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Stampa : da Corriere Bologna - Scuola, i docenti: «Limina si dimetta»
Inviato da admin_CUSMA il 1/6/2010 16:51:06 (619 letture)

da Corriere - Bologna

Scuola, i docenti: «Limina si dimetta»
Giovedì «occupazione» del provveditorato (USR)


Ma i sindacati si spaccano. La Cisl: più si chiedono
le dimissioni di Limina più si rafforza la sua posizione


Il mondo della scuola tornerà a farsi sentire per protestare contro i tagli del governo e per ribadire il dissenso nei confronti dell’atteggiamento del direttore dell’ufficio scolastico regionale, Marcello Limina. «No al bavaglio, no ai tagli. Sì ad una scuola pubblica di qualità» è lo slogan della manifestazione che alle 14,30 di giovedì si terrà sotto gli uffici dell’Usp (Usr) in via de' Castagnoli. Ci sarà un’«occupazione simbolica» da parte di diverse realtà sindacali: Flc-Cgil, Gilda, Cobas e altri gruppi del coordinamento scolastico. In forse la presenza di Cisl e Snals a causa di alcuni contrasti che sono emersi nel dibattito.


LA PROTESTA - Il volantino diffuso dai promotori dell'iniziativa spiega le motivazioni del ritorno alla contestazione: «Il governo sta tagliando gli organici e ha bloccato i contratti. Limina ha cercato di nascondere lo smantellamento in atto nella scuola pubblica». Sandra Soster della Flc-Cgil ha parlato di «una situazione gravissima, che ha reso necessaria un'iniziativa forte e unitaria».

LA SPACCATURA - L'Assemblea dei docenti delle scuole superiori, convocata questa mattina nell'aula magna del Liceo Righi, ha approvato all'unanimità le dimissioni di Marcello Limina ma il voto espresso ha sancito la divisione con alcuni sindacati. Alcuni membri del coordinamento dei precari della scuola hanno proposto una mozione di quattro punti: dimissioni di Limina, sospensione della pubblicazione degli organici, rinvio di una anno della riforma delle superiori, no all'introduzione degli esperti esterni delle scuole. L'assemblea ha approvato l'intera mozione ma si è scontrata con Cisl e Snals, che si sono opposti alla votazione perché non all'ordine del giorno. Anna Cicognani della Cisl scuola ha commentato l'accaduto: «I problemi della scuola sono ben altri, più si chiedono le dimissioni di Limina più si rafforza la sua posizione al ministero».

Mauro Giordano


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Stampa : da TuttoscuolaNew n.442 del 31.05.2010
Inviato da admin_CUSMA il 31/5/2010 13:49:01 (607 letture)

da TuttoscuolaNew n.442 del 31.05.2010

SOMMARIO


1. Manovra finanziaria. Gli effetti sulla scuola

2. Scuola: manifestazioni del Pd in tutta Italia

3. Marcegaglia (Confindustria): le scuole assumano i docenti

4. Università verso la riforma. Con fatica

5. Formazione dei docenti. Ok molto condizionato della Camera

6. Formazione chiama reclutamento

7. E’ il mese delle paritarie

8. Concorsi addio. Lasciate ogni speranza o voi che entrate….

9. Riforma della scuola. Tempi brevi per definirla e tempi lunghi per condividerla

10. Conferenza delle Regioni: Errani Presidente

11. Convegno “Regione, istituzioni scolastiche e federalismo”: rischi ed opportunità

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Stampa : da Fuoriregistro - Le mani in tasca
Inviato da admin_CUSMA il 30/5/2010 10:06:23 (484 letture)

Le mani in tasca

Isa Cuoghi - 28-05-2010

Non ha messo le mani in tasca agli italiani, dice il presidente del Consiglio.
Io con la manovra perderò l'ultimo gradone di anzianità e non potrò recuperarlo.
Avrò quindi 5000 euro (cinquemila) in meno al netto sulla buonuscita e dagli 80 ai 100 euro in meno al netto nella pensione.
E sono sicura di essere italiana, a meno che non mi abbia rubato anche la nazionalità.



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Stampa : Repubblica/Bologna: precari denunciano l´Ufficio istruzione "Interrotto il servizio"
Inviato da admin_CUSMA il 28/5/2010 20:00:00 (546 letture)

Repubblica/Bologna: precari denunciano l´Ufficio Scolastico Regionale "Interrotto il servizio"

28-05-2010 - ILARIA VENTURI

E´ FINITA con una denuncia in Questura, annunciata dagli insegnanti precari, la manifestazione «anti-bavaglio» alla scuola davanti all´ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna. Per interruzione di pubblico servizio. I precari, una quarantina, ieri pomeriggio si sono trovati davanti ai portoni di via Castagnoli sede dell'USR chiusi, nonostante il giovedì, dalle 15.00 alle 17.00, gli uffici siano aperti al pubblico. Nemmeno le donne delle pulizie, verso le quattro e mezza, e alcuni docenti che dovevano consegnare domande o chiedere informazioni sono stati fatti entrare. Davanti, un mini cordone di carabinieri.

Un momento di tensione si è consumato quando una delle donne delle pulizie, con le chiavi, ha aperto e un´insegnante precaria ha tentato di entrare, solo per consegnare il documento del Coordinamento. Un carabiniere l´ha bloccata. «Limina, non è casa tua, ma un ufficio pubblico», «dimissioni», «siamo insegnanti, vogliamo solo parlare», le grida. Alcuni avevano il bavaglio alla bocca con scritto: «Il silenzio e-limina».

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Stampa : da Tuttoscuola: Blocco degli scatti di anzianità? Metà dei docenti perderebbe fino a 2 mila euro annui
Inviato da admin_CUSMA il 26/5/2010 14:45:13 (1382 letture)

da tuttoscuola.com

Blocco degli scatti di anzianità? Metà dei docenti perderebbe fino a 2 mila euro annui


La manovra finanziaria al vaglio del Consiglio dei Ministri in queste ore dovrebbe comprendere, secondo indiscrezioni, il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici ai valori del 2009.

Verrebbero bloccati sia i contratti (triennali a decorrere da quest'anno) sia gli scatti di anzianità.

Attualmente gli aumenti di stipendio degli insegnanti statali sono determinati da due meccanismi complementari: il contratto e l'anzianità.

Dal 1994 il contratto porta aumenti stipendiali ogni due anni (bienni contrattuali economici), mentre l'anzianità porta un aumento mediamente ogni sei anni (passaggio di gradone).

Questo significa che dal 1994 il personale scolastico ha fruito ogni sei anni di tre aumenti contrattuali biennali e di un aumento per anzianità: quattro aumenti di stipendio in tutto nell'arco di un sessennio.

Dal 2010 gli aumenti contrattuali diventeranno, però, triennali, anziché biennali; nell'arco di un sessennio, quindi, tra contratti e anzianità, i possibili incrementi stipendiali saranno soltanto tre.

In base alla manovra finanziaria, però, tutta questa previsione resta virtuale e per il prossimo triennio potrebbero essere congelati sia gli aumenti contrattuali sia gli scatti di anzianità.

Quanto valgono attualmente questi scatti di anzianità per passaggio di gradone?

Nella scuola gli scatti di anzianità per passaggio di posizione stipendiale hanno un importo medio mensile lordo pari a circa 150 euro.

Si può stimare, quindi, che per effetto della manovra, se questa ipotesi verrà confermata, metà del personale scolastico nel prossimo triennio non avrà il passaggio di gradone con un mancato introito annuo di 1.500-2.000 euro.

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Stampa : da Tuttoscuola - Verso il blocco degli scatti di anzianità?
Inviato da admin_CUSMA il 18/5/2010 21:02:10 (990 letture)

da Tuttoscuola

Verso il blocco degli scatti di anzianità?

Non risultano conferme né smentite alla voce che sarebbe allo studio, tra le altre misure di contenimento della spesa pubblica, anche il blocco - non precisato nella durata - degli scatti di anzianità per il personale della scuola, che si aggiungerebbe al blocco temporaneo del rinnovo dei contratti. Ma la voce circola...

Sembra certo invece che ci sarà un prelievo, si dice del 10%, per i percettori di stipendi e pensioni sopra i 75-80 mila euro lordi annui, ma la misura non riguarderebbe il personale della scuola, dirigenti scolastici compresi, che da tale livello di reddito sono lontani.

Queste misure, ancora in discussione, farebbero parte del piano predisposto dal Tesoro per recuperare l'1,6 per cento del Pil in due anni. Smentita comunque dal ministro Brunetta l'ipotesi che possano essere decisi tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici: "non stiamo come la Grecia", ha detto.

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Stampa : da La Stampa - Classi extralarge
Inviato da admin_CUSMA il 16/5/2010 2:23:54 (758 letture)

Classi extralarge

di F. Amabile

16/5/2010
Da settembre le classi delle superiori potranno avere fino ad un massimo di 33 alunni a dispetto delle norme sulla sicurezza nelle scuole


Lo sapete che ci sono classi dove i professori devono accontentarsi di un banco perché la cattedra non entrerebbe? O quelli che in 35 sono stipati in un laboratorio di disegno? E ora che il tetto massimo di alunni per classe aumenterà ancora che cosa accadrà?

E' tutto annunciato, per carità, dal prossimo anno scolastico nelle superiori si potrà arrivare fino a 33 alunni in ogni aula, però fa lo stesso una certa impressione vedere le classi gonfiarsi anno dopo anno come un palloncino, e inventarsi gli stratagemmi più incredibili per starci tutti, come raccontano gli stessi studenti sui siti a loro dedicati come skuola.net.

E quindi molte scuole sono sul piede di guerra. Il coordinamento insegnanti delle scuole superiori di Modena «La Politeia» ha avviato una petizione on-line che ha superato le seimila firme per un totale di decine e decine di scuole italiane contrarie alle classi oversize e invita i dirigenti scolastici a opporsi all’aumento delle classi. Perché cade su di loro la responsabilità in caso di problemi, quindi è bene che sappiano che cosa approvano afferma Ioannis Lioumis, portavoce del coordinamento.

Tutto inizia con l'articolo 64 della legge 133 del 2008 che aveva previsto un aumento del rapporto alunni/classe di 0,4 in tre anni. Quest’anno infatti alle superiori il tetto è passato da 27 a 30 alunni. Ma dal prossimo settembre le elementari e medie da un massimo di 25 ragazzi arriveranno a 26-27. E nelle superiori si potrà raggiungere il record di 33 studenti per classe.

La posizione del ministero è chiara. Mariastella Gelmini, titolare dell'Istruzione, l'ha affermata durante un'audizione in Parlamento ammettendo che le classi sovraffollate, con più di 30 alunni, sono aumentate, ma soltanto dello 0,6%, ha precisato. «Le classi con almeno 30 alunni sono diventate 2.108 da 1.682 che erano, con un incremento dello 0,6%. E questo aumento è il frutto di accorpamenti resi necessari anche dal bisogno di garantire la sicurezza degli alunni. Si è scelto il male minore e dunque magari l’accorpamento delle classi piuttosto che lasciare i ragazzi in aule non sicure». Il ministro ha sottolineato che ci sono anche classi che hanno un numero di alunni uguale o inferiore a 12 e queste rappresentano quasi il 4% (3,97%).

segue.......

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Stampa : da "Corriere della sera" - La religione a scuola fa media: che errore
Inviato da admin_CUSMA il 13/5/2010 16:50:43 (529 letture)

Corriere della sera

La religione a scuola fa media: che errore
Il verdetto del Consiglio di Stato danneggia gli studenti che non la scelgono


Rendere implicitamente obbligatorio il facoltativo. Trasformare una libera scelta in una convenienza. Gratificare chi opta per l’ora di religione di una condizione di vantaggio rispetto a chi, per le più diverse ragioni, decide di non avvalersene. La sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce l’importanza determinante dell’insegnante di religione «ai fini dell’attribuzione del credito scolastico» intacca un principio d’eguaglianza e introduce un criterio di esclusione per chi quel «credito» non può (o non vuole) accumularlo.

C’era un modo migliore per rinfocolare le annose polemiche sull’ora di religione a scuola? Per riaprire l’interminabile contesa sulla rilevanza della religione nella scuola pubblica? La conoscenza della religione cristiana ha un ruolo importantissimo nel nostro patrimonio culturale: ridurla a pratica burocratica da sbrigare per un curriculum scolastico non è però la via maestra per valorizzarla.

La sentenza del Consiglio di Stato ricorre a un escamotage, applicando gli stessi parametri ai corsi «alternativi». Ma tutti sanno che quei corsi sono assenti nella grande maggioranza delle scuole. Con il risultato che si avranno gli studenti che frequentano il corso di religione con una marcia in più, un credito in più, un contributo in più che faccia «media» con le altre materie. E gli altri? Gli altri dovranno dolersi di non aver scelto l’ora di religione. Le loro pagelle partiranno con una penalità, appesantite da una scelta che si rivelerà un handicap. Una libera opzione diventa, di fatto, un privilegio. E ne viene sminuita la stessa religione. Una energica sollecitazione culturale (perché questo è, a prescindere dalla fede che si professa, il significato di una vitale cultura religiosa) si rattrappisce in un’opportunità per ottenere un vantaggio sancito con il timbro dell’autorità scolastica.

Si toccano princìpi delicati, dalla aconfessionalità della scuola al pluralismo religioso della popolazione studentesca. Ma in cambio non si avrà più autorevolezza dell’insegnamento religioso, più rispetto per i simboli e le figure del cristianesimo, più strumenti per capire e apprezzare la straordinaria ricchezza artistica, letteraria e filosofica dell’eredità cristiana. Al contrario: si confinerà l’ora di religione in un’enclave privilegiata, si renderà la scelta dell’ora di religione un doveroso adempimento per migliorare la «media», si dividerà il corpo studentesco in due blocchi, quello «laico» e quello «cattolico», che si guarderanno ancor di più con reciproca ostilità. Si metterà la religione, che è cosa serissima, in ostaggio di decreti e regolamenti. E forse la si renderà addirittura più «antipatica» e indigesta. Un effetto indesiderato, ma inevitabile quando viene messa nelle mani di una sentenza del tribunale.


13 maggio 2010

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Stampa : da Tuttoscuola - Manovra finanziaria. Gli effetti sulla scuola
Inviato da admin_CUSMA il 31/5/2010 14:00:00 (825 letture)

Tuttoscuola 31 maggio 2010

Manovra finanziaria. Gli effetti sulla scuola

Gli oltre 24 miliardi della manovra finanziaria non hanno come obiettivo diretto il sistema di istruzione, ma indirettamente lasciano il segno anche sul personale scolastico e su altre situazioni correlate alla scuola, eccome.

La previsione normativa di riversare buona parte della manovra sui dipendenti pubblici ha effetti anche sul personale della scuola, con alcune conseguenze specifiche forse più pesanti.

Viene bloccato il contratto collettivo nazionale che avrebbe dovuto attivarsi da quest'anno con effetti su tutto il 2012. Il blocco determinerà il congelamento della retribuzione attuale con una perdita media stimabile intorno ai mille euro annui per dipendente.

Sarà però più pesante il previsto congelamento degli scatti di anzianità con effetto per il triennio 2011-2013. Questo secondo congelamento potrà riguardare circa la metà del personale con perdite medie di circa duemila euro lordi annui, ma con picchi più elevati per taluni profili secondo la posizione stipendiale attualmente in godimento. Il blocco non avrà a quanto pare effetti giuridici consentendo comunque lo scorrimento di carriera.

Sembra rientrato il rischio di ritardo nella liquidazione della indennità di buonuscita per il personale che lascia il servizio (la rateizzazione e il rinvio dovrebbe riguardare però i dirigenti scolastici).

L'organico dei posti di sostegno è confermato nella attuale quantità, ferma restando in via straordinaria la possibilità di attivare anche posti in deroga.

Per i bilanci dei ministeri è prevista la riduzione delle spese per una percentuale pari al 10%. Non è possibile prevedere quali settori potranno essere interessati, ma, come è successo negli ultimissimi anni, le scuole paritarie cominciano a tremare temendo che i tagli possano riguardare i loro contributi previsti.

Sembra che si sia salvato dalla scure tramontiana il 30% dei risparmi della manovra del 2008 da reinvestire nella carriera dei docenti.
Inoltre si stabilizzano 10 mila precari.

Tutto questo in attesa di conoscere, finalmente, il testo definitivo del decreto legge.

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Stampa : da Fuoriregistro - Maestre, maestri, tutti in piedi...da oggi parlerete inglese!
Inviato da admin_CUSMA il 30/5/2010 10:08:34 (553 letture)

Maestre, maestri, tutti in piedi...da oggi parlerete inglese!

Claudia Fanti - 25-05-2010

Amici che avete a cuore la sorte del Paese, del lavoro, del tempo pieno... capisco che le questioni scolastiche sono ormai legate a una questione di sopravvivenza puramente "fisica" in tutti sensi, e che quindi il discorrere di didattica sia divenuto pane per i "ricchi", tuttavia suggerirei di non sottovalutare il peso apparentemente insignificante dell'approccio più culturale perché ritengo sia il meno conosciuto da chi è seduto in alto, quello che fa paura, che ci rende animali diversi e, a volte, grazie al cielo, ingestibili, difficilmente manovrabili...
La coscienza si ribella dinanzi all'arroganza del potere (qualsiasi!) quando pretende di prenderci in giro col parlare di efficienza e efficacia del sistema, magari raggiunte per mezzo di prove sul territorio volte a leggere un pezzettino degli apprendimenti-insegnamenti (per poi farla lunga sui risultati), ma si ribella fino all'urlo finale con "stramazzamento" per perdita di sensi, quando, zac e zac, di contro, anzi di lato, con elegante nonchalance, ci ritiene esseri unici, non importa la nostra età di maestre/i, non importa la nostra formazione iniziale in lingua straniera, non cale l'ormai abominevole pronuncia acquisita e non più modificabile, insomma non importa cosa e come insegneremo, non importa la competenza, non importano più per nulla l'efficacia, l'efficienza, non importa la carenza di sussidi indispensabili...e...ci formerà in poche centinaia di ore dicendo: "Lazzaro, alzati e cammina...in inglese!"...
Ma come potremo, nel futuro, tenere il bavaglio (come qualcuno pretenderebbe!) su simili amenità incomprensibili per chi ha sale in zucca?!


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Stampa : da Corriere della Sera: La tentazione del «6» politico a scuola
Inviato da admin_CUSMA il 29/5/2010 14:58:21 (538 letture)

MATURITÀ
La tentazione del «6» politico sulla nuova severità a scuola


La nuova norma che subordina l’ammissione all’esame di maturità al conseguimento almeno del sei in ogni materia rappresenta quel che si dice una svolta? Va davvero— come alcuni auspicano e altri invece temono— nel senso di una maggiore severità della scuola, e anche di una sua effettiva capacità di riconoscere e promuovere il merito degli studenti?

Va davvero — come alcuni auspicano ed altri invece temono — nel senso di una maggiore severità della scuola, di una sua effettiva capacità di riconoscere e promuovere il merito? A parte ciò che riguarda i privatisti (che fino all’anno scorso potevano essere ammessi alla maturità senza bisogno di un giudizio di ammissione da parte dei consigli di classe della scuola dove intendevano sostenere l'esame), per tutti gli altri studenti e studentesse non credo che le cose cambieranno in modo radicale.

È sostanzialmente impossibile, infatti, che per un solo cinque non si venga ammessi, come pure la legge che è ora applicata per la prima volta richiederebbe. Ed è difficile che possa essere escluso dall’esame di Stato chi ha magari due insufficienze, ma non su materie fondamentali. È probabile insomma che gli studenti con insufficienze limitate e non gravi verranno ammessi all’esame finale da una valutazione d'insieme, e non soltanto aritmetica, del consiglio di classe, come avveniva prima. Semmai adesso la nuova norma indurrà in molti casi i docenti ad attribuire una sufficienza per opportunità, una sorta di sei politico. E questa forse non è una novità positiva.

In ogni caso, mi pare difficile che sia da qui, dalle norme per l'ammissione alla maturità, che può passare davvero l'introduzione di un maggior riconoscimento del merito in una scuola come la nostra, che ha da tempo seri problemi ad applicare criteri omogenei di valutazione. Una difficoltà che è testimoniata ogni anno dalle grandissime disparità nei voti conseguiti nelle diverse aree della penisola e tra i diversi istituti di una stessa città (con concentrazioni di 100 e lode che a volte non possono che apparire sospette). E questo rimanda alla cultura di una parte degli insegnanti (e dietro di essi alla cultura del Paese in cui vivono), al fatto per esempio che non sono rari i casi di professori che durante la maturità arrivano al punto di fornire essi stessi ai loro alunni il proverbiale e italianissimo «aiutino».

Giovanni Belardelli
29 maggio 2010

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Stampa : Addio ruoli sul sostegno - da La tecnica della scuola
Inviato da admin_CUSMA il 26/5/2010 14:50:53 (760 letture)

da Tecnica della Scuola

Manovra finanziaria: blocco degli organici di sostegno di R.P.

Annullati di fatto gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale. Nel 2010/2011 i docenti di sostegno non potranno superare il tetto di 90.500 unità.
La sentenza della Corte Costituzionale in materia di insegnanti di sostegno non avrà nessun effetto pratico, almeno per il prossimo anno scolastico.
La manovra finanziaria all’esame del Consiglio dei Ministri del 25 maggio contiene infatti una norma che prevede il blocco dell’organico dei docenti di sostegno: il numero di posti funzionanti non potrà infatti aumentare neppure di una unità rispetto al 2009/2010.
Come si ricorderà il 22 febbraio scorso la Corte costituzionale aveva stabilito l’illegittimità delle disposizioni contenute nella legge finanziaria del 2008 che aveva di fatto stabilizzato l’organico dei posti di sostegno in poco meno di 94.500 unità.
La sentenza era stata accolta favorevolmente da associazioni e sindacati; poco tempo dopo è intervenuta però una sentenza del Consiglio di Stato che aveva ribadito che le ore di sostegno assegnate agli alunni disabili devono comunque tenere conto dei vincoli complessivi dei posti in organico.
Adesso, con la manovra finanziaria all’esame del Governo si mette la parola fine alla questione.
L’organico resta bloccato e a poco potranno servire i ricorsi al giudice ordinario che, in questi anni, hanno consentito a molte famiglie di ottenere un aumento di ore.

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Stampa : TuttoscuolaNEWS n. 441 del 24 maggio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 24/5/2010 23:06:24 (526 letture)

TuttoscuolaNew - n. 441, 24 maggio 2010


SOMMARIO


1. Il “ritorno” dell’investimento in istruzione

2. Settimana cruciale per gli esami preliminari dei privatisti

3. Dirigenti scolastici/1. Un contratto a posteriori

4. Dirigenti scolastici/2. Chi valuterà i risultati?

5. USA: la Civic Capacity migliora l’educazione

6. Se Bersani fa il birichino…

7. E’ il mese delle paritarie

8. Si può criticare pubblicamente il Ministero? Il caso dell’Emilia Romagna

9. Media Education: l’innovazione che può aiutare i docenti

10. Pancalli: la pratica sportiva per valorizzare gli alunni disabili

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Stampa : da TuttoscuolaNew n.440 del 17.05.2010
Inviato da admin_CUSMA il 17/5/2010 22:19:06 (484 letture)

TuttoscuolaNew - n. 440 del 17 maggio 2010

SOMMARIO

1. Iscrizioni 2010-2011 /1. Vincono i licei

2. Iscrizioni 2010-2011 /2. Perdono soprattutto i tecnici

3. Iscrizioni 2010-2011 /3. E se la scelta fosse anticipata al quarto anno?

4. Formigoni e Cota: federalismo opzione politica

5. Federalismo scolastico: il pericolo viene dai “soffiatori di bolle”.

6. Insegnamento della religione: in Italia pesa poco

7. Il mese delle paritarie

8. L’orario più lungo non garantisce la qualità dei risultati

9. Tra quantità e qualità, il vero problema è l’equità

10. Regno Unito: Michael Gove nuovo ministro dell’educazione


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Stampa : da Il Messagero.it - Calderoli: manovra con sacrifici per tutti
Inviato da admin_CUSMA il 15/5/2010 19:50:00 (922 letture)

Calderoli: manovra con sacrifici per tutti
Si valuta rinvio buonuscita statali (e ti pareva.....)


Aumenti congelati per i dipendenti pubblici e finestra unica per le pensioni anzianità. «Tagliare lo stipendio dei parlamentari»

ROMA (14 maggio) - «A breve dovremo affrontare una manovra che prevede tagli e strumenti per il rilancio dell'economia. I tagli alle spese comporteranno sacrifici per tutti, a partire da ministri e parlamentari». È quanto afferma il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli.

Nel "cantiere" della manovra biennale potrebbe rientrare anche un capitolo legato alle pensioni: secondo quanto si apprende, sarebbe allo studio una norma per far slittare il pagamento delle buonuscite agli statali che vanno in pensione. Il tempo di attesa potrebbe raddoppiare, secondo le simulazioni in corso, da tre a sei mesi. Attualmente le buonuscite debbono essere erogate agli statali entro 90 giorni; trascorso questo tempo lo Stato paga gli interessi (5%). La norma allo studio prevederebbe un allungamento di questo tempo fino a 180 giorni.

C'è poi l'ipotesi di un rinvio dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego e anche un «congelamento» delle dinamiche salariali di tutto il personale pubblico, compresi gli automatismi dei «non contrattualizzati» come magistrati e professori universitari.

Altra misura pensionistica allo studio, ma in questo caso più generale e non valida per i soli statali, sarebbe, secondo quanto si apprende, il blocco di una delle due "finestre" per le pensioni di anzianità previste per il 2011. Resta infine alla valutazione dei tecnici al lavoro sulla manovra anche una nuova stretta sulle false pensioni di invalidità.

Il ministro leghista per rendere meno amara la pillola dei sacrifici ha promesso poi un taglio agli stipendi dei parlamentari e del ministri del 5%. Per dare il «buon esempio», ha detto, in vista dei «sacrifici» che comporterà la mini-manovra finanziaria che il governo varerà «a breve» per far fronte alla crisi finanziaria internazionale.

«Proporrò in sede di Governo, quando affronteremo la manovra finanziaria, un taglio almeno del 5% agli stipendi di ministri e parlamentari come hanno fatto in Inghilterra e Portogallo», ha spiegato all'agenzia Ansa il ministro della Semplificazione legislativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. «A breve dovremo affrontare una manovra che prevede tagli e strumenti per il rilancio dell'economia», aggiunge Calderoli. «I tagli alle spese - conclude l'esponente leghista - comporteranno sacrifici per tutti, a partire da ministri e parlamentari. La regola del 5% che hanno applicato in altri Paesi può valere in alcuni settori, ma in altri potrebbe essere anche più pesante».

nota: L’irritazione comprensibile del dipendente pubblico: se tutti devono fare la loro parte si inizi da manager e parlamentari, ma non soltanto con proclami o alchimie varie. a.c.

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