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Stampa : TuttoscuolaNEWS n. 432 del 15 marzo 2010
Inviato da admin_CUSMA il 15/3/2010 13:29:37 (505 letture)

TuttoscuolaNew n. 432, 15 marzo 2010


SOMMARIO


1. Maggiore severità dei docenti meridionali

2. Se il blocco delle adozioni dei libri di testo viola la libertà docente

3. Si riapre il dibattito sulla parità


le altre notizie in esclusiva su TuttoscuolaFOCUS n. 325/432:


- Educare i figli dei clandestini: come?

- Sciopero/1. Quando divide

- Sciopero/2. Un effetto ultrattivo

- Sciopero/3. Guerra dei numeri: un’esigenza di trasparenza che va oltre il dato

- Riforma: il senso di responsabilità delle Regioni

- Le Regioni: nuove risorse per la scuola

- Una mostra diversa dalle altre


segue.....

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Stampa : Unità/Bologna: Riforma Gelmini e materie scientifiche: «Sarà una strage»
Inviato da admin_CUSMA il 12/3/2010 22:22:17 (541 letture)

Riforma Gelmini e materie scientifiche: «Sarà una strage»

di Chiara Affronte

Bologna e provincia perderanno un numero esorbitante di ore di materie scientifiche, ai licei e negli istituti tecnici. Un calo a cui, con molta probabilità, corrisponderà un taglio di docenti in quelle aree: l’ipotesi è di 150 circa. La riforma Gelmini si ripercuote sopratutto su quelle materie e, negli istituti tecnici, su quelle caratterizzanti l’indirizzo. Così, visto che l’unico aumento evidenziabile di ore scientifiche si avrà solo nei licei ribattezzati delle “scienze applicate”, Bologna non se ne accorgerà neppure, visto che la previsione è che in città solo uno scientifico potrà funzionare con questa opzione, il Copernico (gli altri probabilmente, in provincia, saranno l’Alberghetti di Imola e il Fantini di Vergato). A mettere nero su bianco i numeri un’elaborazione di dati ministeriali curata da Antonella Andracchio con il coordinamento scuole superiori e il coordinamento precari scuola di Bologna. Sotto le due torri, inoltre, riflette Andracchio - chimico con più abilitazioni in tasca - «perderà di molto la possibilià di studiare in istituti tecnici caratterizzanti ». Un esempio è l’Istituto Pacinotti, una scuola dove, ad oggi, sono attivati due indirizzi: il tradizionale e il cosiddetto “progetto 5” (che confluirà nell’indirizzo “Costruzioni, ambiente e territorio”, nd.). «In questo caso Bologna perderà un buon numero di ore destinate alle materie caratterizzanti: con la situazione attuale i due indirizzi ne prevedono, uno circa 1700, l’altro intorno alle 2100. Entrambi confluiranno nel medesimo indirzzo e le ore saranno 1600 circa», riferisce Andracchio. In calo vertiginoso le ore di laboratorio in tutti gli istituti, ben 594 in meno: «Ovvio - per i docenti dei due coordinamenti - sono materie fatte di compresenze quindi il risparmio è maggiore». La ratio della riforma, infatti, «è solo quella dei tagli di risorse».

LE SCIENZE
Se è vero che l’orario complessivo calerà da 36 a 32 ore la settimana negli istituti tecnici e professionali e a da 30 a 27 nei licei, è altrettanto vero che il dato più preoccupante riguarda le materie scientifiche. Nel biennio dei tecnici del settore economico le ore delle materie scientifiche diminuiranno da un minimo di 66 ad un massimo di 198; in quelli del settore tecnologico caleranno di 132. Le cose vanno ancora peggio nei trienni dei nuovi istituti tecnici “tecnologici” dove la riduzione delle materie scientifiche di indirizzo sarà di addirittura 300 ore (sparisce il diritto, aumenta del 30% l’italiano). Più difficile entrare nel dettaglio della situazione dei licei, visto il notevole numero di sperimentazioni esistenti: in sostanza le ore delle materie scientifiche calano sempre, eccetto che al liceo delle scienze applicate, opzione attivabile a Bologna come precedentemente scritto solo al Copernico.

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Stampa : da tuttoscuola.com - Voto finale esame di licenza: non si calcola con la media ponderata
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2010 21:40:00 (716 letture)

Voto finale esame di licenza: non si calcola con la media ponderata

Nel corso di un incontro presso il Miur con referenti regionali, tenutosi questa mattina per fornire informazioni sulla prova nazionale per l'esame di terza media, è stato sollevato il problema della media per la determinazione del voto finale d'esame.

Il Regolamento sulla valutazione (DPR 122/2009) prevede che per definire il voto finale in decimi si debba fare la media dei voti ottenuti in tutte le prove e nel giudizio di idoneità per l'ammissione.

Si tratta di una media aritmetica (che dare un uguale peso alle diverrse prove) oppure di una media ponderata dove alcune prove potrebbero avere pesi diversi?

Della questione si era occupata nei giorni scorsi anche Tuttoscuola che aveva raccolto le preoccupazioni di genitori e dirigenti scolastici che avevano lasciato intendere un gradimento della media ponderata.

La risposta alla domanda "media aritmetica o media ponderata?", a quanto hanno riferito alcuni referenti regionali, è venuta direttamente dal DG Dutto che ha confermato quanto già anticipato in altre occasioni: si utilizza la media aritmetica.

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Stampa : Tuttoscuola: Il CGD sulla proposta Aprea: ''Gli studenti di quale età valuteranno i docenti?''
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2010 15:27:14 (468 letture)

Tuttoscuola: Il CGD sulla proposta Aprea: ''Gli studenti di quale età valuteranno i docenti?''

10-03-2010
La presidente del CGD (Coordinamento Genitori Democratici) Angela Nava Mambretti ha rilasciato a Tuttoscuola alcune dichiarazioni sulla proposta della presidente della Commissione Cultura della Camera Valentina Aprea, che appariranno sulla rivista di Tuttoscuola di marzo e sono state riassunte nell'articolo Aprea a Tuttoscuola: ''Pure gli studenti potranno valutare i docenti''.

La Nava Mambretti spiega che, "per quanto attiene alla questione della valutazione, l'on. Aprea tocca argomentazioni di cui si discute da molti anni e non solo in Italia. Nei paesi anglossassoni la diffusa pratica della valutazione che dovrebbe premiare il merito, non ha sempre messo in moto dinamiche migliorative del sistema educativo nel suo complesso".

La Presidente del CGD non vuole con ciò eludere il tema della valutazione, ma avverte l'impressione "che ci si riferisca, esclusivamente alla valutazione dei docenti, che - ribadisce il CGD - non può essere appannaggio esclusivo dei dirigenti scolastici".

segue sotto........

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Stampa : TuttoscuolaNEWS n. 431 dell'8 marzo 2010
Inviato da admin_CUSMA il 8/3/2010 12:55:36 (570 letture)

Tuttoscuola n. 431, 8 marzo 2010


SOMMARIO


1. Aprea apre la fase 2: “Anche gli studenti potranno valutare i docenti”

2. Aprea: “Entro settembre cambiamo formazione iniziale e reclutamento dei docenti”

3. Quel contributo volontario ma non troppo che fa discutere


le altre notizie in esclusiva su TuttoscuolaFOCUS n. 324/431:


- Quei 140 milioni l’anno di morosità per le rette di mensa

- Riforma/1. Proteste e incertezze sulle confluenze ed altro

- Riforma/2. La trasposizione meccanica delle confluenze penalizza la programmazione

- Riforma/3. Le Regioni valutano la possibilità di impugnare gli atti

- Riforma/4. Le materie che perdono ore

- Quanti posti di sostegno nel prossimo organico?

- La sentenza della Consulta su disabili riapre la questione certificazione

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Stampa : Tuttoscuola: Aprea apre la fase 2: “Anche gli studenti potranno valutare i docenti”
Inviato da admin_CUSMA il 8/3/2010 12:11:53 (486 letture)

Tuttoscuola: Aprea apre la fase 2: “Anche gli studenti potranno valutare i docenti”

08-03-2010
La manovra di razionalizzazione della spesa pubblica (legge 133/2008) sta producendo i suoi effetti, che si traducono principalmente, in un settore labour intensive come quello della scuola, in riduzione del personale. L’operazione è stata giustificata dal Governo, in termini macroeconomici, alla luce della crisi finanziaria internazionale e della particolare condizione del debito pubblico italiano, il terzo più elevato al mondo.

Ma il (parziale) riequilibrio dei conti pubblici significa per la scuola italiana una secca riduzione di risorse finanziarie e umane, e quindi un problema in più per chi si preoccupa della qualità del servizio e dei suoi risultati in termini di livelli di apprendimento degli studenti.

Si fermerà qui l’azione della maggioranza? Sembra che a breve si possa aprire la “fase due”. Nel mirino carriera, reclutamento e nuova governance. E non mancano le sorprese nei contenuti della proposta di cambiamento, che potrebbero riaccendere le polemiche su nuovi fronti.

In un’intervista pubblicata sul numero in edicola di Tuttoscuola, il presidente della Commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea, apre un nuovo fronte sulla definizione delle regole per la carriera dei docenti: “Occorre prevedere - spiega l’onorevole del Pdl - più modalità di riconoscimento professionale, non escludendo la possibilità che anche le scuole possano valutare miglioramenti retributivi. In sostanza, l’esperienza personale di dirigente scolastico e la conoscenza dei migliori sistemi educativi mi porta a dire che i dirigenti possono diventare un soggetto valutativo, ma non in via esclusiva”.

“La premialità dei docenti potrebbe essere competenza anche di altri soggetti. Penso - continua l’esponente del Popolo della Libertà - agli ispettori, magari in collegamento con l’Invalsi, come avviene con l’Ofsted in Inghilterra, ma anche alle famiglie, agli studenti e agli organismi tecnici delle scuole, chiamati a valutare l’efficacia dell’azione educativa come nelle migliori tradizioni”.

Di fatto genitori e studenti daranno il voto agli insegnanti? “Penso - risponde la Aprea nell’intervista - che solo attraverso più indicatori si potrà monitorare e incoraggiare una sempre maggiore qualità e professionalità della docenza italiana, e che dunque anche le famiglie e gli studenti potranno essere coinvolti nella valutazione. Questi ultimi, d’altra parte, già valutano i docenti in alcune università”.

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Stampa : da La Tecnica della Scuola - I sindacati dei capi d’istituto non possono avere rappresentanti Rsu
Inviato da admin_CUSMA il 5/3/2010 19:40:12 (619 letture)

I sindacati dei capi d’istituto (presidi) non possono avere rappresentanti Rsu

di A.G.

La Corte di appello di Ancona respinge, in secondo grado, il ricorso presentato dall’Anp contro la Gilda. Esulta il sindacato dei prof: in caso contrario si sarebbe configurata una posizione di predominio dei ds rispetto ai docenti. Intanto dopo le suppletive svolte nei giorni scorsi, ora si guarda alle prossime elezioni: che potrebbero servire per eleggere rappresentanti non più d’istituto.
L’Anp dovrà rassegnarsi: il sindacato dei dirigenti scolastici e della alte professionalità della scuola non può concorrere nella formazione delle liste di aspiranti a ricoprire posti di Rsu nella scuola. A stabilirlo è stata la Corte di appello di Ancona, che ha respinto il ricorso avanzato, nel novembre 2006, dal sindacato guidato da Giorgio Rembado contro la sentenza emanata nel maggio del 2006 dal Tribunale del Lavoro che di fatto impediva la partecipazione dell’Associazione nazionale presidi nelle competizioni per l’elezioni Rsu.
La sentenza di secondo grado ha riscosso l’immediata soddisfazione da parte della Gilda, il sindacato degli insegnanti portato davanti ai giudici dall’Anp: secondo Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, "se la sentenza della Corte di appello fosse stata di segno opposto, si sarebbe configurata una posizione di predominio dei dirigenti scolastici rispetto ai docenti". segue...........

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Stampa : da Repubblica - La Corte Costituzionale ha ritenuto incostituzionale la norma che metteva limiti al numero degli insegnati di sostegno
Inviato da admin_CUSMA il 28/2/2010 19:13:02 (543 letture)

La Corte Costituzionale ha ritenuto incostituzionale la norma che metteva limiti al numero degli insegnati di sostegno (come informavamo in precedente articolo)
La sentenza della Consulta mette a rischio i tagli di Tremonti


di S. INTRAVAIA


LA CONSULTA rischia di fare saltare i tagli di Tremonti sulla scuola: per gli alunni disabili gravi non si possono mettere limiti al numero di insegnanti di sostegno. E' il parere della Corte costituzionale che considera non in linea con i principi della Carta due commi (il 413 e il 414) dell'articolo 2 della Finanziaria per il 2008. In poche parole, i tagli intervenuti l'anno scorso e due anni fa sull'organico di sostegno sono incostituzionali. Per le associazioni di alunni disabili, in piazza anche tre giorni fa, si tratta di una vittoria.

"La politica condanna i disabili", dicono quelli di Tutti a scuola. Secondo l'associazione che riunisce i genitori di portatori di handicap, la politica condanna i diversamente abili a "non avere insegnanti di sostegno, alla mancanza di continuità didattica, ad avere dirigenti scolastici e insegnanti incompetenti e non aggiornati, alle barriere architettoniche che impediscono di frequentare la scuola, a non avere l'assistenza igienica necessaria, all'assenza di strutture in cui crescere e vivere e ad essere dimenticato". Una denuncia forte che ora può contare dell'importantissima sentenza dello scorso 22 febbraio.

Il pronunciamento, a questo punto, potrebbe riaprire le porte delle aule scolastiche ad un numero considerevole di docenti di sostegno, variabile fra le 10 e le 20 mila unità. Ipotesi che farebbe saltare completamente i conti di Tremonti, deciso a tagliare 87 mila cattedre, e 8 miliardi di euro, in tre anni. La vicenda inizia due anni fa. Il governo Prodi, visto il continuo ricambio di docenti di sostegno per effetto della precarietà degli stessi, decide di stabilizzarne l'organico. Dalle 45 mila, in tre anni, l'organico di diritto salirà a 60 mila unità. Ma, contemporaneamente, stabilisce che gli uffici scolastici regionali non potranno più assegnare posti in deroga ai soggetti gravi: la norma, prevista dalla legge sulla tutela dei disabili, che obbliga ad assegnare un docente di sostegno ad ogni disabile con gravi patologie ma che, non essendo controllabile, fa saltare tutti i conti sul personale.

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Stampa : Messaggero: Classi più affollate a settembre
Inviato da admin_CUSMA il 15/3/2010 13:05:18 (741 letture)

Scuola - Classi più affollate a settembre
I sindacati: meno qualità. Gelmini: non dipende dalla quantità di prof

15-03-2010 di ANNA M. SERSALE

ROMA - Dal prossimo anno scolastico avremo classi più affollate. Alla manovra per ridurre i posti in organico si accompagna l’aumento del numero degli alunni per classe. Il processo è graduale, ma inesorabile. Nelle materne l’anno scorso non si poteva costituire una classe se non c’erano almeno 18 bambini (la precedente normativa ne prevedeva 15). Stessa situazione alle elementari, dove nel 2009 il numero minimo è salito da 10 a 15 per classe. Ma non basta. Dal prossimo anno scolastico le scuole dovranno prepararsi alla fase due: dopo avere alzato l’asticella del numero minimo legale (al di sotto del quale non si può istituire una classe) anche il numero massimo di alunni è destinato a salire. Alle elementari e medie avremo classi con 26-27 ragazzi e alle superiori con 30-33.

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Stampa : da Il Sussidiario.net - SCUOLA/ Docenti mal pagati, studenti demotivati: come uscire dalla mediocrità?
Inviato da admin_CUSMA il 11/3/2010 8:40:00 (641 letture)

SCUOLA/ Docenti mal pagati, studenti demotivati: come uscire dalla mediocrità?

Franco Biasoni


giovedì 11 marzo 2010

L’ultima riforma ha diminuito un po’ il tempo che gli studenti trascorrono a scuola per frequentare le lezioni e ciò ha suscitato un vivace dibattito. I detrattori della riforma affermano che questa diminuzione comporta un attentato alla qualità della scuola e quindi meno opportunità educative per le giovani generazioni. E’ facile intuire che dietro questa affermazione, tutta da dimostrare, ci siano anche altre comprensibili ragioni, in particolare la diminuzione dei posti disponibili per gli aspiranti insegnanti e per gli insegnanti non ancora di ruolo.

La situazione delle migliaia di insegnanti che non sono stati assunti stabilmente nella scuola statale negli ultimi anni è sicuramente molto penosa ma non sarebbe giusto risolverla perpetuando una situazione che non permette di affrontare i veri problemi.

segue sotto........

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Stampa : da Repubblica.it - Licei coreutici, l'allarme dei prof
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2010 21:36:19 (596 letture)

Non ci sono indicazioni su chi potrà prendere le cattedre nei neonati istituti
"Professionisti con tanto di abilitazione o semplici esperti del settore?"


Licei coreutici, l'allarme dei prof
"Scavalcati dagli insegnanti di Amici?"


di S. INTRAVAIA

Non sono ancora nati che scoppia il primo problema: chi insegnerà le Discipline coreutiche a settembre negli omonimi licei? Professionisti con tanto di abilitazione all'insegnamento, come avviene per tutte le materie della scuola superiore, o anche esperti che possono vantare partecipazioni a trasmissioni televisive, ma senza preparazione teorica? Non è ancora chiaro, perché la riforma Gelmini deve essere ancora completata con la predisposizione delle nuove classi di concorso, e i prof dell'Anddicor (l'Associazione nazionale docenti in discipline coreutiche), anche se non lo dicono chiaramente, temono di essere scavalcati da persone esterne. Con una battuta, gli insegnanti di Amici e Ballando con le stelle.

Sono infatti circa 200 i prof che hanno già acquisito il titolo ufficiale per insegnare le materie di indirizzo nei licei coreutici. A spiegarne il perché è Paola Tenaglia, ex danzatrice del teatro dell'Opera di Roma e vicepresidente di Anddicor. "Nel 1999 - spiega l'Accademia nazionale di danza di Roma divenne Istituto di Alta cultura che rilascia i diplomi accademici di I e di II livello". Nel 2003, arrivò la Moratti che istituì i licei coreutici e l'anno dopo venne attivato il biennio specialistico presso l'Accademia di danza della Capitale "per la formazione di docenti in discipline coreutiche: danza classica e danza contemporanea".

Per accedervi occorre essere in possesso di un diploma accademico di primo livello. E studiare, oltre alle materie tecniche e pratiche della danza, l'anatomia, la pedagogia, la psicologia dell'età evolutiva, la danza educativa, la metodologia delle tecniche della danza e la loro programmazione scolastica e sostenere anche un tirocinio. Cioè, tutte quelle discipline che strasformano di un bravo danzatore e una eccellente danzatrice in un "educatore all'interno del sistema scolastico" italiano. "Ci vogliono - spiega la Tenaglia - anni di studio, di modestia e di fatica, per poter assumere anche 'quel'ruolo rivolto ai ragazzi che attendono di scoprire, imparare, e diventare loro stessi il sogno della loro vita". Insomma: "la pedagogia, la metodologia, soprattutto quando sono rivolti ai minori è veramente altra competenza".

Ma a sei mesi dall'apertura dei quattro licei coreutici (presso il liceo classico annesso al Convitto nazionale Vittorio Emanuele di Roma, il liceo classico Delfico di Teramo, l'istituto magistrale Uccellis di Udine e il liceo Candiani di Busto Arsizio, in provincia di Varese) non è ancora chiaro secondo quali criteri saranno reclutati i prof. "All'estero, anche in Russia, si parla di riconversione quando un ex danzatore diventa insegnante: deve integrare a quello che già sa", conclude Paola Tenaglia. Ma gli allievi dei neonati licei coreutici potrebbero avere la sorpresa di ritrovarsi di fronte Garrison o Carolyn Smith.

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Stampa : Repubblica/Bologna: Regione pronta a ricorrere contro la riforma Gelmini
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2010 15:22:43 (550 letture)

Repubblica/Bologna: Regione pronta a ricorrere contro la riforma Gelmini

di E. Miele

Regione che vai, scuola che trovi. Continua lo scontro politico tra l´Emilia Romagna e il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla discussa riforma che prenderà il via dal prossimo anno scolastico. «Molte Regioni stanno valutando il ricorso contro il decreto» ha ieri annunciato Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd. «C´è stato uno scippo di competenze da parte del Governo e per questo stiamo verificando gli estremi per il ricorso, visto che Palazzo Chigi dimostra disprezzo per le regole». Oltre all´Emilia Romagna, anche Marche, Piemonte e Toscana punterebbero a impugnare la riforma sul riassetto dell´istruzione in Italia.
Per mantenere alta l'attenzione, domani il Pd sarà davanti agli istituti bolognesi per regalare a studenti e genitori gomme da cancellare con su scritto "Il governo cancella la scuola pubblica". Palazzo Chigi «sta stravolgendo il nostro sistema formativo con numerosi tagli agli istituti primari e il caos che regna sovrano nel cosiddetto "riordino" dei licei» è la denuncia del partito di De Maria. Le iscrizioni per il nuovo anno chiudono il 27 marzo, ma «in Gazzetta Ufficiale non è stato pubblicato niente». A questo si aggiunge l´abbassamento dell´obbligo scolastico e il tetto del 30% per i migranti nelle classi. Provvedimenti contestati dall´opposizione quando il testo di legge passò al vaglio delle Camere, nell´autunno del 2008. Previste iniziative anche in altre città, tra cui Reggio Emilia con il segretario Pier Luigi Bersani e il governatore Vasco Errani. «Più che dalla Gelmini - ha spiegato il segretario regionale Stefano Bonaccini - questa riforma è fatta da Tremonti, perché è solo tagli». Una sforbiciata che secondo il Pd ammonta a 8 miliardi, mentre il maestro unico è stato bocciato «perché solo il 3% delle famiglie lo ha scelto, una cifra destinata a ridursi ancora».

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Stampa : Tuttoscuola: “Entro settembre cambiamo formazione iniziale e reclutamento dei docenti”
Inviato da admin_CUSMA il 8/3/2010 12:16:07 (743 letture)

Tuttoscuola: “Entro settembre cambiamo formazione iniziale e reclutamento dei docenti”

08-03-2010
Un altro argomento strategico sul quale si sofferma la Aprea nell’intervista al mensile Tuttoscuola è quello dello stato giuridico, sul quale la scorsa estate si è registrato un inaspettato stop da parte della Lega. La rappresentante del Pdl schiaccia l’acceleratore anche su questo fronte: “La Proposta di legge da me presentata all’inizio della Legislatura e le Proposte di leggi abbinate hanno come focus una nuova governance della scuola, di cui lo stato giuridico dei docenti, nuove forme di sviluppo professionale e nuove modalità di reclutamento costituiscono corollari imprescindibili perché i nuovi modelli organizzativi e gestionali delle scuole autonome siano realmente ‘sussidiari’ e di qualità. Sono certa che presto riprenderemo a discutere in Commissione questi temi e a ricercare un’intesa”.

Sui tempi per l’introduzione di questa novità, che includerà novità come i Consigli di amministrazione e gli albi professionali dei docenti, il deputato della maggioranza prospetta l’anno scolastico 2010-11: “A breve - afferma Aprea - giungerà in commissione il regolamento sulla formazione iniziale dei docenti, e si porrà contestualmente il tema del reclutamento attraverso albi professionali regionali e concorsi regionali banditi dalle reti di scuole, come da raccomandazione OCSE. Per questo, e anche per offrire con l’inizio del prossimo anno scolastico alle scuole strumenti organizzativi più flessibili di accompagnamento e sostegno alla riforma delle superiori, credo che già dalla prossima primavera si possa riprendere il dibattito politico e istituzionale su questi aspetti”.

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Stampa : Unità: Statali, Brunetta promette. «Il contratto? A maggio»
Inviato da admin_CUSMA il 7/3/2010 9:48:37 (905 letture)

Unità: Statali, Brunetta promette. «Il contratto? A maggio»

La stagione contrattuale nel pubblico impiego, che interessa circa 3,5 milioni di lavoratori, si aprirà a maggio. A rivelarlo è il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta in una intervista rilasciata all’agenzia Ansa. , Il ministro manda un messaggio alla Cgil, che non ha firmato il nuovo modello contrattuale: «Il mondo è bello perché libero e vario. Quando ho un accordo sindacale completo sono contento; quando ho, comunque, un accordo sindacale sono contento. Nessuno ha diritto di veto ».Nell'intervista, il ministro annuncia anche che l’«operazione trasparenzà va avanti: dopo essersi concentrata su consulenze, distacchi e permessi sindacali, il faro si accende ora sul »settore opaco« degli incarichi e dei collaudi che le amministrazioni danno ai propri dipendenti, rispetto al quale il ministro intende fare chiarezza. «Apriremo i tavoli contrattuali a maggio mantenendo gli impegni presi - assicura Brunetta -: responsabilmente governo e parti sociali ragioneranno del triennio, compatibilmente con gli andamenti di finanza pubblica». DIRITTO Il governo, dunque,non è disponibile a modificare strada facendo quanto già concordato con gli altri sindacati. Il campo del negoziato, pertanto, ha dei confini ben chiari. Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani, spiega, sarà chiamato al tavolo, «se si tratta di interlocuzioni istituzionali, come quelle legate alla riforma, ma se si tratta di implementazioni di un accordo che non ha sottoscritto e, pertanto, non riconosce.... ». Aggiungendo: «Se poi volesse parteciparvi, significa che implicitamente riconosce il nuovo modello contrattuale. Io non ho nessun problema di tavoli o di sedie, auspico solo ci sia coerenza. Mi sembrerebbe strano - va avanti il ministro - che un sindacato dica “ragioniamo non di tre anni, ma di due” perché il nuovo modello è di tre. A quel punto è difficile l’interlocuzione. Ma le vie del Signore sono infinite, così come lo sono le vie delle relazioni sindacali: più rappresentanze ho nella controparte, meglio è. Però non riconosco a nessuno il diritto di veto». L’accordo del 23 luglio, infatti, prevedeva che il contratto avesse durata biennale per la parte economica e quadriennale per quella normativa; ora, invece, è di tre anni per entrambi gli aspetti. In particolare, la nuova tornata contrattuale interesserà il triennio 2010-2012. La Finanziaria di quest’anno ha stanziato la sola indennità di vacanza contrattuale, mentre secondo stime sindacali sarebbero necessari almeno 7 miliardi. Il governo, comunque, si è impegnato a individuare ulteriori risorse. La Cgil ribatte al ministro giudicando come «propaganda» le sue affermazioni. «Non abbiamo capito come si chiuderanno i contratti visto che le risorse non ci sono - afferma il responsabile settori pubblici, Michele Gentile -. Al tavolo, poi, in base alle leggi vigenti compresa quella Brunetta, siedono le organizzazioni sindacali rappresentative nei comparti pubblici. Tra queste la più rappresentativa è la Cgil e le sue categorie».v

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Stampa : da Repubblica - Entro il 26 marzo la scelta per 500mila: il sito dove controllare le scuole città per città
Inviato da admin_CUSMA il 3/3/2010 17:01:36 (554 letture)

Entro il 26 marzo la scelta per 500mila: il sito dove controllare le scuole città per città
Molte conferme e qualche sorpresa. Poi l'ultima parola spetterà alle Regioni


Ecco tutti gli indirizzi delle superiori riformate

di S. INTRAVAIA

Dopo tante voci, mille indiscrezioni e un paio di rinvii, ecco tutti gli indirizzi della scuola superiore attivi dal prossimo anno in Italia. Ieri pomeriggio, non senza qualche difficoltà, il ministero dell'Istruzione ha lanciato sul proprio sito (www.istruzione.it) il link Cerca la scuola. Attraverso il quale genitori e ragazzi potranno consultare l'elenco dei licei, degli istituti tecnici e dei professionali che i 500 mila alunni di terza media sceglieranno entro il 26 marzo. Una lista molto attesa perché dal prossimo mese di settembre, a partire dalle prime classi, la scuola secondaria di secondo grado affronterà la riforma Gelmini. Da giorni, per potere effettuare la propria scelta, genitori e figli sono alla ricerca dei nuovi indirizzi che partiranno effettivamente in ogni città.

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