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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Insegnare : da "OrizzonteScuola" - 25.06.2018
Inviato da admin_CUSMA il 26/6/2018 11:25:59 (74 letture)

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I Dirigenti Scolastici hanno lasciato da soli gli insegnanti pur di accontentare sempre studenti e genitori.

di redazione

Il lassismo della dirigenza scolastica nei cofronti di alunni e genitori, voler sempre accontentare l’utenza in ogni modo, non applicare le pur blande norme disciplinari esistenti, un buonismo e giustificazionismo a prescindere con gli alunni, ha favorito la violenza contro gli insegnanti che solo ora si sta rendendo nota all’opinione pubblica anche attraverso i social.

I dirigenti scolastici non se ne possono tirare fuori e dovranno in futuro rivedere i loro comportamenti e il loro approccio al problema. Non si possono assolvere e accusare gli insegnanti di non saper mantenere la classe. Né di non essere autorevoli, quando quella autorevolezza è minata proprio dalle prassi giustificazioniste del DS, sempre e comunque dalla parte dell’alunno, giustificato, coccolato e promosso.

Lo abbiamo visto negli scrutini di inizio mese come i DS abbiano fatto forti pressioni per promuovere sempre e comunque e per alzare i voti di profitto e di condotta..

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Insegnare : da 'Gruppo di Firenze' per la scuola del merito e della responsabilità.
Inviato da admin_CUSMA il 7/12/2015 20:20:00 (288 letture)

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'Gruppo di Firenze' per la scuola del merito e della responsabilità.

Ministro Giannini, esiste per il governo un problema di disciplina nelle scuole?

Redazione - Lunedì, 07 Dicembre 2015

Riceviamo e pubblichiamo la lettera al ministro dell'Istruzione sulla disciplina nelle scuole, realizzata dal 'Gruppo di Firenze' per la scuola del merito e della responsabilità.

Gentile Ministro Giannini,
avrà senz’altro letto il mese scorso Che errore ignorare la scuola, l’editoriale in cui Ernesto Galli della Loggia si chiedeva se a viale Trastevere “sia mai giunta notizia che in moltissime realtà scolastiche italiane ormai si assiste a una vera e propria abolizione di fatto della disciplina”.
Chi lavora nella scuola conosce bene questo problema, dovuto anche al disorientamento educativo di molte famiglie, e le conseguenze che ha già avuto e continuerà ad avere sull’apprendimento e sulla qualità della convivenza civile. Per non parlare di come incide sulle motivazioni e sulla stessa salute dei docenti.
Di fronte a una denuncia così impietosa e accorata era logico aspettarsi una sua risposta, che però non è venuta. Del resto il silenzio dei governi su un aspetto così centrale nella formazione, come il rispetto delle regole, dura purtroppo da decenni, con l’eccezione dei ministeri Fioroni e Gelmini.
Quanto allo Statuto degli studenti di Berlinguer, sembra concepito per scoraggiare le sanzioni più che per garantire comportamenti corretti.
Un precedente ministro è andato oltre al silenzio, invitando gli studenti a ribellarsi a genitori e insegnanti; e da un attuale sottosegretario è uscito perfino un caloroso apprezzamento delle occupazioni, in cui si infrangono leggi, si violano diritti degli altri e si sperpera denaro pubblico.

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Insegnare : Tirocini Formativi al via........
Inviato da admin_CUSMA il 21/6/2011 16:10:00 (1285 letture)

Open in new windowTirocini Formativi Attivi al via, ecco dove saranno attivati i nuovi TFA e per quali classi di concorso.

TFA, qualcosa si muove, nei giorni scorsi – come avevamo anticipato – i Direttori Regionali hanno preso contatti con le Università per un primo confronto sull’avvio dei nuovi percorsi formativi per la docenza di cui al DM 10 settembre 2010, n. 249, sia per quanto riguarda i corsi di laurea magistrale che i corsi di TFA previsti dalle disposizioni transitorie di cui all’art. 15.

Ma come sapevano i corsi saranno attivati laddove ci sono posti vacanti anche in previsione dei pensionamenti, proprio per questo motivo il MIUR ha fornito alcune tabelle che individuano il “fabbisogno formativo” per il triennio 2012/13-2014/15, prendendo in considerazione le prevedibili disponibilità di posti determinate appunto dalle cessazioni dal servizio e il numero degli aspiranti già oggi in possesso di abilitazione e inclusi nelle graduatorie ad esaurimento.

I posti diponibili saranno di circa 40.000 unità sudduvisi fra posti comuni e di sostegno e per tutti gli ordini di scuola. La nota tristissima riguarda gli ITP, infatti, nel prossimo triennio non ci sarà nemmeno un’attivazione per le classi di concorso della tabella C.

In Emilia Romagna adesempio per il prossimo triennio (2012/2015) il fabbisogno previsto (disponibilità per i TFA) è il seguente:

SCUOLA DELL'INFANZIA

48+51+52 = 151

SCUOLA PRIMARIA

163+166+182 = 511


SCUOLA MEDIA DI I GRADO (VARIE DISCIPLINE)

87+90+96 = 273

SCUOLA MEDIA DI II GRADO (VARIE DISCIPLINE)

83+95+102 = 280


I dettagli sulle varie classi di consorso possono essere visionate nelle nostre sedi in forma cartacea.

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Insegnare : Lettera aperta di una prof.
Inviato da admin_CUSMA il 20/2/2011 17:41:34 (685 letture)

riceviamo da una collega e volentieri pubblichiamo

Lettera aperta di una professoressa.

Lettera aperta di una professoressa richiama un libro, Lettera a una professoressa nato per scuotere le sicurezze e il senso comune di una collettività. La scrissero otto ragazzi della scuola di un piccolo borgo toscano, Barbiana, nel verde del Mugello. Li guidò un prete, don Lorenzo Milani. Il volumetto uscì a maggio del 1967.
A quarant’anni da allora quel libro non ha smesso di scuotere. Ha suscitato appassionati consensi e numerosi dissensi, arrivando persino a essere giudicato come il modello di una scuola permissiva o, all’opposto, manesca. La Lettera denuncia le bocciature dei ragazzi poveri nella scuola dell’obbligo, di quanto contino la cultura e il censo della famiglia per il successo scolastico. Una scuola che invece di attutirle, consolida le differenze e come i “cattivi ospedali cura i sani e respinge i malati”, su quanto invece renda uguali il possesso della lingua, con frasi scolpite, tipo: «Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia». Libro-fondamentale dunque, come altrettanto importante è L’obbedienza non è più una virtù dello stesso Don Milani.
Dicendo “l’obbedienza non è più una virtù” non inneggia all’anarchia, va oltre e profetizza un mondo in cui la scuola dona ai ragazzi i mezzi per essere “sovrani” responsabili del proprio e dell’altrui destino. Si diventa adulti quando sappiamo pensare anche, ma non solo, controcorrente, dando ragione delle nostre opinioni. È dalla sana critica che nasce la democrazia. La nostra è una scuola democratica? Oggi, 18 febbraio 2011, nutro forti dubbi in merito. Una scuola democratica non “plagia” ma “educa”, non crea scontro ma dibattito, non omologa cervelli ma li coltiva, non riconosce lo studente migliore dal suo voto, ma dalla sua motivazione. Credo che il Ministro della Pubblica Istruzione, M.S.Gelmini non abbia idea di chi sia Don Milani.
I giovani non devono prestare la propria voce solo alla critica improduttiva è necessario che sappiano argomentare e soprattutto proporre. Per far questo però devono essere aiutati dagli adulti.La ribellione è la loro linfa e deve essere la linfa del rinnovamento della società. E’ per questo che ammiro, da cittadina e da insegnante, le manifestazioni dei giovani, studenti, precari (tra i quali molti insegnanti come me, tra l’altro), operai e delle donne.
A proposito della manifestazione del 13 febbraio la Gelmini ha definito radical chic le donne che vi hanno partecipato. Tra i manifestanti, a Rimini, ho visto tante donne ma anche molti uomini: c’erano sì, (per fortuna), molti/e insegnanti, nonché operaie/i, commercianti, impiegati, disoccupati, ben lontani dal radical chic di cui sopra. Il Ministro tende con i suoi atteggiamenti a deridere ciò che noi tutti, in particolare, educatori, compiamo, con grande impegno, tutti i giorni: insegnare il rispetto reciproco e l’affermazione della libertà di pensiero al di là di schemi precostituiti da chi ci vuole manipolare.
Ripartiamo da qui: solo ridando agli insegnanti la possibilità di compiere il loro lavoro al meglio, si potrà cambiare realmente questa nostra società allo sfascio.

Prof.ssa Irina Imola
Rimini

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Insegnare : Docenti demotivati
Inviato da admin_CUSMA il 13/7/2009 1:20:00 (584 letture)

LA SICILIA.IT

Docenti demotivati

Pasquale Almirante, La Sicilia 12.7.2009

Con ogni probabilità l'eccellenza la fanno gli alunni, non gli insegnanti perché i più bravi restano più bravi e frequentano i licei, mentre tutto il resto affolla tecnici e professionali con risultati incerti. Si dovrebbe dunque pensare a livellare questo scoglio, smontando l'idea che la riduzione di organico possa servire al miglioramento della scuola dove poco è pure fatto per rimuovere gli ostacoli che riflettono le stratificazioni sociali. Mission dei Licei, dice infatti il rivisto sistema d'istruzione della ministra Gelmini, è l'acquisizione di capacità critiche autonome per svolgere compiti di responsabilità, ma per tecnici e professionali la mission è l'acquisizione di competenze da usare nel mondo del lavoro o nella dimensione operativa.

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Insegnare : da "Latecnicadellascuola.it" del 20 novembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 24/11/2017 14:30:00 (268 letture)

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24 CFU per l’insegnamento, quali Università stanno attivando i corsi?

di Fabrizio De Angelis - 20/11/2017

Per quanto riguarda l’acquisizione dei 24 CFU per l’insegnamento, come previsto dal decreto Miur 616/2017, le Università stanno già attivando i corsi riservati destinati a chi ancora deve laurearsi e anche a coloro i quali sono già in possesso della laurea.

Sono moltissime già le Università che hanno attivato le iscrizioni, alcune che li attiveranno a breve.
A tal proposito riportiamo un elenco che aggiorneremo costantemente con le Università che forniscono le novità in merito ai corsi per acquisire i crediti formativi per l’insegnamento.

Di seguito l’elenco (aggiornato al 24 novembre 2017:

Università - Sito di Ateneo - Sito 24 CFU


Università degli Studi di BARI ALDO MORO visualizza visualizza
Università degli Studi di BERGAMO visualizza visualizza
Università degli Studi di BOLOGNA visualizza visualizza
Università degli Studi di CAGLIARI visualizza visualizza
Università della CALABRIA visualizza visualizza
Università degli Studi di CAMERINO visualizza visualizza
Università degli Studi di CASSINO e del LAZIO MERIDIONALE visualizza visualizza
Università degli Studi di CATANIA visualizza visualizza
Università degli Studi “G. d’Annunzio” CHIETI-PESCARA visualizza visualizza
Università degli Studi di FIRENZE visualizza visualizza
Università degli Studi di FOGGIA visualizza visualizza
Università degli Studi di GENOVA visualizza visualizza
Università degli Studi de L’AQUILA visualizza visualizza
Università degli Studi di MACERATA visualizza visualizza
Università degli Studi di MESSINA visualizza visualizza
Università degli Studi di MILANO visualizza visualizza
Università degli Studi di MILANO-BICOCCA visualizza visualizza
Università Cattolica del Sacro Cuore visualizza visualizza
Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA visualizza visualizza
Università degli Studi del MOLISE visualizza visualizza
Università degli Studi di NAPOLI “L’Orientale” visualizza visualizza
Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – NAPOLI visualizza visualizza
Università degli Studi di PALERMO visualizza visualizza
Università degli Studi di PARMA visualizza visualizza
Università degli Studi di PERUGIA visualizza visualizza
Università per Stranieri di PERUGIA visualizza visualizza
Università di PISA visualizza visualizza
Università degli Studi “Mediterranea” di REGGIO CALABRIA visualizza visualizza
Università per Stranieri “Dante Alighieri” di REGGIO CALABRIA visualizza visualizza
Università degli Studi EUROPEA di ROMA visualizza visualizza
Università degli Studi di ROMA “La Sapienza” visualizza visualizza
Libera Università degli Studi “Maria SS.Assunta” – LUMSA visualizza visualizza
Università del SALENTO visualizza visualizza
Università degli Studi di SALERNO visualizza visualizza
Università degli Studi di SASSARI visualizza visualizza
Università degli Studi di SIENA visualizza visualizza
Università per Stranieri di SIENA visualizza visualizza
Università Telematica “LEONARDO da VINCI” visualizza visualizza
Università Telematica “E-CAMPUS” visualizza visualizza
Università Telematica “GIUSTINO FORTUNATO” visualizza visualizza
Università degli Studi “Guglielmo Marconi” – Telematica visualizza visualizza
Università Telematica San Raffaele Roma visualizza visualizza
Università Telematica Internazionale UNINETTUNO visualizza visualizza
Università Telematica “ITALIAN UNIVERSITY LINE” – IUL visualizza visualizza
Università Telematica PEGASO visualizza visualizza
UNICUSANO Università degli Studi Niccolò Cusano -Telematica Roma visualizza visualizza
Università degli Studi della TUSCIA visualizza visualizza
Università degli Studi di UDINE visualizza visualizza
Università della VALLE D’AOSTA visualizza visualizza
Università “Ca’ Foscari” VENEZIA visualizza visualizza
Università IUAV di VENEZIA visualizza visualizza

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Insegnare : GILDA/FGU Nazionale: documento DN su prove Invalsi
Inviato da admin_CUSMA il 27/4/2012 23:10:00 (673 letture)

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GILDA (FGU) Nazionale
26 aprile 2012

Documento Direzione Nazionale su prove Invalsi


La Direzione Nazionale della Gilda degli Insegnanti, riunitasi il 26 aprile 2012,

- conferma la posizione critica già assunta l’anno precedente dall’Assemblea Nazionale, pur in presenza di un mutato quadro normativo che rende obbligatoria la somministrazione delle prove di valutazione del sistema scolastico da parte dell’INVALSI;

- rileva, inoltre, che la tabulazione meccanica dei risultati delle prove, oltre ad invadere l’ ambito della professione docente, non rientra in essa in alcun modo, trattandosi di attività che attiene ad una valutazione esterna che non spetta ai docenti.

- ritiene ambigua la posizione assunta dal Ministero dell’Istruzione che demanda alle Scuole, relativamente alle prove INVALSI, l’individuazione delle inesistenti risorse finanziarie per retribuire tale attività, ammettendo, implicitamente, che si tratta di prestazione aggiuntiva e volontaria;

- stigmatizza l’anacronismo di un lavoro ripetitivo e amanuense che smentisce nei fatti il vantato processo di avanzamento dell’informatizzazione della Pubblica Amministrazione.

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Insegnare : dal Corriere di Romagna del 21 maggio
Inviato da admin_CUSMA il 22/5/2011 17:20:00 (760 letture)

Open in new windowdal Corriere di Romagna - 21.05.2011

I rischi delle prove Invalsi

Gent/le direttore, nei giorni scorsi le scuole italiane sono state impegnate dallo svolgimento delle cosiddette PROVE INVALSI, un sistema di test con cui si intendono misurare le competenze dei ragazzi in alcune materie fondamentali quali l’italiano e la matematica.Tale modalità di valutazione nasconde una serie di problematiche e rischi che sono stati in modo efficace descritti sul quotidiano ”La stampa” da Luca Ricolfi, con argomentazioni a cui rimando e che ritengo dovrebbero essere seriamente discusse nelle scuole, in un dibattito che, invece, a quanto mi risulta, è in gran parte mancato, almeno a livello locale.
Personalmente, concordo con l’autore dell’articolo citato nel temere il pericolo di una banalizzazione e/o impoverimento dei contenuti scolastici .
Ne vorrei denunciare anche un altro. E’ stato da più parti sottolineato come i test INVALSI privilegino alcune competenze e abilità a discapito di altre, come ad esempio la capacità argomentativa e il senso critico: avremo dunque una valutazione dei nostri studenti assolutamente parziale, di cui non è al momento chiaro l’uso che si vorrebbe fare.
E’ a mio parere assai grave, infatti, che il ministro, nel momento in cui ha disposto l’effettuazione di queste prove, non ha spiegato come intenda utilizzarne i risultati, venendo meno così ad un elementare dovere di trasparenza. Pare di capire che lo scopo sarebbe quello di valutare insegnanti e/o scuole per poi far partire, sulla base dei risultati, un sistema di premi e sanzioni, sul modello, insomma di quanto già avviene negli Stati Uniti. Se le cose stessero davvero così, sarebbe assai forte per le scuole il rischio del cosiddetto teaching to the test, cioè di sottrarre parti consistenti di tempo allo svolgimento dei programmi, all’assimilazione di concetti e allo sviluppo di competenze, per riservarlo all’addestramento alla risoluzione dei test, con grave danno per gli apprendimenti. Già cominciano a circolare manuali che servono a tale scopo.
Il teaching to the test è divenuto ormai la regola del sistema scolastico americano.
L’ex viceministro dell’istruzione USA, Diane Ravitch, in uno scritto facilmente reperibile in rete ha denunciato le gravi carenze di tale sistema, che conosce assai bene, avendo contribuito a costruirlo.
“In numerose scuole – scrive la Ravitch – gli insegnanti ordinari si interrompono diversi mesi prima degli esami per lasciare spazio alla preparazione intensiva di questi [i test]. Numerosi specialisti hanno stabilito che gli allievi non imparano niente, dato che gli si insegnano i test e non le materie scolastiche”.
Credo che a nessuno piacerebbe una realtà simile per la scuola italiana.

prof Paolo Petrocelli
Forlì

"La lettera del collega Paolo al quotidiano di Romagna è pienamente condivisa nel contenuto dal sottoscritto e dalla nostra Associazione, che già da tempo, tramite il Centro Studi Nazionale e l' organo di stampa "Professione Docente" punta il dito sui rischi e sulla scarsa utilità conseguenti l'uso di tale forma di verifica (test Invalsi), peraltro "imposti" unilateralmente e d'imperio dal Miur, eludendo ogni forma di confronto sindacale."
a.c.

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Insegnare : da Corriere della sera del 12 ottobre 2010
Inviato da admin_CUSMA il 12/10/2010 15:00:00 (726 letture)

Il welfare cambia le professioni. Gli insegnanti italiani sono 701.646.

INSEGNANTI
Motivi per i quali si è scelto il lavoro attuale.


a. Era la mia vocazione sin da piccolo 34,1%

b. Mi si è offerta l'opportunità e ho valutato che potesse andarmi bene 27,3%

c. Era uno dei lavori che mi sarebbe piaciuto fare anche se non il preferito 25,4%

d. L'ho scelto perchè è una professione molto utile alla società 21,6%

e. L'ho scelto perchè è un lavoro sicuro per tutta la vita 8,5%.



I CONTRATTI

Per quanto riguarda la scuola l'immobilismo si tocca con mano. Non ci sono state novità organizzative rilevanti, le forme contrattuali sono sempre le stesse.

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