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Stampa : da ItaliaOggi - Punteggi dimezzati per chi cambia
Inviato da admin_CUSMA il 9/2/2010 15:10:00 (580 letture)

Punteggi dimezzati per chi cambia
AZIENDA SCUOLA
Di Carlo Forte

La stretta sui trasferimenti nel nuovo contratto sulla mobilità dei docenti. Giro di vite sull'assistenza


I 6 punti l'anno vengono attribuiti solo se si resta nello stesso ordine di scuola (infanzia/primaria o media di I / media di II grado), altrimenti verranno attribuiti punti 3 come per il servizio pre-ruolo

Giro di vite sui punteggi per i trasferimenti e i passaggi e nella disciplina delle precedenze. Lo prevede l'ultima bozza di contratto sulla mobilità, attualmente in discussione a viale Trastevere tra i rappresentanti dell'amministrazione scolastica e dei sindacati.

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Stampa : da Tuttoscuola - In attesa dei regolamenti
Inviato da admin_CUSMA il 8/2/2010 21:56:57 (436 letture)

da tuttoscuola.com

In attesa dei regolamenti
C'è viva attesa per conoscere i testi definitivi dei regolamenti di riforma delle superiori, approvati giovedì mattina dal Consiglio dei Ministri.

Per il momento se ne conoscono soltanto alcuni stralci ufficiosi, nonché gli allegati (pubblicati sul sito del Miur) relativi al regolamento dei licei.

Come mai questo ritardo?


Avviene da sempre che i testi di decreti legge, di regolamenti o di altri dispositivi di particolare complessità, dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, siano sottoposti ad un ulteriore controllo tecnico per evitare improprietà o inesattezze difficili da correggere nelle fasi successive di formalizzazione dei provvedimenti. Inoltre i tre testi hanno bisogno di essere comparati tra di loro per armonizzare contenuti e procedure.

I regolamenti di riforma delle superiori sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri con la formula di rito "salvo intese", lasciando intendere che, ad esempio, potrebbero essere necessarie verifiche con il Mef per gli aspetti economici.

La parte che potrebbe subire qualche assestamento, data anche la delicatezza della materia, è quella che ha introdotto la novità delle riduzioni di orario nelle classi successive alla prima con effetto contestuale a decorrere dal 2010-11. Tuttoscuola, nella newsletter di stamani, supponendo l'applicazione delle riduzioni di orario tutte a decorrere dal 2010-2011, aveva ipotizzato una riduzione complessiva, di circa 7mila posti di docenza (5.300 nei tecnici, 1.800 nei professionali). La situazione comunque è ancora fluida e si può modificare di ora in ora. Secondo indiscrezioni di queste ultime ore, negli istituti professionali la contrazione di orario per le seconde e le terze ancora a vecchio ordinamento potrebbe essere diluita su due anni scolastici, anziché, tutta dal 2010-2011.

In questo modo nel 2010-11 le seconde e le terze andrebbero a 34 ore; dal 2011-12 le seconde, diventate terze, andrebbero a 32 ore. Nei due anni ci sarebbe (ovviamente è una stima di massima) una riduzione di organico di circa 1.300 posti, di cui solo circa 900 dal settembre 2010 e le restanti da settembre 2011.

Ricapitolando le riduzioni di organico per il 2010/2011 - secondo queste ipotesi - dovrebbero essere di 5.300 nei tecnici e di 900 nei professionali, per un totale di 6.200 posti.

E' bene sottolineare, comunque, che non si tratta di tagli aggiuntivi rispetto alla manovra prevista dall'art. 64 della L. 133/2008, ma di un di cui.

In ogni modo sarà il prossimo decreto sugli organici a fare chiarezza su tutto.

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Stampa : da La Tecnica della Scuola - “Pettini e code” al vaglio della Corte Costituzionale
Inviato da admin_CUSMA il 7/2/2010 14:46:28 (662 letture)

“Pettini e code” al vaglio della Corte Costituzionale


di A.G.

A stabilirlo il Tar del Lazio, che con una corposa Ordinanza ha posto dubbi di costituzionalità e deciso che il “Giudice delle Leggi” dovrà esaminare la parte della 167/09 con cui il Governo ha evitato il commissariamento del Miur. Per l’Anief, promotore del ricorso, in caso di conferma della legge “blocca-processi” i ricorrenti dovranno essere risarciti e ottenere i contratti negati. Rivoluzionando le graduatorie.
La possibilità dei docenti precari di spostarsi da una graduatoria ad esaurimento di una provincia in un’altra, mantenendo il punteggio e senza ritrovarsi in coda, diventerà materia di studio della Corte Costituzionale. A stabilirlo è stato il Tar del Lazio, che con l’Ordinanza 230/2010 ha deciso che nelle prossime settimane dovrà esaminare la Legge 167/09 (in particolare l’art. 1, comma 4-ter), attraverso cui il Governo ha evitato il commissariamento del Miur per aver impedito il trasferimento dei supplenti con il sistema cosiddetto a “pettine”.
Per il Tar la questione di legittimità costituzionale sarebbe stata contrastata, sin da subito dal ministro dell’Istruzione e quindi in sede parlamentare dalla maggioranza politica, in via"autoritativa" e con un indirizzo giurisprudenziale politicamente oppositivo al regolamento.
Sarebbero diverse le motivazioni che hanno portato i giudici del Tribunale di primo grado a chiedere l’intervento del “Giudice delle Leggi”: attraverso un corposo documento, composto da ben 33 pagine, il Tar laziale ipotizza che una parte della Legge 167/09 violerebbe sei articoli della Costituzione, porrebbe il potere legislativo in contrasto con il potere giudiziario, annullerebbe l’autonomia della magistratura, negherebbe la certezza del diritto a un equo processo e la Convenzione europea sui diritti dell’uomo.
segue......

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Stampa : da TuttoscuolaFOCUS - L’ora piena ridurrà i posti e farà aumentare l’orario dei prof
Inviato da admin_CUSMA il 7/2/2010 14:29:15 (423 letture)

L’ora piena ridurrà i posti e farà aumentare l’orario dei prof

L'ora effettiva di 60 minuti, mentre, da una parte, dovrebbe mantenere inalterata la quantità complessiva della durata delle lezioni per gli studenti, dall'altra, produrrà invece ben altro effetto sugli insegnanti. Per due ragioni. Vediamo come.

Prendiamo, ad esempio, gli orari degli istituti tecnici che, come si sa, costituiscono la tipologia di studi più frequentata dagli studenti italiani (un terzo dei 2,5 milioni di studenti delle superiori).

Il nuovo orario settimanale di lezione, secondo il testo approvato in prima lettura, dovrebbe essere di 32 ore (contro le 36 ore che in media erano virtualmente previste con l'ordinamento pre-riforma).

Sono previste poco più di 39 mila classi nel quinquennio dei futuri tecnici. Le 4 ore in meno per ogni classe comporteranno un minor fabbisogno di docenza pari, nell'arco del prossimo quinquennio, ad una quantità di circa 156 mila ore settimanali.

Quel minor fabbisogno di docenza comporterà, quindi, una riduzione graduale di posti di insegnante (parliamo sempre di istituti tecnici) pari a poco meno di 8.900 unità nell'arco del quinquennio. Se il regolamento verrà modificato, portando l'orario medio settimanale, ad esempio, a 33 ore, la riduzione dei posti di docente sarà ovviamente inferiore.

Calcoli analoghi possono essere fatti anche per altri tipi di istituto (professionali, licei scientifici, ecc.) secondo le diverse situazioni orarie vecchie e nuove.

C'è poi un altro effetto conseguente a questo passaggio dall'orario virtuale all'orario effettivo che avrà ricadute sugli insegnanti. In molti casi (non vale per tutti i docenti ma per una buona parte sì) il ritorno all'ora piena farà cadere di fatto una particolare (e molto discussa) disposizione contrattuale che attualmente consente ai docenti di non recuperare quei 10-15 minuti che vengono ridotti per causa di forza maggiore alle lezioni degli studenti. Di fatto, in questo modo, molti insegnanti prestano settimanalmente 18 ore ridotte che consentono di non prestare alla fine anche fino a 180 minuti in meno, con uno sconto che può arrivare, di fatto, fino a tre ore settimanali, non prestate ma pagate. Non sarà più così e la riforma porterà, in questo senso, un maggior carico di lavoro per i professori...

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Stampa : PROFESSIONE DOCENTE - Febbraio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 2/2/2010 18:57:49 (643 letture)

PROFESSIONE DOCENTE - Febbraio 2010
MENSILE DELLA FEDERAZIONE GILDA-UNAMS


Sommario : Pag 1- 29 Gennaio 2010. Assemblee in tutte le città d’Italia per: • Informare • Riflettere • Protestare. - Pag 2 - Il 29 gennaio abbiamo parlato così di…. - Pag 3 – Il Vademecum dell’insegnante. - Pag 4 – Elezioni 2010. Permessi elettorali - I tuoi diritti. Di Gina Spadaccino. - Pag 5 - No allo ‘sniffer’! Di Piero Morpurgo. - Pag. 6 - Trento: prove tecniche di autonomia (esasperata?). Coordinamento docenti trentini. - Pag. 7 - Così risponde l’assessore all’Istruzione della Provincia di Trento, Marta Dalmaso. A cura di Fabrizio Reberschegg. - Pag. 8 - Vacanze bianche. Di Ester Trevisan. - Pag. 9 - I tagli all’istruzione e la “morale” dello scudo fiscale. Di Antonio Gasperi. - Pag. 10 - Il rischio biologico è altra cosa. Prof. Alberto Cesco-Frare. - Pag. 11 - Professori & Papere. Di Gigi Monello. - Pag. 12 - Se dalla scuola (per legge) scompare la geografia. Di Ilvo Diamanti.


http://www.gildaprofessionedocente.it/prd201002/

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Stampa : da Tuttoscuola - Due le novità della maturità 2010, ma non riguardano le materie d'esame
Inviato da admin_CUSMA il 31/1/2010 14:30:28 (587 letture)

Due le novità della maturità 2010, ma non riguardano le materie d'esame


Tutto scontato, o quasi, per quanto riguarda la seconda prova scritta dell'esame di Stato 2010.


La versione di greco al liceo classico era prevedibile, visto che da anni si alternano latino e greco (e l'anno scorso c'era stata la versione dal latino).

Matematica al liceo scientifico c'è tutti gli anni; al liceo socio pedagogico la seconda prova scritta è sempre stata quella di pedagogia da quando sono scomparsi dall'ordinamento gli istituti magistrali.

Le novità riguardano invece l'ammissione all'esame e il ruolo dei commissari esterni.

Secondo quanto disposto dal regolamento sulla valutazione (dpr 122/2009) entrato in vigore questa estate, anche per l'ammissione alla maturità si applicherà il criterio già applicato per legge nel giugno scorso per l'esame di licenza media che richiede almeno sei decimi in ogni disciplina di studio, anziché la media del sei come avvenuto per la maturità 2009.

L'altra novità riguarda la suddivisione dei compiti della commissioni giudicatrici (tre commissari interni e tre esterni) con un ruolo più incisivo dei membri esterni.

Al liceo classico, per esempio, i tre commissari esterni si occuperanno di matematica, scienze naturali e della correzione del compito di Italiano. Novità, invece, al liceo scientifico dove per la prima volta, è stata affidata al commissario esterno la lingua straniera (le altre due materie sono italiano e filosofia).

La valutazione finale sarà sempre collegiale, ma dovrà fare i conti con il peso della valutazione del commissario esterno.

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Stampa : dalla Gazzetta di Modena - Insegnanti-Gelmini ai ferri corti
Inviato da admin_CUSMA il 26/1/2010 14:38:52 (695 letture)

Gazzetta di Modena, 25 gennaio 2010

Insegnanti-Gelmini ai ferri corti

Vincenzo Brancatisano

Paralizzare le attività didattiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado convocando assemblee dei docenti durante le prime e le ultime due ore di lezione. Con questo obiettivo scatta la giornata di protesta nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per il 29 gennaio. La protesta è indirizzata alla Riforma Gelmini della scuola superiore che con ogni probabilità entrerà in vigore il 1 settembre prossimo nel caos più totale. Nessuno è preparato per la riforma, men che meno i dirigenti scolastici che non sanno dare spiegazioni univoche su quello che succederà. Lo stesso ministero dell’Istruzione è stato costretto a rinviare le iscrizioni degli studenti del primo anno alla fine di marzo per consentire alle famiglie di prendere coscienza delle novità. Materie accorpate, discipline che scompaiono, indirizzi rivoluzionati, orario settimanale ridotto, case editrici in panico perché non si conoscono i nuovi programmi che dovranno ispirare i nuovi libri di testo. L’idea è che si siano costruiti i nuovi locomotori senza che i macchinisti venissero prima formati o almeno informati. Intanto stanno per diventare operativi i nuovi “assi culturali” e le “certificazioni delle competenze”, opera del ministro Fioroni del Governo Prodi ma che viene addebitata alla Riforma Gelmini. Cambierà il modo di impostare la didattica, spiegano i pochi entusiasti dell’ennesima novità. E’ una nuova tegola sulla scuola che paralizzerà il nostro lavoro, lamentano i più scettici. La confusione su tutto questo è totale. Ci si lamenta dei tagli, del sovraffollamento delle classi, delle aule lasciate incustodite per mancanza di docenti. Ci si dimentica che questi tagli sono stati decisi dal governo Prodi con la Finanziaria del 2008, basta leggere il comma 605 dell’art. 1 che introdusse la riduzione dell’orario di lezione negli istituti professionali, l’aumento del numero degli alunni nelle classi attraverso l’aumento del rapporto medio nazionale di 0,4 punti, la diminuzione di classi, di professori e di personale non docente, l’eliminazione delle supplenze. Il tutto, si legge in quella Finanziaria, “per migliorare l’efficienza e l’efficacia del servizio scolastico”. Ma la memoria è sempre corta e gli strali vanno sulla ministra Gelmini, rea di avere consentito a Tremonti di assestare l’ultimo colpo alla scuola con un taglio di 8 miliardi di euro. E mentre la Cisl scuola parla di una pseudo riforma e denuncia in un’assemblea modenese la “presa per i fondelli dei docenti” che non sono stati coinvolti dalle novità, scioperi all’orizzonte non se ne vedono. Tanto che molti docenti sono imbarazzati dal tepore delle proteste sindacali. Dopo avere minacciato di stracciare la tessera, il popolo dei precari preoccupato della mattanza che li attende assieme a molti docenti di ruolo che diverranno esuberi, ora ricorre al
sarcasmo: «Magari - scrive un docente del Comitato precari - ci potevano pensare prima che fosse approvata. Ma lo fanno apposta ad avere questo straordinario tempismo?».

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Stampa : da la Tecnica della Scuola - Scatti di anzianità ai precari, il Tribunale di Livorno dice sì
Inviato da admin_CUSMA il 24/1/2010 18:10:00 (1063 letture)

Scatti di anzianità ai precari, il Tribunale di Livorno dice sì

di Alessandro Giuliani

Il Ccnl non può prescindere dalla Costituzione.
Spezzata la disparità di trattamento rispetto a chi è di ruolo. Ma i “gradoni” in busta paga si applicheranno solo ai vincitori del ricorso.
Il Tribunale del lavoro di Livorno torna a far sperare i precari sul diritto ad accedere ai cosiddetti scatti di anzianità da riconoscere in busta attraverso i cosiddetti “gradoni”, al pari dei colleghi assunti a tempo indeterminato: con sentenza n° 1222 del 26 novembre 2009, deposita in cancelleria il 13 gennaio 2010, il giudice del Tribunale toscano ha accolto il ricorso, promosso dall’Unicobas, di alcuni precari sostenendo che il contratto di lavoro non può svincolarsi da fonti normative generali, in primis, come in questo caso, la Costituzione.
“Appare anomala la situazione – si legge nella sentenza - che si verifica atteso che i precari si devono reiterare una serie di contratti a tempo determinato al posto di un contratto a tempo indeterminato. La mancata previsione degli scatti di anzianità non impedisce di riconoscerli in base ai principi generali dell’ordinamento di uguaglianza e adeguata retribuzione, sanciti dalla nostro Costituzione, art. 3 e 36. Per questi motivi il ricorso va accolto e gli scatti riconosciuti”.
Sul giudizio ha sicuramente pesato il riferimento, ben esplicitato dall’avvocato che ha presentato il ricorso, alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2007 e ad alcune direttive Cee in palese contraddizione con il trattamento dei precari italiani (la cui anzianità viene totalmente ignorata fino al raggiungimento del ruolo e comunque calcolata per intero solo per i primi quattro anni).
Tanto che il giudice ha scritto nella sentenza che verso i ricorrenti viene adotta una “indubbia situazione di differenza di trattamento (…) non giustificato da disuguaglianza nella prestazione fornita dai lavoratori, dalle modalità e dalla durate delle stesse, che sono identiche pur se regolate da contratti diversi”.
Contro l’operato del ministero dell’Istruzione, condannato anche al pagamento di 3.500 euro di spese processuali, si è scagliato Stefano d’Errico, segretario dell’Unicobas: il quale sottolineando che “il non riconoscere gli scatti di anzianità ai precari crea una disparità di trattamento ed una sottoretribuzione rispetto ai colleghi assunti a tempo indeterminato” coglie l’occasione per invitare precari e neo-immessi in ruolo a segure la stessa strada: “poiché il diritto agli scatti viene riconosciuto solo ai ricorrenti, a causa della normativa di stampo privatistico introdotta dal governo Amato nel 1993” invitiamo “tutti i lavoratori, anche attualmente di ruolo, che negli ultimi 5 anni hanno avuto dei contratti a tempo determinato, a rivolgersi presso le proprie sedi per verificare la loro posizione e la possibilità di fare ricorso”.
Di recente (dopo la GILDA degli Insegnanti e l'Unicobas) anche la Flc-Cgil ha chiesto ai lavoratori precari della scuola di ricorrere contro l’attuale normativa che impone loro lo stipendio al trattamento minimo: un primo ricorso è stato già presentato. I lavoratori della conoscenza se la prendono anche con il Mef, “che ha stabilito l’adeguamento retributivo agli insegnanti incaricati di religione a quanto previsto dal Ccnl ma nel contempo si ignorano le numerose vertenze aperte in tema di riconoscimento del servizio prestato per gli insegnanti e degli Ata precari”. Creando i presupposti, continua il sindacato, per l’iniqua creazione di “lavoratori di serie A e lavoratori di serie B”.

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Stampa : da ItaliaOggi - Scuola in crisi per le sanzioni di Brunetta
Inviato da admin_CUSMA il 9/2/2010 15:10:00 (687 letture)

In crisi per le sanzioni di Brunetta
AZIENDA SCUOLA
Di Franco Bastianini

Mentre perdura il silenzio dell'Istruzione, nelle scuole ci si interroga sul nuovo regime


Dubbi sull'applicazione immediata anche agli insegnanti

Scuole in fibrillazione sull'applicazione della riforma Brunetta. In particolare, per quanto riguarda il fronte del regime sanzionatorio. La nuova disciplina sul procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti pubblici, ivi compreso il personale della scuola , e sui rapporti tra il procedimento disciplinare e il procedimento penale, prevista dal decreto legislativo n. 150/2009, continua ad essere oggetto di richieste di chiarimenti soprattutto da parte dei dirigenti scolastici e dei rappresentanti sindacali.
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Stampa : da Tuttoscuola n. 427 dell'8 Febbraio
Inviato da admin_CUSMA il 8/2/2010 12:07:50 (499 letture)

da Tuttoscuola
N. 427, 8 febbraio 2010

SOMMARIO

1. Secondaria/1. Riforma epocale? Perché sì

2. Secondaria/2. Riforma epocale? Perché no

3. Secondaria/4. Taglio di 7 mila posti


le altre notizie in esclusiva su TuttoscuolaFOCUS n. 320/427:


- Secondaria/3. I nodi sciolti e quelli tagliati

- Secondaria/5. Un colpo ai sindacati. Fine di un ciclo?

- Secondaria/6. Il percorso per l’approvazione definitiva dei regolamenti

- Secondaria/7. La difficile confluenza dai vecchi ai nuovi ordinamenti

- Scotto di Luzio: attenti alla Aprea

- Le regole sulla mobilità ignorano i problemi della continuità didattica

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Stampa : da Corriere della Sera - I professori in esubero? «Al lavoro nei musei»
Inviato da admin_CUSMA il 7/2/2010 14:33:41 (461 letture)

Cultura - Fra le misure per il rilancio l'allungamento delle aperture serali


I professori in esubero? «Al lavoro nei musei»


Il ministro Bondi: sì al servizio civile nell'arte

ROMA — Impiegare nei musei italiani e nella valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale gli insegnanti in esubero (ovviamente col loro accordo e d'intesa col ministero dell'Istruzione). Anticipare l'orario di apertura delle raccolte d'arte alle 8 del mattino per favorire turisti e scolaresche: studiare nello stesso tempo allungamenti serali, immaginare varie fasce di prezzi nei periodi dell'anno (a seconda dei flussi) e programmare eventi in cui l'ingresso sia gratuito. Eliminare le file estive utilizzando il pagamento con carte prepagate, dotate di un chip per la lettura a distanza con i varchi elettronici. Prevedere pre-pagamenti con ricevuta sul telefonino, sempre da far leggere agli ingressi telematici. Ricorrere alle nuove tecnologie per la protezione delle opere dai furti. Raggiungere accordi tra ministero dei Beni culturali e presidenza del Consiglio per realizzare un piano nazionale di servizio civile che metta a disposizione duemila giovani per musei, aree archeologiche, archivi. Accordarsi con la Conferenza dei Rettori per permettere ai neo-laureati di lavorare per 1-2 anni nelle Soprintendenze riconoscendo quel periodo come tirocinio formativo da usare come accesso alla pubblica amministrazione.

Questo è il pacchetto di proposte per il futuro dei Beni culturali firmato ieri dalla Uil-Beni culturali. Ma la prima novità, l'ipotesi che riguarda gli insegnanti, viene direttamente dal ministro Sandro Bondi che l'ha messa sul tappeto proprio commentando il materiale prodotto dalla Uil: «Vorrei discutere col ministro Gelmini la possibilità di impiegare gli insegnanti in esubero nei musei e nella valorizzazione del nostro patrimonio artistico e ambientale. Potrebbero essere utilizzati anche come dirigenti di strutture se non addirittura di musei». Un'idea, quella di Bondi, che nasce da una considerazione: il personale dei beni culturali scarseggia, alcuni insegnanti invece potranno essere più numerosi del necessario. Ieri la Uil Beni culturali, diretta da Gianfranco Cerasoli, ha tenuto il suo congresso ribaltando l'immagine di un sindacato conservatore, corporativo, chiuso agli apporti esterni. E il segretario ha avanzato le sue proposte tenendo conto del drammatico calo di presenze nei musei italiani che si è registrato nella prima parte del 2008. Una crisi che va affrontata. Lo sbigliettamento elettronico, dice Cerasoli, permetterebbe di «recuperare almeno 500 unità di personale ai servizi di vigilanza e accoglienza, eliminando le file». Circa gli orari «tutti gli indicatori sociali, inclusa una recente ricerca del Cnr, ci dicono che i giovani vedono nella cultura un'alternativa ai locali notturni. Ma bisogna aiutarli lasciando i musei aperti fino a tardi. In quanto ai prezzi, è tempo di differenziarli in base a periodi dell'anno, orari e cicli di affluenza fino a lasciare momento di gratuità per esempio tra novembre e marzo», cioè quando i flussi turistici sono più bassi.
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Stampa : da Repubblica.it - Così in classe nei nuovi licei: Ecco ore e materie della riforma
Inviato da admin_CUSMA il 6/2/2010 23:30:00 (504 letture)

Sono la traduzione pratica della legge e lo schema con cui si studierà dal prossimo anno
Al classico meno italiano e storia e più materie scientifiche. La novità di linguistici

Così in classe nei nuovi licei
Ecco ore e materie della riforma


di S. INTRAVAIA

I quadri orari, incubo di professori e studenti fino a diventare la chiave dell'intreccio di uno dei più divertenti film sulla scuola. Ma anche la traduzione pratica di una riforma. Ecco dunque tutte le materie e gli orari dei nuovi licei varati dal Consiglio dei ministri. Confermato, come aveva anticipato due giorni fa Repubblica.it, l'ingresso del Diritto in tutti e due gli indirizzi del liceo delle Scienze umane, l'introduzione delle Scienze in tutti e 5 gli anni del liceo classico. Ma anche più Fisica, Matematica e Scienze allo scientifico. Tutti gli studenti che sono orientati verso uno dei 6 nuovi licei gelminiani hanno tempo fino al 26 febbraio per studiare i nuovi piani-orario. Poi occorrerà scegliere, anche in base alle variazioni apportate dalle singole scuole, entro il 26 marzo.

Licei classici. Meno Italiano e Storia nei prossimi licei classici. Ma anche più Lingua straniera, Matematica, Fisica e Storia dell'Arte. Al biennio si studierà per 27 ore a settimana. Al triennio saranno invece 31 le ore di studio settimanali. Il prossimo anno, chi sceglierà il classico studierà 4 ore a settimana di Italiano (una in meno rispetto al vecchio ordinamento), 5 di Latino e 4 di Greco. Tre sole ore di Storia e Geografia (materia unica), 3 di Matematica e 2 di Scienze. Restano due le ore settimanali di Scienze motorie (un tempo Educazione fisica) e una alla settimana quella di religione.

Licei scientifici. Quello della Gelmini è un liceo decisamente più "scientifico", ma non troppo: meno ore di Latino e Storia, più ore di matematica, Fisica e Scienze. Ma anche meno ore di Lingua straniera. Al primo anno si studieranno 4 ore settimanali di Italiano e 3 di Storia/Geografia (materia unica). Le ore di latino diventeranno "appena" 3, come quelle di Inglese. Saranno invece sette le ore di Matematica (5 settimanali) e Fisica (2 a settimana). Due ore a settimana per Scienze, Storia dell'Arte e scinze motorie e una di religione. E nell'opzione "scienze applicate" salta completamente il Latino, entra l'Informatica e diventerà Scienze la materia più studiata. Svanisce anche il sogno dei corsi bilingue, molto richiesti dai genitori. Saranno poi le scuole, col 20 per cento di flessibilità oraria, ad adeguare i curricula alle esigenze del territorio.

Licei artistici. Saranno i licei dove si studierà di più: 34 ore settimanali al biennio e 35 al triennio. E sei gli indirizzi su cui esercitare la scelta: arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia. Il biennio sarà comune a tutti gli indirizzi, mentre al terzo anno le strade si dividono: 23 ore settimanali restano comuni a tutti gli indirizzi e 12 di laboratorio.
Licei delle scienze umane. Ereditano gli alunni degli ex istituti magistrali e dei licei socio-psicopedagogici. Rispetto alla prima lettura, per raggranellare qualche ora di Diritto è stata sacrificata una lingua straniera. Me viene potenziato lo studio delle Scienze umane. Al primo anno le 27 ore settimanali saranno così suddivise: 4 di Italiano, 3 di latino e 3 di Storia/Geografia. E ancora: 4 ore settimanali di Scienze umane (Antropologia, Pedagogia, Psicologia e Sociologia), 3 di Lingua straniera e 2 di Diritto ed economia. L'area scientifica comprende 3 ore di Matematica (con Informatica) e 2 di Scienze naturali (Biologia, Chimica, Scienze della Terra). E si conclude con Scienze motorie (2 ore) e Religione. Nell'opzione "economico-sociale" sparisce il Latino subentra un'altra Lingua straniera e si incrementano le ore di Diritto ed economia, ma calano quelle di Scienze umane.

Liceo linguistico. E' una mezza novità per l'ordinamento scolastico italiano. Finora, infatti, il liceo linguistico è stato attivato come sperimentazione nei socio-psicopedagogici. Da adesso avrà una sua autonomia e dignità. Anche questo liceo, rispetto alla prima lettura del Regolamento, subisce delle variazioni. Si riducono le ore di Latino e si incrementano quelle di Lingua straniera. Al primo anno, si studieranno 4 ore di Italiano, 2 di Latino e 10 ore di ben 3 Lingue straniere. Saranno 3 le ore di Storia/Geografia e altrettante di Matematica. Due ore settimanali di Scienze, due di attività motoria e una di religione. In totale, 27 ore.
Liceo musicale/coreutico. E' la vera novità della riforma, ma anche la cenerentola: saranno soltanto 40 le sezioni di liceo musicale il prossimo anno in Italia. E appena 10 quelle di liceo coreutico. In tutti e 5 gli anni si studierà per 32 ore a settimana. Ma i due indirizzi, al primo anno, avranno in comune soltanto 18 ore: 4 di Italiano, 3 di Lingua straniera, 3 di Matematica, 2 di Scienze, 2 di Storia dell'arte e una di religione. La restante parte dell'orario sarà destinato a materie di indirizzo.

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Stampa : da Turroscuola n. 426 dell'1 febbraio 2010
Inviato da admin_CUSMA il 1/2/2010 14:27:55 (479 letture)

da Tuttoscuola
N. 426, 1 febbraio 2010

SOMMARIO


1. Secondaria. Tre nodi da sciogliere

2. Le polemiche sulla geografia

3. Marco Paolo Nigi confermato alla guida del CONFSAL


le altre notizie in esclusiva su TuttoscuolaFOCUS n. 319/426:

- Secondaria. La grande attesa

- Ma con la riforma i ragazzi avranno una riduzione di ore?

- L’ora piena ridurrà i posti e farà aumentare l’orario dei prof

- Governo-Regioni: manca una strategia condivisa

- Greco alla maturità. La difficoltà sta nella conoscenza dell’italiano

- Sono ben 930 le diverse tipologie d’esame di maturità

- Leggi razziali: per non dimenticare


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Stampa : dall'Unità - Il Gilda: prof fermi per 2 ore
Inviato da admin_CUSMA il 28/1/2010 23:16:05 (506 letture)

Il Gilda: professori fermi per 2 ore venerdì 29 gennaio

Paralizzare le attività didattiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado convocando assemblee dei docenti durante le prime e le ultime due ore di lezione: l’obiettivo della giornata di protesta nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per il 29 gennaio, domani.

«Con questa iniziativa – spiega il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio – vogliamo ribadire il nostro no alla politica dei tagli condotta da questo governo e alla riforma della scuola secondaria superiore, i cui tempi troppo stretti di applicazione non consentono di garantire un’operazione di qualità. Perciò – conclude Di Meglio – chiediamo ancora una volta di rinviare di un anno l’avvio della riforma».

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Stampa : da Turroscuola . 425 del 25 gennaio2010
Inviato da admin_CUSMA il 25/1/2010 16:30:45 (523 letture)

SOMMARIO

1. Secondaria/1. Poco tempo per la modifica dei regolamenti

2. Obbligo a 15 anni/3. L’apprendistato è la via giusta per risolvere il problema della dispersione?

3. Obbligo a 15 anni/4. Una soluzione che parla tedesco

4. 27 gennaio 2010, giorno della memoria


le altre notizie in esclusiva su TuttoscuolaFOCUS n. 318/425:


- Secondaria/2. Le principali richieste di modifica

- Secondaria/3. Un’occasione mancata

- Secondaria/4: la dimensione istituzionale

- Secondaria/5: Stato-Regioni una sfida impegnativa

- Obbligo a 15 anni/1. Un passo avanti o indietro?

- Obbligo a 15 anni/2. Che cosa dice l’emendamento sull’apprendistato

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