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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola" del 20 agosto 2019
Inviato da admin_CUSMA il 21/8/2019 14:38:56 (70 letture)

Dirigenti scolastici, formazione delle classi e assegnazione docenti

di Redazione - 20/08/2019

I nuovi dirigenti scolastici che prenderanno servizio dal giorno 1 Settembre 2019, si troveranno ad affrontare un mondo tutto nuovo. Le responsabilità del dirigente scolastico sono infatti davvero tante ed è bene avere una panoramica generale dell’attività che si andrà ad effettuare.

Fra le varie attività che competono al dirigente scolastico, c’è quella della formazione delle classi e dell’assegnazione ad esse dei docenti.

Dirigenti scolastici: formazione delle classi e assegnazione docenti


Il problema della formazione delle classi e della assegnazione dei docenti è certamente uno dei più complessi e difficili che un neodirigente deve affrontare.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 26 mag 2019
Inviato da admin_CUSMA il 27/5/2019 15:34:34 (108 letture)

News ... Classi di concorso atipiche, ecco come varia l’organico per i perdenti posto

di L. Ficara - 26/05/2019

Una docente di un liceo scientifico della classe di concorso A026 (matematica), individuata soprannumeraria ci pone una domanda che riguarda le classi di concorso atipiche e l’incrocio delle graduatorie.

Docente perdente posto, ci pone questa domanda

“Sono ultima nella graduatoria interna di Istituto per la mia classe di concorso A026 (matematica) con 131 punti, però nella graduatoria della classe di concorso A027 (matematica e fisica) ci sono due docenti che hanno 127 e 124 punti e sono il penultimo e l’ultimo della graduatoria per l’individuazione dei perdenti posto. La dirigente avrebbe individuato me, della classe di concorso A026, come perdente posto. Mi dicono che l’A026 (matematica) si può insegnare solo al biennio, per cui, visto che si perdono classi di biennio, sarò io la perdente posto. È giusta questa modalità di individuazione del docente soprannumerario attuato nel mio istituto?”.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola" del 7 gennaio 2019
Inviato da admin_CUSMA il 7/1/2019 23:15:21 (84 letture)

Cancellazione degli ambiti, ecco cosa accade ai titolari di ambito

di L. Ficara - 07/01/2019

Con le nuove regole della mobilità 2019-2022 vengono cancellati gli ambiti territoriali e tutti i docenti tornano ad essere titolari su scuola. Ecco cosa accade ai docenti che ancora sono titolari su ambito territoriale.

Norma che assegna la scuola ai titolari di ambito
Ai sensi dell’art.6, comma 8, dell’ipotesi del CCNI mobilità 2019-2022 è stato disposto che prima di eseguire la mobilità, i docenti con incarico triennale, ivi inclusi i docenti con incarico triennale in scadenza al 31 agosto 2019, acquisiscono la titolarità sulla scuola di incarico. I docenti titolari su ambito, privi di incarico su scuola, sono assegnati sulla provincia.

In buona sostanza prima che venga eseguita la mobilità 2019/2020, tutti i docenti che attualmente sono titolari di ambito e sono incaricati triennalmente in una data scuola, avranno la titolarità assegnata alla scuola di attuale incarico. Nel caso i docenti titolari di ambito non abbiano avuto incarico triennale per mancanza di cattedra in quell’ambito e negli ambiti della medesima provincia, saranno considerati titolari sulla provincia.

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Normativa : da Gilda Forlì-Cesena e Rimini
Inviato da admin_CUSMA il 17/10/2018 16:50:00 (131 letture)

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Visite specialistiche, ecco le informazioni sui permessi per docenti e personale ata - Cesena, 17 ottobre 2018

Il nuovo CCNL scuola 2016-2018 ha previsto l’introduzione di nuovi permessi per le visite specialistiche per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole, mentre per i docenti le regole restano quelle dell’anno scolastico passato.

Assenze visite specialistiche per i docenti

Dopo la sentenza del TAR Lazio 5714 del 17 aprile 2015, in cui si definiscono illegittime le disposizioni unilaterali sulla materia delle assenze per visite specialistiche, introdotte dalla circolare n.2/2014 della Funzione Pubblica, tutto viene ricondotto alle normali procedure scritte nel CCNL scuola 2006/2009 (rimaste vigenti anche dopo il rinnovo del contratto 2016/18).
Incominciamo con il dire che per una visita specialistica è possibile chiedere una giornata di permesso retribuito (per i docenti a tempo indeterminato), ai sensi dell’art.15 comma 2 del CCNL scuola, è possibile chiedere anche un permesso breve (anche per i docenti a tempo determinato) ai sensi dell’art.16 del medesimo contratto, oppure è anche possibile chiedere, ai sensi dell’art.17 comma 16 sempre del CCNL scuola, una giornata di malattia in cui si specifica la non presenza a casa nelle fasce di reperibilità per la visita fiscale.
È bene specificare che se l’assenza del docente per visita specialistica viene richiesta come una giornata di malattia, questa è soggetta alla trattenuta stipendiale ai sensi del comma 1 dell’art. n. 71 del decreto n. 112/08 e convertito in L. 133/08, per cui il docente ha diritto soltanto alla corresponsione del solo trattamento economico fondamentale soggetto a decurtazione di ogni indennità o emolumento, di carattere fisso e continuati. Si tratta di una trattenuta che oscilla tra i 5 e i 9 euro circa, a seconda della classe stipendiale.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola" del 23 settembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 23/9/2018 12:57:48 (166 letture)

Permessi retribuiti, i docenti hanno diritto a nove giorni

di L. Ficara - 23/09/2018

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I permessi retribuiti dei docenti, ai sensi dell’art.15, comma 2, del CCNL scuola 2006/2009, sono un diritto contrattuale e possono essere fruiti fino a un massimo di nove giorni ad anno scolastico.

Normativa contrattuale sui permessi retribuiti e nota ARAN

La normativa di riferimento, per quanto riguarda i permessi retribuiti, è il Contratto collettivo nazionale della scuola. A tal riguardo l’art.15, comma 2, del CCNL scuola 2006-2009, rimasto in vigore ai sensi dell’art.1, comma 10, del CCNL scuola 2016-208, dispone per i docenti di ruolo il diritto a fruire tre giorni di permesso retribuito per motivi familiari o personali, inoltre estende questo diritto, per gli stessi motivi, alla fruizione di sei giorni di ferie.

Nella norma è scritto: “Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”.

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Normativa : da "legalitanellascuola.blogspot" 01 marzo 2018
Inviato da admin_CUSMA il 1/3/2018 13:10:00 (179 letture)

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Emergenza climatica e validità dell'anno scolastico: spetta al collegio dei docenti decidere sull'opportunità dei recuperi (fermo restando che non vanno recuperati i giorni di sospensione per cause esterne es. per neve)

di C. Izzo - 1 marzo 2018

In questi giorni caratterizzati dalle continue e non programmate chiusure delle scuole (condizioni climatiche avverse, elezioni politiche, ecc..), da più parti viene posto il problema della validità dell'anno scolastico, dell'obbligatorietà del recupero dei giorni di lezione non svolti e delle competenze in materia.

Si ricorda, preliminarmente, che l’istituzione scolastica deve garantire l’attività didattica per almeno 200 giorni di scuola e comunque per il monte ore annuale previsto dal Piano di studi (891 ore annuali pari a 27 ore settimanali o 990 annuali pari a 30 ore settimanali ,1056 per 32 ore settimanali.)

Il Collegio dei docenti deve essere attento da un lato, al rispetto della sussistenza dei 200 giorni minimi di lezione, dall'altro al rispetto del monte ore annuale obbligatorio in termini complessivi e per singole discipline e/o attività.

In via generale, però, non vanno recuperati i giorni di lezione persi per cause esterne (elezioni, ordinanze dei sindaci, calamità naturali), mentre vanno recuperati i giorni di sospensione delle lezioni derivanti da decisioni autonome delle scuole.

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Normativa : da "dirittoscolastico.it"
Inviato da admin_CUSMA il 15/11/2017 15:34:47 (346 letture)

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I permessi retribuiti dei docenti ex art.15, comma 2 del CCNL vigente non possono essere negati a nessun titolo


Appare superfluo ritornare su una tematica ampiamente dibattuta in ambito giurisprudenziale, che ha fatto non poca luce su un diritto intangibile in capo ai docenti, di poter richiedere in corso di anno scolastico quei “permessi retribuiti” senza che vi sia alcuna intromissione di sorta da parte del dirigente scolastico. Ebbene, i permessi retribuiti sono infatti un diritto e come tale non possono essere sottoposti a alcun potere discrezionale, sbaglia chi si fa convincere altrimenti, rinunciando così, non solo ad un diritto contrattualmente sancito, ma addirittura creando, talvolta, se non spesso, nel proprio contesto di riferimento una consuetudine contra legem, che di fatto viene poi estesa indistintamente a tutti i dipendenti che ne facciano richiesta. Insomma in alcune scuole la previsione contrattuale dell’art.15, comma 2, verrebbe spesso derogata dai dirigenti scolastici, venendo ad assumere una connotazione troppo “autonomistica”, stando che il loro modo di agire con questa prassi inconsueta, sarebbe dovuta, il più delle volte, alla mancanza da parte dei docenti interessati di far valere proprio tale diritto.


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Normativa : da "scuola e amministrazione" del 26 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 28/9/2017 0:50:01 (317 letture)

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LA GESTIONE DELL'ISTITUZIONE SCOLASTICA AUTONOMA

Discrezionalità assoluta del Dirigente scolastico nell’attribuzione del bonus premiale? Nemmeno per sogno!


di Agata Scarafilo - settembre 26th, 2017

La “Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con un parere del 13 luglio scorso, ha accolto il ricorso di una docente a cui le era stato negato non solo il Bonus premiale, ma anche l’accesso agli atti. Il provvedimento rafforza il principio che, in merito all’attribuzione o non attribuzione del Bonus in questione, non vi è discrezionalità assoluta del Dirigente Scolastico

Con il parere, del 13 luglio scorso, della “Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi” della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DICA 0015182 P-4.8.1.8.3), cadono un po’ di certezze sull’insindacabilità dell’attribuzione o della non attribuzione del Bonus premiale ai docenti (comma 129 dell’art. 1 Legge 107/2015) da parte del Dirigente Scolastico.

Grazie ad un ricorso alla citata Commissione, da parte di un docente non assegnatario del bonus, si apprende che, previa informativa ai contro interessati, chiunque ne sia stato escluso dall’attribuzione ha il diritto di vedersi accolta la richiesta di accessi agli atti ai sensi della Legge 241/1990.

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Normativa : da USR Emilia Romagna - 14 giu 2019
Inviato da admin_CUSMA il 16/6/2019 22:20:00 (63 letture)

USR Emilia Romagna - 14 giu 2019

Calendario scolastico 2019/2020

Si ricorda che alla pagina http://istruzioneer.gov.it/2019/06/04 ... stico-per-la-s-2019-2020/
è stata pubblicata la nota congiunta Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna / Regione Emilia-Romagna con cui vengono fornite precisazioni relative al calendario scolastico per l’a.s. 2019/2020, calendario che le scuole hanno modo di adattare alle esigenze della loro offerta formativa entro il 30 giugno p.v.
Si ricorda altresì che nel vecchio sito di questo Uffico, all’indirizzo http://archivi.istruzioneer.it/emr/is ... scolastico-faq/index.html, sono disponibili in forma di FAQ risposte alle domande più frequenti che le scuole hanno posto relativamente alla tematica.

- La Regione Emilia-Romagna, con Delibera di Giunta n. 353 del 27 marzo 2012, ha stabilito che le lezioni in ciascun anno scolastico inizino il 15 settembre e si concludano il 6 giugno; entro tale arco temporale è previsto l’obbligo di svolgimento di almeno 205 giorni di attività didattiche. Nella medesima Delibera vengono fissati anche i criteri di azione nel caso i giorni di inizio e termine delle lezioni dovessero cadere di sabato o di domenica; in tale circostanza l’inizio delle lezioni slitterà al primo giorno lavorativo successivo, mentre la chiusura potrà essere anticipata al giorno lavorativo precedente quello festivo o posticipata, se necessario, per garantire la soglia dei 205 giorni di attività didattiche.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 26.03.2019
Inviato da admin_CUSMA il 27/3/2019 0:33:35 (102 letture)

Permessi retribuiti, si possono usare anche i sei giorni di ferie

di F. De Angelis - 26/03/2019

I permessi retribuiti per quanto riguarda i docenti, ai sensi dell’art.15, comma 2, del CCNL scuola 2006/2009, sono un diritto contrattuale e possono essere fruiti fino a un massimo di nove giorni ad anno scolastico. Tali disposizioni sono rimaste inalterate nel nuovo CCNL.

Permessi docenti nuovo contratto: nessuna modifica

Il dirigente scolastico, come abbiamo ricordato in precedenza, deve solo verificare la regolarità normativa dell’istanza presentata dal docente, senza avere nessun potere di veto.

In base alla normativa, “il dipendente, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”.

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Normativa : da Gilda Forlì-Cesena e Rimini
Inviato da admin_CUSMA il 5/11/2018 22:20:00 (164 letture)

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I sei giorni di ferie (art. 15 c. 2 del CCNL) possono essere fruiti dai docenti come "permessi retribuiti" durante l’anno scolastico

Il portale SIDI ha emesso un avviso in cui conferma la possibilità, per tutti gli insegnanti delle scuole statali italiane, di poter usufruire di sei giorni di ferie, durante l’anno, al pari dei 3 giorni di permessi per motivi personali o familiari e alle stese condizioni, dopo che questi sono già stati fruiti, e che i medesimi non sono a discrezione del dirigente scolastico che deve, quindi, concederli senza che il docente debba trovare qualcuno che lo sostituisca (art. 15 CCNL vigente).
Lo stabiliscono i nuovi codici (PE03) che le segreterie scolastiche hanno inserito per le assenze del personale della scuola a partire da questo anno scolastico 2018/19.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola" del 30 settembre 2018
Inviato da admin_CUSMA il 1/10/2018 12:28:17 (146 letture)

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Piano annuale attività, il DS lo deve pubblicare all’albo

di L. Ficara - 30/09/2018

Il piano annuale delle attività, proposto al Collegio docenti ad inizio di anno scolastico dal Dirigente scolastico, deve essere deliberato dal Collegio e pubblicato all’albo, in tempi rapidi, dal Ds.

Normativa sul piano annuale delle attività

Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento (art.28 CCNL scuola) ed in attività funzionali alla prestazione di insegnamento (art.29 CCNL scuola).

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Normativa : da "OrizzonteScuola" - 9.03.2018
Inviato da admin_CUSMA il 10/3/2018 17:30:00 (261 letture)

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Permessi personali o familiari: Dirigenti Scolastici non possono pretenderne la documentazione e non sono soggetti ad “accertamento d’ufficio”.

di P. Pizzo - 9 marzo 2018

Ai fini della fruizione dei 3 + 6 giorni di permesso per motivi familiari o personali alcuni docenti ci segnalano le ennesime circolari in cui il Dirigente scolastico non solo chiede la documentazione a supporto della richiesta, ma addirittura si afferma che tali permessi siano oggetto di controllo da parte dell’Amministrazione ai sensi dell’art. 71 del DPR 45/2000 e quindi soggetti ad “accertamento d’uffici”. Niente di più falso.

Come vedremo, infatti, i permessi non rientrano nella materia del DPR sopra citato e ci sarebbe quindi bisogno di un bel ripasso della norma.

I PERMESSI PER MOTIVI FAMILIARI E PERSONALI. NULLA È INNOVATO.

L’art. 15, comma 2 del CCNL comparto Scuola prevede che il personale docente ed educativo assunto a tempo indeterminato ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.

Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, i docenti possono fruire di sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma.

Tale norma è suffragata e diremmo che è stata “rafforzata” dall’art. 1 comma 10 del nuovo CCNL 2018 in cui viene specificato che rimangono in vigore tutte le norme dei “vecchi” contratti non modificati dal nuovo.

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Normativa : da USR Emilia Romagna - 13 dic. 2017
Inviato da admin_CUSMA il 13/12/2017 15:40:00 (213 letture)

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Procedimenti disciplinari nei confronti del personale scolastico. D.lgs. n. 165/01 (TUPI Testo Unico Pubblico Impiego) modificato dal D.lgs. n. 75/17 – Principali novità in materia di gestione del procedimento disciplinare.
--------------------------------------------------------
- AI Dirigenti scolastici
delle Istituzioni scolastiche dell’Emilia-Romagna
per il tramite dei
- Dirigenti degli Uffici di Ambito territoriale USR Emilia-Romagna
- A tutti i Dirigenti degli Uffici di Ambito territoriale
USR Emilia-Romagna da V a XI
- Ai Dirigenti degli Uffici da I a IV USR Emilia-Romagna
- Ai Dirigenti tecnici
Coordinamento ispettivo USR Emilia-Romagna


Oggetto: Procedimenti disciplinari nei confronti del personale scolastico. D.lgs. n. 165/01 (TUPI Testo Unico Pubblico Impiego) modificato dal D.lgs. n. 75/17 - Principali novità in materia di gestione del procedimento disciplinare.


Come è noto alle SS.LL., il D.lgs. n. 75/17, recante modifiche e integrazioni al D.lgs. n. 165/01 (Testo Unico Pubblico Impiego), ha introdotto importanti innovazioni relativamente alle gestione dei procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti pubblici nonché in merito alle responsabilità dei medesimi dipendenti, ivi inclusi quelli con qualifica dirigenziale.
Scopo della presente nota è quello di sottolineare alcune tra le più rilevanti disposizioni, che modificano il quadro normativo previgente con particolare riferimento al procedimento disciplinare, ai fini di un puntuale recepimento operativo da parte delle SS.LL.

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Normativa : da "La tecnicadellascuola.it" del 27 settembre 2017
Inviato da admin_CUSMA il 28/9/2017 15:36:47 (275 letture)

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Chi deve svolgere il periodo di formazione e prova?

Mercoledì, 27 Settembre 2017


In risposta a numerose richieste di chiarimenti relative allo svolgimento del periodo di formazione di e prova di docenti neoassunti, l'U.s.r. Lombardia ha richiamato la normativa di riferimento, fornendo i seguenti chiarimenti.

Sono tenuti a svolgere l’anno di formazione e di prova:


1. i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato, a qualunque titolo conferito, e che aspirino alla conferma nel ruolo;
2. i docenti per i quali sia stata richiesta la proroga del periodo di formazione e di prova o che non abbiano potuto completarlo negli anni precedenti, purché sia previsto il raggiungimento dei 180 gg. di servizio (di cui almeno 120 per attività didattiche): è possibile, infatti, che il docente, anche per più anni scolastici, si assenti a causa della fruizione di aspettative per motivi di famiglia, malattia, congedi per maternità, tali da non permettere per ogni anno scolastico di riferimento il raggiungimento dei 180 gg. effettivi di servizio. In tal caso l’anno di formazione e di prova viene differito con motivato provvedimento del Dirigente Scolastico;
3. i docenti che abbiano ottenuto una valutazione negativa del primo anno di formazione e di prova; in tal caso i docenti in questione effettueranno un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile;
4. i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo (no chi ha avuto il passaggio di cattedra).

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