username: password:      forget password  register
Login
Nome utente:

Password:

Ricordami



Password persa?

Registrati ora!

Menù principale

Gli Speciali
Mobilità
Utilizzazioni/Assegnazioni provvisorie
Contratti

Top News

Collegamenti


Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
Open in new window

La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
Cookie Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Ignorando questo avviso, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
RSS Feed
« 1 ... 272 273 274 (275) 276 277 278 ... 286 »
Stampa : da La Stampa.it - Ridurre il liceo a 4 anni, fa discutere la proposta del rettore della Bocconi
Inviato da admin_CUSMA il 6/5/2010 23:40:22 (489 letture)

La Stampa.it

Ridurre il liceo a 4 anni, fa discutere la proposta del rettore della Bocconi

ROMA
Reazioni pro e contro alla proposta di riduzione della durata dei corsi liceali per anticipare di un anno l’accesso all’università, come accade in molti paesi europei, rilanciata oggi dal rettore dell’università Bocconi di Milano Guido Tabellini, sia sul fronte sindacale che su quello studentesco

L’associazione studentesca Azione Studentesca boccia la proposta perché, a suo parere, «lascia irrisolti diversi nodi cruciali». «Accorciare il percorso scolastico di un anno sarebbe utile - spiega - se riuscissimo a garantire una preparazione adeguata nei 4 anni, ma già 5 anni non sono sufficienti. E - aggiunge - non tiene il rapporto con gli altri sistemi presenti in Europa dato che differiscono dal nostro per il rapporto con il mondo del lavoro e per l’ingresso all’università ed è molto strano che un rettore si preoccupi dei tempi prima di occuparsi della qualità della formazione».

Contrario anche il sindacato Gilda che parla di «bestialità». «Si tratta di un’idea bizzarra - afferma il coordinatore Rino Di Meglio - che non tiene in alcun conto l’organizzazione del sistema scolastico italiano. L’università nel nostro Paese è molto lontana dai modelli esistenti nel resto d’Europa: non solo qui non ci sono i tutor, ma spesso mancano persino le aule dove svolgere le lezioni. La scuola italiana è già profondamente stremata da pseudo riforme e tagli indiscriminati».


Apertura, invece, da Cgil e Uil. Il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, ricorda che il tema è aperto da anni sottolineando che nella maggior parte dei Paesi Europei a 18 anni si consegue il diploma «e non è giusto quindi che i ragazzi italiani siano penalizzati, entrando nel mercato del lavoro o andando all’università con un anno di ritardo». «Ma - osserva il sindacalista - occorre da un lato rafforzare ed elevare a 18 anni l’obbligo scolastico e dall’altro riformare profondamente i cicli scolastici, evitando vere e propri salti mortali per i ragazzi nel passaggio tra primaria, secondaria inferiore e secondaria superiore». Senza queste condizioni, a parere di Pantaleo, si rischia di rispondere a un problema giusto in modo sbagliato.

Per il segretario della Uil scuola, Massimo Di Menna, si tratta di una proposta «condivisibile», peraltro già avanzata più volte dal sindacato sia al ministro Berlinguer sia al ministro Moratti. Ipotizzarla oggi, mentre sta partendo una ennesima riforma - osserva il sindacalista - «significa creare ulteriori incertezze nel sistema scolastico», ma «l’esigenza di ridurre e rendere essenziale il percorso di formazione dei giovani rimane tutta». Ed entrando nel merito, Di Menna osserva che la proposta del rettore «è utile per intervenire sulle dinamiche scuola-università, scuola-mondo del lavoro intervenendo sull’ultimo anno di scuola superiore che può diventare una parte del percorso universitario, post diploma, di esperienza lavorativa, realizzando così, con un sistema integrato e comunicante, l’obiettivo di ridurre il percorso di studi e formazione».

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da tuttoscuola - Brunetta. La norma sui pensionamenti va applicata con intelligenza
Inviato da admin_CUSMA il 29/4/2010 18:38:48 (582 letture)

da tuttoscuola

Brunetta. La norma sui pensionamenti va applicata con intelligenza
Il caso di una insegnante che vuole rimanere in servizio


Capita ad Arezzo ma può capitare in tante altre parti d'Italia.

Una insegnante elementare in servizio in una classe quarta dovrà lasciare la scuola per raggiunti limiti di età, con grande disappunto suo, delle famiglie e degli alunni che avrebbero gradito concludere tutti insieme il ciclo scolastico per l'ultimo anno.

Anche il Ministro Brunetta è intervenuto personalmente sulla questione, a seguito di un suo coinvolgimento in una trasmissione radiofonica, dove un giornalista gli ha sottoposto il caso della pensionanda e della richiesta delle famiglie per una sua permanenza in servizio.

Il Ministro Brunetta, cofirmatario del D.L. 112/2008 che ha introdotto modifiche in materia di pensionamento dei dipendenti pubblici per raggiunti limiti di servizio (40 anni), ha detto esplicitamente che la legge parla di facoltà dell'Amministrazione di risolvere unilateralmente il contratto di lavoro, tenendo conto delle varie situazioni. Ed il caso della maestra aretina, come altri, è certamente uno di quelli in cui la legge, secondo il ministro, non va applicata.

Secondo il Ministro, infatti, si tratta "di una norma intelligente che non sempre viene applicata in maniera intelligente". Ha detto quindi che "interverrà personalmente con la collega Gelmini per chiarire, perchè non si verifichino casi come quelli della maestra di Arezzo, che ha perfettamente ragione a voler finire il ciclo e a cui bisogna riconoscere la buona volontà".

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : TuttoscuolaNEWS n. 437 del 26 aprile 2010
Inviato da admin_CUSMA il 26/4/2010 11:14:58 (577 letture)

N. 437, 26 aprile 2010

SOMMARIO


1. Libri di testo. Il quasi flop dell’obiettivo “blocco delle adozioni”

2. Berlusconi-Fini. Quali conseguenze sulla politica scolastica

3. Quell’esame di italiano chiesto dalla Lega

4. Ritorna lo stato giuridico e… si svuota il contratto?

5. Carriera dei docenti tra legge e contratto

6. La carriera dei docenti dipende dalle risorse

7. Gli albi regionali interpretano il Titolo V?

8. Anzianità elevata tra i docenti. Le cause, i rimedi

9. AIMC: innovazioni e coinvolgimento dei docenti


Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 1152 bytes | Commenti?
Stampa : da La Tecnica della Scuola - Catania, servizi falsi spacciati come veri: così si saliva in graduatoria
Inviato da admin_CUSMA il 24/4/2010 22:41:37 (1355 letture)

da La Tecnica della Scuola

Catania, servizi falsi spacciati come veri: così si saliva in graduatoria

di A.G.

La truffa scoperta dalla Guardia di finanza: gli aspiranti docenti e Ata potevano contare sulla complicità di alcune scuole private che certificavano come avvenuti, periodi lavorativi in realtà mai svolti. Ora sono a rischio decine di cattedre assegnate e sottratte a chi ha rispettato le regole. Chiesti decreti penali di condanna per 19 persone, tra precari, dipendenti e dirigenti di scuole paritarie del capoluogo etneo.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 2264 bytes | Commenti?
Stampa : da LASTAMPA.it - L'insegnante bloccato in trincea
Inviato da admin_CUSMA il 21/4/2010 22:34:35 (715 letture)

L'insegnante bloccato in trincea

MARCO ROSSI-DORIA

L’idea del ministro Gelmini di rendere regionali le graduatorie dei docenti risulta contraria al parere del Consiglio di Stato che si è già espresso a favore del carattere nazionale della nostra comunità scolastica, citando, in una sentenza di merito - che fa giurisprudenza - gli articoli 3, 4, 16, 51 e 97 della Costituzione. Ma, ben al di là del diritto costituzionale, l’idea di limitare gli insegnanti a svolgere il proprio compito solo entro la propria regione appare difficilmente praticabile.

In primis, per come è la vita reale delle persone e anche perché in contrasto con i principi stessi sui quali si fonda l’Europa unita. Infatti, se questa proposta passasse, il giovane docente di matematica che insegna a Castelfranco Veneto e si sposa con la collega di Brescia o di Mantova o di Bari o di Catania, non potrebbe cambiare sede. E la docente di latino di Trento che ha il padre malato di Alzheimer che vive nella confinante provincia di Verona, non potrebbe chiedere l’avvicinamento. L’Unione europea, poi, si fonda sulla libertà di andare e venire delle persone e delle cose. E così io, insegnante elementare con buone competenze di lingua inglese - se seguo le norme per l’immissione nelle scuole britanniche - posso andare a insegnare a Leeds o a Oxford. E il mio amico docente di genetica a Edimburgo ha deciso di venire a insegnare a Napoli, sua città d'adozione spirituale, con grande soddisfazione dei suoi studenti partenopei. E noi tutti mandiamo i figli a fare l’Erasmus - in giro per la casa comune europea - perché, insieme alle lingue, promuoviamo, nei nostri ragazzi, questa santa libertà di muoversi, fare esperienze nel mondo e di cambiare vita se lo si vuole. È un grande lascito del pensiero liberale. Una cosa meravigliosa, che apre gli orizzonti del sapere e le possibilità della vita.

Alcuni sostengono che le scuole del Sud e del Nord hanno problemi diversi e dunque che bisogna creare comparti distinti e separati. È in parte vero che hanno problemi diversi. Perché pesano sulle scuole del Mezzogiorno pubbliche amministrazioni meno capaci ma soprattutto incide la povertà, che è molto maggiore. E che è una povertà materiale e culturale insieme. Infatti nelle regioni meridionali risiedono il 65,3 percento delle famiglie povere. In termini assoluti le famiglie povere residenti nel Mezzogiorno sono 1.713.000, tre volte di più di quelle residenti nel Nord, che ammontano a 595.000. E i bambini e ragazzi poveri sono, in Italia, 1.809.000, il 17% del totale. Ma nel Sud risiede il 70% dei minori poveri: 1.245.000. Fare scuola a Sud è spesso più difficile. Che facciamo? Negli Stati Uniti, paese federale per eccellenza, gli squilibri nei tassi di esclusione precoce dovuti a maggiore povertà e a analfabetismo funzionale delle famiglie non spingono ad abbandonare le zone più difficili ma al contrario a occuparsi delle zone povere come parte del patto nazionale, unitario, perché la cultura è una, indivisibile. E sia Bush che Obama hanno promosso, con l’unanimità di Senato e Congresso, programmi tesi a fare spostare i docenti migliori, con forti incentivi, per sostenere lo sforzo comune. È una tradizione che, del resto, ci appartiene.
segue..........................

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 6490 bytes | Commenti?
Stampa : da ItaliaOggi - Ecco i nuovi quadri orari per gli istituti tecnici e professionali in vigore da settembre
Inviato da admin_CUSMA il 20/4/2010 15:58:44 (764 letture)

da ItaliaOggi
Ecco i nuovi quadri orari per gli istituti tecnici e professionali in vigore da settembre 2010

di A. Di Geronimo

Dal 1° settembre prossimo gli studenti delle prime classi degli istituti tecnici e professionali andranno a scuola per 32 ore settimanali, contro le attuali 36. Lo prevede la nuova normativa sugli organici emanata dal ministero dell'istruzione il 13 aprile scorso. Le ore diminuiranno anche nelle classi successive alla prima, anche se non saranno direttamente interessate dalla riforma. Il nuovo quadro ordinamentale si applicherà infatti solo alle prime classi. Ma le classi successive subiranno comunque delle riduzioni di orario, per far quadrare i conti di viale Trastevere. Che altrimenti si vedrebbe chiudere i rubinetti direttamente dal ministero dell'economia per effetto della cosiddetta clausola di salvaguardia: un meccanismo contabile che riduce alla fonte le risorse da destinare alle amministrazioni, quando la Finanziaria prevede tagli alla spesa pubblica in quel settore. Nei tecnici la riduzione a 32 ore, a prescindere dalla riforma, riguarderà seconde, terze e quarte classi. Nei professionali, invece, interesserà le seconde e le terze. Che però scenderanno dal 36 a 34, salvo poi andare a regime sulle 32 ore a mano a mano che la riforma Gelmini sarà applicata di anno in anno. Va ricordato che la riduzione di orario nelle prime classi deriva direttamente dai regolamenti attuativi del nuovo quadro ordinamentale. Ma gli effetti più ingenti si vedranno sul monte ore settimanale complessivo, comprensivo delle co-presenze, che scenderà mediamente da 40 a 35 nei tecnici. Meno ingenti gli effetti sui professionali che, nel monte ore complessivo (che varia a seconda degli indirizzi da un massimo di 50 ore a un minimo di 37 ore) perderanno mediamente due ore. Le decurtazioni di organico avverranno in due fasi. La prima coinciderà con la formazione dell'organico di diritto e consisterà in una riduzione di 22mila cattedre. La seconda avverrà in sede di organico di fatto per le rimanenti cattedre. Per quanto riguarda tecnici e professionali l'amministrazione ha emanato due decreti con i quali ha disposto che le riduzioni dalle seconde classi in poi saranno attuate riducendo del 20% il monte ore settimanale delle discipline che attualmente vengono insegnate per almeno 3 ore la settimana e gli insegnamenti tecnico-pratici che vengono svolti in copresenza. Le discipline interessate perderanno mediamente un'ora la settimana. Si tratta in particolare di lettere, matematica, scienze e delle materie più propriamente tecniche, come per esempio economia aziendale e le varie articolazioni specifiche delle discipline scientifiche. La circolare del 13 aprile chiarisce, però, che i tre regolamenti del riordino del secondo ciclo prevedono che le istituzioni scolastiche possono, previa delibera del collegio dei docenti, utilizzare la quota di autonomia del 20% dei curricoli, nell'ambito degli indirizzi definiti dalle regioni e in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale. Ciò vale sia per potenziare gli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti, con particolare riferimento alle attività di laboratorio, sia per attivare ulteriori insegnamenti, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano dell'offerta formativa. Poiché l'utilizzo di tale quota non dovrà determinare esuberi di personale a regime, il sistema informativo ha attivato una funzione attraverso la quale le istituzioni scolastiche potranno apportare le modifiche orarie alle classi di concorso (ore in più in corrispondenza di ore in meno) e contestualmente gli uffici scolastici territoriali potranno verificare il determinarsi o meno di situazioni di esubero, e quindi, autorizzare interventi modificativi del quadro orario. L'utilizzo della quota dell'autonomia non potrà determinare situazioni di soprannumerarietà. La nuova funzione riguarderà esclusivamente le classi prime interessate al riordino, mentre per la classi successive si applicano i criteri previsti dal regolamento sull'autonomia scolastica (decreto del presidente della repubblica 275/99).

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da repubblica - "I prof danno voti troppo alti, stop a borse di studio"
Inviato da admin_CUSMA il 18/4/2010 17:21:46 (546 letture)

"I prof danno voti troppo alti, stop a borse di studio"

N. Pellicani

TREVISO - La giunta leghista di Preganziol, comune trevigiano sul Terraglio, striglia i professori delle scuole medie, perché troppo buoni e di manica larga nella valutazione degli studenti. Ovvero voti troppo alti agli esami di terza, quelli d´ammissione alle superiori: otto, nove, molto spesso 10.
La bacchettata ai prof è giunta nel corso dell´ultimo Consiglio comunale, concluso con un drastico taglio alle borse di studio: l´importo è passato, in un colpo solo, da 7.600 a 2.000 euro.
«Gli studenti che escono dalle medie sembrano tutti geni», secondo il sospettoso assessore del Carroccio Daniele Biadene. «Non è realistico», ha detto tra l´incredulità dell´opposizione, «che agli esami escano tutti questi studenti con voti altissimi. Vogliamo capire se il metodo più corretto per attribuire le borse di studio sia quello dei voti in pagella, oppure se ci siano altri criteri». La conseguenza del bizzarro ragionamento è il taglio delle borse di studio. Quest´anno saranno quindi pochissimi i ragazzi che riusciranno ad accedere al fondo. E quali saranno i nuovi parametri per aggiudicarsele? Ancora non si sa: il capitolo sulla meritocrazia la Lega veneta deve, infatti, ancora scriverlo.
Lo scorso anno erano stati 47 gli studenti di 13 anni residenti a Preganziol, che avevano ricevuto l´assegno dal Comune per aver conseguito "ottimo" e "distinto" agli esami di giugno. A ciascuno di loro erano andati 160 euro con la raccomandazione di investire quei soldi per le spese scolastiche o comunque di riservarli per occasioni culturali. «Il nostro obiettivo», osserva ancora l´assessore leghista, «è migliorare la formazione dei ragazzi. Non è possibile che in terza media sembrino tutti bravi, mentre poi alle superiori vengono a galla tutte le lacune».

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola - Rischiano il posto tra 15.000 e 30.000 precari
Inviato da admin_CUSMA il 16/4/2010 12:52:48 (604 letture)

da tuttoscuola.com

Rischiano il posto tra 15.000 e 30.000 precari


E' a rischio il posto di lavoro di almeno 10/15 mila precari della scuola secondo i calcoli della Uil Scuola, ma per la Gilda degli insegnanti la cifra potrebbe aumentare fino a 30.000.

Secondo la Uil scuola la riduzione di organico di 25 mila posti, considerato il numero dei pensionamenti e l'esperienza dello scorso anno farà sì che nel prossimo anno scolastico "tra i 10 e i 15 mila insegnanti precari potrebbero non avere riconfermato l'incarico". Per questo "è quanto mai urgente predisporre in tempo utile tutti gli interventi integrati Regioni, Inps, Miur, per garantire a queste persone di non restare senza lavoro e senza stipendio".

Più pessimista è il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio, secondo il quale ai 14 mila posti in meno nelle scuole superiori se ne devono aggiungere quasi 4 mila nelle medie e 9 mila nelle elementari, più i 3.540 tagli all'organico di fatto, per un totale di quasi 30 mila posti in meno.

"Ciò significa che dal prossimo primo settembre il sistema scolastico italiano avrà meno insegnanti e classi più affollate, e che gli alunni più svantaggiati godranno di meno aiuti", soprattutto al Sud. "Si tratta - conclude Di Meglio - di una scelta sbagliata anche dal punto di vista sociale, perché questi tagli peggioreranno una situazione economica già molto grave''.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da TuttoscuolaNew n. 438 del 3 maggio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 3/5/2010 14:29:02 (593 letture)

TuttoscuolaNew n. 438, 3 maggio 2010

SOMMARIO


1. 25 mila nuove immissioni in ruolo

2. Gelmini sfida i sindacati: conterete di meno…

3. Istruzione tecnica: verso le Linee guida

4. Certificazione delle competenze/1. Che cosa sono

5. Certificazione delle competenze/2. Come si valutano

6. Conferenza delle Regioni: quando il nuovo Presidente?

7. Beni demaniali e istruzione: le prime sfide di federalismo

8. Reclutamento. Alla ricerca di nuove regole, con effetti dal 2012 (se va bene)

9. Carriera docenti. Se il ministro non si affretta, perde il treno (del contratto)


Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 2907 bytes | Commenti?
Stampa : da Tuttoscuola - Cura Brunetta per esuberi e soprannumero nella scuola?
Inviato da admin_CUSMA il 29/4/2010 18:35:50 (895 letture)

da tuttoscuola

Cura Brunetta per esuberi e soprannumero nella scuola?

Intervenendo alla Camera nel question time, il ministro della Funzione Pubblica, on. Renato Brunetta, ha annunciato l'imminente pubblicazione di due decreti con i quali verrà dato il via ad una mobilità tra i vari comparti pubblici che potrebbe avere anche riflessi positivi sul personale scolastico, coinvolto dai recenti interventi di razionalizzazione con effetti di esuberi di organico e possibili soprannumerarietà.

"La mobilità intercompartimentale costituisce uno strumento prezioso da valorizzare e promuovere in quanto permette di ottimizzare l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni, razionalizzando il fabbisogno di personale" ha dichiarato Brunetta, che ha precisato di avere previsto suoi decreti per dare attuazione agli articoli 29-bis e 30 del Testo unico sul pubblico impiego, introdotti dal decreto legislativo n. 150 del 2009.

Nei decreti saranno definite la tabella di equiparazione tra i livelli di inquadramento previsti dai diversi contratti collettivi e le misure per agevolare i processi di mobilità, volti a fronteggiare le esigenze delle amministrazioni che presentano carenze di organico, processi in cui saranno coinvolti anche i dirigenti responsabili degli Uffici.

A questi provvedimenti, ha precisato il ministro, si aggiunge una circolare del Dipartimento della Funzione pubblica, in fase di avanzata predisposizione, che conterrà precisi indirizzi applicativi in materia. Peraltro, "anche la riduzione dei comparti di contrattazione ha la finalità di conseguire un'omogeneizzazione dell'ordinamento professionale dei dipendenti pubblici, in modo da facilitare i trasferimenti tra amministrazioni pubbliche ed i conseguenti inquadramenti".

"Le disposizioni ordinamentali illustrate - ha proseguito il ministro - devono comunque conciliarsi con le limitazioni relative alle assunzioni e con i vincoli di contenimento della spesa per il personale". La mobilità intercompartimentale, insomma, non può determinare aggravi di spesa. "Ecco perché - ha concluso Brunetta - nella predisposizione dei citati provvedimenti attuativi, è necessario acquisire le opportune intese con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in modo da agevolare ulteriormente i processi di mobilità, anche intercompartimentale, nel rispetto comunque del principio della neutralità finanziaria".

Sull'impiego del personale docente in esubero era recentemente intervenuto il sindacato Uil dei Federpubblici che aveva auspicato l'utilizzo di docenti nei musei.

Altri settori pubblici, a cominciare dalla stessa Amministrazione scolastica periferica, potrebbero beneficiare della mobilità intercompartimentale con personale scolastico.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da Il Messaggero - Scuola e rottamazione forzata
Inviato da admin_CUSMA il 25/4/2010 13:50:00 (988 letture)

Scuola e rottamazione forzata

Migliaia di docenti e personale Ata si sono visti recapitare dai Dirigenti scolastici nel mese di febbraio una lettera di preavviso e successivamente di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro (licenziamento) in applicazione della Direttiva 94 del 4 dicembre 2009 con la quale si forniscono indicazioni per il mantenimento in servizio del personale docente/educatore ed Ata dopo il sessantacinquesimo anno di età e sul pensionamento forzato con 40 anni di contributi.

Questa Direttiva penalizza quei docenti di età compresa tra 58/60 anni che hanno avuto un percorso di studi e di carriera regolare e mantiene in servizio (Dlgs 297/94 art.509, commi 2 e 3 e 5) il personale che avendo compiuto i 65 anni può rimanere in attività, a domanda, fino a settant’ anni qualora debba raggiungere i 20 anni di contribuzione minima o i 40 (solo per coloro che erano in servizio all’ 1/10/1974).

Quanti insegnanti potranno usufruire di questa deroga? Come mai gli insegnanti in pensione/part-time sono costretti al pensionamento pur non avendo raggiunto il massimo contributivo? (esempio di docente che dopo aver prestato servizio per 37 anni con rapporto full-time, ha optato per il part-time al 50% più pensione. In questo caso nei tre anni successivi, pur avendo raggiunto i 40 anni utili per la pensione, avendo realmente maturato 1,5 anni ai fini contributivi, non può vedersi imporre la risoluzione del contratto).

I docenti a 58/60 hanno forse meno capacità di raziocinio di Dirigenti scolastici, Professori universitari, Magistrati, Dirigenti medici che possono rimanere in servizio a prescindere da qualunque limite di anzianità contributiva?

Questa legge avrà durata temporale (2009/2011) e creerà una disparità di trattamento tra i soggetti (docenti e personale Ata) allo scadere del 2011. “La risoluzione forzosa del rapporto di lavoro” che oggi si applica, dopo il 2011 non sarà più in vigore perché fin da ora il sistema previdenziale impone un progressivo innalzamento dell’età pensionabile.

“La risoluzione forzosa del rapporto di lavoro” anche in condizioni di non esubero è prescritta come obbligatoria solo dalle note Miur e non è contemplata dalla legge. Queste note sono una interpretazione delle leggi 103/2008 e 102/2009 da parte dell’Amministrazione del Miur, interpretazione che non contempla la forma e la sostanza di queste leggi.

In Italia sta accadendo che maestri, professori ed impiegati, nemmeno sessantenni e in ottima salute, vengano collocati d’ufficio a riposo: è iniziato il processo di rottamazione di seri professionisti ancora in grado di spendersi per la scuola.

Tutto questo aggiungo, non ha alcuna "finalità nobile", infatti, l'obiettivo non è quello di liberare posti per stabilizzare il personale precario più meno o giovane ma solo quello di creare le condizioni atte a riassorbire gli esuberi determinati dai tagli.
a. cusmà

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da La Stampa - Gelmini, aumenti di stipendio per gli insegnati "più bravi"
Inviato da admin_CUSMA il 22/4/2010 16:53:20 (648 letture)

Gelmini, aumenti di stipendio per gli insegnati "più bravi"

ROMA
Il ministro dell’Istuzione Mariastella Gelmini, in una intervista al settimanale Panorama, annuncia aumenti per gli insegnanti. Per «quelli bravi».

Sta per arrivare - afferma il ministro - a circa 120/150mila insegnanti italiani (circa il 30-40 per cento del totale) un aumento di stipendio.

Il ministro dell'Istruzione anticipa il cuore della sua «riforma delle riforme», un progetto contenuto in un disegno di legge pronto per l'autunno che rivoluzionerà la scuola. Il criterio? Meritocratico: solo i migliori insegnanti (giudicati da apposite commissioni) vedranno ritoccata la propria retribuzione.

«La Lega chiede gli albi regionali - afferma Gelmini - ma non è affatto detto che ci si arrivi. Non vogliamo una scuola regionalizzata.
E ancora: «Per il sindacato - prosegue il ministro - si apre una grossa sfida».

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da ItaliaOggi - Discipline affini unificate E il prof diventa fungibile
Inviato da admin_CUSMA il 20/4/2010 16:01:49 (608 letture)

da ItaliaOggi

Discipline affini unificate E il prof diventa fungibile


di A. Di Geronimo

Se più materie corrispondono allo stesso insegnamento, il docente diventa fungibile. È questa una delle novità più importanti contenuta nella circolare sugli organici emanata dal ministero dell'istruzione il 13 aprile scorso. Per esempio, negli istituti tecnici, i docenti di chimica agraria (classe 12/A) e di chimica e tecnologie chimiche (classe 13/A) insegneranno scienze integrate nello stesso indirizzo. E quindi andranno a finire nella stessa graduatoria di istituto quando bisognerà individuare l'eventuale docente soprannumerario da trasferire d'ufficio.
L'amministrazione ha chiarito che gli insegnamenti che trovano confluenza in più classi di concorso del vecchio ordinamento dovranno essere trattati come insegnamenti «atipici». E quindi la relativa attribuzione alle classi di concorso dovrà avere come fine prioritario la tutela della titolarità dei docenti presenti nell'istituzione scolastica, la ottimale determinazione delle cattedre e la continuità didattica. Pertanto, in presenza nella stessa scuola di più di un titolare di insegnamenti atipici si darà precedenza a colui o a coloro che, in relazione al numero dei posti, risulteranno collocati con il maggior punteggio nella graduatoria di istituto unificata incrociando la varie graduatorie. Il tutto nel rispetto delle precedenze previste dall'art. 7 del contratto sulla mobilità. In assenza di titolari da salvaguardare l'attribuzione dovrà avvenire, previa intesa con l'ufficio scolastico territoriale, prioritariamente attingendo dalle classi di concorso in esubero a livello provinciale. La misura prevista nella circolare si è resa necessaria perché la revisione delle classi di concorso potrà avvenire solo dopo che il regolamento di attuazione dei tagli, previsto dall'art.64 della legge 133/2008, avrà terminato il suo iter di formazione. E quindi nel frattempo bisognerà arrangiarsi con dei provvedimenti provvisori, continuando, per quanto possibile, ad utilizzare le vecchie classi di concorso «in cui andranno a confluire automaticamente, con le opportune integrazioni e variazioni», si legge nella circolare, «le discipline relative al primo anno di corso degli istituti di secondo grado interessati al riordino».

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
Stampa : da TuttoscuolaNew n. 436 del 19 aprile 2010
Inviato da admin_CUSMA il 20/4/2010 1:34:13 (470 letture)

TuttoscuolaNew n. 436 del 19 aprile 2010

SOMMARIO

1. Scuola & politica/1. Due linee nel Pdl

2. Scuola & politica/2. AN a difesa della tradizione

3. Scuola & politica/3. Due strategie per la scuola

4. Scuola & politica/4. Il modello federalista di Formigoni

5. Progetto Formigoni. Più facile da dire…

6. L’altolà della Cisl al progetto Formigoni

7. Indicazioni/1. Una polemica rivelatrice

8. Indicazioni/2. Vince la bipolarizzazione dell’istruzione secondaria

9. CNOS: visioni e previsioni sui giovani

10. Le Regioni rivendicano maggiore libertà sulla scuola




Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Leggi tutto... | altri 1220 bytes | Commenti?
Stampa : da Repubblica it - Consiglio di Stato contro la Lega "No a graduatorie che favoriscano i residenti"
Inviato da admin_CUSMA il 16/4/2010 19:10:00 (539 letture)

Insegnanti, Consiglio di Stato contro la Lega "No a graduatorie che favoriscano i residenti"

16-04-2010
di S. INTRAVAIA

Il Consiglio di stato considera illegittime le graduatorie degli insegnanti "protette" per i residenti. Un duro colpo alle recenti richieste della Lega friulana e lombarda che, dopo la vittoria alle ultime elezioni regionali, spingono per avere "prof e buoi dei paesi tuoi". Nel pronunciarsi sul ricorso di un professore di Verona, incluso in coda alle graduatorie di Trento perché di fatto non residente in quella provincia, il massimo organismo della giustizia amministrativa ha rinviato alla Corte costituzionale la legge provinciale sull'aggiornamento delle liste dei precari.

Rango: 0.00 (0 voti) - Vota questa notizia - Commenti?
« 1 ... 272 273 274 (275) 276 277 278 ... 286 »

Cerca

Ricerca avanzata

Convenzioni Istituzioni
Convenzioni Istituzioni

Prossimi eventi
Nessun evento

Calendario
Mese PrecedenteGen 2019Mese Successivo
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31
Oggi

Videonews

Informazioni sul sito
Webmasters

admin_CUSMA

gioacolo

giustim


Iscrizione
Open in new window



Newsletter
Iscrivetevi sulla nostra
Newsletter !
La vostra e-mail :

Formato 

Iscrizione avanzata.

Galleria

Nuovi utenti
Angelarosa 16/1/2019
franticrn 9/11/2018
ElisaD4 6/11/2018
luismart 11/9/2018
syd73 24/3/2018
montemaggi 7/2/2018
GIULIOGRN 26/11/2017
dolcefranc 5/5/2017
mineanto 28/4/2017
frpche 25/4/2017

Visite

da Giugno 2009

 

Gilda-Unams  |  Sito nazionale