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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 28/12/2021 15:00:42 (54 letture)

Insindacabile la libertà di insegnamento, il ds non può sanzionare nel merito

di L. Ficara - 26/12/2021

Una lettrice ci chiede se è nei poteri del dirigente scolastico procedere disciplinarmente contro un docente, anche con una sola censura, riguardo il metodo di insegnamento, l’uso delle griglie di valutazione e lo svolgimento delle attività didattiche proposte agli studenti.

Libertà di insegnamento
C’è da dire che le modalità di insegnamento di un docente non possono mai essere oggetto di azioni disciplinari da parte del dirigente scolastico, questo perché attengono alla libertà di insegnamento del docente.

La libertà di insegnamento è un principio costituzionale importante, infatti all’art.33 della nostra Costituzione è scritto: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi…”.

Insindacabilità
Nell’ultimo rinnovo del contratto scuola, quello 2016-2018, all’art. 29, riferito alla responsabilità disciplinare per il personale docente ed educativo, le parti avevano convenuto sulla opportunità di rinviare ad una specifica sessione negoziale, da svolgersi entro il luglio 2018, a livello nazionale la definizione, per il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche, della tipologia delle infrazioni disciplinari e delle relative sanzioni.

In tale art. 29 è chiaramente scritto che il soggetto responsabile del procedimento disciplinare deve in ogni caso assicurare che l’esercizio del potere disciplinare sia effettivamente rivolto alla repressione di condotte antidoverose dell’insegnante e non a sindacare, neppure indirettamente, la libertà di insegnamento.

Il ds non può sconfinare

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Normativa : da Ministero Istruzione
Inviato da admin_CUSMA il 20/12/2021 19:18:16 (28 letture)

news ... OBBLIGO VACCINALE: NUOVA NOTA DAL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE

20.12.2021
______________________________________________

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione
Il Capo Dipartimento


- Ai Dirigenti e ai Coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione
e, p.c.
- Ai Direttori generali e Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali
- Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
- All'Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
- All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
- Al Dirigente del Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento
- Al Sovrintendente scolastico per la Regione Valle d'Aosta
- Alle Organizzazioni sindacali area e comparto istruzione e ricerca


Oggetto: Obbligo vaccinale del personale scolastico – Specifica.

A specifica delle indicazioni fornite con nota di questo Dipartimento n. 1927 del 17 dicembre 2021 e al fine di rispondere agli ulteriori quesiti pervenuti, si ribadisce che il decreto legge 26 novembre 2021, n. 172, non prevede deroghe all’obbligo vaccinale per il personale scolastico e
che, dunque, a prescindere dalla vicende contingenti che interessano i singoli rapporti di lavoro, la vaccinazione costituisce per tutto il personale della scuola, anche se assente dal servizio, requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative.
In ragione di quanto sopra, le procedure di verifica dell’avvenuta vaccinazione potranno non essere avviate soltanto nei confronti di coloro che non svolgono la propria prestazione di lavoro presso le istituzioni scolastiche perché prestano servizio presso altra amministrazione o ente, oppure perché fruiscono di aspettative o congedi che comportano l'astensione piena e continuativa dalle attività lavorative a scuola (per i motivi di assistenza e/o di cura familiare o per i motivi personali già richiamati nelle precedenti note di questo Dipartimento), oppure perché versano nelle condizioni di infermità, previste dalla normativa vigente e certificate dalle competenti autorità sanitarie, che determinano l’inidoneità temporanea o permanente al lavoro.

IL CAPO DIPARTIMENTO
Stefano Versari

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Normativa : da "trend-online"
Inviato da admin_CUSMA il 3/12/2021 19:15:10 (50 letture)

news ...Legge 104: è ufficiale! Draghi aumenta i permessi lavoro (i giorni di permessi di lavoro concessi nel 2021 sono passati da 3 a 12 nell’arco dello stesso mese)!

di A. CICALA - non 2021

La Legge 104 subisce qualche ritocco (per il corrente anno 2021). L’esecutivo in carica, guidato dal premier Mario Draghi, ha apportato significative modifiche in questo 2021 alle legge del 1992 per renderla più adeguata al particolare momento storico e sociale che l’Itala sta vivendo a seguito della pandemia da Covid-19. Ecco di quali novità si tratta e come funziona la normativa.

La norma entrata in vigore nel lontano 1992, a sostegno dei soggetti con handicap o disabilità grave comprovata, nel 2021 è stata oggetto di modifiche da parte della cabina di regia del Governo Draghi nell’intento di garantire ancora di più l’inclusione nella società e la cura e l’assistenza dei malati, in un momento storico e sociale non proprio propizio dominato dalla pandemia da Coronavirus.

Insomma, sono state introdotte delle novità per offrire maggiore sostegno ai titolari di Legge 104 e ai familiari (caregiver) per affrontare in maniera più rilassata i gravi problemi sorti a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Procediamo con ordine per avere un quadro completo della situazione e per avanzare delle ipotesi su quali adattamenti potrebbero essere confermati anche nel 2022.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola"
Inviato da admin_CUSMA il 1/11/2021 17:50:00 (29 letture)

Open in new windowNews ...Compensi fondo d’istituto. Il Dirigente Scolastico deve fornire nominativi e importi

di F.O. - 30/10/2021

Ancora una pronuncia sulla vexata quaestio della possibilità di conoscere o meno come sono stati erogati i compensi accessori al personale scolastico.

Com’è noto, le scuole – anche su indicazione dell’ARAN- rifiutano di rendere pubblici nominativi e compensi, ritenendo sufficiente la comunicazione delle somme complessive erogate (cosiddetti “dati aggregati”), senza indicazione dei beneficiari, accampando ragioni di privacy.

Privacy o trasparenza?

In effetti, a suo tempo il Garante per la Privacy aveva ritenuto che “il quadro normativo non consente agli istituti scolastici di comunicare alle organizzazioni sindacali i nominativi dei docenti e di altro personale e le somme liquidate a ciascuno per lo svolgimento di attività finanziate con il cd. fondo di istituto”, ritenendo sufficiente la comunicazione del “solo ammontare complessivo del trattamento accessorio distribuito, eventualmente ripartito “per fasce” o “qualifiche”, senza comunicare i nominativi e le somme erogate individualmente a titolo di compenso accessorio”.

Tuttavia, un sistema che escludesse ogni forma di verifica e di controllo sull’operato del Dirigente, creerebbe una zona franca dell’Amministrazione, in cui sarebbe possibile attribuire denaro pubblico senza alcuna forma di controllo ex ante (attraverso la negoziazione) e persino ex post con l’informazione successiva o a seguito di istanza di accesso.

La sentenza del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato è da tempo intervenuto sulla questione, con sentenza n. 4417/2018.

Con tale pronuncia, il Giudice Amministrativo ha affermato che le organizzazioni sindacali sono “parte del complesso procedimento di formazione del Fondo di istituto nonché di accesso allo stesso da parte dei lavoratori e di ripartizione delle risorse finanziarie”.

Per tale ragione, tali organizzazioni hanno diritto di “conoscere tutti i documenti delle procedure di formazione, accesso, ripartizione e distribuzione delle somme contenute nel fondo, senza che l’Amministrazione possa ridurre tali informazioni, trattandosi di un accesso partecipativo e non solo conoscitivo, “la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici”.

I “dati aggregati”

Anche il Tar del Friuli, con sentenza n. 42/2021, ha ritenuto illegittima la decisione della scuola di fornire unicamente “i dati aggregati”, osservando che “il dato aggregato non consente di verificare se vi è stata una corretta distribuzione del fondo.

Si potrebbe infatti creare il paradosso che un ipotetico fondo di 1.000 euro, destinato a 10 docenti, venga suddiviso assegnando 10 euro a 9 docenti e 910 euro ad un unico docente.

La recente sentenza del Tribunale di Frosinone

Il Tribunale di Frosinone, con sentenza depositata il 12 ottobre 2021, ha accolto il ricorso proposto da varie sigle sindacali, avverso la mancata consegna dei prospetti analitici con i nominativi del personale utilizzato nelle prestazioni aggiuntive con l’indicazione, per ciascuno di loro, delle attività, delle ore impegnate e dei relativi compensi accessori.

Secondo il Tribunale, il parere del Garante della Privacy non tiene conto del fatto che le organizzazioni sindacali sono parti (e non terze) rispetto al procedimento di formazione, ripartizione e distribuzione delle risorse del fondo di istituto, cosicché esse vantano “una legittimazione ed un interesse (interni e) accentuati a conoscere ogni particolare della procedura stessa, onde poter svolgere pienamente e compiutamente il proprio mandato sindacale.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 19/10/2021 12:31:21 (25 letture)

Che differenza c’è tra scuola paritaria e scuola privata?

di Redazione - 18/10/2021

Cosa significa scuola paritaria e quale differenza intercorre tra scuole paritarie e scuole private? Lo chiarisce il Ministero dell’Istruzione.

Differenza tra scuole paritarie e scuole private

La legge 62 del 2000 ha stabilito (al comma 7 dell’articolo 1) che, dopo tre anni dalla sua entrata in vigore, le varie tipologie di scuole non statali previste dall’ordinamento allora vigente (autorizzate, legalmente riconosciute, parificate, pareggiate…) sarebbero state ricondotte a due: scuole paritarie e scuole non paritarie.

A seguire i chiarimenti del Mi.

Scuole paritarie
Le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico e sono inserite nel sistema nazionale di istruzione. Per gli alunni, la regolare frequenza della scuola paritaria costituisce assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Il riconoscimento della parità garantisce:

- l’equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti
- le medesime modalità di svolgimento degli esami di Stato
- l’abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi lo stesso valore legale delle scuole statali.

Scuole non paritarie
Le scuole non paritarie sono sempre di natura privata, e sono iscritte in elenchi regionali aggiornati ogni anno, reperibili sul sito internet dell’Ufficio scolastico regionale competente per territorio.

La regolare frequenza della scuola non paritaria da parte degli alunni costituisce assolvimento dell’obbligo di istruzione, ma esse non possono rilasciare titoli di studio aventi valore legale né attestati intermedi o finali con valore di certificazione legale.

Pertanto gli studenti devono sostenere un esame di idoneità al termine di ogni percorso scolastico oppure se vogliono trasferirsi in una scuola statale o paritaria.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 15/10/2021 18:13:35 (29 letture)

Green pass, sospensione più lunga per i docenti che non ce l’hanno

di L. Ficara - 15/10/2021

Cambiano, anche sostanzialmente, le norme per il personale scolastico sprovvisto di green pass. Tra le novità più importanti è quella del rischio dell’allungamento dei tempi di sospensione del docente (o personale Ata) senza green pass e quella della cancellazione delle sanzioni amministrative.

Nota ministeriale sulla certificazione verde

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato una nota, la n. 1534 del 15 ottobre 2021, in cui vengono sintetizzati i contenuti della legge 133/2021 sulla certificazione verde in ambito scolastico.
La novità è che il rientro del docente “sospeso” potrà avvenire solo alla conclusione della supplenza conferita per sostituirlo: in pratica, in questi casi il docente tornerebbe in servizio diversi giorni dopo l’ottenimento del Green pass, con decurtazione stipendiale maggiore rispetto all’effettiva mancanza della certificazione.

Sospensione fino al termine del contratto

La legge di conversione del decreto legge n. 111 del 6 agosto 2021 modifica, infatti, la disciplina della sospensione del rapporto di lavoro in caso di mancato possesso di valida certificazione verde e, quindi, la previsione della durata della sospensione del rapporto di lavoro.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 24/9/2021 17:20:00 (37 letture)

La nota disciplinare erogata dal docente ad un alunno non può essere cancellata dal Dirigente Scolastico

di L. Ficara - 24/09/2021

Una docente di un Liceo classico ci chiede se è legittimo che una sua nota disciplinare, inflitta ad un suo studente, sia stata cancellata dal dirigente scolastico o da uno dei suoi collaboratori. Bisogna sottolineare che qualsiasi docente, quando svolge il suo servizio, è un pubblico ufficiale e quello che scrive sul registro elettronico è un atto pubblico che non può essere modificato e nemmeno cancellato.

Nota sul registro è atto pubblico
Riguardo il fatto che le annotazioni dei docenti sul registro di classe, anche nel caso in cui si tratti di registro elettronico, rappresentino un vero e proprio atto pubblico, c’è la sentenza n.715 del 31 gennaio 2011, emanata dal Consiglio di Stato.

Nella citata sentenza, emessa in forma semplificata ai sensi dell’art. 26, comma 5 della legge n. 1034/1971, si recepiva il concetto sull’immodificabilità in via autoritativa di un atto pubblico, quale deve ritenersi il registro di classe, ad opera del dirigente dell’Istituto scolastico interessato. Nel caso specifico la sentenza si riferisce al fatto che un dirigente scolastico era intervenuto sul registro di classe, modificando una nota disciplinare fatta da un docente ad un suo studente, rendendola meno gravosa e più leggera. Il ricorso del docente, contro l’illegittimo intervento del dirigente scolastico, è stato basato sull’immodificabilità in via autoritativa di un atto pubblico.

Il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere totalmente le ragioni del docente, a tutela della natura pubblica della sua funzione e dei provvedimenti presi e registrati durante la sua presenza in classe.

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Normativa : da GILDA di Forlì-Cesena e Rimini
Inviato da admin_CUSMA il 25/8/2021 11:10:00 (79 letture)

Open in new windowGREEN PASS, TAR BOCCIA RICORSO: RESTA L’OBBLIGO PER IL PERSONALE SCOLASTICO

di redazione - 25 agosto 2021

Per poter entrare a scuola dal prossimo 1 settembre tutto il personale scolastico dovrà essere in possesso del Green pass.

Il Tar Lazio infatti ha bocciato il ricorso che voleva la sospensione del decreto n. 111 del 6 agosto scorso che prevede, appunto, l’obbligatorietà del Green pass. Il Tribunale amministrativo ha parlato dell’ ipotesi di “palese inammissibilità” del ricorso contro il decreto chiarendo, inoltre che, in caso di mancato rispetto dell’obbligo di Green pass, l’assenza del docente sarà considerata ingiustificata. Al decorrere del quinto giorno di assenza dal posto di lavoro, il rapporto professionale sarà quindi sospeso.

La GILDA lo aveva anticipato, non può essere impugnato in via diretta un atto di natura legislativa

Il Presidente del Tar Lazio non ha potuto far altro che rilevare l’inammissibilità del ricorso stante la natura dell’atto impugnato, ascrivibile al novero delle fonti normative primarie, considerato che nel nostro ordinamento non è prevista l’impugnazione diretta di atti aventi forza di legge.
Solo l’impugnazione contestuale degli atti amministrativi – eventualmente anche di carattere generale – applicativi del decreto legge 111/2021, potrebbe infatti determinare l’ammissibilità di un ricorso e consentire – se del caso – di sollevare la questione incidentale di legittimità costituzionale in ordine al decreto legge che ne costituisce la base normativa.

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Normativa : da Gilda di FC e RN
Inviato da admin_CUSMA il 28/12/2021 13:10:22 (15 letture)

Congedi parentali Covid prorogati fino al 31 marzo

Cesena, 27 dicembre 2021

Ai sensi dell’articolo 17, comma 3. Del DL 221/21 (cd decreto Natale) “Le misure di cui all'articolo 9 del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, si applicano fino al 31 marzo 2022”. Concretamente vuol dire che la possibilità di fruire del congedo Covid pagato al 50% per il genitore di figlio in quarantena o malato Covid o in Dad (che sarebbe dovuto cessare il 31.12.2021) è stata prorogata fino al 31 marzo prossimo. Il beneficio è previsto per chi ha figli nelle condizioni di cui sopra fino a 14 anni oppure disabili a prescindere dall'età. E' possibile fruire del medesimo congedo anche in caso di figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni, ma non è prevista alcuna retribuzione.

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Normativa : da Ministero Istruzione
Inviato da admin_CUSMA il 8/12/2021 21:50:00 (42 letture)

Decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172. Obbligo vaccinale per il personale della scuola. Suggerimenti operativi (nota 7.12.2021)
_____________________________________________________

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione


- Ai Dirigenti e ai Coordinatori didattici delle Istituzioni scolastiche
del sistema nazionale di istruzione

e, pc - Ai Direttori Generali e Dirigenti titolari degli Uffici scolastici regionali
- Al Sovrintendente Scolastico per la Scuola in lingua italiana di Bolzano
- All’Intendente Scolastico per la Scuola in lingua tedesca di Bolzano
- All’Intendente Scolastico per la Scuola delle località ladine di Bolzano
- Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia di Trento
- Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle D’Aosta
- Alle Organizzazioni sindacali Area e comparto Istruzione e ricerca


Oggetto: Decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172. Obbligo vaccinale per il personale della scuola. Suggerimenti operativi.

Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, 26 novembre 2021, n. 282, è pubblicato il decreto-legge 26 novembre 2021, n. 1721, allo stato in fase di conversione, che fra gli altri, ai fini del contenimento dell'epidemia da COVID-19, estende l’obbligo vaccinale al
personale della scuola.

L'obbligo vaccinale

L’art. 2 del decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172, infatti - con l’inserimento dell’art. 4-ter nel decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76 - a decorrere dal 15 dicembre 2021, introduce l'obbligo vaccinale per il “personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di
istruzione e formazione tecnica superiore”.
Il contenuto dell’obbligo vaccinale è precisato dall’art. 3-ter del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44 - pure introdotto dal decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172 - e comprende “il ciclo vaccinale primario e, a far data dal 15 dicembre 2021, la somministrazione della successiva dose di richiamo, da effettuarsi nel rispetto delle
indicazioni e dei termini previsti con circolare del Ministero della salute”. La somministrazione della dose di richiamo2 deve essere effettuata “entro i termini di validità delle certificazioni verdi COVID-19”.
L'adempimento dell’obbligo vaccinale previsto per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2 comprende, dunque, il ciclo vaccinale primario (le prime due dosi) e, a far data dal 15 dicembre 2021, la somministrazione della successiva dose di richiamo.
L’intervallo temporale minimo fra il completamento del ciclo vaccinale primario e quella booster è ora di cinque mesi (150 giorni).

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 1/12/2021 18:47:34 (64 letture)

Permessi retribuiti dei prof per motivi familiari e personali, c’è la privacy

di L. Ficara - 30/11/2021

La scuola chiede al docente di scrivere le motivazioni specifiche per giustificare il diritto alla fruizione dei permessi retribuiti familiari e personali, bisogna sapere che esiste, oltre al diritto a fruire di tre più sei giorni di permesso retribuito, anche il diritto alla privacy.

Permessi retribuiti dei docenti

La normativa di riferimento, per quanto riguarda i permessi retribuiti per motivi personali e familiari dei docenti, è il Contratto collettivo nazionale della scuola. A tal riguardo l’art.15, comma 2, del CCNL scuola 2006-2009, rimasto in vigore ai sensi dell’art.1, comma 10, del CCNL scuola 2016-208, dispone per i docenti di ruolo il diritto a fruire tre giorni di permesso retribuito per motivi familiari o personali, inoltre estende questo diritto, per gli stessi motivi, alla fruizione di sei giorni di ferie.

Nella norma è scritto: “Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”.

È utile leggere con attenzione l’ultimo periodo del comma 2 dell’art.15 del CCNL scuola 2006/2009, in cui si chiarisce senza ombra di dubbio che è possibile fruire, dopo i tre giorni di permessi retribuiti, anche dei sei giorni di ferie, che verrebbero fruiti anziché come semplici ferie, allo stesso modo dei tre giorni come permessi retribuiti. Quindi, in ragione di quanto suddetto, i giorni di permesso retribuito, la cui fruizione sfugge alla possibile discrezionalità del dirigente scolastico, sono fino ad un massimo di nove.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 22/10/2021 12:35:09 (33 letture)

News ... Orario di servizio, se si modifica senza confronto è un atto illegittimo

di L. Ficara - 21/10/2021

Una nostra lettrice ci chiede se è legittimo che il suo dirigente scolastico abbia deciso unilateralmente, senza nessun confronto e senza nessuna motivazione, di modificarle l’orario di servizio e il giorno libero.

Confronto sindacale
Le modifiche dell’orario di lavoro senza nessuna informazione e senza confronto con la parte sindacale sono di fatto illegittime e possono essere facilmente impugnate davanti il Giudice del Lavoro. Si tratta senza alcun dubbio di provvedimenti fatti senza rispettare passaggi evidenti previsti appunto dal CCNL scuola 2016-2018, quindi è una condotta, almeno formalmente, antisindacale.

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Normativa : da "TecnicadellaScuola"
Inviato da admin_CUSMA il 18/10/2021 17:20:25 (27 letture)

GREEN PASS, SANZIONI DA 400 A 1.000 EURO PER IL DIRIGENTE SCOLASTICO CHE NON CONTROLLA

di Lara La Gatta - 16 ott. 2021

Contrariamente a quanto previsto per il personale scolastico, per il quale non sono più comminate multe in caso di mancanza del Green pass, restano le sanzioni amministrative, da 400 a 1.000 euro, per i Dirigenti scolastici per l’omesso controllo del Green pass dei dipendenti della scuola e di chiunque entri nell’edificio scolastico.

Infatti, la Legge di conversione n. 133/2021 del D.L. 111/2021 conferma l’impianto sanzionatorio nei confronti dei soggetti titolari del controllo della Certificazione verde, che, nel caso delle scuole, è il Dirigente scolastico, insieme al personale appositamente delegato a questa funzione.

Ma chi controlla il Dirigente scolastico che a sua volta è controllore?
L’accertamento della violazione del dovere di verifica da parte dei DS, si legge nella nota, spetta ai Direttori generali degli uffici scolastici regionali territorialmente competenti.

A loro volta, i Dirigenti scolastici dovranno verificare che il personale delegato alla verifica abbia eseguito i dovuti controlli.

SCARICA QUI LA NOTA
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 agosto 2021, n. 111 e della LEGGE DI CONVERSIONE 24 settembre 2021, n. 133

https://www.tecnicadellascuola.it/wp-c ... EU.0001534.15-10-2021.pdf

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 10/10/2021 18:32:06 (39 letture)

Dati vaccinali di studenti e docenti: le scuole li potranno trattare. Lo dice il DL 139, in vigore dal 9 ottobre

di R. Palermo - 09/10/2021

Entra in vigore oggi (sabato 9 ottobre) il decreto legge 139 “Disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali”.
Con l’articolo 9 si introduce una modifica decisiva al TU 196 del 2003 in materia di trattamento dei dati personali.
In pratica viene inserita nel Regolamento per la Privacy una norma che dice: “ll trattamento dei dati personali da parte di un’amministrazione pubblica … è sempre consentito se necessario per l’adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l’esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti”.

E ancora: “La finalità del trattamento, se non espressamente prevista da una norma di legge o, nei casi previsti dalla legge, di regolamento, è indicata dall’amministrazione, in coerenza al compito svolto o al potere esercitato”.

Nel concreto la norma dovrebbe consentire di risolvere diversi problemi posti dal controllo del green pass.
Per esempio d’ora innanzi le autorità scolastiche dovrebbero poter accedere ai dati vaccinali degli alunni (ed eventualmente dei docenti) in modo da poter organizzare al meglio il servizio scolastico.
Ovviamente affinché la norma diventi operativa sarà necessario un provvedimento amministrativo (un decreto ministeriale, per esempio).
Il comma 3 dello stesso articolo limita in qualche modo le prerogative del Garante per la Privacy in quanto stabilisce che d’ora in poi, i pareri richiesti in merito a provvedimenti inerenti le riforme del PNRR dovranno essere resi dall’Autorità entro il termine massimo (e non prorogabile) di 30 giorni. Trascorso questo termine l’Amministrazione dello Stato potrà intervenire anche in assenza del parere.

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Normativa : da "OrizzonteScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 2/9/2021 17:10:00 (103 letture)

Open in new windowDirigenti scolastici non possono sospendere i docenti, ancora una sentenza della Cassazione che conferma

di Avv. M. Barone - 02.09.2021

Con l’ordinanza della Cassazione Civile Ord. Sez. 6 Num. 23524/ 2021 del 27 agosto si conferma ancora una volta con la massima giurisprudenza che il dirigente scolastico non ha il potere di sospendere i docenti.

Il fatto
La Corte d’Appello ha respinto l’appello del MIUR e confermato la decisione di primo grado che aveva dichiarato illegittima e «annullato» la sanzione disciplinare della sospensione dall’insegnamento per tre giorni applicata ad un docente, come difeso dai propri legali, perché emessa da organo incompetente (id est: dal dirigente scolastico e non dall’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari); a tale riguardo, la Corte territoriale ha ritenuto che la competenza del dirigente scolastico dovesse individuarsi in relazione alla sanzione edittale astrattamente irrogabile, sulla base della disciplina sanzionatoria normativamente prevista e non, invece, stabilirsi sulla base di una valutazione ex ente, rimessa al responsabile della struttura, della gravità della violazione contestata e della sanzione in concreto irrrogabile tra il minimo ed il massimo previsti; per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il MIUR.

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