username: password:      forget password  register
Login
Nome utente:

Password:

Ricordami



Password persa?

Registrati ora!

Menù principale

Gli Speciali
Mobilità
Utilizzazioni/Assegnazioni provvisorie
Contratti

Top News

Collegamenti


Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
Open in new window

La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16:00 alle 18:30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
Cookie & Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Cookie & Privacy Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie o alla nostra Privacy Policy, consulta la Cookie & Privacy Policy. Ignorando questo avviso, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie e accetti la Privacy Policy. MAGGIORI INFORMAZIONI
RSS Feed
« 1 ... 271 272 273 (274) 275 276 277 ... 287 »
Stampa : da Romagna Oggi: I tagli del Governo mettono a rischio anche le gite del Liceo Scientifico
Inviato da admin_CUSMA il 12/6/2010 2:02:23 (641 letture)

Romagna Oggi - 11.06.2010

I tagli del Governo mettono a rischio anche le gite del Liceo Scientifico

FORLI' - La manovra correttiva dei conti pubblici del Governo mette a serio rischio le gite del Liceo Scientifico "Fulcieri Paulucci di Calboli" di Forlì. Ma non solo: a subire le conseguenze dei tagli saranno anche le uscite didattiche, le visite a musei e al territorio. "Per anni noi insegnanti del Coordinamento Docenti abbiamo organizzato numerose attività di arricchimento dell'offerta formativa, a titolo pressoché volontario, perché convinti della loro importanza. Ma ora siamo costretti a sospendere tutto".

"Oggi ci troviamo purtroppo costretti, a seguito delle disposizioni previste dalla Manovra correttiva dei conti pubblici (D.M. n. 78 del 31 maggio 2010) a danno in particolare dei lavoratori della scuola (i soli colpiti oltre misura, non solo dal blocco dei contratti, ma anche dal blocco degli scatti di anzianità), a comunicare la sospensione di tutte le attività para ed extra- scolastiche (viaggi di istruzione, uscite didattiche, visite a musei e sul territorio, ecc.) per il prossimo anno scolastico" si legge in una nota degli insegnanti, firmata a questo momento da 64 docenti.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola: Tagli ancora più duri per i docenti: in media 29.000 euro
Inviato da admin_CUSMA il 10/6/2010 16:19:13 (457 letture)

da tuttoscuola

Tagli ancora più duri per i docenti: in media 29.000 euro

Scuola: dalla relazione tecnica emerge che la manovra è più dura del previsto.

La manovra finanziaria del governo, mano a mano che viene disvelata nei suoi dettagli, riserva alla scuola sorprese sempre più amare.

Dalla prima lettura del decreto legge n. 78/2010 i sindacati, i media e gli addetti ai lavori hanno stimato nei giorni scorsi un effetto medio su circa metà del personale della scuola di 2-3 mila euro (a seconda delle stime) all'anno per il triennio 2011-2013. Tutto confermato, ma il fatto è che c'è molto di più.

L'esame delle relazioni, illustrativa e tecnica, che al Senato accompagnano il provvedimento consente ora di conoscere l'esatta natura, la portata e la ricaduta dell'intervento sulla scuola, e di scoprire che:

1) Il taglio medio imposto al personale della scuola da quest'anno fino a fine carriera è di ben 29 mila euro a persona, con punte fino a 42 mila euro: complessivamente il governo si aspetta di recuperare dal personale della scuola fino al 2050 ben 19 miliardi di euro (oltre 500 milioni di euro l'anno in media);

2) Il taglio colpisce tutti i docenti in servizio e non solo quella metà che nel triennio ha maturato lo scatto di anzianità;

3) La scuola è trattata in maniera molto più punitiva rispetto anche al resto del pubblico impiego. Infatti, mentre i docenti universitari, i ricercatori, i magistrati, i diplomatici, i prefetti, il personale della sanità, ecc., sono colpiti dalla manovra solo per un triennio (effetto economico triennale ma nessun effetto giuridico, cioè nessuna ricaduta sulla futura progressione di carriera), il personale della scuola è colpito in via permanente (effetto economico e giuridico con trascinamento fino al termine della carriera).

Insomma, se la manovra colpisce il generale il pubblico impiego rispetto ad altre categorie, all'interno del pubblico impiego la scuola è a sua volta la vittima sacrificale.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : ScuolaOggi: La cura dimagrante per la scuola: prima tagliare e poi saltare
Inviato da admin_CUSMA il 9/6/2010 13:03:43 (511 letture)

da ScuolaOggi
La cura dimagrante per la scuola: prima tagliare e poi saltare

Dopo aver tagliato 135 mila posti di lavoro nella scuola statale nel triennio 2009/12 e prima ancora di completare l’opera, con la nuova manovra finanziaria il Governo Berlusconi questa volta prova a mettere con le spalle al muro tutto il personale scolastico.

Se con la finanziaria precedente a pagare il conto sono stati e saranno soprattutto i precari , col decreto legge del 25 maggio viene sferrato un durissimo colpo sotto la cintura all’intero corpo docente e ATA con contratto a tempo indeterminato.

•Salta il rinnovo del contratto- scuola, già scaduto il 31.12.2009
•Saltano di conseguenza i nuovi aumenti per tutto il triennio 2010/12
•Salta il nuovo indice IPCA, calcolato nel triennio al 5,9% con una perdita media di 1.508 euro
•Salta l’indennità di vacanza contrattuale la cui erogazione viene spostata al 2012
•Saltano col prossimo mese gli aumenti contrattuali eccedenti il 3,2% del biennio 2008/09, con adeguamento automatico in busta paga
•Saltano gli scatti di anzianità per docenti e ATA per tutto il triennio 2010/12, sterilizzando non solo la carriera ma anche pensioni e liquidazioni
•Saltano, in quanto rimesse in discussione dal 2013, CIA e RPD
•Saltano i risparmi destinati dall’art.64 della L.133/08 nella misura del 30% che la Gelmini voleva destinare a merito e carriera
•Gli stipendi complessivi per il 2011,2012 e 2013 non possono superare il trattamento economico,compreso quello accessorio, goduto nel 2010
•Salta il 50% dei finanziamenti destinati alla formazione
•Salta coi tagli lineari il 10% delle risorse destinate al Miur ( 43milioni in meno alle scuole
•Salta il personale precario, i cui finanziamenti per supplenze sono ridotte del 50% sul 2009
Ci chiediamo, di questo passo, dove andrà a finire la scuola statale ? Come reagirà quel milione di docenti e ata, a questo ennesimo sopruso ? Basteranno le occupazioni, il blocco degli scrutini e gli scioperi dei tartassati del pubblico impiego a fermare la scure del Governo?

Nel ’73 a Luciamo Lama bastò minacciare lo sciopero generale per avere i decreti delegati e lo stato giuridico degli insegnanti.

Se la società civile continuerà ad assistere divisa e ripiegata su se stessa alle contrapposizioni della politica e delle forze sociali , la crisi ancora una volta la pagheranno i soliti noti, scuola in testa.

Con buona pace dell’equità e della distribuzione solidale dei sacrifici tra tutti gli italiani.

Pippo Frisone

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Repubblica: Superiori, Gelmini scure sui programmi
Inviato da admin_CUSMA il 7/6/2010 14:38:15 (732 letture)

da repubblica:
SUPERIORI
Gelmini, scure sui programmi -Con la riforma si studia meno


Un documento interno del ministero illustra i nuovi orari per licei e istituti tecnici e professionali. Sforbiciate in tutte le materie fondamentali: al classico meno italiano e storia, allo scientifico meno chimica e fisica, all'artistico meno discipline plastiche
di S. INTRAVAIA

TUTTO pronto per la riforma dell'istruzione superiore. Nei prossimi anni, gli studenti dell'era Gelmini passeranno complessivamente meno tempo tra le pareti scolastiche e, soprattutto, studieranno di meno. Meno matematica e lingua straniera, meno informatica e latino. Il ministero di viale Trastevere ha ormai predisposto quasi tutti i documenti necessari per fare partire la riforma che "la scuola attendeva da ottant'anni", ha detto Mariastella Gelmini. Ma sarà la riforma in grado di rilanciare un paese in crisi, dando ai giovani gli strumenti per affermarsi nel mondo del lavoro o proseguire gli studi universitari con profitto? Vediamo, documenti alla mano, quanto e cosa studieranno le future generazioni.

segue........

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 7972 bytes | Commenti?
Stampa : da Il Messaggero: In piazza anche gli insegnanti.
Inviato da admin_CUSMA il 5/6/2010 23:30:00 (481 letture)

da Il Messaggero

In piazza anche gli insegnanti

Le note della banda Vincenzo Bellini di Roma hanno aperto la manifestazione nazionale degli insegnanti del sindacato Gilda, scesi in piazza per protestare contro i tagli agli organici, la riforma della scuola superiore, l'ipotesi di bloccare gli scatti di anzianità e le procedure disciplinari previste dal decreto Brunetta. In piazza c'erano soltanto i dirigenti del sindacato, ha precisato il coordinatore nazionale Rino Di Meglio, «perché i docenti sono al lavoro, oggi non c'è sciopero».

«Il primo motivo della nostra protesta - ha spiegato Di Meglio - sono i tagli agli organici: decine di migliaia di persone perdono il lavoro e chi resta lavora in condizioni impossibili. Non si sono i soldi per le supplenze, e quando manca un docente si risolve “spalmando” gli alunni nelle altre classi. Con il risultato che queste sono sovraffollate e che l'istruzione scende di qualità».

Centinaia di docenti provenienti da tutta Italia hanno partecipato oggi pomeriggio, in piazza Santi Apostoli a Roma, alla manifestazione nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per protestare contro il massacro degli organici nelle scuole e la Finanziaria varata dal Governo.



Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola - Manovra, i tagli? Grossi per i docenti, piccoli per i sottosegretari
Inviato da admin_CUSMA il 2/6/2010 17:47:53 (564 letture)

da Tuttoscuola

Manovra, i tagli? Grossi per i docenti, piccoli per i sottosegretari


Per quanto riguarda il ministro dell'Istruzione, essendo anche parlamentare, bisognerà attendere le deliberazioni annunciate dai presidenti di Camera e Senato al termine dell'iter parlamentare di conversione in legge del decreto sulla manovra economica.

Ma se, come tutto lascia pensare, sarà applicato un metodo di ritenuta analogo a quello previsto per i manager pubblici, che prevede una quota franca di circa 90 mila euro, si può fare una simulazione del taglio che verrà verosimilmente effettuato. E proprio quella franchigia è determinante nel rendere il sacrificio richiesto alla classe dirigente in proporzione inferiore a quello dei dipendenti pubblici.

Il taglio per i ministri parlamentari (cioè tutti eccetto il ministro della salute Fazio e il ministro dell'agricoltura Galan) quale incidenza complessiva finale potrebbe avere?

Abbiamo preso a riferimento il trattamento stipendiale del ministro della Funzione pubblica Brunetta, da lui stesso reso pubblico sul sito del suo ministero, dal quale risulta che, tra indennità e stipendio da parlamentare e da ministro percepisce annualmente circa 257 mila euro lordi (211 mila da deputato e 46 mila da ministro).

Se la riduzione agirà sull'intera retribuzione assegnata al ministro Brunetta, dedotta la franchigia dei primi 90 mila, sarà di 13.700 euro, portando gli emolumenti complessivi a 243.300 euro contro i 257 mila attuali.
L'incidenza percentuale finale (13.770 su 257 mila) sarà pari al 5,3%.

Un taglio analogo dovrebbe subire Mariastella Gelmini, anch'essa deputato e ministro.

Risultato? La manovra chiede a docenti, segretari, bidelli - che tirano avanti con stipendi medi netti di 1.100-1.900 euro al mese - uno sforzo maggiore (in media dell'11%, con punte del 15%) di quello richiesto a chi siede ai vertici della piramide della scuola.

Probabilmente il ministro Gelmini e i suoi sottosegretari non sono consapevoli che i meccanismi individuati dal ministero dell'economia nelle convulse fasi finali di definizione del provvedimento finiscono per trattarli meglio dei loro dipendenti. Troppo tardi per rimediare?

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola - Manovra finanziaria. Gli effetti sulla scuola
Inviato da admin_CUSMA il 31/5/2010 14:00:00 (830 letture)

Tuttoscuola 31 maggio 2010

Manovra finanziaria. Gli effetti sulla scuola

Gli oltre 24 miliardi della manovra finanziaria non hanno come obiettivo diretto il sistema di istruzione, ma indirettamente lasciano il segno anche sul personale scolastico e su altre situazioni correlate alla scuola, eccome.

La previsione normativa di riversare buona parte della manovra sui dipendenti pubblici ha effetti anche sul personale della scuola, con alcune conseguenze specifiche forse più pesanti.

Viene bloccato il contratto collettivo nazionale che avrebbe dovuto attivarsi da quest'anno con effetti su tutto il 2012. Il blocco determinerà il congelamento della retribuzione attuale con una perdita media stimabile intorno ai mille euro annui per dipendente.

Sarà però più pesante il previsto congelamento degli scatti di anzianità con effetto per il triennio 2011-2013. Questo secondo congelamento potrà riguardare circa la metà del personale con perdite medie di circa duemila euro lordi annui, ma con picchi più elevati per taluni profili secondo la posizione stipendiale attualmente in godimento. Il blocco non avrà a quanto pare effetti giuridici consentendo comunque lo scorrimento di carriera.

Sembra rientrato il rischio di ritardo nella liquidazione della indennità di buonuscita per il personale che lascia il servizio (la rateizzazione e il rinvio dovrebbe riguardare però i dirigenti scolastici).

L'organico dei posti di sostegno è confermato nella attuale quantità, ferma restando in via straordinaria la possibilità di attivare anche posti in deroga.

Per i bilanci dei ministeri è prevista la riduzione delle spese per una percentuale pari al 10%. Non è possibile prevedere quali settori potranno essere interessati, ma, come è successo negli ultimissimi anni, le scuole paritarie cominciano a tremare temendo che i tagli possano riguardare i loro contributi previsti.

Sembra che si sia salvato dalla scure tramontiana il 30% dei risparmi della manovra del 2008 da reinvestire nella carriera dei docenti.
Inoltre si stabilizzano 10 mila precari.

Tutto questo in attesa di conoscere, finalmente, il testo definitivo del decreto legge.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Fuoriregistro - Maestre, maestri, tutti in piedi...da oggi parlerete inglese!
Inviato da admin_CUSMA il 30/5/2010 10:08:34 (560 letture)

Maestre, maestri, tutti in piedi...da oggi parlerete inglese!

Claudia Fanti - 25-05-2010

Amici che avete a cuore la sorte del Paese, del lavoro, del tempo pieno... capisco che le questioni scolastiche sono ormai legate a una questione di sopravvivenza puramente "fisica" in tutti sensi, e che quindi il discorrere di didattica sia divenuto pane per i "ricchi", tuttavia suggerirei di non sottovalutare il peso apparentemente insignificante dell'approccio più culturale perché ritengo sia il meno conosciuto da chi è seduto in alto, quello che fa paura, che ci rende animali diversi e, a volte, grazie al cielo, ingestibili, difficilmente manovrabili...
La coscienza si ribella dinanzi all'arroganza del potere (qualsiasi!) quando pretende di prenderci in giro col parlare di efficienza e efficacia del sistema, magari raggiunte per mezzo di prove sul territorio volte a leggere un pezzettino degli apprendimenti-insegnamenti (per poi farla lunga sui risultati), ma si ribella fino all'urlo finale con "stramazzamento" per perdita di sensi, quando, zac e zac, di contro, anzi di lato, con elegante nonchalance, ci ritiene esseri unici, non importa la nostra età di maestre/i, non importa la nostra formazione iniziale in lingua straniera, non cale l'ormai abominevole pronuncia acquisita e non più modificabile, insomma non importa cosa e come insegneremo, non importa la competenza, non importano più per nulla l'efficacia, l'efficienza, non importa la carenza di sussidi indispensabili...e...ci formerà in poche centinaia di ore dicendo: "Lazzaro, alzati e cammina...in inglese!"...
Ma come potremo, nel futuro, tenere il bavaglio (come qualcuno pretenderebbe!) su simili amenità incomprensibili per chi ha sale in zucca?!


Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da La Tecnica della Scuola: Manovra sulla scuola, bocciata pure dalla Corte dei Conti
Inviato da admin_CUSMA il 11/6/2010 15:47:01 (524 letture)

da La Tecnica della Scuola

Manovra sulla scuola, bocciata pure dalla Corte dei Conti

di A.G.

Per il presidente, Tullio Lazzaro, sono state adottate misure "particolarmente severe": dito puntato sulla scelta di coprire i debiti degli istituti con il 30% derivante dei risparmi che doveva andare a premiare il merito. Per il Pd i docenti così saranno ‘cornuti e mazziati’. Intanto la Uil Scuola scopre che l’onda lunga del trattamento alla scuola si esaurirà solo nel 2050.
Continua a ricevere giudizi fortemente negativi la manovra finanziaria predisposta dal Governo. Anche da organi super partes. A bocciarla, il 10 giugno durante un'audizione in commissione Bilancio del Senato, è stato il presidente della Corte di Conti, Tullio Lazzaro. Puntando l’indice sulle misure riservate al personale della scuola, definite "particolarmente severe", si è soffermato su un punto della correzione dei conti già emerso ma che ora si prospetta con dei contenuti ancora più dannosi per gli stipendi del personale: la mancata assegnazione del 30% delle economie derivanti dai pesanti tagli al settore derivanti dalla Legge 133/08.
Secondo Lazzaro il blocco della contrattazione nazionale per il triennio 2010-2012 determinerebbe la "disapplicazione del meccanismo che a fronte del riassetto dell'organizzazione scolastica con conseguenti importanti riduzioni nell'organico di fatto e di diritto, prevedeva (…) la riassegnazione alla contrattazione integrativa di parte dei risparmi conseguiti per la valorizzazione e lo sviluppo professionale delle rispettive carriere. Tali disponibilità - ha proseguito Lazzaro - sono ora destinate al ripianamento dei debiti pregressi delle istituzioni scolastiche ed al finanziamento delle spese relative alle supplenze brevi al fine di consentire un più ordinato svolgimento delle attività didattiche".
In conclusione, secondo l’alto rappresentante della Corte "il nodo strutturale da affrontare non riguarda l'entità complessiva della retribuzione quanto, piuttosto, la mancanza di una correlazione tra il trattamento accessorio e una effettiva valutazione del merito individuale e dei risultati conseguiti nello svolgimento dell'attività didattica". Insomma, il concetto è chiaro: dopo aver ‘sbandierato’ per due anni la necessità di introdurre la meritocrazia anche nella scuola, le istituzioni sembrano mettere da parte questa esigenza e destinano i fondi della premialità alla copertura di spese, come i Fis e le supplenze pagate dagli istituti, per le quali non si può proprio più aspettare. Debiti, aggiungiamo noi, a proposito dei quali sino a poche settimana fa veniva negata l’esistenza.
La strategia scelta dal Governo non è sfuggita nemmeno all’opposizione parlamentare: secondo Manuela Ghizzoni, capogruppo democratica in commissione Cultura alla Camera, "per gli insegnanti oltre al danno arriva pure la beffa: dopo tanti roboanti annunci del Ministro sul merito e sui premi da attribuire ai docenti migliori, peraltro senza mai aver avuto la compiacenza di rendere pubblici i criteri in base ai quali selezionare i meritevoli e ripartire tale presunti premi, è calato un silenzio assordante e ora scopriamo che fine faranno quei soldi".
La parlamentare del Pd ritiene che con questa scelta, sempre se confermata, "gli insegnanti sono stati presi ancora una volta in giro e i più meritevoli saranno ‘cornuti e mazziati’, perché oltre al blocco dei loro scatti contrattuali non c'é un euro per valorizzare chi fa di più e meglio. È l`ennesima beffa di un ministro senza più pudore".
Nuovi particolari, purtroppo sempre negativi per il personale della scuola, intanto starebbero emergendo dall’analisi della relazione tecnica alla finanziaria: i vertici della Uil Scuola, riuniti a Roma, hanno fatto rilevare che il mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata, conseguenza del blocco dei passaggi stipendiali previsto per il triennio 2010-2012, avrà ripercussioni che si determineranno fino al 2050. Il blocco per il triennio, infatti, non si abbatterà solo su coloro che dovevano passare da una fascia stipendiale all’altra. Ma su tutti. In pratica, è come se quegli anni venissero ‘congelati’.
10/06/2010

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola: Contratto scuola? Ci pensa la manovra
Inviato da admin_CUSMA il 10/6/2010 16:16:12 (555 letture)

da Tuttoscuola

Contratto scuola? Ci pensa la manovra


Per il personale della scuola (come per tutti gli altri dipendenti pubblici) il contratto nazionale di lavoro previsto per il triennio 2010-2012 non ci sarà. Si riparlerà di contratto per il successivo triennio a partire dal 2013, senza possibilità di recuperare il triennio 2010-2012: per tre anni, a cominciare da quest'anno, non vi saranno aumenti di stipendio.

Ma la manovra non si accontenta di questo e per il personale della scuola interviene modificando la progressione di carriera come se si trattasse di un nuovo contratto. A perdere.

Come abbiamo ampiamente illustrato nelle nostre precedenti notizie, quei tre anni di mancato contratto vengono anche completamente sterilizzati - solo per la scuola - con effetti permanenti.

Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. (art. 9, comma 23, decreto legge 31 maggio 2010 n. 78).

Il triennio 2010-2012 viene cancellato dalla carriera che in questo viene rallentato di un equivalente periodo di tempo. La struttura della progressione stipendiale viene modificata per sempre, ritardando i passaggi di gradone di tre anni.

Chi è appena entrato in ruolo non dovrà aspettare tre anni ma sei per passare alla posizione superiore. I gradoni saranno di sei anni in sei anni (di sette per gli ultimi due): tutto ritardato di tre anni rispetto al contratto esistente.

La perdita complessiva in carriera sarà maggiore per chi deve percorrerla tutta o quasi tutta e potrà arrivare a cumulare, con i ritardati passaggi, fino a 42 mila euro nel corso dell'intera attività di lavoro.

Contratto scuola? Ci ha già pensato la manovra a rifarne uno nuovo.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da TuttoscuolaNew n.443 del 7.06.2010
Inviato da admin_CUSMA il 7/6/2010 15:30:00 (515 letture)

Tuttoscuola New n. 443, 7 giugno 2010


SOMMARIO


1. La maledizione dei grandi numeri e la regola di Robin Hood… rovesciata

2. Per gli insegnanti un taglio dell’11%, per i sottosegretari del 6%, per i dirigenti del 2,5%

3. Per il personale della scuola un taglio del 11% in media (con punte del 15%)

4. Il taglio netto per i manager pubblici si ferma al 5%


5. Taglio (vero) del 10% anche alla casta? Partecipate al sondaggio di Tuttoscuola

6. Spiragli di salvataggio degli scatti dei docenti? La Cisl ci prova

7. C’era una volta il Direttore

8. Le pesanti incognite del reclutamento dei docenti. 30 anni senza concorsi nella scuole?

9. Continua il mese delle paritarie

10. Titolo V: la vera sfida per migliorare la scuola

11. La “trazione” regionale: un sostegno per il riordino del sistema educativo

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 4011 bytes | Commenti?
Stampa : da La Tecnica della Scuola: Sindacati minacciano proteste a oltranza: finanziaria ingiusta e incostituzionale
Inviato da admin_CUSMA il 6/6/2010 16:24:24 (492 letture)

da La Tecnica della Scuola

Sindacati minacciano proteste a oltranza: finanziaria ingiusta e incostituzionale

di A.G.

Il 5 giugno Cisl, Gilda e Cobas hanno duramente contestato il blocco triennale degli scatti di anzianità, oltre che dei contratti. Le iniziative erano distinte, ma con lo stesso comune denominatore: il Governo si ravveda. Berlusconi intanto getta acqua sul fuoco: pronti ad ascoltare proposte e non toccheremo la scuola.

I sindacati insistono: l’accanimento del governo contro i dipendenti della scuola non è giustificato, passi il mancato rinnovo contrattuale ma lo stop agli scatti di anzianità deve rientrare. Altrimenti la mobilitazione diventerà sempre più insistente. Il concetto è stato ribadito il 5 giugno durante tre distinti appuntamenti.

Il primo, nella mattinata, è stato organizzato dalla Cisl, che ha riunito a Roma, presso l’hotel Ergife, i quadri e i delegati di tutte le categoria. A fare da banco è stata proprio la scuola. Per il segretario generale, Raffaele Bonanni, il blocco degli scatti per i suoi dipendenti è davvero "ingiusto, perché sperequante rispetto a tutti gli altri nel pubblico impiego ma anche perfino più pesante rispetto alle decurtazioni che ci sono state per i papaveri dello Stato: su questa vicenda - ha continuato il sindacalista - bisognerà trovare una soluzione nuova e il 15 saremo mobilitati con tutti i sindacati che vogliono fare solo sindacato e non mischiarsi nell'agone politico (il riferimento era chiaramente alla Flc-Cgil che non aderirà alla mobilitazione ndr)".

Toni aspri anche a piazza Santi Apostoli, sempre a Roma ma nel pomeriggio, dove alcune centinaia di docenti hanno partecipato ad una manifestazione nazionale indetta dalla GILDA.
Il sindacato autonomo degli insegnanti ha annunciato che se la finanziaria passerà alla Camera e al Senato così come è stata presentata e firmata dal Capo dello Stato, verrà sicuramente impugnata: “lo faremo per incostituzionalità - ha detto il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, intervenendo dal palco – perché il testo viola i principi di eguaglianza e di non retroattività delle leggi”. Secondo il primo rappresentante della Gilda il blocco del contratto e la contemporanea abolizione degli scatti stipendiali senza alcuna possibilità di recupero per un triennio comporterebbe per gli insegnanti una “perdita economica che va da un minimo di 700 euro a un massimo di 2.700 euro all’anno per i ‘anziani’. Per le altre categorie, come per esempio i magistrati, ciò non avviene". Lo scontento tra il personale è tale che la Gilda sta pensando ad programma di mobilitazione che durerà per tutto il prossimo anno scolastico. Secondo il coordinatore del sindacato autonomo "è arrivato il momento di ribellarsi e di combattere con tutte le armi a disposizione, perché è chiaro che l’obiettivo del governo è smantellare la scuola pubblica statale a favore di quella privata".


Un forte segnale di protesta è giunto, infine, dai Cobas. Alla vigilia di una forma di sciopero insolita per la scuola, quello degli scrutini, che potrebbe rivelarsi un flop ma anche un ‘megafono’ contro i tagli e la manovra Finanziaria più potente delle manifestazioni, il sindacato ha sfilato per le vie della capitale, da piazza della Repubblica a piazza Barberini: il portavoce nazionale, Piero Bernocchi, ha detto che quello che vorrebbe attuare il Governo verso i lavoratori della scuola è un “furto da 6.000 euro l’anno”.

I prossimi appuntamenti anti-manovra, a livello nazionale, sono la manifestazione della Cgil del 12 giugno. E poi la protesta, specifica per la scuola, del 15 giugno indetta unitariamente da Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals-Confsal (forse anche la Gilda).
Intanto dal Governo si registra una lieve apertura da parte del premier: “La manovra – ha detto Silvio Berlusconi - era necessaria; altri di fronte a questa non certo facile situazione, avrebbero traccheggiato gettandosi questi problemi alle spalle come, del resto, hanno sempre fatto in passato contribuendo così, in misura abnorme, alla crescita del nostro debito pubblico, quello che oggi, tra mille difficoltà, noi ci troviamo a dover gestire”. Berlusconi ha quindi specificato che al Governo sono “pronti ad ascoltare proposte. Non aumentiamo le tasse né toccheremo scuola, sanità e pensioni”. Evidentemente gli stipendi del personale non vengono intesi dal premier come un argomento che riguarda direttamente il settore. E’ improbabile che i diretti interessati possano essere d’accordo.

06/06/2010

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tecnica della scuola: Riforma superiori, ridefiniti orari per seconde, terze e quarte classi
Inviato da admin_CUSMA il 5/6/2010 16:05:49 (583 letture)

da Tecnica della scuola

Riforma superiori, ridefiniti orari per seconde, terze e quarte classi


Il Miur ha reso noti i due schemi di decreti interministariali di ridefinizione dell'orario complessivo annuo delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali.
Con la nota prot. n. 1892 dell'1 giugno 2010 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha diramato i due schemi interministeriali sulla ridefinizione dei quadri orari degli istituti tecnici e professionali con i quali sono state individuate, per singolo indirizzo, le classi di concorso e le quantità orarie da ridurre, che il sistema informativo provvederà ad eliminare nella formulazione delle cattedre.
Qualora la classe di concorso comprenda più insegnamenti, sarà cura del dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti, procedere alla individuazione delle ore degli insegnamenti da ridurre.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Corriere Bologna - Scuola, i docenti: «Limina si dimetta»
Inviato da admin_CUSMA il 1/6/2010 16:51:06 (630 letture)

da Corriere - Bologna

Scuola, i docenti: «Limina si dimetta»
Giovedì «occupazione» del provveditorato (USR)


Ma i sindacati si spaccano. La Cisl: più si chiedono
le dimissioni di Limina più si rafforza la sua posizione


Il mondo della scuola tornerà a farsi sentire per protestare contro i tagli del governo e per ribadire il dissenso nei confronti dell’atteggiamento del direttore dell’ufficio scolastico regionale, Marcello Limina. «No al bavaglio, no ai tagli. Sì ad una scuola pubblica di qualità» è lo slogan della manifestazione che alle 14,30 di giovedì si terrà sotto gli uffici dell’Usp (Usr) in via de' Castagnoli. Ci sarà un’«occupazione simbolica» da parte di diverse realtà sindacali: Flc-Cgil, Gilda, Cobas e altri gruppi del coordinamento scolastico. In forse la presenza di Cisl e Snals a causa di alcuni contrasti che sono emersi nel dibattito.


LA PROTESTA - Il volantino diffuso dai promotori dell'iniziativa spiega le motivazioni del ritorno alla contestazione: «Il governo sta tagliando gli organici e ha bloccato i contratti. Limina ha cercato di nascondere lo smantellamento in atto nella scuola pubblica». Sandra Soster della Flc-Cgil ha parlato di «una situazione gravissima, che ha reso necessaria un'iniziativa forte e unitaria».

LA SPACCATURA - L'Assemblea dei docenti delle scuole superiori, convocata questa mattina nell'aula magna del Liceo Righi, ha approvato all'unanimità le dimissioni di Marcello Limina ma il voto espresso ha sancito la divisione con alcuni sindacati. Alcuni membri del coordinamento dei precari della scuola hanno proposto una mozione di quattro punti: dimissioni di Limina, sospensione della pubblicazione degli organici, rinvio di una anno della riforma delle superiori, no all'introduzione degli esperti esterni delle scuole. L'assemblea ha approvato l'intera mozione ma si è scontrata con Cisl e Snals, che si sono opposti alla votazione perché non all'ordine del giorno. Anna Cicognani della Cisl scuola ha commentato l'accaduto: «I problemi della scuola sono ben altri, più si chiedono le dimissioni di Limina più si rafforza la sua posizione al ministero».

Mauro Giordano


Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da TuttoscuolaNew n.442 del 31.05.2010
Inviato da admin_CUSMA il 31/5/2010 13:49:01 (613 letture)

da TuttoscuolaNew n.442 del 31.05.2010

SOMMARIO


1. Manovra finanziaria. Gli effetti sulla scuola

2. Scuola: manifestazioni del Pd in tutta Italia

3. Marcegaglia (Confindustria): le scuole assumano i docenti

4. Università verso la riforma. Con fatica

5. Formazione dei docenti. Ok molto condizionato della Camera

6. Formazione chiama reclutamento

7. E’ il mese delle paritarie

8. Concorsi addio. Lasciate ogni speranza o voi che entrate….

9. Riforma della scuola. Tempi brevi per definirla e tempi lunghi per condividerla

10. Conferenza delle Regioni: Errani Presidente

11. Convegno “Regione, istituzioni scolastiche e federalismo”: rischi ed opportunità

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 1362 bytes | Commenti?
« 1 ... 271 272 273 (274) 275 276 277 ... 287 »

Cerca

Ricerca avanzata

Convenzioni Istituzioni
Convenzioni Istituzioni

Prossimi eventi
Nessun evento

Calendario
Mese PrecedenteMar 2019Mese Successivo
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Oggi

Videonews

Informazioni sul sito
Webmasters

admin_CUSMA

gioacolo

giustim


Iscrizione
Open in new window



Newsletter
Iscrivetevi sulla nostra
Newsletter !
La vostra e-mail :

Formato 

Iscrizione avanzata.

Galleria

Nuovi utenti
Angelarosa 16/1/2019
franticrn 9/11/2018
ElisaD4 6/11/2018
luismart 11/9/2018
syd73 24/3/2018

Visite

da Giugno 2009

 

Gilda-Unams  |  Sito nazionale