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Stampa : da Tuttoscuola - I doppi candidati del concorso a dirigente tecnico che fanno discutere
Inviato da admin_CUSMA il 15/2/2010 20:30:00 (457 letture)

I doppi candidati del concorso a dirigente tecnico che fanno discutere


Il ministero dell'istruzione ha pubblicato venerdì gli elenchi dei candidati che hanno superato la preselezione per accedere alle prove scritte del concorso a 145 posti per dirigente tecnico nell'Amministrazione scolastica.

Si tratta di elenchi in rigoroso ordine alfabetico, relativi a 16 diversi settori o sottosettori in cui sono ripartiti i 145 posti di "ispettore" (dirigente tecnico dell'istruzione).

Ogni settore o sottosettore riporta il numero dei posti a concorso e l'elenco dei candidati in numero pari a dieci volte il numero dei posti da ricoprire. Così nel settore n. 1, scuola dell'infanzia e primaria, i posti a concorso sono 44 e i candidati in elenco sono 440. Sottosettore della secondaria per materie letterarie n. 14 posti a concorso e 140 candidati ammessi. E così via per complessivi 1450 candidati preselezionati e ammessi (145 x 10).

Accanto al nominativo del candidato ammesso non c'è il punteggio attribuito, perché per superare l'ammissione ed entrare nell'elenco dei 1450 non occorreva raggiungere un determinato punteggio sufficiente: bastava piazzarsi appunto nei primi 1450, prima degli altri candidati.

Ma qui viene la stranezza dell'ammissione. Il bando prevedeva la possibilità per ciascun candidato di chiedere uno o più settori. Molti lo hanno fatto e si sono venuti a trovare in più di un elenco di ammissione. C'è chi, addirittura, è presente in ben 14 settori/sottosettori su un totale di 16 (non risulta nei settori di lingua slovena). Un candidato, 14 ammissioni, 13 più del necessario.

I doppioni di candidati ammessi sono numerosi e tutti sono compresi nel numero limite di 1450.

In questo modo, se i nominativi degli ammessi sono 1450, i candidati in carne e ossa sono, però, molti meno (da un calcolo approssimato circa 150 in meno). Si tratta di doppioni che in questa maniera hanno determinato l'esclusione di altrettanti candidati. Senza quei doppi candidati, vi sarebbero state 150 altre persone ammesse. Si annunciano già i primi ricorsi.

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Stampa : da Tuttoscuola n. 428 del 15 febbraio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 15/2/2010 11:07:24 (487 letture)

Tuttoscuola N. 428, 15 febbraio 2010


SOMMARIO


1. AAA Genitori in aiuto cercasi

2. L’A.Ge. denuncia un uso improprio dei contributi delle famiglie

3. Iscrizioni scolastiche: le guide di Tuttoscuola



le altre notizie in esclusiva su TuttoscuolaFOCUS n. 321/428:



- Casse scolastiche vuote? “Colpa della clausola di salvaguardia del governo Prodi”

- Secondaria/1. Quei nuovi vecchi licei

- Secondaria/2. Sulla pelle del latino

- Secondaria/3. Istituti tecnici: rischi di gattopardismo

- Secondaria/4. Ma gli istituti professionali restano competitivi

- Secondaria/5. Tre condizioni di successo/insuccesso

- Orientamento e qualità istruzione




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Stampa : da La Tecnica della Scuola - Programma Annuale: scadenza spostata al 28 febbraio
Inviato da admin_CUSMA il 13/2/2010 23:40:00 (875 letture)

Programma Annuale: scadenza spostata al 28 febbraio
di Reginaldo Palermo

Ci sarà tempo fino al 28 febbraio per approvare il Programma Annuale 2010: lo rendono noto i sindacati appena usciti dall’incontro svoltosi con i dirigenti del Ministero nella giornata dell’11 febbraio.

La notizia è solo parzialmente positiva perché, almeno per ora, restano del tutto confermate le regole alle quali le scuole dovranno attenersi per redigere il documento contabile anche se è probabile che qualche modifica ci sarà.

Per esempio potrebbe rientrare almeno in parte il taglio del 25% delle risorse destinate agli appalti per le pulizie; e, forse, anche la gestione dei residui attivi, corrispondenti in larga misura ai crediti che le scuole vantano nei confronti del Ministero, potrebbe essere diversa da quanto previsto dalla contestatissima nota ministeriale del 14 dicembre scorso.

Per il 16 febbraio è stato convocato un ulteriore incontro presso il Ministero con l’obiettivo di verificare la possibilità che con una prossima circolare si assegnino alle scuole risorse per coprire, almeno in parte, le spese di funzionamento.

Nella stessa giornata in Parlamento Governo e opposizione si sono dati battaglia proprio sulla questione delle risorse assegnate alle scuole.

A dare fuoco alle polveri è stata l’interrogazione presentata in via di urgenza dalla deputata del Pd Manuela Ghizzoni alla quale il sottosegretario Pizza ha risposto senza fare sconti: “Certo che le risorse per le scuole sono scarse – ha detto in sostanza Pizza – ma bisogna anche spiegare il perché; e il motivo è semplice: l’ultima finanziaria Prodi aveva introdotto la clausola di salvaguardia e siccome i tagli agli organici non vennero effettuati ecco perché i trasferimenti alle scuole diminuiscono”.

Ma Pizza ha fornito anche qualche numero: per il 2009 le scuole hanno avuto per le spese di funzionamento 676milioni di euro e cioè 138milioni in più rispetto al 2008; per le supplenze brevi lo stanziamento per il 2009 è stato di 875milioni di euro, contro i 607 del 2008.

Resta il fatto che mentre Governo e opposizione si palleggiano le responsabilità sul disastro dei bilanci, le scuole restano sole ad affrontare una situazione difficilissima e dalla quale si potrà uscire solo con un piano pluriennale straordinario di rientro da un debito che sta assumendo di mese in mese contorni e misure a dir poco incredibili.

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Stampa : da Corriere - Superiori, la riforma entra in classe
Inviato da admin_CUSMA il 13/2/2010 23:13:29 (659 letture)

Superiori, la riforma entra in classe

Sprint finale. Riunioni, collegi straordinari, pomeriggi di programmazione. I professori lo sanno: ora che la riforma delle superiori è passata bisogna fare presto. Prepararsi al nuovo anno scolastico e illustrare alle famiglie i cambiamenti decisi dal ministero. Perché a settembre cambia tutto e le scelte vanno fatte ora: le iscrizioni sono aperte dal 26 febbraio al 26 marzo.
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Stampa : da ItaliaOggi - Le "code" vanno in consulta
Inviato da admin_CUSMA il 9/2/2010 15:17:45 (448 letture)

Le code vanno in Consulta
AZIENDA SCUOLA
Di Carlo Forte

Giudizio di legittimità sul divieto di inserire a pettine i docenti nelle liste
Con l'accusa di ledere il diritto alla mobilità

Le code approdano alla Consulta. Il Tar del Lazio il 5 febbraio scorso ha trasmesso alla Corte costituzionale un'ordinanza di rimessione (230/2010) con la quale sottopone al giudice delle leggi le disposizioni che riguardano il divieto di inserimento a pettine dei precari, nelle province dove abbiano inteso trasferirsi. La normativa prevede infatti la preclusione del diritto di mobilità dei docenti precari dalla graduatoria ad esaurimento di una provincia ad un'altra, e compensa in parte la compressione di questo diritto con la possibilità di inserirsi in coda alle graduatorie di altre 3 province aggiuntive rispetto a quella di titolarità.

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Stampa : da ItaliaOggi - Scuola in crisi per le sanzioni di Brunetta
Inviato da admin_CUSMA il 9/2/2010 15:10:00 (663 letture)

In crisi per le sanzioni di Brunetta
AZIENDA SCUOLA
Di Franco Bastianini

Mentre perdura il silenzio dell'Istruzione, nelle scuole ci si interroga sul nuovo regime


Dubbi sull'applicazione immediata anche agli insegnanti

Scuole in fibrillazione sull'applicazione della riforma Brunetta. In particolare, per quanto riguarda il fronte del regime sanzionatorio. La nuova disciplina sul procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti pubblici, ivi compreso il personale della scuola , e sui rapporti tra il procedimento disciplinare e il procedimento penale, prevista dal decreto legislativo n. 150/2009, continua ad essere oggetto di richieste di chiarimenti soprattutto da parte dei dirigenti scolastici e dei rappresentanti sindacali.
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Stampa : da Tuttoscuola n. 427 dell'8 Febbraio
Inviato da admin_CUSMA il 8/2/2010 12:07:50 (477 letture)

da Tuttoscuola
N. 427, 8 febbraio 2010

SOMMARIO

1. Secondaria/1. Riforma epocale? Perché sì

2. Secondaria/2. Riforma epocale? Perché no

3. Secondaria/4. Taglio di 7 mila posti


le altre notizie in esclusiva su TuttoscuolaFOCUS n. 320/427:


- Secondaria/3. I nodi sciolti e quelli tagliati

- Secondaria/5. Un colpo ai sindacati. Fine di un ciclo?

- Secondaria/6. Il percorso per l’approvazione definitiva dei regolamenti

- Secondaria/7. La difficile confluenza dai vecchi ai nuovi ordinamenti

- Scotto di Luzio: attenti alla Aprea

- Le regole sulla mobilità ignorano i problemi della continuità didattica

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Stampa : da Corriere della Sera - I professori in esubero? «Al lavoro nei musei»
Inviato da admin_CUSMA il 7/2/2010 14:33:41 (444 letture)

Cultura - Fra le misure per il rilancio l'allungamento delle aperture serali


I professori in esubero? «Al lavoro nei musei»


Il ministro Bondi: sì al servizio civile nell'arte

ROMA — Impiegare nei musei italiani e nella valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale gli insegnanti in esubero (ovviamente col loro accordo e d'intesa col ministero dell'Istruzione). Anticipare l'orario di apertura delle raccolte d'arte alle 8 del mattino per favorire turisti e scolaresche: studiare nello stesso tempo allungamenti serali, immaginare varie fasce di prezzi nei periodi dell'anno (a seconda dei flussi) e programmare eventi in cui l'ingresso sia gratuito. Eliminare le file estive utilizzando il pagamento con carte prepagate, dotate di un chip per la lettura a distanza con i varchi elettronici. Prevedere pre-pagamenti con ricevuta sul telefonino, sempre da far leggere agli ingressi telematici. Ricorrere alle nuove tecnologie per la protezione delle opere dai furti. Raggiungere accordi tra ministero dei Beni culturali e presidenza del Consiglio per realizzare un piano nazionale di servizio civile che metta a disposizione duemila giovani per musei, aree archeologiche, archivi. Accordarsi con la Conferenza dei Rettori per permettere ai neo-laureati di lavorare per 1-2 anni nelle Soprintendenze riconoscendo quel periodo come tirocinio formativo da usare come accesso alla pubblica amministrazione.

Questo è il pacchetto di proposte per il futuro dei Beni culturali firmato ieri dalla Uil-Beni culturali. Ma la prima novità, l'ipotesi che riguarda gli insegnanti, viene direttamente dal ministro Sandro Bondi che l'ha messa sul tappeto proprio commentando il materiale prodotto dalla Uil: «Vorrei discutere col ministro Gelmini la possibilità di impiegare gli insegnanti in esubero nei musei e nella valorizzazione del nostro patrimonio artistico e ambientale. Potrebbero essere utilizzati anche come dirigenti di strutture se non addirittura di musei». Un'idea, quella di Bondi, che nasce da una considerazione: il personale dei beni culturali scarseggia, alcuni insegnanti invece potranno essere più numerosi del necessario. Ieri la Uil Beni culturali, diretta da Gianfranco Cerasoli, ha tenuto il suo congresso ribaltando l'immagine di un sindacato conservatore, corporativo, chiuso agli apporti esterni. E il segretario ha avanzato le sue proposte tenendo conto del drammatico calo di presenze nei musei italiani che si è registrato nella prima parte del 2008. Una crisi che va affrontata. Lo sbigliettamento elettronico, dice Cerasoli, permetterebbe di «recuperare almeno 500 unità di personale ai servizi di vigilanza e accoglienza, eliminando le file». Circa gli orari «tutti gli indicatori sociali, inclusa una recente ricerca del Cnr, ci dicono che i giovani vedono nella cultura un'alternativa ai locali notturni. Ma bisogna aiutarli lasciando i musei aperti fino a tardi. In quanto ai prezzi, è tempo di differenziarli in base a periodi dell'anno, orari e cicli di affluenza fino a lasciare momento di gratuità per esempio tra novembre e marzo», cioè quando i flussi turistici sono più bassi.
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Stampa : da Il Messaggero - Scuola, nuove regole per gli insegnanti: un anno di tirocinio, selezione più severa
Inviato da admin_CUSMA il 15/2/2010 20:19:10 (644 letture)

Scuola, nuove regole per gli insegnanti: un anno di tirocinio, selezione più severa

Il decreto Gelmini entro il mese alla firma di Napolitano.
Il Consiglio di Stato: riconoscere anche i periodi di precariato


di Anna Maria Sersale

ROMA (15 febbraio) - Pronte le regole per i nuovi insegnanti. Per mettere un freno al dilagare del precariato e selezionare chi sale in cattedra, i “posti” per gli aspiranti nelle università saranno a numero chiuso, calcolati sulla base del “reale fabbisogno”. Cinque anni di studio, poi un anno di tirocinio non retribuito. Così gli anni salgono a sei. Per curare i tanti mali della scuola - nelle comparazioni dell’Ocse risultiamo i più impreparati d’Europa: 33mo posto in lettura, 36mo in cultura scientifica, 38mo in matematica - ora l’obiettivo è quello di recuperare credibilità. Ai nuovi insegnanti non dovranno mancare “robuste conoscenze disciplinari”, oltre a “capacità organizzative”, “relazionali e comunicative”. Inoltre dovranno saper “motivare gli studenti allo studio”, fare “lavoro di gruppo” e avere “rapporti con le famiglie”.

Una severa “selezione” costringerà quelli professionalmente inadeguati a cambiare mestiere. Un decreto del ministro Gelmini, che dopo un ultimo passaggio a Palazzo Chigi entro fine mese sarà mandato alla firma del Presidente della Repubblica, stabilisce in che modo si diventa docenti. Se le università, come dicono, saranno pronte il nuovo sistema di formazione partirà dal prossimo anno. I test d’ingresso nelle università saranno il primo filtro, con i corsi per la specializzazione a numero chiuso. La scuola dovrà programmare i nuovi organici e il sistema universitario avrà il compito di formarli. I “posti” saranno calcolati sulla base delle previsioni delle scuole, tanti per la matematica, l’italiano, la storia e così via.

L’anno scorso sono state assunte 16mila persone, il ministero dovrà programmare il prossimo triennio, poiché quasi la metà dei docenti è vicina all’età della pensione e i concorsi sono fermi da 10 anni. Per alcune materie, come matematica, scienze e francese, le graduatorie, soprattutto al Nord, sono esaurite (secondo i sindacati Milano, Treviso, Sondrio, Torino e Reggio Emilia sono le città con più cattedre vacanti nelle materie scientifiche). Come si diventerà insegnanti? «Cinque anni di studio universitario: a ciclo unico, per chi punta alla scuola primaria, oppure tre anni per la laurea base in una disciplina, seguiti dal biennio specialistico, per chi pensa alla cattedra di medie o superiori». Per tutti, nel biennio, lo studio di materie professionalizzanti nel ramo pedagogico e psicologico.

Dunque, posti a numero chiuso nelle università, assunzioni programmate, stop al precariato, tirocini di un anno, ma anche più inglese e nuove tecnologie. Questo il piano. Ma la vera novità è “l’anno di tirocinio obbligatorio, non retribuito, da svolgere nelle scuole”. Al termine scatterà automaticamente il contratto? No, entrerà in ruolo solo chi supererà l’anno di prova, sotto la guida di un tutor, e il concorso bandito ogni due anni, (da definire con un provvedimento a parte). Sarà poi compito degli Uffici scolastici regionali organizzare, aggiornare e controllare gli albi delle scuole accreditate che ospiteranno i tirocini (sulla base di appositi criteri stabiliti dal ministero). Il tirocinio non prevede salario (Tremonti ha detto che non ci sono i soldi) inoltre il ministero vuole evitare situazioni che potrebbero generare altro precariato.

Per completare il profilo dell’insegnante, la Gelmini si dice pronta al «prossimo passo, la riforma complessiva del reclutamento», come ha annunciato l’altro giorno dopo il varo dei nuovi licei. Per questa seconda parte, ha in preparazione un secondo decreto. Ma che cosa ha in mente il ministro? Quali prospettive saranno offerte a chi andrà in cattedra? La scelta dei più bravi sarà il criterio guida. Il nuovo provvedimento conterrà due punti centrali: carriere differenziate e stipendi legati al merito e ai risultati ottenuti. Previsto anche l’accorpamento delle classi di concorso: per le superiori si ridurranno da 70 a 40, un modo per “ridurre la spesa”. Tornano anche i concorsi, fermi dal 2000.

«Non ci possiamo permettere - afferma il ministro Gelmini - che migliaia di quindicenni non sappiano comprendere un testo scritto e che il 25% abbandoni la scuola nel primo biennio delle superiori». Per innalzare i livelli della qualità, il ministro promette nomine degli insegnanti fatte per merito, non per “scorrimento” automatico, questo decreterà la fine delle “graduatorie a esaurimento”, che verranno chiuse per sempre. Una svolta. Ma i tempi? Il decreto sulla formazione è in dirittura d’arrivo, quello sul reclutamento è allo studio. Ma non è detto che quello alla firma diventi subito attuativo.

Il Consiglio di Stato il 7 febbraio scorso ha inviato un primo parere al ministero: i giudici di Palazzo Spada chiedono alla Gelmini di avviare una fase di transizione per riconoscere “ai fini del tirocinio e dei crediti il servizio prestato in via precaria presso le istituzioni scolastiche”. Cosa che potrebbe portare a un “canale riservato” per l’assunzione dei precari (attualmente 200mila in attesa del posto). «Appare opportuno - sostengono le toghe - in una fase di passaggio dal vecchio al nuovo regime, tenere conto della esperienza professionale maturata, ferma restando la possibilità di fissare presupposti e limiti di tale rilevanza». Il che equivale a dire “sì” alle nuove regole, ma non senza avere prima sistemato i precari.

Si aggiungono le proteste dei sindacati: «Chi ha già una laurea magistrale e un periodo di supplenze a scuola, o incarichi annuali con contratti a tempo determinato, rivendica il diritto a vedersi riconosciuto l’anno di praticantato», sostiene Massimo Di Menna, segretario nazionale Uil scuola. «Abbiamo insegnanti che hanno all’attivo quattro concorsi, o anni di servizio tra un incarico annuale e l’altro, vogliamo pure chiedergli il tirocinio obbligatorio? La loro esperienza a scuola vale forse meno?», aggiunge Francesco Scrima, segretario nazionale Cisl, che come altri sindacalisti si prepara a dare battaglia. Chiedono deroghe al decreto per governare una “fase di transizione”. «In questo modo - replicano fonti ministeriali - si vanifica tutto». Conclusione: si riapre il conflitto ma il governo andrà avanti.

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Stampa : da Tecnica della Scuola - Scuole alle strette, a Milano il ds chiede ai genitori di riparare i guasti
Inviato da admin_CUSMA il 14/2/2010 18:53:52 (674 letture)

Scuole alle strette, a Milano il ds chiede ai genitori di riparare i guasti

di A.G.

Accade all’istituto comprensivo statale “Sant'Ambrogio”: la lettera, inviata alle famiglie per invitarle a collaborare (anche come imbianchini, idraulici, facchini o operatori di pronto intervento), viene presa da alcune come motivo di mala-gestione. Chiesta all’Usr un’ispezione di verifica.
Lo stato di disagio finanziario e la conseguente confusione dei responsabili delle nostre istituzioni scolastiche sta cominciando a raggiungere livelli preoccupanti: il 13 febbraio è stata divulgata la notizia che a Milano il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo statale “Sant'Ambrogio” abbia inviato una comunicazione ufficiale, con tanto di protocollo, ai genitori dei suoi alunni per chiedergli di operare fattivamente per la scuola. L’aspetto paradossale della richiesta è che le famiglie dovrebbero spendere tempo, energie e professionalità, in maniera del tutto gratuita, per evitare che “alcuni aspetti operativi e organizzativi”, non meglio definiti ma per gli addetti ai lavori tutt’altro che oscuri, non mettano in ginocchio l’autonomia finanziaria dell’istituto aumentandone “i costi di gestione”. Poi il ds spiega anche che la disponibilità delle famiglie permetterebbe "di avere degli ambienti decorosi sempre pronti ad accogliere tutti coloro che varcano le nostre porte, sia grandi che piccini".
Nella lettera il capo d’istituto spiega senza mezzi termini che la sua scuola ormai ha "bisogno della collaborazione di tutti": così il dirigente ha pensato bene di preparare, in fondo alla comunicazione fatta pervenire a casa, una parte da far riempire proprio a quei genitori volenterosi intenzionati a rispondere positivamente all’invito. Difficile, del resto, che non sappiano svolgere o siano impossibilitati a dare un mano alla lunga lista di mestieri e/o specializzazioni richieste espressamente dal ds: si va dai "lavori di segreteria" a quelli "di pulizia". Ma possono risultare bene accette anche altre referenze, come il sapere realizzare "tinteggiatura-imbiancatura” oppure “opere edili-murature, impianti elettrici, idraulici, lavori di trasporto, piccoli facchinaggi e spostamento mobili, lavori amministrativi, organizzare-condurre feste iniziative ludiche e pronto intervento".
Quasi dimenticando che una scuola non è un’azienda, e che l’affidamento di attività di questo genere all’interno di un istituto scolastico necessita di procedure assicurative e di autorizzazioni tutt’altro che marginali, sembra che più di qualche genitore si sia impietosito. Ed abbia risposto positivamente all’invito. Altri, invece, sono rimasti stupefatti: ma perché – hanno chiesto - dovremmo essere noi a sopperire a gravi mancanze di cui si dovrebbe fare carico lo Stato? Così hanno reso pubblica la bizzarra richiesta del preside. E si sono rivolti all’Ufficio scolastico regionale rivendicando un’ispezione ministeriale (per presunte irregolarità gestionali) presso la scuola frequentata dai figli. Altro che aiuto…

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Stampa : da Tuttoscuola -
Inviato da admin_CUSMA il 13/2/2010 23:30:00 (465 letture)

Tuttoscuola: Insegnanti in soprannumero per effetto della riforma?

Nel corso dell'incontro sindacale di ieri presso il Miur per l'informativa sugli organici del prossimo anno scolastico è emersa anche una questione nuova (o quasi): quella dei docenti in soprannumero.

Non vi è nulla di certo, tuttavia, stando a quanto riferisce il sindacato Gilda (www.gildains.it), i dirigenti ministeriali hanno comunque "evidenziato problemi concernenti la riconversione del personale che risulterà in esubero provinciale", informando che "sarà attivato un tavolo sindacale per verificare le modalità di gestione dell'esubero, mediante corsi di riconversione o di formazione e le possibili confluenze della nuove discipline nelle classi di concorso esistenti".

Il 23 febbraio prossimo il Miur darà ulteriore informazione sulle discipline che subiranno i tagli e che potrebbero, appunto, determinare esubero di docenti.

Della notizia potrebbe essere contento il ministro Bondi che nei giorni scorsi aveva proposto l'utilizzo di docenti in soprannumero presso i musei. Potrebbe invece non essere contento di questa prospettiva il ministro Tremonti che vedrebbe vanificata in parte la manovra di risparmio, in quanto, pur riducendo gli organici, dovrebbe pagare comunque gli insegnanti privati della cattedra.

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Stampa : da La Tecnica della Scuola - Riforma epocale? Dieci domande in attesa di chiarimenti
Inviato da admin_CUSMA il 9/2/2010 15:33:10 (428 letture)

9.02.2010 - Tecnica della Scuola: Riforma epocale? Dieci domande in attesa di chiarimenti

di Anna Maria Bellesia

La riforma è stata avviata sulla base di Regolamenti che ad oggi non solo non costituiscono una norma in vigore, ma sono dei documenti fantasma. Le notizie certe sono poche, gli interrogativi molti: riguardano aspetti gestionali, organizzativi, didattici, e perfino caratterizzanti del percorso stesso (è il caso dei professionali). Ecco alcune domande in attesa di chiarimenti.

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Stampa : da ItaliaOggi - Punteggi dimezzati per chi cambia
Inviato da admin_CUSMA il 9/2/2010 15:10:00 (562 letture)

Punteggi dimezzati per chi cambia
AZIENDA SCUOLA
Di Carlo Forte

La stretta sui trasferimenti nel nuovo contratto sulla mobilità dei docenti. Giro di vite sull'assistenza


I 6 punti l'anno vengono attribuiti solo se si resta nello stesso ordine di scuola (infanzia/primaria o media di I / media di II grado), altrimenti verranno attribuiti punti 3 come per il servizio pre-ruolo

Giro di vite sui punteggi per i trasferimenti e i passaggi e nella disciplina delle precedenze. Lo prevede l'ultima bozza di contratto sulla mobilità, attualmente in discussione a viale Trastevere tra i rappresentanti dell'amministrazione scolastica e dei sindacati.

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Stampa : da Tuttoscuola - In attesa dei regolamenti
Inviato da admin_CUSMA il 8/2/2010 21:56:57 (412 letture)

da tuttoscuola.com

In attesa dei regolamenti
C'è viva attesa per conoscere i testi definitivi dei regolamenti di riforma delle superiori, approvati giovedì mattina dal Consiglio dei Ministri.

Per il momento se ne conoscono soltanto alcuni stralci ufficiosi, nonché gli allegati (pubblicati sul sito del Miur) relativi al regolamento dei licei.

Come mai questo ritardo?


Avviene da sempre che i testi di decreti legge, di regolamenti o di altri dispositivi di particolare complessità, dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, siano sottoposti ad un ulteriore controllo tecnico per evitare improprietà o inesattezze difficili da correggere nelle fasi successive di formalizzazione dei provvedimenti. Inoltre i tre testi hanno bisogno di essere comparati tra di loro per armonizzare contenuti e procedure.

I regolamenti di riforma delle superiori sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri con la formula di rito "salvo intese", lasciando intendere che, ad esempio, potrebbero essere necessarie verifiche con il Mef per gli aspetti economici.

La parte che potrebbe subire qualche assestamento, data anche la delicatezza della materia, è quella che ha introdotto la novità delle riduzioni di orario nelle classi successive alla prima con effetto contestuale a decorrere dal 2010-11. Tuttoscuola, nella newsletter di stamani, supponendo l'applicazione delle riduzioni di orario tutte a decorrere dal 2010-2011, aveva ipotizzato una riduzione complessiva, di circa 7mila posti di docenza (5.300 nei tecnici, 1.800 nei professionali). La situazione comunque è ancora fluida e si può modificare di ora in ora. Secondo indiscrezioni di queste ultime ore, negli istituti professionali la contrazione di orario per le seconde e le terze ancora a vecchio ordinamento potrebbe essere diluita su due anni scolastici, anziché, tutta dal 2010-2011.

In questo modo nel 2010-11 le seconde e le terze andrebbero a 34 ore; dal 2011-12 le seconde, diventate terze, andrebbero a 32 ore. Nei due anni ci sarebbe (ovviamente è una stima di massima) una riduzione di organico di circa 1.300 posti, di cui solo circa 900 dal settembre 2010 e le restanti da settembre 2011.

Ricapitolando le riduzioni di organico per il 2010/2011 - secondo queste ipotesi - dovrebbero essere di 5.300 nei tecnici e di 900 nei professionali, per un totale di 6.200 posti.

E' bene sottolineare, comunque, che non si tratta di tagli aggiuntivi rispetto alla manovra prevista dall'art. 64 della L. 133/2008, ma di un di cui.

In ogni modo sarà il prossimo decreto sugli organici a fare chiarezza su tutto.

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Stampa : da La Tecnica della Scuola - “Pettini e code” al vaglio della Corte Costituzionale
Inviato da admin_CUSMA il 7/2/2010 14:46:28 (643 letture)

“Pettini e code” al vaglio della Corte Costituzionale


di A.G.

A stabilirlo il Tar del Lazio, che con una corposa Ordinanza ha posto dubbi di costituzionalità e deciso che il “Giudice delle Leggi” dovrà esaminare la parte della 167/09 con cui il Governo ha evitato il commissariamento del Miur. Per l’Anief, promotore del ricorso, in caso di conferma della legge “blocca-processi” i ricorrenti dovranno essere risarciti e ottenere i contratti negati. Rivoluzionando le graduatorie.
La possibilità dei docenti precari di spostarsi da una graduatoria ad esaurimento di una provincia in un’altra, mantenendo il punteggio e senza ritrovarsi in coda, diventerà materia di studio della Corte Costituzionale. A stabilirlo è stato il Tar del Lazio, che con l’Ordinanza 230/2010 ha deciso che nelle prossime settimane dovrà esaminare la Legge 167/09 (in particolare l’art. 1, comma 4-ter), attraverso cui il Governo ha evitato il commissariamento del Miur per aver impedito il trasferimento dei supplenti con il sistema cosiddetto a “pettine”.
Per il Tar la questione di legittimità costituzionale sarebbe stata contrastata, sin da subito dal ministro dell’Istruzione e quindi in sede parlamentare dalla maggioranza politica, in via"autoritativa" e con un indirizzo giurisprudenziale politicamente oppositivo al regolamento.
Sarebbero diverse le motivazioni che hanno portato i giudici del Tribunale di primo grado a chiedere l’intervento del “Giudice delle Leggi”: attraverso un corposo documento, composto da ben 33 pagine, il Tar laziale ipotizza che una parte della Legge 167/09 violerebbe sei articoli della Costituzione, porrebbe il potere legislativo in contrasto con il potere giudiziario, annullerebbe l’autonomia della magistratura, negherebbe la certezza del diritto a un equo processo e la Convenzione europea sui diritti dell’uomo.
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