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Federazione Gilda - Unams (FGU) di Forlì-Cesena e Rimini
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La sede è aperta martedì e giovedì dalle 16:00 alle 18:30 in Via Uberti 56/F a CESENA - Tel. 054726145
mail: gildafc@virgilio.it - PEC: fgu@pec.gildafc.eu
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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 24/9/2021 17:20:00 (3 letture)

La nota disciplinare erogata dal docente ad un alunno non può essere cancellata dal Dirigente Scolastico

di L. Ficara - 24/09/2021

Una docente di un Liceo classico ci chiede se è legittimo che una sua nota disciplinare, inflitta ad un suo studente, sia stata cancellata dal dirigente scolastico o da uno dei suoi collaboratori. Bisogna sottolineare che qualsiasi docente, quando svolge il suo servizio, è un pubblico ufficiale e quello che scrive sul registro elettronico è un atto pubblico che non può essere modificato e nemmeno cancellato.

Nota sul registro è atto pubblico
Riguardo il fatto che le annotazioni dei docenti sul registro di classe, anche nel caso in cui si tratti di registro elettronico, rappresentino un vero e proprio atto pubblico, c’è la sentenza n.715 del 31 gennaio 2011, emanata dal Consiglio di Stato.

Nella citata sentenza, emessa in forma semplificata ai sensi dell’art. 26, comma 5 della legge n. 1034/1971, si recepiva il concetto sull’immodificabilità in via autoritativa di un atto pubblico, quale deve ritenersi il registro di classe, ad opera del dirigente dell’Istituto scolastico interessato. Nel caso specifico la sentenza si riferisce al fatto che un dirigente scolastico era intervenuto sul registro di classe, modificando una nota disciplinare fatta da un docente ad un suo studente, rendendola meno gravosa e più leggera. Il ricorso del docente, contro l’illegittimo intervento del dirigente scolastico, è stato basato sull’immodificabilità in via autoritativa di un atto pubblico.

Il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere totalmente le ragioni del docente, a tutela della natura pubblica della sua funzione e dei provvedimenti presi e registrati durante la sua presenza in classe.

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Normativa : da GILDA di Forlì-Cesena e Rimini
Inviato da admin_CUSMA il 25/8/2021 11:10:00 (34 letture)

Open in new windowGREEN PASS, TAR BOCCIA RICORSO: RESTA L’OBBLIGO PER IL PERSONALE SCOLASTICO

di redazione - 25 agosto 2021

Per poter entrare a scuola dal prossimo 1 settembre tutto il personale scolastico dovrà essere in possesso del Green pass.

Il Tar Lazio infatti ha bocciato il ricorso che voleva la sospensione del decreto n. 111 del 6 agosto scorso che prevede, appunto, l’obbligatorietà del Green pass. Il Tribunale amministrativo ha parlato dell’ ipotesi di “palese inammissibilità” del ricorso contro il decreto chiarendo, inoltre che, in caso di mancato rispetto dell’obbligo di Green pass, l’assenza del docente sarà considerata ingiustificata. Al decorrere del quinto giorno di assenza dal posto di lavoro, il rapporto professionale sarà quindi sospeso.

La GILDA lo aveva anticipato, non può essere impugnato in via diretta un atto di natura legislativa

Il Presidente del Tar Lazio non ha potuto far altro che rilevare l’inammissibilità del ricorso stante la natura dell’atto impugnato, ascrivibile al novero delle fonti normative primarie, considerato che nel nostro ordinamento non è prevista l’impugnazione diretta di atti aventi forza di legge.
Solo l’impugnazione contestuale degli atti amministrativi – eventualmente anche di carattere generale – applicativi del decreto legge 111/2021, potrebbe infatti determinare l’ammissibilità di un ricorso e consentire – se del caso – di sollevare la questione incidentale di legittimità costituzionale in ordine al decreto legge che ne costituisce la base normativa.

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Normativa : da Ministero Istruzione - chirimenti
Inviato da admin_CUSMA il 22/7/2021 19:40:52 (21 letture)

PARERE MINISTERO SU ABILITAZIONE DOCENTI 22 LUGLIO 2021
________________________________________________

Ministero dell’Istruzione
Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione
Il Capo Dipartimento

- A i Direttori generali degli Uffici scolastici regionali
- Ai D irigenti titolari degli Uffici scolastici Regionali per l’Umbria, la Basilicata e il Molise - LORO SEDI


OGGETTO: Procedura straordinaria finalizzata all’immissione in ruolo del personale docente nella scuola secondaria di I e II grado. Abilitazione all’esercizio della professione docente . Parere.

Pervengono richieste di parere circa il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione docente per il personale che ha superato le prove della procedura straordinaria in oggetto finalizzata all’immissione in ruolo indetta con D.D. 23 aprile 2020 n. 510 .
In merito si rappresenta preliminarmente che l’attuale quadro normativo di riferimento è costituito dall’articolo 1, comma 9, del D.L. 29 ottobre 2019 n. 126, convertito con modificazioni dalla L. 20 dicembre 2019, n. 159, che disciplina la questione di cui si tratta alle lettere e), f ) e g). L’articolo 59 del D.L.25 maggio 2021 n. 73 è poi intervenuto (al comma 21) sulla formulazione della predetta lettera g) e ha integrato (al comma 3) la graduatoria di cui all’articolo 1, comma 9, lettera b) del decreto - legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159.
Alla luce del frastagliato quadro normativo sopra richiamato, come derivante da successivi interventi legislativi modificativi, acquisito parere conforme da parte dell’Ufficio Legislativo e della Direzione generale per il personale della scuola di questo Ministero, si ritiene di poter riconoscere l’abilitazione
all’insegnamento al ricorrere delle seguenti condizioni:
- iscrizione nell’elenco non graduato di cui all’articolo 1, comma 9, lettera e), del D.L. legge 29 ottobre 2019 n. 126, convertito con modificazioni dalla L. 20 dicembre 2019, n. 159, previo superamento delle prove concorsuali ovvero, per effetto di quanto sopra richiamato, inserimento nelle graduatorie di merito della procedura straordinaria in oggetto, pubblicate nel corrente a.s. 2020/21;
- titolarità, nell’anno scolastico 2020/21, di un contratto di docenza a tempo indeterminato ovvero a tempo determinato di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche presso una istituzione
scolastica del sistema nazionale di istruzione, ferma restando la regolarità contributiva.

I L CAPO DIPARTIMENTO
Stefano Versari

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 14/4/2021 21:40:00 (105 letture)

Open in new windowSanzioni disciplinari, il prof può uscire da scuola se gli alunni non ci sono (sanzione annullata dal Tribunale)

di Lucio Ficara - 13/04/2021

Soddisfazione della Gilda Insegnanti di Catanzaro per una sentenza che annulla la sanzione disciplinare disposta ad una docente che sarebbe stata rea, secondo il dirigente scolastico, di avere abbandonato il servizio per essere uscita prima da scuola in quanto la classe non era presente durante l’ultima ora della mattinata.

Il caso di sospensione dal servizio

Questa vicenda si è conclusa con l’annullamento di una sanzione disciplinare per insussistenza dei suoi presupposti di legge di violazione degli obblighi di servizio. All’insegnante di una scuola secondaria della provincia di Catanzaro era stato ascritto di avere lasciato la scuola senza autorizzazione dirigenziale: ma ciò era avvenuto, come dedotto nel ricorso fatto al giudice del lavoro, solo pochi minuti prima della fine dell’orario di servizio, in un giorno di fine anno scolastico, in quanto tutti i pochi alunni presenti erano stati autorizzati per iscritto a lasciare la classe proprio dal Dirigente scolastico e dal suo collaboratore vicario. Per tali ragioni il dirigente scolastico aveva disposto la sospensione dal servizio per due giornate lavorative con trattenuta dello stipendio.

Il Ds non può sospendere dal servizio i docenti

Il Capo di Istituto è legittimato a irrogare soltanto le sanzioni disciplinari fino alla censura, poiché non esiste una norma che preveda, per il personale docente, la sanzione della sospensione dal servizio fino a dieci giorni, contemplata, allo stato, dal vigente Contratto Collettivo Nazionale “Istruzione e Ricerca” del 19 aprile 2018, soltanto per il personale ATA. La tipologia delle sanzioni applicabili ai docenti, per effetto del rinvio dell’art. 29 del suddetto CCNL a una sessione negoziale mai avvenuta, è ancora quella prevista dal d.lgs. n. 297/1994, che non prevede, appunto, la sospensione fino a dieci giorni ma soltanto quella fino a trenta giorni disposta dagli uffici scolastici competenti, conseguendone che, per il principio di tassatività delle sanzioni, il DS non può comminare una sanzione non contemplata dall’ordinamento per il personale docente.

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Normativa : da "OrizzonteScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 29/3/2021 19:30:00 (96 letture)

Domanda part time entro il 15 marzo, potrebbe essere respinta?

di redazione - marzo 2021

Il personale ATA, docente ed educativo assunto a tempo indeterminato ha la facoltà di richiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da full a part time, scegliendo tra le opzioni part time orizzontale, verticale, ciclico. La domanda deve essere presentata al Dirigente Scolastico della scuola di titolarità entro il 15 marzo di ogni anno. Potrebbe non essere accettata?

Condizioni per accettare la domanda

Innanzitutto la concessione del part time è subordinata al limite del 25% della dotazione organica complessiva a livello provinciale (contingente), di personale a tempo pieno di ciascuna classe di concorso o posti o di ciascun ruolo.

Quindi se per la propria classe di concorso o profilo professionale tale percentuale è già satura, non possono essere accolte nuove domande.

Inoltre l’art. 73 del decreto legge n. 112 del 25/06/2008 convertito in legge n. 133 del 06/08/2008, successivo alla sottoscrizione del CCNL 29/11/2007, ha modificato il regime giuridico del part time nel senso che la sua concessione non è automatica ma è subordinata ad una valutazione discrezionale dell’amministrazione di appartenenza, conseguentemente il Dirigente Scolastico ha la facoltà di rigettare l’istanza in caso di pregiudizio alla funzionalità complessiva della scuola.

Indicazioni più puntuali sono contenute nella circolare n. 9 del 30/06/2011 della Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento della Funzione Pubblica -Ufficio personale, laddove si precisa “Pertanto, in presenza del posto nel contingente e in mancanza di tali condizioni preclusive (che riguardano il perseguimento dell’interesse istituzionale e il buon funzionamento dell’amministrazione) il dipendente è titolare di un interesse tutelato alla trasformazione del rapporto, ferma restando la valutazione da parte dell’amministrazione relativamente alla congruità del regime orario e alla collocazione temporale della prestazione lavorativa proposti.”

Domanda respinta

Il Dirigente Scolastico che si trovi a dover respingere una richiesta di part time deve indicare in modo chiaro e dettagliato le motivazioni. In primis per permettergli eventualmente di ripresentare nuova istanza con diverse modalità, nonché per tutelare l’Amministrazione in caso di contenzioso da parte dell’interessato.

Scelta domande in caso di esubero

Alcuni Uffici Scolastici indicano quali sono i criteri di scelta delle domande rispetto ai posti disponibili, in caso di esubero

1. Precedenze di cui all’art 3 dell’O.M.446/97
2. Maggiore anzianità di servizio
3. età anagrafica.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 13/10/2020 11:52:34 (89 letture)

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Nuovo DPCM, Conte ha firmato: cosa cambia per la scuola

di F. De Angelis - 13/10/2020


Nella notte è stato firmato il nuovo Dpcm dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte contenente le misure anti-covid. Ecco le indicazioni per la scuola.

Stop alle gite scolastiche. Ok ai Pcto
Le gite scolastiche e tutte le attività extra scolastiche, e dunque laboratori presso musei piuttosto che visite per gemellaggi con istituti di altre città, sono sospese, come già avevamo anticipato. Restano in piedi, invece, i percorsi di alternanza scuola lavoro (PCTO), a quanto pare.
La scelta sarebbe dettata dal fatto che tali attività sarebbero programmate dalle scuole e non ancora avviate e che comprende piccoli gruppi di studenti, quindi più facilmente gestibili dal punto di vista delle misure anti coronavirus.

Niente dad alle superiori. Per adesso
Un altro aspetto da sottolineare riguarda il fatto che, il Governo, per adesso, non prevede un ritorno alla didattica a distanza per le scuole superiori. In realtà la proposta di una nuova Dad almeno per gli studenti delle superiori era arrivata nel pomeriggio del 12 ottobre dalle Regioni, che chiedevano un sforzo in tal senso anche nell’ottica di alleggerire i mezzi pubblici, nodo problematico delle prime settimane di scuola.

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Normativa : da GildaFC/RN - Il referente scolastico covid
Inviato da admin_CUSMA il 31/8/2020 20:52:22 (156 letture)

Open in new windowIl referente scolastico COVID 19 nella scuola: chi è? Necessario nominarlo? Quali compiti

di Avv. Marco Barone - agosto 2020

E’ stata introdotta una nuova figura nell’ambito dell’emergenza coronavirus tramite le indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia. Documento prodotto dal Gruppo di Lavoro ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler,Regione Emilia-Romagna, Regione Veneto.

Si tratta della figura del referente scolastico. E qui sorgono delle perplessità in ordine a questa figura che contrattualmente non esiste, è contemplata in via precettiva dal documento appena citato. Sarà obbligatoria nominarla nell’ambito scolastico o si tratta solo di opportunità? Sarà necessaria la disponibilità del nominato che dovrà ricevere specifica lettera d’incarico o si verrà nominati d’ufficio ovviamente sempre con la lettera d’incarico? A parere dello scrivente la figura del referente dovrà sussistere in ogni ambito scolastico ma sarà fondamentale la disponibilità a svolgere l’incarico che non potrà essere imposta da parte dirigenziale d’ufficio, perché ciò non è contemplato da nessuna norma. Il problema si porrà chiaramente nel caso in cui nessuno nella scuola vorrà svolgere il detto incarico dal quale, come per ogni incarico, con giustificati motivi sarà possibile produrre comunque legittime dimissioni. Così come dubbi sussistono sul fatto che questa figura qualora non coincida con quella del Dirigente scolastico possa essere retribuita e come. Ricordiamo che con il FIS il dirigente scolastico può retribuire non più di due collaboratori come accertato da diverse sentenze, per ultima Tribunale di Cagliari decreto 11597/2020 del 31/07/2020. E nel caso coincida con quella del DS se andrà o meno riconosciuto al Dirigente scolastico qualche indennizzo per le ulteriori responsabilità che emergono con questo incarico.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it" del 29 ott 2019
Inviato da admin_CUSMA il 30/10/2019 13:50:00 (147 letture)

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Decreto scuola, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato

di A. C. - 29/10/2019

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto scuola licenziato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 10 ottobre, il cosiddetto “Decreto salva precari Bis”.

Il testo firmato da Mattarella non è stato ancora depositato, ma si prevedono “misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”. Rispetto al provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri, il testo sarebbe stato limato e adeguato, poiché conteneva misure a rischio di incostituzionalità

Il decreto legge dovrà essere convertito in legge entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

News 30 ott 2019

Decreto scuola pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Dopo la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvenuta nella giornata di martedì, il decreto scuola (il salva precari bis licenziato dal Consiglio dei Ministri dello scorso 10 ottobre) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento entrerà in vigore da giovedì 31 ottobre.

Qui trovi il testo in PDF

https://imm.tecnicadellascuola.it/wp-c ... uploads/2019/10/pdf-2.pdf

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Normativa : da "OrizzonteScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 2/9/2021 17:10:00 (50 letture)

Open in new windowDirigenti scolastici non possono sospendere i docenti, ancora una sentenza della Cassazione che conferma

di Avv. M. Barone - 02.09.2021

Con l’ordinanza della Cassazione Civile Ord. Sez. 6 Num. 23524/ 2021 del 27 agosto si conferma ancora una volta con la massima giurisprudenza che il dirigente scolastico non ha il potere di sospendere i docenti.

Il fatto
La Corte d’Appello ha respinto l’appello del MIUR e confermato la decisione di primo grado che aveva dichiarato illegittima e «annullato» la sanzione disciplinare della sospensione dall’insegnamento per tre giorni applicata ad un docente, come difeso dai propri legali, perché emessa da organo incompetente (id est: dal dirigente scolastico e non dall’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari); a tale riguardo, la Corte territoriale ha ritenuto che la competenza del dirigente scolastico dovesse individuarsi in relazione alla sanzione edittale astrattamente irrogabile, sulla base della disciplina sanzionatoria normativamente prevista e non, invece, stabilirsi sulla base di una valutazione ex ente, rimessa al responsabile della struttura, della gravità della violazione contestata e della sanzione in concreto irrrogabile tra il minimo ed il massimo previsti; per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il MIUR.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 30/7/2021 17:02:52 (23 letture)

Ricostruzione di carriera e mobilità docenti, non vale il servizio pre-ruolo nelle paritarie

di L. La Gatta - 30/07/2021

Brutte notizie per i docenti delle paritarie: non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 485 del decreto legislativo n. 297 del 1994 che non consente di valutare, ai fini della ricostruzione di carriera e della mobilità, l’insegnamento prestato presso le scuole paritarie, prima dell’immissione nei ruoli della scuola statale.

A dirlo è la Corte costituzionale con la sentenza n. 180, depositata il 30 luglio, confermando quanto più volte stabilito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, che, in un numerose decisioni, ha ritenuto che – ai fini dell’inquadramento e del trattamento economico dei docenti – non è valutabile il servizio pre-ruolo prestato presso le scuole paritarie in ragione della non omogeneità dello status giuridico del personale, nonché della mancanza di una norma di legge che consenta tale riconoscimento.

Anche la giurisprudenza amministrativa si è più voltre attestata sulle medesime posizioni, escludendo la possibilità di valutare il servizio pre-ruolo svolto in scuole paritarie ai fini della mobilità.

La Corte costituzionale sottolinea anche come il CCNI sulla mobilità preveda espressamente che «il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile in quanto non riconoscibile ai fini della ricostruzione di carriera».

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 22/7/2021 18:59:48 (30 letture)

Fuori dalle Gae e dal ruolo tutte le docenti diplomate magistrali non abilitate

di M.C. Lapadula - 22/07/2021

Recentemente il TAR del Lazio con la sentenza n.. 770/2021, condividendo le argomentazioni difensive svolte in favore di una docente diplomata magistrale inserita in Gae a pieno titolo per idoneità a concorso abilitante nonché rappresentante dell’intero “Movimento Difesa delle Gae”, ha respinto nel merito il ricorso proposto in quella sede giudiziaria dai circa 3000 docenti D.M. non abilitati.

Respingendo il ricorso dei 3000 docenti D.M. i giudici del TAR Lazio hanno ritenuto irrilevante l’intervenuta stipula, nelle more del giudizio, del contratto di lavoro a tempo indeterminato da parte dei predetti ricorrenti e la richiesta di dichiarare cessata la materia del contendere.
Parimenti i giudici del Tar hanno, altresì, respinto (ritenendola priva di nuovi e validi motivi di rimessione) la richiesta delle ricorrenti docenti D.M. di voler rimettere nuovamente la controversia innanzi all’ Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.

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Normativa : da GILDA FC/RN
Inviato da admin_CUSMA il 1/4/2021 18:00:00 (77 letture)

Nuovo Decreto: scuola zona rossa e arancione, cosa cambia da mercoledì 7 aprile

di Redazione - 01/04/2021

Ritornano a scuola in presenza tutti gli alunni dall’asilo alla prima media dal 7 aprile e per tutto il mese. Il nuovo decreto Covid del Governo rende ufficiale quanto il Premier aveva già anticipato in conferenza stampa: la scuola in presenza per tutti fino alla prima media in modo inderogabile; per gli altri gradi di scuola, la didattica in presenza o a distanza dipenderà dal colore della zona.

Scuola zona rossa

In zona rossa tornano a scuola gli alunni dalle sezioni dell’infanzia fino alla prima classe di scuola media. Restano in DaD dalla seconda media in poi.

Scuola zona arancione

Scuole tutte in presenza, DaD (tra il 25% e il 50%) solo per gli alunni delle scuole superiori.

Possibilità di chiudere e convertire in DaD le classi dalla seconda media in poi in quei territori con un livello di contagio superiore ai 250 positivi per 100 mila abitanti in una settimana.

Ovunque, anche in fascia rossa

A prescindere dalla fascia di colore possono frequentare la scuola in presenza:

1. gli alunni per l’uso dei laboratori;
2. gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali per i quali sia più opportuna la scuola in presenza;
3. altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe con i quali gli studenti BES possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, ai fini di una effettiva inclusione.

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Normativa : da "OrizzonteScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 30/10/2020 17:13:48 (92 letture)

Lavoratori fragili, didattica integrata e a distanza: chi riguarda, quali modalità, a casa o a scuola? Scheda

di Avv. Marco Barone - 29 ottobre 2020

Sui lavoratori fragili siamo intervenuti più volte evidenziando la problematicità interpretativa di norme che si stanno accavallando. Anziché semplificare la questione rendendola chiara, tassativa, certa, come dovrebbero essere le leggi, sulla carta, la si sta in realtà complicando. Tra le questioni dubbie oltre a quella del periodo di comporto e regime giuridico dello stato di malattia d’ufficio con decorrenza dal 16 ottobre vi è anche quella sulla questione della didattica a distanza e/o didattica digitale integrata. Cerchiamo di analizzare il quadro nell’insieme che interessa tutto il personale scolastico non solo quello “fragile”.

Chi sono i lavoratori fragili

Il MIUR nelle sue FAQ lo spiega chiaramente: Sono i “lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia Covid-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”. Il lavoratore fragile è colui che ha patologie preesistenti (due o più patologie) che potrebbero determinare, in caso di contagio, un esito più grave, ai quali il datore di lavoro deve assicurare la “sorveglianza sanitaria eccezionale” (art. 83 del D.L. 19 maggio 2020 n. 34 e sua conversione in Legge 17 luglio 2020, n. 77). Il lavoratore interessato chiede al Dirigente scolastico di avviare la procedura per la sorveglianza sanitaria eccezionale attraverso il Medico competente o i servizi territoriali dell’Inail che vi provvedono con propri Medici del lavoro. È opportuno ricordare che il comma 3 dell’articolo 83 citato afferma che l’inidoneita’ alla mansione accertata ai sensi del presente articolo non puo’ in ogni caso giustificare il recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro. Questione non da poco conto soprattutto per i precari stante la problematicità del calcolo del periodo di comporto. Per il ministero della Pubblica Amministrazione con il decreto del 19 ottobre 2020 il cui provvedimento si estende alle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dunque anche alla scuola, il “lavoratore fragile” richiamato nel presente decreto viene definito tale con esclusivo riferimento alla situazione epidemiologica e va individuato nei soggetti in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Quindi non tutti possono essere lavoratori fragili, la casistica è ben limitata.

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Normativa : da "LaTecnicadellaScuola.it"
Inviato da admin_CUSMA il 18/9/2020 15:36:27 (88 letture)

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Piano annuale delle attività: viene ancora deliberato dal Collegio Docenti?

di Francesco Orecchioni - 17/09/2020

Riceviamo spesso in Redazione richieste di chiarimenti da parte dei lettori, in ordine alle competenze dei Dirigente Scolastici.

Qualche lettore ci chiede se sono ancora vigenti le disposizioni contrattuali e del D. Lgs. n. 297/1994 (Testo Unico della Scuola) o se tali disposizioni siano state implicitamente abrogate a seguito dell’introduzione dell’autonomia scolastica e alla conseguente istituzione della figura del Dirigente Scolastico.

Qualcuno è arrivato a ipotizzare un potere del Dirigente di scegliere personalmente i docenti cui affidare le funzioni strumentali o di predisporre il piano annuale delle attività senza sottoporlo all’approvazione del Collegio docenti.

Il Piano annuale delle attività deve essere approvato dal Collegio dei docenti?

Sul punto, l’art. 28, comma 4, del Contratto è molto chiaro, in quanto stabilisce: “prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è approvato dal collegio dei docenti”.

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Normativa : Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna
Inviato da admin_CUSMA il 18/5/2020 15:11:56 (133 letture)

Ufficio Scolastico Regionale Emilia Romagna, 16 maggio 2020

AVVISO – Esami di Stato e valutazione a.s. 2019/20 – Pubblicate le Ordinanze

Sono state pubblicate sul sito del Ministero dell’Istruzione le Ordinanze nn. 9, 10, 11 del 16 maggio 2020 e relativi allegati.

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha firmato le Ordinanze sugli Esami di Stato del primo e del secondo ciclo e sulla valutazione finale delle studentesse e degli studenti, ora disponibili sul sito del Ministero dell’Istruzione.
Le tre Ordinanze tengono conto di quanto previsto dal decreto scuola, approvato in Consiglio dei Ministri ad aprile, e dell’emergenza coronavirus. Sono state firmate dopo essere state presentate ufficialmente alle Organizzazioni sindacali e sottoposte al parere del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione.

Le Ordinanze

Valutazione finale e recupero degli apprendimenti
L’Ordinanza sulla valutazione punta a valorizzare al meglio il percorso delle studentesse e degli studenti, tenendo conto della particolarità di questo anno scolastico e guardando anche al prossimo, con apposite misure di recupero degli apprendimenti. Molta attenzione viene posta agli alunni con bisogni educativi speciali, in particolare a quelli con disabilità.

La valutazione avverrà sulla base di quanto effettivamente svolto nel corso dell’anno, in presenza e a distanza. Gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche con voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline. Ma per chi è ammesso con insufficienze o, comunque, con livelli di apprendimento non pienamente raggiunti sarà predisposto dai docenti un piano individualizzato per recuperare quanto non è stato appreso. L’integrazione degli apprendimenti partirà da settembre e potrà proseguire, se necessario, durante tutto l’anno scolastico 2020/2021.

La possibilità di non ammettere all’anno successivo è prevista solo in casi molto specifici, individuati dall’Ordinanza.

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