuito alle Regioni solo le competenze di programmazione dell’offerta formativa e della rete scolastica, assegnando ad esse anche quelle finora mantenute dagli uffici scolastici regionali in materia di programmazione e gestione degli organici del personale.

3. Federalismo scolastico/3. Abilitazione nazionale, organici regionali
Anche in materia di organici la proposta della Lega si rifà a un precedente: la sentenza n. 13/2004 della Corte costituzionale, che aveva chiarito - a seguito del ricorso presentato dalle Regioni, e alla luce del nuovo Titolo V (…)

4. Federalismo scolastico/4. E l’Accordo Quadro deve lo metto?
Ciò che la proposta della Lega sembra non tenere in conto è che la riforma del Titolo V è già in campo e che il punto di partenza ha come base l’Accordo Quadro tra Governo, Regioni, Province (…)

5. La Conferenza delle Regioni cerca una guida
Sui futuri assetti della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle province autonome il confronto si aprirà la prossima settimana. La Conferenza, titolare di un forte potere d’interlocuzione, è alla ricerca di una guida. (…)

6. Le Regioni pronte per una moderna proposta per la scuola
La qualità della scuola è una delle questioni con cui le Regioni dovranno misurarsi. Per quest’obiettivo occorre riconoscere che da solo è inadeguato il riordino ordinamentale ed organizzativo dell’istruzione liceale, tecnica e professionale (…)

7. Francia: verso istituti specializzati per i bulli

8. Prove Invalsi e dislessia. Una proposta

9. Università: una tenure track per i ricercatori

10. Parte “il mese delle paritarie”


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Stampa : da TuttoscuolaNew n. 438 del 3 maggio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 3/5/2010 14:29:02 (574 letture)

TuttoscuolaNew n. 438, 3 maggio 2010

SOMMARIO


1. 25 mila nuove immissioni in ruolo

2. Gelmini sfida i sindacati: conterete di meno…

3. Istruzione tecnica: verso le Linee guida

4. Certificazione delle competenze/1. Che cosa sono

5. Certificazione delle competenze/2. Come si valutano

6. Conferenza delle Regioni: quando il nuovo Presidente?

7. Beni demaniali e istruzione: le prime sfide di federalismo

8. Reclutamento. Alla ricerca di nuove regole, con effetti dal 2012 (se va bene)

9. Carriera docenti. Se il ministro non si affretta, perde il treno (del contratto)


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Stampa : Addio ruoli sul sostegno - da La tecnica della scuola
Inviato da admin_CUSMA il 26/5/2010 14:50:53 (740 letture)

da Tecnica della Scuola

Manovra finanziaria: blocco degli organici di sostegno di R.P.

Annullati di fatto gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale. Nel 2010/2011 i docenti di sostegno non potranno superare il tetto di 90.500 unità.
La sentenza della Corte Costituzionale in materia di insegnanti di sostegno non avrà nessun effetto pratico, almeno per il prossimo anno scolastico.
La manovra finanziaria all’esame del Consiglio dei Ministri del 25 maggio contiene infatti una norma che prevede il blocco dell’organico dei docenti di sostegno: il numero di posti funzionanti non potrà infatti aumentare neppure di una unità rispetto al 2009/2010.
Come si ricorderà il 22 febbraio scorso la Corte costituzionale aveva stabilito l’illegittimità delle disposizioni contenute nella legge finanziaria del 2008 che aveva di fatto stabilizzato l’organico dei posti di sostegno in poco meno di 94.500 unità.
La sentenza era stata accolta favorevolmente da associazioni e sindacati; poco tempo dopo è intervenuta però una sentenza del Consiglio di Stato che aveva ribadito che le ore di sostegno assegnate agli alunni disabili devono comunque tenere conto dei vincoli complessivi dei posti in organico.
Adesso, con la manovra finanziaria all’esame del Governo si mette la parola fine alla questione.
L’organico resta bloccato e a poco potranno servire i ricorsi al giudice ordinario che, in questi anni, hanno consentito a molte famiglie di ottenere un aumento di ore.

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Stampa : TuttoscuolaNEWS n. 441 del 24 maggio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 24/5/2010 23:06:24 (507 letture)

TuttoscuolaNew - n. 441, 24 maggio 2010


SOMMARIO


1. Il “ritorno” dell’investimento in istruzione

2. Settimana cruciale per gli esami preliminari dei privatisti

3. Dirigenti scolastici/1. Un contratto a posteriori

4. Dirigenti scolastici/2. Chi valuterà i risultati?

5. USA: la Civic Capacity migliora l’educazione

6. Se Bersani fa il birichino…

7. E’ il mese delle paritarie

8. Si può criticare pubblicamente il Ministero? Il caso dell’Emilia Romagna

9. Media Education: l’innovazione che può aiutare i docenti

10. Pancalli: la pratica sportiva per valorizzare gli alunni disabili

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Stampa : da TuttoscuolaNew n.440 del 17.05.2010
Inviato da admin_CUSMA il 17/5/2010 22:19:06 (471 letture)

TuttoscuolaNew - n. 440 del 17 maggio 2010

SOMMARIO

1. Iscrizioni 2010-2011 /1. Vincono i licei

2. Iscrizioni 2010-2011 /2. Perdono soprattutto i tecnici

3. Iscrizioni 2010-2011 /3. E se la scelta fosse anticipata al quarto anno?

4. Formigoni e Cota: federalismo opzione politica

5. Federalismo scolastico: il pericolo viene dai “soffiatori di bolle”.

6. Insegnamento della religione: in Italia pesa poco

7. Il mese delle paritarie

8. L’orario più lungo non garantisce la qualità dei risultati

9. Tra quantità e qualità, il vero problema è l’equità

10. Regno Unito: Michael Gove nuovo ministro dell’educazione


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Stampa : da Il Messagero.it - Calderoli: manovra con sacrifici per tutti
Inviato da admin_CUSMA il 15/5/2010 19:50:00 (904 letture)

Calderoli: manovra con sacrifici per tutti
Si valuta rinvio buonuscita statali (e ti pareva.....)


Aumenti congelati per i dipendenti pubblici e finestra unica per le pensioni anzianità. «Tagliare lo stipendio dei parlamentari»

ROMA (14 maggio) - «A breve dovremo affrontare una manovra che prevede tagli e strumenti per il rilancio dell'economia. I tagli alle spese comporteranno sacrifici per tutti, a partire da ministri e parlamentari». È quanto afferma il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli.

Nel "cantiere" della manovra biennale potrebbe rientrare anche un capitolo legato alle pensioni: secondo quanto si apprende, sarebbe allo studio una norma per far slittare il pagamento delle buonuscite agli statali che vanno in pensione. Il tempo di attesa potrebbe raddoppiare, secondo le simulazioni in corso, da tre a sei mesi. Attualmente le buonuscite debbono essere erogate agli statali entro 90 giorni; trascorso questo tempo lo Stato paga gli interessi (5%). La norma allo studio prevederebbe un allungamento di questo tempo fino a 180 giorni.

C'è poi l'ipotesi di un rinvio dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego e anche un «congelamento» delle dinamiche salariali di tutto il personale pubblico, compresi gli automatismi dei «non contrattualizzati» come magistrati e professori universitari.

Altra misura pensionistica allo studio, ma in questo caso più generale e non valida per i soli statali, sarebbe, secondo quanto si apprende, il blocco di una delle due "finestre" per le pensioni di anzianità previste per il 2011. Resta infine alla valutazione dei tecnici al lavoro sulla manovra anche una nuova stretta sulle false pensioni di invalidità.

Il ministro leghista per rendere meno amara la pillola dei sacrifici ha promesso poi un taglio agli stipendi dei parlamentari e del ministri del 5%. Per dare il «buon esempio», ha detto, in vista dei «sacrifici» che comporterà la mini-manovra finanziaria che il governo varerà «a breve» per far fronte alla crisi finanziaria internazionale.

«Proporrò in sede di Governo, quando affronteremo la manovra finanziaria, un taglio almeno del 5% agli stipendi di ministri e parlamentari come hanno fatto in Inghilterra e Portogallo», ha spiegato all'agenzia Ansa il ministro della Semplificazione legislativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. «A breve dovremo affrontare una manovra che prevede tagli e strumenti per il rilancio dell'economia», aggiunge Calderoli. «I tagli alle spese - conclude l'esponente leghista - comporteranno sacrifici per tutti, a partire da ministri e parlamentari. La regola del 5% che hanno applicato in altri Paesi può valere in alcuni settori, ma in altri potrebbe essere anche più pesante».

nota: L’irritazione comprensibile del dipendente pubblico: se tutti devono fare la loro parte si inizi da manager e parlamentari, ma non soltanto con proclami o alchimie varie. a.c.

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Stampa : da Tuttoscuola.com - Consiglio di Stato e attività alternative
Inviato da admin_CUSMA il 12/5/2010 22:08:21 (501 letture)

Consiglio di Stato religione cattolica e attività alternative

Il Consiglio di Stato, nella recente decisione sui crediti scolastici di religione cattolica, prende posizione anche sulla effettuazione delle attività alternative a tale insegnamento.

Secondo quanto riportato nella decisione, "è circostanza nota che in molte scuole i corsi alternativi non sono attivati e questo rischia di pregiudicare la libertà religiosa dei non avvalentisi", e che "nelle scuole in cui il corso alternativo non è attivato, lo studente che per motivi religiosi non intenda avvalersi dell'insegnamento della religione, ha come sola alternativa quella di non fare nulla"

Mentre il Consiglio ribadisce che tale insegnamento è, e deve restare, facoltativo per lo studente, che non ha, comunque, l'obbligo di sceglierlo senza essere discriminato, "la sua istituzione deve considerarsi obbligatoria per la scuola".

Il Consiglio di Stato conclude affermando che "di questo aspetto il Ministero appellante dovrà necessariamente farsi carico, perché altrimenti si alimenterebbe una situazione non coerente", in considerazione del fatto che lo studente che non si avvale dell'insegnamento della religione cattolica deve avere la possibilità di scegliere le attività alternative, ai fini della valutazione come credito scolastico.

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Stampa : da Tecnica della Scuola -
Inviato da admin_CUSMA il 10/5/2010 19:16:16 (458 letture)

da Tecnica della Scuola

Pantaleo (Flc): "Sciopero degli scrutini, noi non ci saremo"

di Reginaldo Palermo

Il segretario nazionale della Flc-Cgil scrive alle strutture provinciali e regionali e detta la linea: lo sciopero degli scrutini è sbagliato, nel metodo e nel merito.
Rispondendo ad alcune sollecitazioni provenienti dai territori (più dalle singole scuole che dalle strutture ufficiali), il segretario nazionale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo ha già fatto sapere che il suo sindacato non ha la minima intenzione di indire uno sciopero in concomitanza con gli scrutini di fine anno.
La decisione viene resa nota attraverso un comunicato indirizzato alle segreterie regionali e provinciali del sindacato.
Nella lettera, datata 27 aprile, Pantaleo spiega anche i motivi della scelta.
Innanzitutto c’è una questione politica: “in questa fase abbiamo la necessità di costruire alleanze con tutti i soggetti che si oppongono al progetto di questo Governo contro la scuola pubblica, in primo luogo sicuramente con le associazioni studentesche”; al contrario, secondo Pantaleo, lo sciopero degli scrutini danneggerebbe soprattutto studenti e famiglie.
E poi c’è il fatto che lo sciopero degli scrutini non parlerebbe a tutti i soggetti della scuola (docenti, personale Ata e dirigenti scolastici) e coinvolgerebbe “solo ed esclusivamente il personale docente e solo quello delle classi non terminali”.
“Esprimiamo inoltre - aggiunge il segretario nazionale - seri dubbi sulla possibilità di un reale coinvolgimento in tale forma di protesta dei docenti della scuola primaria”.
Ma ci sono anche motivazioni legate proprio alla modalità scelta dai Cobas e dalla CUB: “l’efficacia dello sciopero degli scrutini - spiega Pantaleo - è abbastanza marginale: infatti in caso di sciopero il dirigente scolastico è tenuto a riconvocare gli scrutini entro 5 giorni, quindi sostanzialmente la protesta si tradurrebbe in un mero spostamento di date”.
Pantaleo ha però in mente un programma alternativo che così spiega: “In questo momento occorre lavorare affinchè le scuole siano al centro di una grande iniziativa di informazione e coinvolgimento anche dei soggetti che agiscono sul territorio”.
Non solo, ma - sempre secondo Pantaleo - va individuata e indicata anche con chiarezza la controparte, ossia “il Miur e i suoi organi periferici (USP e USR), nonché il Governo”.

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Stampa : da La Stampa.it - Ridurre il liceo a 4 anni, fa discutere la proposta del rettore della Bocconi
Inviato da admin_CUSMA il 6/5/2010 23:40:22 (472 letture)

La Stampa.it

Ridurre il liceo a 4 anni, fa discutere la proposta del rettore della Bocconi

ROMA
Reazioni pro e contro alla proposta di riduzione della durata dei corsi liceali per anticipare di un anno l’accesso all’università, come accade in molti paesi europei, rilanciata oggi dal rettore dell’università Bocconi di Milano Guido Tabellini, sia sul fronte sindacale che su quello studentesco

L’associazione studentesca Azione Studentesca boccia la proposta perché, a suo parere, «lascia irrisolti diversi nodi cruciali». «Accorciare il percorso scolastico di un anno sarebbe utile - spiega - se riuscissimo a garantire una preparazione adeguata nei 4 anni, ma già 5 anni non sono sufficienti. E - aggiunge - non tiene il rapporto con gli altri sistemi presenti in Europa dato che differiscono dal nostro per il rapporto con il mondo del lavoro e per l’ingresso all’università ed è molto strano che un rettore si preoccupi dei tempi prima di occuparsi della qualità della formazione».

Contrario anche il sindacato Gilda che parla di «bestialità». «Si tratta di un’idea bizzarra - afferma il coordinatore Rino Di Meglio - che non tiene in alcun conto l’organizzazione del sistema scolastico italiano. L’università nel nostro Paese è molto lontana dai modelli esistenti nel resto d’Europa: non solo qui non ci sono i tutor, ma spesso mancano persino le aule dove svolgere le lezioni. La scuola italiana è già profondamente stremata da pseudo riforme e tagli indiscriminati».


Apertura, invece, da Cgil e Uil. Il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, ricorda che il tema è aperto da anni sottolineando che nella maggior parte dei Paesi Europei a 18 anni si consegue il diploma «e non è giusto quindi che i ragazzi italiani siano penalizzati, entrando nel mercato del lavoro o andando all’università con un anno di ritardo». «Ma - osserva il sindacalista - occorre da un lato rafforzare ed elevare a 18 anni l’obbligo scolastico e dall’altro riformare profondamente i cicli scolastici, evitando vere e propri salti mortali per i ragazzi nel passaggio tra primaria, secondaria inferiore e secondaria superiore». Senza queste condizioni, a parere di Pantaleo, si rischia di rispondere a un problema giusto in modo sbagliato.

Per il segretario della Uil scuola, Massimo Di Menna, si tratta di una proposta «condivisibile», peraltro già avanzata più volte dal sindacato sia al ministro Berlinguer sia al ministro Moratti. Ipotizzarla oggi, mentre sta partendo una ennesima riforma - osserva il sindacalista - «significa creare ulteriori incertezze nel sistema scolastico», ma «l’esigenza di ridurre e rendere essenziale il percorso di formazione dei giovani rimane tutta». Ed entrando nel merito, Di Menna osserva che la proposta del rettore «è utile per intervenire sulle dinamiche scuola-università, scuola-mondo del lavoro intervenendo sull’ultimo anno di scuola superiore che può diventare una parte del percorso universitario, post diploma, di esperienza lavorativa, realizzando così, con un sistema integrato e comunicante, l’obiettivo di ridurre il percorso di studi e formazione».

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