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Stampa : da "Il Sole 24 Ore"
Inviato da admin_CUSMA il 19/1/2021 12:00:00 (12 letture)

MATURITÀ SEMPLIFICATA, MA SENZA AMMISSIONE GENERALIZZATA
"LA PROMOZIONE NON È MAI CERTA, PERSINO SE LA SCUOLA NON HA AVVIATO I CORSI DI RECUPERO"

di Claudio Tucci - 19 gennaio 2021

Le proteste, anche ieri, di studenti e genitori contro “una scuola a singhiozzo” e l’ampio ricorso alla didattica a distanza (DaD) legato all’emergenza sanitaria (in Campania, come anticipato da questo giornale, gli alunni delle superiori hanno già svolto “da remoto” più di tre mesi di lezioni su quattro) non hanno frenato il ritorno tra i banchi, ieri, di oltre 600mila studenti delle superiori; nel Lazio, in Piemonte, ma anche in Emilia Romagna tutto è filato via liscio, e la ripartenza, fanno sapere dal ministero dell’Istruzione, è stata «serena».

Intanto, e nonostante la crisi politica, la ministra Lucia Azzolina lavora a due dossier urgenti: gli esami di Stato del primo e secondo grado e il piano di recupero degli apprendimenti, su cui è in corso il confronto con i tecnici e i partiti di maggioranza. A fine gennaio sono infatti attese le prime indicazioni ufficiali sulla maturità, che coinvolge mezzo milione di studenti.
Quasi certamente anche quest’anno si andrà incontro a una prova che terrà conto, come ha già anticipato la ministra dell’Istruzione, del quadro complessivo e dell’andamento dell’anno scolastico. L’esame potrebbe essere, perciò, “semplificato”. Non ci sarà, tuttavia, un’ammissione generalizzata, come un anno fa: sarà condizionata al buon andamento del percorso scolastico.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 19/1/2021 11:20:00 (13 letture)

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Il preside manager? Figura patetica

di P. Almirante - 19/01/2021


Così come lo leggiamo, lo proponiamo all’attenzione dei nostri lettori per trarne motivo di riflessione e pure di dibattito, nel quale potrebbe pure inserirsi l’altra questione relativa alla elezione diretta del preside da parte di tutto il personale della scuola.

Secondo la denuncia contenuta nell’ultimo libro dell’autorevole pedagogista piacentino Daniele Novara “I bambini sono sempre gli ultimi. Come le istituzioni si stanno dimenticando del nostro futuro”, la figura del preside manager sarebbe patetica.

Il motivo?

La scuola avrebbe dimenticato la sua funzione pedagogica.

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Stampa : da "Infodocenti.it"
Inviato da admin_CUSMA il 19/1/2021 10:56:16 (5 letture)

Sostegno, cosa significa l’addio al posto comune

di V. Borgatta - 19 Gennaio 2021

La ministra annuncia la creazione di una classe di concorso specifica
Nel suo ultimo atto di indirizzo la ministra dell’Istruzione ha aperto alla creazione di una classe di concorso specifica per il sostegno.

Atto di indirizzo
Per capire cosa significa tutto questo dobbiamo fare una premessa. Gli atti di indirizzo spesso rimangono lettera morta. Un po’ come succede agli ordini del giorno votati dal Parlamento. In questo caso perché cambi qualcosa è necessaria l’emanazione di un regolamento. E difficilmente tutto questo potrà avvenire in tempi brevi visto il periodo di emergenza che stiamo vivendo (fare delle previsioni in questo campo è comunque difficile).

Più difficile il passaggio da sostegno a posto comune
Con la creazione di una nuova classe di concorso sarà più complicato per gli insegnanti di ruolo passare dal sostegno alla cattedra su materia, perché i docenti interessati dovranno presentare la domanda di passaggio di cattedra o di ruolo e non più la domanda di trasferimento.

Una differenza rilevante perché i passaggi di cattedra e di ruolo avviene solo sul 25% dei posti che rimangono vacanti dopo i trasferimenti mentre i trasferimenti avvengono sul 100% dei posti disponibili.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 17/1/2021 23:12:06 (12 letture)

Rientro a scuola: le Regioni contro il Governo, Azzolina contro le Regioni. Vince l’autonomia differenziata

di R. Palermo - 17/01/2021

Sconfitto nelle segreterie sindacali, contrastato con manifestazioni di protesta del mondo della scuola e con prese di posizione di politici della stessa maggioranza di Governo, il progetto di autonomia differenziata si sta di fatto affermando nel Paese reale, molto spesso con il favore degli stessi docenti.

Le decisioni con cui le Regioni contrastanti con le regole nazionali in materia di chiusura e apertura delle scuole riscuotono spesso il favore di molti docenti (un po’ meno – forse – dei genitori); laddove le Regioni si mostrano concordi con le decisioni nazionali sono in tanti a sollecitarne l’intervento.
Insomma, la voglia di “differenziare” nei territori le scelte politiche si sta diffondendo sempre più.

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Stampa : da "Il Sole 24 Ore"
Inviato da admin_CUSMA il 17/1/2021 18:40:00 (9 letture)

LICEI PREFERITI AL SUD, TECNICI AL NORD

di redazione scuola - venerdì 15 gennaio 2021

Gli studenti italiani con tutta probabilità preferiranno i licei al Sud e al Centro Italia, i tecnici al Nord. E’ quanto emerge da uno studio della rivista specializzata Tuttoscuola che ha elaborato i dati del ministero dell’Istruzione relativi alle iscrizioni all’anno scolastico in corso.

L’anno scorso i vari indirizzi liceali sono stati scelti dal 56,3% dei ragazzi, ma il divario di scelta è stato notevole: oltre 20 punti in percentuale tra il Lazio che ha registrato complessivamente il 68,9% di scelte e l’Emilia Romagna con il 47,4%.

Dopo il Lazio, nella graduatoria dei maggiori gradimenti per i licei l’Abruzzo, la Campania; per i minori gradimenti con l’Emilia R. il Veneto, la Lombardia, il Friuli, il Piemonte. Complessivamente nelle regioni del Centro-Sud (Isole incluse) si accentra più del 64% delle scelte per i licei.

Con riferimento ai singoli indirizzi, se le scelte degli ultimi due anni saranno confermate, per quanto riguarda il liceo classico (scelto in media a livello nazionale dal 6,7%) in Sicilia, Calabria e Lazio lo sceglierà più del 10% dei ragazzi (a seguire Basilicata, Abruzzo, Campania e Puglia), mentre le regioni del Nord saranno ben sotto la media nazionale con l’Emilia Romagna che non andrà oltre il 3,8%.

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Stampa : da "Il Sole 24 Ore"
Inviato da admin_CUSMA il 14/1/2021 18:54:36 (12 letture)

CORSI RECUPERO E TAMPONI NEI RISTORI ALLA SCUOLA

da redazione - 13 gennaio 2021

Con oltre 2 milioni di studenti delle superiori costretti da tre mesi davanti a uno schermo per seguire le lezioni online e la morsa del virus che in 17 regioni rende il loro rientro in classe ancora incerto è il momento di pensare a un piano di «ristori formativi». Ne è convinta la ministra Lucia Azzolina che vuole includere anche il mondo della scuola nel nuovo giro di indennizzi all’orizzonte. Dei 25-30 miliardi attesi dal prossimo scostamento di bilancio sono almeno 250 milioni quelli che potrebbero finire a viale Trastevere. Per fare sostanzialmente tre cose: prevedere corsi di recupero per gli apprendimenti persi a causa di troppa Dad; istituire la corsia preferenziale per i tamponi agli studenti e ai docenti citata dall’intesa pre-natalizia con i governatori; incrementare il supporto psicologico ai ragazzi provati dall’emergenza-Covid.

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Stampa : da "LaStampa.it"
Inviato da admin_CUSMA il 13/1/2021 18:00:11 (9 letture)

SE ANCHE AZZOLINA RIPUDIA LA SUA DAD

di C. Saraceno - 13 gennaio 2021

«La Dad non funziona più». «Oggi è difficile per gli studenti capire perché non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni e le loro difficoltà. La scuola è un diritto costituzionale, se a me l’avessero tolta probabilmente non sarei qui». A formulare questi giudizi non sono i ragazzi, o i loro genitori e neppure gli insegnanti, ma la ministra dell’Istruzione. Per quanto si possa essere d’accordo nel merito, si tratta di una affermazione devastante se fatta da chi ha la responsabilità di far funzionare la scuola e di garantire il diritto costituzionale all’istruzione a tutti, in condizioni di parità, a prescindere dalle condizioni personali e familiari. Lungi dall’essere, come era nelle intenzioni, una manifestazione di solidarietà con gli studenti e le studentesse, è una dichiarazione di impotenza che lascia scoraggiati e senza interlocutore.

Nel conflitto tra ministra e presidenti di Regione si è raggiunto il punto forse più drammatico di una governance impazzita, in cui a perdere sono i cittadini, in questo caso in primis gli studenti, ma anche la ministra, la sua autorevolezza, credibilità, quindi in ultima istanza legittimità. Perché il governo della scuola spetta a lei. A lei spetta trovare accordi tra tutti i soggetti coinvolti direttamente e indirettamente nella scuola, ricostruendo la filiera delle dimensioni necessarie non solo a farla funzionare, ma a renderla accessibile. Una ricostruzione che era già mancata nella preparazione della riapertura a settembre, quando ci si era concentrati su spazi e banchi, ma si era ignorata la questione dei trasporti. E di nuovo ora, quando si erano immaginati, in contrasto con il parere dei presidi, slittamenti orari e turnazioni che avrebbero richiesto una radicale riorganizzazione della didattica, più insegnanti, oltre che della vita quotidiana delle studentesse e degli studenti. Certo le responsabilità di queste mancanze, di questi fallimenti, al netto dell’andamento pandemico, sono distribuite su più soggetti, non sono solo dalla ministra. Ma in ultima istanza è lei che deve risponderne, perché è lei la garante del diritto costituzionale all’istruzione, che è stato troppo a lungo trascurato in questo lungo anno, anche da lei.

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Stampa : da "Il Messaggero"
Inviato da admin_CUSMA il 9/1/2021 17:27:50 (11 letture)

Profilassi: L’ordine può cambiare, dosi ai prof prima degli anziani

di Mauro Evangelisti - 9 gennaio 2021

Obiettivo: mettere in sicurezza le scuole anticipando la vaccinazione dei prof. Il governo ci sta pensando, ma non sarà semplice. Anzi. Sulla carta il piano vaccinale prevedeva di avere a disposizione, già nel primo trimestre 2021, 28 milioni di dosi di vaccino per immunizzare 14 milioni di persone. Sempre sulla carta c’è questa successione delle categorie da vaccinare: operatori sanitari (1,4 milioni), personale e ospiti delle Rsa (mezzo milione), over 80 anni (4,3 milioni). A seguire tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 60 e i 79 anni (13,4 milioni) e chi ha una comorbidità cronica (7,4 milioni). Tenendo conto che le dosi di vaccino a disposizione saranno meno del previsto, in attesa di capire se davvero AstraZeneca sarà autorizzata a fine gennaio, nel primo trimestre e nel migliore degli scenari, avremo immunizzato solo operatori sanitari, ospiti e dipendenti delle Rsa e over 80. In teoria, dovrebbe toccare subito dopo agli over 60 anni, ma stanno arrivando varie spinte, come ha confermato anche il commissario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, per anticipare le vaccinazioni nelle scuole. Si sta parlando degli insegnanti e del personale amministrativo, non dei ragazzi (anche perché i vaccini a disposizione sono autorizzati solo sopra i 18 anni). L’idea è di proteggere il mondo della scuola, per fare ripartire, finalmente, le lezioni. Di quante persone stiamo parlando? Superiamo il milione, dunque servono oltre 2 milioni di dosi. Gli ultimi dati parlano di 683.975 docenti, più 153.521 insegnanti di sostegno. A questi vanno aggiunti 203.000 tra personale di segreteria e bidelli, e 7.000 presidi. Il problema è che al primo trimestre avremo solo poco più di 10 milioni di dosi di Pfizer-BioNTech e Moderna (AstraZeneca non è una certezza). Dunque, accelerare sulla scuola ha una controindicazione: fare aspettare categorie a rischio come coloro che hanno una età compresa tra i 60 e 79 anni. Si tratta di fasce di età con un’alta letalità: del 10,2 per cento tra i 70 e i 79 anni, del 3 tra i 60 e i 69 anni.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 19/1/2021 11:20:04 (11 letture)

I giovani d’oggi maleducati e attratti dal nulla cosmico. Tutta colpa dei conduttori Tv? Un prof li accusa: state creando dei replicanti

di A. Giuliani - 18/01/2021

Il decadimento culturale dell’Italia sarebbe colpa anche di certi conduttori e personaggi televisivi.
A sostenerlo è stata qualche giorno fa un’insegnante: attraverso una lettera pubblicata da Affari Italiani, il professor Marco Galice ha puntato il dito contro “Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi”, che, ha sottolineato, farebbero parte di una sorta di “bolgia infernale”.

Vi accuso…

Il docente ha quindi argomentato il concetto. “Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi”.

E ancora: “Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico”.

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Stampa : da "Infodocenti.it"
Inviato da admin_CUSMA il 19/1/2021 11:00:23 (5 letture)

DIMINUIRE GLI ALLIEVI PER CLASSE!! QUESTA DEVE ESSERE LA PRIORITA’

di G. Pagina - 19 Gennaio 2021

Dopo aver letto sia l’Atto di Indirizzo della Ministra Azzolina per il 2021 che il testo dell’ultima bozza sul Recovery Plan lascia sconcertati il fatto che non è mai citato come obiettivo da perseguire nella scuola la diminuzione del numero di allievi per classe, cavallo di battaglia nel passato della stessa Azzolina.
E’ un fatto grave perché non si può parlare di edilizia scolastica senza prendere in considerazione i limiti quantitativi di utilizzo delle aule scolastiche per l’attività ordinaria legata alla didattica. E’ ancora più
sconcertante il fatto che su tale tema ci sia timidezza da parte di molti sindacati e delle principali forze politiche. E’ vero, diminuire il numero di allievi per classe ha dei costi per il settore del’istruzione in termini di spazi fisici e di implementazione degli organici del personale docente ed ATA, ma è elemento indispensabile per creare le condizioni per una didattica efficace e realmente inclusiva. Gli investimenti nella scuola devono partire da questa semplice constatazione, senza buttare i soldi del’Europa e dei
contribuenti in progetti troppo spesso slegati dalla realtà dei problemi che ogni giorno vivono allievi e docenti.
E’ quindi indispensabile portare nuovamente all’attenzione della politica questa priorità così frequentemente dimenticata in nome di tagli in bilancio che hanno portato a tanti riflessi negativi nella didattica e nel rapporto educativo tra docenti e discenti.

DIMINUIRE GLI ALLIEVI PER CLASSE! SUBITO !

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Stampa : da "CorriereRomagna"
Inviato da admin_CUSMA il 18/1/2021 11:39:42 (10 letture)

Emergenza covid, le superiori

Il CTS: scuole aperte da oggi. L'Emilia Romagna si adegua.
Bonaccini: "ancora troppe incertezze"

Il presidente della regione conferma da oggi la didattica in presenza almeno al 50%. "Diversificazioni fra le regioni, una contraddizione che non spetta a me risolvere".

La didattica in presenza va garantita per tutti i cicli scolastici e se qualche regione dovesse decidere diversamente, se ne assumerà la responsabilità. Il comitato tecnico scientifico del governo conferma così che le scuole superiori possono tornare in presenza nelle regioni gialle e arancioni come previsto dal Dpcm del 14 gennaio: in Emilia Romagna da oggi (lunedì 18 gennaio) studenti sui banchi al 50% dopo la sentenza del TAR che ha bocciato l'ordinanza regionale che prevedeva la riapertura il 25 gennaio.
Ma la riunione urgente del CTS, convocata ieri mattina su richiesta del Ministero della Salute, secondo il presidente Stefano Bonaccini non chiarisce delle "contraddizioni che non spetta a me risolvere. Ci penserà il Governo, quando riterrà".

Mi permetto di osservare - scrive Bonaccini sulla sua pagina facebook - che sulla scuola continua una situazione di incertezza che va a discapito in primo luogo di studenti, genitori e di chi nella scuola ci lavora (docenti in primis). Sabato l'istituto superiore di sanità ha parlato di rischio pandemia fuori controllo, un'affermazione molto forte e preoccupante. ieri il consulente del ministero della salute ha evocato la necessità di un lockdown generalizzato.
Ieri in Romagna sono stati 17 i decessi (8 a Ravenna, 6 a Rimini, 3 a Forlì) e 542 i nuovi contagi, mentre i vaccinati sono 26.805.

Nel cesenate ieri nessuna vittima, 87 i contagiati e 197 le guarigioni.

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Stampa : da "Redattore Sociale"
Inviato da admin_CUSMA il 17/1/2021 18:50:00 (14 letture)

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IL NUOVO PEI È “UN’INVERSIONE DI ROTTA CHE PREOCCUPA

Redattore Sociale del 15/01/2021

Critico il Coordinamento italiano degli insegnanti di sostegno: “Il provvedimento introduce, per la prima volta nella storia dell’inclusione scolastica, la possibilità di esonerare gli alunni con disabilità dall’insegnamento di alcune discipline o di ridurre l’orario di frequenza, senza valutare le ricadute anche culturali di tale scelta”

di Chiara Ludovisi

ROMA. Si “inverte la rotta”: dall’inclusione all’esclusione, dall’integrazione alla marginalizzazione. E’ quello che accade e accadrà, secondo il Ciis (Coordinamento italiano insegnanti di sostegno) nella scuola italiana, per via del nuovo modello di Progetto educativo individualizzato, approvato e diffuso nei giorni scorsi dal ministero dell’Istruzione.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 17/1/2021 18:22:29 (14 letture)

Bonaccini (Emilia Romagna): nonostante l’assenso del Cts al rientro a scuola, continua incertezza e caos

di P. Almirante - 17/01/2021

Il presidente della Regione Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dopo l’assenso da parte del Comitato tecnico scientifico al rientro in classe degli studenti delle scuole superiori in misura del 50% e fino al 75%, come previsto dal Dpcm dell 14 gennaio, ha scritto sulla sua pagina Faceboock, che comunque la confusione regna sovrana.

Precisa infatti: ”Mi permetto di osservare che sulla scuola continua una situazione di incertezza che va a discapito in primo luogo di studenti, genitori e di chi nella scuola lavora. Ieri l’Istituto superiore di sanità ha parlato del rischio di pandemia fuori controllo, un’affermazione molto forte e preoccupante. Oggi il consulente del ministero della Salute ha evocato la necessità di un lockdown generalizzato. Sempre oggi, però, il Cts si è riunito per spiegarci che le sue stesse valutazioni di qualche mese fa sull’incompatibilità della scuola in presenza per la zona gialla sono superate e che la didattica in presenza ora è addirittura compatibile con la zona arancione. Il Cts farebbe anche salve le diverse valutazioni rispetto all’andamento dell’epidemia nei territori, riconoscendo quindi la necessità di eventuali ordinanze regionali. Ma i diversi Tar accolgono o bocciano le ordinanze regionali a prescindere dall’andamento dell’epidemia, come si è visto negli ultimi giorni”.

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Inviato da admin_CUSMA il 14/1/2021 18:49:36 (11 letture)

Rientro a scuola, anche i genitori dell’Emilia-Romagna ricorrono al TAR

di L. La Gatta - 14/01/2021

Continuano i ricorsi al TAR dei genitori degli studenti delle scuole superiori, costretti da ordinanze regionali alla didattica a distanza al 100%, nonostante il Governo abbia dato l’ok al rientro in presenza al 50% dall’11 gennaio (e al 75% dal 18).

Dopo i ricorsi di oltre 70 famiglie catanesi contro l’ordinanza n. 5 del Presidente della Regione, Nello Musumeci, che lo scorso 8 gennaio ha chiuso la scuola in presenza, e dopo la vittoria, anche se parziale, dei genitori lombardi contro l’ordinanza regionale di Attilio Fontana, si segnala anche il ricorso al TAR delle famiglie dell’Emilia Romagna contro il provvedimento di Stefano Bonaccini che ha disposto il posticipo dell’apertura delle scuole superiori al 25 gennaio.

Come riporta Repubblica, i ricorrenti sono 21 genitori, a nome dei figli minorenni, di alcune scuole di Bologna. Il provvedimento sarà depositato oggi, 14 gennaio, al tribunale amministrativo al quale, in prima istanza, si chiede di intervenire con urgenza per ripristinare l’apertura. Il decreto del Governo, in vigore dall’ 11 al 16 gennaio, la dispone almeno al 50%.

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Inviato da admin_CUSMA il 13/1/2021 17:50:00 (27 letture)

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Contratto scuola: la Ministra vuole istituire il “middle management” (sindacati permettendo)

(Il parere sintetico della Gilda degli Insegnanti sull'atto di indirzzo dell'Azzolina)

di R. Palermo - 12/01/2021

Il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di Lavoro del personale scolastico è una delle priorità che la Ministra Azzolina ha inserito nell’atto di indirizzo firmato qualche giorno fa e reso noto nella giornata del 12 gennaio.

Sul punto la Ministra mostra di avere le idee chiare perché parla della necessità di definire “un vero e proprio percorso di carriera professionale che connoti il ruolo, dal momento della immissione fino al collocamento a riposo, su base meritocratica”.

Una novità importante riguarda i docenti di sostegno: allo scopo di accrescerne la motivazione e la competenza e per garantire agli alunni con disabilità la continuità didattica e la stabilità relazionale cui hanno diritto, la Ministra prevede la creazione di una nuova classe di concorso ad hoc alla quale si possa accedere attraverso procedure concorsuali specifiche e sistematiche nel tempo.

L’altra novità riguarda la possibilità di istituire nelle scuole figure di “middle management” (uno staff di supporto ai ds).

L’idea della Ministra è piuttosto chiara ma – allo stato attuale – è difficile pensare che possa essere condivisa dalle organizzazioni sindacali perlomeno con le modalità con cui viene presentata nell’atto di indirizzo.

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