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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 3/6/2020 15:25:13 (16 letture)

Più ore settimanali di insegnamento, la proposta per la ripresa a settembre

di Lucio Ficara - 02/06/2020

Ci aveva provato l’ex Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo a portare l’orario di insegnamento dei docenti della scuola secondaria da 18 a 24 ore settimanali a parità di stipendio, adesso la proposta sarebbe ancora più pesante.

Aumento dell’orario settimanale di insegnamento


Tra le tante proposte che vengono inviate al Ministero dell’Istruzione per garantire la ripresa della scuola in presenza a partire dal 1° settembre 2020, c’è anche quella inviata da un gruppo di dirigenti scolastici, che andrebbe a prevedere una maggiore flessibilità oraria degli impegni dei docenti nell’espletamento del loro servizio. Tale flessibilità aumenterebbe sostanzialmente l’orario settimanale di insegnamento. La proposta fonderebbe le radici normative sull’applicazione dell’art.21, comma 8, della legge 59/97, nota come Legge Bassanini sull’autonomia scolastica.

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Inviato da admin_CUSMA il 1/6/2020 19:07:32 (17 letture)

La protesta dei presidi: “Con queste regole la scuola non riapre"

Dal ministero 38 mila euro a istituto per gli adeguamenti tecnici: “Ci chiedono di trovare da soli le soluzioni per settembre”. I dirigenti: “Dateci più insegnanti altrimenti saremo costretti a ridurre le ore di lezione”

di C. Zunino - 1 giugno 2020


ROMA - In queste ore, alcuni sabato scorso e altri ieri, i dirigenti scolastici italiani hanno trovato sulla Pec di istituto la comunicazione del Dipartimento per le risorse umane del ministero dell'Istruzione. In 34 pagine annuncia i finanziamenti disponibili per ogni scuola - 331 milioni, una media di 38 mila euro a istituto - e, quindi, i compiti dei singoli presidi derivanti da quell'impegno di Stato: dovrete acquistare il materiale per la sanificazione e i termoscanner, identificare aree verdi e attrezzarle, risistemare gli spazi esterni, smaltire i rifiuti, anche quelli speciali, far partire gli appalti per l'edilizia interna, cambiare gli arredi e acquistare o noleggiare tablet e hardware. "Ci chiedono di trovare da soli soluzioni che il ministero non ha", segnala una dirigente a Repubblica. I presidi si sentono soli di fronte a una battaglia - il ritorno in classe a settembre con il distanziamento sociale - che sentono più grande di loro.

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Inviato da admin_CUSMA il 31/5/2020 23:22:10 (16 letture)

A settembre sarà caccia al supplente: il rientro in classe diventa sempre più un rebus

di A. Giuliani - 31/05/2020

Mentre in Parlamento ad ogni ministro si cambiano, anche più volte, le norme per assumere i precari, facendo ora slittare la loro assunzione al 2021, il numero delle cattedre vacanti aumenta: considerando anche i posti in organico di fatto, a settembre si supereranno le 200 mila supplenze. Ancora di più se nelle prossime settimane dovesse, come probabile, essere assegnato un contingente aggiuntivo nazionale di cattedre, soprattutto nel primo ciclo, per garantire una maggiore didattica in presenza, magari con lezioni da 45 minuti.

Il problema sinora è stato poco considerato, ma presto diventerà imponente. Per fronteggiarlo, il Governo ha predisposto la trasformazione delle graduatorie d’Istituto in provinciali, ma potrebbe non bastare: il 2020 potrebbe essere così ricordato non solo come l’anno del Coranavirus, ma anche quello del record assoluto di supplenze assegnate ai precari, visto che un docente ogni quattro sarà supplente, arrivando ad essere individuato anche solo con la semplice ‘Messa a disposizione’.

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Inviato da admin_CUSMA il 30/5/2020 17:00:00 (29 letture)

ORE DA 40 MINUTI E CLASSI DIMEZZATE È LA NUOVA SCUOLA

di C. Zunino - sabato 30 maggio 2020

Il professor Patrizio Bianchi ha consegnato il Piano per settembre, “La scuola che riparte”, alla ministra Lucia Azzolina.
Ieri mattina. È pieno di indicazioni, ancora grezzo nel linguaggio. Dice: l’istruzione ha bisogno di due nuove leggi per funzionare. Una è la riduzione dell’orario della singola lezione «fino a 40 minuti». Serve un decreto. L’altra è la depenalizzazione del reato di infortunio sul lavoro in un istituto scolastico: sotto questa casistica rientra il contagio da Covid. Al primo positivo in classe o nei corridoi, oggi, scatterebbe d’ufficio l’avviso di garanzia per il dirigente. I presidi non intendono riaprire con questa minaccia. Dopo 35 giorni, e non poche anticipazioni, i 18 esperti guidati dall’ex rettore di Ferrara — di cui 9 di estrazione universitaria, 6 tra docenti, presidi e dirigenti della scuola — hanno prodotto questo primo testo, che sarà velocemente integrato con il file ufficiale del Comitato tecnico scientifico, già rivelato da Repubblica e consegnato ieri alla task force. Il Piano per settembre dovrà guidare le scelte di una ministra in ritardo anche sulla ripartenza.

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Inviato da admin_CUSMA il 26/5/2020 23:36:56 (16 letture)

Maturità 2020, c’è il primo ricorso al Tar contro l’esame in classe: i prof vogliono farlo online

di G. Ruggiero - 26 maggio 2020

La richiesta dei docenti è di far svolgere gli esami in videochiamata, lasciando comunque la possibilità agli studenti di essere presenti in classe. Ma davanti a una serie di computer.

Arriva puntuale il primo ricorso al Tar contro l’esame di Maturità in classe. L’iniziativa è partita da circa 300 tra docenti e genitori raccolti nel gruppo Facebook Maturità 2020 online promosso da Aldo Domenico Ficara, docente di Messina, che nel corso delle ultime settimane ha raccolto le adesioni a livello regionale dei docenti che chiedono lo svolgimento dell’esame di Stato non in presenza. Richiesta per la quale il ministero si è già detto contrario.

I docenti del gruppo Maturità 2020 online chiedono che all’esame siano sostanzialmente presenti almeno gli studenti, permettendo agli insegnanti che fanno parte della commissione di collegarsi in videochiamata, considerando che, come ha stabilito l’inali, professori e collaboratori scolastici rientrano nella fascia di maggior rischio per il contagio da Coronavirus.

Dai docenti siciliani, la battaglia punta ad allargarsi con la diffusione di un documento che diversi insegnanti stanno presentando nei collegi docenti, con il quale sottolineano tutte le criticità che comporterà l’esame in presenza.

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Inviato da admin_CUSMA il 26/5/2020 22:58:49 (10 letture)

Concorso docenti precari, colpo di scena: il Pd ci ripensa e rilancia le assunzioni per soli titoli

di A. Giuliani - 26/05/2020

È durato meno di due giorni l’assenso del Partito democratico alla proposta di mediazione del premier Giuseppe Conte sul concorso per assumere i 32 mila docenti precari della secondaria, con un concorso da svolgere a contagio azzerato e con una prova scritta più meritocratica dei “quiz a crocette”. Ad esprimersi in modo categoricamente negativo è stato il senatore Pd Francesco Verducci, vice presidente Commissione Cultura e primo firmatario dell’emendamento sul precariato al decreto Scuola attraverso il quale si vorrebbero assumere i precari con concorso per soli titoli e servizi.

Insoddisfacente la proposta Conte


“Ritengo assolutamente insoddisfacente la riformulazione proposta dal Governo sul concorso riservato ai docenti precari – ha detto il senatore dem dopo avere letto il testo dell’emendamento -: mi sembra un modo sbagliato e controproducente di tradurre l’incontro di maggioranza avvenuto alla presenza del Presidente del Consiglio”.

“Per quel che mi riguarda – ha continuato -, allo stato attuale, rimangono più che mai valide le ragioni del nostro emendamento 2.19 (che prevede l’immissione in ruolo tramite l’individuazione del supplente, lo svolgimento dell’anno di prova e verifica finale delle competenze acquisite ndr)”, il quale “dà una risposta molto seria al problema ineludibile (non solo per i lavoratori, ma per gli studenti, per le famiglie e per l’intero sistema dell’istruzione) del precariato nella scuola”, ha concluso Verducci.

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Inviato da admin_CUSMA il 25/5/2020 12:33:36 (14 letture)

News ...Concorso docenti, Conte mette tutti d’accordo: ma con la prova a quiz saltano pure le assunzioni a settembre

di Alessandro Giuliani - 25/05/2020

Ci voleva il premier Conte per trovare l’intesa all’interno nella maggioranza sulla “patata bollente” dei concorsi per assumere 32 mila nuovi docenti della secondaria con un concorso straordinario: il vertice notturno di Palazzo Chigi, alla presenza della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e dei capigruppo dei partiti di maggioranza al Senato, collegati in videocall, è servito per stabilire che per i precari la procedura riservata ci sarà, solo che si svolgerà dopo l’estate, con l’unica verifica non più a risposta multipla (le cosiddette ‘crocette’) ma con una prova scritta.

Assunzioni solo da GaE?

La copertura dell’alto numero di cattedre libere, quindi, si realizzerà quasi interamente con le supplenze, le quali potranno contare sul rinnovo delle graduatorie d’istituto che prenderanno la sembianza di provinciali.

Le paventate assunzioni direttamente da graduatoria continueranno a farsi dalle GaE, con la novità, però già prevista, delle ‘call veloce’, la quale darà possibilità ai precari di scegliere una provincia con maggiori possibilità di arrivare all’agognato contratto a tempo indeterminato.

Per le graduatorie d’istituto, invece, dovrebbe averla spuntata la ministra: la porta che dà accesso al ruolo rimarrà chiusa.

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Stampa : da "OrizzonteScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 21/5/2020 23:37:25 (10 letture)

Vertice su Concorso straordinario slitta a domani. Tensione in maggioranza.

di redazione - 21 maggio 2020

Secondo quanto riporta l’ANSA, l’atteso incontro tra i capigruppo di maggioranza, Il primo Ministro Conte e il Ministro Azzolina è slittato a domani.

Lo confermano diverse fonti di governo e di maggioranza, secondo le quali lo slittamento dell’incontro previsto per le 19 è dovuto al protrarsi del Cdm.

Il tutto è slittato a domani (venerdì 22). Resta alta intanto la tensione nella maggioranza sul decreto scuola. Lo riferiscono diversi parlamentari, secondo i quali il dossier è assai spinoso, per le divisioni sul tema dei concorsi tra M5S da un lato e Pd e LeU dall’altro.

Una proposta di mediazione è arrivata questa mattina dal M5S, che si dice disponibile a rinviare ad anno inoltrato l’unica prova prevista per il concorso straordinario, qualora la curva epidemiologica non ne consentisse lo svolgimento in estate, assicurando comunque l’assunzione a tempo determinato.

“Ci aspettiamo dalle altre forze di maggioranza non le provocazioni alle quali stiamo assistendo, ma la reale volontà di confronto e la voglia di trovare soluzioni – fanno sapere fonti del M5S – Abbiamo già messo sul tavolo – aggiungono – una proposta di mediazione che garantisce diritti dei docenti e rispetto della Costituzione”

Il M5S avrebbe gradito assai poco, intanto, il sostegno dato dal capogruppo Pd Andrea Marcucci all’ipotesi di uno sciopero dei sindacati della scuola. Sarà il premier Conte, dicono diverse fonti, a dover mediare.

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Stampa : da "tabloidonline.it"
Inviato da admin_CUSMA il 3/6/2020 15:02:01 (5 letture)

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SALLUSTI: " I docenti Italiani? Vigliacchi con lo stipendio assicurato"

di redazione - 3 giugno 2020

A pochi giorni dall'inizio degli esami di maturità migliaia di docenti stanno cercando di evitare la rottura di dover ritornare al lavoro dopo 4 mesi di semi vacanza. Sono in talmente tanti a marcare visita che in alcuni istituti l'esame è addirittura in forse. C'è chi fugge per paura del virus e chi è gia scappato in vacanza e non ha alcuna intenzione di interrompere il buen retiro.

Se in tempi normali tutto questo potrebbe essere classificato tra le tante storture e furbizie del pubblico impiego, in tempi di pandemia suona come una vera vigliaccata. Di fronte all'emergenza, e chiamati per affrontarla, nessuna categoria si è tirata indietro nonostante il rischio. Per prima quella di infermieri e medici definiti "eroi" proprio perchè hanno affrontato il nemico spesso disarmati e per questo hanno lasciato sul campo morti e feriti.

Mi sarei augurato che l'Italia avesse anche una compatta classe di professori eroi, disposti cioè a qualunque costo e in qualunque situazione, anche la più disagiata e rischiosa, ad essere esempio ai loro studenti e riscattare con dignità e altruismo una stagione di studio compromessa dal virus, perchè l'emergenza educativa non è inferiore a quella sanitaria.

E invece purtroppo ci ritroviamo con una categoria di insegnanti non tutti ma pur sempre troppi che si attacca ai diritti più cavillosi compreso quello di non avere nessun dovere nè professionale nè etico; che rivendica chissà quali garanzie, che nella sostanza non ha voglia di lavorare neppure in emergenza pur sapendo di avere lo stipendio assicurato (o forse proprio perchè sa di averlo); che ha il coraggio in una situazione così difficile, di arrivare a dichiarare sciopero.

se vui continuare la lettura, clicca qui:
https://www.tabloidonline.it/sallusti- ... -lo-stipendio-assicurato/

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 1/6/2020 18:40:00 (12 letture)

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Scuola: si chiuderà in ordine sparso e non si sa ancora come si riaprirà

di Redazione - 01/06/2020

Nei giorni scorsi la viceministra Anna Ascani aveva lanciato l’idea di consentire ad alunni e insegnanti di incontrarsi a scuola a fine lezioni.

Il Comitato Tecnico Scientifico, dopo un primo no perentorio, ha dato il via libera ma a condizione che si faccia all’aperto.
E infatti in qualche realtà si sta organizzando ma si tratta di iniziative che promosse dai Comuni o dal mondo del volontariato e non dalle scuole.

Sul rientro a settembre è il caos. Ci sono le linee guida del Comitato tecnico scientifico ma nessuna soluzione concreta.
Anche i dirigenti scolastici, sono sul piede di guerra.

Si parla di classi dimezzate e di aule con pochi alunni, ma per farlo o si aumentano gli organici o si riduce l’orario delle lezioni.
Per fare questo però servono miliardi su miliardi, oppure si può pensare a fare meno scuola, perdendo il 20% delle ore di lezione”.

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Stampa : da "Gruppodifirenze.blogspot.com"
Inviato da admin_CUSMA il 31/5/2020 22:01:57 (7 letture)

“ASCOLTARE” GLI INSEGNANTI? ECCO UN’ OCCASIONE SULLA PROMOZIONE GENERALIZZATA

31 maggio 2020

Venerdì scorso abbiamo pubblicato sulla nostra pagina facebook una lettera aperta alla Ministra Azzolina del collega Riccardo Prando, che insegna in una scuola media, uscito su "ilSussidiario" con il titolo Tutti promossi, uno schiaffo alla dignità del paese. Contribuiscono all'efficacia dell'intervento, che vale la pena leggere per intero, i riferimenti a fatti concreti, tra cui quello di "3 ragazzi assenti da mesi per ragioni ufficialmente ignote (più e più volte sollecitati dalla dirigenza dell'istituto, le risposte sono state quanto mai evasive)". I numerosi commenti, quasi tutti in sintonia con l'autore, possono essere una piccola ma significativa occasione per "ascoltare" davvero gli insegnanti, come più o meno tutti i ministri hanno detto di voler fare, magari attraverso i famosi e fumosi "Stati Generali della Scuola".

(GR)

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Inviato da admin_CUSMA il 28/5/2020 20:56:26 (12 letture)

Decreto scuola, c’è la fiducia del Senato
(Niente bonus di 300 euro per i precari)

di A.C - 28/05/2020

Il Senato, con voto di fiducia, ha approvato il decreto scuola. Adesso il provvedimento passerà all’esame della Camera, la prossima settimana. Il decreto deve essere licenziato entro sabato 7 giugno.

Senatori presenti: 235, votanti 235, senatori favorevoli: 148, senatori contrari: 77.

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Inviato da admin_CUSMA il 26/5/2020 23:20:00 (17 letture)

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Classi pollaio over 30 alunni, il paradosso: a settembre potrebbero aumentare in barba al Covid

di A. Giuliani - 25/05/2020

Le classi pollaio non mancheranno nemmeno nell’anno del Coronavirus. Anzi, se non si metterà mano alla prima stesura degli Uffici scolastici territoriali, a settembre potrebbero addirittura aumentare. Il motivo è legato alla nota n. 487 del 10 aprile scorso, con la quale il ministero dell’Istruzione ha comunicato agli Uffici scolastici che gli organici 2020/21 delle classi intermedie della scuola secondaria di secondo grado dovranno essere costituite con un numero medio di alunni non inferiore a 22. Il problema è che alcuni dirigenti ministeriali stanno prendendo alla lettera il limite imposto dal dicastero di viale Trastevere. Dimenticando che vi sono anche dei “tetti” numerici oltre i quali per legge non si può andare: oltre 29 allievi per classe nella scuola all’infanzia, 27 alla primaria, 28 alle medie e 30 alle superiori.

Ora, quello che sta succedendo è che per rispettare alla lettera la nota ministeriale n. 487, in non pochi casi gli Uffici scolastici non hanno tenuto conto di questi “tetti”, peraltro pure innalzati con il dimensionamento scolastico imposto a partire dalla L. 133 del 2008.

Le classi “mostro”

A Roma, ad esempio, si è arrivati ad accorpare due classi intermedie di un istituto superiore, una da 16 e la seconda da 18 alunni: solo che in questo modo si è andata a creare una classe “mostro” da 34 alunni, tra l’altro con diversi casi di alunni con problemi di apprendimento, certificati a vari livelli. Una situazione simile si è verificata al Liceo Scientifico Statale Luciano Laurana di Urbino, dove vi sarebbe “una classe con ben 32 ragazzi, tra cui un portatore di handicap”.

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Stampa : da TPI.it
Inviato da admin_CUSMA il 26/5/2020 19:40:00 (11 letture)

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Il far west delle università telematiche: così i docenti si comprano master e certificazioni in tempi record per salire in graduatoria e accedere al concorsone


Da nord a sud migliaia di docenti italiani si stanno organizzando per collezionare nel minor tempo possibile il maggior numero di crediti formativi per accedere al "concorsone". Molti scelgono di farlo attraverso università online, ma alcune di loro riducono i corsi a un "supermercato dei crediti formativi" consentendo, ad esempio, di sostenere un esame a soli cinque giorni dall’iscrizione, all'interno di un corso per cui sono previsti 150 giorni di formazione

di Giulia Cerino - 25 maggio 2020

“Nell’attestato d’iscrizione hanno scritto ‘corso di psicologia dell’apprendimento’ ma un corso vero e proprio non c’è mai stato. Per preparare l’esame ho dovuto leggere qualche dispensa e studiarmi dei quiz, da autodidatta. Che poi tu sia formato davvero o no a loro non interessa”. Li chiamano master telematici, corsi e formazione professionale online. Tutti riconosciuti e accreditati dal Ministero dell’Istruzione. Formalmente è sempre tutto a posto, tutto legale e secondo normativa. In realtà, dicono alcuni insegnanti che le hanno frequentate, spesso si tratta di un vero e proprio supermercato dei titoli perché di fatto i crediti formativi te li compri a 200, 500 o 700 euro, la formazione è blanda e l’esame è “impossibile non passarlo”.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 24/5/2020 20:46:44 (40 letture)

Scuole aperte a settembre, entrate scaglionate, orari ridotti

di R. Palermo - 24/05/2020


Le scuole potranno riaprire a settembre, ma le regole saranno molto stringenti al punto che è difficile calcolare con precisione in quale percentuale sarà davvero possibile garantire il “servizio scolastico”.

Il Comitato tecnico scientifico della Protezione civile sta mettendo a punto il testo definitivo del protocollo che nella giornata di martedì dovrebbe arrivare sul tavolo della ministra Azzolina.
Queste le misure che più di altre incideranno sul funzionamento delle scuole: i banchi dovranno essere distanziati di almeno un metro fra di loro, ci sarà obbligo di mascherine per tutti (alunni, docenti e personale Ata), ad eccezione forse dei bambini della scuola dell’infanzia.
Ma il problema maggiore potrebbe essere un altro: le entrate saranno scaglionate in modo da distribuire gli ingressi a scuola fra le ore 8 e le ore 10: in pratica il genitore con un figlio in una classe e uno in un’altra potrebbe trovarsi nella condizione di dover dedicare l’intera mattinata alle operazioni di accompagnamento.
L’atro tema riguarda le mense scolastiche: potranno funzionare, ma con regole simili a quelle previste per i ristoranti e altri locali pubblici.
A conti fatti sarà molto difficile garantire a tutti il consueto orario scolastico, soprattutto sembra molto improbabile che nella scuola primaria e nell’infanzia si possano tenere i bambini in classe per più di 3-4 ore al giorno.

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