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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Stampa : da tuttoscuola.com
Inviato da admin_CUSMA il 21/8/2010 20:20:00 (541 letture)

Gelmini: nessuna difficoltà per l'avvio del nuovo anno

"Non vedo difficoltà per quanto riguarda l'apertura dell'anno scolastico, in modo particolare nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado, la scuola media, perché da quest'anno non ci sono particolari innovazioni o particolari modifiche".

Lo ha detto il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, in occasione della sua partecipazione a un incontro promosso da CortinaIncontra.

"Ho sentito telefonicamente lo staff che ho al ministero e i direttori scolastici regionali" - ha proseguito la Gelmini. "Tra l'altro abbiamo fatto 10.000 immissioni in ruolo recentemente, di giovani precari, quindi l'anno scolastico dovrebbe essere avviato in maniera normale, come gli altri anni. Forse è stato più difficile l'anno scorso con l'introduzione del maestro unico di riferimento, ma quest'anno particolari cambiamenti non ci saranno".

Cambiamenti importanti ci saranno invece, quest'anno, nella scuola secondaria superiore, con i relativi problemi di resistenza, adattamento, gestione delle innovazioni, particolarmente rilevanti negli istituti tecnici e professionali. Ma questo la Gelmini non lo ha detto...

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Stampa : da Tecnica della Scuola:
Inviato da admin_CUSMA il 14/8/2010 19:50:00 (935 letture)

da Tecnica della Scuola

Precari, il Tar di Salerno dice sì agli scatti d’anzianità

di A.G.

Vanno accreditati a partire dal terzo anno, come avviene per il personale di ruolo: decisiva la non abrogazione dell’art. 53 della legge n. 312/1980.

Ricorsi simili sono stati patrocinati dalla nostra associazione professionale-sindacale GILDA/FGU in tutta Italia , in alcune province l'esito è già stato positivo, in altre (Forlì-Cesena) siamo in attesa della sentenza, in altre ancora (Rimini) i nostri legali stanno avviando le procedure, comunque sempre a fianco dei precari

La sentenza di Salerno quindi non rappresenta una novità assoluta: sia perché già altri Tar, del centro-nord, si sono espressi in queste direzione, sia perché della stessa problematica si sta occupando da tempo addirittura la Corte di Giustizia europea dei diritti dell’uomo.

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Stampa : da ItaliaOggi: Scuola - Sotto l'ombrellone 13 mila posti
Inviato da admin_CUSMA il 3/8/2010 10:18:33 (1422 letture)

da ItaliaOggi - 3.06.2010

Sotto l'ombrellone 13 mila posti
Campania, Puglia e Sicilia a stecchetto, boom in Lombardia
di Alessandra Ricciardi

Verso il consiglio dei ministri il decreto per assumere a settembre 10 mila docenti e 3 mila Ata

Chi è in attesa di una chiamata a tempo inderminato come maestro nella provincia di Napoli, può scordarsela. Con 200 esuberi, di assunzioni non ve ne sarà neanche l'ombra. Quella della scuola primaria napoletana è la punta di un iceberg che riguarda il Sud, in particolare Campania, Sicilia e Puglia.
Nella tornata di assunzioni che andrà in scena nei prossimi giorni, le tre regioni in questione resteranno pressoché a stecchetto: troppe le immissioni in ruolo fatte negli anni passati, ora hanno il problema opposto, quello degli esuberi. Qualche spiraglio si apre solo per il sostegno e per classi, tipo matematica, alle medie e superiori. È quanto trapela dal ministero dell'istruzione, che conta di portare al prossimo consiglio dei ministri il decreto di autorizzazione a 13 mila assunzioni a tempo inderminato per il prossimo anno. Il dicastero guidato da Mariastella Gelmini ne aveva chieste 26 mila: 20 mila insegnanti e 6 mila Ata, ovvero ausiliari, tecnici e amministrativi. Pare che dal Tesoro la disponibilità sia arrivata ma dimezzata: salvo sorprese dell'ultima ora, le immissioni dovrebbero riguardare 10 mila insegnanti e 3 mila Ata. Agosto sarà dunque un mese ad alta tensione per i tanti precari interessati alle assunzioni e per gli uffici impegnanti nelle procedure di immissione. Che avverranno in larga misura dalle graduatorie permanenti, visto che quelle dei concorsi sono quasi ovunque esaurite. Le 10 mila assunzioni dei docenti controbilanceranno in modo parziale i 30 mila posti liberi del prossimo anno, tanti se ne stimano al netto dei pensionamenti e degli esuberi. Questi ultimi raggiungerebbero quota 10 mila, 2 mila in più rispetto allo scorso anno. Le disponibilità più consistenti si hanno nella scuola media (10 mila posti), nella superiore (oltre 7 mila cattedre vacanti) nella primaria con 6.100 e nell'infanzia 5.500.
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Stampa : da Tecnica della Scuola: Nuovi professionali: pubblicate le Linee guida
Inviato da admin_CUSMA il 31/7/2010 16:05:03 (475 letture)

da Tecnica della Scuola - 31.07.2010

Nuovi professionali: pubblicate le Linee guida
di Lara La Gatta

A distanza di due settimane dalla pubblicazione della Direttiva n. 57del 15 luglio 2010 contenente le linee guida per il riordino degli istituti tecnici, con la Direttiva n. 65 del 28 luglio 2010, inviata alla Corte dei conti per la registrazione, sono state definite le Linee-guida per il passaggio al nuovo ordinamento nell’a.s. 2010/2011 relativamente al primo biennio degli istituti professionali.
Anche in questo caso, si tratta di un documento piuttosto corposo, predisposto a cura del Gruppo tecnico di lavoro istituito con decreto dipartimentale n. 12/09, tenendo conto dei suggerimenti proposti dalle istituzioni scolastiche interessate e nel confronto con le associazioni disciplinari e professionali e le parti sociali.
Il testo contiene riferimenti ed indicazioni per la definizione del piano dell’offerta formativa e dell’organizzazione del curricolo per le classi interessate, nonché l’articolazione in competenze, abilità e conoscenze dei risultati di apprendimento. Parte integrante del documento è anche un breve glossario per rendere più comprensibile il linguaggio utilizzato.
Dopo la pubblicazione delle Linee guida prenderà il via un’ulteriore fase di misure nazionali, finalizzate soprattutto all’aggiornamento dei docenti e dei dirigenti scolastici.
“Il riordino degli istituti professionali – leggiamo nel documento - risponde all’esigenza di organizzare percorsi formativi quinquennali, finalizzati al conseguimento di un titolo di studio, fondati su una solida base di istruzione generale e tecnico-professionale riferita a filiere produttive di rilevanza nazionale che a livello locale possono assumere connotazioni specifiche”.
Gli elementi distintivi che caratterizzano gli indirizzi dell’istruzione professionale all’interno del sistema dell’istruzione secondaria superiore si dovranno basare, secondo i nuovi orientamenti, sull’uso di tecnologie e metodologie tipiche dei diversi contesti applicativi, sulla capacità di rispondere efficacemente alla crescente domanda di personalizzazione dei prodotti e dei servizi, che è alla base del successo di molte piccole e medie imprese del made in Italy, oltre che su una cultura del lavoro che si fonda sull’interazione con i sistemi produttivi territoriali.
Fattore imprescindibile per l’elaborazione del piano dell’offerta formativa degli istituti professionali è quindi rappresentato dalla stretta interrelazione con il territorio e il mondo produttivo. E gli strumenti per intrecciare la progettazione didattica della scuola con i piani di sviluppo locali e le esigenze formative degli studenti sono quelli offerti dall’autonomia didattica e organizzativa, arricchiti – secondo il Miur – proprio dalle opportunità messe a disposizione delle scuole dal regolamento sul riordino, che dovranno articolare l’offerta formativa puntando su progetti basati su tre parole-chiave: menti d’opera, professionalità e laboratorialità.

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Stampa : da La Tecnica della Scuola:
Inviato da admin_CUSMA il 25/7/2010 15:50:00 (546 letture)

da Tecnica della Scuola 25.07.2010

Bonanni successore di Scajola? L’ipotesi rimane in piedi. Precari infuriati
di A.G.

La prossima settimana Berlusconi annuncerà il nuovo ministro dello Sviluppo economico. Secondo il Coordinamento precari scuola sarebbe un vero smacco: il leader sindacale fa carriera mentre 150.000 lavoratori della scuola vengono licenziati senza speranze per il futuro. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, rimane in lizza per succedere a Claudio Scajola (dimissionario, il 4 maggio scorso) in qualità di nuovo ministro dello Sviluppo economico. L’eventualità riguarda anche la scuola. Andiamo a capire perché. La candidatura, sponsorizzata dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che avrebbe particolarmente apprezzato la politica del dialogo adottata dal sindacato di via Po in occasione degli emendamenti da apportare alla manovra Finanziaria, è tornata in auge, il 24 luglio, in corrispondenza di alcune dichiarazioni del Premier: il presidente del Consiglio ha infatti dichiarato che “la prossima settimana procederemo alla nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico”.

In pole position per ricoprire l’importante posto rimasto vacante rimarrebbe Paolo Romani: l'attuale viceministro sembrava destinato a prendere il posto di Scajola all’indomani delle sue dimissioni, ma Berlusconi preferì di prendere lui stesso in mano il Dicastero. Un’iniziativa, quella del presidente del Consiglio, che, a pochi giorni dall’annuncio ufficiale del successore, manterrebbe in piedi la candidatura di Bonanni.
La notizia che accosta il leader della Cisl ad uno dei ministeri più importanti del Governo non però è piaciuta ai precari della scuola. il `Coordinamento precari scuola' ha infatti emesso un duro comunicato, attraverso cui sostiene che si tratterebbe di "un indiscutibile bel passo in avanti nella carriera che avviene mentre 150.000 lavoratori della scuola vengono rimandati, senza il minimo barlume di speranza per il futuro, indietro nel baratro della disoccupazione e della povertà".
Secondo il Cps la notizia starebbe suscitando tra i lavoratori della scuola pubblica italiana "sgomento e profonda indignazione", soprattutto da parte di quei dipendenti (in larga parte non di ruolo) che avrebbero preferito una linea sindacale meno `concertativa' verso la politica dei circa 8 miliardi di euro di risparmi decisi del governo per il solo comparto scuola attraverso la legge 133/08. A rendere i rapporti sempre più tesi tra associazioni e movimenti dei precari, ma anche Flc-Cgil e comitati di base, da una parte, e la Cisl sarebbero state le recenti penalizzazioni previste per docenti e personale Ata. E a poco è servito il fatto che il blocco triennale del contratto sia rientrato grazie al maxiemendamento approvato in Senato, Se la Cisl ha fatto sapere che “soluzioni più vantaggiose e di più immediata efficacia, per quanto auspicabili, non erano realisticamente perseguibili”, dall’altra i precari ritengono che gli accordi raggiunti con il governo" non li abbiano "minimamente tutelati. Come lavoratori della scuola – sostiene il Coordinamento dei precari della scuola - pretendiamo un'immediata risposta che confermi la veridicità o la falsità delle informazioni da noi ricevute: nel caso in cui la notizia venga confermata chiediamo le immediate dimissioni di Bonanni". Dimissioni che a questo punto arriverebbero contestualmente alla prestigiosa nomina.

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Stampa : da La Tecnica della Scuola - Addio all'Enam, ma per i docenti non cambia nulla: continueranno a mantenerlo
Inviato da admin_CUSMA il 24/7/2010 12:40:00 (586 letture)

da Tecnica della Scuola

Addio all'Enam, ma per i docenti non cambia nulla: continueranno a mantenerlo

di A.G.

I maestri d’infanzia e della primaria dovranno continuare a vedersi sottratta la “tassa” obbligatoria dello 0,8% dello stipendio (in media oltre 200 euro l’anno) senza avere apparenti benefici in cambio. La Gilda, che ne chiede l’abolizione da 15 anni, parla di inutile balzello. Ma dall’Inpdap, che assorbirà le funzioni dell’ente soppresso, assicurano che tutti i servizi rimarranno in vita.
Sta determinando interpretazioni contrapposte la soppressione dell'Enam, l'Ente nazionale di assistenza magistrale, prevista dal maxiemendamento alla manovra Finanziaria approvato a metà luglio dal Senato ed ora all'esame della Camera: non tanto per la decisione di far venire meno lo storico ente, che peraltro alcuni sindacati avevano da tempo messo nel mirino perché poco incisivo nella vita professionale dei suoi sovvenzionatori (tutti i docenti di scuola primaria). A destare polemiche è il fatto che gli stessi docenti, tutti quelli d’infanzia e della primaria, dovranno continuare, comunque, a vedersi sottratta la “tassa” dello 0,8% dello stipendio (in media oltre 200 euro l’anno) senza avere apparenti benefici in cambio. L'emendamento, contenuto nell'articolo 7 (comma 3-bis) della Finanziaria, indica, senza mezzi termini, che “l'Ente nazionale di assistenza magistrale (Enam), istituito in base al Dlpcs 21 ottobre 1947, n. 1346, come modificato dalla legge 7 marzo 1957, n. 93, è soppresso: le relative funzioni sono attribuite all'Inpdap che succede in tutti i rapporti attivi e passivi”. Quindi tutte competenze, oneri e onori, dell'Enam verranno trasferite all'Inpdap, l'Istituto nazionale di previdenza dei dipendenti pubblici.
A farsi portavoce del dissenso dei docenti della primaria è stata la Gilda degli insegnanti, che attraverso il suo coordinatore, Rino Di Meglio, ha chiesto pubblicamente che "contestualmente alla soppressione dell'Ente nazionale assistenza magistrale" vada "eliminato anche questo iniquo balzello". Il leader della Gilda sostiene anche che "da 15 anni il nostro sindacato si batte per l'abolizione di questa trattenuta obbligatoria che risale a un decreto del lontano 1947 e che, quando è avvenuto il passaggio al sistema privatistico, non è stata richiamata dal contratto di lavoro. Inoltre va sottolineato - aggiunge Di Meglio - che le forme di assistenza offerte dall'Enam non si sono mai adeguate alla mutata realtà storica e sociale del Paese e, quindi, non garantiscono alcun vantaggio sostanziale agli insegnanti".
Di tutt’altro avviso l’Inpdap, che a quanto sembra accoglierà a braccia aperte l’Enam: l’Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici ha spiegato che continuerà a mantenere in vita "l'attività assistenziale altamente meritoria che svolge l'Enam a vantaggio degli insegnanti della scuola dell'infanzia e primaria, nonché dei dirigenti scolastici", soprattutto "perché, ai fini previdenziali e socio creditizi, gli stessi sono iscritti anche dell'Inpdap".
L'Inpdap ha inoltre aggiunto che la sua opera si limita a quella di un normale "ente previdenziale ma é anche ente socio-creditizio (con attività creditizie importanti rivolte a tutti gli iscritti e attività sociali rivolte ai giovani ed agli anziani) ed assistenziale (con altrettanti importanti interventi nel campo dell'assistenza, domiciliare e non, agli anziani non autosufficienti). Ecco perche i valori della solidarietà e della sussidiarietà propri delle funzioni svolte dall'Enam sono valori propri anche dell'Inpdap". Una sottolineatura che conferma, anche se agli addetti ai lavori non erano venuti troppi dubbi, che il contributo continuerà ad essere prelevato automaticamente dalla busta paga.

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Stampa : da la Nuova Sardegna: Precari, vittoria dal giudice del lavoro
Inviato da admin_CUSMA il 21/7/2010 16:00:00 (920 letture)

La Nuova Sardegna - luglio 2010

"Docenti Precari", vittoria dal giudice del lavoro

È stato dichiarato illegittimo l’uso dei contratti per un periodo troppo lungo Pronti altri ricorsi

NUORO. I precari della scuola segnano un importante punto a loro favore. Il giudice del lavoro del tribunale di Nuoro (Vettore) ha accolto il ricorso di dieci di loro contro l’abuso dei contratti a termine nella scuola statale.
Al di là delle formule tecniche, i precari che hanno deciso di ricorrere al giudice attraverso la federazione provinciale Gilda Unams di Nuoro, avranno il riconoscimento delle mensilità che normalmente non vengono attribuite ai precari, ossia i mesi di luglio e agosto, con anche rivalutazione monetaria, interessi legali e le voci che incidono sul tfr e sulla tredicesima. Che, dal momento che i precari vengono assunti dal primo settembre al 30 giugno, è relativa soltanto a questi mesi.
I lavoratori erano assistiti dall’avvocato Claudio Solinas.

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Stampa : da ItaliaOggi: E oltre agli scatti ci sono gli accessori
Inviato da admin_CUSMA il 20/7/2010 14:10:46 (471 letture)

da ItaliaOggi 20.07.2010

E oltre agli scatti ci sono gli accessori

Oltre all'utilizzo del 30% dei risparmi per il recupero degli scatti di anzianità per i prossimi tre anni, il testo del decreto-legge, come modificato dal maxiemedamento -su cui è stata espressa la fiducia del senato e che è passato alla camera per il sì definitivo- prevede nuove modalità di pagamento dei compensi accessori (si veda ItaliaOggi di martedì scorso): saranno pagati direttamente in busta paga, insieme alle competenze fisse per tutto il personale, con eccezione dei supplenti nominati dai dirigenti scolastici per supplenze brevi, che continuano a gravare sui bilanci delle scuole (con esclusione delle maternità). All'inizio di ogni anno scolastico il ministero comunicherà alle scuole la dotazione finanziaria complessiva per i compensi accessori che verrà articolata secondo il contratto di istituto. Le scuole daranno i mandati di pagamento a cui poi provvederà il Tesoro.

Tra le novità parlamentari, c'è la soppressione dell'Enam, l'ente per i docenti elementari ed il trasferimento delle sue funzioni all'Inpdap, con trasferimento delle risorse strumentali, umane e finanziarie entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge.

Novità anche per i lavoratori socialmente utili: gli uffici scolastici provinciali sono autorizzati a prorogare le convenzioni in corso, nei limiti di spesa già previsti dalla legge n. 191/2009.

Per i docenti di sostegno resta inalterato il contingente dell'organico di fatto dell'anno scolastico 2009/2010 anche per il 2010/2011, fatta salva la possibilità di deroghe per gravi casi.

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Stampa : da Tecnica della Scuola - Organici: adesso protestano anche i dirigenti degli USP
Inviato da admin_CUSMA il 20/8/2010 1:13:58 (490 letture)

da Tecnica della Scuola - 19.08.2010


Organici: adesso protestano anche i dirigenti degli USP


di R.P.
Succede a Firenze, il cui direttore dell'Ufficio scolastico provinciale scrive al Ministro per dire che in queste condizioni l'avvio dell'anno scolastico non potrà essere regolare. Manca anche il personale per fare le nomine.
In questi ultimi mesi alle proteste di sindacati, associazioni e comitati contro questo o quel provvedimento ministeriale abbiamo ormai fatto l’abitudine e quindi le stesse proteste rischiano di non essere neppure più notizie giornalistiche. Ne sanno qualcosa i precari che, per far sentire la propria voce, sono ormai costretti a fare lo sciopero della fame o a minacciare il blocco dello stretto di Messina.
Ma la notizia che arriva da Firenze è quanto meno strana.
Questa volta a protestare, e anche vivacemente, è Claudio Bacaloni, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale che, con una nota di tre pagine indirizzata al Ministro dell’Istruzione, ai dirigenti scolastici della provincia, alla prefettura, all’amministrazione provinciale e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, spiega senza troppi giri di parole che a settembre le scuole fiorentine si troveranno in grave difficoltà.
I problemi segnalati da Bacaloni, però, non riguardano solo gli organici delle scuole: c’è anche una questione, irrisolta da tempo e divenuta ormai insostenibile, relativa alla carenza di personale dell’ufficio provinciale.
Personale - scrive il dirigente nella sua lettera - sempre più scarso e persino “ampiamente demotivato” tanto da far parlare di “presumibile impossibilità ad assolvere compiutamente le incombenze istituzionali”.
Con personale carente e demotivato sarà impossibile, sostiene Bacaloni, garantire che entro la fine di agosto vengano espletate tutte le procedure indispensabili per dare avvio al nuovo anno scolastico.
Ma, sottolinea Bacaloni, a queste ormai difficoltà quest’anno se ne aggiunge un’altra: “Il tentativo (consueto e faticoso) dell’Ufficio di anticiparsi, predisponendo per tempo il quadro delle disponibilità di posti (presunti) per il personale da sistemare, quest’anno è stato frustrato, proprio il 5 agosto, dalla disarmante comunicazione per cui alla nostra provincia (ma non solo ad essa, peraltro) viene assegnato un numero di posti più basso di quello attribuito con l’organico di diritto”.
“Eppure - denuncia il dirigente - è noto nell’”ambiente” che, nel cosiddetto organico di fatto (ed inevitabilmente nelle scuole superiori), le ore di insegnamento non possono che aumentare, per effetto delle classi bilingui, del necessario sdoppiamento di laboratori (non considerati e non considerabili nell’organico di diritto), oltreché per l’imprevedibilità in assoluto del numero dei ripetenti”.
Come far fronte alla situazione ?
La soluzione, spiega Bacaloni, è del tutto obbligata: “Si è costretti a prendere iniziative di ulteriore contenimento, traducendole in soppressione di posti già presenti in organico di diritto, con perdita della sede da parte del titolare e frustrazione delle aspettative dell’utenza”.
All’iniziativa del dirigente dell’USP di Firenze si affianca la decisione di Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Gilda-Unams di convocare, proprio per il primo giorno di scuola 15 settembre, una assemblea sindacale provinciale.
“Vogliamo dare all’opinione pubblica - affermano i tre sindacati - un segnale chiarissimo del forte ridimensionamento della scuola statale a causa della politica governativa, tesa da un lato alla sua destrutturazione e dall’altro a favorire la privatizzazione del servizio”.

19/08/2010

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Stampa : da Repubblica.it: Scuola, ecco i numeri delle assunzioni
Inviato da admin_CUSMA il 10/8/2010 1:26:33 (1177 letture)

da Repubblica.it - 9.08.2010

IL CASO
Scuola, ecco i numeri delle assunzioni
"Solo un terzo dei posti, precari a secco"


Le immisioni annunciate dalla Gelmini sono pochissime rispetto alle cattedre vacanti. In tutta la scuola elementare, ad esempio, solo 790 nuovi assunti a fronte di decine di migliaia in lista d'attesa. Sindacati divisi sulle nuove misure annunciate

di S. INTRAVAIA

Assunzioni col contagocce nella scuola. Le immissioni in ruolo annunciate giorni fa dal ministro Gelmini ai sindacati saranno una delusione per i 277 mila precari in attesa da anni di una sistemazione. Dei 10 mila posti concessi dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, poco più di 5 mila andranno ai docenti di sostegno e la restante parte, 4.978 posti in tutto, per l'esattezza, saranno posti comuni. Una inezia rispetto alle attese di migliaia di supplenti, alcuni dei quali addirittura over 60. La scuola elementare, letteralmente falcidiata dai tagli del governo, avrà appena 790 posti. E dire che i posti rimasti vacanti, senza cioè un titolare, dopo i trasferimenti sono parecchi: quasi 30 mila.

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Stampa : dall'Unità: Unità: Istruzione, impiegati in ferie, rischio caos
Inviato da admin_CUSMA il 2/8/2010 17:00:00 (459 letture)

dall'UNITA' - 2 agosto 2010

Istruzione, impiegati in ferie, rischio caos

Fabio Luppino

Sì, sì, lasci qui la sua domanda. Ma io da domani vado in ferie...». «Scusi, e chi se ne occuperà, chi la seguirà, quando saprò...? ». «Cosa vuole che le dica, non io. Deciderà il dirigente. Arrivederci... ». Un dialogo in un provveditorato qualsiasi - o Csa o Usp, come si chiamano adesso - della penisola, di questi giorni.

Da una parte il professore che chiede di capire di quale morte deve morire; dall’altra l’impiegato fortememente irato per un lavoro da sbrigare quando la voglia non c’è più, frutto della a lungo colpevole indeterminatezza del ministero dell’Istruzione. Impiegato, a cui della riforma e del destino del professore non importa nulla. Ma è la condanna di ferragosto che Gelmini ha preparato per migliaia di docenti. Lo avevamo annunciato: la macchina per l’anno scolastico 2010/2011 è partita con grandissimo ritardo. Al ministro serviva, ad ogni costo, mettere i paletti della sua riforma, alle superiori. Fissare i tagli, la riduzione random delle ore. Che poi scuole e docenti non sappiamo ancora chi avranno, le prime, e dove, i secondi, poco importa. I sovrannumerari - segnate bene il termine, perché il prossimo anno oltre ai precari, il cui destino di senza lavoro è da tempo noto, saranno sempre di più - insegnanti di ruolo con cattedra quasi estinta, stanno combattendo la loro ennesima battaglia burocratica. Avevano tempo fino ad oggi per fare domanda di assegnazione provvisoria e sperare di avere cattedra completa in una o due scuole, a volte anche su tre. Quindi agosto doveva essere il mese con il massimo delle presenze negli uffici dell’Istruzione preposti. E invece gli impiegati vanno in ferie,come è giusto che sia. Chi decide, allora? I dirigenti possono ordinare a chi resta di fare il lavoro di cinque persone, naturalmente. Ma ci siete mai stati in un provveditorato? Ecco, se ci andate vi rendete conto che la storia della pratica, la vostra, che miracolosamente spunta fuori seppellita per mesi sotto un mare di altre scartoffie, è tutta vera. Locali e stanze polverose dove per gli indifesi docenti è importante conoscere anche il carattere dell’impiegato della loro «stanza» per affrontarlo a dovere, dopo file di ore in piedi, naturalmente. Succede, dunque, che le richieste di chiarimenti, miglioramenti cattedre (nei casi in cui ad un sovrannumerario vengano date scuole distanti e lui come un rabdomante ne scova un’altra più vicina a casa per non morire stecchito sulla tangenziale, andando da una scuola all’altra nella stessa giornata, e la chiede) avranno risposte ai loro quesiti se va bene qualche ora prima dell’inizio del prossimo anno scolastico, se non a rintocco della campanella già avvenuto. Stiamo parlando di persone tra i quaranta e i cinquanta anni. Perdenti cattedra in tutti i rami delle superiori, licei a parte, per i quali il taglio delle ore si avrà soltanto dal settembre 2011. È noioso ricordarlo, certo, ma il quadro dei primi di settembre nelle scuole sarà questo. 25mila precari senza più un posto di lavoro, un costo sociale altissimo che non sembra far parte delle epiche contese di queste ore tra finiani e berlusconiani, né di altri; perdurare della mancanza di ogni cosa riguardi il fare scuola, dalla carta per le fotocopie alla carta igienica. Come ogni anno ci hanno pensato i genitori. Pagando al momento dell’iscrizione dei loro figli il contributo volontario, tra i cento e i duecento euro, più alto, che proprio per la sua natura non sarebbero nemmeno tenuti a pagare.

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Stampa : da TuttoscuolaNew n.451 del 26.07.2010
Inviato da admin_CUSMA il 26/7/2010 23:24:40 (465 letture)

TuttoscuolaNew n. 451, 26 luglio 2010

SOMMARIO

1. Stile Fiat

2. Se il docente fa un uso fraudolento del permesso, rischiano medico e dirigente scolastico

3. Stile Usa

4. Riforme e sindacati/1. Alla ricerca dell’unità perduta

5. Riforme e sindacati/2. Tra conservazione e innovazione

6. Riforme e sindacati/3. Se “la scuola è di tutti”…

7. Se si cancellasse la gratuità dei libri di testo della scuola primaria

8. La non gratuità dei libri di testo violerebbe la Costituzione?

9. Ancora poche ore per dire la propria sulla didattica della matematica

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Stampa : da Tecnica della Scuola: Dirigenti e Dsga, i certificati dei supplenti vanno verificati!
Inviato da admin_CUSMA il 25/7/2010 15:29:31 (575 letture)

da Tecnica della Scuola 25.07.2010

Dirigenti e Dsga, i certificati dei supplenti vanno verificati!
di A.G.

Tra gli indagati dell’inchiesta sulle graduatorie scalate indebitamente a Napoli ora figurano anche 26 capi d’Istituto e responsabili del personale Ata: per loro c’è l’ipotesi di omissioni in atto d’ufficio. E per alcuni anche quella di mancata denuncia all’autorità. Dietro un giro d'affari che arrivava a chiedere fino a 6.000 euro a candidato.
Dirigenti scolastici e Dsga farebbero bene a verificare la veridicità dei certificati loro presentati dal personale precario in occasione delle domande di inserimento o aggiornamento delle graduatorie d’istituto: in alcuni casi la mancata verifica dei titoli, soprattutto quelli dei servizi dichiarati, aprirebbe infatti indebitamente le porte delle supplenze a docenti o Ata posizionati, senza averne titolo, tra i primi posti delle rispettive graduatorie. E laddove l’amministrazione scolastica non riuscisse ad esaminare tutte le domande, potrebbe bastare anche una verifica a campione (ad esempio sul 20-30% delle domande presentate, un po’ quello che accade in molte scuole con le visite fiscali).
Un caso, ancora del tutto da chiarire ma su cui riflettere, è accaduto a Napoli, con decine di supplenti della scuola che a partire dall’a.s. 2007/08 hanno scalato le graduatorie con la compiacenza di alcuni impiegati dell’Usp: quell’inchiesta è proseguita ed ora nel registro degli indagati sono finiti anche 26 dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali ed amministrativi. Per loro, ha riferito un quotidiano nazionale, la Guardia di Finanza ha fatto scattare la denuncia per omissioni in atto d’ufficio. E per una parte quella di mancata denuncia all’autorità: in certi casi sembrerebbe, infatti, che pur avendo riscontrato l’incongruenza tra quanto dichiarato dai candidati alle supplenze e gli effettivi servizi svolti o titoli realmente acquisiti, i responsabili di alcuni istituti del capoluogo campano abbiano volutamente chiuso un occhio.
Nel frattempo si sarebbe anche ampliato il numero delle persone coinvolti nell’inchiesta: sarebbero oltre un centinaio, in prevalenza aspiranti docenti. Uno di loro, assieme ad un amministrativo, avrebbe ammesso di aver pagato per ottenere punteggi “gonfiati”. E non si parla di cifre simboliche, visto che i candidati alle supplenze (sicure) avrebbero tirato fuori anche 6.000 euro.
Per chi non aveva molte possibilità di farcela da solo, del resto, era un vero investimento: pagare tre-quattro mesi di stipendio in cambio di almeno il doppio. Garantendosi, in molti casi, l’avvio di una carriera dietro la cattedra di una classe o la scrivania di un ufficio amministrativo.
Per questi precari a volta ottenuti i certificati di servizio, seppure mai svolti, non rimaneva che aspettare di essere convocati per le supplenze. L’unico problema, che sarebbe potuto subentrare, era legato al fatto che gli istituti avrebbero potuto scoprire l’inganno. Circostanza che, a quanto scoperto dai giudici, non si sarebbe mai verificata.
Come se non bastasse, c’è poi un secondo “filone” dell’inchiesta: quella che porta ad un funzionario dell’Usp, sembra già agli arresti, che forzando le password ai sistemi informatici delle graduatorie aggiungeva i punti preventivamente pattuiti (sempre previo esborso di euro). In questo caso le nomine, ancora più sicure e quasi sempre annuali, arrivavano direttamente dall’ex Provveditorato. Senza alcuna potenziale interferenza.

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Stampa : da Il sole 24 ore: Per gli statali si cerca l'accordo
Inviato da admin_CUSMA il 23/7/2010 15:10:00 (763 letture)

Il sole 24 ore - 22.07.2010

Per gli statali si cerca l'accordo

ROMA
Mercoledì prossimo, 28 luglio, si capirà se esistono le condizioni per raggiungere l'auspicata intesa tra governo e sindacati con cui affrontare la fase di blocco dei contratti dei dipendenti pubblici fino al 2012. L'appuntamento è stato fissato ieri dal commissario straordinario dell'Aran, Antonio Naddeo, al termine della presentazione del rapporto semestrale sulle retribuzioni nella Pa, occasione per fare il punto sulla più recente attività negoziale svolta dall'agenzia. Al centro della convocazione c'è il nodo del riordino dei comparti di contrattazione che, in applicazione della riforma Brunetta (l. 15 e dlgs 150/2009), dovranno passare dagli 11 attuali – cui si aggiungono altre aree minori di contrattazione e le otto aree dirigenziali – ai quattro nuovi, con sole quattro aree dirigenziali.
La razionalizzazione cui s'è lavorato nelle ultime settimane dovrebbe portare a due comparti per la Pa centrale, con i ministeri, le agenzie e gli enti da una parte (più, forse, l'università) e la scuola dall'altra, mentre gli altri due comparti per la Pa periferica raggrupperebbero da un lato le regioni con tutta la sanità e, dall'altro, di dipendenti di comuni e province.
«Spero nella massima convergenza di tutte le forze sindacali, perché è un momento non solo difficile ma anche estremamente importante per il paese» ha detto il ministro della Pa e l'innovazione, Renato Brunetta, che ieri ha anche riconosciuto il lavoro svolto dall'Aran: 30 contratti nazionali rinnovati sui 58 previsti per il quadriennio 2006-2009, con incrementi stipendiali per i 187.436 dipendenti coinvolti che variano tra il 4,85% (biennio 2006-2007) al 3,2% (biennio 2008-2009); in linea con l'inflazione. In questi ultimi rinnovi sono state già seguite le linee guida indicate dalla riforma, con la valorizzazione delle retribuzioni collegate al risultato, il rafforzamento della responsabilità dirigenziale e la responsabilità discitplinare. Antonio Naddeo ha chiarito che il blocco della contrattazione nazionale non farà decadere i contratti integrativi in essere: le amministrazioni, a risorse date, potranno aggiornarli rispettando però i nuovi paletti della riforma, pena nullità.

segue........

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Stampa : da tuttoscuola.com:Un sì e un no. Il TAR arbitro dell'avvio della riforma
Inviato da admin_CUSMA il 21/7/2010 15:40:32 (479 letture)

da tuttoscuola.com

Un sì e un no. Il TAR arbitro dell'avvio della riforma

Nel giro di 24 ore il TAR Lazio ha emanato alcune ordinanze relative alla richiesta di sospensiva con le quali in parte accoglie e in parte respinge taluni ricorsi per fermare la macchina (con motore acceso) della riforma delle superiori.

Con ordinanza n. 3360 del 20 luglio 2010 ha respinto la richiesta di sospensiva della circolare n. 37/10 sugli organici, pur considerandola illegittima, in quanto non sussiste danno attuale e concreto, con conseguente difetto del grave e irreparabile pregiudizio.

Allo stesso modo, con ordinanze n. 3357 e 3358 del 20 luglio 2010, non ha accolto una analoga richiesta di sospensiva della circolare sulle iscrizioni (anch'essa giudicata illegittima), in quanto mancante il danno attuale e concreto.

Riforma delle superiori salva e avvio regolare dell'anno scolastico?

Neanche per sogno, perché lo stesso Tar, con ordinanza n. 3363 del 19 luglio 2010, ha accolto la richiesta di sospensiva dei decreti con i quali è stata disposta la riduzione dell'orario settimanale nelle classi intermedie non a riforma degli istituti tecnici e professionali.

La sospensiva è legata al parere che in merito a tale riduzione di orario il Cnpi dovrà esprimere.

Con le prime ordinanze il Tar ha, di fatto, dato il via libera all'avvio della riforma delle superiori, ma a questa accensione del verde ha fatto seguire immediatamente un giallo che costringe la macchina ministeriale a frenare. Se dovesse accendersi il rosso (parere negativo del CNPI) un pezzo di riforma rimarrebbe ai box di partenza...

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