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Previdenza : Pensioni, le nuove regole - Dal 2011 le "finestre" sono mobili e si aprono più tardi
Inviato da admin_CUSMA il 24/10/2010 19:15:41 (1242 letture)

Pensioni, le nuove regole - Dal 2011 le "finestre" sono mobili e si aprono più tardi

Quanto tempo in più si dovrà attendere la pensione? Ecco tutti i ritardi mese per mese

Andare in pensione è sempre più complicato. Abbiamo già visto le disparità tra i dipendenti e i para-subordinati (cocopro e suoi fratelli), quelli iscritti alla cosiddetta gestione separata, figli di un Inps minore. Per questi ultimi 6 mesi di attesa in più (18 anziché 12) per incassare l'assegno della pensione.

Ma anche per i più fortunati e garantiti lavoratori dipendenti in procinto di andare in pensione dall'anno prossimo le cose si mettono peggio. Dal 2011 entrano in funzione, appunto, le cosiddette "finestre mobili" che vanno a sostituire le attuali:

• due finestre fisse (gennaio - luglio) per le pensioni di anzianità,

• quattro finestre fisse (gennaio - aprile - luglio - ottobre) per le pensioni di vecchiaia.

Che cosa cambia in concreto

Chiariamo innanzitutto che le nuove regole riguardano chi matura il diritto alla pensione dopo il 1° gennaio 2011 (se i requisiti scattano entro il 31 dicembre di quest’anno le finestre restano quelle attuali anche nel 2011).

Per chi nel 2011, dunque, avrà i requisiti:
• per la pensione di anzianità - calcolato con il sistema delle quote, cioè sommando età anagrafica e anni di contribuzione - con meno di 40 anni di contributi o

• per la pensione di vecchiaia,
l’assegno arriverà 12 mesi dopo la maturazione di tali requisiti. Un ritardo, rispetto a oggi, che varia da 1 e 9 mesi perché dai 12 mesi bisogna togliere quelli previsti attualmente. Vediamola nel dettaglio.

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Previdenza : Cessazioni dal servizio - Trattamento di quiescenza - Indicazioni operative (D.M. n. 95 del 15 dicembre 2009).
Inviato da admin_CUSMA il 15/12/2009 22:31:03 (784 letture)

C.M. n. 96 Prot. n. AOODGPER. 19081
Roma, 15 dicembre 2009

Oggetto: D.M. n. 95 del 15 dicembre 2009 - Cessazioni dal servizio - Trattamento di quiescenza - Indicazioni operative.

16 gennaio 2010 data di presentazione e/o revoca della domanda

Nel trasmettere il D.M. in oggetto, si rammenta, preliminarmente, che per il 2010, in virtù di quanto disposto dall’art. 1, comma 6, lettera c), della legge n. 243/2004, come novellato dalla legge n. 247/2007, per il personale della scuola i requisiti minimi per l’accesso al trattamento pensionistico, a decorrere dall’1.9.2010, sono di 59 anni di età e di 36 anni di contribuzione, ancorché i requisiti prescritti vengano maturati entro il 31 dicembre del medesimo anno.

Con la presente circolare si forniscono le indicazioni operative per l’attuazione del D.M. in oggetto, recante disposizioni per le cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2010, nonché per i provvedimenti in materia di quiescenza, compresa la trattazione delle domande di riscatto, computo, ricongiunzione e sistemazione contributiva.
segue.....

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Previdenza : dal Messagero - Statali, pensione obbligatoria con 40anni di contributi
Inviato da admin_CUSMA il 18/7/2009 13:42:11 (1063 letture)

Tornano riscatto della laurea e servizio di leva nel conteggio degli anni: migliaia di dipendenti pubblici dovranno andare in pesione prima.
Le novita' approvate ieri 17 luglio per il triennio 2009/2011 cancellano il riferimento alla "CONTRIBUZIONE EFFETTIVA" prevista dal ddl Brunetta. Da tale norma sono esclusi magistrati e professori universitari.

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Previdenza : dall'INPDAP - Riliquidazione dei trattamenti pensionistici del personale del comparto scuola
Inviato da admin_CUSMA il 22/12/2009 8:50:00 (1194 letture)

INPDAP NOTA OPERATIVA N.65 del 18/12/2009 - Riliquidazione dei trattamenti pensionistici del personale del comparto scuola di cui al C.C.N.L. - Biennio economico 2008/2009.


In virtù di quanto disposto dall’articolo 3 del CCNL del comparto scuola, sottoscritto in data 23 gennaio 2009 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 2009 – Serie Generale, gli incrementi stipendiali previsti dal contratto in oggetto hanno effetto sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, e sono corrisposti integralmente alle scadenze e negli importi previsti al personale cessato dal servizio a qualsiasi titolo e con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del biennio economico 2008-2009 (cfr. nota operativa n. 9 del 18 febbraio 2009).
Per semplificare le procedure inerenti l’applicazione dei benefici economici del CCNL richiamato in oggetto, anche per quest’anno verrà utilizzato il software che consente la riliquidazione delle pensioni del personale in esame con l’applicazione dei benefici contrattuali in modalità automatizzata al fine di ridurre sensibilmente i tempi di definizione di tali pratiche.
La nuova procedura consente l’elaborazione automatizzata sia della liquidazione che del pagamento dei trattamenti pensionistici in esame, ad esclusione di specifiche fattispecie residuali per le quali la Sede dovrà procedere alla messa in pagamento ovvero alla completa lavorazione manuale.
Si precisa inoltre che dovrà essere richiesta la quota parte di interessi che l’Istituto ha corrisposto agli interessati in ragione del ritardo con il quale il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha trasmesso le informazioni necessarie alla riliquidazione delle pensioni in esame secondo i termini di seguito specificati...


Documenti: • inpdap-nota65-2009.html

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Previdenza : Da gennaio le donne dovranno avere 61 anni per la pensione di vecchiaia
Inviato da admin_CUSMA il 20/10/2009 15:23:35 (555 letture)

Da gennaio le donne dovranno avere 61 anni per la pensione di vecchiaia

da Tuttoscuola

Da gennaio le donne dovranno avere 61 anni per la pensione di vecchiaia

L'art. 22 ter della legge 3 agosto 2009, n. 102 prevede, a decorrere dal primo gennaio 2010, per le lavoratrici dei comparti pubblici, nuovi requisiti anagrafici per la maturazione del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia.

Il diritto alla pensione di vecchiaia che a tutt'oggi per le donne si acquisiva con 60 anni di età (per gli uomini l'età è fissata a 65), dal 1° gennaio prossimo sarà elevata di un anno.

Il limite verrà incrementato di un anno a decorrere dal primo gennaio 2012 e di un ulteriore anno per ogni biennio successivo, sino al raggiungimento nel 2018 dell'età di 65 anni, come riportato nella tabella seguente pubblicata in questi giorni dall'Inpdap (http://www.tuttoscuola.com/ts_news_412-1.doc ):

Sempre secondo l'art. 22 ter, ha precisato l'Inpdap, le lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2009 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente, prima della entrata in vigore della legge n. 102, conseguono il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia secondo la normativa previgente.

La legge n. 102 ha introdotto un'altra novità: dal 2010, per la pensione di anzianità, scatta quota "95". Le dipendenti che abbiano maturato i 35 anni di contributi potranno, cioè, andare in pensione rispettando il meccanismo delle cosiddette quote introdotte dalla Legge 247/2007, che prevede la combinazione con i 60 anni di età o 36 di contributi e 59 anni età.

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