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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 24 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 24/9/2017 13:00:00 (138 letture)

Contratti statali, nel DEF ci sarebbero 2 miliardi di euro

"news 25 set ... Contratto, il Governo trova i 48 euro mancanti ma gli stipendi rimangono mini"


Lucio Ficara - Domenica, 24 Settembre 2017


Nel documento di economia e finanza volto a tracciare i limiti e le misure della legge di bilancio, trovati 2 miliardi di euro per i contratti degli statali.

A dirlo sarebbe stato il Ministro Padoan che ha spiegato in grande linee la manovra. In buona sostanza non ci sarà aumento dell'Iva, mentre ci saranno le risorse per mantenere gli impegni per la Pubblica Amministrazione.
Di quali impegni parla il Ministro Padoan? Molto probabilmente si riferisce all'accordo del 30 novembre 2016 tra la ministra Madia e i sindacati per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, compreso quello del comparto scuola, università e ricerca.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 20 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 20/9/2017 15:16:10 (43 letture)

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Chimata diretta? Un flop totale

Chiamata diretta, al Nord usata dal 50% dei Ds. Ma il vero flop è al Centro e al Sud

Fabrizio De Angelis - Mercoledì, 20 Settembre 2017


Sul flop della chiamata diretta, abbiamo scritto in precedenza, evidenziando come il 50% delle convocazioni quest’anno sono state effettuate dagli USR.

Presentata dalla Buona Scuola come un'assoluta novità tesa a snellire le procedure, la chiamata diretta si è trasformata in molti casi in una pistola a salve, rimasta nel fodero del preside sceriffo.

“La chiamata diretta, che avrebbe dovuto garantire alle scuole italiane i docenti con le competenze più adatte alle esigenze dei PTOF è stata snobbata dalla maggior parte dei dirigenti scolastici”, ricorda il sindacato Gilda degli Insegnanti che ha condotto una rilevazione attraverso le sue sedi provinciali.

Infatti, i dati raccolti dal sindacato tracciano una situazione a macchia di leopardo, con il Nord più ligio e le regioni del Centro e del Sud dove invece i presidi hanno preferito che ad assegnare i docenti ai loro istituti fossero gli uffici scolastici territoriali.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 20 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 20/9/2017 0:00:00 (46 letture)

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news ... Concorso dirigenti scolastici, Regolamento in Gazzetta Ufficiale: previste tre fasi


"Concorso dirigenti scolastici, tempi lunghi: bando tra un mese, preselezione non prima di febbraio
Si prevedono tempi ancora lunghi per il concorso da dirigenti scolastici: i test preliminari non si svolgeranno prima di febbraio 2018
C’è molto interesse sulle nuove modalità di reclutamento per i nuovi dirigenti scolastici, il cui Regolamento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale" il 20 settembre.



Alessandro Giuliani - Mercoledì, 20 Settembre 2017


È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento delle e dei dirigenti scolastici.

Lo comunica il Miur, nella serata del 20 settembre, indicando anche il link per rintracciare il documento in G.U..
Si tratta di un atto preliminare al bando di concorso che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero dell’Istruzione: su prevede un corso-concorso in tre fasi, che ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 17 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 17/9/2017 18:00:00 (18 letture)

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Riforma contestata, Fedeli: abbiamo sbagliato a non coinvolgere i docenti

A. Giuliani - Domenica, 17 Settembre 2017

"Non si può avere investito risorse e assunto 100mila persone e avere tutto il mondo della scuola contro: evidentemente qualcosa (molto) dobbiamo avere sbagliato".
La ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ripercorre un concetto espresso più volte dall’ex premiere Matteo Renzi. La responsabile del Miur lo fa alla Festa del Pd di Reggio Emilia rispondendo alla domanda se il Governo avesse sbagliato nel metodo con cui è stata approcciata la riforma della scuola.

"Io penso - ha tenuto a dire la ministra - che una delle ragioni è che quando si vogliono fare dei cambiamenti, bisogna coinvolgere gli interlocutori con un confronto vero sugli obiettivi e sulla qualità della proposta. Nel momento in cui tu condividi l'obiettivo è molto più facile trovare i punti di sintesi".
Nessun riferimento è stato fatto, come nel caso di Renzi, ai contenuti della riforma. Per entrambi, quindi, si è tratto più di un problema di comunicazione che di provvedimenti sbagliati.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 15 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 15/9/2017 22:58:24 (28 letture)

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Da oggi 15 settembre - 608 parlamentari hanno diritto a una pensione integrativa di 1000 euro. E la scuola?

P. Almirante Venerdì, 15 Settembre 2017


Dal 15 settembre 608 parlamentari avranno diritto ad una pensione di circa 1000 euro e che potranno incassare, se non saranno rieletti, a 65 anni.
La pensione aggiuntiva viene calcolata con il sistema contributivo, scatta dopo 4 anni e sei mesi di legislatura e riguarda tutti i deputati e senatori neoeletti nell'attuale legislatura.

Diamo la notizia, non già per fare demagogia o populismo o additare colpevoli e responsabili, più semplicemente per sottolineare che i soldi per i vitalizi si trovano e passano senza colpo ferire. Quando invece si tratta di investire in istruzione, pagare meglio i prof, trovare docenti di sostegno, aggiustare (si fa per dire) le aule, accelerare coi concorsi, le nomine, le immissioni in ruolo, non tagliare le ore, come è stato fatto con l'ora scippata allo “Strumento musicale” nei Licei, allora si piange miseria e si lascia che la scuola si arrangi costringendo anche a portare la carta igienica da casa.
Ma tant’è.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 15 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 15/9/2017 22:40:00 (30 letture)

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Smartphone in classe? I lettori della Tecnica della Scuola bocciano la Fedeli

Venerdì, 15 Settembre 2017


Ben 445 voti contrari contro 93 voti a favore. Gli utenti della pagina Facebook de La Tecnica della Scuola si sono espressi senza alcun dubbio: lo smartphone in classe non deve restare acceso.

In Francia intanto il ministro dell'Istruzione vieta gli smartphone in classe, motivazione: "basta distrazioni".

Un dibattito che ha animato la prima campanella e che farà sicuramente discutere quando le norme, preannunciate dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, avranno il via libera.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 14 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 14/9/2017 15:13:59 (26 letture)

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Doxa: 9 italiani su 10 hanno un bel ricordo della scuola

P. Almirante - Giovedì, 14 Settembre 2017


La Doxa attraverso una ricerca di mercato ha cercato di capire quali siano i ricordi degli italiani sulla scuola. Ebbene solo il 3,5% degli intervistati ha detto che ha un ricordo negativo delle scuole elementari, percentuale che sale di un punto e arriva al 4,5% se si parla delle medie e superiori.
Nove italiani su dieci, circa l’87%, ha ricordi molto buoni delle scuole elementari, legato sia ai compagni di classe che agli insegnanti. La percentuale si alza e arriva al 94% se si considerano i più giovani, quelli che hanno dai 15 ai 34 anni, mentre scende all’83% per gli over 55. Non va male nemmeno per la scuola media e le superiori. Anche questi due periodi scolastici sono ricordati positivamente dall’83% degli intervistati.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 12 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 12/9/2017 16:10:47 (31 letture)

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Legge 107/15, solo il Pd è rimasto a difenderla: tutti i partiti la vogliono cancellare

Alessandro Giuliani - Martedì, 12 Settembre 2017


Il Pd sembra essere rimasto l’unico partito italiano a difendere la riforma della scuola, la Legge 107 del 2015, approvata dal Governo Renzi già tra le proteste generali.
Abbiamo riportato in più occasioni la posizione del M5S, attraverso la ferma volontà espressa dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio sulla volontà di voler cancellare la riforma Renzi-Giannini: “Il nostro obiettivo – ha detto Di Maio - è andare al governo ed eliminare subito tre leggi: la Fornero, il Jobs act e la Buona Scuola”.
E proprio sulla riforma della scuola varata dal Governo Renzi, il M5S ha avviato una sorta di referendum, riservato agli iscritti, per capire quali sono le priorità su cui mettere mano.
Non è da meno Matteo Salvini. segretario della Lega Nord, che l’11 settembre, nel giorno di apertura delle scuole in diverse regioni italiane ha detto: "Anche quest'anno migliaia di cattedre vuote, la Buona Scuola renziana sarà una delle prime leggi che cambieremo al governo".
Nel mirino del Carroccio ci sono, in particolare, il nuovo reclutamento e l’assorbimento nei ruoli dello Stato dei tanti precari rimasti al palo anche dopo l’approvazione della Buona Scuola.
Sulla stessa linea si è schierata Elena Centemero, deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia, secondo la quale "la questione delle cattedre vuote non è affatto risolta, con evidenti conseguenze sulla continuità didattica e sulla qualità dell'offerta formativa".

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Stampa : da "la tecnicadellascuola.it" 22 sett. 2017
Inviato da admin_CUSMA il 22/9/2017 16:57:03 (19 letture)

Il docente non fa verifiche e a fine anno mette tutti 9: a processo per falso


A. Giuliani - Venerdì, 22 Settembre 2017


Le verifiche e le valutazioni sono un diritto degli studenti. Ma anche un dovere degli insegnanti.

I quali, devono periodicamente preparare e fissare i compiti, per poi correggerli e valutarli.
Sottrarsi a questa prassi, evitando di mettere in atto modalità alternative, comunque sempre finalizzate alla corretta valutazione dello studente, costituisce un vero e proprio reato.

Ed è quello in cui è intercorsa una docente 40enne di matematica e fisica, in servizio in un liceo scientifico di Varese, il Ferraris: secondo l’accusa, tre anni fa, era l'anno scolastico 2014/2015, la docente non avrebbe programmato verifiche o interrogazioni in classe, poi però, non si comprende su quali basi, in sede di scrutinio finale, a giugno, avrebbe proposto al Consiglio di Classe lo stesso voto, un bel 9, per tutti gli studenti della classe.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 20 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 20/9/2017 14:59:04 (54 letture)

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Bonus premiale, la Ds crea la classifica a punti dei docenti

Lucio Ficara - Martedì, 19 Settembre 2017


Il bonus del merito, introdotto dal comma 126 dell'art.1 della (famigerata) legge 107/2015, ha generato non poche perplessità. Ma adesso arriva anche la classifica a punti dei docenti.

La notizia è di carattere pubblico in quanto una dirigente scolastica messinese ha deciso di pubblicare una vera e propria classifica a punti dei suoi docenti premiati.
In buona sostanza la dirigente scolastica ha pubblicato, lo scorso 12 settembre 2017, il decreto per l'assegnazione del bonus premiale. Lo ha fatto sulla base del comma 127 dell'art.1 della legge 107/2015.
La cosa che ha destato scalpore, soprattutto tra gli stessi docenti di quel liceo, è stato vedere pubblicata una classifica del merito dei vari docenti.
Sulla base dei criteri stabiliti dal Comitato di valutazione di questa scuola, ai fini dell'individuazione del numero di docenti da premiare, è stato fatto il calcolo del 30 % dell’organico.
Sulla scorta di tale calcolo, così è scritto nel decreto dirigenziale di assegnazione del bonus premiale, secondo la classifica derivante dai punteggi loro attribuiti, risultano destinatari del bonus n.34 docenti, comprensivi degli ex equo, in esecuzione di quanto previsto dal Comitato di valutazione il quale, nei criteri deliberati, ha stabilito di includere anche i docenti che hanno riportato un punteggio uguale a quello dell’ultimo classificatosi in posizione utile.
Nel decreto è allegata la classifica dei 34 docenti con tanto di cognome, nome e punteggio riconosciuto. Inutile dire che il primo classificato è il collaboratore della dirigente scolastica con ben 28 punti, ma quello che è più triste, è stato vedere, in fondo alla classifica, il nome di un docente che è arrivato “ultimo” con soli 8 punti.
Ebbene, adesso tutti possono vedere, anche gli alunni e le famiglie, la classifica dei docenti di questa scuola, quasi fosse un campionato di calcio dove c'è chi vince e chi arriva ultimo.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 18 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 19/9/2017 21:07:15 (85 letture)

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Vaccini: i docenti possono dichiarare di non ricordare nulla

Reginaldo Palermo, La Tecnica della scuola 18.9.2017


– L’obbligo di vaccinazione continua ad essere un argomento di discussione nei social, nelle scuole e anche negli organi collegiali.

Una delle questioni più delicate è certamente quella che riguarda la dichiarazione che devono sottoscrivere gli stessi insegnanti. Sul tema siamo già intervenuti, ma forse è opportuno ritornarci.
Sul punto la legge contiene una disposizione chiara, scritta nell’articolo 3-bis del decreto legge 73 così come è stato modificato dalla legge di conversione: “Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli operatori scolastici, sanitari e socio-sanitari presentano agli istituti scolastici e alle aziende sanitarie nei quali prestano servizio una dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante la propria situazione vaccinale”.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 16 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 17/9/2017 17:47:20 (47 letture)

Open in new window M. Lazzarini D.S.

Cari ragazzi, copiate, non studiate e usate lo smartphone in classe


F. De Angelis - Sabato, 16 Settembre 2017

L’ironia, si sa, a volte può fare la differenza. Ma quando questa si fa provocazione, può diventare uno strumento di polemica molto elegante. Ma al contempo, può essere utile per comunicare con gli studenti.
E Maurizio Lazzarini, dirigente del liceo scientifico Fermi di Bologna, sembra avere le idee chiare sulla provocazione, sull’ironia e sulla polemica. Lo scorso anno scrisse le 10 mosse per mettere ko la scuola, riservato ai genitori, un escamotage letterario per sollevare il problema del rapporto sempre più conflittuale con le famiglie, si legge su Repubblica.it.

Quest’anno, il preside ha scritto un decalogo per gli studenti, pieno di sarcasmo con un avvertimento: “Se lo seguirete non farete fallire la scuola. Sarà peggio: Fallirete voi”.

“Cari ragazzi, considerate sempre i vostri docenti come nemici, copiate, evitate di fare i compiti a casa, tanto fior di pedagogisti vi dicono che sono inutili”, si legge sul fantasioso decalogo al contrario. E usate lo smartphone “durante le noiose ore di lezione, persino la ministra Fedeli ha detto che è consentito”.
La chiave di lettura è quella dello scorso anno, ovvero l’idea di una scuola vissuta come un campo di battaglia. Padri e madri contro i presidi. I loro figli contro i prof. Su tutto: voti, troppi o pochi compiti, bocciature.
“Ma se questo è l’atteggiamento sono i ragazzi a farne le spese, più che la scuola. Per questo ho pensato stavolta di rivolgermi a loro”, osserva il preside, che ha accolto le matricole consegnando loro la Costituzione e insieme ha anticipato, recitandole davanti a 320 facce adolescenti e attonite, le dieci mosse, postate poi nel sito del liceo per tutti i 1500 studenti, per vivere l’esperienza tra i banchi.

Prof come nemici

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 15 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 15/9/2017 22:46:59 (54 letture)

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Il Governo ammette: la scuola ha troppi problemi, dateci altri anni per rimediare

Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola 15.9.2017

– La scuola è piena di problemi, dovuti alla trascuratezza perdurata per decenni: il Governo non può fare miracoli, servono ancora degli anni per rimettere le cose a posto.

È un’ammissione fuori dai denti quella fatta dal sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi (Nuovo Centrodestra), durante un’iniziativa svolta il 15 settembre in un istituto scolastico alla periferia di Firenze.

Nelle scuole italiane “ci sono ancora diversi problemi su fronte edilizia, soprattutto, e anche – ha sottolineato il sottosegretario – sul personale: in particolare dirigenti scolastici che mancano. Non sarà un lavoro di due o tre anni, ne serviranno diversi per rimettere a posto un’edilizia scolastica rimasta agli anni 70-80. Servono anche scuole nuove”.

Toccafondi ha aggiunto che “per 40 anni sulla scuola italiana non si è investito un granché, né su personale, nè su didattica, né sulle strutture”.

Per il sottosegretario, però, l’inversione di tendenza sarebbe in atto: “da 3 anni e mezzo a questa parte, a partire dal governo Renzi, si è invertita la rotta; in quasi 4 anni, sono stati investiti 8 miliardi di euro, 4,2 su edilizia e altrettanti su didattica e assunzioni a tempo indeterminato. E in 3 anni abbiamo assunto più di 150mila docenti a tempo indeterminato”.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 14 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 14/9/2017 22:22:29 (45 letture)

Carta docente, disponibili i 500 euro del nuovo anno: i residui del 2016/17 a fine ottobre

A. Giuliani - Giovedì, 14 Settembre 2017


Torna ad essere attiva la piattaforma dedicata alla carta docente, i 500 euro annuali forniti dal Miur per l’aggiornamento professionale di tutti i docenti di ruolo.

Oggi 14 settembre, come preannunciato, il ministero dell’Istruzione ha comunicato, tramite il portale creato a questo scopo, che “ciascun insegnante in possesso di una utenza SPID potrà accedere da subito al bonus dei 500 euro previsti per questo anno scolastico 2017-2018”.
Per sommare la somma del presente anno scolastico a quelle eventuali non spese del passato, bisognerà attendere per un mese e mezzo: “entro la fine di ottobre nell'area personale del docente – scrive il Miur - sarà possibile visualizzare ed utilizzare anche le somme non spese (o i bonus non validati) precedentemente”.
Il disallineamento delle quote annuali, è probabile che sia legato alla necessità di attuare delle verifiche più analitiche e approfondite relative a quelle non effettivamente utilizzate nell'anno scolastico passato.

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Stampa : da "La tecnicadellascuola.it" del 12 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 12/9/2017 16:34:03 (92 letture)

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Formazione obbligatoria, se si superano le 40 ore scatta lo straordinario

F. De Angelis - Martedì, 12 Settembre 2017


Abbiamo più volte parlato della formazione obbligatoria docenti, uno dei capisaldi della legge 107/2015.

Non di rado abbiamo dovuto fare chiarezza per i nostri lettori sul presunto ma non esistente monte orario di 120 o 150 ore da accumulare nel triennio, dovuto ad alcuni casi segnalati da docenti in cui i propri DS costringevano il personale ad arrivare fino a 50 ore all’anno.

Anche se, come abbiamo detto, le cose non stanno così, bisogna ammettere in base a quanto ci risulta, che le attività di formazione rubano comunque molte ore ai docenti, che incide sulle 40 di attività funzionali previste dal contratto. Anzi, in diversi casi vengono proprio sforate le 40 ore.

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