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Stampa : da TuttoscuolaNew n. 436 del 19 aprile 2010
Inviato da admin_CUSMA il 20/4/2010 1:34:13 (466 letture)

TuttoscuolaNew n. 436 del 19 aprile 2010

SOMMARIO

1. Scuola & politica/1. Due linee nel Pdl

2. Scuola & politica/2. AN a difesa della tradizione

3. Scuola & politica/3. Due strategie per la scuola

4. Scuola & politica/4. Il modello federalista di Formigoni

5. Progetto Formigoni. Più facile da dire…

6. L’altolà della Cisl al progetto Formigoni

7. Indicazioni/1. Una polemica rivelatrice

8. Indicazioni/2. Vince la bipolarizzazione dell’istruzione secondaria

9. CNOS: visioni e previsioni sui giovani

10. Le Regioni rivendicano maggiore libertà sulla scuola




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Stampa : da Repubblica it - Consiglio di Stato contro la Lega "No a graduatorie che favoriscano i residenti"
Inviato da admin_CUSMA il 16/4/2010 19:10:00 (534 letture)

Insegnanti, Consiglio di Stato contro la Lega "No a graduatorie che favoriscano i residenti"

16-04-2010
di S. INTRAVAIA

Il Consiglio di stato considera illegittime le graduatorie degli insegnanti "protette" per i residenti. Un duro colpo alle recenti richieste della Lega friulana e lombarda che, dopo la vittoria alle ultime elezioni regionali, spingono per avere "prof e buoi dei paesi tuoi". Nel pronunciarsi sul ricorso di un professore di Verona, incluso in coda alle graduatorie di Trento perché di fatto non residente in quella provincia, il massimo organismo della giustizia amministrativa ha rinviato alla Corte costituzionale la legge provinciale sull'aggiornamento delle liste dei precari.

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Stampa : da Repubblica.it - Tecnici e professionali light meno ore e materie, spesso decisive
Inviato da admin_CUSMA il 15/4/2010 16:44:20 (639 letture)

da Repubblica.it

IL CASO
Tecnici e professionali light meno ore e materie, spesso decisive
Giro vittuale fra vecchi e nuovi orari dopo la riforma Gelmini. Un esempio? Meno chimica e scienza dei materiali agli odontotecnici

di SALVO INTRAVAIA

In arrivo istituti tecnici e professionali light. A settembre, come del resto avverrà per i licei, sarà la volta dei nuovi istituti tecnici e istituti professionali. Ad attendere coloro che opteranno per un titolo di studio professionalizzante già dal diploma meno materie e meno ore in classe di chi li ha preceduti. Anche i ragazzi delle seconde, terze e quarte classi avranno lo sconto delle ore di lezione a curricula invariati: un artificio, più volte criticato dagli addetti ai lavori, che servirà esclusivamente a fare cassa. E dire che l'Italia deve il boom economico degli anni sessanta anche alle migliaia di periti diplomati negli istituti tecnici ante Gelmini.

Per comprendere cosa e, soprattutto, quanto studieranno i ragazzi che dal prossimo anno frequenteranno i tecnici e i professionali basta fare un giretto, anche virtuale, tra i siti di alcuni istituti e confrontare i vecchi quadri orario con i nuovi. Gli istituti tecnici commerciali, dai quali sono usciti migliaia di ragionieri, oggi funzionano soprattutto con il corso sperimentale Igea (Indirizzo Giuridico Economico Aziendale). Le 36 ore di lezione al biennio, che scendono a 34 al terzo anno per risalire a 35 negli ultimi due, saranno un ricordo. Perché, come avverrà per tutti gli altri indirizzi le ore scenderanno a 32. Nell'omologo dell'Igea (l'istituto tecnico economico, indirizzo Amministrazione, finanza e marketing) si studierà meno Lingua straniera, Matematica, Geografia ed Economia aziendale.

E che dire degli istituti tecnici per il Turismo? Stesso destino: meno Italiano, Scienze, Diritto e Storia dell'Arte. E ridotte complessivamente di un quarto le tre le lingue straniere. Ma al ministero la vedono in modo diverso. Per i tecnici di viale Trastevere attualmente le ore di lezione nei tecnici e nei professionali sono dappertutto di 50 minuti. Così, le 32 ore di 60 minuti previste dalla riforma in realtà aumenterebbero il tempo-scuola. In poche parole: nessuna diminuzione. Ma è davvero così? In realtà parecchi istituti utilizzano ore di 55 minuti, come avviene all'Itc Bachelet di Copertino, in provincia di Lecce. E laddove le ore si riducono a moduli di 50 minuti, i 10 minuti "risparmiati" vengono riutilizzati dai docenti per corsi di "recupero e sostegno o espansione previsti dalle varie ipotesi di insegnamento", come avviene all'istituto alberghiero di San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia. Mentre all'alberghiero di Tortolì nell'Ogliastra, le ore durano regolarmente 60 minuti.

All'industriale le cose sono ancora più complicate perché i nuovi indirizzi saranno un po' diversi da quelli attuali e il confronto non è rigoroso. I periti meccanici dell'era Gelmini non studieranno più Geografia e dimezzeranno le lezioni di Diritto ed economia. Ma soprattutto dovranno studiare meno Matematica, Meccanica, Sistemi e Tecnologie meccaniche. Gli Elettrotecnici, oltre Matematica e Geografia, studieranno meno Elettrotecnica e Impianti elettrici: le due discipline che caratterizzano l'indirizzo di studi. Stesso discorso all'istituto tecnico per geometri (che diventa Costruzioni, ambiente e territorio) dove sono state sacrificate Costruzioni, Topografia e Impianti.

Passando agli istituti professionali le cose, se possibile, peggiorano. In tutti gli indirizzi calano le ore di Italiano. Negli istituti alberghieri gli studenti passeranno parecchie ore in meno (il 40 per cento) in cucina e subiranno un taglio alla seconda lingua straniera. E dei futuri odontotecnici, ci si potrà fidare? Meno Fisica, Chimica, studio dei materiali dentari e ore di laboratorio. La roulette del taglio delle ore toccherà anche le seconde, terze e quarte classi dei tecnici. La riforma, infatti, parte dalle prime classi, con nuove materie e quadri orario. Ma il taglio dell'orario colpirà anche le classi successive, escluse le quinte. Nelle seconde classi, per scendere a 32 ore settimanali, verranno sacrificate alcune ore di Italiano e Matematica. Al triennio sarà la volta delle materie professionalizzanti: Elettronica all'industriale e Topografia al tecnico per geometri.

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Stampa : da TuttoscuolaNew n. 435 del 12 aprile 2010
Inviato da admin_CUSMA il 12/4/2010 15:04:47 (547 letture)

da TuttoscuolaNew n. 435 del 12 aprile 2010

Notizie, commenti e indiscrezioni sul mondo della scuola.

SOMMARIO


1. Scenari postelettorali/1. La scuola in attesa

2. Scenari postelettorali/2. La tentazione della Lega

3. Scenari postelettorali/3. Aprea (Pdl) e Bachelet (Pd), dialogo difficile, ma possibile

4. Le Regioni impegnate per un’istruzione di qualità


La normativa della settimana in TuttoscuolaFOCUS:

(con sintesi e testo integrale dei provvedimenti):


- Scambi professionali italo-francesi

- Domande mobilità via web: precisazioni

- Graduatorie di istituto provincia di Bolzano

- Fondi scuola in ospedale

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Stampa : da ItaliaOggi - Presidi, occhio agli esperti Pon; Il dicastero di Viale Trastevere chiede trasparenza e imparzialiatà per l'attribuzione degli incarichi
Inviato da admin_CUSMA il 6/4/2010 19:10:00 (523 letture)

Presidi, occhio agli esperti Pon (Programma Operativo Nazionale)

AZIENDA SCUOLA

di A. Di Geronimo

Il dicastero di Viale Trastevere chiede trasparenza e imparzialiatà per l'attribuzione degli incarichi


Chi sbaglia dovrà restituire all'amministrazione i fondi spesi

Occhio agli incarichi conferiti dai presidi per i progetti Pon (programmi operativi nazionali). Gli incarichi attribuiti agli esperti senza che siano stati fissati criteri adeguati e trasparenti comporta il recupero dei fondi già versati dall'amministrazione alla scuola.

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Stampa : Ravenna: Il sindaco Matteucci scrive al Prefetto: «Situazione grave»
Inviato da admin_CUSMA il 3/4/2010 21:50:00 (683 letture)

Ravenna 2.04.2010
Scuola - Il sindaco della città Romagnola scrive al Prefetto: «Situazione grave»

Sulla situazione in cui versa la scuola Fabrizio Matteucci Sindaco di Ravenna ha inviato una lettera al Prefetto Compagnucci

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Stampa : da Il Sussidiario - SCUOLA/ Ecco perché valutare i prof li aiuta a non diventare “matti”
Inviato da admin_CUSMA il 28/3/2010 23:34:26 (700 letture)

SCUOLA/ Ecco perché valutare i prof li aiuta a non diventare “matti”

Redazione

domenica 28 marzo 2010

Ormai anche l’opinione pubblica dovrebbe aver compreso che il lavoro dei docenti di ogni ordine e grado è divenuto sempre più impegnativo e le conferme non mancano anche dall’estero. Lo studio comparativo italiano, pubblicato sull’autorevole rivista La medicina del lavoro n° 5 del 2004, è stato tradotto in portoghese dall’omologa rivista brasiliana. È probabile che il terzo mondo abbia colto maggiormente del primo il rischio e le ricadute derivanti dal logoramento mentale provocato dalla professione insegnante e si adoperi per divulgare gli esiti della ricerca in lingua portoghese. Una lezione per il nostro vecchio continente a conferma che nessuno è profeta in patria. Del resto è noto che comunicare le conoscenze scientifiche è il modo migliore di fare prevenzione.

segue........

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Stampa : da Unità - Superiori,contro i tagli parte il ricorso al TAR
Inviato da admin_CUSMA il 26/3/2010 14:33:31 (494 letture)

Superiori,contro i tagli parte il ricorso al TAR

Il coordinamento delle scuole superiori di Bologna sta preparando un ricorso al Tar contro la riforma Gelmini.

Sotto accusa l’illegittimità delle iscrizioni agli istituti superiori. Il motivo è presto detto: «Le iscrizioni sono state fatte sulla base di una circolare ministeriale e non di una legge, perché la legge non esiste, come ripetiamo tutti da tempo», attacca Gaetano Passarelli del Coordinamento scuole superiori, docente all’Alberghetti di Imola. La decisione è stata presa in questi giorni giorni dal coordinamento bolognese,«ma dovrebbero muoversi anche Modena, Padova e Roma», spiega Bruno Moretto di Scuola e costituzione. Che sabato scorso ha partecipato ad un’assemblea nazionale a Roma in cui è stata lanciata la proposta del ricorso “condiviso”. Bologna ci stava già pensando e il lavoro dei docenti, a questo punto, è quello di allargare il più possibile il bacino dei ricorrenti: «Stiamo informano i genitori e gli studenti, perché i maggiorenni potranno farlo», aggiunge Moretto. Già decisa l’adesione del coordinamento precari.

I PERCHÈ DEL RICORSO Infatti, altro nodo del ricorso, sarà proprio la ricaduta della riforma Gelmini sugli istituti tecnici e professionali. Perché, se è vero che la «rivoluzione » del ministro interesserà i licei solo dalle prime classi, è altrettanto vero che si abbatterà inmododirompente su istituti tecnici e professionali, interessando le seconde, le terze e le quarte classi.

Una «tragedia» di dimensioni epocali, di cui le famiglie non sono ancora del tutto consapevoli, nonostante l’allarme sia stato lanciato da tempo, anche dai sindacati. In sostanza, infatti, ciò che accadrà a quegli studenti con l’applicazione della riforma sarà una situazione paradossale: si troveranno a frequentare una scuola che sarà del tutto diversa da quella che avevano scelto al momento dell’iscrizione.

In corso d’opera, insomma, verrà tutto stravolto visto che proprio in questi istituti i tagli orari si faranno sentire in maniera molto pesante, soprattutto nelle materie laboratoriali, quelle di indirizzo, snaturando il senso stesso della specializzazione.

Una scelta mirata del Ministero, anche questa, «visto che trattandosi di materie spesse volte fatte in compresenza, il risparmio sarà maggiore», spiega Passarelli.

Il senso del ricorso è il seguente: «Applicate le leggi»; il punto è chiaro: «La circolare è uscita senza i regolamenti - precisa Moretto - e le iscrizioni vengono fatte sulla base dei Pof (piani dell’offerta formativa, ndr.), dunque tutte le iscrizioni sono illegittime» visto che i nuovi piani non esistono ancora, per legge.

Intanto continua a girare per gli istituti la mozione partita da Castiglion de’ Pepoli con la quale si invitano i collegi docenti a “boicottare” lariforma Gelmini. Un atto, questo, che avrà un valore sopratutto simbolico, «visto che difficilmente i dirigenti la faranno propira per timore di provvedimenti disciplinari», riferisce Passarelli.

Il coordinamento intanto prosegue con l’appello alla Regione agli enti locali affinché si muovano per ricorrere anch’essi al Tar. La Regione nelle settimane scorse aveva annunciato la possibilità di impugnare la riforma alla Corte costituzionale: un percorso questo che tecnicamente potrebbe non essere fattibile proprio perché, mancando una legge, non la si può impugnare

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Stampa : da repubblica - "I prof danno voti troppo alti, stop a borse di studio"
Inviato da admin_CUSMA il 18/4/2010 17:21:46 (539 letture)

"I prof danno voti troppo alti, stop a borse di studio"

N. Pellicani

TREVISO - La giunta leghista di Preganziol, comune trevigiano sul Terraglio, striglia i professori delle scuole medie, perché troppo buoni e di manica larga nella valutazione degli studenti. Ovvero voti troppo alti agli esami di terza, quelli d´ammissione alle superiori: otto, nove, molto spesso 10.
La bacchettata ai prof è giunta nel corso dell´ultimo Consiglio comunale, concluso con un drastico taglio alle borse di studio: l´importo è passato, in un colpo solo, da 7.600 a 2.000 euro.
«Gli studenti che escono dalle medie sembrano tutti geni», secondo il sospettoso assessore del Carroccio Daniele Biadene. «Non è realistico», ha detto tra l´incredulità dell´opposizione, «che agli esami escano tutti questi studenti con voti altissimi. Vogliamo capire se il metodo più corretto per attribuire le borse di studio sia quello dei voti in pagella, oppure se ci siano altri criteri». La conseguenza del bizzarro ragionamento è il taglio delle borse di studio. Quest´anno saranno quindi pochissimi i ragazzi che riusciranno ad accedere al fondo. E quali saranno i nuovi parametri per aggiudicarsele? Ancora non si sa: il capitolo sulla meritocrazia la Lega veneta deve, infatti, ancora scriverlo.
Lo scorso anno erano stati 47 gli studenti di 13 anni residenti a Preganziol, che avevano ricevuto l´assegno dal Comune per aver conseguito "ottimo" e "distinto" agli esami di giugno. A ciascuno di loro erano andati 160 euro con la raccomandazione di investire quei soldi per le spese scolastiche o comunque di riservarli per occasioni culturali. «Il nostro obiettivo», osserva ancora l´assessore leghista, «è migliorare la formazione dei ragazzi. Non è possibile che in terza media sembrino tutti bravi, mentre poi alle superiori vengono a galla tutte le lacune».

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Stampa : da Tuttoscuola - Rischiano il posto tra 15.000 e 30.000 precari
Inviato da admin_CUSMA il 16/4/2010 12:52:48 (601 letture)

da tuttoscuola.com

Rischiano il posto tra 15.000 e 30.000 precari


E' a rischio il posto di lavoro di almeno 10/15 mila precari della scuola secondo i calcoli della Uil Scuola, ma per la Gilda degli insegnanti la cifra potrebbe aumentare fino a 30.000.

Secondo la Uil scuola la riduzione di organico di 25 mila posti, considerato il numero dei pensionamenti e l'esperienza dello scorso anno farà sì che nel prossimo anno scolastico "tra i 10 e i 15 mila insegnanti precari potrebbero non avere riconfermato l'incarico". Per questo "è quanto mai urgente predisporre in tempo utile tutti gli interventi integrati Regioni, Inps, Miur, per garantire a queste persone di non restare senza lavoro e senza stipendio".

Più pessimista è il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio, secondo il quale ai 14 mila posti in meno nelle scuole superiori se ne devono aggiungere quasi 4 mila nelle medie e 9 mila nelle elementari, più i 3.540 tagli all'organico di fatto, per un totale di quasi 30 mila posti in meno.

"Ciò significa che dal prossimo primo settembre il sistema scolastico italiano avrà meno insegnanti e classi più affollate, e che gli alunni più svantaggiati godranno di meno aiuti", soprattutto al Sud. "Si tratta - conclude Di Meglio - di una scelta sbagliata anche dal punto di vista sociale, perché questi tagli peggioreranno una situazione economica già molto grave''.

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Stampa : Il Miur prevede esuberi dalle elementari alle superiori. Ira dei sindacati. Caos inglese.
Inviato da admin_CUSMA il 13/4/2010 23:08:05 (779 letture)

La denuncia dei sindacati dopo l'incontro con il ministero. Mannaia sulle superiori.

Scuola, taglio di 25.000 prof

di Lorena Loiacono
Un altro taglio pesantissimo per la scuola. Il Miur, secondo i sindacati, prevede una riduzione di 25.600 docenti a partire da settembre. Il dato è emerso mercoledì sera nel corso di un incontro tra il ministero della Pubblica Istruzione ed i sindacati. La riduzione sarà di 8.700 unità nella scuola elementare, 3.700 alle medie, e 13.750 alle superiori. La circolare ministeriale è in arrivo.

Il Miur prevede esuberi dalle elementari alle superiori. Ira dei sindacati. Caos inglese.
A settembre 25.000 prof a casa


Colpo di mannaia in arrivo sulla scuola. Il Miur prevede un taglio di 25.600 docenti a partire da settembre. E i sindacati insorgono: «Così si taglia anche la qualità». Un incontro di fuoco, quello tra il ministero della Pubblica Istruzione ed i sindacati della scuola per la circolare in arrivo sul taglio agli organici per l’anno 2010-2011: «Si tratta di una riduzione complessiva di 25.600 docenti - spiega Massimo Di Menna, segretario nazionale Uil scuola - che comporterà una contrazione di organico di circa 8.700 unità nella scuola elementare, circa 3.700 nella scuola media e circa 13.750 alle superiori. Circa 22.000 verrebbero ridotti in organico di diritto e 3.600 in quello di fatto».

Il taglio maggiore è nella scuola secondaria di II grado per la quale il Miur farà riferimento sia ai regolamenti relativi alla riforma delle superiori che al decreto, in via di emanazione, per le riduzione delle ore di insegnamento negli istituti tecnici e professionali. «Contestiamo questa gestione tutta burocratica che rischia di minare la qualità della scuola - ha commentato Di Menna - si interviene con tagli lineari quando occorrerebbe, invece, fotografare la situazione reale e, solo su quella base, determinare il bisogno effettivo di organico».

Il Miur ha inoltre predisposto 63.348 docenti di sostegno nell’organico di diritto, assicurando però che nell’organico di fatto verrà rispettata la sentenza della Corte Costituzionale che ha tolto il limite massimo di posti per questo settore. Ed è allarme anche per l’inglese alle elementari: saranno 2000 infatti i docenti “generalisti” che a settembre entreranno in classe con la specializzazione dell’insegnamento dell’inglese. Peccato però che i corsi a loro dedicati debbano ancora partire. Ed il tempo intanto corre.

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Stampa : Scuola - Le anticipazioni del sole 24 ore sui tagli
Inviato da admin_CUSMA il 9/4/2010 20:00:09 (760 letture)

Le anticipazioni del sole 24 ore sui tagli

Istruzione - In arrivo le tabelle sulla riduzione di 28.558 insegnanti nel prossimo anno scolastico 2010/2011, così suddivisi: 8711 nella scuola primaria, 3661 nella media di primo grado e 13.746 nella media di secondo grado. In contro tendenza le scuole dell'infanzia dove sono previsti 560 insegnanti in più

Il taglio dei docenti sarà più forte al sud. Campania (3686 posti in meno), Sicilia (3325 posti in meno), Calabria e Sardegna saranno le regioni destinate a pagare il costo maggiore.

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Stampa : da ItaliaOggi - Il certificato medico pronto a viaggiare nell'etere
Inviato da admin_CUSMA il 6/4/2010 19:00:05 (551 letture)

Il certificato medico pronto a viaggiare nell'etere - le ultime della riforma Brunetta
Da giugno le nuove modalità di trasmissione, le scuole devono chiedere le credenziali all'Inps


Dal 19 giugno prossimo diventa obbligatorio l'invio telematico all'Inps dei certificati medici di malattia anche del personale della scuola. L'invio telematico sarà a cura non del dipendente ma del medico del servizio sanitario nazionale (s.s.n.) o del medico in convenzione con esso.

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Stampa : da repubblica.it - Tutti i presidi e i vicepresidi italiani hanno ricevuto dal Ministero un testo che dovrebbe chiarire "notizie di stampa". Ma il testo è assolutamente criptico. Non si capisce neppure l'oggetto
Inviato da admin_CUSMA il 2/4/2010 0:00:00 (664 letture)

Tutti i presidi e i vicepresidi italiani hanno ricevuto dal Ministero un testo che dovrebbe chiarire "notizie di stampa". Ma il testo è assolutamente criptico. Non si capisce neppure l'oggetto

Scuola, la circolare spiega tutto
Solo che questa è incomprensibile


di S. INTRAVAIA


L'ultima circolare del ministero dell'Istruzione sembra proprio un pesce d'aprile. E potrebbe esserlo, perché la data che riporta la nota inviata oggi a tutti i dirigenti scolastici italiani è proprio quella del primo di aprile. Ma il ministero dell'Istruzione non fa pesci d'aprile o, almeno, non li ha mai fatti. Tuttavia, una cosa sembra certa: i presidi che questa mattina si sono imbattuti nella comunicazione MIURAOODGOS, protocollo numero 2532 /R. U./U cercando di capirci qualcosa, saranno rimasti di stucco.

La circolare è breve e ricorda a tutti gli operatori della scuola che le norme dei regi decreti 635 del 1925 e 2049 del 1929 sono ancora pienamente in vigore. Ma non sembra neppure detto questo. Vediamo di capirci qualcosa. "Con riferimento a notizie di stampa, si precisa - scrive il direttore generale Mario Dutto - che le disposizioni di cui al regio decreto n. 653/1925 ed al regio decreto n. 2049/1929, delle quali l'art. 2 del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200 (...) aveva previsto l'abrogazione a decorrere dal 16 dicembre 2009, sono state sottratte all'effetto abrogativo, di cui al citato art. 2, ai sensi di quanto disposto dal comma 2 (allegato 2) dell'art. 1 del decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 179".

Un anno e mezzo fa, il decreto-legge numero 200 del 22 dicembre 2008 abrogò una lunga lista di leggi ormai in disuso superate. Tra queste sembra siano incappati i due regi decreti in questione che riguardano il "Regolamento sugli alunni, gli esami e le tasse negli istituti medi di istruzione". Ma un anno dopo interviene un secondo decreto legislativo che "sottrae dall'effetto abrogativo" i due provvedimenti regi annullati che, a questo punto ritornano vigenti.

Ma a quali "notizie di stampa" fa riferimento la circolare? L'obiettivo della nota saranno le tasse scolastiche, al centro della polemica in questi giorni perché sempre più salate per i genitori? O le sanzioni disciplinari per bulli e riottosi? Non è facile decriptare lo scritto proveniente da viale Trastevere, perché i due regi decreti sono lunghissimi: 135 articoli suddivisi in quattro Capi. Insomma: un vero enigma. E meno male che la norma deve essere più chiara possibile. A fare saltare i nervi ai malcapitati dirigenti scolastici che questa mattina si sono messi di buona volontà per decifrare la nota ci pensa comunque l'ultimo capoverso.

"Le dette disposizioni permangono, quindi, in vigore nelle parti, ovviamente, non oggetto di abrogazione espressa (anteriore al citato decreto-legge) ovvero - scrive Dutto - non oggetto di abrogazione tacita o implicita". Non tutti gli articoli dei regi decreti in questione sono, quindi, ancora vigenti. E quali sono quelli abrogati implicitamente o tacitamente? Immaginate un povero vicepreside o vicario che si ritrova a gestire un'intera scuola per l'assenza del preside. Cosa dovrà fare con questa comunicazione tra le mani? Forse, pensando che si tratti di qualcosa di estremamente importante, questa notte non ci dormirà neppure. E magari si tratta di una sciocchezza.

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Stampa : da TuttoscuolaFOCUS - Iscrizioni alle superiori: recupero dei tecnici e dei professionali?
Inviato da admin_CUSMA il 27/3/2010 13:59:28 (937 letture)

da TuttoscuolaFOCUS

Iscrizioni alle superiori: recupero dei tecnici e dei professionali?


Nel giorno della chiusura delle iscrizioni alle prime classi della scuola secondaria riformata (26 marzo), ci si chiede se le innovazioni introdotte modificheranno gli orientamenti delle famiglie per le scelte del tipo di scuola per i loro figli.

È difficile che i cambiamenti, non pienamente noti alla maggioranza delle famiglie, li orientino verso scelte alternative a quelle programmate da tempo. Dovrebbe, quindi, essere confermata la tendenza di questi ultimi due-tre anni che hanno visto una lieve, ma costante flessione delle iscrizioni per i licei, già al centro delle scelte nei primi anni di questo ultimo decennio.

Da due-tre anni, per contro, tecnici e professionali sembrano in lieve recupero, dopo che i primi per molti anni sono andati in caduta libera (nel 1995-96 il 40% dei ragazzi usciti dalla scuola media sceglievano l'istruzione tecnica, ma dieci anni dopo quella scelta era ristretta a poco più del 33%).


Per il 2009-10 (il dato è ancora ufficioso) aveva scelto l'istruzione tecnica il 34,2%; per il nuovo anno vi potrebbe essere un ulteriore incremento portando la scelta dei nuovi tecnici verso il 35% dei ragazzi interessati.

Nei licei, sia classici che scientifici, dopo il boom iniziale dei primi anni 2000, è in atto una lieve flessione che ha portato per l'anno in corso (si tratta sempre di dati ufficiosi) al 9,5% di ragazzi che si sono iscritti al primo anno dei classici (nel 2005 aveva fatto quella scelta il 10,2%) e al 21,3% di ragazzi che hanno preferito l'iscrizione agli scientifici (dove nel 2006 si era toccata la punta massima del 22,1%).

Costanti negli ultimi anni, con lieve tendenza all'incremento, gli ex-istituti magistrali che in questo anno scolastico hanno raggiunto il massimo di gradimento con il 7,8% di ragazzi del primo anno delle superiori che hanno optato per quella tipologia di scuola ricca di sperimentazioni diverse con un'offerta formativa interessante.

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