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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16:00 alle 18:30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 18 lug 2019
Inviato da admin_CUSMA il 18/7/2019 19:30:00 (11 letture)

DIRIGENTI SCOLASTICI, OLTRE 500 EURO DI AUMENTO NELLO STIPENDIO. AI DOCENTI ... "SOLO 3 EURO".

di A. C. - 18 luglio 2019

Via libera al contratto dei dirigenti scolastici. Sono previsti aumenti oltre i 600 euro lordi. Con molta probabilità, già dal prossimo mese di agosto, i dirigenti scolastici potranno trovarsi gli aumenti stipendiali sul cedolino.
Secondo i dati OCSE 2018 i presidi italiani hanno una retribuzione media annua di 72 mila euro e questo spinge l'Italia nella parte alta della classifica europea.
La situazione cambia con i docenti. la differenza con i dirigenti scolastici è evidentissima. i presidi risultano meglio pagati della media dei laureati, mentre gli insegnanti sono ben al di sotto degli altri laureati.
i docenti hanno il contratto scaduto e per loro la legge di bilancio prevede solo la vacanza contrattuale, ovvero pochi euro.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 2 luglio 2019
Inviato da admin_CUSMA il 2/7/2019 11:55:15 (41 letture)

Docenti e impiegati statali pagano il prezzo delle ingiustizie italiane

di A. Belardinelli - 02/07/2019

Nell’Italia di oggi le ingiustizie sono un dato palese, evidente per chiunque. L’iniquità del sistema è visibile anche nelle condizioni in cui versa la Scuola.

A pagarne gli effetti sono soprattutto i docenti: ossia i laureati meno pagati della Penisola, nonché gli insegnanti peggio pagati del mondo occidentale. Basti pensare che un vicario del Dirigente Scolastico sta a Scuola tutto il giorno, con responsabilità enormi, per € 100 (sì e no) al mese.

I costi dell’austerità pagati dai lavoratori statali

Il trattamento di fine rapporto (somma accantonata dagli stipendi in molti decenni di lavoro) viene pagato ai neopensionati statali a rate e dopo due anni dal pensionamento. I diritti dei lavoratori statali, in sostanza, vengono in subordine rispetto alle regole di bilancio dettate dalla Commissione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Centrale Europea. Eppure dovremmo trovarci in una democrazia; e la base della democrazia è la giustizia sociale.

Ma di questo impoverimento progressivo dell’economia e della democrazia del Bel Paese dobbiamo ritenere responsabile solo l’Unione Europea? Oppure il processo è imputabile anche a fattori endogeni?

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 28 giu 2019
Inviato da admin_CUSMA il 30/6/2019 0:40:00 (34 letture)

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Manovra, tagli da 4 miliardi in tre anni per la scuola: si disinveste sui docenti di sostegno

di Redazione -28/06/2019

Il bilancio pubblico riclassificato per “azioni politiche” che viene allegato al disegno di legge di bilancio 2019 rende in modo evidente le scelte operate con la manovra, cioè come i nuovi stanziamenti e i tagli alla spesa necessari per finanziarli modificheranno il bilancio del prossimo triennio.

Al netto di nuovi interventi che certamente ci saranno, se non altro per scongiurare gli aumenti dell’Iva con altri tagli o tasse.

Lo segnala il Corriere della Sera

Brutte notizie per la scuola: le risorse si riducono, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi).

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Stampa : da "LaTecnicadellascuola.it" del 12 giu 2019
Inviato da admin_CUSMA il 12/6/2019 14:44:03 (56 letture)

Due concorsi per 50 mila precari e corsi di abilitazione per tutti, bandi entro sei mesi: come si accede

di A. Giuliani - 12/06/2019

Cosa prevede l’accordo raggiunto sul precariato nella serata dell’11 giugno, che a breve porterà ad un nuovo ciclo di abilitazioni e ad essere assunti a tempo indeterminato circa 50 mila nuovi docenti nella scuola pubblica?

Arrivano i Pas

Dopo una trattativa durata poco più di un mese, a seguito dell’intesa sottoscritta all’alba del 24 aprile scorso, si è prima di tutto stabilito che verranno avviati i Pas abilitanti.

Per accedere ai corsi di abilitazione all’insegnamento, utile per essere collocati nelle graduatorie di seconda fascia d’istituto e per insegnare nelle scuole paritarie, i candidati dovranno avere lavorato per almeno tre annualità (180 giorno per anno scolastico anche non continuativi) nella scuola, sia statale che paritaria.

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Stampa : da "IlMessaggero" 11 giu 2019
Inviato da admin_CUSMA il 11/6/2019 15:16:28 (39 letture)

MATURITÀ, ORALE A RISCHIO CAOS: «IL 50% NON SA COME SI SVOLGE»

di Lorena Loiacono - 11 giu 2019

Un salto nel buio, così i maturandi 2019 percepiscono l’esame di Maturità che li aspetta tra 9 giorni: a togliere il sonno ai ragazzi è la temuta prova orale. Uno su due, ad oggi, non sa di cosa si tratta. La prossima settimana, infatti, parte l’esame di Stato e tra i 520mila candidati l’ansia si sta facendo decisamente sentire. Che cosa li spaventa di più? Quest’anno, di certo, a tenere banco tra le paure dei maturandi c’è la nuova composizione dell’esame che, fresco di riforma, porta con sé non poche incognite. Primo fra tutti il colloquio: si tratta infatti dell’unica parte dell’esame su cui gli studenti dell’ultimo anno delle superiori non hanno potuto esercitarsi in classe.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 6 giu 2019
Inviato da admin_CUSMA il 6/6/2019 19:50:50 (63 letture)

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Salvini vuole la riforma della scuola. Risposta della rete: “No, per carità”.

di Redazione - 06/06/2019

Matteo Salvini parla di riforma della scuola e su Facebook si scatena la bagarre: “Per carità, non toccate nulla, non fate più riforme, la scuola è già disastrata per conto suo non c’è bisogno di aggravare la situazione..”

C’è anche chi teme che per Salvini “riforma della scuola” equivalga al progetto di regionalizzazione o autonomia differenziata che dir si voglia.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 30 mag 2019
Inviato da admin_CUSMA il 30/5/2019 23:53:16 (36 letture)

Docente sospesa: sanzione annullata

di R. Palermo - 30/05/2019

La sanzione inflitta alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria è stata annullata: la notizia è ufficiale ed è stata data dal sottosegretario Salvatore Giuliano con un post sulla sua pagina Facebook.
La decisione è stata presa dai dirigenti del Ministero al termine dell’incontro con i legali della docente svoltosi in giornata a Palermo.
Per il momento non si conoscono ancora le motivazioni del provvedimento che saranno rese note probabilmente nelle prossime ore.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 30 mag 2019
Inviato da admin_CUSMA il 30/5/2019 19:58:13 (40 letture)

Scatti di anzianità per il personale assunto a tempo determinato

di P. Almirante - 30/05/2019

Com’è noto, con l’accordo del 4 agosto 2011, per i neoassunti il primo aumento di stipendio si consegue solo dopo il 9° anno di anzianità.

Ebbene, fa sapere Diritto Scolastico, che pubblica una sentenza del Tribunale di Lanciano, viene da poco sancito un importante principio: ”Il personale assunto in ruolo dopo il 2011 che abbia prima di tale data prestato servizio con contratti a tempo determinato presso il Miur ha diritto di vedersi applicare le stesse regole previste per il personale con contratto a tempo indeterminato”.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" dell'1 luglio 2019
Inviato da admin_CUSMA il 2/7/2019 12:40:00 (74 letture)

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Messa a disposizione (MAD), ecco il modello per inviare la domanda [PDF]

di F. De Angelis - 01/07/2019

Nonostante la scuola sia finita, come spesso accade, in questo periodo dell’anno, ovvero i mesi che precedono l’inizio di un nuovo anno scolastico, è ideale per inviare la domanda di messa a disposizione alle scuole: infatti, in questi mesi, i Dirigenti Scolastici sono alla ricerca di personale per la copertura di quelle cattedre rimaste vacanti nonostante le assunzioni e lo scorrimento delle graduatorie d’istituto per l’assegnazione di supplenze.

Supplenze, ecco chi può inviare la messa a disposizione (MAD)

Ma chi può produrre ed inviare domanda di messa a disposizione per le supplenze?I laureati non abilitati, possono produrre domanda di Messa a disposizione, ovvero possono dare la propria disponibilità a coprire eventuali posti vacanti in qualità di supplenti tramite una semplice istanza da inviare alle scuole.
Infatti, la messa a disposizione, non è altro che una candidatura spontanea al fine di essere chiamati per sostituzioni, supplenze di breve durata e corsi di recupero.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 29 giu 2019
Inviato da admin_CUSMA il 30/6/2019 1:00:00 (65 letture)

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Corsi di recupero, la Ds toglie risorse agli alunni per dare più soldi allo staff

di L. Ficara -29/06/2019

Una docente di un liceo a indirizzo sportivo della Calabria ci chiede: “La mia Dirigente scolastica paga con il Fis e premia con il bonus tre suoi collaboratori, inoltre attiva corsi di recupero per gli alunni con sospensione del giudizio di una durata di 10 ore, pagandole 35 euro lordi l’ora. È legittimo tutto questo?”.

Risposta alla domanda del docente

La Dirigente scolastica non applica le norme vigenti dell’OM 92/2007 e ignora totalmente l’art.88, comma 2, lettera f), del CCNL scuola 2006/2009. Il suo comportamento è antisindacale e lesivo del diritto degli studenti a ricevere la giusta preparazione per recuperare lo svantaggio che ha prodotto, con gli scrutini di giugno 2019, la sospensione del giudizio. Se la retribuzione oraria per i corsi di recupero è stata fissata a 35 euro lorde, la Ds continua ad agire contro le norme contrattuali vigenti. A tal proposito occorre specificare che le attività di recupero per assolvere il debito scolastico in seguito ad una “sospensione del giudizio” devono, e non possono, essere pagate secondo la tabella n.5 allegata al CCNL del 2006/2009, ovvero a 50 euro lorde l’ora.

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Stampa : da "CesenaToday" e altri 14.06.2019
Inviato da admin_CUSMA il 15/6/2019 13:40:00 (34 letture)

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Scuola, "Ritardi cronici nel pagamento degli stipendi": lettera aperta dei sindacati (situazione insostenibile)

Le sigle sindacali del comparto: "Più di 8.000 dipendenti pubblici del territorio provinciale infatti subiscono ritardi di mesi nel pagamento degli stipendi"


Redazione 14 giugno 2019


Arriva una lettera aperta delle sigle sindacali che denuncia problemi e ritardi nei pagamenti dei dipendenti delle scuole delle 3 province romagnole (Forlì_Cesena, Rimini e Ravenna). La Gilda degli Insegnanti e le altre sigle sindacali del comparto scuola, l’Associazione Scuole Autonome di Forlì-Cesena e i dirigenti delle scuole polo di ambito territoriale 7 e 8 della provincia di Forlì Cesena hanno scritto "una lettera congiunta alla Ragioneria Territoriale dello Stato per chiedere un incontro urgente con il direttore, competente per le province di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna, dott. Gianluca Dente, in merito ai gravi problemi ormai cronicizzati relativi ad errori e ritardi nei pagamenti delle competenze spettanti ai dirigenti scolastici e al personale docente e non docente delle scuole della provincia".“

Nella lettera al Direttore RTS Forlì-Cesena-Rimini si chiedevano chiarimenti: "su errata applicazione nei pagamenti spettanti ai Dirigenti Scolastici delle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena per i loro arretrati su Contratto Integrativo Regionale; su modalità applicate per i conguagli IRPEF per il personale dipendente delle scuole del territorio; su cause dei ritardi nel pagamento delle spettanze dovute a personale supplente breve del territorio, nonché su pagamento di ore eccedenti, assegni familiari e altro, su rispetto della puntualità nell’applicazione delle variazioni contrattuali (es. Part-Time, aspettative non retribuite, ecc.)".“

"Più di 8.000 dipendenti pubblici del territorio infatti subiscono ritardi di mesi nel pagamento delle loro spettanze in merito a diversi adempimenti previsti dalla legge e dai Contratti Nazionali. Nella risposta pervenuta, le cause di questi ritardi vengono imputate dal direttore dott. Dente a una carenza di organico, della quale i firmatari congiunti (sigle sindacali , Asa Fo-Ce, ds referenti di ambito territoriale di Forlì e Cesena) erano già consapevoli e offrivano il loro aiuto per la possibile soluzione".“

"I firmatari hanno infatti più volte chiesto, a fronte dei problemi elencati, un incontro congiunto con il Direttore RTS, con l'istituzione di un protocollo di comunicazione fra scuole e sindacati da una parte, e gli uffici della RTS dall’altra, proprio per aiutare la RTS stessa a dialogare con le scuole e con i sindacati senza dover interagire con i singoli dipendenti che spesso si recano di loro iniziativa presso gli uffici della Ragioneria esasperati. L’incontro e la comunicazione al momento ci sono stati negati".“

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 11 giu 2019
Inviato da admin_CUSMA il 11/6/2019 20:48:01 (43 letture)

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Scrutini finali, tanta burocrazia e tempo scuola non conteggiato

di Lucio Ficara - 11/06/2019

Il tempo dedicato alla preparazione burocratica di uno scrutinio, al suo svolgimento e alla consegna successiva degli atti, è tempo scuola non calcolato nel classico orario di servizio, si tratta di tempo aggiuntivo alle attività funzionali all’insegnamento.

Normativa riferita al tempo da dedicare agli scrutini
Anche se i registri elettronici stanno facilitando il lavoro di preparazione degli scrutini intermedi e finali, il lavoro burocratico in alcune scuole resta molto e il tempo di lavoro da dedicare a questa attività obbligatoria non viene calcolato nelle 40 ore di attività collegiali dedicate per i Consigli di classe.

Il tempo che vede impegnati i docenti nell’espletamento degli scrutini è direttamente proporzionale al numero delle classi assegnate e al numero delle discipline che si insegnano.

Ai sensi dell’art.29, comma 3, lettera c) del CCNL scuola 2006/2009 è da intendersi obbligatoria per i docenti le attività di carattere collegiale che riguardano lo svolgimento degli scrutini, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione.

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Stampa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 6 giu 2019
Inviato da admin_CUSMA il 7/6/2019 14:12:52 (92 letture)

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Stipendi sempre in rosso: il 2013 mai recuperato, persi 170 euro e chi passa alle Regioni riparte da zero

di A. Giuliani - 06/06/2019

Gli stipendi dei docenti italiani sono tra i più bassi nell’area dei Paesi più avanzati: rispetto ai docenti della Germania, ad esempio, il compenso di un insegnante italiano a fine carriera è all’incirca dimezzato. E rispetto ad alcuni Paesi nordici il divario cresce ulteriormente. Lo sanno bene i lavoratori. E pure i sindacati, i quali non mancano occasione per ribadirlo.

Il sindacato dei professori "Gilda" consegna 30 mila firme alla presidenza del Consiglio dei ministri

La Gilda degli insegnanti ha raccolto oltre 30 mila firme, attraverso una piattaforma on line dedicata, e in tutte le scuole d’Italia grazie all’impegno in prima linea di Rsu e Tas.

L’iniziativa si è conclusa il 6 giugno, a ridosso del termine delle lezioni, con la consegna delle sottoscrizioni alla presidenza del Consiglio dei ministri.

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Stampa : da "laTecnicadellaScuola.it" del 30 mag 2019
Inviato da admin_CUSMA il 31/5/2019 0:08:57 (39 letture)

Pensioni, informativa del Miur sulle domande: solo il 36% accolte per Quota 100

di A. Carlino - 30/05/2019

Ad oggi il 96% delle domande presentate entro il 12 dicembre 2018 risultano acquisite. Mentre per le domande presentate entro il 28 febbraio 2019 (relative a Quota100) ad oggi ne risultano acquisite 7.544, che rappresentano soltanto il 36%.

Risultano così ripartite:

1.458 ATA
123 DS
5.875 Docenti
56 Irc
32 educatori


La situazione nei territori risulta disomogenea, ma esiste un impegno dell’amministrazione a mettere velocemente a regime tutte le posizioni: i ritardi sono soprattutto concentrati nelle aree metropolitane con situazioni diverse città per città.

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Stampa : da "OrizzontiScuola.it" del 30 mag 2019
Inviato da admin_CUSMA il 30/5/2019 20:12:10 (29 letture)

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La scuola non è un servizio, è un’istituzione. Ecco perché non può (e non deve) essere regionalizzata

di Anna Angelucci

Partiamo dal testo della Costituzione, il cui Titolo V fu novellato nel 2001 dal centro-sinistra con una riforma parlamentare, poi suggellata da un referendum nazionale confermativo.

Il terzo comma dell’articolo 116 precisa che ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’art. 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l) n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’art. 119.

Tra le materie su cui le Regioni possono chiedere forme e condizioni particolari di autonomia ci sono l’istruzione (art. 117, comma 3) e le norme generali sull’istruzione (art. 117, comma 2, lettera n), che dunque possono essere materia di legislazione concorrente ma anche in qualche modo sottratte alla legislazione esclusiva dello Stato. E’ costituzionalmente previsto, è giuridicamente legittimo. Né mi pare importante, in questa sede, ragionare sui cavilli formali, sulle contraddizioni giuridiche, sugli eventuali profili di incostituzionalità insiti in questi articoli riformati.

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