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Inviato da admin_CUSMA il 9/4/2021 23:50:00 (36 letture)

Concorsi scuola. Azzolina contro Brunetta: la politica sbatte la porta in faccia ai giovani

di C. Virzì - 09/04/2021

Abbiamo già riferito delle prime contestazioni arrivate all’indirizzo del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta sul tema dei concorsi, specie dal momento che il Ministro rimette in discussione anche in maniera retroattiva i concorsi già banditi, cancellando la prova preselettiva, se venisse confermato che l’articolo 10 del decreto legge n. 44/2021 ha validità anche per la scuola, come sembra dalle slide del Ministero.

Una scelta critica contro la quale protestano tutti coloro che da tempo studiavano per la preselettiva del concorso ordinario, investendo anche denaro per la formazione.

Il post della ex ministra Azzolina

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Inviato da admin_CUSMA il 7/4/2021 19:20:00 (51 letture)

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Floridia (M5S): in estate scuole aperte, si recupererà il tempo perso

di J. Saccone - 07/04/2021

Stabilizzazione precari, concorso ordinario, ritorno in presenza e attività estive. Nel corso di una intervista alla Tecnica della Scuola, la sottosegretaria all’istruzione Barbara Floridia (M5S) affronta questioni care al mondo della scuola, ma anche a quello di docenti e famiglie.

Sottosegretario, ha detto di voler portare in cattedra i migliori, come?

Portando in cattedra insegnanti precari, ma anche giovani energie per il Paese. Ecco perché ritengo importantissimo far partire il prima possibile il concorso ordinario, che è stato già bandito, per il quale si sono già iscritti più di 450mila persone e concludere definitivamente il concorso straordinario.

Ha parlato di una “inaccettabile sanatoria” dei precari. In che senso?

I precari, cioè buona parte delle persone preparate che nella scuola hanno investito le loro energie, sono risorse preziosissime. Parlare di sanatoria a mio avviso li demonizza. Sono persone che hanno potuto partecipare al concorso straordinario e che potranno partecipare anche a quello ordinario. Per cui è corretto che il loro servizio, alla fine dell’espletamento del concorso, abbia un valore aggiunto, perché chiaramente l’esperienza va valorizzata e avrà incidenza sul punteggio finale.

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Stampa : da "OrizzonteScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 2/4/2021 18:20:26 (38 letture)

Verducci (PD): “Immissioni in ruolo sulla base di titoli, servizio e prova in uscita. Vincolo quinquennale da superare”

di A. C. - 1 aprile 2021

Dal precariato fino al vincolo quinquennale, passando per la riapertura delle scuole. Diversi sono gli argomenti trattati con Francesco Verducci, senatore del Partito Democratico e vice presidente della Commissione Cultura al Senato.

Stabilizzazione di oltre 60mila precari, il governo pensa a più soluzioni. Senatore Verducci, quale sarebbe la migliore?

“Affrontare la questione del precariato è la cosa più urgente. L’anno scolastico in corso sta pagando le conseguenze del mancato intervento nel decreto scuola di un anno fa. Oggi, dopo un anno, la prima consapevolezza deve essere non ripetere lo stesso errore. Serve un intervento immediato per fare in modo che dal 1° settembre tutti gli insegnanti siano in cattedra. È un tema su cui il nuovo Ministro Bianchi ha insistito più volte e sono sicuro che stia lavorando ad un provvedimento che arriverà entro breve. Serve una procedura concorsuale abilitante che stabilizzi i precari storici sulla base di titoli, servizio e prova in uscita. Quindi occorre assumere insegnanti in tutti i cicli e per il sostegno, assumere attraverso procedure nuove basate sulla valorizzazione della competenza professionale. Il tema della qualità dell’insegnamento va di pari passo con la vertenza per le immissioni in ruolo, perché il precariato degli insegnanti, oltre a mortificare la vita di migliaia di persone, è nemico della qualità dell’insegnamento e dei bisogni degli studenti, perché impedisce continuità e qualità della didattica. Il tempo che viviamo, aggravato dalla pandemia da Covid-19, impone di essere veloci. Questo intervento deve anche essere la leva per una riforma complessiva del sistema di reclutamento nel nostro Paese, in un quadro più ampio di riforma per cui dobbiamo porci l’obiettivo rivoluzionario di ridurre strutturalmente il numero di alunni nelle classi ed aumentare il numero degli insegnanti, dei plessi scolastici e delle ore di sostegno. Contrastare il precariato e contestualmente avere una nuova leva di insegnanti per rilanciare la scuola dell’inclusione, rinnovare la didattica, contrastare abbandono e dispersione scolastica. Tutto questo serve a costruire finalmente percorsi di valorizzazione, anche stipendiale, della professione-insegnante che nella nostra società deve essere finalmente”.

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Stampa : da "Il Sole 24 Ore"
Inviato da admin_CUSMA il 29/3/2021 18:33:48 (30 letture)

MAXI PIANO PER STABILIZZARE ALTRI 50MILA DOCENTI PRECARI

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci - 29 marzo 2021

Il record di 200mila supplenti di settembre 2020 non può ripetersi a settembre 2021. È l’impegno che il premier Mario Draghi ha chiesto al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, considerando anche che lo scorso anno le ultime supplenze sono state assegnate (sul sostegno, ma non solo) a dicembre inoltrato con molte scuole di nuovo in Dad. Per scongiurare un nuovo attacco di ”supplentite” si sta lavorando a un maxi-piano di stabilizzazioni destinato a coinvolgere almeno 50mila precari. Se non 60mila, come confermano anche fonti sindacali.

Il punto di partenza è il trend delle assunzioni degli ultimi anni: complice la mancanza di aspiranti prof nelle graduatorie a esaurimento (Gae) del Nord, su 84.808 autorizzate ne sono andate in porto appena 25mila. Per evitare il bis, a Viale Trastevere si sono già messi al lavoro e a metà marzo hanno definito l’organico docente: 620.623 cattedre comuni, 106.170 di sostegno, e 14.142 adeguamenti alle situazioni “di fatto”. In linea più o meno con l’anno scorso, se si eccettuano i 5mila prof di sostegno e i mille della scuola dell’infanzia in più (e i 650 in meno ai professionali). Dunque, tra posti rimasti vacanti l’anno scorso e nuove esigenze servirebbero oltre 60mila prof. Se al conto aggiungiamo i 27.500 pensionamenti, che a settembre corrisponderanno ad altrettanti vuoti d’organico, ci avviciniamo a quota 90mila.

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Stampa : da "Affariitaliani.it"
Inviato da admin_CUSMA il 27/3/2021 17:42:50 (29 letture)

News ... Il Ministro dell'Istruzione Bianchi, revoca l'incarico a Pasquale Vespa.

27 marzo 2021

Il Ministro dell'Istruzione Professor Patrizio Bianchi, pur riconoscendo l'autonomia dei Sottosegretari nella nomina del loro staff, alla luce di quanto emerso da notizie di stampa, ha chiesto al Sottosegretario Rossano Sasso (lega) di valutare attentamente e rapidamente l'opportunita' della nomina del Professor Pasquale Vespa. Lo rende noto il Ministero dell'Istruzione.

Il Ministro ha quindi ricevuto dal Sottosegretario la disponibilita' del Professor Vespa a sospendersi dal suo incarico, in attesa del chiarimento della sua posizione. Di conseguenza, il Ministro ha dato mandato all'amministrazione di procedere alla revoca dell'incarico assegnato al Professor Vespa. Il Ministro esprime inoltre la massima stima nei confronti dell'ex Ministra Lucia Azzolina.

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Stampa : da "Repubblica.it"
Inviato da admin_CUSMA il 27/3/2021 16:51:50 (27 letture)

SCUOLA, BIANCHI: “I PROBLEMI DEGLI STUDENTI IN DAD POTRANNO DURARE NEL TEMPO”

sabato 27 marzo 2021

Quando, al question time alla Camera, il deputato Gianluca Vacca del Movimento Cinque Stelle gli ricorda che “le scuole devono essere le ultime a chiudere e le prime ad aprire”, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi dice: “Dobbiamo tornare quanto prima in presenza, ma la variante inglese ci richiede un sovrappiù di attenzione”. Fa sapere Bianchi: “La Didattica a distanza ha creato problemi ai nostri studenti, che potranno essere duraturi. Problematiche pedagogiche e psicologiche. Dobbiamo tornare quanto prima in presenza, certo, per questo ho incontrato il generale Figliuolo, commissario per il contrasto al Covid, e il professor Locatelli, portavoce del Comitato tecnico scientifico. Voglio ricordare che abbiamo investito 335 milioni per interventi sanitari, connessione, strumenti tecnologici, recuperi estivi”.

Oggi l’80 per cento degli studenti italiani è a casa, a lezione a distanza. In un incontro con Anci (comuni) e Upi (le Province), Bianchi aveva detto che le scuole riapriranno “a partire dai più piccoli”. E oggi, in Senato, il premier Mario Draghi ha sottolineato: “Se la situazione epidemiologica lo permette cominceremo a riaprire la scuola in primis. Le primarie e quelle dell’infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, dopo Pasqua”.

Marco Bella, sempre Cinque Stelle, ha chiesto “ventilazione delle aule e lezioni all’aperto”. Bianchi, su questo aspetto, su cui spinge il suo sottosegretario Rossano Sasso, si è limitato a dire: “Serve sanificazione degli spazi e un intervento sulle strutture, con spazi da allargare”.

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Stampa : da "Il Sole 24 Ore"
Inviato da admin_CUSMA il 24/3/2021 18:11:03 (26 letture)

COVID, TRA LE IPOTESI DEL GOVERNO MINI-PROROGA FINO ALL’11 APRILE, ALLENTAMENTO SU SCUOLE INFANZIA E PRIMARIE

di Redazione Scuola - 24 marzo 2021

A quanto apprende l’Adnkronos, una delle ipotesi a cui lavora il governo – alle prese, tra le altre cose, con le misure anti-Covid che scadranno il prossimo 6 aprile – è quella di una ‘mini-proroga’ della stretta anti contagio in atto di una sola settimana, ovvero dal 6 all’11 aprile.

Parallelamente, si spingerà sull’acceleratore del piano vaccinale, per avanzare con la copertura il più possibile. Una possibile eccezione, spiegano fonti di governo all’Adnkronos, la riaperture della scuola dell’infanzia e delle primarie nelle zone rosse. Proprio ieri sul tema c’è stata una riunione a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi, il ministro della Salute Roberto Speranza e i vertici del Cts.

Comunque, tra palazzo Chigi e i ministeri competenti – in primis, quello dell’Istruzione retto da Patrizio Bianchi e quello della Famiglia di Elena Bonetti – si lavora su come riprendere le lezioni in presenza fino alla quinta elementare o alla prima media. «Lavoriamo giorno e notte per poter riaprire», ha assicurato Bianchi in una videoconferenza con Anci e Upi.

I due ministri lo hanno ripetuto più volte anche al premier Mario Draghi e ai colleghi di governo, l’ultima volta nel Consiglio dei ministri di venerdì: le scuole devono essere le prime a riaprire, al più presto, in condizioni di sicurezza, «a partire dai più piccoli che devono essere i primi a poter tornare».

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Stampa : da "Corriere Romagna.it"
Inviato da admin_CUSMA il 23/3/2021 15:20:00 (31 letture)

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EMILIA ROMAGNA: GIA' VACCINATA LA META' DEL PERSONALE SCOLASTICO.

23 MARZO 2021

Rimini. In Emilia Romagna si è già vaccinato contro il Covid circa la metà degli insegnanti e del resto del personale scolastico (DS e Ata).

"Allo stato attuale le vaccinazioni sono arrivate ad oltre 58.000, quasi 59.000", spiega l'assessore regionale all'Istruzione Paola Salomoni. Siamo a circa metà del personale, composto da circa 120.000 persone - dettaglia Salomoni, dai nidi fino alle scuole secondarie di secondo grado e alla formazione professionale.

Il presidente della regione Bonaccini, comunque, non invoca misure per sollecitare i docenti a fare il vaccino. A differenza di quanto fatto per i sanitari no vax. Il personale scolastico non è il personale sanitario. Possiamo permetterci di obbligare le persone a vaccinarsi se c'è una legge dello Stato. In ogni caso, la ripresa della campagna vaccinale sta andando bene, vedo poche rinunce sul vaccino di Astrazeneca da parte di chi si era prenotato, fa sapere il presidente che anticipa una ulteriore accelerazione sulla campagna vaccinale.

In effetti, in settimana, con l'arrivo di nuove scorte di vaccini ci avvicineremo alle 20.000 dosi somministrate al giorno.

Nelle ultime 24 ore nelle nostra Regione sono 2.100 i nuovi contagi (erano 2.800 una settimana fa). Nelle settimane scorse l'RT della regione era andato sopra l'1,30 ben al di là della zona rossa, adesso siamo sotto l'1,20. Le scuole riapriranno non appena ci saranno le condizioni, ci sono regole nazionali da rispettare.

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Stampa : da "Cesenatoday"
Inviato da admin_CUSMA il 9/4/2021 0:00:00 (44 letture)

Open in new windowCesenaToday - cronaca e notizie da Cesena

Cesena, 9 aprile 2021



L'Emilia Romagna da lunedì torna "arancione", atteso via libera a parrucchieri e negozi: le regole

L'Emilia Romagna torna ufficialmente in 'zona arancione'. Dal 12 aprile ci saranno quindi nuove regole e misure per spostamenti, scuole, ristoranti e negozi

Riaprono anche gli istituti scolastici superiori che, come si legge nelle Faq sul sito del Governo, "adottano forme flessibili nell'organizzazione dell’attività didattica, in modo che almeno al 50% e fino a un massimo del 75% degli studenti sia garantita l'attività didattica in presenza".

La zona arancione garantisce la piena libertà di movimento all’interno del proprio Comune senza l'esibizione dell'autocertificazione, che va invece presentata dalle 22 alle 5 quando sono consentiti gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Sono consentite anche le visite, una volta al giorno, ad amici e parenti, ma al massimo in due persone (sono esclusi dal conteggio i figli under 14 e le persone con disabilità). Riaprono tutti i negozi, con restrizioni solo per i centri commerciali nei weekend, mentre bar e ristoranti proseguono in modalità asporto o domicilio. Tornano al lavoro anche estetisti e parrucchieri.

Riaprono i centri che offrono la possibilità di svolgere sport individuali come il tennis, il golf o il padel. In assenza di tali strutture, è possibile raggiungere quelli dei Comuni limitrofi per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base. Resta vietato l’uso degli spogliatoi. Chiuse palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali, che potranno erogare prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e le attività riabilitative o terapeutiche.

Gli spostamenti
Resta in vigore il coprifuoco, con divieto di circolazione dalle 22 alle 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Non sono consentiti gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all'altra e da un Comune all'altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all'interno del proprio Comune. Saranno comunque permessi gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. È consentito, una sola volta al giorno tra le 5 e le 22, spostarsi (al massimo due persone con al seguito bambini sotto i 14 anni o persone disabili in affidamento) verso una sola abitazione e andare a trovare chi vi abita: ma soltanto all’interno del proprio Comune, visto che nelle zone arancioni non è possibile uscire dal territorio comunale.

Negozi, bar e ristoranti
Per quanto riguarda i negozi, potranno rimanere aperti fino alle 21. Per bar e ristoranti l'asporto è consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. E' prevista la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi a eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema, musei e teatri. Sono aperti i centri sportivi. Le funzioni religiose si possono svolgere con la partecipazione di persone, ma nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni.

Scuola
Per quanto riguarda le scuole superiori, la didattica proseguirà in forma mista: un po' a distanza e un po' no. Le regole sono sempre le stesse: mascherina, igienizzazione delle mani, finestre aperte il più possibile e distanziamenti anche a due metri, se gli spazi lo consentono.

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Inviato da admin_CUSMA il 5/4/2021 21:53:40 (45 letture)

La DaD ha fatto perdere il 30% di apprendimenti, ecco perché si torna in classe il 7 in piena pandemia

di A. Giuliani - 05/04/2021

Il perdurare della pandemia e della didattica a distanza sta creando non pochi problemi agli studenti e al loro grado formazione, indipendentemente dall’efficienza dei sistemi in remoto e dall’impegno profuso dai docenti: il problema è evidente, soprattutto nei territori dove quest’anno le lezioni in presenza sono state ridotte, tanto che il governo ha deciso di forzare la mano, rispetto al Conte bis, riportando dal 7 aprile tutti in classe fino a 12 anni pure nelle zone rosse. Anche focus, rapporti e sondaggi confermano che la DaD perdurante sta aumentando le disuguaglianze negli apprendimenti.

La scuola Freud di Milano: molti impreparati

A questa conclusione sono giunti gli studiosi della scuola superiore Freud di Milano che hanno realizzato un focus dal quale risulta che il 66,8% dei ragazzi pensa che la preparazione raggiunta durante la DaD sia certamente inferiore a quella che avrebbero avuto andando a scuola, tant’è che il 34,8% ritiene di non avere una preparazione adeguata per affrontare il prossimo anno scolastico. E tanti studenti di quinta superiore temono anche per gli esiti dell’Esame di Stato che si svolgerà a giugno.

Tra gli altri aspetti negativi, c’è anche un 33% che sostiene che si sono accentuati dal punto di vista emotivo i contrasti con i componenti familiari.

Il 76,8% degli studenti ha dichiarato che i compiti sono aumentati rispetto alle lezioni tradizionali. Fondamentale, per oltre il 90 % dei ragazzi, la funzionalità tecnica – interconnessione, tablet e cellulari – e il particolare impegno degli insegnanti nel rendere interessanti le lezioni pur in una situazione atipica.

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Inviato da admin_CUSMA il 2/4/2021 18:10:00 (34 letture)

Open in new windowCovid scuola, il piano dell’Emilia-Romagna per la riapertura dopo Pasqua

di D. Di Frangia - 02/04/2021

Anche l’Emilia-Romagna si appresta al ritorno in classe dopo Pasqua. La Regione presieduta dal governatore Stefano Bonaccini ha varato un piano per una ripartenza in sicurezza. Tra gli obiettivi il completamento delle vaccinazioni al personale, i tamponi rapidi gratuiti in farmacia, screening estesi e contenimento dei focolai scolastici.

Essendo zona rossa, il ritorno in classe riguarderà gli alunni fino alla prima media (così come deciso dal Governo). La priorità è quella di completare la vaccinazione del personale scolastico. Per questo le dosi di AstraZeneca in arrivo verranno subito consegnate ai medici di base.

Confermata poi la campagna di screening in farmacia per alunni, familiari e per lo stesso personale scolastico con la possibilità di effettuare gratuitamente tamponi rapidi.

Le Aziende sanitarie svolgeranno azioni preventive di controllo, con l’effettuazione di tamponi a campione, su base volontaria con l’obiettivo di limitare focolai scolastici. Questa azione sarà mirata su Comuni o territori con alta incidenza di casi ogni 100mila abitanti con screening in ambito scolastico utilizzando test antigenici molecolari.

Tra le indicazioni aggiuntive al rispetto delle norme, l’areazione costante degli ambienti, mantenendo parte della finestratura aperta durante le lezioni.

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Inviato da admin_CUSMA il 29/3/2021 18:25:52 (37 letture)

Altro DPCM in arrivo: cambiano di nuovo le regole, e arrivano i soldi per l’apertura estiva

di Redazione - 29/03/2021

Grazie alle vacanze pasquali, Draghi e Bianchi avranno qualche giorno di tempo in più per decidere il da farsi su aperture e chiusure delle scuole.
Le zone rosse intanto si estendono: a partire da oggi continuano ad essere di questo colore Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento oltre a Calabria, Toscana e Val d’Aosta che erano arancioni fino a ieri.

Ormai per sapere con precisione cosa succede nelle scuole di questo o quel territorio è necessario consultare accuratamente non solo il sito del Governo ma anche quelli delle Regioni o persino dei singoli Comuni.

Alle scuole stanno arrivando intanto i soldi del decreto sostegni.

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Inviato da admin_CUSMA il 27/3/2021 17:00:05 (34 letture)


Open in new windowGILDA INSEGNANTI - COVID: RIAPRIRE LE SCUOLE MA CON PRUDENZA

venerdì 26 marzo 2021

Convegno “Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza” promosso dalla Fgu- Gilda Unams della Lombardia con il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano

“Pandemia, sicurezza e diritti di cittadinanza” è il titolo del convegno promosso dalla Fgu- Gilda Unams della Lombardia al quale hanno partecipato in video collegamento numerosi relatori tra cui Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, e il professor Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano. L’iniziativa è stata l’occasione per discutere anche della riapertura delle scuole dopo Pasqua prospettata dal Governo.

“La riapertura delle scuole – ha affermato Di Meglio – è un tema che interessa 8 milioni di studenti, un paio di milioni tra personale docente e Ata e, considerando i genitori degli alunni, altri 16 milioni circa di cittadini. Nessun altro settore mette in movimento così tante persone quotidianamente ed è evidente, quindi, che il problema sicurezza sia particolarmente delicato per la comunità scolastica. Le classi deserte provocano un grande dolore per tutti, perché la scuola è lezione in classe, è laboratorio, è presenza. Ma se la chiusura serve per mettere il Paese in sicurezza, lo accettiamo. Il ministro Bianchi ha affermato di voler riaprire le scuole dopo Pasqua, mi auguro che si creino le opportune condizioni per consentire il ritorno in classe in sicurezza. Per ridurre al minimo il rischio del contagio a scuola, che comunque sappiamo non potrà mai essere a livello zero, sono due gli elementi fondamentali su cui bisogna intervenire: gli spazi e il personale”.

In merito al ritorno in classe di studenti e insegnanti subito dopo Pasqua, secondo il professor Galli gli aspetti strettamente legati alla valutazione epidemiologica dicono, purtroppo, che non è assolutamente opportuno. “Come era atteso, abbiamo a che fare con questa nuova variante inglese, diventata ormai prevalente, che si diffonde molto bene anche tra bambini e adolescenti. È pur vero – ha proseguito Galli nel suo intervento – che è stata vaccinata la gran parte degli insegnanti, aspetto che perlomeno riduce l’elemento di tensione sulla riapertura delle scuole per quanto riguarda la messa in sicurezza degli operatori. Però è evidente che bambini e giovani che contraggono il virus portano l’infezione a casa contagiando nonni e genitori che, se non ancora vaccinati, non sono in sicurezza e non lo saranno di certo dopo Pasqua”.

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Inviato da admin_CUSMA il 25/3/2021 13:25:01 (33 letture)

Riapertura scuole, c’è chi spinge anche per le superiori

di G. Zen - 25/03/2021

Oramai la pressione per la riapertura delle scuole d’infanzia e primarie, se non anche delle scuole medie, non conosce soste. Forse già da lunedì prossimo, comunque da dopo Pasqua. Anche nelle zone rosse.

Ma c’è una corrente che spinge per la riapertura anche delle scuole superiori: “questa attenzione, sacrosanta, ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie non deve far dimenticare il sacrificio che è già stato chiesto alle loro sorelle e ai loro fratelli maggiori. Sono loro ad aver pagato il prezzo maggiore”.
A parlare è Gianna Fregonara, in un intervento (firmato con Orsola Riva) apparso sul Corriere.

Ricordo che la Fregonara è moglie di Enrico Letta, nuovo segretario del PD.
Dalle sue parole facile immaginare la discussione in casa Letta, visti i tre figli adolescenti impegnati in Dad, per una spinta alla riapertura.
Ricordo che la giornalista si occupa da anni, sempre per il Corriere, dei problemi legati al mondo della scuola, quindi non è l’ultima arrivata.
In un articolo intitolato “Appello per gli adolescenti”, ultimo di una serie di interventi tutti sulla stessa lunghezza d’onda, la Fregonara ha di fatto schierato il Corriere tra coloro che chiedono con forza la riapertura delle scuole.

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Inviato da admin_CUSMA il 24/3/2021 18:04:38 (20 letture)

La scienza dice di aprire le scuole. Il Governo se ne accorge?

di C. Berretta - 24/03/2021

Il 22 marzo è uscito sul Corriere della Sera un articolo relativo ad una ricerca scientifica di enormi dimensioni che dimostrerebbe che la chiusura delle scuole non incide in alcun modo sulla riduzione del contagio.

In molti organi di informazione la notizia ha ottenuto scarsa considerazione. In alcuni telegiornali del 23 marzo si parlava degli hacker delle videolezioni, senza dire una parola sui risultati di questa ricerca.

Si parla della scuola quasi solo quando avvengono vicende deprecabili, ma quasi nulla si sa del lavoro quotidiano svolto da centinaia di migliaia di insegnanti, dirigenti e altro personale della scuola, che si prendono cura dei bambini e degli adolescenti che vivono in questo paese.

Come sempre fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.

Il Corriere della Sera riporta la seguente dichiarazione della prof.ssa Sara Gandini: «In mancanza di evidenze scientifiche dei vantaggi della chiusura delle scuole, il principio di precauzione dovrebbe essere quello di mantenere le scuole aperte per contenere i danni gravi, ancora non misurabili scientificamente in tutta la loro portata e senz’altro irreversibili sulla salute psicofisica dei ragazzi e delle loro famiglie. La scuola dovrebbe essere l’ultima a chiudere e la prima a riaprire»

Bambini e adolescenti hanno bisogno di scuola, non di andare a votare a 16 anni, tanto più in un momento in cui è stata negata loro un’istruzione adeguata a comprendere la realtà.

Hanno bisogno di costruire una propria identità e di formarsi delle opinioni derivanti da un corretto processo di raccolta e comprensione delle informazioni.

Hanno bisogno di incontrarsi e confrontarsi, guidati da adulti in grado di aiutarli a crescere culturalmente, in condizioni di benessere psicofisico. Così come la scuola ha bisogno di essere supportata e ascoltata, per dare a bambini e adolescenti una possibilità di crescita indispensabile per il loro futuro.

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